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ANIEF DAY, VIDEO DELLA DIRETTA STREAMING DEL PRESIDENTE ANIEF MARCELLO PACIFICO

In primo piano

 

A breve si svolgerà la prova preselettiva del nuovo concorso per il reclutamento dei Dirigenti scolastici. Affidati ad Eurosofia per determinare il tuo successo professionale. La tempistica ormai ridotta impone uno studio mirato e specifico. Occorre una metodologia efficace ed incisiva ed acquisire le conoscenze e le competenze fondamentali per superare la prova preselettiva ormai imminente.

 

Lo studio legale Udir conferma di ritenere illegittimi il paragrafo 2.d.b. della circolare 4537/18 e le precisazioni di cui alla nota Miur 6078/18 per le discriminazioni evidenti nel trattamento delle domande presentate dai dirigenti dei diversi cicli di istruzione, contrastanti il ruolo unico. Appaiono illegittimi, ai fini della presentazione della domanda:  l’obbligo di possedere un’abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria di secondo grado; le diverse modalità di presentazione della domanda disposte e le relative tempistiche nonché l’eventuale graduazione differente; l’obbligo d’individuazione di un docente sostituto secondo criteri arbitrariamente introdotti dal MIUR o di dichiarazione della conclusione degli esami di primo ciclo di cui si è presidente nei tempi utili per lo svolgimento degli esami di secondo ciclo. È possibile aderire al ricorso gratuito al Tar Lazio entro il 20 aprile per chiedere la sospensione degli atti impugnati.

 

Marcello Pacifico (presidente Udir): Viste le tempistiche di nomina delle Commissioni, saranno richieste misure cautelari d’urgenza al Tar Lazio per l’ammissione delle domande prive dei requisiti contestati nonché per la sospensione dei provvedimenti impugnati.

 

 

Il Ministero dell’Istruzione ha appena pubblicato la Nota n. 360 sulle modalità e contenuti della prova di ammissione al corso di laurea in Scienze della formazione primaria relativo all’anno accademico 2018-2019: saranno ammessi, conteggiando diverse Università, circa 8mila candidati. Come si temeva, l’accesso per insegnare nelle scuole dell’infanzia e primaria è a numero programmato secondo una previsione di posti vacanti e disponibili che purtroppo non consentirà mai l’immissione in ruolo di tantissimi precari. Ciò perché dal 2012 (come prevede la Legge 14) le Graduatorie ad esaurimento sono chiuse ai nuovi laureati abilitati, né è stata prevista una fase transitoria per questo segmento d’istruzione nel decreto legislativo 59/17, applicativo della Buona Scuola.

 

Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): Se il Parlamento si ostina a tenere blindate le GaE, altri 8 mila giovani saranno truffati, convinti di seguire un percorso per diventare insegnanti, salvo ritrovarsi alla lunga ancora disoccupati e senza prospettive di stabilizzazione. È arrivato il momento di finirla con questa truffa: o si chiudono i corsi inserendo nelle Graduatorie ad esaurimento tutti i laureati in Scienze della Formazione Primaria, anche dopo il 2011, come è stato fatto con le SSIS oppure si garantisce al personale formato dalle Università la possibilità di essere assunti nei ruoli dello Stato attraverso lo scorrimento delle GaE. Lo stesso deve essere fatto per coloro che sono in possesso di quei titoli ritenuti abilitanti all’esercizio della professione, come il diploma magistrale o il diploma per insegnamenti tecnico pratici o ancora le abilitazioni conseguite a seguito della frequenza dei corsi TFA (sempre a numero programmato), PAS (sempre organizzati dalle Università), all’estero o per idoneità negli ultimi concorsi a cattedra. Non deve essere il tribunale a decidere chi ha diritto o meno ad entrare nella GaE, ma è prerogativa del Parlamento.

 

 

 

ROMA, 7 APR - "Ci saremmo certamente aspettati modifiche che rimpolpassero, in assoluto, lo spessore della scuola superiore di secondo grado. Sarebbe stato quindi più opportuno qualificare il titolo di studio, elevandone la qualità complessiva. Questo, avrebbe contribuito anche a spazzare via, una volta per tutte, i periodici tentativi di cancellazione del valore legale del titolo di studio: è una questione di primaria importanza, perché in tal modo si dà il giusto valore all'impegno degli studenti e si risolleva, anche a livello di considerazione sociale, l'operato di docenti e personale Ata. Anziché sulla verifica caso per caso, si è voluto puntare, invece, sulla logica dell'uniformità a tutti i costi". Lo sostiene in una nota Marcello Pacifico (Anief-Cisal) in merito alle novità sull'esame di maturità previste nel 2019. "A ben vedere, prosegue la nota, la revisione delle prove ha comunque depotenziato gli esami di maturità, perché dal 2019 si svolgeranno meno prove, solo due scritti e un'orale, ma anche ha apportato una complessiva riduzione dei punteggi derivanti degli esiti diretti dell'esame stesso. Anche il continuo investimento sulle prove standardizzate Invalsi ha collaborato in questo: stiamo andando verso un sistema che guarda sempre più alla valutazione delle nozioni e della preparazione di base, quindi ad una istruzione sempre più 'piatta'. E pensare che solo qualche mese fa, lo stesso Istituto Invalsi aveva ammesso, al termine di un monitoraggio nazionale, che occorrono politiche scolastiche differenziate in base alle esigenze del territorio e alle tipologie di scuole". "Le innovazioni - aggiunge- verteranno principalmente sulla seconda prova scritta: comprenderà più discipline, ci sarà la definizione dei quadri di riferimento, la mancanza di un riferimento esplicito ed esclusivo alle conoscenze, abilità e competenze del quinto anno e la definizione di una griglia di valutazione comune. Tra le (poche) novità positive c'è l'introduzione di un curriculum dello studente allegato al diploma, nel quale saranno indicati, in forma descrittiva, i livelli di apprendimento conseguiti nelle prove scritte a carattere nazionale, distintamente per ciascuna delle discipline oggetto di rilevazione e la certificazione sulle abilità di comprensione e uso della lingua inglese". (ANSA).

 

Dopo avere aperto all’insegnamento dell’inglese sin dalla materna, stavolta la Ministra dell’Istruzione va oltre affermando che “si dovrebbero rendere obbligatorie le lezioni di inglese con insegnanti madrelingua fin dalla primaria: assolutamente, e questa cosa di deve portare avanti anche alle superiori, è fondamentale”. Peccato che il proposito della Fedeli sia stato espresso da Anief da diverso tempo, già all’indomani della assurda cancellazione, risalente a dieci anni fa, di 10 mila posti a seguito della scellerata Legge 169/08 che, assieme alla Legge 133/08, ha prodotto un maxi-risparmio per lo Stato a spese dei fruitori e dei lavoratori della scuola pubblica.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Sono anni che chiediamo la reintegrazione di quei posti che garantivano una maggiore qualità dell’insegnamento della lingua divenuta oggi indispensabile per muoversi nel mondo e nel mercato globalizzato. Come ci siamo battuti in tutti i modi per l’insegnamento su moduli, quindi per il tempo pieno, la cui sottrazione portò a un taglio di ulteriori 30 mila posti e ai peggiori risultati di sempre dei nostri bambini sull’apprendimento. E pensare che prima di quei tagli, voluti dall’ultimo Governo Berlusconi, l’Italia era al quinto posto dei rapporti PIRLS per apprendimento e formazione studentesca. Ora che la Ministra uscente ammette la centralità dello stesso ripristino, invitiamo il nuovo inquilino di Viale Trastevere ad ascoltarci. Perché, in questi ultimi dieci, abbiamo già compromesso la formazione linguistica di tante generazioni. Non si può, per ragioni di mera economia, sacrificare il diritto a un’istruzione completa, specifica e migliore.

 

 

 

Le innovazioni verteranno principalmente sulla seconda prova scritta: comprenderà più discipline, ci sarà la definizione dei quadri di riferimento, la mancanza di un riferimento esplicito ed esclusivo alle conoscenze, abilità e competenze del quinto anno e la definizione di una griglia di valutazione comune. Tra le (poche) novità positive c’è l’introduzione di un curriculum dello studente allegato al diploma, nel quale saranno "indicati, in forma descrittiva, i livelli di apprendimento conseguiti nelle prove scritte a carattere nazionale", distintamente per ciascuna delle discipline oggetto di rilevazione e la certificazione sulle abilità di comprensione e uso della lingua inglese. Se ne è parlato al Congresso Nazionale della Mathesis, alla presenza di diversi esperti di settore. Il punto di partenza della discussione, visto l’argomento, non poteva che essere il decreto legislativo n. 62 della Buona Scuola sulle norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed Esami di Stato.

 

A ben vedere, la revisione delle prove ha comunque depotenziato gli esami di maturità, perché dal 2019 si svolgeranno meno prove, solo due scritti e un’orale, ma anche ha apportato una complessiva riduzione dei punteggi derivanti degli esiti diretti dell’esame stesso. Anche il continuo investimento sulle prove standardizzate Invalsi ha collaborato in questo: stiamo andando verso un sistema che guarda sempre più alla valutazione delle nozioni e della preparazione di base, quindi ad una istruzione sempre più “piatta”. E pensare che solo qualche mese fa, lo stesso Istituto Invalsi aveva ammesso, al termine di un monitoraggio nazionale, che occorrono politiche scolastiche differenziate in base alle esigenze del territorio e alle tipologie di scuole.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Ci saremmo certamente aspettati modifiche che rimpolpassero, in assoluto, lo spessore della scuola superiore di secondo grado. Sarebbe stato quindi più opportuno qualificare il titolo di studio, elevandone la qualità complessiva. Questo, avrebbe contribuito anche a spazzare via, una volta per tutte, i periodici tentativi di cancellazione del valore legale del titolo di studio: è una questione di primaria importanza, perché in tal modo si dà il giusto valore all’impegno degli studenti e si risolleva, anche a livello di considerazione sociale, l’operato di docenti e personale Ata. Anziché sulla verifica caso per caso, si è voluto puntare, invece, sulla logica dell’uniformità a tutti i costi.

 

 

Dall'Università Pegaso del capoluogo campano, in collegamento streaming, l'organizzazione sindacale affronterà i temi vicini ad un milione di lavoratori chiamati al rinnovo delle RSU il 17-18-19 aprile: presentati 8mila candidati all'interno di 5.000 liste.

Marcello Pacifico (presidente Anief): di fronte alla volontà di procedere rapidi su stato giuridico e merito, c’è bisogno di un nuovo sindacato, forte, che sia anche rappresentativo e portavoce delle istanze del personale della scuola, da valorizzare e non più da mortificare: per questo abbiamo lanciato l’hastag #perunascuolagiusta.

Il 16 aprile 2018 alle ore 15.00 clicca al seguente link per seguire la diretta:https://youtu.be/WCCfznsFjgE

È conto alla rovescia per il rinnovo delle Rsu per un milione di lavoratori che operano nella scuola italiana: tra meno di un mese sono in programma le elezioni dei rappresentanti dei lavoratori e l'Anief, il primo dei sindacati non rappresentativi, il 16 aprile 2018 presenta il suo programma elettorale a Napoli, all'Università Pegaso, in collegamento streaming dalle ore 15.00 alle ore 16.30.

Attraverso l'Anief Day, il giovane sindacato, che arriva a questo appuntamento dopo aver presentato 8mila candidati all'interno di 5.000 liste nelle varie scuole, intende portare all'attenzione dell'opinione pubblica le elezioni RSU 2018, le quali mai come quest'anno saranno decisive per la categoria.

Il sindacalista commenta l’ennesimo fatto di cronaca che stavolta ha come protagonista un insegnante di 50 anni ipovedente picchiato e ferito gravemente dal padre di una studentessa nell'istituto comprensivo Abba Alighieri a Palermo. Il docente, una volta considerato come un’istituzione quasi massima della società, oggi è relegato ad un ruolo marginale. Su cui si additano colpe di ogni genere: dalla mancata educazione dei giovani, all’eccessiva assegnazione di compiti a casa; dallo scarso impegno ai troppi giorni di ferie e così via. Chi ci governa non ha fatto nulla per opporsi a certi luoghi comuni, privi di fondamento. Anzi, tenendo fermi gli stipendi per 10 anni e facendo trapelare la volontà di inasprire le norme contrattuali, cercando di impiegatizzare gli insegnanti, ha reso ancora più tangibile questo clima. Questi messaggi sono stati quindi interpretati dai cittadini e dalle famiglie degli alunni a seconda del proprio grado culturale. Arrivando, nei casi estremi, a far scattare la violenza nei confronti dell’insegnante, solo perché il proprio figlio ha detto, senza verificarne la veridicità, che il suo insegnante si è comportato male nei sui confronti. Cominciamo a dare rilievo al ruolo fondamentale del docente, ai fini della formazione delle nuove generazioni e della loro crescita formativo-culturale. Ricominciamo a dare loro l’autorevolezza che meritano: anche le famiglie, con cui la scuola deve sempre tenere in vita il dialogo, si adegueranno.

 

 

Partendo dai dati contenuti nella Circolare n. 16041 sugli organici del personale per l’a.s. 2018/2019, l’Ufficio Studi Anief ha ricavato le risibili medie di docenti che dal prossimo mese di settembre verranno annessi agli istituti con alunni tra 3 e 6 anni, a cui la Legge 107/2015 aveva già negato quelle assunzioni invece attuate in tutti gli altri ordini scolastici.

Al Piemonte verranno assegnati solo 59 maestri “potenziatori” a fronte di 1.092 scuole dell’infanzia, con un solo docente ogni 19 istituti (media analoga all’Abruzzo). Va ancora peggio all’Umbria, dove in tutta la regione arriveranno solo 15 maestri su 311 scuole, pari ad uno ogni 21 istituti; stessa media per il Friuli-Venezia Giulia che si dovrà dividere 14 nuovi maestri su 300 istituti. Ancora più penalizzate sono la Sardegna, dove le 492 scuole d’infanzia si dovranno accontentare di 22 potenziatori, e la Basilicata (10 posti su 217 scuole) che si spartiranno un maestro ogni 22 istituti. Il record negativo spetta però al Molise, dove sono stati conferiti solamente 5 insegnanti su 123 istituti scolastici (ovvero un docente ogni 25 scuole), e alla Calabria, dove le istituzioni scolastiche sono 835 e i maestri in arrivo si fermano a quota 34, cioè uno ogni 25/26 istituti.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Eppure la scuola dell’infanzia, assieme a quella primaria, è quella che annovera ancora un altissimo numero di docenti precari inseriti sia nelle GaE sia nelle graduatorie di merito derivanti dagli ultimi concorsi a cattedra. Mai come in questo caso sarebbe bastato far sposare l’esigenza didattica, considerando la necessità pratica di inserire nuovi maestri nelle scuole dell’infanzia, con la necessità di svuotare quelle graduatorie. Tra l’altro, il dislivello maggiore si registra nelle regioni del Sud, dove invece ci sarebbe stato più bisogno.

 

 

Nuove vittorie per i ricorsi Anief contro “l'algoritmo impazzito” con condanna per il Ministero dell’Istruzione all’immediato trasferimento di altri due docenti imponendo il rispetto del principio costituzionale del merito. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Nessun dubbio per i Giudici sul diritto al trasferimento in base al punteggio posseduto, ancora una volta l'Anief ottiene ragione in favore dei lavoratori della scuola”.

Il MIUR paga di nuovo lo scotto dei madornali errori nei trasferimenti effettuati nel 2016 e subisce altre due sconfitte in tribunale grazie all’intervento dei legali Anief Walter Miceli, Fabio Ganci, Marco Di Pietro e Raffaele Bucci che ottengono ragione presso il Tribunale del Lavoro di Larino (CB) con la conferma che le tesi Anief sul cosiddetto “algoritmo impazzito” erano fondate e che il Ministero dell’Istruzione ha effettuato i trasferimenti senza rispettare il fondamentale principio del merito. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Abbiamo ottenuto nuovamente conferma che l’assunto secondo il quale l’ordine di preferenze costituisce il criterio primario e il “punteggio” posseduto dal lavoratore costituisce un criterio meramente suppletivo, così come erroneamente sostenuto dal Miur riguardo le procedure di mobilità 2016, non è supportato da alcuna disposizione di legge o di contratto collettivo e, di conseguenza, deve soccombere in favore di criteri costituzionalmente orientati quali il punteggio posseduto e, dunque, il merito. Siamo riusciti nuovamente a far rientrare due docenti nelle province di appartenenza come era giusto che fosse sin dal 2016. Con la nostra rappresentatività ci batteremo per sanare tutte le illegittimità ancora contenute nella contrattazione integrativa”. L'Anief ricorda che sulla mobilità ha attivato una serie di ricorsi volti alla tutela e al rispetto dei diritti dei lavoratori della scuola purtroppo, e ancora una volta, violati con il CCNI 2018.

 

 

Forte delle sentenze delle sezioni unite della Cassazione, che riconoscono la parità di trattamento tra personale a tempo determinato e indeterminato, il giovane sindacato consiglia agli interessati di non soccombere alla norma iniqua imposta dal Ministero di Viale Trastevere: perché gli anni validi ai fini del raggiungimento del quinquennio sono sia quelli svolti da precari, sia successivamente alla stipula del contratto di assunzione in ruolo, sempre su sostegno. Per aderire al ricorso vai al seguente link.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Su questa lunghezza d’onda si sono anche sintonizzati tutti i tribunali del lavoro, specialmente dopo le sentenze delle sezioni unite della Corte Cassazione che riconoscono la parità di trattamento tra personale a tempo determinato e indeterminato. Noi siamo convinti che tale espressione non può rimanere lettera morta: per questo, invitiamo tutti gli insegnanti di sostegno che hanno superato l’anno di prova ed in precedenza svolto servizio sullo stesso posto, per un periodo complessivo di almeno cinque anni, a rivolgersi al nostro sindacato per presentare domanda di mobilità entro il prossimo 26 aprile.

 

 

ROMA, 5 APR - Sono oltre due milioni e mezzo gli studenti che quest'anno si sono ritrovati con un docente diverso rispetto all'anno precedente, un numero che corrisponde un iscritto su tre. Va peggio però per gli alunni disabili: almeno 100 mila allievi con problemi di apprendimento - il 43% dei 233 mila alunni disabili presenti quest'anno nelle classi di ogni ordine di scuola - si sono visti assegnare un insegnante specializzato diverso rispetto all'anno precedente. I numeri li rende noti il sindacato Anief il quale scrive che la rivista Tuttoscuola ha calcolato come una spesa per le Casse dello Stato di circa 1.650 euro per alunno disabile permetterebbe la stabilizzazione dei posti di sostegno. "Solo il 7% di quanto già si spende, ma il risultato sarebbe del tutto diverso", osserva il sindacato, secondo il quale una soluzione è necessaria, anche perché aumenta di anno in anno il numero degli alunni disabili: +106% negli ultimi vent'anni e con esso anche quello dei docenti di sostegno precari: 10 mila nel 99-00 (17% del totale docenti di sostegno), 30 mila nel 2004-05 (38%), 40 mila nel 2007-08 (45%), 41.021 nel 2016-17 (29,8%). Ancora oggi quasi un insegnante di sostegno su 3 è 'in deroga', cioè precario. Per Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, "ben 100mila alunni disabili sono costretti a subire il valzer dei 41 mila supplenti chiamati ogni anno su posti vacanti e disponibili, ma esclusi dal reclutamento per colpa delle leggi dello Stato. Per ragioni di finanza, applicando la L.244/07, sino alla più recente L.128/13, l'organico di diritto del sostegno è bloccato al 70% di quello annualmente utilizzato, nonostante invece ogni anno cresca di quasi 8 mila unità il numero di alunni con disabilità certificata iscritti nelle nostre scuole. Inoltre, ora che secondo la Cassazione i precari hanno diritto allo stesso trattamento economico dei colleghi di ruolo, non si comprende perché debba essere impedito il diritto alla continuità didattica da parte del personale a tempo determinato: è un problema facilmente risolvibile, non con l'assegnazione di supplenze triennali ma piuttosto con la stabilizzazione del personale e incentivi a permanere nei ruoli e non invece penalizzazioni per i passaggi di ruolo". (ANSA).

 

La rendita integrativa temporanea RITA è stata introdotta dalla legge di Bilancio 2017; risulta in vigore, ma in via sperimentale, dal 1° maggio 2017 al 31 dicembre 2018. Lo scopo è quello di fornire una soluzione, tramite le forme pensionistiche complementari in regime di contribuzione definita, che rappresenti un sostegno finanziario agli iscritti, del settore privato o pubblico, vicini al raggiungimento del diritto alla pensione di vecchiaia e che hanno i requisiti per ottenere l’anticipo finanziario a garanzia pensionistica. Possono godere della Rita anche i dipendenti pubblici e privati che hanno aderito alle forme pensionistiche complementari.

 

 

Dall'Università Pegaso del capoluogo campano, in collegamento streaming, l'organizzazione sindacale affronterà i temi vicini ad un milione di lavoratori chiamati al rinnovo delle RSU il 17-18-19 aprile: presentati 8mila candidati all'interno di 5.000 liste.

Marcello Pacifico (presidente Anief): di fronte alla volontà di procedere rapidi su stato giuridico e merito, c’è bisogno di un nuovo sindacato, forte, che sia anche rappresentativo e portavoce delle istanze del personale della scuola, da valorizzare e non più da mortificare: per questo abbiamo lanciato l’hastag #perunascuolagiusta.

Il 16 aprile 2018 alle ore 15.00 clicca al seguente link per seguire la diretta: https://youtu.be/WCCfznsFjgE

È conto alla rovescia per il rinnovo delle Rsu per un milione di lavoratori che operano nella scuola italiana: tra meno di un mese sono in programma le elezioni dei rappresentanti dei lavoratori e l'Anief, il primo dei sindacati non rappresentativi, il 16 aprile 2018 presenta il suo programma elettorale a Napoli, all'Università Pegaso, in collegamento streaming dalle ore 15.00 alle ore 16.30.

Attraverso l'Anief Day, il giovane sindacato, che arriva a questo appuntamento dopo aver presentato 8mila candidati all'interno di 5.000 liste nelle varie scuole, intende portare all'attenzione dell'opinione pubblica le elezioni RSU 2018, le quali mai come quest'anno saranno decisive per la categoria.

Come da programma elettorale, l’Anief è pronta a rivedere il contratto collettivo nazionale 2016/18, al fine di riconoscere la parità di trattamento economica e giuridica tra personale precario e di ruolo, tutto il servizio pre-ruolo nella ricostruzione di carriera o nei passaggi di ruolo senza temporizzazione, i nuovi profili di collaboratori scolastici, assistenti tecnici e amministrativi, il primo gradino stipendiale ai neo-assunti (CCNI 4 agosto 2011), la mobilità senza blocchi o vincoli e il servizio prestato nella paritaria (CCNI 2018). Grazie alla presenza ai tavoli confederali, il sindacato ha anche intenzione di cambiare gli attuali accordi che non recuperano l’indennità di vacanza contrattuale (INTESA 30 novembre 2016) e non interrompono la trattenuta del 2,5% in regime di TFR (ACCORDO 30 luglio 1999). Con le RSU e le RSA Anief presenti in ogni scuola, ci si opporrà anche alla sottoscrizione dei contratti d’istituto laddove interessi particolari saranno anteposti al diritto nazionale e comunitario e alle fondamentali regole di trasparenza, merito, efficienza ed efficacia della Pubblica Amministrazione.

Per questi motivi, di fronte alla volontà di procedere rapidi, c’è bisogno di un nuovo sindacato, forte, che sia anche rappresentativo e portavoce delle istanze del personale della scuola, da valorizzare e non più da mortificare: a tal fine l’Anief  ha anche #perunascuolagiusta che non è soltanto un hashtag ma un impegno preso da tutta la dirigenza Anief", spiega il presidente della nazionale Anief Marcello Pacifico.

L'Anief Day sarà fruibile da tutti via internet collegandosi con il sito internet dell'Anief oppure con quello della rivista on line Orizzonte Scuola o attraverso il canale youtube: https://youtu.be/WCCfznsFjgE

Continuano in tutte le regioni i nuovi seminari di formazione gratuiti sulla legislazione dal titolo “DIES IURIS LEGISQUE”, organizzati da ANIEF ed EUROSOFIA, centrati sulle nuove norme scolastiche introdotte dalla legge 27 dicembre 2017, n. 205, sull’organizzazione dell’orario di lavoro e sulla contrattazione, a cui sono invitati tutti i docenti e ata, e tutti i candidati RSU.  

Il prossimo evento in programma:

Siracusa, il 12 aprile 2018, presso I.I.S.S. "F. Insolera" - Via Modica66 - alle ore 09.00 alle ore 13.00.

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I partecipanti hanno diritto all’esonero dal servizio, ai sensi della normativa vigente. Gli interessati possono inviare una e-mail, entro 5 giorni dall’evento, al seguente indirizzo:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  per riservare la propria partecipazione all’evento. 

Scarica le locandine secondo il calendario degli incontri e partecipa, alla presenza del presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico.

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