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Inarrestabili le vittorie Anief presso i Tribunali del Lavoro di tutta Italia nella lunga battaglia promossa dal nostro sindacato volta a tutelare i diritti dei lavoratori precari della scuola da anni discriminati dal MIUR a causa del mancato riconoscimento del diritto a percepire le medesime progressioni stipendiali riservate ai docenti di ruolo. Stavolta è il Giudice del Lavoro di Milano ad accogliere in pieno le richieste patrocinate dagli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli e Francesca Lideo che, ancora una volta, si sono fatti valere in udienza ottenendo la condanna del MIUR per evidente discriminazione nei confronti dei lavoratori precari. Riconosciuto a una docente precaria “storica” il diritto alle differenze retributive mai percepite e che il Ministero dell'Istruzione le aveva negato applicando le disposizioni di un Contratto Collettivo Nazionale illegittimo sul punto, perché in aperto contrasto con la normativa comunitaria. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Ancora una volta un successo, ancora una volta la nostra azione legale mirata e puntuale ha ottenuto giustizia e rispetto per i precari della scuola. Non ci fermeremo finché il Ministero non riconoscerà pari dignità ai lavoratori a termine anche a livello retributivo”. Anief ricorda che è ancora possibile ricorrere per vedersi riconosciuti i propri diritti e per ottenere uno stipendio commisurato agli anni di servizio effettivamente svolti, anche se con contratti a tempo determinato.

Nel corso del Congresso Cesi, arriva il via libera, all’unanimità, della mozione sulla creazione di un pool di avvocati che opereranno in simbiosi per le 42 organizzazioni sindacali europee aderenti per la tutela dei lavoratori: d’ora in poi, i legali delle organizzazioni sindacali aderenti si supporteranno sulle iniziative giudiziarie intraprese nei 28 Stati membri e concerteranno difese comuni in Corte di Giustizia europea e presso la Corte europea dei diritti dell'uomo.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): è un giorno importante per costruire una nuova Europa del diritto. L’obiettivo è avvicinare le legislazioni nazionali alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea e alle direttive UE. Il metodo Anief dopo la vittoria sul precariato scolastico sbarca in Europa. Siamo pronti a costruire un'Europa dei diritti. In Italia siamo già pronti per chiedere il risarcimento e gli scatti per gli anni di precariato svolto ma che l’amministrazione scolastica si ostina a non voler considerare ai fini della carriera.

Personale Ata fanalino di coda della pubblica amministrazione

ROMA, 2 DIC - "Come si può pensare di rendere dignitoso lo stipendio di un collaboratore scolastico neo-assunto, che oggi percepisce 1.008 euro al mese, concedendogli un incremento stipendiale di 20-30 euro?" Lo chiede l'Anief facendo riferimento alle parole del Ministro Madia secondo la quale l'intesa sottoscritta sul pubblico impiego servirà ad "accorciare la forbice tra chi guadagna di più e chi guadagna di meno". "Diversi rappresentanti del Governo si stanno rincorrendo nel dire che a seguito dell'accordo raggiunto il 30 novembre a Palazzo Vidoni, gli aumenti per i lavoratori statali di 'fascia' alta riceveranno meno, per privilegiare chi guadagna poco: prevarrà, infatti, un approccio alla 'Robin Hood'. Peccato che questo accostamento (togliere ai ricchi per dare ai poveri) potrebbe avere un senso - fa notare l'Anief - laddove vi siano risorse congrue da assegnare ai lavoratori. Invece, gli aumenti da dividere tra 3,3 milioni di dipendenti sono a dir poco esigui: se si dividessero equamente, per il 2017 la media di incremento sarebbe di soli 258 euro lordi annui. Che corrispondono a 20 euro lordi, ovvero 14 euro netti mensili. Ammesso, poi, che agli Ata della scuola si assegni un aumento doppio, per la logica tanto sbandierata di 'Robin Hood', si potrebbe arrivare a 30 euro netti di aumento. Praticamente, per il 2017 si passerebbe dal 'trancio' di pizza di un anno fa a una cena frugale". "Se gli ultimi dati Aran ci dicono che il fanalino di coda della Pubblica Amministrazione sono proprio gli assistenti amministrativi, i tecnici e gli ausiliari della scuola, che percepiscono in media meno di 22mila euro di media lordi annui, queste cifre diventano imbarazzanti - osserva ancora il sindacato - quando si scopre che la retribuzione dei dirigenti di prima fascia delle Agenzie fiscali raggiunge i 220mila euro annui. Francamente, non crediamo che possa essere giustificato un gap retributivo così mastodontico, con i secondi che beneficiano di una busta paga dieci volte maggiore del personale non docente". Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief "questo accordo quadro sul pubblico impiego ha tutta l'aria di essere finalizzato a ricevere consensi politici". (ANSA).

L'Anief porta a segno una nuova importantissima vittoria in favore dell'inserimento in Graduatoria a Esaurimento dei docenti in possesso di diploma magistrale abilitante conseguito entro l'a.s. 2001/2002; questa volta è la Corte d'Appello di Firenze a dare piena ragione agli avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli, Tiziana Sponga e Simona Rotundo e a respingere le richieste del MIUR, confermando quanto già ottenuto in primo grado in favore di una nostra iscritta presso il Tribunale di Pistoia. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Siamo pienamente soddisfatti: abbiamo difeso ancora una volta i diritti di una vasta categoria di docenti abilitati che il Ministero ha da sempre bistrattato e ignorato per anni. Questa è un'altra sonora lezione impartita al MIUR dal nostro sindacato e siamo sicuri che non sarà l'ultima”.

A Palermo un altro caso di “mala scuola”: i fondi da impiegare nell’acquisto di materiale scolastico, forniti dal Comune, sono sempre più assottigliati, tanto da risultare spesso insufficienti. Così i genitori devono sobbarcarsi le spese. La triste situazione affligge anche diversi istituti del Centro e Nord Italia. Sul fronte dei fondi statali non va meglio, se si considera, rispetto ad un quinquennio fa, il forte ridimensionamento del Miglioramento dell’offerta formativa, con cui il Miur finanzia le ore prestate di pomeriggio per i progetti e le altre figure essenziali al funzionamento scolastico, anche per il recupero degli alunni a rischio abbandono scolastico. Dati negativi pure a livello di macro-investimenti per l’Istruzione rispetto al Pil: secondo i dati dell’Istituto statistico della Commissione europea, l’Italia si trova all’ultimo posto tra i paesi dell’UE.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): un Paese civile non può fare mancare quei servizi elementari che permettono a ogni studente la corretta partecipazione alle lezioni scolastiche; ci troviamo davanti all’illogicità in cui sono le famiglie a rifornire le scuole dei bisogni essenziali. È un diritto dei nostri figli trovare nel luogo pubblico in cui trascorrono gran parte dello loro giornate, la scuola, ciò di cui hanno bisogno. Soprattutto in questi tempi, in cui molte famiglie devono fare i conti con le ristrettezze economiche, i genitori non possono e non devono occuparsi di questo. È lo Stato che deve far fronte alle esigenze dei suoi cittadini”.

Alla luce delle recenti sentenze della Corte di Cassazione, (ex plurimis nn. 22556 e 22558) è stato accertato il diritto dei precari ad avere la stessa retribuzione del personale di ruolo (primo scatto di anzianità dopo 2 anni di supplenza pari a una mensilità in più per ciascun anno) e un risarcimento da 1 a 12 mensilità per l’abuso dei contratti a termine dopo i 36 mesi su posti al 31/08 o 30/06 sul
medesimo istituto, cosi’ come l’integrale riconoscimento del servizio pre-ruolo nella ricostruzione di carriera rispetto al congelamento attuale di una parte di esso dopo il 4° anno di servizio a tempo determinato.

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Palermo
IPSSAR “P. Piazza” Corso dei Mille, 181
6 dicembre 2016 – dalle 15.00 alle 18.00

Intervengono: Avv. Fabio Ganci, Avv. Walter Miceli

Per partecipare scrivere all’indirizzo mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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Gli ultimi dati Aran ci dicono che il fanalino di coda della Pubblica Amministrazione sono proprio gli assistenti amministrativi, i tecnici e gli ausiliari della scuola, che percepiscono in media meno di 22mila euro lordi annui: queste cifre diventano imbarazzanti quando si scopre che la retribuzione dei dirigenti di prima fascia delle Agenzie fiscali raggiunge i 220mila euro annui. Non molto distanti ci sono gli insegnanti: un docente d’infanzia e primaria neo-assunto prende 1.262,39. Ora, la Funzione Pubblica e il Governo vogliono farci credere che con qualche decina di euro riusciremo ad “accorciare la forbice tra chi guadagna di più e chi guadagna di meno”.

 Marcello Pacifico (Anief-Cisal): i lavoratori sanno bene quante difficoltà incontrano per vivere del magro stipendio che lo Stato gli conferisce. Se il Governo avesse davvero voluto andare incontro ai docenti, il dipendente pubblico oggi dovrebbe aver dovuto avere lo stesso 20 per cento in più nel settennio concesso ai colleghi metalmeccanici, che lo scorso fine settimana hanno sottoscritto il nuovo accordo a queste condizioni. Che, a fronte di uno stipendio medio di 1.500 euro, fanno 300 euro a lavoratore. Invece, ci troviamo ancora una volta costretti ad invitare i lavoratori a rivolgersi al giudice, per recuperare almeno l’indennità di vacanza contrattuale attraverso appositi ricorsi in trbunale.

 

Ancora un “sì” per l'Anief in tribunale sul diritto al riconoscimento del punteggio nelle operazioni di mobilità per il servizio svolto nelle scuole paritarie. Gli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli e Denis Rosa vanno nuovamente a segno contro il MIUR e ottengono ragione per una nostra iscritta anche presso il Tribunale del Lavoro di Treviso con un provvedimento esemplare che specifica nuovamente come “l'esclusione del punteggio, ai fini della mobilità, per il servizio prestato nella scuola paritaria, differentemente di quanto accade per il servizio prestato nella scuola statale, si pone come esorbitante il limite della legge” e, dunque ritiene nulla la previsione contrattuale. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Non avevamo dubbi sulla fondatezza delle nostre ragioni: il Ministero dell'Istruzione ha nuovamente commesso un'illegittimità che solo il nostro sindacato ha evidenziato e contestato sin da subito. Non permetteremo più queste discriminazioni sia per le operazioni di mobilità, sia per le graduatorie interne d'istituto sia, soprattutto, ai fini della ricostruzione di carriera e abbiamo attivato uno specifico ricorsoper tutelare i diritti dei lavoratori e ottenere sempre la valorizzazione del loro percorso professionale svolto nelle scuole paritarie”.

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