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ROMA, 10 FEB - "I lavoratori della scuola vengono discriminati due volte, con aumenti molto più bassi rispetto al Privato e dipendenti del comparto trattati diversamente". E' quanto sostiene l'Anief. "I precari, i neo-assunti, chi chiede la ricostruzione di carriera, coloro che vincono il concorso a cattedra e non hanno una corposa anzianità di servizio pre-ruolo continuano a essere trattati come dei lavoratori di serie B. Le loro posizioni economiche, di fatto - spiega il sindacato - continuano a essere danneggiate da norme inique. Andando in tal modo a confliggere pure con la Costituzione italiana. Rimane infatti in vita il problema della prima fascia di aumenti, riguardanti il 'gradone' 0-8 anni, con la Cgil che si è prima opposta e ora ha alzato bandiera bianca. La mancata coerenza è aggravata dal fatto che negli ultimi sette anni a puntare il dito contro l'annullamento del primo scatto stipendiale al terzo anno di carriera sono stati anche i giudici che hanno messo in evidenza il palese contrasto con il diritto dell'Unione Europea adottandone la disapplicazione nei casi esaminati. Come rimane intatta l'ingiustizia della trattenuta del 2,5% dello stipendio di chi opera nella scuola". Per Marcello Pacifico (Anief-Cisal) "è esemplare che mentre i metalmeccanici hanno ottenuto in dieci anni aumenti del 20% sullo stipendio, docenti e Ata avranno il 3,48% in più, dopo quasi 10 anni di attesa e con gli arretrati dell'ultimo biennio che a malapena bastano per una cena fuori in famiglia". "Una seconda discriminazione si attua anche - sottolinea - all'interno del comparto scuola, poiché questo contratto conferma l'eliminazione del primo 'gradone' stipendiale, quello che sarebbe dovuto scattare al terzo anno di anzianità, e la violazione della parità retributiva tra stessi lavoratori". (ANSA).

 

Eurosofia ed Anief sono da anni impegnate nella preparazione ai concorsi pubblici e, in particolar modo, nel comparto scuola. Più del 70% dei partecipanti al precedente Concorso a cattedra hanno superato brillantemente tutte le prove, grazie all’efficacia della nostra metodologia blended. Eurosofia è continuamente impegnata nella ricerca delle migliori soluzioni formative da destinare ai propri corsisti e, allo scopo di fornire una preparazione adeguata a tutti i candidati, ha deciso di ampliare e migliorare l’offerta formativa per la preparazione al Concorso a cattedra 2018. Dal mese di marzo saranno avviati dei Webinar interattivi per consentire anche a chi ha molti impegni e solo poche ore da dedicare alla preparazione di ottimizzare i tempi e prepararsi in modo adeguato.

 

Ma il sindacato autonomo non ci sta: 'Aumenti ridicoli, in busta il 35% in meno'

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Qualora non vengano soddisfatte le richieste legittime presentate, il giovane sindacato chiede espressamente alle altre organizzazioni, rappresentanti della categoria al “tavolo” delle trattative, di negarne la sottoscrizione: deve essere disposta dal 2016 per intero la perequazione della parte fissa della retribuzione di posizione. Perché va ricordato che i 37 milioni di euro stanziati attraverso l’ultima manovra della legislatura uscente, anche cumulati ai 35 milioni di euro della Legge 107/2015 da sottrarre al Fun, portano comunque per il solo 2018 aumenti inferiori del 30% ai dirigenti dell'ex aerea VII. Tra l’altro, sinora si è parlato di 578 euro lordi mensili medi di aumento, ma a conti fatti saranno molti di meno: alla resa dei conti, con le risorse stanziate sinora, si arriva a nemmeno la metà. Preoccupa anche il fatto che rimangano invariati i fondi sulla retribuzione di risultato, quindi inferiori del 75% a quelli del comparto della Ricerca.

Marcello Pacifico (presidente Udir): Non comprendiamo come si possano introdurre pure le valutazioni del portfolio e quindi dei capi d’istituto, ai fini dell’assegnazione del cosiddetto “merito” professionale. Per non parlare della mancanza della “voce” Ria per tutti i neoassunti dal 2001. Riteniamo, infine, altrettanto importante sbloccare l'indennità di vacanza contrattuale per avere aumenti del 4,26% per il 2015, del 4,66% per 2017 e del 5,51% per l’anno in corso.

Udir invita i dirigenti scolastici interessati a non soccombere a questo stato di cose a scaricare la diffida e aderire ai ricorsi per recuperare fino a 42mila euro di perequazione esterna subito.

 

Diventano ufficiali le regole per l’espletamento del concorso riservato ai docenti in possesso di abilitazione, compresi quelli di ruolo, che consentirà agli abilitati inseriti entro il 30 maggio 2017 nelle Graduatorie ad esaurimento o nella seconda fascia delle Graduatorie d’istituto di collocarsi nelle nuove graduatorie di merito regionali previste dalla Legge di riforma 107/2015.

Il giovane sindacato impugna l’esclusione degli idonei dei concorsi precedenti, dei docenti diplomati ITP, ISEF, Accademie o Conservatori non ancora inseriti in II fascia graduatoria d'istituto o inseriti dopo il 30 maggio 17, degli abilitati all'estero, diplomati magistrale, educatori e laureati in SFP. Contestata anche la cancellazione da GaE, Graduatorie di Merito e d’Istituto per gli ammessi al Fit. Anief invita il personale danneggiato a presentare la domanda dal 20 febbraio al 22 marzo e ad aderire ai ricorsi sul portale.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Non si comprende perché al Ministero dell’Istruzione abbiano deciso di escludere così tante categorie di abilitati o abilitandi, peraltro in modo, a nostro parere, palesemente illegittimo. Il massimo del paradosso è quello di avere deciso di penalizzare tutti coloro che hanno conseguito il titolo dopo il 30 maggio scorso. Andando così a creare un’altra gratuita differenziazione tra lavoratori in possesso dei medesimi titoli. Il nostro obiettivo è fare in modo che tutti gli esclusi in modo illogico possano partecipare al concorso previsto dalla cosiddetta ‘Fase transitoria’ per abilitati e consentire la valutazione corretta di tutto il servizio prestato, anche quello su sostegno, per essere quindi collocati nelle Grame.

 

Previsto in primavera il bando per il concorso ordinario per la qualifica di DSGA. La conferma si è avuta a seguito della firma della Legge di bilancio dove c’era una voce specifica in merito al reclutamento di tali figure.

 

I precari, i neo-assunti, chi chiede la ricostruzione di carriera, coloro che vincono il concorso a cattedra e non hanno una corposa anzianità di servizio pre-ruolo continuano ad essere trattati come dei lavoratori di serie B. Le loro posizioni economiche, di fatto, continuano ad essere danneggiate da norme inique. Andando in tal modo a confliggere pure con la Costituzione italiana. Rimane infatti in vita il problema della prima fascia di aumenti, riguardanti il “gradone” 0-8 anni, con la Cgil che si è prima opposta e ora ha alzato bandiera bianca. La mancata coerenza è aggravata dal fatto che negli ultimi sette anni a puntare il dito contro l’annullamento del primo scatto stipendiale al terzo anno di carriera sono stati anche i giudici che hanno messo in evidenza il palese contrasto con il diritto dell'Unione Europea adottandone la disapplicazione nei casi esaminati. Come rimane intatta l’ingiustizia della trattenuta del 2,5% dello stipendio di chi opera nella scuola.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): È esemplare che mentre i metalmeccanici hanno ottenuto in dieci anni aumenti del 20% sullo stipendio, docenti e Ata avranno il 3,48% in più, dopo quasi 10 anni di attesa e con gli arretrati dell’ultimo biennio che a malapena bastano per una cena fuori in famiglia. Una seconda discriminazione si attua anche all’interno del comparto scuola, poiché questo contratto conferma l'eliminazione del primo “gradone” stipendiale, quello che sarebbe dovuto scattare al terzo anno di anzianità, e la violazione della parità retributiva tra stessi lavoratori. Implicitamente è come se i sindacati maggiori della scuola, Flc-Cgil, Cisl e Uil, avessero avallato che i lavoratori non sono tutti uguali. Tutti i dipendenti della scuola, docenti e Ata, tornano poi a subire un’altra ingiustizia: riguarda il trattamento di fine rapporto che nel privato non prevede la trattenuta del 2,5% sulla busta paga, introdotta nel settore del pubblico impiego a titolo di rivalsa. Ecco perché passano gli anni e siccome i contratti e le norme non cambiano, per chi non vuole soccombere a queste ingiustizie, rimanendo impassabile alla sottrazione dei propri diritti, l’unica strada rimane quella del tribunale e dei ricorsi che continuiamo a patrocinare.

 

 

Quanto andrà effettivamente in tasca ogni mese in più ai dipendenti del comparto che attendevano questo momento da quasi un decennio? In base ai calcoli dell’Anief-Cisal, davvero poco. In termini economici, stando alle tabelle ufficiali del rinnovo del contratto, si prevedono incrementi stipendiali a regime tra gli 85 e i 110 euro. Si tratta, tuttavia, di somme lorde che necessitano di essere decurtate. Qualora si tratti di lordo dipendente, applicando una tassazione media del 35%, la somma che effettivamente il personale della scuola si ritroverà in più in busta paga tra un mese sarà tra i 55 e i 71 euro. Qualora, invece, quelle somme indicate si riferiscano al netto del lordo Stato, quindi da dividere per 1,3838, dunque soggette anche ad altre ritenute fiscali e previdenziali, il discorso cambia. Purtroppo in peggio. Perché, applicando il coefficiente dell’1,3838, si scenderebbe subito a meno di 62 euro e poi, tassando la quota sempre del 35% medio, la cifra finale netta si fermerebbe a 40 euro. Con differenze in base a categorie e fascia di collocazione stipendiale.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): L’aumento massimo effettivo dovrebbe essere di appena 52 euro netti e riguarda i docenti della scuola superiore a fine carriera. Sempre rimanendo nella categoria dei docenti, si scende man mano, fino ad arrivare ad un incremento medio netto di appena 41 euro riguardante i maestri della scuola dell’infanzia neo assunti. Tra il personale Ata le somme sono ancora più modeste e la forbice è ancora più piccola: si va dai 50 euro netti di un Direttore dei servizi generali ed amministrativi a fine carriera, quindi con oltre 35 anni di anzianità, fino ai 37 euro del collaboratore scolastico con una anzianità di servizio inferiore agli otto anni. Comprendiamo che i sindacati rappresentativi potevano fare ben poco dinanzi a degli stanziamenti inadeguati da parte della politica, tuttavia potevano esimersi dal sottoscrivere questo contratto vergognoso e pure di dirsi realizzati per il risultato raggiunto.

 

Da tempo si paventava l’idea di poter sfruttare la previdenza complementare per ottenere il tanto atteso anticipo pensionistico: oggi RITA, la cui sigla sta per Rendita Integrativa Temporanea Anticipata e indica un'opzione attraverso la quale il lavoratore può chiedere il riscatto di una parte o della totalità del proprio montante accumulato nella previdenza integrativa, è in dirittura di arrivo.

 

Continuano in tutte le regioni i nuovi seminari di formazione gratuiti sulla legislazione dal titolo “DIES IURIS LEGISQUE”, organizzati da ANIEF ed EUROSOFIA, centrati sulle nuove norme scolastiche introdotte dalla legge 27 dicembre 2017, n. 205, sull’organizzazione dell’orario di lavoro e sulla contrattazione, a cui sono invitati tutti i docenti e ata, e tutti i candidati RSU. 

Il prossimo evento in programma:

Verona, I.C.S. 10 “Borgo Roma Est” – Via Giuliari, 40 – dalle ore 09.00 alle ore 13.00, il 16 febbraio 2018.

Scarica la locandina

 

I partecipanti hanno diritto all’esonero dal servizio, ai sensi della normativa vigente.

Gli interessati possono inviare una e-mail, entro 5 giorni dall’evento, al seguente indirizzo:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  per riservare la propria partecipazione all’evento.

Prima, incontro analogo si terrà a Udine il 15 febbraio.

 

Scarica le locandine secondo il calendario degli incontri e partecipa, alla presenza del presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico.

Il Miur ha diffuso la nota 7673 attraverso la quale fornisce indicazioni operative riguardo alla cessazione dal servizio del personale docente, Ata e dirigente scolastico che ha inoltrato domanda per l’Ape social e se l’è vista accogliere.

 

Gli stipendi di docenti e personale Ata verranno incrementati di appena il 3,48%: una percentuale tre volte inferiore all’inflazione, nel frattempo aumentata di ben 14 punti. L’accordo economico raggiunto non copre nemmeno l’indicizzazione dell’indennità di vacanza contrattuale sul tasso di inflazione programmata, salito del 5,5%. Nel tentativo maldestro di innalzare gli stipendi più bassi dell’area Ocse, dopo la Grecia, e di adottare un aumento almeno pari a quello introdotto nel resto della PA, amministrazione pubblica e sindacati hanno deciso di assegnare “a pioggia” solo la metà del fondo nazionale del merito: producendo la bellezza di 4,5 euro a lavoratore, mentre l’altra metà dei 200 milioni annui verrà assegnata attraverso la contrattazione d’Istituto, in linea con quanto previsto dal decreto legislativo Brunetta 150/2009, dalla Legge Madia 124/2015 e dalla Legge 107/2015, tutti orientati alla valutazione e premialità dei dipendenti pubblici. Trattandosi, infine, di aumenti lordo Stato, va ricordato che le cifre che circolano in queste ore vanno fortemente decurtate.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): È chiaro che un contratto di questo genere non può soddisfare noi come Anief-Cisal, ma nemmeno i lavoratori del comparto. Come si fa a dire ad un dipendente della scuola che deve essere felice di vedersi accreditare solo un terzo della somma che il costo della vita gli ha sottratto negli ultimi anni? Inoltre, ancora una volta, l’Italia ignora le chiare indicazioni pervenute dalla Corte di Cassazione che ha disapplicato l’illegittima discriminazione e accordato cospicui risarcimenti ai danneggiati, oltre che della giurisprudenza comunitaria. È il motivo per cui continuiamo a chiedere a tutto il personale, docenti e Ata, di rivolgersi in tribunale, per non soccombere dinanzi all’ennesimo accordo a perdere.

 

 

I dirigenti scolastici in possesso dei requisiti e che intendono andare in pensione dal 1° settembre 2018 hanno possibilità di presentare l’istanza entro il prossimo 28 febbraio: la scadenza è stata fissata attraverso il D.M. prot. n. 919 del 23/11/2017 e annessa circolare n. 50436 che hanno fornito le indicazioni sulla presentazione delle domande di cessazione e pensionamento per il personale scolastico.

Udir comunica la volontà di ricorrere contro mancato riconoscimento del Trattamento di Fine Servizio per il biennio 2011/12: il ricorso intende recuperare, nello specifico, l’accertamento del credito del 2,69% per il Tfs negli anni 2011 e 2012. In particolare, attraverso il ricorso si intende autorizzare il versamento figurativo della quota del 2,69% di TFS per raggiungere la quota 9,60% prevista dalla legge per gli anni 2011 e 2012 in cui è stato collocato illegittimamente in regime TFR con aliquota al 6,91%. Tutti coloro che sono interessati ad avere maggiori informazioni su come ricorrere con il sindacato nazionale per recuperare gli importi illegittimamente sottratti possono farlo cliccando su questo link.

Arriva il primo rimborso rispetto a quanto decurtato: la somma è stata accreditata senza necessità di ricorrere in tribunale, dopo l’atto messo a disposizione dal giovane sindacato, che tutela i dirigenti scolastici, contro gli errori commessi sulle trattenute relative al Cir 2015/16 che non tenevano conto degli stipendi aggiornati dei DS di alcune province e avuti i chiarimenti dovuti dall’Ufficio Scolastico Regionale.

Il Presidente Udir, Marcello Pacifico, invita chi ancora non avesse inviato la diffida a provvedere immediatamente, a cominciare dalle province di Agrigento Catania, Messina, Palermo e Siracusa.

 

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