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In primo piano

Si va dalla partecipazione ai concorsi per dirigenti scolastici, Dsga e docenti, alla progressione di carriera; dall’adeguamento della normativa sul precariato e degli organici anche su posti di sostegno all’aggiornamento delle GaE e al doppio canale per le graduatorie d’istituto; dal nuovo reclutamento previsto dalla riforma Buona scuola alla titolarità su ambiti territoriali e vincoli eccessivi oggi in essere sulla mobilità del personale; dalla vaccinazione degli alunni al potenziamento introdotto dalla Legge 107/2015, dall’insegnamento del diritto alla posizione del personale Ata e degli educatori.

Marcello Pacifico (presidente Anief): Sono tutte proposte emendative che hanno solo uno scopo: far funzionare al meglio i nostri istituti scolastici, ancora afflitti da personale precario per decenni, posti in organico di fatto anziché di diritto, norme taglia diritti, negati in primis ai disabili, concorsi cervellotici, trasferimenti forzati a centinaia di chilometri da casa, anche quando vi sono posti dietro casa, le tante storture dell’ultima riforma Renzi-Giannini, una cronica trascuratezza per il personale amministrativo, tecnico, ausiliario e per gli educatori che operano nei convitti. Ci appelliamo, ora, alla sensibilità dei parlamentari.

 

Le richieste delle organizzazioni sindacali, insieme a PRODIRMED (Sanità) e DIRCONF (Enti locali e centrali), sono state presentate in queste ore direttamente alla V e VII Commissione del Sentato: l’obiettivo è innanzitutto garantire quanto deciso dalla Corte Costituzionale in tema di liquidazioni; attuare la parità di trattamento del pubblico impiego rispetto al settore privato, estendere gli aumenti alla dirigenza pubblica, sbloccare l’indennità di vacanza contrattuale dal 1° settembre 2015, data indicata dalla Consulta.

 

I sindacati propongono che i genitori degli alunni, “nell’ambito del grado di processo di autoresponsabilizzazione, possono autorizzare i dirigenti scolastici a consentire l’uscita autonoma dei minori dai locali scolastici al termine dell’orario delle lezioni. L’autorizzazione esonera anche il personale scolastico dalla responsabilità connessa all’adempimento dell’obbligo di vigilanza”. Il secondo emendamento riguarda la selezione di quasi duemila nuovi ricercatori a termine, nel rispetto della carta europea dei ricercatori. È stata richiesta anche l’abolizione dell’immotivata trattenuta 0,80% sullo stipendio, applicata al personale docente della scuola primaria e dell’infanzia.

 

La giovane organizzazione sindacale, che ad un anno dalla nascita è sul punto di superare la soglia di rappresentatività dell’area dirigenziale scolastica, dopo aver promosso specifici ricorsi, ha inviato alla V e VII Commissione di Palazzo Madama quattro proposte di modifica dell’articolo 53 del disegno di legge n. 2960: riguardano la perequazione interna ed esterna stipendiale rispetto ai colleghi della medesima area, la sicurezza degli istituti, il ripristino e l’aumento del Fondo unico nazionale rivolto agli stessi capi d’istituto.

Marcello Pacifico (presidente Udir): Approvare le nostre richieste significa permettere ai dirigenti scolastici di procedere con la chiusura delle scuole non sicure, senza rischiare una denuncia per interruzione di pubblico servizio; di garantire la parità di trattamento tra dirigenti e presidi e tra DD. SS. e Dirigenti dell’Università e della Ricerca; di raddoppiare le risorse dedicate alla retribuzione di posizione e di risultato, fin dal 2016.

 

Aveva ragione l'Anief a contestare il D.P.R. n. 19/2016 riguardo le classi di concorso di nuova istituzione afferenti agli insegnamenti nei licei coreutici. Il TAR Lazio con la sentenza ottenuta dall'Avvocato Michele Ursini annulla la Tabella allegata al decreto nella parte in cui, per la nuova classe di concorso A-59 (tecniche di accompagnamento alla danza e teoria e pratica musicale per la danza), non prevede tale insegnamento negli indirizzi di studio in "tecniche della danza classica" e "tecniche della danza contemporanea", proprie dei licei coreutici. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Il Miur in udienza non ha saputo produrre alcuna motivazione sull'esclusione della nuova A-59 dagli indirizzi di studio da noi indicati a riprova che la tabella del DPR è stata elaborata in modo parziale”.

 

 

 

Per coprire l’indennità non assegnata nel periodo di mancato rinnovo contrattuale occorreva incrementare lo stipendio di oltre il doppio di quanto previsto dal 1° gennaio 2018. Questo significa che gli 85 euro di aumento stabilito un anno fa sono pari a meno della metà di quello che spetta veramente ai dipendenti pubblici. Ai quali, dunque, andrebbero corrisposti 170 euro medi lordi. Più altrettanti di vero e proprio aumento. Inoltre, sempre dalla Relazione tecnica al disegno di legge, risulta che gli aumenti riguardano solo i dipendenti pubblici e non l’area dirigenziale, per la quale sono previsti finanziamenti, sempre utili all’incremento di stipendio, attraverso capitoli a parte.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Al personale della pubblica amministrazione dovrebbero essere assegnati 340 euro lordi, pari a circa 200 euro medi netti a lavoratore. Più gli arretrati, che vanno conteggiati da settembre 2015, come indicato da una puntuale sentenza della Corte Costituzionale e non, come intende fare il Governo, da gennaio 2016, peraltro attraverso l’assegnazione di una tantum miserevole di 14 euro al mese. Così per quasi due anni e mezzo, gli aumenti effettivi, considerando il quadrimestre 2015 cancellato, saranno inferiori agli 8 euro netti. Ecco perché, a queste condizioni improponibili, è meglio non sottoscrivere alcun contratto e diffidiamo le organizzazioni sindacali rappresentative, che siedono ai tavoli contrattuali, a farlo.

Il giovane sindacato insiste nell’invitare il personale a presentare in massa richieste di risarcimento per recuperare il 7% dello stipendio da settembre 2015, come già confermato dalla ConsultaTutti i dipendenti interessati possono utilizzare i modelli di diffida per ancorare almeno lo stipendio al 50% della spinta inflattiva, come previsto dall’articolo 36 della Costituzione.

 

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Il Terzo Settore in Italia ricopre ormai un ruolo di primaria importanza, non può essere ricondotto esclusivamente alle attività di volontariato.

Più di 300.000 istituzioni non profit, per un totale di quasi un milione di lavoratori, numero che sale quasi fino a 5 milioni se si considerano anche i volontari che contribuiscono ogni anno alle attività delle istituzioni non profit e delle cooperative sociali, per un fatturato complessivo di settore che raggiunge svariate decine di miliardi di euro l’anno.

Cosa si intende per Terzo Settore?

La definizione è mutata nel tempo ed è stata attualizzata al processo evolutivo, possiamo ricondurre, ormai a tale accezione, Terzo Settore si intende “il complesso degli enti privati costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale e che, in attuazione del principio di sussidiarietà promuovono e realizzano attività di interesse generale mediante forme di azione volontaria e gratuita o di mutualità o di produzione e scambio di beni e servizi”.

L’importanza di tale comparto è notevole, specialmente per la sua componente imprenditoriale.

Il sociale è da ritenersi ormai un ambito importantissimo per il rilancio occupazionale e dell’economia del nostro paese.

Pertanto è fondamentale rivolgere la giusta attenzione al lavoro sociale nell’orientare studenti e studentesse e nel promuovere progetti di alternanza scuola-lavoro.

I numeri e le opportunità del lavoro sociale

È una nuova vittoria quella che arriva dal Tribunale del Lavoro di Vicenza dove l'Anief ottiene ancora una volta ragione sul diritto dei docenti immessi in ruolo dopo il 2011, ma con almeno un anno di precariato svolto negli anni precedenti, all'applicazione della “clausola di salvaguardia” che riconosce il diritto al mantenimento del gradone stipendiale ‘3-8 anni’. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Il tribunale ha accolto in toto la nostra tesi e rilevato come la clausola negoziale del 2011, che discrimina i precari, si pone evidentemente in contrasto con la clausola 4 dell’accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE. Contiamo, con la rappresentatività, di sanare quest'ulteriore illegittimità direttamente in contrattazione”.

La sentenza di pieno accoglimento è stata emanata dal Tribunale del Lavoro di Vicenza su ricorso patrocinato per l'Anief dagli Avvocati Nicola Zampieri e Maria Maniscalco e riconosce il diritto di una nostra iscritta, immessa in ruolo nel 2014, all'integrale e immediato riconoscimento di tutto il servizio svolto durante il precariato e all'applicazione, equiparando tutto il suo servizio a termine a quello svolto a tempo indeterminato, della contrattazione collettiva nazionale economica precedente, che riconosceva il diritto al gradone stipendiale 3-8, molto più favorevole rispetto a quello attuale. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Il tribunale ha accolto in toto la nostra tesi e rilevato come la clausola negoziale del 2011, che evidentemente offre differente trattamento senza indicare ragioni oggettive di diversificazione ai lavoratori assunti nel comparto scuola con contratto a termine rispetto a coloro che risultano in ruolo, si pone in contrasto con la clausola 4 dell’accordo quadro allegato alla Direttiva 1999/70/CE. Tale norma pattizia comporta una regolamentazione penalizzante per i lavoratori con contratto di lavoro a termine rispetto ai lavoratori in ruolo; contiamo, con la rappresentatività, di sanare quest'ulteriore illegittimità direttamente in contrattazione”.

 

ROMA, 7 NOV - Per i dirigenti scolastici "la pazienza è finita", "arrivano i ricorsi contro il taglio del Fun". Lo annuncia l'Udir facendo riferimento alla norma che impone ai lavoratori della Pubblica Amministrazione "un illegittimo meccanismo di blocco coattivo delle retribuzioni per gli anni 2011, 2012, 2013, compreso il trattamento accessorio, previsto dai rispettivi contratti di categoria". "Il Miur e il Mef hanno di conseguenza - spiega il sindacato - tagliato il Fun, il Fondo unico nazionale, in modo del tutto illegittimo e con quasi tre anni di ritardo, con una modalità ben più pesante di quanto stabilisse la legge. In media, ogni Dirigente Scolastico italiano negli ultimi cinque anni a causa dei tagli illegittimi ha perso 20.456,50 euro. Ancora più grave è il danno permanente, quello cioè che rimarrà per sempre, perché avrà effetto - fa notare - non solo sugli stipendi futuri, ma anche sulla pensione e il Tfr: sono 3.474,47 euro l'anno, pari a 267,27 al mese. Ma c'è un ulteriore danno da considerare, oltre a quello appena menzionato: il Fun negli ultimi anni è stato infatti decurtato in proporzione alla diminuzione del numero dei dirigenti scolastici in servizio". Alla luce di tutto ciò l'Udir annuncia ricorsi al Tar del Lazio e al giudice del lavoro. "E' questo il motivo, scorrendo anche i finanziamenti previsti nel disegno di legge n. 2960 - conclude Marcello Pacifico, presidente Udir - per cui i tanto chiacchierati 400 euro di aumento nel prossimo contratto non ci saranno: la retribuzione fissa forse aumenterà, ma quella variabile e accessoria sicuramente diminuirà, a causa del taglio del Fun che a partire dal corrente anno scolastico andrà a regime e dell'aumento dei Dirigenti Scolastici in servizio che ci sarà non appena verrà espletato il concorso". (ANSA).

 

ROMA, 7 NOV - E' una "vergogna" risparmiare sul sostegno necessario a scuola per gli alunni disabili. La denuncia arriva dall'Anief che cita "il caso di un alunno di Matera, con disabilità grave, a cui l'istituto ha dimezzato il monte orario settimanale di sostegno perché nella stessa scuola primaria è arrivato un compagno con le stesse problematiche". La madre - riferisce ancora l'associazione di settore - ha scritto al ministero dell'Istruzione: "Voglio il sostegno scolastico per mio figlio diversabile come stabilito dal Piano educativo individualizzato redatto dagli specialisti e non per la metà delle ore come sta accadendo. Altrimenti mi vedrò costretta a ricorrere al Tar ed alla Procura della Repubblica!". Per l'Anief la situazione è divenuta "più complicata con il recente decreto legislativo 66/2017 sulla promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità (art. 3, c. 1, lettera d), con cui si è ribadito che gli organici di sostegno devono rimanere invariati rispetto ai posti in deroga attivati nell'anno precedente". Marcello Pacifico (Anief-Cisal) commenta: "Quindi, anche se arrivano nuovi alunni, il servizio non si incrementa. Ma siccome il numero di allievi disabili cresce da tempo di almeno 10mila unità l'anno, viene da chiedersi come si fa ad approvare una legge del genere. Il problema è anche un altro: quello che un terzo dell'organico di sostegno è composto da posti in deroga. Il risultato è che oggi abbiamo un terzo dei posti che vanno ai supplenti, perché allo Stato continua a fare troppo comodo mantenere in vita la 'supplentite' e risparmiare sui mesi estivi. Con l'aggravante del 'balletto' dei supplenti per mesi, ad inizio anno, e della mancata continuità didattica. Noi, a tutto questo, ci siamo opposti e continuiamo a farlo, confermando il patrocinio gratuito a famiglie, docenti e cittadini nell'impugnare in tribunale tutte quelle situazioni di cattedre di sostegno scoperte o di ore non assegnate come indicato dalle commissioni mediche". (ANSA).

 

Il comma 1 dell’art. 9 del decreto-legge n. 78 del 31 maggio 2010 è andato oltre il suo obiettivo, imponendo ai lavoratori della Pubblica Amministrazione un illegittimo meccanismo di blocco coattivo delle retribuzioni per gli anni 2011, 2012, 2013, compreso il trattamento accessorio, previsto dai rispettivi contratti di categoria. Il MIUR e il MEF hanno di conseguenza tagliato il FUN, il Fondo unico nazionale, in modo del tutto illegittimo e con quasi tre anni di ritardo, con una modalità ben più pesante di quanto stabilisse la legge. In media, ogni Dirigente Scolastico italiano negli ultimi cinque anni a causa dei tagli illegittimi ha perso 20.456,50 euro.

Ancora più grave è il danno permanente, quello cioè che rimarrà per sempre, perché avrà effetto non solo sugli stipendi futuri, ma anche sulla pensione e il TFR: sono 3.474,47 euro l’anno, pari a 267,27 al mese. Ma c’è un ulteriore danno da considerare, oltre a quello appena menzionato: il FUN negli ultimi anni è stato infatti decurtato in proporzione alla diminuzione del numero dei dirigenti scolastici in servizio. Contro i tagli del FUN, contro i danni subiti dai Dirigenti Scolastici italiani, l’UDIR organizza i ricorsi al TAR del Lazio e quelli al giudice del lavoro; i ricorsi sono assolutamente gratuiti e sono riservati agli iscritti all’UDIR. Le adesioni vanno presentate entro il 26 novembre.

Marcello Pacifico (presidente Udir): È questo il motivo, scorrendo anche i finanziamenti previsti nel disegno di legge n. 2960, per cui i tanto chiacchierati 400 euro di aumento nel prossimo contratto non ci saranno: la retribuzione fissa forse aumenterà, ma quella variabile ed accessoria sicuramente diminuirà, a causa del taglio del FUN che a partire dal corrente anno scolastico andrà a regime e dell’aumento dei Dirigenti Scolastici in servizio che ci sarà non appena verrà espletato il concorso.

 

Fa scalpore il caso di un alunno di Matera, con disabilità grave, a cui l’istituto ha dimezzato il monte orario settimanale di sostegno perché nella stessa scuola primaria è arrivato un compagno con le stesse problematiche. La madre scrive al Miur e si sfoga con la stampa: “Voglio il sostegno scolastico per mio figlio diversabile come stabilito dal Piano educativo individualizzato redatto dagli specialisti e non per la metà delle ore come sta accadendo. Altrimenti mi vedrò costretta a ricorrere al Tar ed alla Procura della Repubblica!”. Ad aver reso più complicata la situazione è stato il recente decreto legislativo 66/2017 sulla promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità (art. 3, c. 1, lettera d), con cui si è ribadito che gli organici di sostegno devono rimanere invariati rispetto ai posti in deroga attivati nell’anno precedente.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Quindi, anche se arrivano nuovi alunni, il servizio non si incrementa. Ma siccome il numero di allievi disabili cresce da tempo di almeno 10mila unità l’anno, viene da chiedersi come si fa ad approvare una legge del genere. Il problema è anche un altro: quello che un terzo dell’organico di sostegno è composto da posti in deroga. Il risultato è che oggi abbiamo un terzo dei posti che vanno ai supplenti, perché allo Stato continua a fare troppo comodo mantenere in vita la supplentite e risparmiare sui mesi estivi. Con l’aggravante del ‘balletto’ dei supplenti per mesi, ad inizio anno, e della mancata continuità didattica. Noi, a tutto questo, ci siamo opposti e continuiamo a farlo, confermando il patrocinio gratuito a famiglie, docenti e cittadini nell’impugnare in tribunale tutte quelle situazioni di cattedre di sostegno scoperte o di ore non assegnate come indicato dalle commissioni mediche.

Le famiglie degli alunni disabili, ma anche i docenti, i dirigenti e il personale scolastico, possono ricevere informazioni sulle specifiche azioni legali patrocinate gratuitamente dall'Anief per tutelare il diritto all'istruzione e alla continuità didattica dei propri figli, scrivendo all' Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

 

Ancora vittorie per l’Anief presso i Tribunali del Lavoro avverso le procedure di Mobilità straordinaria 2016 poste in essere dal MIUR: i Giudici del Lavoro di Napoli, Benevento, Nola (NA) e Nocera Inferiore (SA) accolgono i ricorsi Anief e rimodulano i trasferimenti in base al criterio del merito e nel pieno rispetto del punteggio posseduto dai ricorrenti. Gli avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli, Marco Di Pietro, Michele Speranza, Elena Boccanfuso e Vincenzina Salvatore ottengono ragione nei tribunali di tutta la Campania in favore di altri sette nostri iscritti con la condanna del MIUR a rettificare le operazioni attribuendo il corretto Ambito richiesto dai docenti nella domanda di mobilità, valorizzando solo il punteggio posseduto dal docente. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Il nostro sindacato, come sempre, si è posto a baluardo di legalità ottenendo con soddisfazione il rispetto di quei diritti e di quelle tutele riconosciuti dalla normativa e dalla nostra Costituzione. In tutte le procedure concorsuali, comprese quelle relative alla mobilità del personale, l'unico criterio da rispettare è quello del merito”.

 

 

La volontà del Governo di bandire la selezione nazionale, dopo quasi 20 anni di vuoto, per ricoprire il ruolo di Direttore dei Servizi generali ed amministrativi, che quest’anno ha fatto registrare il numero record di oltre 1.500 reggenze, si scontra subito con una decisione priva di fondamento giuridico: dove sta scritto che occorre come minimo aver svolto tre anni degli ultimi otto nel ruolo di Dsga per partecipare al concorso nazionale in arrivo nel 2018? E per quale motivo chi ha già mostrato di avere preparazione e attitudine per svolgere questa professione deve ancora essere valutato alla stregua degli altri?

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Tutti gli applicati di segreteria che hanno vestito il ruolo superiore in cambio di somme quasi inesistenti non possono avere questo trattamento: per loro va predisposto un canale reclutativo riservato. Anche il limite di otto anni, durante i quali si deve necessariamente aver svolto il triennio di servizio minimo, appare un paletto gratuito e illegittimo. Questi lavoratori della scuola non hanno nulla da dimostrare, perché le loro conoscenze sono state già attuate sul campo, lavorando per anni al fianco dei presidi. Per loro, quindi, occorre avviare un corso-concorso piuttosto che la ‘recita’ della selezione, nella quale paradossalmente potrebbero risultare sfavoriti poiché messi gratuitamente in competizione con chi ha conoscenze teoriche e formali, pur se privo di esperienza. Qualora non si attivasse il canale riservato, il nostro sindacato anticipa sin d’ora che impugnerà il bando in tutte le sedi legali possibili.

Il giovane sindacato, in collaborazione con Eurosofia, ha predisposto un corso formativo per il Concorso DSGA, specifico per affrontare e superare le prove selettive: un’équipe di esperti del settore, con corsi on-line e in presenza, guiderà i candidati alla preparazione dell’esercizio di una professione che è divenuta sempre più complessa nella scuola dell’autonomia.

Anief ricorda al personale interessato che sono ancora attivi i ricorsi per i lavoratori precari e di ruolo: possono aderire ai ricorsi per la stabilizzazione e gli scatti di stipendio non percepiti (gli interessati possono cliccare qui). Ma anche per il recupero della differenza retributiva per aver ricoperto il ruolo di DSGA, come per la stabilizzazione per chi ha svolto funzioni DSGA per oltre 36 mesi (gli interessati possono cliccare qui). È sempre attivo il ricorso per il personale Ata su posto vacante e disponibile per recuperare gli stipendi dei mesi estivi, sottratti in modo illegittimo.Il sindacato, infine, offre la possibilità diaderire al ricorsoper non soccombere sulla questione della “temporizzazione”.

 

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