In primo piano

A pochi giorni, ormai, dalla pubblicazione della sentenza della Corte di Giustizia europea sulla violazione da parte dello Stato italiano della direttiva comunitaria sui contratti a termine dei supplenti, un'insegnante precaria dopo 36 anni di servizio si appella a Renzi e Giannini: basta supplenze, assumeteci. Ha iniziato nel 1978, è stata reputata idonea al concorso del 1999 ed entrata in Graduatoria "ad esaurimento - dice - non perché si esauriranno, ma perché sei vecchio, perché muori o vai in pensione senza aver lavorato".

Marcello Pacifico (Anief-Confedir): per non immetterli in ruolo lo Stato ha fatto di tutto. Ma stavolta se il Governo non cambia verso subito, in autunno potrebbe essere la Corte UE a costringere i tribunali del lavoro a stabilizzarli.

1 Graduatorie di istituto di II e III fascia. Difformità nell’attribuzione dei punteggi

Il Dipartimento per il sistema educativo di istruzione ed informazione ha diramato un’ulteriore Nota (la n. 8479 del 27 agosto 2014, alla quale rimandiamo, con la quale fornisce indicazioni sulle difformità dei criteri applicati dalle segreterie scolastiche.                     

2) Autorizzate 620 assunzioni di dd.ss., per l’anno 2014/2015. La ripartizione regionale dei posti

L’Ufficio Stampa MIUR ha comunicato (27 agosto 2014) che il MEF ha dato il via libera; prenderanno servizio oggi, ma troppe sono le scuole che restano il senza dirigente titolare.                                                                                                                                              

3) L’albero della cuccagna

Dalla spending  review, il Governo tirerebbe fuori anche quanto occorre per il rinnovo del contratto degli otre 3 milioni (Scuola compresa) di pubblici dipendenti

4) “SbloccaItalia”.

Provvedimenti del Governo infiocchetti con appellativi pretenziosi. Avanziamo un’osservazione (marginale)

5) La spending review adocchia gli esami di Stato conclusivi dei cicli scolastici

Un’anticipazione dalle Linee-guida che il Governo discuterà (quando?) in Consiglio dei ministri                                              

Pubblichiamo alcuni articoli sugli stipendi fermi dal 2009 e sull'immissione in ruolo di numerosi sessantenni.

Pubblichiamo alcuni articoli sulla sentenza del Tar Lazio che ordina il reinserimento in terza fascia di alcuni ricorrenti Anief.

Pubblichiamo alcuni articoli sui circa 40mila docenti precari che si sono spostati da Sud a Nord; tre anni fa furono quasi il doppio.

Le famiglie guadagnano poco e spendono sempre meno. Ma mentre nel comparto privato le buste paga continuano ad essere incrementate rispetto al costo della vita, tra i pubblici dipendenti si riscontra un processo ben diverso. Vale per tutti l'esempio della scuola, dove nell'ultimo periodo l'inflazione ha superato le buste paga di 5 punti percentuali. Tanto è vero che rispetto agli altri Paesi economicamente sviluppati dell’area Ocde i nostri insegnanti arrivano alla pensione in media con 8mila euro annui in meno.

Marcello Pacifico (Anief-Confedir): l'unico modo per invertire la tendenza è tornare a portare nuovi soldi con le leggi di Stabilità. Però il Governo sembra pensare ad incrementare solo gli stipendi dei docenti e Ata più meritevoli, sottraendo fondi dai risparmi. Abbandonando tutti gli altri a vivere perennemente sotto il costo della vita.  A questo gioco non ci stiamo e ricorriamo alla CEDU.

Il Presidente Anief, Marcello Pacifico, oggi sarà ospite di TG Pomeriggio su Sky TG24, in onda dalle 15:00 alle 16:30.

Durante la trasmissione si parlerà della riforma della scuola che il Governo Renzi avrebbe dovuto presentare oggi ma il cui varo è stato rinviato a settembre.

 

Semplice- mente

 

Renzi aveva annunziato un Consiglio dei Ministri che avrebbe stupito spalancando le finestre all’aria della rivoluzione culturale. E ci ha stupiti davvero: di Scuola, Renzi stasera non parlerà. Siamo stupiti, e anche preoccupati per la salute della democrazia.

 

È uno dei paradossi che solo la scuola italiana è in grado di offrire: da una parte docenti e Ata, quasi 65enni, che manifestano per vedersi riconosciuta quella pensione negata per una dimenticanza del legislatore; dall’altra colleghi della stessa età, con i capelli bianchi e in certi casi anche più grandi, che brindano per aver raggiunto quell’immissione in ruolo in cui non speravano più. Il caso delle maestre di Roma.

Marcello Pacifico (Anief-Confedir): a complicare la situazione sono state le riforme Gelmini e Fornero, unite alla cronica inosservanza in Italia delle direttive europee in materia di precariato e alle assunzioni a tempo indeterminato col contagocce malgrado decine di migliaia di posti liberi.

Pubblichiamo alcuni articoli su Carriera docenti: Anief dice sì ma con regole chiare e aumenti base legati all'inflazione

IL TEMPO: Supplenti, il governo li eliminerà

ANSA - Scuola: Anief, carriera prof? Sì ma con regole chiare e aumenti base legati all'inflazione