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Da un’analisi del decreto Miur già inviato al Consiglio superiore della pubblica istruzione, per recepirne il parere, emerge che il colloquio verterà sulla risoluzione di un caso specifico riguardante la funzione del dirigente scolastico: una sorta di problem solving. Saranno formulate anche domande di informatica, sul funzionamento del PC e dei software applicativi più diffusi. I candidati presidi dovranno anche dimostrare di ben conoscere una lingua straniera a scelta tra francese, inglese, tedesco e spagnolo: saranno chiamati a leggere e tradurre un testo scelto dalla commissione, cui seguirà una breve conversazione. Per partecipare, il Miur richiede il diploma di laurea e 60 mesi di docenza: se la richiesta dell’Anief di far valere anche il periodo di precariato non continuativo sembra essere stata accolta, permane l’esclusione dei precari abilitati.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): se il Miur dovesse negare la possibilità di accesso ai supplenti laureati e abilitati all’insegnamento, già con cinque anni di servizio, nonché a coloro già immessi in ruolo ma reputati in difetto di titoli di servizio, avvieremo di sicuro un contenzioso. Diverse sentenze ci dicono che non si può.

 

Il Tribunale del Lavoro di Roma risarcisce i precari: dopo essere stati illegittimamente assunti e licenziati oltre il limite consentito dei 36 mesi, il giudice ha puntato il dito contro l’interminabile serie di contratti a tempo determinato stipulati in aperta violazione delle disposizioni dettate dalla normativa comunitaria. La tesi degli avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli e Salvatore Russo, legali del sindacato Anief che per primo si è mosso in tribunale per la tutela dei lavoratori precari della scuola pubblica, era corretta: uno Stato che reitera le supplenze, cade nella discriminazione e nell’abuso del lavoro a termine. Il corposo risarcimento danni imposto all’amministrazione scolastica riguarda anche gli scatti di anzianità, mai riconosciuti ai lavoratori precari, e il pagamento delle spese di lite.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): abbiamo nuovamente indicato il ‘corretto cammino’, anche ai tanti sedicenti esperti di diritto e di legislazione scolastica che negli ultimi mesi si sono ‘assurti’ come difensori dell’ultima ora dei lavoratori precari della scuola; questi non possono far altro che seguire la ‘scia’ segnata dall’Anief in Tribunale e avvalersi della favorevole e granitica giurisprudenza ormai ottenuta in tutti i settori dal nostro sindacato per la tutela dei diritti del personale scolastico italiano.

 

Da un’analisi del documento n. 25/2016, l’ufficio studi Anief rileva che il nuovo modello colloca i dirigenti meritevoli nella fascia del pieno raggiungimento degli obiettivi, oppure in quello avanzato o buono: il livello più alto permetterà di ottenere tra il 16% e il 37% in più rispetto al più basso; chi andrà nell’intermedio avrà il 5% in più rispetto al livello più basso. Dato che, già oggi, la retribuzione di risultato viene assegnata in modo differenziato, per fasce legate alla complessità della scuola, al pari della posizione variabile, con il nuovo sistema i livelli verranno assegnati in base ad una valutazione autonoma. Solo che, in ogni caso, il gap tra livello minimo e massimo sarà ridotto ai minimi termini. Mentre con il modello valutativo in vigore, legato alla complessità dalla scuola diretta, oggi si arriva anche all’80% di differenza.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): come si fa a parlare di valorizzazione dei dirigenti scolastici italiani, in queste condizioni? Al Miur sanno che in altri comparti i dirigenti vengono premiati a fine anno con decine di migliaia di euro? A Viale Trastevere ricordano che, premi a parte, quest’anno i nostri presidi si sono visti sottrare in media 4.300 euro? Hanno ben presente che percepiscono lo stipendio di gran lunga più basso tra i dirigenti pubblici? Tentare di coprire questi dati inequivocabili con degli aumenti microscopici, da guadagnare attraverso la severa valutazione di ispettori ed esperti, ci sembra un’operazione a dir poco demagogica. Se si continua di questo passo, la via del tribunale si conferma come l’unica percorribile.

 

Esplora il significato del termine: Quattro le fasce di valutazione. Aumenti stipendiali per merito fino al 30%. Ma per «gravi episodi», a rischio il rinnovo del contratto e possibile il licenziamento. Il sindacato Anief: «I premi però restano minimi»Quattro le fasce di valutazione. Aumenti stipendiali per merito fino al 30%. Ma per «gravi episodi», a rischio il rinnovo del contratto e possibile il licenziamento. Il sindacato Anief: «I premi però restano minimi».

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In base ad una direttiva già approvata, vi saranno tre possibilità: accedere alla retribuzione di risultato catalogata come “buona”, oppure come un "avanzato raggiungimento" o, ancora, come "pieno raggiungimento degli obiettivi". Ma ci sarà anche la possibilità di avere una valutazione negativa, con il rischio, in casi estremi, di obbligare il preside che ha fallito gli obiettivi di cambiare sede scolastica o di essere trasferito presso un ufficio periferico del Miur. Si giudicheranno le competenze gestionali e organizzative (avranno un peso maggiore), la capacità di valorizzare il personale e l'apprezzamento della comunità scolastica. Nel corso dell'anno ci saranno controlli: a giugno 2017 scatterà una prima autovalutazione, attraverso ispettori ministeriali ed esperti esterni.

Anief ricorda che, già oggi, la retribuzione di risultato non viene distribuita a pioggia, ma è articolata in tre o quattro fasce, come fa intendere il Miur e si realizza a seconda delle regioni: le fasce sono stabilite in base alla complessità della scuola, come per la posizione variabile. La novità, pertanto, consisterebbe in un passaggio da criteri “oggettivi” a criteri “soggettivi” legati alla valutazione.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): solo per l’anno scolastico che si sta concludendo è stato previsto uno stanziamento straordinario stabilito dalla Buona Scuola, la Legge 107/2015, per un ammontare di circa 4.000 euro annui, che dovrebbero essere distribuiti in contrattazione regionale secondo i vecchi criteri, come già successo in Sardegna. Se questi fondi fossero resi permanenti, allora si potrebbe iniziare a ragionare di una valutazione e di un conseguente incremento stipendiale. In caso contrario, di fronte a contratti impossibili da sottoscrivere, Anief conferma l’intenzione di avviare un contenzioso.

 

Spunti di riflessione per la costruzione di una piattaforma rivendicativa

Anief in collaborazione con Eurosofia ha ritagliato all’interno del programma della Scuola estiva 2016, nella suggestiva cornice della Città del mare a Terrasini (Cinisi), una giornata di formazione rivolta al personale ATA, il 13 luglio dalle ore 10.30 alle ore 17.00.

Contenuti

Sarà un momento formativo ma anche di confronto e di dibattito, saranno analizzati gli aspetti gestionali ed amministrativi e le novità introdotte dalle Legge 107/2015.

In particolare si affronteranno diversi aspetti di tematiche legate al mancato riconoscimento di tanti diritti ormai negati e forse riconquistabili solo attraverso aule giudiziarie, per ribadire e rilanciare l’importanza e la dignità di tutto il personale che non svolge compiti di docenza.

Destinatari

Personale ATA

 

Il modulo formativo:

Il modulo formativo proposto è connotato da un'impronta seminariale, che si articolerà dalle ore 10.30 alle ore 17.00, per poter consentire il rientro non troppo tardi al termine dei lavori.

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