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Anief pronta a ricorrere in tribunale per far riconoscere il punteggio relativo al servizio prestato nella scuola paritaria, ma anche quello pre-ruolo (quindi tutte le supplenze) svolto su sostegno e utile a chiedere il passaggio sulla classe di concorso curricolare e per far attribuire comunque interamente tutto il servizio svolto prima dell’assunzione a tempo determinato, ai fini dell’individuazione dei perdenti posti attraverso le graduatorie interne agli istituti scolastici. Inoltre, continua a non essere riconosciuto alcun valore, inteso come titolo accademico, alla specializzazione universitaria conseguita.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): l’accordo sulla mobilità del prossimo anno ci ha deluso. Servivano modifiche sui punteggi riguardanti pre-ruolo, supplenze su sostegno, servizio nelle scuole paritarie e titoli abilitanti o specializzanti. Invece non sono arrivate. A questo punto, è inevitabile che, forti anche delle ultime sentenze della Corte di Cassazione, tanti docenti e Ata della Scuola si rivolgeranno a noi per ricorrere al giudice.

Per questi motivi, nei prossimi giorni il sindacato intensificherà i seminari formativi rivolti al personale scolastico, oltre a quelli già programmati, durante i quali si spiegheranno le nuove regole, a iniziare da quelle che regoleranno i prossimi trasferimenti e passaggi di ruolo. È prevista, inoltre, l’apertura di sportelli straordinari di consulenza, sempre a supporto della compilazione della domanda di mobilità: il personale scolastico potrà cercare la sede più vicina.

 

La decisione dell’amministrazione di confermare lo sbarramento a diverse categorie di abilitati e il mancato previsto aggiornamento delle GaE, nella primavera del 2017, rimandato di almeno 12 mesi, causa un grave e ingiustificato danno a chi è inserito nella terza fascia o in quella aggiuntiva: lo slittamento, infatti, impedisce l’aggiornamento del punteggio e, soprattutto, il diritto al trasferimento in province dove vi sono posti liberi.

Possono ricorrere per l’inserimento in GaE tutti gli abilitati esclusi (SFP, TFA, PAS, abilitati all’estero, Afam, Cobaslid, semestre aggiuntivo SSIS, abilitati da concorsi ordinari o riservati), chi è in possesso di un diploma abilitante (magistrale, anche a indirizzo linguistico, conseguito entro l’a.s. 2001/02, diplomati accademici al Conservatorio, ITP diplomati). Ricorsi aperti anche per il personale educativo che vuole inserirsi nelle graduatorie della scuola Primaria e per il passaggio in terza fascia dei docenti già inseriti in quella aggiuntiva, oltre che per coloro che sono stati cancellati dalle GaE per non aver aggiornato la propria posizione. Infine, è possibile ricorrere per ottenere la valutazione del servizio militare prestato non in costanza di nomina. Per informazioni maggiori ed eventuali adesioni al ricorso all’inserimento nelle GaE già nel 2017, cliccare qui.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): le Graduatorie a esaurimento devono essere funzionali all’incontro tra domanda e offerta dei supplenti. Che senso ha tenerli fermi ‘ai box’ per anni, magari in province dove non ci sono posti, senza dare loro la possibilità di aggiornarle e di spostarsi in altre province dove invece c’è disponibilità e non di rado nemmeno più colleghi disoccupati in lista d'attesa? Lo stesso atteggiamento di chiusura viene adottato per le tante categorie di abilitati che chiedono d'inserirsi nelle graduatorie, dal momento che la loro formazione è analoga a quella di chi li ha preceduti fino al 2011. È un’ostruzione incomprensibile, di cui sono vittime i docenti precari e gli stessi studenti, ai quali vengono affidati supplenti annuali in notevole ritardo, anche a Natale, e magari privi di abilitazione all’insegnamento. Mentre, chi ce l’ha rimane bloccato.

 

 

Eurosofia in collaborazione con Anief,da anni impegnate nella preparazione ai concorsi hanno siglato una convenzione che permetterà a tutti i docenti di potersi preparare e di essere seguiti in questo nuovo percorso.

Gli aspiranti docenti laureati, per poter accedere al concorso devono aver acquisito 24 cfu nei campi psico-antropo-pedagogici o nelle metodologie didattiche; dovranno superare 2 prove scritte (3 per il sostegno) e una orale. Chi lo supera entrerà nel percorso di formazione, inserimento e tirocinio (FIT) che durerà tre anni in cui i docenti saranno costantemente valutati percepiranno una retribuzione crescente, alla fine del triennio coloro che saranno ritenuti idonei ricevendo un riscontro positivo secondo i differenti criteri valutativi che saranno applicati, verranno immessi in ruolo.

Per i docenti abilitati di II fascia sarà indetto un concorso specifico nel 2018, che prevede una prova orale seguita, quando si verificherà la disponibilità dei posti, da un anno di servizio con valutazione finale.

I partecipanti avranno il ruolo dopo una ulteriore analisi dell’attività svolta in classe

I docenti della III fascia di istituto con 3 anni di servizio avranno accesso al concorso e dovranno sostenere una prova scritta ed una orale, i vincitori parteciperanno al primo e terzo anno del percorso FIT.

Eurosofia, vi seguirà nei vostri percorsi formativi supportandovi attraverso corsi di preparazione alle differenti prove, consolidando le vostre conoscenze e creando una fitte rete di attività di tutoraggio formativo affidato a docenti qualificati, che creeranno delle linee guida per i differenti percorsi.

I corsi saranno erogati in modalità e-learning e su richieste saranno attivate delle lezioni in presenza.

Quota di iscrizione al corso:

-      130 € per tutti i candidati

-        80 € per i soci Anief

Per informazioni o richieste specifiche sarà sufficiente compilare la scheda di adesione e sarete contattati per consulenze personalizzate. 

ROMA, 11 APR - "È un evento importante che riguarda 320 mila precari, a cui viene offerta la possibilità di presentare ulteriori titoli e servizi, oltre che di spostarsi di sede. Il problema è che l'amministrazione si appresta a fornire tale diritto dei lavoratori, però penalizzandone un enorme numero, anche coloro che avrebbero piena facoltà d'inserirsi nelle graduatorie per la prima volta, per non parlare di chi è in prima fascia e dovrà attendere il 2018". E' quanto puntualizza in una nota l'Anief parlando del rinnovo delle graduatorie. "L'amministrazione continua a trattare il personale precario in modo superficiale e approssimativo", osserva il presidente di Anief e Cisal Marcello Pacifico. "Noi, che da statuto difendiamo i lavoratori della scuola, precari e di ruolo, non possiamo permettere tali abusi: per questo siamo pronti a dare battaglia nelle sedi legali idonee a ristabilire le norme su un piano di correttezza e di equità delle regole che disciplinano il precariato scolastico italiano".

Aveva ragione l'Anief e i tribunali del lavoro di tutta Italia stanno accogliendo senza riserve le tesi da sempre sostenute dal nostro sindacato e confermate anche dalla Corte di Cassazione. Ancora possibile aderire gratuitamente ai ricorsi promossi dall'Anief.

Continua senza sosta l'incessante azione di tutela promossa dal sindacato Anief contro il mancato riconoscimento del diritto alle progressioni stipendiali per i precari e per ottenere il giusto risarcimento per illegittima reiterazione di contratti a termine oltre il limite dei 36 mesi di servizio. Le sentenze dell'ultima settimana ottenute dai legali Anief su tutto il territorio nazionale - magistralmente coordinati dagli Avv.ti Fabio Ganci e Walter Miceli - fanno registrare al Ministero dell'istruzione una disfatta totale e una condanna a più di 350mila euro tra risarcimento danni e progressioni stipendiali mai corrisposte.

Stavolta sono i Tribunali di Roma, Tivoli, Verbania e Vicenza a segnare l'inizio di una settimana vincente per il nostro sindacato e a dare piena ragione ai precari della scuola condannando il Ministero dell'Istruzione per l'illegittima reiterazione di contratti a termine stipulati oltre i 36 mesi di servizio su posti vacanti e disponibili e per l'evidente discriminazione cui sono sottoposti i lavoratori precari della scuola cui non viene riconosciuto il diritto a percepire le medesime progressioni stipendiali dei dipendenti assunti a tempo indeterminato. Con oltre 40 sentenze favorevoli in una sola settimana ottenute nei tribunali di tutta la penisola, infatti, l'Anief fa condannare il Miur a un totale che supera i 350mila euro.

 

È un evento importante che riguarda 320 mila precari, a cui viene offerta la possibilità di presentare ulteriori titoli e servizi, oltre che di spostarsi di sede. Il problema è che l’amministrazione si appresta a fornire tale diritto dei lavoratori, però penalizzandone un enorme numero, anche coloro che avrebbero piena facoltà d'inserirsi nelle graduatorie per la prima volta. Per non parlare di chi è in prima fascia e dovrà attendere il 2018. Possono ricorrere per l’inserimento nella seconda fascia diverse categorie: candidati con diploma magistrale a indirizzo linguistico, Insegnanti tecnico pratici, personale educativo che chiede l’inserimento per la scuola primaria, diplomati accademici di conservatorio fino al 2001/02, abilitati all’estero in attesa di riconoscimento del titolo. Anief ha inoltre attivato il ricorso per l’inserimento in terza fascia per la disciplina Diritto (ex A019) dei laureati in Scienze Politiche – vecchio ordinamento - dopo l’anno accademico 2000/01. È anche possibile ricorrere per ottenere la valutazione del servizio militare prestato non in costanza di nomina.

VAI AI RICORSI PER L’INSERIMENTO IN II FASCIA G.I.


VAI AI RICORSI PER L’INSERIMENTO IN III FASCIA G.I.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): l’amministrazione continua a trattare il personale precario in modo superficiale e approssimativo. Noi, che da statuto difendiamo i lavoratori della scuola, precari e di ruolo, non possiamo permettere tali abusi: per questo siamo pronti a dare battaglia nelle sedi legali idonee a ristabilire le norme su un piano di correttezza e di equità delle regole che disciplinano il precariato scolastico italiano.

 

ROMA, 10 APR - L'Anief critica alcuni aspetti della riforma del sostegno prevista dal decreto attuativo della Buona scuola relativo all'inclusione degli studenti con disabilità. "Leggendo il testo si scopre che i genitori decideranno se i supplenti potranno avere contratti pluriennali su sostegno. Il meccanismo scatterà quando, evidenziato un rapporto positivo con lo studente diversamente abile, le famiglie - osserva il sindacato - faranno richiesta perché il docente a tempo determinato venga riconfermato senza passare dalla nomina delle supplenze". A parere dell'Anief "la conferma di un lavoratore pubblico non può passare per il gradimento di una utenza quasi priva delle conoscenze e competenze per valutare le tante variabili che entrano in gioco nell'impartire la didattica speciale".

La novità clamorosa è contenuta nel decreto legislativo sull’inclusione scolastica degli studenti con disabilità, approvato venerdì scorso dal Governo: leggendo il testo, si scopre che i genitori decideranno se i supplenti potranno avere contratti pluriennali su sostegno. Il meccanismo scatterà quando, evidenziato un rapporto positivo con lo studente diversamente abile, le famiglie faranno richiesta perché il docente a tempo determinato venga riconfermato senza passare dalla nomina delle supplenze. Ribatte l’Anief: la conferma di un lavoratore pubblico, può passare per il gradimento di una utenza quasi priva delle conoscenze e competenze per valutare le tante variabili che entrano in gioco nell’impartire la didattica speciale? La risposta è ovviamente no.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): si sta portando a compimento un affronto a un principio base della scuola pubblica: la selezione e l’accesso attraverso procedure concorsuali chiare e avulse da scelte soggettive. Stiamo parlando di un insegnante, abilitato come tutti gli altri, e inserito nel Consiglio di Classe con i medesimi diritti e doveri. Non è, sino a prova contraria, un docente che impartisce lezioni private. Se la norma sarà approvata, posso annunciare come presidente nazionale Anief, che agiremo per vie legali, per evidenziarne tutta la sua illegittimità e per chiederne una repentina abrogazione.

 

Per le GaE: passaggio dalla fascia aggiuntiva alla terza, aggiornamento provincia e punteggio per il personale già inserito, nuovo inserimento per diplomati magistrali, anche a indirizzo linguistico, e altri diplomi abilitanti (ITP, AFAM), come per tutti gli abilitati (PAS, TFA, SFP).

Per le GI: inserimento in seconda fascia di chi ha i titoli per inserirsi con ricorso nella terza fascia delle GaE, e in terza fascia dei Laureati in Scienze politiche. Attivo anche il ricorso per la valutazione del servizio militare. Adesioni on line sul portale ANIEF.

Ieri il CdM ha approvato, in via definitiva, il nuovo sistema selettivo che cambia radicalmente l’attuale modello selettivo. I concorsi, che avranno cadenza biennale, prevedono due scritti (tre per il sostegno) e un orale. Chi lo passa entra in un percorso triennale di formazione, inserimento e tirocinio (FIT), terminato il quale si potrebbe entrare in ruolo. Giustamente, le laureate e i laureati potranno partecipare alle prove, a patto che abbiano conseguito 24 crediti universitari specifici. Come mai, invece, lo scorso anno a chi ha presentato lo stesso titolo di studio è stata sbarrata la porta? Perché l’amministrazione ha difeso strenuamente quella decisione anche in Tribunale, che oggi deve ancora esprimere l’ultima parola sulla diatriba giudiziaria? Perché nel 2012 la laurea bastava, nel 2016 non più e nel 2018 sarà invece di nuovo ritenuta valida?

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): un titolo di studio fino a prova contraria non può ‘scadere’ come se fosse un alimento. Ha valore legale, anche se qualcuno vorrebbe far venire meno la preziosa peculiarità. Non può essere sospeso ad tempus: o è valido oppure non è valido. Per una volta, l’amministrazione scolastica ci stupisca, con una lezione di onestà intellettuale: riapra il concorso a cattedre dello scorso anno, dando la possibilità di parteciparvi anche ai quei laureati che ha ingiustamente escluso. In ballo, ci sono tanti giovani che vogliono fare l’insegnante, che hanno studiato per farlo e non meritano questo trattamento ambivalente. Si tratterebbe di una decisione saggia, di cui gli sarebbero grati anche gli studenti, che oggi si ritrovano davanti il corpo docente più vecchio dell’area Ocse. Largo ai giovani, largo al buon senso.

 

 

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