Scuola: la UE ci chiede insegnanti giovani, ma il Senato li vuole respingere


Bel paradosso, mentre il Senato si appresta a votare quell’emendamento soppressivo (14.10 Pittoni o 14.100 Mercatali) del comma 2-ter, art. 14 del Mille-proroghe che avrebbe consentito ai giovani laureati l’inserimento nelle graduatorie, l’Europa ci chiede di garantire il turn over tra i docenti ultracinquantenni e i giovani laureati abilitati.

Ci si interroga perché non abbiamo giovani laureati disposti ad insegnare, ma in realtà ci si dovrebbe interrogare perché vogliamo lasciare fuori dalle graduatorie, ad invecchiare, giovani laureati selezionati per insegnare. Stranezze di un Paese dove si vorrebbe fare entrare di ruolo nella pubblica amministrazione iure soli seu aetatis, per volontà del senatore di turno che trama per il suo ideale politico e non agisce per gli interessi del Paese. Già, tanto avremo nella scuola il tanto sospirato nuovo sistema di reclutamento lombardo con la chiamata diretta da parte dei dirigenti scolastici dei padani doc, seppur adottati tra i terroni. Altro che concorsi trasparenti: basterà esibire il certificato di residenza o di nascita e - perché no? - la tessera elettorale (più diretta). Viva l’Italia.

L’articolo di Tuttoscuola

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