Si ricorda che il termine per rinnovarel'iscrizione all'associazione è scaduto il 28/02/2017, Vi invitiamo a regolarizzare la posizione associativa secondo le modalità indicate all'interno dell'area iscrizioni del sito.

 

italia

DOVE SIAMO

La nostra struttura copre
tutte le regioni italiane.
Siamo presenti in tutte
le province.

SCOPRI ADESSO!

In primo piano

 

Corteo a Roma. Fedeli 'lavoriamo a soluzioni per precari'. A una fetta del mondo scolastico la Buona scuola (e i suoi decreti attuativi) proprio non va giù. Cobas, Anief e altri sindacati di base (Unicobas, Federata, Orsa, Cub e Usb) hanno portato oggi in piazza a Roma, ma anche in altre città, la protesta in concomitanza con uno sciopero del comparto al quale, secondo il leader dei Cobas Piero Bernocchi, ha aderito in media 1 lavoratore su 5. Rivendicazioni alle quali il Governo spiega di non essere rimasto sordo. "A loro voglio dire - ha dichiarato la ministra Fedeli riferendosi ai manifestanti che sotto le finestre del Miur stamani facevano sentire la loro voce - che stiamo lavorando per la qualificazione della scuola". "Dovrebbero sapere, visti anche i pareri delle commissioni sul decreto per il reclutamento e, in particolare, sulla fase transitoria, che stiamo puntando a reclutare e immettere nella scuola le persone che sono precarie e hanno superato i concorsi". Nella Capitale dopo il sit-in davanti al Miur i manifestanti (5.000 secondo i Cobas) hanno dato vita a un colorato corteo lungo viale Trastevere sventolando le bandiere sindacali e sorreggendo striscioni con slogan contro i tagli al sostegno e in difesa della scuola pubblica. A Napoli protesta in piazza del Gesù dove alla base dell'obelisco è stato affisso uno striscione chiedendo l'eliminazione dell'alternanza scuola-lavoro che "si traduce in uno sfruttamento degli studenti". Insegnanti in piazza anche a Cagliari: un gruppo di docenti si è ritrovato in piazza Giovanni XXIII per aprire un corteo che, attraversando le strade cittadine, si è concluso davanti alla sede dell'Ufficio scolastico regionale in piazza Galilei. A Palermo centinaia di persone, studenti, genitori e docenti, sono partiti da piazza Verdi per raggiungere in corteo Palazzo d'Orleans. ""Ancora una volta - ha commentato Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief - il mondo dell'istruzione pubblica si è espressamente dichiarato contro quella che è stata definita la Buona Scuola, ma che alla resa dei conti non si è mostrata né giusta, né equa, né solidale". "Decine di migliaia di docenti e Ata hanno partecipato alle 10 manifestazioni svoltesi a Roma, Cagliari, Palermo, Napoli, Torino, Bologna, Catania, Venezia, Firenze e Bari" è il bilancio dei Cobas che oltre al ritiro delle deleghe chiedono, tra le altre cose, l'eliminazione della chiamata diretta dei prof, il recupero del 20% di salario perso in 8 anni di blocco contrattuale, l'assunzione dei precari con almeno 36 mesi di servizio, la libertà delle scuole di istituire o meno l'alternanza scuola-lavoro e la cancellazione dei test Invalsi. (ANSA).

Oggi, in decine di città, si è detto no agli otto decreti legislativi della riforma Renzi-Giannini che proprio in queste ore stanno tornando, dopo l’esame delle commissioni parlamentari e diverse proposte di modifica, nelle mani del Governo. I manifestanti hanno chiesto anche quell’adeguamento salariale che non arriva dal 2009, maggiori investimenti per la scuola pubblica e l’assunzione con modalità certe, come ribadito nelle ultime ore dall’Anief, per tutti quei precari che da anni operano negli istituti scolastici e per i quali solo in questi giorni i parlamentari hanno iniziato a raccogliere le istanze. Diversi gli slogan rivolti tutti contro l’Esecutivo in carica: ‘Se sei precario o sei di ruolo, questa scuola ti lascia solo’; ‘Docenti terza fascia abilitati subito’; ‘Vergogna, solo una cosa da fare: Legge 107 da cancellare’.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): ancora una volta il mondo dell’istruzione pubblica si è dichiarato contro quella che è stata definita la Buona Scuola, ma che alla resa dei conti non si è mostrata né giusta, né equa, né solidale. Le contestazioni odierne sono state rivolte in primis ai componenti del Governo che continuano a difendere la riforma, come se, per l’ennesima volta negli ultimi due anni, un alto numero di lavoratori non avesse protestato a gran voce contro la riforma più osteggiata della storia della Scuola pubblica italiana. A questo punto, anche il nuovo Governo deve prendere atto che non ci può essere continuità con quanto deciso dalla Legge 107 con i decreti delegati.

 

 

© 2014 - ANIEF - Associazione Sindacale Professionale - P.I. 97232940821 -Credits - Privacy - CookieRiconsidera Cookie