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Prima la Ministra dell’Istruzione, conti alla mano, ammette che lo Stato in realtà non ha vantaggi nel mantenere il personale precario per decenni. Ma poi sembra anche comprendere le ragioni contabili del Mef che fa scendere l’asticella del consolidamento a circa 10mila cattedre (per l’Anief meno della metà), arrivando quasi a giustificare l’ostracismo del Ministero dell’Economia a trasformare i posti nell’organico effettivo.                                         

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): i nodi della questione rimangono le assunzioni che vanno oltre al mero ricambio di docenti che andranno in pensione. Il punto è che a passare nell’organico di fatto saranno appena 10mila cattedre, come dice il Miur. E forse anche meno, neanche 5mila, come sostiene l’Anief. Perché il quadro generale, in ogni caso, non cambierà di molto: il 90% delle cattedre in organico di fatto continuerà a rimanere, così come la supplentite resterà viva e vegeta. E pure la ricorsite: una pratica che sempre più lavoratori intraprendono. Per saziare quella sete di giustizia che il Governo di turno non riesce proprio a soddisfare.

Anief ricorda che sono ancora aperti i ricorsi per essere stabilizzati, per vedersi assegnati gli scatti di anzianità del personale di ruolo anche durante il periodo di precariato, per ottenere le mensilità di luglio e agosto in tutti quei casi in cui ai docenti si dà una supplenza annuale fino al 30 giugno dell’anno successivo, anziché sino al 31 agosto, pur in presenza di posti vacanti e disponibili.

 

Ancora condanne a carico del MIUR per abuso e discriminazione del lavoro precario in violazione della normativa comunitaria. Anief: le norme interne contrastanti con l'accordo quadro vanno disapplicate, finché la contrattazione collettiva non sarà adeguata alla normativa comunitaria, l'unica strada è quella del ricorso. 

 

Continuano le condanne a carico del Ministero dell'Istruzione per l'illecita discriminazione posta in essere a discapito dei docenti precari cui non viene riconosciuto il diritto a percepire le progressioni di carriera nonostante i tanti anni di servizio con contratti a termine. I Giudici del Lavoro di Brescia, Milano, Taranto e Torino accolgono i ricorsi Anief e condannano il MIUR per violazione di norme comunitarie. 

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): i lavoratori precari subiscono una ingiustificata disparità di trattamento rispetto ai colleghi di ruolo perché non beneficiano degli incrementi stipendiali legati alla anzianità di servizio. Alla luce della giurisprudenza comunitaria, e come confermato dalle recenti sentenze della Suprema Corte di Cassazione, il giudice deve disapplicare le norme interne che attribuiscono il diritto alla progressione nelle posizioni stipendiali unicamente al personale assunto con contratto a tempo indeterminato e che riconoscono l’anzianità pregressa ai lavoratori precari immessi in ruolo soltanto con decorrenza dalla data di stipula del contratto a tempo indeterminato. Continuiamo a chiedere con fermezza l'immediato adeguamento del contratto di comparto alle direttive comunitarie.

 

L'Anief ricorda che è ancora possibile ricorrere per vedersi riconosciuti i propri diritti e per ottenere uno stipendio commisurato agli anni di servizio effettivamente svolti, anche se con contratti a tempo determinato.

 

 

È la cifra che verrà destinata per le prime 12 mensilità a tutti i nuovi insegnanti che tra un paio d’anni, dopo aver dimostrato di potersi mettere in cattedra per formare le nuove generazioni, verranno selezionati a seguito del rinnovato concorso per diventare insegnanti: lo stesso Ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, annunciando i 600 euro lordi da assegnare ai neo assunti per il loro primo anno di lavoro, li ha definiti “poca roba”. Anief ricorda che non stiamo parlando solo di giovani ex studenti universitari, ma anche di precari storici, che a 40-50 anni avranno la forza di rimettersi in discussione. Come si fa a dire loro che per essere formati dovranno percepire 3.500 euro in un anno, ovvero lo stipendio che si assegna in poco più di un mese a un collega neo-assunto di un vero Paese moderno dove lo Stato non fa cassa sulla pelle dei precari?

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): è un copione che si sta sempre più piegando verso il basso. A chi ha escogitato questa soluzione, vorremmo chiedere se ha pensato come faranno i docenti meritevoli a ‘campare’ con 70 euro a settimana, magari costretti a svolgere il loro primo anno di prova a mille chilometri da casa. Con il rischio, alla fine, di essere pure bocciati, al termine di un triennio svolto nel ruolo ibrido da docenti non più precari ma nemmeno di ruolo. Noi abbiamo compiuto tutto il percorso che era nelle nostre possibilità per contrastare il decreto legislativo 377: stiamo valutando se appellarci alle aule dei tribunali. Per stabilire se un modello di retribuzione iniziale di questo genere possa essere lecito oppure si tratti, come riteniamo noi, solo dell’ennesima soluzione adottata per salvaguardare i conti pubblici ledendo i diritti dei lavoratori.

 

L’Ufficio Studi Anief è andato a verificare lo stato delle circa 100 Graduatorie a Esaurimento sparse per l’Italia: il risultato è che risulta una pia illusione quella di pensare di cancellarle in un quinquennio, come sostiene il Miur. La situazione più complessa, a oggi priva di sbocchi, è quella che riguarda i docenti degli alunni fino a 6 anni, che assieme ai colleghi della primaria non potranno nemmeno fruire della fase transitoria prevista della legge delega sul nuovo reclutamento. Il caso di Roma è clamoroso: nelle GaE permangono 6.104 maestri della scuola materna. Mentre i posti liberi, da destinare anche alla mobilità, sono poche centinaia. Così lo scorso anno sono stati immessi in ruolo appena 97 precari da GaE. A questo ritmo, serviranno oltre 50 anni per pensare di svuotare le graduatorie della provincia capitolina. Una situazione di sbarramento si verifica anche alle superiori, dove sono bloccati da decenni migliaia di docenti precari abilitati in classi di concorso caratterizzate dalla perenne penuria di posti liberi. Come le ex A017 e A019, riconducibili alle discipline economiche e giuridiche. Oppure della ex A029, educazione fisica, della ex A039, geografia.

 

A Milano quest’anno nella A046, ex A019 (discipline giuridiche ed economiche) c’erano la bellezza di 32 soprannumerari; per Filosofia (ex A037, ora A019) e Trattamento Testi (ex A075, oggi A066) rispettivamente 17 e 15 prof di ruolo; sempre nel capoluogo meneghino ci sono poi diverse decine di soprannumerari tra gli Itp. Sulle discipline giuridiche-economiche la situazione è pesante anche a Torino e a Bari, dove vi sono 19 prof oltre le disponibilità, a Verona e Vicenza (15) Firenze (13), Cagliari e Agrigento (10). Non va meglio nelle province più piccole, come Campobasso, dove nella A019 ci sono 12 docenti di ruolo senza posto.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): per superare questa soluzione di stallo la soluzione è quella che abbiamo indicato da tempo, ovvero tramutare in organico di diritto le 100mila cattedre annuali, assumere su tutti i posti vacanti, potenziare i posti in organico di diritto nelle aree dove gli alunni sono a rischio abbandono scolastico, anticipare di 12 mesi l’inizio della scuola primaria. Altrimenti la fase transitoria non porterà di certo a esaurire le GaE, ma i precari. I quali, nel frattempo, invecchieranno senza aver acquisito quell’immissione in ruolo che sarebbe dovuta scattare in automatico subito dopo il conseguimento dei 36 mesi di supplenze anche non continuative, come ci dice da tempo l’UE. E anche i nostri tribunali, che sanzionano sempre più spesso uno Stato che sfrutta sine die il suo personale a tempo determinato.

 

Anief ricorda che è ancora possibile effettuare la preadesione al ricorso per l’inserimento immediato nelle GaE, a seconda della propria posizione da tutelare, collegandosi on line sul portale Anief. Per ulteriori informazioni sui ricorsi Anief e agire in tribunale per ottenere le medesime progressioni stipendiali dei lavoratori a tempo indeterminato, il risarcimento del danno per illecita reiterazione di contratti a termine e l’eventuale stabilizzazione, cliccare qui.

 

 

L’evento si terrà giorno Venerdì 28 aprile 2017, dalle 9.30 alle 14.00, presso il Liceo Scientifico Galileo Galilei di Palermo, nell’ambito delle iniziative promosse da “Generazioni Connesse”, progetto coordinato dal Ministero dell’Istruzione e finalizzato alla promozione dell’uso consapevole della Rete presso i giovani e alla sensibilizzazione degli stuenti e del personale scolastico riguardo il tema del bullismo e del cyberbullismo.

Facciamo rete per difendere la Rete

“Scelgo io! Digito positivo”

Giovani a confronto per costruire una Rete migliore

Ore 9.30 – 12.30                         12.30 – 14.00

           Con gli studenti                 Con le agenzie Educative

Al termine sarà offerto un breve light lunch

“Scelgo io! Digito positivo” punta ad una valorizzazione degli aspetti vantaggiosi e costruttivi del web e delle tecnologie in contrapposizione all’utilizzo non consapevole, che, negli ultimi anni, ha visto l’incrementarsi di gravi casi di cronaca.

La tematica sarà sviluppata attraverso una condivisione interattiva sulle buone pratiche di relazionalità digitale.

Animeranno il dibattito: le Forze dell’Ordine, Cosimo Maurizio Gentile (psicologo e psicoterapeuta, Ufficio Scolastico per la Sicilia), Angela Seminara (psicologa e psicoterapeuta), Alessandro Lo verde (formatore della Mediolanum corporate university) Marcello Pacifico (Associazione professionale e sindacale ANIEF) e Paola Brodoloni (giornalista e fondatrice di Cuore e Parole Onlus).

L’evento intende stimolare le giovani generazioni a vivere la Rete come una risorsa da fruire e non da spettatori passivi ma da cittadini attivi e solidali che possono difendere e tutelare le vittime degli attacchi digitali partendo da azioni ed esempi positivi.

  Ospite dell’evento, che sostiene e condivide i valori promossi da “Scelgo io! Digito positivo”, Roberto Lipari, comico, autore e scrittore di origini palermitane, vincitore di “Eccezionale veramente” e volto noto di “Made in Sud” Rai2, “Convento Cabaret” e “Laboratorio Zelig”.

Sede dell’evento :

Liceo Scientifico Galileo Galilei, Via Danimarca 54 - 90146 Palermo.

Per informazioni: Eurosofia 091.7098311 – 091.7098357.

Vi chiediamo cortesemente di dare una conferma di partecipazione alla casella email : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , indicando nome, cognome e scuola di servizio.

Lo hanno detto le organizzazioni dei lavoratori ai componenti della XI commissione del Senato (lavoro Pubblico e Privato), spiegando che per superare il D.Lvo n. 165/2001 non bastano le buone intenzioni, ma il ritorno alla vera contrattazione e un monte minimo di risorse che sinora non è stato stanziato. Il paventato riequilibrio del rapporto tra legge e contratto, contenuto nell’accordo del 30 novembre scorso sul rinnovo dei contratti pubblici, rimane lettera morta. Tuttavia, questa posizione non è nuova per l’Anief che l’aveva prefigurata da tempo e ribadita prima di Pasqua, quando ha affermato che il prossimo rinnovo contrattuale non cambierà di molto la situazione stipendiale di stallo dei dipendenti pubblici. Poiché il ruolo del sindacato è quello di tutelare i dipendenti, a iniziare dai suoi iscritti, per i lavoratori è decisamente più fruttuoso presentare ricorso in tribunale. Ecco perché Anief ha deciso di ricorrere per il recupero dell'indennità di vacanza contrattuale nello stipendio, sia per i dipendenti della Scuola, sia per i lavoratori della Pubblica Amministrazione.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): su un reddito medio di 1.500 euro, dal settembre 2015 lo Stato avrebbe dovuto versare a ogni dipendente 105 euro di aumento medio, ovvero il 7 per cento del proprio stipendio. Questo non ce lo siamo inventati noi, ma ce lo ha detto la Corte Costituzionale. Salvo poi recuperare l’altro 50 per cento alla firma del contratto. Pensare di firmare un rinnovo a condizioni decisamente inferiori sarebbe assurdo: significherebbe farlo sulla pelle dei lavoratori, quelli che noi dobbiamo tutelare. Per questi motivi abbiamo deciso di andare in tribunale. Riteniamo umiliante e improduttivo cedere alle lusinghe di un Governo che ha come obiettivo primario quello di far sottoscrivere un contratto che lede i diritti dei lavoratori pubblici.

 

 

La ministra Valeria Fedeli aveva scritto a Padoan per sollecitare 25 mila stabilizzazioni necessarie per far partire senza problemi il nuovo anno scolastico. Il ministro dell’Economia replica: «Dobbiamo prima capire quanto ci costano»La ministra Valeria Fedeli aveva scritto a Padoan per sollecitare 25 mila stabilizzazioni necessarie per far partire senza problemi il nuovo anno scolastico. Il ministro dell’Economia replica: «Dobbiamo prima capire quanto ci costano»

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ROMA, 20 APR - "Rispetto a quanto ci hanno detto per mesi le ministre Giannini e Fedeli, dal titolare del Dicastero di Via XX Settembre, Pier Carlo Padoan, arriva ben altra versione: le stabilizzazioni nella prossima estate saranno ridotte a 4.600". Arriva a questa conclusione l'Anief. E spiega come. "Il calcolo deriva - precisa - dalla divisione dei 140 milioni di euro concessi per l'anno in corso per 30mila euro di spesa da considerare per ogni neo-assunto (comprendente stipendi, tredicesima, arretrati e oneri vari, ricostruzione di carriera e i 500 euro per l'aggiornamento professionale). Attraverso altri 260 milioni stanziati per il 2018, si arriverà alla miseria di 13.300 cattedre spostate in organico di diritto in un biennio: un vero fallimento, se si pensa che solo nell'anno in corso ne erano state annunciate 25mila". "C'è una distanza siderale - dichiara il presidente dell'Anief, Marcello Pacifico - rispetto alle necessità di assorbimento del personale precario. Alla fine del braccio di ferro Mef-Miur ci ritroveremo ad assistere alla trasformazione in organico di diritto di meno del 20% dell'attuale organico di fatto. È sempre più evidente che, di questo passo, la supplentite non potrà che essere confermata e perpetrata nel tempo. Ma anche la 'ricorsite'. Perché, nel frattempo, sono sempre più i docenti che decidono di non subire determinate decisioni, lesive dei loro diritti. E sono sempre di più i tribunali che gli danno ragione"

(Teleborsa) - Gli insegnanti dovranno fare molta attenzione alle preferenze delle domande di trasferimento e passaggio: sarà infatti possibile inserire nel modello di domanda massimo 15 preferenze e di queste solamente 5 potranno essere delle scuole specifiche. 
Anche i neo-assunti potranno essere collocati su una singola scuola e uscire dalle incertezze professionali derivanti dalla collocazione su ambito territoriale. Diventa fondamentale, quindi, ottenere il massimo del punteggio. E farsi valere dal proprio Ufficio Scolastico Provinciale, di conseguenza, tutti i titoli e i servizi svolti.

Secondo il sindacato della scuola Anief, ci sono diversi punti dell’Ordinanza sulla mobilità 2017 che penalizzano i docenti: non si considera per intero, a esempio, il servizio pre-ruolo; va poi rilevata la mancata equiparazione del servizio svolto nelle scuole paritarie, nonché per i periodi di supplenze su sostegno che andranno considerati per coloro che chiederanno il passaggio su posto comune; non c’è traccia nemmeno di quel punteggio massimo che si sarebbe dovuto assegnare per la presentazione del conseguimento dei titoli abilitanti o specializzanti. 
"Siamo di fronte a mancate applicazioni di servizi e titoli che potrebbero essere decisivi ai fini del soddisfacimento delle domande", ricorda il Presidente del sindacato, Marcello Pacifico, aggiungendo che "tanti docenti e Ata della Scuola si stanno rivolgendo a noi per aver giustizia, perché a volte anche un solo punto può fare la differenza sull’esito della domanda di mobilità presentata. Figuriamoci quando in ballo ci sono punteggi importanti derivanti da pre-ruolo, supplenze su sostegno, servizio nelle scuole paritarie e titoli abilitanti o specializzanti".

Anief ha rotto gli indugi e ha deciso di rivolgersi al tribunale per chiedere la considerazione del precedente all’assunzione a tempo indeterminato ai docenti di sostegno che chiedono il passaggio sulla disciplina e per far riconoscere interamente tutto il servizio svolto prima dell’assunzione a tempo indeterminato, ai fini dell’individuazione dei perdenti posti attraverso le graduatorie interne agli istituti scolastici.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): l'impossibilità di soddisfare il quinquennio sul sostegno computando il servizio svolto da supplente costituisce una grave lesione del diritto del docente. La questione è stata affrontata, con esito favorevole per i docenti, sia dalla curia europea sia dai tanti giudici del lavoro italiani che stanno esaminando i casi da noi patrocinati in tribunale: il servizio pre-ruolo, lo ha detto di recente pure la Cassazione per la parte retributiva, non ha nulla di diverso rispetto a quello svolto da chi è assunto a tempo indeterminato.

Per informazioni maggiori relative al ricorso contro la mancata considerazione dei periodi pre-ruolo, ai fini della mobilità 2017 (anche per ottenere un punteggio maggiore e avere ulteriore possibilità di spostamento presso una sede scolastica più favorevole) cliccare qui.

 

Nuove vittorie per l'Anief in favore del personale scolastico cui il Miur non riconosce sin da subito tutto il servizio svolto durante il precariato ai fini della ricostruzione di carriera. Ancora possibile aderire gratuitamente ai ricorsi Anief sia per il personale docente che ATA.

Nessun dubbio per i tribunali del lavoro di tutta Italia sul diritto all'integrale e immediata ricostruzione di carriera per il personale scolastico cui il Ministero riconosce per intero, una volta immessi in ruolo, solo i primi quattro anni di servizio preruolo. Gli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli, Giovanni Rinaldi e Mirella Pulvento ottengono altre due vittorie per l'Anief presso i Tribunali del Lavoro di Torino e Trieste con la condanna del MIUR a riconoscere integralmente l’anzianità maturata dai lavoratori durante il periodo di pre-ruolo.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): il servizio svolto durante il precariato non può e non deve essere considerato come servizio 'di serie B' e docenti e ATA hanno pieno diritto a vedersi inquadrati nel livello stipendiale spettante in base al computo dell'intero trascorso lavorativo a tempo determinato svolto alle dipendenze del Ministero dell'Istruzione. Ancora una volta il nostro sindacato è intervenuto per sanare le storture contenute nella normativa interna e, ancora una volta, abbiamo imposto il rispetto della normativa comunitaria e del fondamentale principio di non discriminazione del lavoro precario contenuto nell'Accordo Quadro allegato alla Direttiva 1999/70/CE che, troppo spesso, il Miur dimostra di voler ignorare.

 

Rispetto a quanto ci hanno detto per mesi le ministre Giannini e Fedeli, dal titolare del Dicastero di Via XX Settembre, Pier Carlo Padoan, arriva ben altra versione: le stabilizzazioni nella prossima estate saranno ridotte a 4.600. Il calcolo deriva dalla divisione dei 140 milioni di euro concessi per l’anno in corso per 30mila euro di spesa da considerare per ogni neo-assunto (comprendente stipendi, tredicesima, arretrati e oneri vari, ricostruzione di carriera e i 500 euro per l’aggiornamento professionale). Attraverso altri 260 milioni stanziati per il 2018, si arriverà alla miseria di 13.300 cattedre spostate in organico di diritto in un biennio: un vero fallimento, se si pensa che solo nell’anno in corso ne erano state annunciate 25mila.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): c’è una distanza siderale rispetto alle necessità di assorbimento del personale precario. Alla fine del braccio di ferro Mef-Miur ci ritroveremo ad assistere alla trasformazione in organico di diritto di meno del 20 per cento dell’attuale organico di fatto. È sempre più evidente che, di questo passo, la supplentite non potrà che essere confermata e perpetrata nel tempo. Ma anche la ‘ricorsite’. Perché, nel frattempo, sono sempre più i docenti che decidono di non subire determinate decisioni, lesive dei loro diritti. E sono sempre di più i tribunali che gli danno ragione.

Anief ricorda che sono ancora aperti i ricorsi per essere stabilizzati, per vedersi assegnati gli scatti di anzianità del personale di ruolo, anche durante il periodo di precariato, per il riconoscimento delle mensilità di luglio e agosto in tutti quei casi in cui ai docenti si assegna una supplenza annuale fino al 30 giugno dell’anno successivo, anziché sino al 31 agosto, pur in presenza di posti privi di titolare.

 

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