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ANIEF DAY, VIDEO DELLA DIRETTA STREAMING DEL PRESIDENTE ANIEF MARCELLO PACIFICO

In primo piano

 

Oggi alle 12.30 l’Aran ha convocato i sindacati rappresentativi per la firma definitiva sul contratto della scuola, dopo il via libera della Corte dei Conti. Si tratta di un evento storico, perché non si verificava da quasi un decennio, ma del tutto vanificato dalla consistenza ridicola degli importi che, probabilmente nel mese di maggio, tutto il personale della scuola andrà a percepire: il trattamento peggiore sarà riservato agli assistenti amministrativi, i tecnici e i collaboratori scolastici che già percepiscono gli stipendi più bassi della pubblica amministrazione, visto che variano tra i 1.000 e i 1.300. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Questa sarebbe la famosa valorizzazione di cui anche nelle ultime ore ha parlato la ministra Fedeli? Può un applicato di segreteria scolastica con oltre 35 anni di anzianità essere felice per vedersi assegnati 42 euro di aumento, dopo avere avuto lo stipendio bloccato dal 2009? Gli aumenti concordati risultano tre volte sotto l'indice Ipca aggiornato negli ultimi dieci anni. In base all’indice oggettivo economico su scala nazionale, legato al costo della vita, i lavoratori della scuola che rappresentiamo avrebbero dovuto percepire 300 euro, per di più senza novità sull'adeguamento dei profili al resto della PA. Nella scuola il personale Ata lavora di più rispetto agli enti locali, a cominciare dai Comuni, ma a parità di qualifica si ritrova con uno stipendio miserevole. Tra l’altro con la carriera bloccata, visto che dopo 15 anni ci ritroviamo con tanti amministrativi utilizzati annualmente come Dsga ma mai ricollocati professionalmente nel ruolo superiore perché non si fanno i concorsi biennali previsti per legge disapplicando la percentuale di riserva al personale interno. Anief s'impegna a rivedere tutto nel prossimo contratto, appena diventerà rappresentativa a seguito del rinnovo delle rappresentanze sindacali di ogni istituto. 

Anief prosegue i ricorsi gratuiti per far attribuire ai lavoratori il conferimento dell’indennità di vacanza contrattuale nel periodo 2008-2018 e recuperare cifre molto più cospicue di quelle ridicole in arrivo.

 

 

Come riporta la rivista specializzata, è online il Piano nazionale di formazione docenti 2016-2019 che ha come scopo delineare alcune condizioni attuative della legge di riforma ‘Buona Scuola’. Sono stati costituiti tre gruppi di lavoro che si sono occupati di formazione, ma anche di fare il punto ed elaborare una serie di proposte su: indicatori di qualità, standard professionali, curriculum e portfolio professionale del docente. I lavori hanno riguardato anche l’elaborazione di proposte che puntano alla valorizzazione della professionalità dei docenti.

Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): Di una carriera che distingua gli insegnanti in docenti principianti, ordinari ed esperti già se ne parlava nei decreti attuativi della legge n. 53/2003, prima ancora che la legge n. 122/2010 bloccasse gli stipendi di tutti i dipendenti pubblici. Pertanto, prima di affrontare nel prossimo contratto un tema così delicato è necessario assolutamente concentrarsi su problemi urgentissimi, come quello di allineare gli stipendi all’inflazione. L’ultimo contratto 2016/18 firmato dai sindacati confederali prevede aumenti nel 2018 3 volte sotto l’indice IPCA e arretrati 13 volte inferiori allo stesso indice registrato per il 2016-2017”. 

Si ricorda che oggi è l’ultimo giorno per votare il giovane sindacato Anief e ricambiargli la fiducia, visto che da sempre è al fianco dei lavoratori della scuola, in prima linea nella difesa dei loro diritti. Votiamo Anief #Perunascuolagiusta. Costruire un futuro luminoso per la nostra scuola si può.

 

Torna la questione “pettine-coda” nelle Graduatorie a Esaurimento con la vittoria Anief in Corte d'Appello di Bologna per una docente che il Miur non aveva immesso in ruolo nel 2015 da “fase 0” collocandola “in coda” negli elenchi di sostegno per la scuola infanzia.

Il Miur non ha imparato la lezione e torna la questione dell'inserimento nelle graduatorie in base al punteggio posseduto e non al momento di conseguimento del titolo di specializzazione. A farne le spese in tribunale, però, è sempre il Ministero dell'istruzione che viene nuovamente condannato per violazione dell'unico principio che può regolare le Graduatorie a esaurimento: quello del merito costituzionalmente garantito. La Corte d'Appello di Bologna, infatti, ha dato piena ragione agli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli e Tiziana Sponga e confermato che nelle operazioni di immissione in ruolo del 2015 il Ministero non poteva pretermettere i docenti con maggior punteggio solo perché avevano conseguito il titolo di specializzazione sul sostegno in data successiva al 2014. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “La questione era stata risolta dalla Corte Costituzionale con la storica sentenza n. 41 che abbiamo ottenuto nel 2011 in cui la Consulta si è espressa sull'inserimento dei precari nelle graduatorie 2009/2011 in favore del rispetto del principio del merito e, dunque, dell'inserimento “a pettine” in base al punteggio, ma evidentemente l'amministrazione tende a dimenticare ciò che si può o non si può fare all'interno delle Graduatorie per le immissioni in ruolo e il nostro sindacato è sempre pronto a ricordarglielo, anche ricorrendo nuovamente in tribunale per tutelare il diritto dei lavoratori”.

 

 

Altre dieci sentenze ottenute dai legali Anief riconoscono il diritto dei precari a percepire le medesime progressioni stipendiali dei docenti di ruolo. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): nella contrattazione pari dignità ai lavoratori precari anche per la retribuzione.

In tribunale l'Anief continua a tutelare i diritti dei lavoratori precari della scuola e ottiene altre dieci sentenze che riconoscono l'illegittimità dell'operato del MIUR che nega ai precari le progressioni stipendiali in base all'anzianità di servizio. Presso il Tribunale di Brescia, poi, i legali ottengono anche la declaratoria dell'illegittimità della serie di contratti a termine stipulati con una precaria “storica” e la conseguente condanna del Ministero a risarcirla con ulteriori 7mila Euro oltre gli scatti. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Siamo sempre in prima linea per la tutela dei diritti dei lavoratori della scuola e la nostra battaglia si prefigge, ora, di ottenere le dovute rettifiche al CCNL non solo nella parte economica, ma anche per quanto riguarda i permessi e le altre prerogative. Necessita, inoltre, l'immediata stabilizzazione dei tanti docenti abilitati ancora precari”. L'Anief ha promosso ricorsi mirati per la tutela dei lavoratori precari cui è ancora possibile aderire per ottenere il giusto riconoscimento della propria professionalità; il nostro sindacato, inoltre, invita tutti i lavoratori allo sciopero il 2 e 3 maggio prossimi.

  

Emanata la sentenza TAR Lazio che dà definitivamente ragione ai legali Anief sul ricorso 'pilota' e conferma l'illegittimità della norma contenuta nella “Buona Scuola” e il diritto dei docenti di ruolo a partecipare al concorso a cattedra 2016 e a tutti i concorsi per l'accesso ai ruoli nella scuola pubblica. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): dopo la Corte Costituzionale, anche il TAR ci ha dato ragione e abbiamo ottenuto giustizia per i docenti a tempo indeterminato, ma c'è ancora tanto da fare per portare il rispetto del Diritto e la vera tutela dei lavoratori nelle nostre scuole. 

Dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 251/2017 che confermava l'illegittimità costituzionale dell’articolo 1, comma 110, della cosiddetta “Buona Scuola” (Legge 107/2015), infatti, il TAR Lazio segna la parola “fine” sulla diatriba e ratifica la sconfitta completa del Miur con la conferma che i bandi del concorso a cattedra 2016, nella parte in cui prevedevano che «[a]i concorsi pubblici per titoli ed esami non può comunque partecipare il personale docente ed educativo già assunto su posti e cattedre con contratto individuale di lavoro a tempo indeterminato nelle scuole statali», “nel restringere irragionevolmente la platea dei partecipanti al pubblico concorso”, confliggono “non solo con l’art. 3 Cost., ma anche con i principi enunciati dagli artt. 51 e 97 Cost.”. La vittoria, tutta targata Anief, è una nuova conferma della solidità delle tesi da sempre sostenute dal nostro sindacato a tutela dei diritti dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato nella scuola statale. 

 

Ancora una volta un contratto nazionale non individua i ruoli di chi ha avuto riconosciuto nominalmente un ruolo apicale nell'amministrazione scolastica, ma a livello retributivo e non giuridico continua ad essere mortificato. Per colpa della temporizzazione, gli ex assistenti amministrativi nel nuovo ruolo di direttori percepiscono uno stipendio inferiore. Il potere d'acquisto degli stipendi, di fatto, premia chi era segretario. 

Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): È arrivato davvero il momento di dire basta, soprattutto visto che più di un posto su quattro il prossimo anno sarà vacante. Anief ha messo a disposizione il modello di diffida per sbloccare la temporizzazione”.

 

 

Possono aderire i diplomati ITP che non hanno già aderito al medesimo ricorso al TAR Lazio e che abbiano inviato la domanda cartacea di partecipazione al concorso entro il 26 marzo 2018. Adesioni on line sul portale Anief entro il 24 aprile.

 

Arrivano dalle Corti d'Appello di Firenze e Palermo e dal Tribunale del Lavoro di Busto Arsizio (VA) tre nuove vittorie Anief che confermano il diritto al reinserimento in Graduatoria a Esaurimento dei docenti cancellati per mancato aggiornamento. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): riaprire le GaE a tutti gli abilitati è un atto dovuto per sanare le storture e le illegittimità di questi anni. Anief sciopera il 2 e 3 maggio prossimi.

I tribunali danno ancora una volta ragione ai legali Anief Fabio Ganci, Walter Miceli e Francesca Lideo che, avvalendosi della collaborazione dei nostri legali sul territorio, ottengono tre nuove vittorie e la conferma del pieno diritto al reinserimento in Graduatoria a Esaurimento dei docenti cancellati per non aver prodotto domanda di aggiornamento/permanenza. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “La normativa appare chiara nel tutelare il diritto dei docenti cancellati a essere reinseriti nelle graduatorie ad esaurimento all'atto dell'aggiornamento successivo e le nostre vittorie in varie Corti d'Appello sono la prova che il Miur ha da sempre violato quella norma ancora vigente escludendo ‘a vita’ quanti non avevano prodotto domanda di aggiornamento/permanenza nelle GaE. Continuiamo a ritenere che la riapertura delle GaE sia un provvedimento indispensabile per sanare le storture e le illegittimità perpetrate in questi anni a discapito di tutti i lavoratori abilitati”. Anche per questo Anief ha organizzato lo sciopero del 2 e 3 maggio prossimi, cui sono invitati a partecipare tutti i lavoratori della scuola.

 

 

Eurosofia avvia un webinar, con la prof.ssa Grazia Paladino, vice Presidente dell’Associazione FlipNet, sull'ausilio degli strumenti digitali per realizzare la metodologia della flipped classroom, in ottica collaborativa e inclusiva, dal titolo "Nuove metodologie didattiche: la flipped classroom".

 

 

Dopo i successi ottenuti dall'Anief nei tribunali del lavoro di tutta Italia, arriva una nuova vittoria per il giovane sindacato, stavolta impegnato a tutelare i diritti dei lavoratori presso il Tribunale del Lavoro di Parma che emana la sua prima sentenza in materia e bacchetta il Miur accogliendo il ricorso al fine dell'immediato e integrale riconoscimento del servizio svolto durante il precariato nella ricostruzione di carriera. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Le nostre vittorie in tribunale sono la prova delle troppe illegittimità contrattuali e normative che continuano a discriminare i precari e il lavoro a tempo determinato. Ci impegneremo noi ai tavoli della contrattazione per ottenere giustizia”. 

Continua la serie di pesanti condanne a carico del Ministero dell'Istruzione ottenute dall'Anief per l'evidente discriminazione posta in essere a discapito dei lavoratori precari cui, una volta immessi in ruolo, non riconosce per intero gli anni di servizio a tempo determinato all'atto della ricostruzione di carriera in aperta violazione della Direttiva 1999/70/CE. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Laddove la normativa e la contrattazione interna ancora negano il giusto diritto all'integrale e immediata valorizzazione del servizio svolto da precari, l'Anief sa far valere i diritti dei lavoratori in tribunale facendo applicare la Direttiva Comunitaria 1999/70/CE. Ma è ora di riconoscere tali diritti direttamente nel contratto e noi ci batteremo per ottenere la piena e integrale parità di trattamento ai precari e a quanti hanno incrementato la propria professionalità con contratti di lavoro a tempo determinato”. 

 

 

Viene indetto con un presidio permanente al Miur dal 28 aprile dal Coordinamento diplomati magistrale abilitati, a distanza di quattro mesi dalla sentenza dell'adunanza plenaria e a un mese delle elezioni. È necessaria una risposta della politica urgente prima della fine dell'anno scolastico: le GaE devono essere riaperte per la terza volta per tutto il personale abilitato, perché l'attuale gestione del transitorio ha dimostrato di non risolvere il problema del precariato. Ciò deve essere la priorità del nuovo Governo.

 

Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): Basta ricorsi dopo il deposito dell'ennesimo ricorso in Cassazione e alla Cedu e la nuova denuncia dello Stato italiano al Consiglio d'Europa e alla Commissione di petizioni del Parlamento Ue”.

 

 

Per Anief l’accordo è illegittimo e viola la giurisprudenza italiana, diversi articoli della Costituzione, nonché diverse direttive comunitarie dagli aumenti miseri, tre volte sotto l’inflazione, al precariato e ricostruzione di carriera, dall’organizzazione dell’orario di lavoro alla temporizzazione censurata dalla Cassazione, dalla libertà sindacale alla validità delle norme contrattuali, dalla mobilità alla parità di trattamento. 

Dopo dieci anni di blocco contrattuale, diverse sentenze delle SS.UU. della Corte di Cassazione, della Corte di Giustizia Europea e della Corte costituzionale ci si sarebbe aspettati da Governo e Sindacati confederali il rispetto del diritto e non una firma che rinneghi il principio della parità di trattamento tra lavoratori che svolgono lo stesso lavoro (neo-assunti dal 2011), siano essi precari che di ruolo, docenti curricolari, di sostegno o potenziatori (mobilità). Illegittime sono anche le norme che vorrebbero estendere la validità del contratto al di là del triennio di riferimento, al punto tale da non definire nell’ultima fascia tabellare alcun limite temporale legato a un pensionamento certo, come la volontà di escludere dalle contrattazioni integrative quei sindacati non firmatari delle ingiuste regole patrizie. Questo contratto è una vergogna, non è democratico e sarà annullato nei tribunali. Né va meglio per quei quattro soldi, quasi un’elemosina, che vengono spacciati per aumenti, ma che in realtà sono lontani dal salario minimo che un lavoratore percepisce nel settore privato. La Corte dei Conti ha certificato l’ipotesi di rinnovo del contratto del comparto del settore ‘Istruzione e Università’ – che comprende Scuola, Università, Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM), Ricerca – siglata lo scorso 9 febbraio. La certificazione riguarda l’attendibilità dei costi quantificati per il rinnovo del contratto e la compatibilità con le risorse disponibili. Decisamente imbarazzanti risultano le dichiarazioni sull’evento da parte della Ministra uscente dell’Istruzione, Valeria Fedeli, la quale, invece di schernirsi per avere sottoscritto un contratto modesto, molto piccolo, che lascia i lavoratori della scuola tra i meno pagati della PA - nemmeno 30 mila euro l’anno -, si dichiara molto soddisfatta “per il traguardo raggiunto, che ci consente di dare il giusto riconoscimento professionale ed economico”.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Viene da chiedersi cosa ci sia da essere soddisfatti, visto che in base al tasso IPCA – il quale dal 2008 al 2016 è aumentato del 8,52%, poi del 9,32 per il 2017 e dell’11,22 – gli incrementi in busta paga non sarebbero dovuti andare sotto i 300 euro. Invece, ci si è fermati ad incrementi-micragna che corrispondono allo 0,36%, all’1.09% e al 3,48%. Un discorso simile vale per gli arretrati 2016-2017, 13 volte sotto il tasso IPCA aggiornato per il periodo durante il quale i dipendenti hanno perso oltre 6mila euro spettanti. Rimane anche da capire che fine abbiano fatto le quattro mensilità non riconosciute dal settembre 2015, assegnate anche dalla Corte Costituzionale. E pure le prime mensilità del 2018, utili ad avviare quel processo perequativo, indispensabile per permettere anche a coloro che percepiscono gli stipendi più bassi di garantirsi gli aumenti, pure se solo fino al 31 dicembre 2018. Il problema è molto sentito dal personale e per questo abbiamo deciso di scioperare anche il 2 e 3 maggio prossimi.

Anief, pertanto, prosegue i ricorsi gratuiti per far attribuire ai lavoratori il conferimento dell’indennità di vacanza contrattuale nel periodo 2008-2018 e recuperare cifre molto più cospicue di quelle ridicole in arrivo.

 

Eurosofia ed Anief, in convenzione con l’Associazione Nazionale Dipendenze Patologiche, da anni impegnate nella lotta contro il bullismo, organizzano un percorso di formazione riservato al personale docente.

 

Sono dipendenti invisibili, che lavorano nell’oscurità e si prendono responsabilità enormi in cambio di una diaria annuale risibile: hanno cominciato a coprire posti vacanti dinanzi alla possibilità di fare “carriera”. In prevalenza, hanno continuato l’opera, mettendosi a disposizione a settembre e collezionando una serie infinita di incarichi annuali. Nel corso degli anni, il numero dei “facenti funzione” è lievitato, perché nel frattempo solo una minima parte dei Dsga andati in pensione è stata coperta con nuovi Direttori. Così, ci siamo ritrovati, all’inizio di quest’anno scolastico, con la bellezza di 1.400 posti di Dsga privi di titolare. A settembre, con i pensionamenti in arrivo, volontari e d’ufficio, si sfioreranno i 2mila posti vacanti. E in una scuola su tre mancherà pure il dirigente scolastico, con l’istituto affidato alla reggenza.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Sono stati convinti a ricoprire un incarico complesso, senza avere avuto alcuna formazione e senza nemmeno un adeguato supporto da parte degli uffici scolastici periferici. Chiediamo quindi di voltare pagina. Prima di tutto, attraverso la loro stabilizzazione che deve avvenire creando una graduatoria di 24 mesi per Dsga e riattivando quella mobilità verticale che per legge va svolta ogni biennio. In questo modo, si permetterebbe di coprire i posti vacanti da parte di coloro che in questi anni si sono messi a disposizione, mettendoci la faccia, l’impegno e lavorando ben oltre l’orario previsto. Per fare ciò, sia ben chiaro, non serve alcuna prova selettiva. La loro competenza è certificata dagli anni di servizio, dall’operato sul campo. Come Anief, lo abbiamo chiesto da tempo, anche con gli emendamenti all’ultima legge di Stabilità. Tale richiesta potrebbe essere esaudita attraverso l’annunciato concorso nazionale per Dsga, dopo vent’anni di vuoto, che a detta del Miur verrà emanato nelle prossime settimane. Solo che il Miur intende fisare il limite degli ultimi otto anni per la rilevazione del servizio utile all’ammissione, ma la deroga al conseguimento della laurea ha un senso solo se si elimina il paletto degli otto anni, altrimenti è discriminante.

Anief ha di conseguenza predisposto un apposito ricorso al Tar del Lazio, al fine di opporsi al limite temporale per l'accesso al concorso Dsga da parte degli assistenti amministrativi privi di laurea ma con servizio prestato come facente funzione per almeno 3 anni in tutto o in parte maturati oltre gli ultimi 8 anni. Per aderire ai ricorsi, basta cliccare su questo link. Anief, infine, ha presentato formale ricorso contro la ‘temporizzazione’ dei Dsga transitati nel ruolo professionale superiore, da assistente amministrativo o responsabile amministrativo, dopo il 1° settembre dell’anno 2000: a pensarla così è anche la Suprema Corte di Cassazione che si è occupata dell'argomento, da ultimo con la sentenza n. 9144/2016.

 

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