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Con quattro provvedimenti analoghi, emanati dai Tribunali di Tivoli e Civitavecchia, si accerta l'illegittimità dell'operato del Miur che viene condannato al pagamento di oltre 25mila euro tra risarcimento danni e spese di soccombenza. L'iniziativa 'Sostegno, non un'ora di meno!' promossa dall'Anief, a tutela dei diritti degli alunni con disabilità a cui il Miur nega il corretto numero di ore di sostegno, ottiene in questo modo ulteriori successi in tribunale e la dichiarazione d'illegittimità dell'operato dell’amministrazione scolastica, con condanna per discriminazione e responsabilità aggravata.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): la tutela del diritto all’istruzione dei disabili e alla loro integrazione è assicurata da norme imperative internazionali, europee e interne e tali precetti vanno onorati e fatti rispettare costantemente; il nostro operato rende concreto questo impegno. La condanna del Ministero per responsabilità aggravata è un provvedimento che rivela come l'azione legale da noi promossa stia ottenendo i risultati attesi. Auspichiamo che il Miur prenda coscienza delle sue responsabilità e che si adoperi per garantire effettivamente che ogni studente possa fruire del diritto allo studio e all'integrazione senza più dover ricorrere in tribunale e in situazione di piena parità.

 

 

Udir, su 42.292 edifici scolastici, in 8.450 non ci sono lezioni


(ANSA) - ROMA, 19 MAR - La 'stretta' degli ultimi anni sulle misure preventive e il logoramento delle strutture ha prodotto la chiusura o la necessità di adeguare sempre più scuole: tanto è vero che oggi se è vero che gli edifici scolastici esistenti sono 42.292, in 8.450 non si svolgono le lezioni, perché in ristrutturazione, in costruzione o dismessi. Un plesso scolastico su cinque, quindi, è chiuso per sempre o in attesa di essere messo a norma. I dati sono stati forniti dall'ingegner Natale Saccone, nel corso degli incontri organizzati in questi giorni in varie città italiane dall'Udir, il neonato sindacato dei dirigenti scolastici. In Sardegna, a esempio, sono 1.615 gli edifici dove non si va a scuola e appena 326 quelli dove si fa lezione. Anche in Sicilia, a fronte di 1.680 strutture scolastiche operanti, ve ne sono altre 2.580 non attive. Anche le scuole sulla 'carta funzionali necessitano di miglioramenti, dice l'esperto: a esempio, il nulla osta provvisorio per la prevenzione incendi è disponibile in una scuola su sei. Del certificato di collaudo dell'impianto di spegnimento sono sforniti il 91% degli istituti. Per tutelare i presidi, Udir e Eurosofia hanno organizzato a Torino, mercoledì prossimo, il convegno 'Le tre RRR della Dirigenza. Rischi, responsabilità, retribuzioni'. I sindacati ricordano che il 50 per cento degli edifici scolastici è stato costruito prima del 1971, l'anno in cui entrò in vigore la normativa sul collaudo statico degli edifici e che anche le scuole attive necessitano di miglioramenti: gli ultimi dati ufficiali dicono che il piano di emergenza e il documento di valutazione del rischio sono stati riscontrati con certezza da meno di tre scuole su quattro (rispettivamente 73% e 72%); il certificato di collaudo statico, da una su due (49%); quello di agibilità-abitabilità e di omologazione alla centrale termica, da una su tre (39%); la certificazione della prevenzione incendi in corsi di validità è presente appena in un'istituzione scolastica su cinque (21%); il nulla osta provvisorio, sempre di prevenzioni incendi, in una scuola su sei (16%). Sul certificato di collaudo dell'impianto di spegnimento siamo messi malissimo, perché ne è sfornito ben il 91% degli istituti. (ANSA).

Il numero di cattedre libere è pure destinato a crescere, visto il trend d'iscrizioni degli alunni disabili negli ultimi anni, tenendo conto dei pensionamenti e di coloro che ogni anno si spostano sull’insegnamento della disciplina. Penalizzata anche la Sardegna, dove andrebbero specializzati il triplo dei docenti. Ora, il Miur ci dirà che la maggior parte di quelle cattedre sono in deroga, oltre l’organico di diritto. Ma questo non significa nulla, perché la necessità di coprirli con personale specializzato e adeguato a supportare il diritto agli studi degli alunni disabili prescinde dai sofismi tecnici e dalla burocrazia governativo-ministeriale.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): il fatto stesso che quest’anno siano stati affidati tanti posti di sostegno a docenti di ruolo non specializzati (solo a Palermo 450) la dice lunga su quale genere d'intervento occorreva adottare, anziché limitarsi a bandire un numero irrisorio di posti. Il Ministero deve farla finita con le soluzioni-tampone e adottare un piano straordinario di formazione e stabilizzazione per la categoria, superando anche il vincolo percentuale introdotto dall’ex Ministro Maria Chiara Carrozza nellaLegge 128/2013: basterebbe ammettere i candidati ex specializzandi che hanno conseguito la specializzazione sul sostegno nei tempi previsti dal bando a partecipare alle prove suppletive del concorso a cattedre 2016. Se non lo fa il Miur, allora lo faccia il Consiglio di Stato che si è già espresso con un decreto monocratico in tal senso.

 

L'iniziativa 'Sostegno, non un'ora di meno!' promossa dall'Anief a tutela dei diritti degli alunni con disabilità cui il Miur nega il corretto numero di ore di sostegno, ottiene ancora successi in tribunale e la dichiarazione di illegittimità dell'operato del Miur con condanna per discriminazione e responsabilità aggravata.

 

Nuovi successi Anief in tribunale a tutela dei diritti degli alunni con disabilità: in provincia di Roma l'Anief ottiene piena ragione con ben quattro provvedimenti emanati dai Tribunali di Tivoli e Civitavecchia che accertano l'illegittimità dell'operato del Miur e lo condannano al pagamento di oltre 25.000 euro tra risarcimento danni e spese di soccombenza. Il Tribunale di Tivoli, constatata 'l'ostinata resistenza dell'avvocatura dello Stato, che deduce l'avvenuta effettuazione delle ore (minori) assicurate dall'istituto', dispone la condanna dell'Amministrazione resistente ex art. 96 cpc per responsabilità aggravata ordinando 'l'inoltro alla Corte dei Conti di Roma per quanto di competenza in ordine alla eventuale responsabilità per danno erariale a carico dell'avvocatura dello Stato'.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): la tutela del diritto all’istruzione dei disabili e alla loro integrazione è assicurata da norme imperative internazionali, europee e interne e tali precetti vanno onorati e fatti rispettare costantemente; il nostro operato rende concreto questo impegno. La condanna del Ministero per responsabilità aggravata è un provvedimento che rivela come l'azione legale da noi promossa stia ottenendo i risultati attesi. Auspichiamo che il Miur prenda coscienza delle sue responsabilità e che si adoperi per garantire effettivamente che ogni studente possa fruire del diritto allo studio e all'integrazione senza più dover ricorrere in tribunale e in situazione di piena parità.

 

 

I legali del giovane sindacato saranno chiamati a discutere, presso il Parlamento Europeo, sull’inosservata attuazione della Direttiva 1999/70/CE, nonostante l’approvazione della Legge 107/2015 e le recenti sentenze della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale, pur dopo aver ottenuto la sentenza Mascolo nel 2014. Il tutto, mentre i Tribunali del Lavoro continuano a comminare cospicui risarcimenti a causa dell’accertata disparità di trattamento tra personale precario e personale a tempo indeterminato, a iniziare dal sostegno. Anche la nuova ipotesi di CCNI sulla mobilità persevera nella mancata valutazione del servizio svolto da precario ai fini del raggiungimento del quinquennio di permanenza su posti di sostegno e per le graduatorie interne d'istituto, per le quali permane la valutazione parziale del servizio pre-ruolo.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): viene da chiedersi come fa il nostro Governo a pensare di cavarsela con un piano maggiorato di assunzioni, lasciando però precari 100mila docenti l’anno, pur avendo la possibilità di assumerli. Qualche spiraglio di luce si è visto con le modifiche proposte al Governo, da parte delle commissioni parlamentari, sulla fase transitoria che porterà al nuovo reclutamento. Ma non basta, perché servono procedure più dirette alla stabilizzazione. Non è sufficiente, nemmeno, risarcire con solo un anno di stipendio mancato un docente precario a cui lo Stato continua a negare l’assunzione a titolo definitivo. Allo stesso modo, occorre modificare, visto che si fa ancora in tempo, il contratto sulla mobilità nella parte che nega di considerare utile il servizio di sostegno svolto prima di firmare il contratto a tempo indeterminato: come si fa a dire che la valenza di quel servizio è minore di quella di un collega che ha svolto il medesimo compito? A questi e altri interrogativi il nostro Governo continua a non rispondere, voltandosi dall’altra parte.

 

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