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Aveva ragione l'Anief a sostenere a spada tratta i diritti dei docenti che hanno conseguito l'abilitazione PAS o TFA con riserva in attesa della definizione nel merito del contenzioso instaurato per l'accesso al percorso abilitante: Il Tribunale del Lavoro di Massa ha dato pieno accoglimento alle richieste patrocinate con grande esperienza per il nostro sindacato dall'Avv. Simona Fabbrini a tutela di una docente di ruolo, abilitatasi accedendo “con riserva” al Percorso Abilitante Speciale, cui l'USR Toscana aveva voluto negare la possibilità di ottenere il passaggio di ruolo proprio a causa del mancato “scioglimento della riserva” sulla sua abilitazione PAS, in quanto ancora in attesa della discussione nel merito del ricorso pendente presso il competente Tribunale Amministrativo. Con un'Ordinanza esemplare ottenuta dal nostro legale, il MIUR ha ricevuto ordine di immediata elaborazione della domanda di mobilità della ricorrente constatando come “se si accedesse all’interpretazione adottata dal MIUR, i provvedimenti cautelari emessi dal CdS in favore della ricorrente non avrebbero alcuna efficacia”. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Le abiltiazioni PAS e TFA “con riserva” sono utili a tutti gli effetti, continueremo a tutelare in giudizio quanti dovessero subire discriminazioni o danni alla propria attività professionale a causa delle illegittimità poste in essere dal MIUR”.

 

Le procedure di immissioni in ruolo avverranno in modo tradizionale, da GaE o da concorso, ma la scelta finale non avverrà sulle classiche 100 province, bensì sui nuovi 200 ambiti territoriali introdotti attraverso i commi 73 e altri della Legge 107/2015.

Marcello Pacifico (presidente Anief): è evidente, anche se probabilmente ancora non chiaro a tutti, che con il passare del tempo la riforma su ambiti territoriali coinvolgerà sempre più insegnanti, con tutti i limiti e le criticità che comporta; ad iniziare dagli errori dell’algoritmo, che il Miur si ostina a tenere segreto, sino ai recenti casi di personalizzazione dei criteri di selezione da parte dei dirigenti scolastici. Dal 2017 tutti coloro che faranno domanda di trasferimento, volontaria o obbligatoria, rientreranno nella ‘mobilità territoriale e professionale del personale docente che opera tra gli ambiti territoriali’. In attesa di comprendere se i referendum richiesti per l’abolizione di alcune parti della Legge 107 possano andare a buon fine, non possiamo che rinnovare il monito ai dirigenti scolastici perchè evitino forme fantasiose di ricerca dei docenti. In caso contrario, laddove nella scelta non sia stata rispettata la legittimità costituzionale e quanto indicato nel Ptof approvato dal Collegio dei docenti, sarà il Tribunale a dirimere la questione.

 

L’assegnazione dei posti in base alle esigenze di organico ha il fine primario di “piazzare” i soprannumerari, senza tenere conto delle cattedre indicate dal collegio dei docenti, ma in molti istituti si sta producendo il risultato dell’indisponibilità di un sostituto del dirigente. Perché per legge deve essere della stessa disciplina. E se non scatta l'esonero dei vicari è un bel problema, perchè le sole 200 assunzioni di nuovi dirigenti scolastici, gli idonei residui dell’ultimo concorso del 2011, lasceranno comunque oltre mille, forse 2mila, scuole in reggenza. Solo che i vicari sono figure fondamentali, perchè tanti dirigenti scolastici da settembre 2016 saranno costretti a gestire più istituti, con anche dieci e più plessi.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): il Miur si sta ‘incartando’, perchè si stanno determinando problemi sistematici di mancata coincidenza tra gli insegnamenti chiesti dalle scuole e i docenti mandati dall’ufficio scolastico che non sono solo privi di abilitazione specifica ma ora nemmeno più affini alle discipline indicate dal Collegio dei Docenti. Cosa se ne fa una scuola di un docente di stenodattilografia se ha chiesto un esperto per potenziare il laboratorio di chimica? Oltre a produrre un danno evidente ad alunni e progettualità d’istituto, ora si mettono in difficoltà pure i vicari dei presidi che svolgono un lavoro troppo importante e delicato, oltre che malpagato. Negare loro pure l’esonero dalle lezioni sarebbe assurdo.

 

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