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Notizie :: Parlamento
Presentata interrogazione on. Russo (PD) su scatti biennali

Pubblicato il 07 Febbraio 2011 alle 10:31

Il parlamentare riprende la denuncia dell’Anief e chiede ai ministri Gelmini e Tremonti se hanno intenzione di pagare gli scatti biennali maturati da 800.000 docenti e ata di ruolo a partire dal gennaio 2011 e di valutarli ai fini previdenziali, oppure se vogliono eliminarli definitivamente, al luogo del nuovo meccanismo di carriera imposto dal Governo il 4 febbraio 2011.

 

Il testo dell’interrogazione

-

Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca

Al Ministro dell’economia e della finanze

 

- Per sapere - premesso che:

più di 850.000 lavoratori di ruolo della scuola, tra docenti e personale amministrativo, nel cedolino unico di gennaio hanno subito la proroga di due anni delle classi e degli scatti stipendiali che avrebbero dovuto maturare con decorrenza successiva al 1 gennaio 2011, come anticipato nella nota informativa n. 181 del 29 dicembre 2010 a firma del dirigente del Ministero dell’Economia e delle Finanze, Dipartimento dell’amministrazione generale del personale e dei servizi, Direzione centrale dei sistemi informativi e dell’innovazione,

il D. I. n. 3 del 14 gennaio 2011 del ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e del Ministro dell’Economia e delle Finanze, sentite le OO. SS. rappresentative, in particolare Snals Confsal, Cisl Scuola, Uil Scuola, prevede l’utilizzo di 320 milioni per il recupero dell’utilità dell’anno 2010 ai fini della maturazione delle posizioni di carriera e stipendiali e dei relativi incrementi economici del personale docente, educativo ed ATA, grazie all’utilizzo delle forzose economie di spese realizzate dai pesanti tagli avvenuti a seguito dell’adozione del piano di dimensionamento e di razionalizzazione della rete scolastica previsto dall’art. 64 della legge 6 agosto 2008, n. 133, mentre rimane vago per il recupero degli anni successivi,

l’art. 9, comma 23, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78 convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, dispone che“Per il personale docente, Amministrativo, Tecnico ed Ausiliario (A.T.A.) della Scuola, gli anni 2010, 2011 e 2012 non sono utili ai fini della maturazione delle posizioni stipendiali e dei relativi incrementi economici previsti dalle disposizioni contrattuali vigenti. È fatto salvo quanto previsto dall’art. 8 comma 14”,

l’art. 8, comma 14, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78 convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, prevede che “Fermo quanto previsto dall'art. 9, le risorse di cui all' articolo 64, comma 9, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, sono comunque destinate, con le stesse modalità di cui al comma 9, secondo periodo, del citato articolo 64, al settore scolastico. La destinazione delle risorse previste dal presente comma è stabilita con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative

la ragione per cui si è deciso a priori di bloccare hic et nunc per due anni le classi e degli scatti stipendiali che avrebbero dovuto maturare con decorrenza successiva al 1 gennaio 2011, senza attendere, come per il 2010, se rispettivamente nel 2011 e nel 2012, si possano effettivamente rendere disponibili le risorse di cui all’ultimo periodo del medesimo articolo 64 comma 9 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133,

se il recupero dell’utilità dell’anno 2010 ai fini della maturazione delle posizioni di carriera e stipendiali e dei relativi incrementi economici del personale docente, educativo ed ATA, previsto dal decreto interministeriale, sia in contrasto con quanto previsto dalla norma di legge e se possa essere valutato ai fini pensionistici e previdenziali,

se ilGoverno ha intenzione di emanare un decreto con cuivieta nei meccanismi di carriera la distribuzione in maniera indifferenziata o sulla base di automatismi e premi collegati alla performance in assenza delle verifiche e attestazioni sui sistemi di misurazione e valutazione adottati ai sensi del decreto legislativo n. 150 del 2009.

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