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Si comunica che domani, venerdì 14 luglio 2017, la sede Anief sarà chiusa a partire dalle ore 13.30, in occasione della festa patronale di Palermo.

È record di adesioni per l’inserimento nelle graduatorie degli 8.400 istituti scolastici italiani, valide per il triennio 2017-2020. Questo, malgrado, l’insegnamento in Italia sia malpagato, preveda in media un precariato senza fine e ora pure una formazione triennale, dopo aver vinto il concorso a cattedra, al termine della quale si potrebbe essere addirittura bocciati.

Per favorire questo processo di avvicinamento all’insegnamento, lo studio legale del sindacato Anief, subissato di richieste, ha organizzato una serie di ricorsi, al Tar del Lazio, contro le tante esclusioni contenute nel D.M. 374/2017 e la nota Miur di trasmissione prot. n.  25196 del 1° giugno 2017, perché contenenti elementi di ingiustizia e irragionevolezza macroscopici, spesso in contrasto con chiare pronunce della magistratura amministrativa e persino rispetto ai recenti decreti delegati. Medesimo copione per l’aggiornamento/reinserimento annuale delle GaE, i cui candidati puntano all’ottenimento delle supplenze più lunghe, con il giovane sindacato costretto a riaprire i termini per in GaE 2017 sino a dopodomani.

Intanto, dai tribunali giungono conferme sulla correttezza della linea assunta: stavolta a fornirle è il Consiglio di Stato che, con un provvedimento cautelare d'urgenza, ha disposto l'immediato inserimento proprio nelle Graduatorie a Esaurimento dei docenti abilitati con Scienze della Formazione Primaria, prevedendo anche il diritto alla stipula nei loro confronti dei contratti a tempo determinato e indeterminato da effettuare già nelle prossime settimane nell’ambito del contingente da oltre 52mila immissioni in ruolo fissate dal Miur.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): nei prossimi giorni, sono previsti nuovi decreti monocratici, sempre da parte del Consiglio di Stato, riguardanti altri ricorsi. Per le ultime impugnazioni contro l’esclusione immotivata dalle GaE, contiamo di ridurre al massimo i tempi, pur considerando le tempistiche non sempre celeri della macchina giudiziaria. L’obiettivo è sempre quello di assistere gli insegnanti precari nel loro percorso di avvicinamento alla cattedra, alla luce anche del sempre maggiore interesse che i giovani laureati italiani mostrano per questa bistrattata ma sempre amata professione.

 

 

Straordinario risultato ottenuto dall'Anief in Consiglio di Stato con un provvedimento cautelare emanato d'urgenza che prevede l'immediato inserimento in GaE dei docenti abilitati con Scienze della Formazione Primaria e diritto alla stipula di contratti a tempo determinato e indeterminato. Ancora possibile aderire ai ricorsi Anief 2017 per chi ha inviato la domanda di inserimento in GaE entro l'8 luglio.

Non c'è pace per il Miur quando in campo scende la professionalità e la competenza dei legali Anief, unico sindacato che da anni si batte per la riapertura delle Graduatorie a Esaurimento in favore di tutti i docenti abilitati. Stavolta è il Consiglio di Stato a dare piena ragione alle tesi patrocinate dagli Avvocati Sergio Galleano e Vincenzo De Michele e a dichiarare, sul ricorso ‘pilota’ predisposto dall'Anief, il diritto all'inserimento in GaE dei docenti laureati in Scienze della Formazione Primaria specificando che il loro inserimento con riserva, in attesa della definizione nel merito del contenzioso, dovrà essere utile ‘ai fini dell'eventuale stipula di contratto di lavoro a tempo determinato o indeterminato’. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): ‘l'esclusione dalle GaE dei docenti abilitati in Scienze della Formazione Primaria, secondo quanto da sempre ha sostenuto il nostro sindacato, è illegittima sotto diversi profili, non da ultimo quello dell'evidente disparità di trattamento posta in essere dall'Amministrazione tra quanti si erano immatricolati al medesimo corso prima dell'a.a. 2007/2008, ammessi dal Miur all'inserimento in IV fascia, e quanti avevano effettuato l'iscrizione negli anni successivi, esclusi dalle GaE pur avendo conseguito il medesimo titolo abilitante. Questo è un risultato ottenuto attraverso un vero lavoro di squadra che ci ha visti impegnati sin dal primo grado con caparbietà e determinazione e sapevamo che avremmo avuto ragione’. Ancora possibile aderire ai ricorsi 2017 per l'inserimento in GaE per quanti hanno spedito entro l'8 luglio lo specifico modello predisposto dall'Ufficio Legale del sindacato per rivendicare l'inserimento o il reinserimento in GaE.

 

Secondo il Tribunale Amministrativo del Lazio, gli Insegnanti Tecnico Pratici non avendo avuto l’opportunità negli ultimi anni di potersi abilitare all’insegnamento, avevano pieno diritto a svolgere il ‘concorsone’. L’espressione dei giudici è rilevante, perché punta il dito direttamente sul testo del bando concorsuale. Decisive, per tale intendimento, sono state le precedenti decisioni già ottenute in Consiglio di Stato dai legali del giovane sindacato. Gli stessi ricorrenti, a cui è giunto ora il via libera del Tar, hanno già potuto partecipare alle prove suppletive della scorsa primavera: ora, si attende l'esito di quelle prove, per poter finalmente ottenere, con la pubblicazione delle Graduatorie di Merito integrate con i nominativi dei ricorrenti che hanno superato le preselezioni con profitto, quell'immissione in ruolo che il Miur voleva negare ab origine ai diplomati Itp e che ora dovranno essere poste in essere già dalle prossime immissioni in ruolo di agosto.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): migliaia di candidati con titolo rischiavano di essere esclusi a priori dall'ultimo concorso bandito dal Ministero dell'Istruzione, benché la maggior parte fosse impegnata stabilmente da anni a insegnare nelle nostre scuole, proprio in attesa di poter essere valutata ed entrare in ruolo. Al Miur hanno creato l’ennesima situazione kafkiana, perché ora decine di migliaia di vincitori rischiano di non essere assunti a tempo indeterminato per la mancanza o il dirottamento dei posti vacanti; mentre, laddove le cattedre libere ci sono, come quelle da assegnare agli insegnanti tecnico-pratici che operano nei laboratori delle superiori visto che risultano esaurite in tantissime province italiane, si è impedito a priori e in modo illegittimo di partecipare al concorso del 2016.

 

Il TAR Lazio, con le sentenze nn. 8172/2017 e 8175/2017, accoglie in via definitiva i primi ricorsi Anief e dichiara illegittimo il bando del Concorso 2016 che escludeva i docenti in possesso di diploma ITP.

È la conferma di un successo tutto targato Anief quella che vede l’emanazione da parte del TAR del Lazio dei primi pronunciamenti definitivi di pieno accoglimento che confermano il diritto alla partecipazione alle prove concorsuali per Insegnanti Tecnico Pratici dei ricorrenti in possesso di diploma utile per l'accesso alle materie di insegnamento tecnico-pratico. A far dichiarare al Tribunale Amministrativo la 'fine dei giochi' per il Miur con la definitiva conferma dell'illegittimità dell'esclusione dei ricorrenti dal concorso, sono state le precedenti decisioni già ottenute in Consiglio di Stato dai legali Anief che hanno permesso agli Avvocati Alberto Agusto e Corrado Resta di ottenere le prime sentenze di accoglimento proprio da quel Tribunale Amministrativo che aveva espresso in prima analisi forti perplessità riguardo l’ammissione con riserva di questa particolare categoria di docenti che ora attende l'esito delle prove suppletive calendarizzate ad aprile 2017 e ancora non concluse in alcune regioni. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): 'non avevamo dubbi sulla fondatezza delle nostre ragioni e siamo soddisfatti di essere riusciti, ancora una volta, a sanare quelle illegittimità e discriminazioni poste in essere dal Ministero dell'Istruzione nei bandi dell'ultimo concorso che ledevano il diritto di migliaia di lavoratori precari, da anni impegnati a insegnare nelle nostre scuole, e in attesa di poter entrare in ruolo'.

 

Dopo l'esito dei movimenti 2017 per il primo grado di istruzione risultano poche, rispetto al numero delle richieste, le domande di trasferimento accolte e ancora tante le illegittimità riportate nel CCNI per cui i tribunali del lavoro continuano a emanare sentenze di nullità delle procedure. Riaperte le adesioni ai ricorsi relativi alla mobilità 2016 negata per i troppi errori dell'algoritmo ministeriale che in alcuni casi ha letteralmente ‘distribuito a caso’ e per tutto lo stivale, anche a centinaia di chilometri, i docenti che hanno partecipato ai movimenti dello scorso anno. Ancora possibile, inoltre, aderire ai ricorsi che contestano il CCNI Mobilità 2017. Pronti i depositi dei nuovi ricorsi contro il CCNI 2017 per la mancata valorizzazione del servizio svolto nelle scuole paritarie o del preruolo per il raggiungimento del quinquennio di permanenza sul sostegno e avverso quelle graduatorie interne d'istituto e relative operazioni di mobilità d'ufficio che hanno mortificato il servizio a tempo determinato attribuendo un diverso valore ai tanti anni svolti durante il precariato o negando il punteggio ai titoli SSIS, TFA, al servizio militare svolto non in costanza di nomina.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): ‘le illegittimità del nuovo CCNI, ancora non risolte nonostante i numerosi precedenti giurisprudenziali favorevoli che abbiamo ottenuto nel corso di quest'anno, e l'errore dell'algoritmo 2016 stanno ancora mietendo vittime visto che docenti che avrebbero avuto diritto al trasferimento, spesso già da un anno, ancora con queste procedure non sono stati soddisfatti e non hanno potuto rientrare nella provincia richiesta per un mero errore ministeriale o un'evidente discriminazione presente nella contrattazione collettiva’. Possibile aderire ai ricorsi Anief se si sono dichiarati nella domanda di mobilità i titoli e i servizi utili al ricorso o se con la mobilità 2016 si sono riscontrati errori nell'attribuzione dell'Ambito o della sede richiesti pur avendo punteggio utile al trasferimento.

 

Dal Tribunale del Lavoro di Palermo arrivano ben 7 sentenze di pieno accoglimento che impongono al Miur l'immediato reinserimento di altri 50 docenti cancellati per mancato aggiornamento. Fino al 14 luglio ancora possibile aderire ai ricorsi Anief per ottenere l'inserimento o il reinserimento in GaE.

A corollario delle precedenti vittorie e delle tante conferme ottenute dall'Anief presso i tribunali del lavoro di tutta Italia, arriva dal tribunale del Lavoro di Palermo un vero e proprio terremoto per il Miur con 7 sentenze di pieno accoglimento che reinseriscono nelle Graduatorie a Esaurimento altri 50 docenti ‘colpevoli’ di non aver prodotto domanda di aggiornamento/permanenza in GaE e, per questo, cancellati ‘a vita’ dal Miur. Gli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli, Francesca Lideo, Marco Di Pietro e Emilio Magro, con l'esperienza che da sempre li contraddistingue, vanno nuovamente a segno in tribunale e ottengono una nuova conferma per le tesi da sempre sostenute dal nostro sindacato e la condanna del Ministero dell'Istruzione per aver illegittimamente negato il reinserimento ai docenti cancellati in aperta violazione della normativa primaria. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): ‘l'Anief da sempre sostiene che il Ministero dell'Istruzione ha posto in essere, nel corso degli anni, un comportamento illegittimo e discriminatorio ‘esiliando’ a vita i docenti che avevano mancato di produrre domanda all'atto di uno dei periodici aggiornamenti delle Graduatorie senza prevedere possibilità di reinserimento e i Tribunali del Lavoro, constatando l'applicabilità e l'assoluta chiarezza della normativa primaria di riferimento, continuano a darci ragione’. Ancora possibile aderire ai ricorsi 2017 per l'inserimento in GaE per quanti hanno spedito entro l'8 luglio lo specifico modello predisposto dall'Ufficio Legale del sindacato per rivendicare l'inserimento o il reinserimento in GaE.

 

PALERMO, 10 LUG - "Hanno riaperto una ferita, servono più risorse per organizzare corsi pomeridiani e d'estate". Lo ha detto Pippo Noto, rappresentante sindacale commentando il taglio della testa e un pezzo del busto della statua di Giovanni Falcone ucciso dalla mafia 25 anni. "Siamo senza parole per quello che è accaduto, perché il nostro prodigarci per trasmettere determinati concetti e valori significa che non basta. - aggiunge - I nostri sono ragazzi speciali, ad alto rischio di dispersione e siamo determinati nel combattere questa sfida. Si potrebbero realizzare corsi di danza, di cucina, di informatica o laboratori di vario genere. Invece, l'unica risorsa aggiuntiva che lo Stato fornisce all'istituto sono 10 euro in più per ogni alunno iscritto. E non possono bastare, perché per tenere questo genere di corsi e attività occorrono altri formatori. Noi, più di questo non possiamo fare". 

Lo ha detto Pippo Noto, rappresentante sindacale del giovane sindacato commentando il taglio della testa e un pezzo del busto della statua del magistrato ucciso dalla mafia 25 anni fa di cui si è appresa la notizia oggi: siamo senza parole per quello che è accaduto, perché il nostro prodigarci per trasmettere determinati concetti e valori significa che non basta. I nostri sono ragazzi speciali, ad alto rischio di dispersione e siamo determinati nel combattere questa sfida. Si potrebbero realizzare corsi di danza, di cucina, di informatica o laboratori di vario genere. Invece, l’unica risorsa aggiuntiva che lo Stato fornisce all’istituto sono 10 euro in più per ogni alunno iscritto. E non possono bastare, perché per tenere questo genere di corsi e attività occorrono altri formatori. Noi, più di questo non possiamo fare.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): come operatori della scuola e organizzazione sindacale, siamo vicini al personale dell’istituto scolastico oggetto dell’atto vigliacco e intimidatorio: sono loro, infatti, l’ultimo baluardo nella lotta quotidiana per far vincere la legalità. Nelle periferie, in particolare, i docenti, il personale Ata, i loro dirigenti scolastici, i rappresentanti sindacali fanno uno sforzo immane per innescare il valore della legalità. Combattendo, ogni giorno, contro un sistema che vorrebbe negare la fiducia nelle istituzioni. In questi contesti, su 100 ragazzi, solo 60 arrivano a conseguire il diploma di maturità.

 

Eurosofia ed Anief, da anni impegnate nella preparazione ai concorsi pubblici, in particolar modo nel comparto scuola, organizzerà un corso di preparazione per affrontare e superare le prove concorsuali del concorso per DSGA.

E’ prevista per ottobre la pubblicazione del nuovo ed attesissimo bando per il reclutamento della categoria apicale dei Direttori dei servizi generali e amministrativi (DSGA) dopo la definizione dell’emendamento al decreto sull’obbligatorietà dei vaccini, che prevede di bandire il concorso per DSGA. L’emendamento è scaturito dalle nuove incombenze e dalle responsabilità, che il medesimo decreto impone alle scuole.

Si stima che ci siano oltre 1.667 posti vacanti su ottomila, per una posizione assolutamente indispensabile al funzionamento amministrativo, contabile e organizzativo delle scuole.

Anief ed Eurosofia attiveranno un corso di Preparazione per affrontare la prova preselettiva Concorso per Dsga.

Il corso di preparazione al concorso Dsga prevede un programma intensivo suddiviso in quattro moduli per un totale di 20 ore in presenza al raggiungimento del quorum di 15 partecipanti e l’apertura di una specifica piattaforma online per la preparazione e l’approfondimento a distanza.

Il costo del corso è di euro 200 per i soci Anief e di euro 300 per i non soci.

Per procedere con l'iscrizione CLICCA QUI

Il corso sarà avviato al termine delle iscrizioni che devono pervenire entro il 31 luglio, e in tempo utile anche per affrontare la prova pre-selettiva del concorso a DSGA.

Nell’ambito delle proprie competenze, definite nel relativo profilo professionale, e nell’ambito altresì delle attribuzioni assegnate all’istituzione scolastica, il Direttore dei servizi generali e amministrativi è tenuto a svolgere funzioni di coordinamento, promozione delle attività e verifica dei risultati conseguiti, rispetto agli obiettivi assegnati e agli indirizzi impartiti con le presenti direttive.

Compito del DSGA è vigilare costantemente affinché ogni attività svolta dal personale ATA sia diretta ad “assicurare l’unitarietà della gestione dei servizi amministrativi e generali della scuola in coerenza e strumentalmente rispetto alle finalità ed obiettivi dell’istituzione scolastica, in particolare del Piano dell’Offerta Formativa”.

Organizzazione del corso: I profili culturali e professionali (faculties) dei formatori riguardano:

• direttori SGA e dirigenti scolastici a tempo indeterminato con anni di esperienza nella formazione del personale del comparto scuola;

• esperti formatori sulla sicurezza sui luoghi di lavoro (Ingegnere/Architetto/RSPP abilitato alla formazione);

• esperti formatori sulle nuove tecnologie (digitalizzazione – dematerializzazione e telematica).

Modalità di fruizione:

- INCONTRI RESIDENZIALI IN PRESENZA OGNI 15 CORSISTI della durata di 20 ore.

- MODULI ON-LINE della durata 100 ore e FORUM interattivo, nel quale i relatori rispondono ai quesiti pervenuti dai corsisti, rispondenti al programma sopraindicato. (Qualora non si raggiungesse il numero minimo di partecipanti, verranno comunque messe a dispozione dell'utente le video-registrazioni degli incontri in presenza)

- MATERIALI

Saranno forniti, on-line, quesiti a risposta multipla per esercitarsi con la modalità e la tempistica previste dal Ministero. Al termine del corso sarà rilasciato relativo attestato di frequenza e di partecipazione, ai sensi della normativa vigente.

 Eurosofia e Anief sono soggetti qualificati ai sensi della Direttiva 170/2016.

I nostri collaboratori, dislocati su tutto il territorio nazionale, ti supporteranno nella procedura di iscrizione. Vienici a trovare presso le nostre sedi provinciali per avere tutto il supporto necessario Clicca qui per trovare la sede più vicina a te Per una consulenza specifica: 0917098311 - 0917098357

Per iscriversi collegarsi al sito www.anief.org, scegliere il corso nel menù FORMAZIONE e seguire la procedura telematica di registrazione. Il bonifico deve essere intestato a: “Anief Ass. Professionale e Sindacale” IBAN IT32O0306234210000001380047 Scrivi una mail a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

ROMA, 10 LUG - "Il trattamento economico dei nostri insegnanti, fermo a 29mila euro lordi annui, rappresenta un affronto rispetto al prezioso lavoro che continuano a svolgere con serietà e senso del dovere". Lo afferma l'Anief prendendo spunto dai dati Ocse secondo cui "siamo gli unici, nel periodo 2005-2014, ad aver fatto perdere ai nostri docenti il 7%. Nello stesso decennio, in Finlandia le buste paga di chi fa formazione pubblica sono cresciute di 6 punti percentuali, in Norvegia del 9%, in Germania del 10%, in Irlanda del 13%". "Inoltre, considerando gli ultimi tre anni, invece esclusi dallo studio Ocse, l'arretramento di potere degli stipendi dei nostri docenti si attesta addirittura a -14%" fa notare il sindacato aggiungendo che "proprio per recuperare il gap rispetto agli altri docenti d'Europa, ha già fatto sapere, al tavolo di contrattazione sull'Atto di indirizzo, che non accetterà mai un rinnovo contrattuale con pochi spiccioli, tra l'altro pure assegnati per fasce stipendiali ispirandosi al modello Robin Hood". "I docenti - dichiara il presidente dell'Anief Marcello Pacifico - sono lavoratori che, come dice l'Ocse, vanno pagati in modo proporzionale al servizio professionale prodotto. Negare questo concetto, significa creargli un danno. Di carattere morale e pratico. Molti di loro prestano servizio lontano da casa. Da due anni a questa parte, nemmeno per scelta, ma solo per aver chiesto di essere assunti in ruolo. A fine mese, questi insegnanti hanno delle spese vive, per l'affitto dell' appartamento, per i trasporti, per vivere: non si può dire ancora loro che non ci sono soldi e che si arrangino". L'unica cura per i docenti italiani, insiste Pacifico "è dargli più soldi a fine mese. Il resto, sono palliativi".

Ancora una volta quando a fotografare la scuola sono gli analisti fuori i nostri confini, scevri da condizionamenti e giustificazioni partigiane, la verità esce fuori. Ed è, purtroppo, una realtà amara. Perché secondo l’Ocse siamo gli unici, nel periodo 2005-2014, ad aver fatto perdere ai nostri docenti il 7%. Nello stesso decennio, in Finlandia le buste paga di chi fa formazione pubblica sono cresciute di 6 punti percentuali, in Norvegia del 9%, in Germania del 10%, in Irlanda del 13%. Si conferma quello che l’Anief sostiene da tempo: il trattamento economico dei nostri insegnanti – fermo a 29mila euro lordi annui – rappresenta un affronto rispetto al prezioso lavoro che continuano a svolgere con serietà e senso del dovere. Inoltre, considerano gli ultimi tre anni, invece esclusi dallo studio Ocse, l’arretramento di potere degli stipendi dei nostri docenti si attesta addirittura a -14%. In queste ore, in tanti sono accorsi a sostegno dei nostri bistrattati docenti. Proponendo consigli e soluzioni. Come quella della sen. Maria Mussini, vicepresidente del Gruppo Misto al Senato, che ha chiesto alla Ministra dell’Istruzione di ‘cominciare almeno col dimezzare o ridurre di due terzi il numero di studenti per classe.

Proprio per recuperare il gap rispetto agli altri docenti d’Europa, Anief ha già fatto sapere, al tavolo di contrattazione sull’Atto di indirizzo, che non accetterà mai un rinnovo contrattuale con pochi spiccioli, tra l’altro pure assegnati per fasce stipendiali ispirandosi al modello Robin Hood. Per tali motivi, ha deciso di anticipare i tempi  mettendo a disposizione dei lavoratori i modelli di diffida, anche per il recupero totale degli arretrati.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): i docenti sono lavoratori che, come dice l’Ocse, vanno pagati in modo proporzionale al servizio professionale prodotto. Negare questo concetto, significa creargli un danno. Di carattere morale e pratico. Molti di loro prestano servizio lontano da casa. Da due anni a questa parte, nemmeno per scelta, ma solo per aver chiesto di essere assunti in ruolo. A fine mese, questi insegnanti hanno delle spese vive, per l’affitto dell’appartamento, per i trasporti, per vivere: non si può dire ancora loro che non ci sono soldi e che si arrangino. Ecco perché la riduzione del numero di alunni, benché sia un provvedimento indispensabile per insegnare in modo proficuo e rispettando le norme sulla sicurezza negli ambienti di lavoro, non ha nulla a che vedere con l’aumento stipendiale. È come se si volesse curare l’ammalato accogliendolo in una stanza d’ospedale più confortevole e con meno posti letto, però negandogli i medicinali di cui ha bisogno: l’unica cura per i nostri docenti, per rimanere in tema, è dargli più soldi a fine mese. Il resto, sono palliativi.

 

Altre tre sentenze di pieno accoglimento confermano il diritto dei docenti in possesso di diploma magistrale abilitante inseriti in Graduatoria a Esaurimento alla partecipazione al piano straordinario di assunzioni indetto nell'a.s. 2015/2016: nuove immissioni in ruolo grazie all'Anief. Ancora possibile aderire ai ricorsi 2017 per l'inserimento in GaE per quanti hanno spedito entro l'8 luglio lo specifico modello predisposto dall'Ufficio Legale del sindacato.

I tribunali del Lavoro di Napoli e Roma accolgono senza riserve le tesi sostenute dall'Anief sull'illegittimità dell'esclusione dal piano straordinario di immissioni in ruolo stabilito dalla cosiddetta Buona Scuola dei docenti in possesso di diploma magistrale abilitante destinatari di sentenza definitiva del Consiglio di Stato. Gli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli e Tiziana Sponga – coordinando i nostri legali sul territorio - ottengono ancora una volta ragione in tribunale e la condanna il Miur per l'illegittima esclusione di altri tre docenti, già inseriti a pieno titolo nelle Graduatorie a Esaurimento, dalla possibilità di partecipare alle immissioni in ruolo della Fase C del piano previsto dalla Legge 107/2015. Ministero dell'istruzione, totalmente soccombente, paga le spese di giudizio quantificate in 6.500 euro oltre accessori. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): ‘il piano straordinario di immissioni in ruolo 2015 doveva essere aperto a tutti i precari abilitati e a maggior ragione dovevano poter partecipare quei docenti inseriti in Graduatoria a Esaurimento per effetto di sentenze del Consiglio di Stato passate in giudicato. Abbiamo ribadito al Miur che gli ordini dei tribunali che hanno acquisito l'autorità del giudicato non possono essere messi in discussione e la sentenza del Consiglio di Stato aveva fatto sorgere a carico dell’amministrazione l’obbligo di disporre l’inserimento in graduatoria dei ricorrenti con efficacia ex tunc e, dunque, a decorrere dalla data di loro prima pubblicazione, avvenuta nel 2014’. Ancora possibile aderire ai ricorsi 2017 per l'inserimento in GaE per quanti hanno spedito entro l'8 luglio lo specifico modello predisposto dall'Ufficio Legale del sindacato.

 

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