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Ancora conferme in tribunale sul diritto dei docenti cancellati per mancato aggiornamento al reinserimento nelle graduatorie d'interesse. Il Tribunale del Lavoro di Foggia, richiamando il recente pronunciamento della Suprema Corte di Cassazione che dà piena ragione al giovane sindacato, accoglie il ricorso Anief sul reinserimento dei docenti cancellati. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Riapertura GaE necessaria per sanare tutte le illegittimità perpetrate a discapito dei docenti abilitati”.

Il diritto al reinserimento nelle Graduatorie a Esaurimento dei docenti cancellati per non aver prodotto domanda di aggiornamento/permanenza appare ormai consolidarsi anche presso il Giudice del Lavoro. Questa volta è il Tribunale di Foggia a dare ragione agli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli, Francesca Lideo e Francesco Cinque e a condannare il MIUR all'immediato reinserimento di una docente cancellata per non aver confermato la sua permanenza in graduatoria nel 2009. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “La normativa primaria è chiara nel prevedere la possibilità, per i docenti cancellati, di essere reinseriti nelle Graduatorie d'interesse e i Tribunali e la Suprema Corte di Cassazione ci danno piena ragione. Chiediamo ancora e con forza che al prossimo aggiornamento delle GaE il MIUR preveda una completa apertura consentendo l'inserimento degli abilitati e il reinserimento dei docenti cancellati per sanare tutte le illegittimità perpetrate a discapito dei precari della scuola cui viene preclusa la possibilità di accedere a questo ulteriore canale per le immissioni in ruolo. Con la rappresentatività ci faremo portavoce dei diritti dei docenti precari cui si nega il giusto diritto ad accedere alle graduatorie per stabilizzare la propria posizione lavorativa”.

Di precariato, reclutamento, graduatorie e diritti dei lavoratori si parlerà anche nel corso dei nuovi seminari gratuiti sulla legislazione scolasticaorganizzati da Anief ed Eurosofia “DIES IURIS LEGISQUE” che si svolgeranno in tutta Italia nel corso dei prossimi mesi e che vedranno come relatore proprio il presidente Anief Marcello Pacifico.

 

 

La cifra media, che tra i collaboratori scolastici ad inizio carriera scende ad appena 287 euro, diventa infinitamente bassa se si pensa che per coprire l'inflazione doveva essere dodici volte maggiore, incluse le quattro mensilità non conteggiate di fine 2015, a partire dalla pubblicazione della sentenza emessa dalla Corte Costituzionale all’inizio dell’estate dello stesso anno. Considerando pure lo slittamento di due mesi del 2018, visto che il pagamento procederà se va bene da marzo, alla fine andranno persi, con l’avallo dei sindacati Confederali, altri 5.338 euro. Una ragione in più per scioperare il 23 marzo e chiedere il ritiro dell'accordo.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Non possiamo esimerci dal denunciare la vergognosa intesa raggiunta il 9 febbraio scorso dai sindacati Confederali che porterà degli incrementi stipendiali a regime non molto sopra i 50 euro netti. Dopo sei anni di vuoto, ora si scopre anche che gli arretrati dell’ultimo biennio sono clamorosamente inferiori a quelli dovuti, visto che in primavera arriveranno solo una manciatina di euro netti al mese. Nel contempo, Anief chiede ai lavoratori della scuola, docenti e personale Ata, di scioperare il 23 marzo e di manifestare nello stesso giorno la propria opposizione a quest'accordo, davanti ai palazzi di quella politica che li ha letteralmente svenduti.

Nel frattempo, chi vuole cambiare, assieme all’Anief, questo modo superato di fare sindacato, può candidarsi nelle sue liste entro il 9 marzo #perunascuolagiusta

 

ROMA, 15 FEB - Sciopero della scuola il 23 marzo. Lo annuncia l'Anief che invita gli altri sindacati ad aderire "per salvare i maestri espulsi dalla Consulta e sensibilizzare i nuovi parlamentari". "Urge una soluzione legislativa che - spiega in una nota - riapra le Gae (graduatorie a esaurimento) a tutti gli abilitati e tuteli i maestri assunti a tempo indeterminato e determinato con diploma magistrale, così come grida vendetta l'intesa raggiunta da Governo e sindacati sul rinnovo del contratto della scuola. Sono questi i due motivi centrali della mobilitazione e della manifestazione di piazza organizzata nel giorno dell'avvio dei lavori del nuovo Parlamento, per chiedere alla politica una risposta sollecita per garantire la continuità didattica, affrontando una volta per tutte il problema del precariato e perché ci ripensi chi sta tradendo con un accordo ingiusto la professionalità di 1,2 milioni di docenti e Ata". "Le questioni irrisolte - afferma Marcello Pacifico (Anief-Cisal) - rimangono tante, ma due sono improcrastinabili: la gestione della fase transitoria per la gestione del precariato e l'intesa beffa sul rinnovo del contratto dopo il blocco decennale. Già il nostro sciopero dell'8 gennaio ha messo a nudo come gli ultimi Governi non siano riusciti a risolvere il problema del precariato, sempre più avvitato per via delle condanne che giungono sistematicamente dai tribunali amministrativi e del lavoro. Non ci volevano sette sentenze passate in giudicato del Consiglio di Stato per immettere in ruolo dalle GaE 2mila diplomati magistrale, come non ci voleva una sentenza in adunanza plenaria, la n. 11/2017, per cacciarne 6mila dai ruoli e pregiudicare il lavoro di altre migliaia di supplenti. Se esiste un canale per le assunzioni a tempo determinato e indeterminato, da sempre aperto a tutti gli abilitati, prima chiuso, poi riaperto, poi richiuso, basta riaprirlo. Fatta salva la facoltà di attuare un nuovo sistema di formazione e reclutamento che sostituisca i vecchi concorsi. Sul contratto, non si discute se 40 euro nette in più al mese siano meglio che niente, ma - conclude Pacifico - se sia giusto assegnare certe cifre a chi ha lavorato in questi dieci anni con la busta paga ferma, mentre il costo della vita aumentava e pure di molto".(ANSA).

Secondo l'Ufficio Legale Anief la Tabella di valutazione dei titoli per l'attribuzione del punteggio ai fini dell'inclusione nelle Graduatorie Regionali di Merito degli Abilitati è illegittimo nella parte in cui non attribuisce punteggio al servizio prestato a tempo indeterminato nelle scuole statali o paritarie. Aderisci al ricorso entro il 20 febbraio e all'atto della presentazione della domanda online riceverai le istruzioni per la corretta dichiarazione del servizio svolto.

Attivata la procedura di preadesione allo specifico ricorso che contesterà davanti al TAR del Lazio il punto D.1.1. E D.1.2 della Tabella titoli. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Risulta evidente che la Tabella non è stata aggiornata nel rispetto della sentenza della Corte Costituzionale ottenuta dai nostri legali che consente ai docenti di ruolo di partecipare al concorso e, ovviamente, hanno diritto di vedere riconosciuto il giusto punteggio alla professionalità acquisita in servizio. La mancata valutazione del servizio svolto con contratti a tempo indeterminato, infatti, se confermata dal bando, è una palese illegittimità. Auspichiamo che il Miur provveda immediatamente a emanare le dovute rettifiche o integrazioni alla tabella, altrimenti saremo nuovamente costretti a ricorrere in tribunale per la tutela dei diritti dei docenti di ruolo sia della scuola pubblica, sia di quella paritaria”. Attivata la procedura di preadesione al ricorso promosso dall'Anief al fine di ottenere la valutazione del servizio svolto a tempo indeterminato in scuola pubblica e/o paritaria nella procedura concorsuale dedicata agli abilitati della scuola secondaria.

 

Urge una soluzione legislativa che riapra le GaE a tutti gli abilitati e tuteli i maestri assunti a tempo indeterminato e determinato con diploma magistrale, così come grida vendetta l’intesa raggiunta da Governo e sindacati sul rinnovo del contratto della scuola. Sono questi i due motivi centrali di una mobilitazione e di una manifestazione di piazza, organizzata dal giovane sindacato nel giorno dell'avvio dei lavori del nuovo Parlamento, per chiedere alla politica una risposta sollecita per garantire la continuità didattica, affrontando una volta per tutte il problema del precariato e perché ci ripensi chi sta tradendo con un accordo ingiusto la professionalità di 1,2 milioni di docenti e Ata. Sul fronte contrattuale, dopo tante battaglie giudiziarie e le pronunce della Cassazione, ci si sarebbe aspettati almeno una riscrittura delle norme pattizie sulla progressione di carriera dei supplenti, sulla valutazione per intero del servizio pre-ruolo, sulla parità di trattamento tra assunti prima e dopo il 2011, sul riconoscimento del servizio nei passaggi di ruolo dei Dsga. E pure sui trasferimenti annuali. Per mandare un segnale forte, Anief chiede di aderire alla protesta sia a tutte le altre sigle che si fermeranno il 23 febbraio, sia alle organizzazioni rappresentative che non hanno firmato l'intesa.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Le questioni irrisolte rimangono tante, ma due sono improcrastinabili: la gestione della fase transitoria per la gestione del precariato e l'intesa beffa sul rinnovo del contratto dopo il blocco decennale. Già il nostro sciopero dell'8 gennaio ha messo a nudo come gli ultimi Governi della XVII legislatura non siano riusciti a risolvere il problema del precariato, sempre più avvitato per via delle condanne che giungono sistematicamente dai tribunali amministrativi e del lavoro. Non ci volevano sette sentenze passate in giudicato del Consiglio di Stato per immettere in ruolo dalle GaE 2mila diplomati magistrale, come non ci voleva una sentenza in adunanza plenaria, la n. 11/2017, per cacciarne 6mila dai ruoli e pregiudicare il lavoro di altre migliaia di supplenti. Se esiste un canale per le assunzioni a tempo determinato e indeterminato, da sempre aperto a tutti gli abilitati, prima chiuso, poi riaperto, poi richiuso, basta riaprirlo. Fatta salva la facoltà di attuare un nuovo sistema di formazione e reclutamento che sostituisca i vecchi concorsi. Sul contratto, non si discute se 40 euro nette in più al mese siano meglio che niente, ma se sia giusto assegnare certe cifre a chi ha lavorato in questi dieci anni con la busta paga ferma, mentre il costo della vita aumentava e pure di molto.

Anief invia infine un appello a tutti i docenti e Ata che non ce la fanno più a subire e che desiderano fare entrare il diritto nella loro scuola: prima del 9 marzo possono candidarsi direttamente on line con Anief #perunascuolagiusta

 

 

Anief comunica di aver prorogato la scadenza delle adesioni al ricorso gratuito alla CEDU e alla petizione al Parlamento europeo al 15 marzo 2018.

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Eurosofia ha progettato numerosi corsi per soddisfare le esigenze formative previste dai 9 ambiti individuati per la formazione obbligatoria dei docenti dal Piano Nazionale di formazione triennale 2016/2019

Eurosofia propone il corso dal titolo “Nuove metologie didattiche: La flipped classroom.

l Flipped Learning, attraverso l'uso delle tecnologie, inverte (flip) il tradizionale schema di insegnamento/apprendimento. La lezione prodotta su video viene ascoltata fuori dalla classe a casa, per tutto il tempo necessario secondo i ritmi di ciascuno, mentre in classe con l'insegnante si realizzano attività applicative e di approfondimento, che ampliano il coinvolgimento collaborativo e interattivo degli studenti. Uno dei punti di forza del Flipped Learning è la capacità di assicurare agli studenti una formazione personalizzata e tarata sui propri bisogni individuali accrescendo il successo formativo. Il corso intende favorire e potenziare l’innovazione didattica attraverso la diffusione di una nuova metodologia: flipped classroom

L’obiettivo è sviluppare le conoscenze e le competenze per favorire la progettazione di un’attività di FlipClass, ovvero lezione capovolta.

Eurosofia ha attivato un innovativo corso di aggiornamento dal titolo: “Coding, pensiero computazionale e didattica digitale”.

Il corso consente di acquisire abilità specifiche per la risoluzione di problemi in modo coinvolgente e creativo. Il coding e pensiero computazionale, nella scuola sono afferenti alla robotica educativa.

Nel coding si usano strumenti che consentono di visualizzare i risultati su uno schermo. Nella robotica educativa i bambini apprendono un approccio nuovo alle materie scientifiche attraverso la robotica.

Il pensiero computazionale è una capacità trasversale da sviluppare già nella prima infanzia e rappresenta un bisogno formativo per le future generazioni.

Lo sviluppo del pensiero computazionale, nello stesso tempo, richiede una profonda rivoluzione in ambito della didattica, da trasmissiva a laboratoriale, strutturata per progetti, che incentivi la collaborazione e la discussione. Il dibattito attuale avviato con la legge107/2015 “La Buona Scuola”, evidenzia la richiesta di iniziative di formazione degli insegnanti, per consentire loro di avvicinarsi all’applicazione del pensiero computazionale nell’ambito della nuova didattica per competenze, uno degli ambiti di valorizzazione ed ampliamento delle risorse previsto dal Ptof.

Il Tribunale amministrativo regionale emana due decreti monocratici – il 769 e il 770 del 2018 – attraverso cui si chiarisce come si accolga la partecipazione degli assunti nell'anno scolastico 2017/2018 che stanno concludendo l'anno di prova del precedente concorso. Tra le disposizioni del Tribunale amministrativo regionale risulta anche il via libera ai docenti di ruolo che hanno dichiarato nel servizio quinquennale svolto gli anni di frequenza del dottorato di ricerca.

Anief ricorda che l’illegittimità del bando di concorso e la violazione della Direttiva 1999/70/CE è palese: il bando, emanato ai sensi del D.M. 138/2017 e pubblicato nella G.U n. 90 del 24 novembre 2017, risulta infatti non corretto nella parte in cui esclude dalla partecipazione alla selezione nazionale i docenti precari, i docenti neo-immessi in ruolo o che ancora non hanno superato l'anno di prova. Già ad inizio 2018 il TAR Lazio ha confermato in toto le tesi del giovane sindacato, emanando i primi provvedimenti d'urgenza

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Abbiamo colto un nuovo importante successo che fa il paio con il precedente decreto di ammissione di altri precari, ammessi con urgenza alle prove preselettive del nuovo concorso 2018 che a breve prenderà il via con le prove preselettive. I provvedimenti sono coerenti con la sentenza 5011/14 dello stesso Tribunale amministrativo relativa alla precedente procedura concorsuale che ha consentito la partecipazione ai docenti con cinque anni di servizio a tempo determinato. Il Miur, inoltre, non ha voluto prendere atto della sentenza del Consiglio di Stato, ottenuta sempre dall’Anief, che ha cassato centinaia di esclusioni illegittime operate dall’amministrazione sette anni fa. Alcuni di quegli aspiranti presidi, inizialmente esclusi, oggi sono diventati dirigenti scolastici, avendo vinto il concorso.

Per superare il concorso a dirigente scolastico 2018 sono previste in totale cinque prove, un corso formativo organizzato per la prima volta dal Miur e un tirocinio. La prima verifica consiste nella prova preselettiva, con 100 domande a risposta multipla, estrapolate da una banca dati di 4mila quesiti, alle quali rispondere in 100 minuti. A fronte di oltre 35mila domande pervenute, passeranno alle prove scritte successive in 8.700. Il sindacato ricorda che è possibile prepararsi al concorso a preside con il team di formatori, dirigenti, Dsga e docenti messo in campo da Eurosofia con corsi on-line e in presenza, webinar. Nello specifico, coloro che aderiscono ai ricorsi per la partecipazione al concorso a preside potranno anche avvalersi della speciale convenzione Anief con Eurosofia e partecipare al "Corso di aggiornamento professionale e preparazione al Concorso per Dirigente Scolastico" usufruendo dello sconto Eurosofia dedicato ai ricorrenti Anief.

 

Parte oggi la campagna per il rinnovo delle Rsu e della rappresentanza sindacale in oltre 8mila istituti scolastici autonomi: fino al 9 marzo sarà possibile sottoscrivere e depositare le liste per eleggere le nuove Rsu, docenti o Ata e rideterminare la forza contrattuale delle sigle sindacali che supereranno il 5% tra deleghe e dato elettorale per la firma dei nuovi contratti. Anief si candida a far parte di quei tavoli di contrattazione, presentandosi a questa tornata elettorale con 42mila deleghe, 70 mila iscritti, 5 mila liste pronte e 9 mila candidati.  L'ultima firma da parte di FLC-CGIL, CISL e UIL sull'intesa per il rinnovo del contratto della Scuola 2016/18 e del successivo malumore registrato tra il personale docente e Ata sono il chiaro sintomo della necessità di attuare una nuova politica sindacale all'insegna del rispetto del diritto, delle norme costituzionali ed europee.

Marcello Pacifico (presidente nazionale ANIEF e segretario confederale CISAL): C’è un bisogno estremo di una nuova rappresentanza sindacale, in grado di lottare per l'introduzione del rispetto del diritto nella contrattazione d'istituto come nei tavoli nazionali. E pure negli incontri con l'amministrazione periferica, dalla cui indicazione si decidono le disposizioni e gli organici che regolano le sorti dei lavoratori della scuola. Per questo chiediamo a chi la pensa come noi, a tutti i docenti e Ata che ci credono, di partecipare a questo cambiamento epocale, dopo tre decenni di immobilismo e sindacato consociativo: chi vuole mettersi in gioco ha tempo per candidarsi con noi fino al 9 marzo e per votare Anief a metà aprile.

Se vuoi lottare con noi #perunascuolagiusta sei ancora in tempo: candidati on line con noi e vota la lista ANIEF tra il 17 e il 19 aprile prossimi. Inoltre, scarica il programma elettorale e partecipa ai nuovi seminari su legge di stabilità 2018 e contrattazione “DIES IURIS LEGISQUE” con il presidente Marcello Pacifico.

 

Il parere sull’assurda sentenza n. 11/2017 del 20 dicembre 2017 in adunanza plenaria è stato redatto dall'ex presidente della sezione Lavoro della Cassazione Michele De Luca che conferma la validità dell'assunzione a tempo indeterminato dei docenti individuati con o senza clausola rescissoria, con superamento dell'anno di prova. Il Cds, nel frattempo, chiede all'amministrazione cosa voglia farne delle richieste di ottemperanza delle pronunce cautelari per l'inserimento in GaE. Ora la parola passa al nuovo Governo e Parlamento. Ecco perché sarà importante scioperare il 23 marzo. Diventa sempre più necessaria l'approvazione di un decreto legge che riapra a tutti gli abilitati le graduatorie e sani la violazione del giudicato.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Il parere del presidente De Luca garantisce la continuità didattica per quelle seimila maestre che sono state assunte con o senza riserva, dopo le assunzioni disposte per altre duemila loro colleghe a seguito di sentenze passate in giudicato. Per tutti quei docenti, individuati per scorrimento da Gae, ancorché inseriti con riserva, indipendentemente dalla clausola rescissoria, il superamento avvenuto o prossimo dell'anno di prova è un segno di per sé sufficiente per la conferma dei ruoli. Ora sta all'Avvocatura dello Stato condividerlo e all'Amministrazione applicarlo per trovare una prima soluzione urgente per tutte le immissioni in ruolo disposte.

 

 

Il 5 febbraio 2018 il Miur ha pubblicato la nota n. 638 in merito ai “finanziamenti previsti dal D.M. 851/2017 art. 16 “Piano Nazionale per la prevenzione dei fenomeni di bullismo e cyber-bullismo.” Ai sensi del suddetto DM, l’amministrazione assegnerà un milione di euro che saranno ripartiti tra le regioni. Gli importi saranno impiegati per la realizzazione e diffusione di iniziative e progetti a supporto del Piano nazionale avviato nell’anno scolastico 2016/2017. Gli eventi e le attività saranno rivolti ai docenti referenti delle varie istituzioni scolastiche, per lo sviluppo di azioni informative e corsi di aggiornamento, al fine di sensibilizzare gli studenti, le famiglie e tutte le componenti della comunità scolastica e territoriale sul tema della prevenzione del bullismo e del cyber-bullismo. Gli Uffici Scolatici Regionali gestiranno l’individuazione delle scuole polouna per ciascuna regione.

 

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