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In primo piano

Dopo che Udir ha organizzato diversi seminari sulla sicurezza, anche il Parlamento si accorge della seria problematica. Udir condivide la protesta dei dirigenti scolastici; a questo proposito ricorda che anche sulla sicurezza nelle scuole ha organizzato un convegno a Palermo già programmato per il 16 e il 17 settembre 2017. Si intitolerà ‘Il cammino della Dirigenza tra: sicurezza, rendicontazione, contrattazione e legislazione’.

Marcello Pacifico (Confedir-Udir): Bene l’interesse a distinguere le responsabilità del proprietario dell’immobile e del Dirigente Scolastico che ne ha la responsabilità gestionale ma non il potere di spesa. Finalmente, dopo le denunce alla stampa nazionale, viene accolta la proposta del nuovo giovane sindacato dei dirigenti scolastici di modificare il d.lgs. 81/08. Nei prossimi giorni presenteremo una precisa proposta emendativa ai testi (3830, 3963) all’esame della VII Commissione della Camera dei Deputati.

 

Baraonda alle convocazioni: a una settimana dall’inizio delle operazioni di immissioni in ruolo mai come quest’anno le forze dell’ordine sono state chiamate a intervenire durante le convocazioni dei docenti. L’ultima denuncia, in ordine di segnalazione, arriva sabato 5 agosto 2017: Napoli, convocazioni per immissioni in ruolo da Gae per la scuola secondaria. Manca la pubblicazione delle graduatorie dopo le domande di aggiornamento delle riserve e la confluenza delle classi concorsuali. Convocazioni al buio, pertanto, per gli aspiranti che non conoscono il proprio punteggio o la propria posizione.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Non si comprende, perché il Miur non disponga la riassegnazione dei posti resi liberi in queste ore, perché assegnati da Gae negli anni passati e ora abbandonati per le nuove proposte accettate da GM da alcuni docenti. Al caos presso la struttura periferica del Miur si aggiunge la scelta incomprensibile del Governo di riconoscere l’idoneità all’ultimo concorso 2016 solo per la secondaria (dlgs. 59/17) e non per la primaria (L. 107/2015), tanto da costringere il giovane sindacato Anief a promuovere nuovi specifici ricorsi, mentre per il secondo anno consecutivo diversi vincitori dell’ultimo concorso si ritrovano al palo perché i posti banditi sono stati sottratti dal contratto sulla mobilità straordinaria.

 

 

In un mese ben 11 sentenze ottenute dall'Anief nei tribunali della regione condannano il Ministero dell'Istruzione a corrispondere ai docenti precari le medesime progressioni di carriera riconosciute solo al personale a tempo indeterminato. Riconosciuto anche il diritto al risarcimento del danno per sfruttamento del precariato. Ancora possibile aderire ai ricorsi Anief.

Sono 11 le sentenze ottenute dall'Anief in meno di un mese grazie al patrocinio degli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli, Irene Lo Bue e Tiziana Sponga che dichiarano il diritto di altrettanti docenti precari a percepire gli scatti di anzianità riconosciuti solo ai lavoratori di ruolo e condannano l'Amministrazione per sfruttamento del lavoro precario e discriminazione.  Il Tribunale di Bologna, in particolare, conferma anche il diritto al risarcimento del danno per sfruttamento del precariato in favore di quattro lavoratori che per diversi anni avevano stipulato contratti a termine su posto vacante.  Ancora possibile aderire ai ricorsi Anief.

Inarrestabile la serie di vittorie in tribunale per l'Anief che continua la sua azione legale per tutelare i diritti dei lavoratori precari della scuola e nell'ultimo mese ottiene dai tribunali emiliani altre 11 sentenze che riconoscono l'illegittimità dell'operato del Miur. Presso il Tribunale di Bologna riconosciuta anche l'illegittimità della serie di contratti a termine stipulati con quattro lavoratori precari, con conseguente condanna del Ministero a risarcirli con ulteriori 25 mensilità calcolate sull'ultima retribuzione globale di fatto. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): ‘Rilevata e dimostrata, ancora una volta, l'evidente disparità nel trattamento retributivo dei dipendenti assunti a termine in totale assenza di qualsivoglia ragione atta a giustificare tale disparità. Lo scatto di anzianità non ha altra funzione se non quella di parametrare il trattamento retributivo alla progressiva acquisizione di una maggior professionalità e competenza del lavoratore ed è evidente che anche il personale precario acquisisca, con gli anni, la medesima professionalità cui deve corrispondere il dovuto aumento stipendiale’. L'Anief ha promosso ricorsi mirati per la tutela dei lavoratori precari della scuola cui è ancora possibile aderire per ottenere giustizia. 

 

 

L’anno 2009 rappresenta una svolta in tal senso in quanto vengono sperimentati vari istituti a tutela di questa particolare classe di lavoratori, in ordine ai collaboratori coordinati continuativi (una tantum co.co.pro., seguita poi dalla DIS-COLL).

 

Il congelamento dei salari degli statali, unito al blocco delle assunzioni, ha fruttato alle casse pubbliche 12,6 miliardi in sei anni; è da qui che dovranno ripartire sindacati e Aran, che oggi si incontreranno per mettere a punto le linee guida per rinnovare i contratti di oltre tre milioni di dipendenti. In queste ore, infatti, si sta svolgendo la riunione: l’Aran ha convocato il governo e i rappresentanti dei lavoratori per l’avvio della negoziazione, sui temi generali, in previsione dell’imminente accordo sull’Atto di indirizzo preliminare. Sono diverse le problematiche irrisolte.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Stipendi al palo dal 2007: i docenti e gli Ata della scuola sono tra i lavoratori più poveri del lavoro privato e pubblico a partire dal 2009. Così non si va da nessuna parte: si faccia marcia indietro subito, altrimenti avvieremo ricorso nei tribunali italiani ed europei.

Scarica il modello di diffida per recuperare il 7% da settembre 2015; aderisci al ricorso scatti risarcimento precariato per avere un trattamento uguale a quello del collega che si sostituisce.

 

 

Stenta a decollare la riforma delle pensioni in ordine all’Ape volontaria; il decreto attuativo ha ricevuto il parere positivo del Consiglio di Stato, ma i tempi per l’avvio potrebbero essere ancora lunghi.

Marcello Pacifico (Anief): Presso gli sportelli del giovane sindacato è possibile, tramite i referenti Cedan, conoscere le ultime novità sul panorama fiscale e previdenziale, per poter affrontare un’eventuale scelta con consapevolezza.

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Sono quasi tutte afferenti alla scuola dell’infanzia e primaria. La notizia sembra paradossale, perché l’ex Ministra dell’Istruzione, Stefania Giannini, aveva promesso che si sarebbero concluse un anno fa per vedere in ruolo i primi vincitori già nel corso dell’estate scorsa. Invece non sono bastati altri 12 mesi per effettuare le prove scritte, l’orale e pubblicare le graduatorie. E, senza graduatoria approvata, sarà impossibile nominarne i vincitori. Siamo alla corsa contro il tempo: ci sono infatti solo settimane di tempo per evitare la beffa di vedere perse le assunzioni per un altro anno. Considerando che ci sono altri 10.770 posti persi, perché il numero di respinti, nelle altre commissioni, è stato superiore al numero dei posti messi a bando, la portata del problema diventa notevole. A riempire un po’ di posti delle immissioni in ruolo rimasti vuoti potrebbero allora essere gli esiti delle prove suppletive svolte a maggio per via delle esclusioni illegittime prodotte dal Miur, come quelle dei tecnico-pratici ripescati dal Tar grazie all’Anief. Ma poi c’è anche il problema dei posti liberi, perché a Viale Trastevere hanno dimenticato di metterli da parte o li hanno assegnati per altre esigenze.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): L’ultimo concorso dei docenti della scuola pubblica è l’emblema del caos di cui è capace un’amministrazione scolastica che non segue i consigli di chi fa ed entra nelle scuole tutti i giorni. Avevamo indicato la strada da percorre, includendo tante categorie illegittimamente escluse. Come avevamo chiesto conferme sui numeri, chiedendo di mettere da parte i posti. Invece, non ci hanno dato ascolto. Ne è uscita fuori una selezione nazionale nata male e finita peggio, gestita anche stavolta con l’ausilio dei giudici.

 

 

Dichiarato inammissibile il ricorso proposto presso la Suprema Corte di Cassazione dal Miur sulla giurisdizione, ora si attende la fissazione dell'udienza in Adunanza Plenaria per la definitiva decisione sul diritto all'inserimento in GaE dei docenti abilitati con Diploma Magistrale. Marcello Pacifico: prima della Plenaria che il Governo si assuma le sue responsabilità e proceda a sanare l'ingiustizia perpetrata da più di dieci anni a discapito di questa categoria di docenti abilitati.

Il ricorso, pendente presso il Consiglio di Stato e interessato della questione sulla giurisdizione, era stato proposto dagli avvocati Francesco e Giuseppe Cundari cui si sono affiancati i legali Anief Sergio Galleano e Nicola Zampieri. A questo punto, l'Adunanza Plenaria potrà fissare la data per la definitiva discussione sul diritto dei diplomati magistrale all'inserimento in Gae: è probabile che la discussione si possa svolgere a ottobre o, comunque, entro la fine dell'anno. Ricordiamo che l’esito interessa oltre 60mila diplomati con titolo magistrale prima del 2002, ma soprattutto i tanti ricorrenti (oltre 20mila), una parte di quali sono stati anche già immessi in ruolo.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Questa sentenza, dall'esito per noi scontato, ribadisce la questione della competenza del giudice amministrativo e, finalmente, sblocca la discussione in Adunanza Plenaria. Attendiamo, ora, con fiducia l'esito della stessa, ma chiediamo con forza al Miur che prenda in carico le proprie responsabilità nei confronti di questi docenti abilitati con diploma magistrale e che preveda una risoluzione per sanare l'ingiustizia dell'esclusione ormai decennale di personale abilitato dalle graduatorie da cui si attinge per le immissioni in ruolo. Nel frattempo, è chiaro che continueremo a tutelare tutte le inclusioni nelle GaE dei nostri ricorrenti: non possiamo accettare fughe in avanti, come quella di cui si è reso protagonista nei giorni scorsi l'ATP di Bergamo, che ha improvvisamente depennato dalle GaE oltre 270 diplomati magistrale, disponendo pure la rescissione delle avvenute immissioni in ruolo e dei contratti a tempo determinato con scadenza 31 agosto 2017. Si tratta di un atto illegittimo, contro cui stiamo intervenendo in tutte le sedi legali possibili per contrastare quello che riteniamo un vero e proprio colpo basso che viola gli ordini giudiziali del Tribunale Amministrativo. Nelle prossime ore i ricorrenti riceveranno specifiche istruzioni volte alla risoluzione immediata della problematica e, se ancora l'Amministrazione dovesse dimostrarsi ferma sulle sue decisioni, sarà il tribunale a dirimere la questione”.

 

 

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