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Il 27 settembre 2017 presso il Liceo Artistico Statale “Porta Romana” di Sesto Fiorentino (FI), il Presidente Nazionale Anief, Marcello Pacifico, incontrerà gli associati delle Toscana, i docenti e il personale Ata per la cerimonia di inaugurazione del nuovo anno scolastico 2017/18. L’incontro si svolgerà dalle ore 13.00 alle ore 18.00.

Nel pomeriggio della stessa giornata, dalle ore 16.10 alle 17.00, presso la sala D2 (Padiglione Spadolini) sita al piano inferiore di FIRENZE Fiera – Fortezza da Basso, il presidente nazionale aprirà i lavori del Workshop Eurosofia sulla valenza inclusiva delle nuove tecnologie e degli effetti positivi sull’apprendimento, con un intervento su “Formazione iniziale e aggiornamento docenti, la piattaforma S.O.F.I.A. e la Carta del docente”.

Eurosofia sarà presente dal 27 al 29 settembre nello stand n°87 (Padiglione Spadolini). Per info contattare la segreteria Eurosofia: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure contattare il numero 091.7098311

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Sono i cosiddetti “idonei fantasma” che hanno partecipato con successo alla selezione dello scorso anno, per poi rimanere incredibilmente al palo, per via di una norma blocca-assunzioni prevista dallo stesso D.M. 93/2016. In pratica, questi docenti si sono preparati, hanno partecipato e superato tutte le prove concorsuali, ma non rientrando nel 10% aggiuntivo dei posti banditi risultano estromessi. Ciò malgrado vi siano, questa è la beffa, le cattedre dove collocarli.

Oggi i parlamentari del MoVimento 5 Stelle in commissione Cultura di Camera e Senato hanno presentato una interrogazione a prima firma dell’on. Maria Marzana, nella quale sostengono che la “procedura è assolutamente discriminatoria: chi risulti ‘idoneo’, come afferma anche la sentenza del Consiglio di Stato n.14 del 2011, è un vincitore potenziale ed è ‘meritevole’ di essere inserito nelle GM, così da poter ricevere proposta di stipula di contratto a tempo indeterminato in virtù del naturale ‘scorrimento’ delle suddette graduatorie”. Lo sbarramento del 10% è infatti illegittimo. Lo ha detto, in estate, il Consiglio di Stato che ha sentenziato a favore dei docenti della scuola secondaria in queste condizioni, chiedendo agli Uffici Scolastici Regionali di riformulare delle nuove graduatorie dei concorsi, denominate di ‘merito’, comprendenti gli “idonei oltre la soglia del 10%”. A seguire, il Tar non ha esitato a ribadirlo.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): È giunto il momento di sanare la medesima situazione per i docenti del concorso della Scuola Primaria e Infanzia. Il Miur deve rendersi conto che la soglia del 10% non ha motivo di esistere, perché lede il diritto degli idonei esclusi dalla possibilità di essere assunti a tempo indeterminato. E questo prescinde dal grado di istruzione, quindi anche per infanzia e primaria. Bisogna fare in fretta, perché c’è anche il rischio che una volta superati i tre anni dalla pubblicazione delle prime graduatorie queste possano decadere.

L'Ufficio Legale Anief ha attivato le procedure utili per agire in tribunale con uno specifico ricorso per ottenere giustizia se dall'Amministrazione non arriverà nell'immediato una soluzione rispettosa dei diritti dei candidati idonei del concorso Primaria e Infanzia.

 

Il giovane sindacato è stato convocato in audizione presso la VII e XI Commissione della Camera congiunta Cultura e Lavoro: proporrà nove nuovi articoli al D.lgs. n. 81/08 del Titolo XIII bis recante “Disposizioni speciali in materia di Istituzioni scolastiche ed educative”. I temi vanno dall’individuazione del datore di lavoro responsabile sulla sicurezza al potere inibitorio e d’interdizione, dagli obblighi e sanzioni per il proprietario dell’immobile e del dirigente scolastico agli impegni economici, sino ai lavori in appalto e alle nuove definizioni. Saranno presenti il presidente nazionale Marcello Pacifico, l’ingegnere Natale Saccone, esperto di sicurezza, dirigenti scolastici provenienti da Piemonte, Lazio, Campania e Sicilia. All’audizione sarà presente anche il noto giudice di Cassazione che seguì il processo sul crollo del convitto dell'Aquila nel 2009, al termine del quale si sentenziò la condanna penale di quattro anni dell’allora preside Livio Bearzi. Peccato che quel dirigente scolastico, come altri su cui sono stati avviati dei processi, non sia il datore di lavoro. Perché non ha alcun potere di gestione e manutenzione degli immobili, in alta percentuale collocati in zone sismiche e la metà dei quali costruiti prima del 1971, né ha alcuna possibilità di intervenire.

Marcello Pacifico (Anief-Confedir-Udir): Le modifiche che domani presenteremo alle commissioni competenti della Camera servono ad evitare che si possano ripetere delle nuove condanne a carico dei dirigenti scolastici, come quella del preside Bearzi, ritenuto colpevole di ‘inerzia, negligenza e condotte omissive’, pur non avendo alcuna possibilità di azione, oltre a quella di segnalare rischi e pericoli agli enti preposti. Il nostro ufficio studi ha calcolato che ogni giorno, a seguito delle norme vigenti sulla sicurezza, i nostri dirigenti scolastici rischiano più di cento cause civili e penali. Riteniamo assurdo tutto questo.

 

Altri cinque docenti con diploma magistrale abilitante ottengono l'immissione in ruolo grazie all'Anief. Pesante condanna del Miur a 18mila Euro di spese legali. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Come sempre fatti e non parole nella tutela dei diritti dei lavoratori della scuola”.

Con ben cinque sentenze di totale accoglimento emanate dai Tribunali del Lavoro di Bologna, Ferrara, Rimini e Udine l'Anief ottiene l'immissione in ruolo retrodatata all'anno scolastico 2015/2016 di altrettanti docenti abilitati con diploma magistrale che il Miur aveva voluto escludere dalla partecipazione al piano straordinario di reclutamento decretato con la Legge 107/2015. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Come sempre l'Anief risponde con i fatti ai fiumi di parole che si sono versati a discapito di questa particolare categoria di insegnanti. Il Miur deve arrendersi all'evidenza e alle determinazioni ormai univoche dei tribunali: i docenti abilitati con diploma magistrale inseriti in GaE a seguito di sentenza passata in giudicato dovevano partecipare al piano straordinario; accedere a quelle immissioni in ruolo, e alle future, è un loro diritto. Queste nuove vittorie in tribunale ci danno ancora una volta ragione e la condanna a carico del MIUR è esemplare: quando l'Amministrazione lede platealmente i diritti dei lavoratori della scuola e tenta di eludere il giudicato e gli ordini dei tribunali, ne deve pagare le spese”.

 

Al quesito, attraverso cui si chiedeva quali iniziative intendesse assumere il Miur “per includere nella procedura concorsuale per titoli ed esami, disposta dall'articolo 1, comma 87 e successivi, della legge n. 107 del 2015, tutti quei dirigenti che hanno ottenuto, a decorrere dall'anno scolastico 2006/2007, la conferma dell'incarico di presidenza per almeno un triennio”, quasi un anno dopo risponde il sottosegretario Gabriele Toccafondi, preannunciando la decisione di dedicare una parte dei posti a bando proprio ai presidi incaricati: “il regolamento prevede, limitatamente al primo corso-concorso da bandire secondo la nuova disciplina, la riserva di una quota dei posti messi a concorso in favore dei soggetti di cui all'articolo 1, comma 2-ter, del decreto-legge n. 58 del 2014, e quindi anche in favore dei presidi incaricati”.

Per quanto riguarda, invece, i candidati ricorrenti del bando di concorso svolto nel 2011, è chiaro che l’amministrazione sta attendendo il parere della Corte Costituzionale. La quale, potrebbe disporre un nuovo corso riservato per tutti coloro che si sono costituiti in giudizio o annullare interamente l’ultima sessione riservata. Anief ricorda, a tutti i candidati del concorso del 2011, che è ancora possibile aderire alricorso ad adiuvandumin Corte costituzionale prima della pubblicazione dell’ordinanza in Gazzetta Ufficiale.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Il concorso per dirigenti scolastici rimane una tappa fondamentale per sanare una situazione ormai diventata insostenibile, con una presidenza su quattro che viene affidata in reggenza e i dirigenti scolastici costretti e dividersi anche per 21 sedi e tremila alunni. Anzi, sono casi che con la carenza di dirigenti scolastici nell’anno in corso non potranno che ampliarsi. Il pericolo, tra l’altro, è che dopo tanta attesa, il regolamento sia pure deficitario, perché sembrerebbe sbarrare l’accesso al concorso a tutti i precari laureati e con 5 anni di servizio, a dispetto di una precisa sentenza del Consiglio di Stato, e costringendo il nostro sindacato a presentare ricorso. Nel frattempo invitiamo i candidati interessati del concorso del 2011 ad aderire alricorso ad adiuvandumin Consulta, prima della pubblicazione dell’ordinanza in Gazzetta, visto che le possibilità di accedere alle quote di concorso riservate sono limitate ai docenti candidati ricorrenti.

 

Ancora una volta dalla stampa arrivano inquietanti quanto inopportune “previsioni” sulla decisione dell’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato riguardo al diritto degli abilitati in possesso di diploma magistrale all’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento della scuola primaria e della scuola dell’Infanzia. Stavolta è il turno di Italia Oggi, che nel ricordare l’imminente pronuncia dei giudici di Palazzo Spada ci tiene a mettere l’accento sin dal titolo sul fatto che la decisione potrebbe sfavorire gli interessati.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): è evidente che i diplomati magistrali in Gae sono un incubo per qualcuno. Peccato che sia lo Stato ad aver riconosciuto il valore abilitante di quel titolo, i cui possessori hanno, quindi, piena legittimazione ad essere inseriti nelle graduatorie ad esaurimento. È ora di finirla con questa malcelata corsa a tirare la giacca ai giudici chiamati ad esprimersi sulla vicenda.

I numerosissimi seminari saranno rivolti a docenti, Ata, Rsu, Dirigenti scolastici. L’inaugurazione della stagione dei seminari avverrà a Reggio Calabria, il 25 settembre 2017, dalle 9.00 alle 13.00, alla presenza del Presidente nazionale professore Marcello Pacifico e di tutta la struttura territoriale.

 

Esperti di relazioni sindacali, sicurezza e rendicontazione d’istituto, e avvocati a confronto con centinaia di dirigenti scolastici hanno condiviso la necessità di cambiare profondamente il testo unico sulla sicurezza e chiesto di non rinnovare il nuovo CCNL senza la perequazione esterna con le altre aree della dirigenza pubblica (FUN) e interna con gli altri ex presidi (RIA).

Il dato è contenuto nel Focus che il Miur pubblica sul sostegno all’inizio di ogni anno scolastico all’interno del dossier “Anticipazione sui principali dati della scuola statale”. I posti di docenti istituiti per l’a.s. 2017/2018 – scrivono da Viale Trastevere - sono complessivamente 819.049, di cui 680.200 sono posti comuni e 138.849 sono posti di sostegno. I posti comprendono sia l’organico dell’autonomia che l’adeguamento di detto organico alle situazioni di fatto; per il sostegno sono comprese anche le deroghe. Occorre ricordare, infine, che l’adeguamento dell’organico alle situazioni di fatto per la parte delle deroghe per il sostegno è in via di consolidamento e pertanto i dati sono provvisori.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Abbiamo 100mila docenti in organico di diritto, ma ce ne sono almeno 40mila con i contratti in deroga fino al 30 giugno. Sono supplenze annuali che si trascinano da anni, con tutti i problemi che una scelta del genere comporta. Ad iniziare dal disagio che si procura agli alunni. Si è tanto parlato di riforma del sostegno, ma, a parte le chiacchiere, ci ritroviamo sempre con un posto su tre ogni anno da assegnare. Inoltre, tanti docenti specializzati attendono ancora di essere convocati. Eppure la scuola è cominciata da una settimana e la Ministra aveva pure promesso che le supplenze si sarebbero concluse entro il 15 settembre scorso.

Per cercare di trovare delle soluzioni a questi problemi, lo stesso  presidente Anief, Marcello Pacifico, ha scritto in questi giorni alle scuole e alle famiglie, rilanciando l’iniziativa “Sostegno: non un’ora di meno!”: “l’obiettivo è ottenere il rispetto del diritto allo studio e all’integrazione scolastica dei nostri figli e dei nostri alunni che, attraverso certificazioni idonee, devono ottenere quanto previsto dalle normative vigenti a loro tutela”. I genitori, guidati dai referenti Anief, possono chiedere la documentazione utile per il ricorso: “tutti i docenti, gli ATA e i Dirigenti Scolastici possono partecipare attivamente alla nostra iniziativa informando le famiglie”.

 

Con la riforma della Buona Scuola, entro pochi mesi entreranno a regime i nuovi percorsi, diversificati a seconda se si è docente precario abilitato (G.R.A.M.E.), non abilitato ma con tre anni di supplenze svolte negli ultimi otto oppure semplicemente laureato (24 CFU). Sulla base del nuovo sistema (dopo la fase transitoria: svuotamento GaE e assunzioni da concorso 2016, concorso per abilitati e concorso per non abilitati con 3 anni di servizio), gli aspiranti docenti devono partecipare al concorso, superato il quale accederanno al percorso triennale di formazione, inserimento e tirocinio (FIT). Per accedere al concorso saranno necessari la laurea e il possesso di 24 CFU nelle discipline antro-psico-pedagogiche. Solo al termine del percorso, che ha natura selettiva, gli aspiranti docenti verranno immessi in ruolo. Chi verrà ritenuto idoneo non entrerà in ruolo prima del 2022, dopo una lunga ed estenuante formazione durante la quale sono previste supplenze a stipendio ridotto. Secondo il sindacato Anief, non c’era bisogno di introdurre questo cervellotico modello di reclutamento per stabilizzare dei precari con 36 mesi di servizio, come ci dice l’Unione Europea dal 1999 e come ribadito quest’anno a Bruxelles. Perché stiamo parlando di docenti già scelti e pronti. Anche coloro che non lo sono, ma con esperienza sul campo, si sarebbero potuti formare senza introdurre il criterio selettivo.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Vi sono molti aspetti del nuovo percorso che porta a fare l’insegnante che ci lasciano perplessi: al di là dell’inutilità delle prove e della formazione per tutti quelli che oggi sono già abilitati, oltre che ai tempi lunghi, non comprendiamo per quale motivo nessun percorso è stato attivato per gli Insegnanti Tecnico Pratici, ovvero quei docenti che prestano servizio negli istituti superiori per lo svolgimento delle attività laboratoriali: è una contraddizione di non poco conto visto che tali attività, collegate con l’alternanza scuola-lavoro, sono uno dei punti fermi della riforma Renzi-Giannini approvata nel luglio del 2015. Del tutto ignorati, per quanto riguarda sempre la nuova formazione, sono anche i maestri d’infanzia e primaria. Il sindacato è pronto, pertanto, a presentare nuovi ricorsi.

Si ricorda che Eurosofia, in collaborazione con Anief e Unipegaso, consente agli aspiranti docenti di acquisire i 24 CFU quali requisiti d’accesso per il prossimo Concorso a cattedra (Fit). Per maggiori informazioni cliccare qui.

 

Ad assicurarlo, in queste ore, è stata la Ministra all’Istruzione. La selezione arriva nel momento di peggior carenza di presidi nella storia della Repubblica italiana: quest’anno le lezioni sono riprese con un istituto su quattro privo del suo preside e affidato in reggenza a un capo d’istituto titolare in un’altra scuola. Il giovane sindacato ribadisce che la selezione costituisce una tappa fondamentale per sanare una situazione diventata insostenibile, perché non è possibile che istituti autonomi con 6-7 e anche più plessi siano gestiti-organizzati da dirigenti che a loro volta devono fare altrettanto con le loro scuole. Purtroppo, il regolamento non conterrà le richieste del giovane sindacato: rimarranno esclusi i precari con 5 anni di servizio. Eppure nel 2011 il Consiglio di Stato ha detto a chiare lettere che possano partecipare alle procedure concorsuali nel rispetto della giurisprudenza comunitaria. Con sentenze dei tribunali, a seguire, dello stesso tenore.

Dell’importanza di bandire il concorso per dirigenti scolastici, mettendo a bando almeno 3mila posti visto il turn over dei prossimi anni, si è parlato in questo week end a Palermo, nel corso del secondo Convegno nazionale Udir. Il convegno ha anche toccato altri temi: sicurezza, valutazione, merito, retribuzione, con gli assunti dopo il 2001 senza Ria e tutta la categoria con un Fondo Unico Nazionale inadeguato. A rendere la professione sempre più difficile è poi il fatto che la Legge 107/2015 ha moltiplicato incarichi e responsabilità.

Marcello Pacifico (Anief-Udir):Diventa importante a questo punto che i tempi di svolgimento della procedura concorsuale siano celeri. Partire il prossimo anno con quasi 2.500 scuole in reggenza sarebbe una vera tragedia per le nostre scuole. Oltre che la dimostrazione che i tempi della politica e della burocrazia sono più rilevanti del bene dei nostri giovani in formazione. Come fondamentale diventa mettere in sicurezza, per il loro bene e quello di chi vive le nostre scuole, i nostri istituti scolastici.

 

 

A giorni è prevista la sottoscrizione di un accordo del Miur col ministro del Lavoro Gialiano Poletti, a seguito del quale si avranno mille tutor nelle scuole, frutto di un progetto in capo all’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro che ne prevede uno ogni 5 scuole secondarie di II grado. L’obiettivo, ha annunciato la Ministra Fedeli, è che “possa essere presente almeno un giorno a settimana per istituto”. Allo stesso modo, diventa importante verificare l’efficacia della piattaforma Miur per l’applicazione dell’alternanza, annunciata da tempo. Lo stesso vale per la carta dei diritti degli studenti e delle studentesse in alternanza, su cui un mese fa è arrivato il via libera della Conferenza Unificata, solo pochi giorni fa da parte del Consiglio di Stato e su cui a breve si esprimerà il Consiglio del Ministri.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Va bene introdurre delle figure che sorveglino sugli stage, perché lo scorso anno si sono verificati casi di studenti impegnati nelle aziende a pulire i bagni o a fare fotocopie. Diventa quindi importante introdurre delle figure che sorveglino sulle esperienze svolte dagli studenti in azienda. I tutor non possono, tuttavia, essere numericamente così ridotti. Secondo noi ne servono almeno il doppio. Perché, considerando che in un istituto superiore sono impegnate negli stage, in media, tra le quindici e le venti classi del triennio finale, significa che stiamo parlando di circa 400 studenti a scuola. Quindi, in tutto, un tutor è chiamato a seguire qualcosa come 2mila allievi l’anno. Molti dei quali svolgono le attività di alternanza scuola-lavoro in contemporanea: è evidente che il numero di tutor deve essere implementato, altrimenti la visita settimanale a scuola del tutor si tradurrebbe in un controllo di routine senza alcuna efficacia.

 

 

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