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Il Governo ha immesso in ruolo più di centomila docenti nell’ultimo biennio ma ancora uno su otto è chiamato come precario per far funzionare le ordinarie attività didattiche. Sono più di trecentomila gli aspiranti a un posto fisso tra graduatorie ad esaurimento e d’istituto in attesa dei nuovi concorsi. Circa il 60% di quelli di ruolo è over 50 e difficilmente i neo immessi sono under 45, mentre l’età pensionabile sta salendo a 67 anni. Il nuovo sistema di formazione e reclutamento introdotto con la Legge 107/2015 allunga di altri due anni l’entrata nella scuola. Gli stipendi, infine, sono da dieci anni slegati al costo della vita nonostante l’inflazione sia salita di 18 punti

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Quando uno studente sceglie come professione quella dell’insegnante, lo fa consapevolmente, con l’animo e la mente di chi vuole seguire le proprie attitudini e soprattutto trasmettere il proprio sapere ad alunni ancora da formare. E ci mette la sua passione, il suo talento: così la professione diviene missione. Ma tra precariato, stipendi bassi e pensione sempre più lontana, il ruolo dell’insegnante, ovvero colui che lascia un ‘segno’ ai suoi alunni, giorno dopo giorno si sta tristemente svilendo.

 

La verità è che servirebbero 17 miliardi per l’intera manovra correttiva, per poter dunque pagare quanto pattuito; tale cifra, sarebbe comunque inferiore all’indennità di vacanza contrattuale che spetta ai lavoratori dal settembre 2015. In questo momento, dunque, sarebbero solo 85 euro netti al mese gli aumenti coperti dalla legge di stabilità; ecco perché risulta necessario fin da adesso inviare una diffida per sbloccare l’indicizzazione dell’IVC al 50% dell’inflazione per recuperare 1.300 euro annui per docenti e Ata.

Marcello Pacifico (Anief-Udir): Il Governo farebbe bene a impegnarsi nel reperire le risorse che servono. Sono cifre ben più consistenti. In questo modo si arriverebbe ad adeguare il 50 per cento del costo della vita registrato dal 2008. Per i DS è indispensabile approvare la perequazione esterna con le altre aree della dirigenza pubblica e interna con gli altri ex presidi; per ottenerla i sindacati rappresentativi debbono assolutamente tenere duro. A costo di non rinnovare il nuovo contratto collettivo nazionale del lavoro.

Chi volesse ricorrere contro questo aumento-farsa, può pertanto scaricareformale diffida al Miur, bloccando in questo modo anche la prescrizione, sempre in attesa dell’esito del giudizio della Consulta: l’obiettivo del ricorso è recuperare il 7% dello stipendio da settembre 2015, come già confermato dalla Corte Costituzionale. Appare invece inutile ricorrere contro il blocco del contratto dopo la sentenza della Consulta.

 

 

Da Bruxelles giungono i dati, aggiornati al 2015, che indicano i nostri insegnanti come i più vecchi del vecchio Continente, con il 57,2% di ultracinquantenni, a fronte di una media Ue del 36%. È significativa e preoccupante la crescita esponenziale dei docenti ultra 60enni, che hanno raggiunto il 18% contro la media Ue di appena il 9%. La soglia d’uscita è destinata a crescere: pur di far quadrare i conti pubblici, sulla pelle dei lavoratori, Inps e governanti hanno programmato lo spostamento della soglia a 67+3 mesi già nel 2021, poi a 68+1 mese nel 2031, a 68+11 mesi nel 2041 fino ai 69+9 mesi nel 2051. Anche la soglia d’entrata, spostata in avanti delle nuove regole sul reclutamento introdotte dalla Buona Scuola, gioca contro.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): La Legge 107/2015 ha portato a ben otto anni il percorso che conduce alla stabilizzazione di un docente. Senza contare che ora, con il FIT, si farà il supplente con lo stipendio da tirocinante, e pure con il pericolo di non essere confermato nei ruoli dopo otto anni. Solo cominciando ad estendere il doppio canale a queste graduatorie, a partire dall’esaurimento di candidati nelle GaE ed in quelle di merito derivanti da concorso, si sarebbero potuti colmare i vuoti. Ad iniziare da quelli creati dalle 15-20mila assunzioni mancate di questa estate, proprio per la mancanza di aspiranti da GaE e Gm. Fa rabbia pensare che in realtà i candidati più giovani ci sono, ma invecchiano da precari. Viviamo in uno Stato dove evidentemente si preferisce far condannare il Miur alle spese per risarcimenti, per precisa violazione della normativa comunitaria per via delle reiterate supplenze di posti vacanti e disponibili, piuttosto che stabilizzarlo e dare alle scuole insegnanti giovani e un organico stabile.

 

Domani Udir e il suo presidente nazionale Marcello Pacifico giungeranno a Sassari. L’Associazione sindacale è stata formata proprio per tutelare i dirigenti scolastici delle nostre scuole e prosegue la sua corsa, rilanciando numerosi incontri, nati e promossi per sostenere il complesso compito di chi è a capo, oggi, di un istituto scolastico. UDIR ed EUROSOFIA hanno dato vita a una seria di convegni formativi e informativi che hanno raggiunto e toccheranno diverse città. Temi del seminario saranno: i crescenti carichi di lavoro, le responsabilità enormi, gli spostamenti continui per raggiungere plessi e sedi scolastiche, aggravati dalla riforma Renzi-Giannini, sempre però in cambio di buste paga modeste.

 

L'inizio dell'anno scolastico si apre con una nuova vittoria targata Anief con l'iniziativa 'Sostegno, non un'ora di meno!' promossa per la tutela dei diritti degli alunni con disabilità. Sempre possibile contattare il nostro sindacato per nuove segnalazioni di sostegno negato scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Le famiglie degli alunni con disabilità cui il Miur nega il corretto apporto di ore di sostegno hanno nuovamente avuto ragione in tribunale grazie all'iniziativa “Sostegno, non un'ora di meno!” promossa dall'Anief e dalla sua rete di legali su tutto il territorio nazionale. Ancora una volta è il Tribunale di Roma, su ricorso patrocinato con estrema perizia dagli Avvocati Walter Miceli, Ida Mendicino e Andrea Maresca, a condannare il Miur e ad imporgli il risarcimento del danno in favore di un alunno disabile iscritto in un istituto superiore della capitale che non aveva ottenuto le ore di sostegno previste dal PEI. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Ci muoveremo come sempre per tutelare i diritti dei disabili anche in questo anno scolastico. Abbiamo ricevuto già tante segnalazioni da parte di famiglie che hanno chiesto il nostro impegno per vedere riconosciuto al proprio figlio il diritto allo studio e alla vera integrazione. Questo inizio di anno scolastico, poi, vede la situazione addirittura peggiorata: ci hanno segnalato tantissimi casi di palese illegittimità e di gravi violazioni e, ad esempio, proprio in provincia di Roma, siamo venuti a conoscenza dell'esistenza di classi composte da 31 alunni e con 4 ragazzi in situazione di handicap grave; ci chiediamo come sia possibile che il Miur, in nome del risparmio di spesa, possa pensare di violare così palesemente i diritti dei nostri figli più deboli”.

 

Lo ricorda oggi la stampa specializzata, affermando che a “due settimane di distanza dalla pubblicazione del Regolamento non si hanno ancora notizie dell’uscita del relativo bando, mentre, inesorabilmente, si riduce il tempo necessario per concludere l’intera procedura selettiva in tempo utile per le nomine in ruolo dei vincitori al 1° settembre 2018”. Il problema è che si tratta di un concorso dalle nuove modalità e per la prima volta gestito, dall’inizio alla fine, dal Miur: quindi, non ci sarebbe da scandalizzarsi se, una volta pubblicato il bando, si riscontrassero lungo il percorso intoppi o lungaggini.

Marcello Pacifico (presidente Anief): Il danno è anche nei contenuti del bando. Dal Regolamento si evince l’ingiustificata esclusione di tutti i laureati con cinque anni di servizio e anche dei tanti immessi in ruolo, come docente, che per qualsiasi motivo non hanno ancora superato l’anno di prova. Per il sindacato, queste esclusioni in partenza sono illegittime: lo diciamo con cognizione di causa, perché già nell’edizione del concorso a preside del 2011, l’Anief ha vinto ricorso al Tar. Ed è per questo motivo che abbiamo predisposto anche stavolta dei ricorsi specifici, sia per i neo immessi in ruolo come in quelli passati che per qualsiasi ragione non hanno superato l’anno di prova, sia per i precari con cinque anni di servizio svolto, considerando almeno 180 giorni di supplenza per anno. Ai fini del raggiungimento del quinquennio, per il sindacato valgono anche i periodi svolti nelle scuole paritarie e di dottorato. Tutti gli interessati possono aderire al ricorso sin da adesso, in modo da permettere loro, come primo obiettivo, la partecipazione alle prove pre-selettive.

Per aderire al ricorso c’è tempo sino al prossimo 13 ottobre. Anief ricorda anche ai candidati del concorso del 2011 che è ancora possibile aderire alricorso ad adiuvandum in Corte costituzionale prima della pubblicazione dell’ordinanza in Gazzetta Ufficiale, sempre tenendo conto del fatto che le possibilità di accedere alle quote di concorso rimangono riservate ai docenti candidati ricorrenti.

Impugnando l’esclusione, il docente ricorrente potrà anche avvalersi della speciale convenzione Anief con Eurosofia - leader educativa affermatasi negli ultimi anni nel settore dei corsi di preparazione ai concorsi, ente riconosciuto dal Miur per la formazione del personale – e partecipare al "Corso di aggiornamento professionale e preparazione al Concorso per Dirigente Scolastico" usufruendo dello sconto Eurosofia. I corsi sono strutturati in presenza ea distanza tramite la piattaforma dedicata on line.

 

Udir, associazione sindacale nata per tutelarle i dirigenti scolastici delle nostre scuole, prosegue la sua corsa e rilancia nuovi incontri, promossi per sostenere il duro ruolo di chi è a capo, oggi, di una scuola. Lunedì 9 ottobre il presidente nazionale Marcello Pacifico sarà a Verona con il seminario Le tre R della Dirigenza: Rischi, Responsabilità e Retribuzione presso l’Istituto D’Istruzione Superiore “Ferraris – Fermi”, via del Pontiere, 40. Al termine dell’incontro, sarà possibile sottoporre ai nostri esperti e legali i cedolini per controllare la legittimità delle trattenute (fino a 10mila euro) operata dal Tesoro a seguito del taglio del Fun e del Cir firmato. Si discuterà anche della sentenza della Cassazione sulla vigilanza degli alunni fuori il plesso (a Padova) e del caso degli alunni non vaccinati (a Treviso).

Marcello Pacifico (Confedir-Udir): I dirigenti scolastici sono sempre più soffocati da incarichi e responsabilità a dismisura, in cambio di compensi dimezzati rispetti ai colleghi del pubblico e privato. Il nostro sindacato si batte, dal momento della sua nascita, per i diritti di chi è a capo delle nostre scuole; è al loro fianco e tale rimarrà. I nostri seminari sono un segno tangibile della nostra vicinanza e volontà di cambiare gli eventi. 

Scarica la locandina del seminario a Verona. Invia la scheda di adesione all’indirizzo e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. e scarica il modulo rimborso, sarai infatti nostro ospite gradito.

 

L'Anief ottiene ben nove sentenze in cui il Consiglio di Stato conferma i provvedimenti cautelari già emanati in favore dei ricorrenti e rimanda al TAR per la decisione definitiva del contenzioso.

Sull'algoritmo impazzito che nel 2016 tanto ha fatto discutere e ha distribuito i docenti all'interno di tutto il territorio nazionale seguendo criteri non sempre chiarissimi e rispettosi del principio meritocratico, deciderà il Tribunale Amministrativo. Confermate dal Consiglio di Stato, infatti, le tesi dell'Avvocato Anief Michele Ursini che ottiene, in attesa della decisione nel merito del contenzioso, rinviata dinnanzi al competente TAR del Lazio, la precisazione che, fino alla definizione del giudizio di primo grado, “resta ferma l’efficacia dell’ordinanza cautelare emessa nel presente grado, da trattare alla stregua di ordinanza cautelare di accoglimento pronunciata in esito ad appello cautelare avverso ordinanza reiettiva di primo grado”. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “La procedura di mobilità è una vera e propria procedura concorsuale e il Miur ha elaborato un algoritmo che troppo spesso ha dimostrato di non rispettare il fondamentale principio del merito per poter essere considerato efficace. Ci sono prove lampanti che i trasferimenti 2016, elaborati dal famigerato algoritmo, sono risultati fallaci se non completamente errati, con docenti trasferiti in province lontane senza alcuna considerazione per l'effettivo punteggio posseduto”.

 

Non si contano più le sentenze che vedono soccombente il Ministero dell'Istruzione nel tribunale del Lavoro sulla questione del riconoscimento integrale e immediato della carriera durante il precariato. Quello di Marsala (TP), infatti, dando ragione al sindacato, evidenzia la palese discriminazione posta in essere dal Miur a discapito dei lavoratori cui non riconosce per intero gli anni di servizio a tempo determinato all'atto della ricostruzione di carriera in aperta violazione della Direttiva 1999/70/CE. Le espressioni dei giudici giungono anche nelle scuole, dove le amministrazioni hanno l’obbligo di applicarle con immediatezza: è accaduto anche in questi giorni e la notizia è stata pubblicata oggi.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): La normativa italiana deve essere disapplicata, in ossequio al principio di non discriminazione sancito dalla Direttiva Comunitaria del 1999; fino a quando il Miur non prenderà coscienza della necessità di una modifica interna orientata al rispetto della Direttiva comunitaria, il nostro sindacato continuerà a promuovere specifici ricorsi. Rientrano in questa casistica anche coloro che hanno svolto servizio nelle scuole paritarie, per i quali l’associazione sindacale autonoma ha promosso uno ricorso ad hoc. In ballo, infatti, c’è il conseguente immediato adeguamento dello stipendio in base agli anni effettivamente svolti al servizio del Miur, anche se con contratti a termine.

Èancora possibile ricorrereper vedersi riconosciuto il diritto all'integrale ricostruzione di carriera commisurata agli effettivi anni di servizio prestati con contratti a tempo determinato e per ottenere immediatamente il corretto inquadramento stipendiale. Anche per le supplenze nelle scuole paritarie. Per ulteriori informazioni e aderire ai ricorsi promossi dall'Anief, clicca qui.

 

Udir, l’associazione sindacale rivolta ai dirigenti scolastici, ai presidi incaricati e a tutte le professionalità della ricerca e dell'istruzione, attraverso il suo presidente Marcello Pacifico, sempre attivo nella difesa dei diritti dei Dirigenti Scolastici, ha denunciato le incongruenze sull’applicazione del CIR nella Regione Sicilia riguardo le retribuzioni di posizione/quota variabile e di risultato dei DS. Marcello Pacifico (Confedir-Udir): “Abbiamo richiesto All'Ufficio Scolastico Regionale della Sicilia d'intervenire con urgenza con una nota specifica di richiamo presso ogni RTS perché sia sanata la disparità di trattamento tra le diverse province della Sicilia sul modello di quanto già approvato per le province di Agrigento e Caltanissetta”.

 

 

Straordinaria vittoria Anief in Consiglio di Stato: alle prove del TFA sostegno per la scuola primaria l'accesso doveva essere consentito anche al personale educativo abilitato.

Il Consiglio di Stato ha accolto l'appello proposto dall'Anief contro il Decreto Ministeriale di indizione dei corsi di specializzazione per il sostegno che negava la possibilità di partecipare alle prove selettive per la scuola primaria al personale educativo abilitato.  La nuova vittoria targata Anief, con il patrocinio dell'Avv. Fortunato Niro, si aggiunge a quanto già ottenuto dal giovane sindacato riguardo l'accesso al concorso a cattedra per la scuola primaria degli gli educatori abilitati. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Questa vittoria non fa che confermare la fondatezza delle nostre tesi. Adesso il Miur e le università dovranno immediatamente attivarsi per organizzare le prove suppletive e far partecipare alle selezioni per conseguire la specializzazione nelle attività didattiche di sostegno per la scuola primaria anche il personale educativo illegittimamente escluso e che il nostro sindacato ha tutelato con successo in tribunale”.

 

Lo si evince dal dossier nazionale Tuttoscuola pubblicato oggi: in Lombardia l’adesione alle 40 ore circa settimanali supera il 50 per cento di iscritti; il Sud invece rimane ancora troppo indietro, perché al netto degli incrementi degli ultimi anni ci si ferma al 16,1%. Il gap è troppo alto per pensare che si tratti solo di una resistenza culturale. Quella delle famiglie è una scelta obbligata. Perché sono le scuole dell’infanzia e primarie e non offrire alcuna opportunità di tempo maggiorato di lezioni. Per potere organizzare il tempo piano, ovvero 40 ore settimanali, a fronte di 30 o anche meno, le strutture scolastiche debbono contare su un organico più ampio. Il quale non c’è. Ma ammesso anche che vi sia più personale, docente e Ata, servirebbero anche una serie di servizi a supporto finanziati e gestiti dai Comuni, ad iniziare dalla mensa per passare ai trasporti e alle utenze più impegnative.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Il supporto degli enti locali è indispensabile per lo sviluppo del tempo pieno e per attuarlo occorrono risorse adeguate, mentre nell’ultimo decennio abbiamo assistito a continui tagli in osservanza ad una spending review che sta mettendo in ginocchio le scuole anche sul versante della sicurezza, tanto che i presidi che dirigono le scuole a rischio ne minacciano la chiusura. Parallelamente, occorre adottare politiche scolastiche differenziate in base alle esigenze del territorio e alle tipologie di istituti. Ciò significa che laddove ci sono queste condizioni, ad esempio in scuole dove risulta alta la dispersione e il numero di abbandoni, la presenza di alunni stranieri o in condizioni disagiate, viceversa ridotta la presenza di agenti sociali e culturali nel territorio, occorre incrementare il numero di insegnanti e pure di personale Ata ed educativo a supporto. È evidente che in questo genere di realtà, occorre tornare alle compresenze, al fine di creare gruppi didattici per livelli.

 

 

Riconosciuto il diritto all'integrale e immediata ricostruzione di carriera computando per intero il servizio svolto durante il precariato. L'Anief vince anche in provincia di Trapani, ancora possibile aderire gratuitamente ai ricorsi Anief.

Ministero dell'Istruzione come sempre soccombente in tribunale sulla questione del riconoscimento integrale e immediato della carriera durante il precariato. Il Tribunale del Lavoro di Marsala (TP), infatti, in pieno accoglimento del ricorso patrocinato per Anief dagli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli e Giuseppe Massimo Abate evidenzia la palese discriminazione posta in essere dal Miur a discapito dei lavoratori cui non riconosce per intero gli anni di servizio a tempo determinato all'atto della ricostruzione di carriera in aperta violazione della Direttiva 1999/70/CE. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Il servizio svolto durante il precariato, discriminato anche all'atto delle operazioni di ricostruzione di carriera, deve essere immediatamente computato ai fini del corretto inquadramento stipendiale del lavoratore immesso in ruolo; la normativa interna, infatti, deve essere disapplicata in ossequio al principio di non discriminazione sancito dalla Direttiva Comunitaria 1999/70/CE e, fino a quando il Miur non prenderà coscienza della necessità di una modifica interna orientata al rispetto della Direttiva comunitaria, il nostro sindacato continuerà a promuovere gli specifici ricorsi per tutelare il diritto di ogni lavoratore alla corretta ricostruzione della carriera e al relativo e immediato adeguamento dello stipendio in base agli anni effettivamente svolti al servizio del Miur, anche se con contratti a termine”.

 

Il Tribunale del Lavoro di Napoli Nord, con una doppia sentenza di identico tenore, ha risarcito con 85mila euro due docenti non di ruolo per illegittima reiterazione di contratti a temine e sfruttamento del precariato: il punto chiave è nella “esigenza ‘reale’ di personale, quale espressa dall’organico di fatto ed il suo carattere NON TRANSITORIO, dimostrato dalla reiterazione dei contratti a termine su organico di fatto. Il personale assunto, anche in questo caso, va a ricoprire dei veri e propri vuoti di organico, non sostituendo nessun titolare”. I risarcimenti, quindi, non si limitano ai 12 stipendi sanciti dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 27384/2016) per indennizzare i precari della PA che non vengono assorbiti nei ruoli dello Stato.

Intanto, la giustizia europea sta facendo il suo corso: solo qualche giorno fa, il Consiglio d’Europa ha dichiarato ammissibile il reclamo Anief contro l’Italia per abuso di supplenze ed ora il Governo italiano dovrà rispondere entro il 15 novembre. Inoltre, pure la Corte di Giustizia EU ha espresso forti perplessità sul limite dei 12 mesi di risarcimento sanciti dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 27384/2016); Anief prosegue i ricorsi gratuiti per attribuire il conferimento dell’indennità di vacanza contrattuale nel periodo 2008-2018. Si ricorda che la violazione della normativa comunitaria riguarda anche la mancata stabilizzazione: si può quindi decidere di ricorrere in tribunale per ottenere scatti di anzianità, il pagamento dei mesi estivi e adeguati risarcimenti. Ai ricorsi sono interessati pure i lavoratori già assunti a tempo indeterminato.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Anche i giudici hanno smascherato il Miur che ogni anno si ostina a collocare in organico di fatto posti che in realtà dovrebbero rientrare nell'organico stabile della scuola ed essere assegnati per le immissioni in ruolo in quanto a carattere per nulla transitorio. Abbiamo dimostrato in udienza, grazie ai nostri legali, che personale assunto in organico di fatto va a ricoprire dei veri e propri vuoti di organico, non sostituendo nessun titolare. Il Governo e l’amministrazione scolastica devono cambiare registro, a partire dall’istituzione del doppio canale di reclutamento con una parte delle assunzioni riservate a tutti i docenti precari in seconda fascia d’istituto, lasciati a fare i supplenti benché in possesso di tutti i requisiti per essere assunti. Questa discriminazione diventa autolesionismo, poi, quando le GaE provinciali sono esaurite, come accade da anni in Lombardia per Matematica alle medie o per il sostegno praticamente in tutta Italia, ma pur di non stabilizzare quei docenti si continua a lasciare le cattedre vacanti, con tutte le conseguenze negative per gli studenti. È inutile aspettare i nuovi concorsi, ovvero attendere tra i tre e cinque anni, perché nel frattempo la supplentite diventerà ancora più corposa e alla fine i primi ad essere assunti saranno gli stessi che oggi sono nelle graduatorie d’istituto e si costringe a fare i supplenti.

 

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