Pensioni, Anief chiede al Senato di rispettare l'impegno preso dal Governo


Si conceda al personale della scuola la proroga al 31 agosto 2012 dei requisiti utili per lasciare il servizio con le vecchie regole.

Il Senato non può tirarsi indietro: prenda atto delle chiare indicazioni che la Camera ha dato al Governo il 26 gennaio scorso e permetta al personale della scuola di lasciare il servizio tenendo conto anche del periodo svolto fino al prossimo 31 agosto. A sostenerlo è il Presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, che a nome degli interessati al provvedimento (tutti i docenti e Ata che nel 2012 raggiungono quota 96 attraverso un’anzianità contributiva di almeno 35 anni e 61 anni di età oppure 36 di servizio e 60 di età) torna a chiedere al Parlamento di attuare per il personale della scuola la stessa “finestra” per andare in pensione già concessa ai lavoratori privati della classe 1952.

Nel caso sia ancora possibile modificare il testo approvato dalla Camera – ha dichiarato il Presidente del giovane sindacato – ritengo sia importante inserire un emendamento che renda merito a quanto richiesto dall’Anief e condiviso dal Governo in un ordine del giorno già approvato: l’introduzione della finestra per il personale della scuola che desidera andare in pensione con le vecchie regole, avendo maturato i requisiti entro il 31 agosto 2012, sarebbe una conquista di equità, poiché questi dipendenti possono lasciare la scuola solo all’inizio di ogni nuovo anno scolastico”.

Pacifico coglie l’occasione per ribadire l’importanza della norma approvata dalla Camera, sempre nel decreto ‘Milleproroghe’, che permetterà ad oltre 23mila docenti abilitati negli ultimi due anni e quelli che si stanno abilitando di superare l’incredibile situazione di limbo in cui erano stati collocati e trovare finalmente posto nelle Graduatorie ad esaurimento: “è evidente – ha commentato il sindacalista dell’Anief - che l’emendamento approvato dall’altro ramo del Parlamento rende giustizia a una illegittima esclusione perpetrata in questi anni a danno di docenti abilitati dallo Stato attraverso le Università: questi precari hanno tutto il diritto di essere messi nelle condizioni di insegnare attraverso le graduatorie appropriate”.

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