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In primo piano

Dopo l'esito dei movimenti 2017 per il primo grado di istruzione risultano poche, rispetto al numero delle richieste, le domande di trasferimento accolte e ancora tante le illegittimità riportate nel CCNI per cui i tribunali del lavoro continuano a emanare sentenze di nullità delle procedure. Riaperte le adesioni ai ricorsi relativi alla mobilità 2016 negata per i troppi errori dell'algoritmo ministeriale che in alcuni casi ha letteralmente ‘distribuito a caso’ e per tutto lo stivale, anche a centinaia di chilometri, i docenti che hanno partecipato ai movimenti dello scorso anno. Ancora possibile, inoltre, aderire ai ricorsi che contestano il CCNI Mobilità 2017. Pronti i depositi dei nuovi ricorsi contro il CCNI 2017 per la mancata valorizzazione del servizio svolto nelle scuole paritarie o del preruolo per il raggiungimento del quinquennio di permanenza sul sostegno e avverso quelle graduatorie interne d'istituto e relative operazioni di mobilità d'ufficio che hanno mortificato il servizio a tempo determinato attribuendo un diverso valore ai tanti anni svolti durante il precariato o negando il punteggio ai titoli SSIS, TFA, al servizio militare svolto non in costanza di nomina.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): ‘le illegittimità del nuovo CCNI, ancora non risolte nonostante i numerosi precedenti giurisprudenziali favorevoli che abbiamo ottenuto nel corso di quest'anno, e l'errore dell'algoritmo 2016 stanno ancora mietendo vittime visto che docenti che avrebbero avuto diritto al trasferimento, spesso già da un anno, ancora con queste procedure non sono stati soddisfatti e non hanno potuto rientrare nella provincia richiesta per un mero errore ministeriale o un'evidente discriminazione presente nella contrattazione collettiva’. Possibile aderire ai ricorsi Anief se si sono dichiarati nella domanda di mobilità i titoli e i servizi utili al ricorso o se con la mobilità 2016 si sono riscontrati errori nell'attribuzione dell'Ambito o della sede richiesti pur avendo punteggio utile al trasferimento.

 

Dal Tribunale del Lavoro di Palermo arrivano ben 7 sentenze di pieno accoglimento che impongono al Miur l'immediato reinserimento di altri 50 docenti cancellati per mancato aggiornamento. Fino al 14 luglio ancora possibile aderire ai ricorsi Anief per ottenere l'inserimento o il reinserimento in GaE.

A corollario delle precedenti vittorie e delle tante conferme ottenute dall'Anief presso i tribunali del lavoro di tutta Italia, arriva dal tribunale del Lavoro di Palermo un vero e proprio terremoto per il Miur con 7 sentenze di pieno accoglimento che reinseriscono nelle Graduatorie a Esaurimento altri 50 docenti ‘colpevoli’ di non aver prodotto domanda di aggiornamento/permanenza in GaE e, per questo, cancellati ‘a vita’ dal Miur. Gli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli, Francesca Lideo, Marco Di Pietro e Emilio Magro, con l'esperienza che da sempre li contraddistingue, vanno nuovamente a segno in tribunale e ottengono una nuova conferma per le tesi da sempre sostenute dal nostro sindacato e la condanna del Ministero dell'Istruzione per aver illegittimamente negato il reinserimento ai docenti cancellati in aperta violazione della normativa primaria. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): ‘l'Anief da sempre sostiene che il Ministero dell'Istruzione ha posto in essere, nel corso degli anni, un comportamento illegittimo e discriminatorio ‘esiliando’ a vita i docenti che avevano mancato di produrre domanda all'atto di uno dei periodici aggiornamenti delle Graduatorie senza prevedere possibilità di reinserimento e i Tribunali del Lavoro, constatando l'applicabilità e l'assoluta chiarezza della normativa primaria di riferimento, continuano a darci ragione’. Ancora possibile aderire ai ricorsi 2017 per l'inserimento in GaE per quanti hanno spedito entro l'8 luglio lo specifico modello predisposto dall'Ufficio Legale del sindacato per rivendicare l'inserimento o il reinserimento in GaE.

 

PALERMO, 10 LUG - "Hanno riaperto una ferita, servono più risorse per organizzare corsi pomeridiani e d'estate". Lo ha detto Pippo Noto, rappresentante sindacale commentando il taglio della testa e un pezzo del busto della statua di Giovanni Falcone ucciso dalla mafia 25 anni. "Siamo senza parole per quello che è accaduto, perché il nostro prodigarci per trasmettere determinati concetti e valori significa che non basta. - aggiunge - I nostri sono ragazzi speciali, ad alto rischio di dispersione e siamo determinati nel combattere questa sfida. Si potrebbero realizzare corsi di danza, di cucina, di informatica o laboratori di vario genere. Invece, l'unica risorsa aggiuntiva che lo Stato fornisce all'istituto sono 10 euro in più per ogni alunno iscritto. E non possono bastare, perché per tenere questo genere di corsi e attività occorrono altri formatori. Noi, più di questo non possiamo fare". 

Lo ha detto Pippo Noto, rappresentante sindacale del giovane sindacato commentando il taglio della testa e un pezzo del busto della statua del magistrato ucciso dalla mafia 25 anni fa di cui si è appresa la notizia oggi: siamo senza parole per quello che è accaduto, perché il nostro prodigarci per trasmettere determinati concetti e valori significa che non basta. I nostri sono ragazzi speciali, ad alto rischio di dispersione e siamo determinati nel combattere questa sfida. Si potrebbero realizzare corsi di danza, di cucina, di informatica o laboratori di vario genere. Invece, l’unica risorsa aggiuntiva che lo Stato fornisce all’istituto sono 10 euro in più per ogni alunno iscritto. E non possono bastare, perché per tenere questo genere di corsi e attività occorrono altri formatori. Noi, più di questo non possiamo fare.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): come operatori della scuola e organizzazione sindacale, siamo vicini al personale dell’istituto scolastico oggetto dell’atto vigliacco e intimidatorio: sono loro, infatti, l’ultimo baluardo nella lotta quotidiana per far vincere la legalità. Nelle periferie, in particolare, i docenti, il personale Ata, i loro dirigenti scolastici, i rappresentanti sindacali fanno uno sforzo immane per innescare il valore della legalità. Combattendo, ogni giorno, contro un sistema che vorrebbe negare la fiducia nelle istituzioni. In questi contesti, su 100 ragazzi, solo 60 arrivano a conseguire il diploma di maturità.

 

Eurosofia ed Anief, da anni impegnate nella preparazione ai concorsi pubblici, in particolar modo nel comparto scuola, organizzerà un corso di preparazione per affrontare e superare le prove concorsuali del concorso per DSGA.

E’ prevista per ottobre la pubblicazione del nuovo ed attesissimo bando per il reclutamento della categoria apicale dei Direttori dei servizi generali e amministrativi (DSGA) dopo la definizione dell’emendamento al decreto sull’obbligatorietà dei vaccini, che prevede di bandire il concorso per DSGA. L’emendamento è scaturito dalle nuove incombenze e dalle responsabilità, che il medesimo decreto impone alle scuole.

Si stima che ci siano oltre 1.667 posti vacanti su ottomila, per una posizione assolutamente indispensabile al funzionamento amministrativo, contabile e organizzativo delle scuole.

Anief ed Eurosofia attiveranno un corso di Preparazione per affrontare la prova preselettiva Concorso per Dsga.

Il corso di preparazione al concorso Dsga prevede un programma intensivo suddiviso in quattro moduli per un totale di 20 ore in presenza al raggiungimento del quorum di 15 partecipanti e l’apertura di una specifica piattaforma online per la preparazione e l’approfondimento a distanza.

Il costo del corso è di euro 200 per i soci Anief e di euro 300 per i non soci.

Per procedere con l'iscrizione CLICCA QUI

Il corso sarà avviato al termine delle iscrizioni che devono pervenire entro il 31 luglio, e in tempo utile anche per affrontare la prova pre-selettiva del concorso a DSGA.

Nell’ambito delle proprie competenze, definite nel relativo profilo professionale, e nell’ambito altresì delle attribuzioni assegnate all’istituzione scolastica, il Direttore dei servizi generali e amministrativi è tenuto a svolgere funzioni di coordinamento, promozione delle attività e verifica dei risultati conseguiti, rispetto agli obiettivi assegnati e agli indirizzi impartiti con le presenti direttive.

Compito del DSGA è vigilare costantemente affinché ogni attività svolta dal personale ATA sia diretta ad “assicurare l’unitarietà della gestione dei servizi amministrativi e generali della scuola in coerenza e strumentalmente rispetto alle finalità ed obiettivi dell’istituzione scolastica, in particolare del Piano dell’Offerta Formativa”.

Organizzazione del corso: I profili culturali e professionali (faculties) dei formatori riguardano:

• direttori SGA e dirigenti scolastici a tempo indeterminato con anni di esperienza nella formazione del personale del comparto scuola;

• esperti formatori sulla sicurezza sui luoghi di lavoro (Ingegnere/Architetto/RSPP abilitato alla formazione);

• esperti formatori sulle nuove tecnologie (digitalizzazione – dematerializzazione e telematica).

Modalità di fruizione:

- INCONTRI RESIDENZIALI IN PRESENZA OGNI 15 CORSISTI della durata di 20 ore.

- MODULI ON-LINE della durata 100 ore e FORUM interattivo, nel quale i relatori rispondono ai quesiti pervenuti dai corsisti, rispondenti al programma sopraindicato. (Qualora non si raggiungesse il numero minimo di partecipanti, verranno comunque messe a dispozione dell'utente le video-registrazioni degli incontri in presenza)

- MATERIALI

Saranno forniti, on-line, quesiti a risposta multipla per esercitarsi con la modalità e la tempistica previste dal Ministero. Al termine del corso sarà rilasciato relativo attestato di frequenza e di partecipazione, ai sensi della normativa vigente.

 Eurosofia e Anief sono soggetti qualificati ai sensi della Direttiva 170/2016.

I nostri collaboratori, dislocati su tutto il territorio nazionale, ti supporteranno nella procedura di iscrizione. Vienici a trovare presso le nostre sedi provinciali per avere tutto il supporto necessario Clicca qui per trovare la sede più vicina a te Per una consulenza specifica: 0917098311 - 0917098357

Per iscriversi collegarsi al sito www.anief.org, scegliere il corso nel menù FORMAZIONE e seguire la procedura telematica di registrazione. Il bonifico deve essere intestato a: “Anief Ass. Professionale e Sindacale” IBAN IT32O0306234210000001380047 Scrivi una mail a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

ROMA, 10 LUG - "Il trattamento economico dei nostri insegnanti, fermo a 29mila euro lordi annui, rappresenta un affronto rispetto al prezioso lavoro che continuano a svolgere con serietà e senso del dovere". Lo afferma l'Anief prendendo spunto dai dati Ocse secondo cui "siamo gli unici, nel periodo 2005-2014, ad aver fatto perdere ai nostri docenti il 7%. Nello stesso decennio, in Finlandia le buste paga di chi fa formazione pubblica sono cresciute di 6 punti percentuali, in Norvegia del 9%, in Germania del 10%, in Irlanda del 13%". "Inoltre, considerando gli ultimi tre anni, invece esclusi dallo studio Ocse, l'arretramento di potere degli stipendi dei nostri docenti si attesta addirittura a -14%" fa notare il sindacato aggiungendo che "proprio per recuperare il gap rispetto agli altri docenti d'Europa, ha già fatto sapere, al tavolo di contrattazione sull'Atto di indirizzo, che non accetterà mai un rinnovo contrattuale con pochi spiccioli, tra l'altro pure assegnati per fasce stipendiali ispirandosi al modello Robin Hood". "I docenti - dichiara il presidente dell'Anief Marcello Pacifico - sono lavoratori che, come dice l'Ocse, vanno pagati in modo proporzionale al servizio professionale prodotto. Negare questo concetto, significa creargli un danno. Di carattere morale e pratico. Molti di loro prestano servizio lontano da casa. Da due anni a questa parte, nemmeno per scelta, ma solo per aver chiesto di essere assunti in ruolo. A fine mese, questi insegnanti hanno delle spese vive, per l'affitto dell' appartamento, per i trasporti, per vivere: non si può dire ancora loro che non ci sono soldi e che si arrangino". L'unica cura per i docenti italiani, insiste Pacifico "è dargli più soldi a fine mese. Il resto, sono palliativi".

Ancora una volta quando a fotografare la scuola sono gli analisti fuori i nostri confini, scevri da condizionamenti e giustificazioni partigiane, la verità esce fuori. Ed è, purtroppo, una realtà amara. Perché secondo l’Ocse siamo gli unici, nel periodo 2005-2014, ad aver fatto perdere ai nostri docenti il 7%. Nello stesso decennio, in Finlandia le buste paga di chi fa formazione pubblica sono cresciute di 6 punti percentuali, in Norvegia del 9%, in Germania del 10%, in Irlanda del 13%. Si conferma quello che l’Anief sostiene da tempo: il trattamento economico dei nostri insegnanti – fermo a 29mila euro lordi annui – rappresenta un affronto rispetto al prezioso lavoro che continuano a svolgere con serietà e senso del dovere. Inoltre, considerano gli ultimi tre anni, invece esclusi dallo studio Ocse, l’arretramento di potere degli stipendi dei nostri docenti si attesta addirittura a -14%. In queste ore, in tanti sono accorsi a sostegno dei nostri bistrattati docenti. Proponendo consigli e soluzioni. Come quella della sen. Maria Mussini, vicepresidente del Gruppo Misto al Senato, che ha chiesto alla Ministra dell’Istruzione di ‘cominciare almeno col dimezzare o ridurre di due terzi il numero di studenti per classe.

Proprio per recuperare il gap rispetto agli altri docenti d’Europa, Anief ha già fatto sapere, al tavolo di contrattazione sull’Atto di indirizzo, che non accetterà mai un rinnovo contrattuale con pochi spiccioli, tra l’altro pure assegnati per fasce stipendiali ispirandosi al modello Robin Hood. Per tali motivi, ha deciso di anticipare i tempi  mettendo a disposizione dei lavoratori i modelli di diffida, anche per il recupero totale degli arretrati.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): i docenti sono lavoratori che, come dice l’Ocse, vanno pagati in modo proporzionale al servizio professionale prodotto. Negare questo concetto, significa creargli un danno. Di carattere morale e pratico. Molti di loro prestano servizio lontano da casa. Da due anni a questa parte, nemmeno per scelta, ma solo per aver chiesto di essere assunti in ruolo. A fine mese, questi insegnanti hanno delle spese vive, per l’affitto dell’appartamento, per i trasporti, per vivere: non si può dire ancora loro che non ci sono soldi e che si arrangino. Ecco perché la riduzione del numero di alunni, benché sia un provvedimento indispensabile per insegnare in modo proficuo e rispettando le norme sulla sicurezza negli ambienti di lavoro, non ha nulla a che vedere con l’aumento stipendiale. È come se si volesse curare l’ammalato accogliendolo in una stanza d’ospedale più confortevole e con meno posti letto, però negandogli i medicinali di cui ha bisogno: l’unica cura per i nostri docenti, per rimanere in tema, è dargli più soldi a fine mese. Il resto, sono palliativi.

 

Altre tre sentenze di pieno accoglimento confermano il diritto dei docenti in possesso di diploma magistrale abilitante inseriti in Graduatoria a Esaurimento alla partecipazione al piano straordinario di assunzioni indetto nell'a.s. 2015/2016: nuove immissioni in ruolo grazie all'Anief. Ancora possibile aderire ai ricorsi 2017 per l'inserimento in GaE per quanti hanno spedito entro l'8 luglio lo specifico modello predisposto dall'Ufficio Legale del sindacato.

I tribunali del Lavoro di Napoli e Roma accolgono senza riserve le tesi sostenute dall'Anief sull'illegittimità dell'esclusione dal piano straordinario di immissioni in ruolo stabilito dalla cosiddetta Buona Scuola dei docenti in possesso di diploma magistrale abilitante destinatari di sentenza definitiva del Consiglio di Stato. Gli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli e Tiziana Sponga – coordinando i nostri legali sul territorio - ottengono ancora una volta ragione in tribunale e la condanna il Miur per l'illegittima esclusione di altri tre docenti, già inseriti a pieno titolo nelle Graduatorie a Esaurimento, dalla possibilità di partecipare alle immissioni in ruolo della Fase C del piano previsto dalla Legge 107/2015. Ministero dell'istruzione, totalmente soccombente, paga le spese di giudizio quantificate in 6.500 euro oltre accessori. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): ‘il piano straordinario di immissioni in ruolo 2015 doveva essere aperto a tutti i precari abilitati e a maggior ragione dovevano poter partecipare quei docenti inseriti in Graduatoria a Esaurimento per effetto di sentenze del Consiglio di Stato passate in giudicato. Abbiamo ribadito al Miur che gli ordini dei tribunali che hanno acquisito l'autorità del giudicato non possono essere messi in discussione e la sentenza del Consiglio di Stato aveva fatto sorgere a carico dell’amministrazione l’obbligo di disporre l’inserimento in graduatoria dei ricorrenti con efficacia ex tunc e, dunque, a decorrere dalla data di loro prima pubblicazione, avvenuta nel 2014’. Ancora possibile aderire ai ricorsi 2017 per l'inserimento in GaE per quanti hanno spedito entro l'8 luglio lo specifico modello predisposto dall'Ufficio Legale del sindacato.

 

La Corte d'Appello di L'Aquila dichiara inammissibile l'appello proposto dal Miur perché senza ragionevole probabilità di essere accolto; questo l'ulteriore, storico, risultato ottenuto dai legali Anief in favore del diritto dei lavoratori precari della scuola a vedersi riconosciute le medesime progressioni stipendiali riservate solo al personale di ruolo. Ancora possibile aderire agli specifici ricorsi promossi dall'Anief.

L'Anief conquista un nuovo traguardo a tutela dei diritti di tutti i lavoratori precari della scuola con l'Ordinanza resa dalla Corte d'Appello abruzzese che dice un secco ‘NO’ agli appelli proposti dal Ministero dell'Istruzione ritenuti palesemente infondati e senza nessuna possibilità di essere accolti. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): ‘già la Cassazione, pochi mesi fa, con l'ordinanza n. 8945/17 aveva respinto l'ennesimo ricorso del Ministero dell'Istruzione ribadendo che la questione era già stata affrontata e risolta a favore dei lavoratori con le sentenze dello scorso anno (ex multis n. 22558/2016). Nel settore scolastico, infatti, la clausola 4 dell'Accordo quadro sul rapporto a tempo determinato allegato alla direttiva n. 1999/70/CE impone di riconoscere l'anzianità di servizio anche ai precari. L'ostinazione del Ministero dell'Istruzione doveva essere censurata con decisione anche in Corte d'Appello e non possiamo che essere soddisfatti di questo ulteriore risultato ottenuto dai nostri legali che speriamo consenta una vera e propria assunzione di responsabilità da parte dell'Amministrazione e apra la strada a una riforma profonda e sostanziale del Contratto Collettivo Nazionale del comparto Scuola in tutti i punti in cui è evidente la discriminazione posta in essere a discapito dei lavoratori a tempo determinato’. Fino a quando il CCNL non sarà riformato, però, l'unica strada per ottenere giustizia è aderire agli specifici ricorsi promossi dall'Anief e rivendicare in tribunale il giusto riconoscimento stipendiale calcolato in base alla propria professionalità e all'anzianità di servizio anche maturata con contratti a termine e il risarcimento del danno per abusiva e ingiustificata reiterazione di contratti a tempo determinato su posti vacanti.

 

Oggi è stato confermato che la ministra della P.A., Marianna Madia, spinge per scatti più generosi per i dipendenti che hanno guadagni più bassi e viceversa, con l'obiettivo di ridurre la forbice tra le retribuzioni, considerando che ‘lo scarto oggi sfiora i 200mila euro’. Il vero obiettivo, però, è un altro: trovare una scusante per assegnare aumenti ridotti – quindi meno degli 85 euro lordi al mese - a una bella fetta di dipendenti pubblici. Il nuovo modello di aumenti contrattuali, di cui l’Anief aveva dato notizia oltre sei mesi fa, si basa su un meccanismo alla 'Robin Hood', calibrato all'interno delle fasce retributive, cinque o sei, di ogni comparto, in modo da garantire incrementi per tutti, seppure graduati (di più a chi ha meno), in base a parametri certi. La prossima settimana riprenderanno gli incontri all’Aran, ma non ci scosterà molto da tale modello.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): i dipendenti pubblici sono i più penalizzati da un ‘datore di lavoro’ che li ha lasciati allo stipendio di otto anni fa. Nell’istruzione pubblica, dove il blocco perdura da nove, oggi abbiamo dei lavoratori, come i collaboratori scolastici, che dopo 14 anni di lavoro percepiscono 1.080,42 euro al mese. Che fanno poco più di 20mila euro l’anno: così poco da far vestire loro la maglia nera di tutta la Pubblica amministrazione in fatto di stipendi. Ma anche i docenti non vanno meglio, visto che sono tra i meno pagati dell’Area Ocse. Se l’Esecutivo alla guida del Paese avesse davvero voluto andare loro incontro, il dipendente pubblico oggi dovrebbe avere lo stesso 20% in più nel settennio concesso ai colleghi metalmeccanici a fine 2016: a fronte di uno stipendio medio di 1.500 euro, fanno 300 euro a lavoratore. Invece, ci troviamo ancora una volta costretti a invitare i lavoratori a rivolgersi al giudice. Per tali motivi, Anief ha deciso di anticipare i tempi  mettendo a disposizione dei lavoratori i modelli di diffida, anche per il recupero totale degli arretrati.

 

Ancora vittorie in tribunale per l'Anief con quattro nuovi provvedimenti che condannano il Ministero dell'Istruzione e dichiarano l'illegittimità della contrattazione integrativa sulla mobilità 2016/2017. Prevista una nuova ondata di ricorsi e di condanne a carico del Miur anche per la mobilità di quest'anno. Ancora possibile aderire airicorsi Anief se si sono dichiarati i servizi utili ai fini del ricorso nella domanda di trasferimento.

Da Brescia a Napoli, da Salerno a Cremona, sono ben quattro questa settimana i provvedimenti di pieno accoglimento che condannano il Miur riformando i trasferimenti attuati in base a un CCNI dichiarato illegittimo nella parte in cui, ad esempio, non ha previsto alcuna attribuzione di punteggio per i servizi prestati nelle scuole paritarie o non ha riconosciuto la giusta priorità al criterio del merito basandosi su un algoritmo che ha stravolto illegittimamente la vita di tanti docenti costretti a trasferirsi a centinaia di chilometri dalle proprie famiglie. I nuovi provvedimenti ottenuti dai legali Anief Fabio Ganci e Walter Miceli – avvalendosi della collaborazione dei nostri legali sul territorio - contro le illegittimità contenute nel CCNI relativo ai trasferimenti arrivano dai Tribunali del Lavoro di Brescia, Cremona, Napoli Nord e Vallo della Lucania (SA) e non lasciano spazio a dubbi ribadendo che il Miur ha effettuato i trasferimento in base a criteri arbitrari e lesivi dei diritti dei lavoratori.

 

Da lunedì 10 luglio 2017, la Segreteria Nazionale del sindacato ANIEF riceverà i soci in via del Celso 49 dalle ore 09.00 alle ore 17.00.
La consulenza telefonica rimarrà sempre attiva dalle ore 08.30 alle ore 18.30, al numero 091 70 98 355.

I soldi promessi ai presidi nell’immediato sono stati utilizzati per il decreto vaccini; la Legge di Stabilità 2016 prevede che il Fondo unico nazionale non può superare l’ammontare dell’a.s. 2015/2016 e in caso di riduzione del numero dei dirigenti scolastici in servizio il Fun va diminuito in proporzione, così con l’arrivo dei prossimi vincitori del concorso è destinato ad assottigliarsi ancora; un altro pezzo di stipendio si deve alla mancata Retribuzione individuale di anzianità dal 2011, mentre dal prossimo anno verrà meno la quota una tantum giunta dalla Buona Scuola. In tutto, fanno 350 euro in meno a dirigente scolastico, con quelli del Lazio penalizzati più di tutti perché nel frattempo devono pure restituire degli arretrati. Con il rinnovo del contratto, se va bene, se ne recupereranno appena 85. Ecco perché conviene fare ricorso.

Marcello Pacifico (Confedir-Udir): i tagli arrivano proprio mentre la categoria si aspettava di recepire arretrati e aumenti. Infatti, devono ancora essere rideterminati tutti i finanziamenti regionali, e recuperati con il ricorso gratuito Udir assieme a tutti gli arretrati e contro il taglio del Fun. Per questo, nessun contratto può essere firmato se non si ottiene la perequazione interna (RIA) ed esterna alle altre aree dirigenziali degli enti locali e centrali. E nemmeno se non si recupera il costo dell’inflazione (salita 14%). Anche su sicurezza (D.lgs. 81/08) e valutazione (L. 107/15) non ci siamo. Poi, ci sono le reggenze impraticabili e sottopagate, le segreterie ridotte all’osso, i rischi civili e penali sempre maggiori, le competenze allargate a dismisura senza nessun riscontro o supporto degno di questo nome.

Udir attraverso apposito ricorso intende recuperare tutti gli arretrati sinora non percepiti. Inoltre, il sindacato ha deciso di avviare ricorso al Tar Lazio anche per l’incremento del Fondo Unico nazionale. La giovane organizzazione sindacale, che opera a tutela dei dirigenti scolastici, è pronta anche a impugnare tutti iContratti Integrativi Regionali che saranno sottoscritti.Aderisci al ricorso gratuito. Udir mette, infine, a disposizione specificimodelli di diffida, puntando al recupero di una serie di 'voci' e diritti sino a oggi negati: Recuperi Erariali, Trattenuta TFR/TFS, Trattenuta ENAM, Indennità di vacanza contrattuale, RIA, FUN.

 

Una nuova vittoria per l'Anief a tutela dei diritti dei docenti in possesso di diploma magistrale abilitante conseguito entro l'a.s. 2001/2002 arriva dal Tribunale del Lavoro di Napoli Nord con una nuova sentenza che dà piena ragione al nostro sindacato. Adesione ai ricorsi Anief prorogata al 14 luglio per quanti invieranno entro oggi i modelli di inserimento in GaE 2017 predisposti dall'Ufficio Legale.

Il Ministero dell’Istruzione riceve una nuova sconfitta in tribunale grazie all'azione legale dell’Anief con la consacrazione del pieno diritto dei docenti in possesso di diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/2002 all’inserimento nelle Graduatorie a Esaurimento e una condanna alle spese di lite a carico dell'Amministrazione che supera i 2.500 euro. Gli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli, Tiziana Sponga, Michele Speranza e Elena Boccanfuso, hanno, infatti, ottenuto presso il Tribunale di Napoli Nord una nuova sentenza di pieno accoglimento che risolve in senso favorevole ai docenti l'ormai annosa vicenda dell'illegittima esclusione dalle Graduatorie a Esaurimento degli abilitati con diploma magistrale. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): ‘la nostra lunga battaglia al fianco di tutti i docenti abilitati per ottenere il loro corretto inserimento nelle Graduatorie a Esaurimento non si ferma e siamo pronti a depositare nuovi ricorsi presso il TAR del Lazio per la tutela dei diritti dei tanti lavoratori precari illegittimamente esclusi dalle GaE’. Entro oggi, infatti, indispensabile inviare i modelli per chi vuole ricorrere e richiedere l'inserimento/reinserimento nelle graduatorie, per chi è inserito in GaE e vuole contestare il mancato aggiornamento 2017 o ottenere il passaggio dalla IV alla III Fascia aderendo ai ricorsi Anief la cui scadenza di adesione è stata prorogata al prossimo 14 luglio.

 

 

È di nuovo débâcle completa per il Miur in tribunale contro le ragioni patrocinate dai legali Anief a tutela dei diritti dei docenti illegittimamente cancellati ‘a vita’ dalle GaE senza possibilità di reinserimento. Anche la Corte d'Appello di Genova accoglie le tesi del nostro sindacato e riapre le Graduatorie ai docenti cancellati per mancato aggiornamento. Entro oggi indispensabile inviare i modelli di inserimento/reinserimento in GaE 2017 per chi vuole aderire ai ricorsi Anief la cui scadenza di adesione è stata prorogata al prossimo 14 luglio.

I legali Anief danno nuovamente prova della grande esperienza e professionalità che da sempre li contraddistingue e ottengono piena ragione in Corte d'Appello con la conferma del diritto al reinserimento in Graduatoria a Esaurimento dei docenti cancellati per non aver prodotto domanda di aggiornamento/permanenza. Gli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli, Francesca Lideo e Alberto Agusto ottengono una sentenza esemplare che condanna il MIUR all'immediato reintegro di una docente nelle GaE. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): ‘questo è un ulteriore traguardo che abbiamo raggiunto per la tutela dei diritti dei lavoratori precari illegittimamente esclusi “a vita” dal Miur proprio da quelle graduatorie in cui erano stati precedentemente inseriti e da cui si accede per il 50% dei posti utili per le immissioni in ruolo. Stiamo per depositare al TAR del Lazio ricorsi per altri migliaia di docenti precari e contesteremo anche il mancato aggiornamento delle GaE che doveva avvenire nel 2017 ed è stato prorogato illegittimamente’. Indispensabile, per chi vuole agire in tribunale contro il Miur, spedire entro oggi (termine ultimo stabilito dal Miur per l'aggiornamento annuale delle GaE) il Modello di inserimento/reinserimento in GaE 2017 predisposto dall'Ufficio legale Anief e aderire ai ricorsi entro il 14 luglio. Per scaricare il corretto modello e richiedere il reinserimento o l'inserimento in GaE dei docenti abilitati, clicca qui.

 

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