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Continuano in tutte le regioni i nuovi seminari di formazione gratuiti sulla legislazione dal titolo “DIES IURIS LEGISQUE”, organizzati da ANIEF ed EUROSOFIA, centrati sulle nuove norme scolastiche introdotte dalla legge 27 dicembre 2017, n. 205, sull’organizzazione dell’orario di lavoro e sulla contrattazione, a cui sono invitati tutti i docenti e ata, e tutti i candidati RSU. 

Il prossimo evento in programma:

Verona, I.C.S. 10 “Borgo Roma Est” – Via Giuliari, 40 – dalle ore 09.00 alle ore 13.00, il 16 febbraio 2018.

Scarica la locandina

I partecipanti hanno diritto all’esonero dal servizio, ai sensi della normativa vigente.

Gli interessati possono inviare una e-mail, entro 5 giorni dall’evento, al seguente indirizzo:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  per riservare la propria partecipazione all’evento.

Prima, incontro analogo si terrà a Udine il 15 febbraio.

Scarica le locandine secondo il calendario degli incontri e partecipa, alla presenza del presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico.

La recente sentenza della Corte di Giustizia (C. Giust. UE causa C-442/16 del 20.12.2017) apre importanti scenari in ordine al riconoscimento dell’indennità di disoccupazione a tutti i cittadini dell’Unione Europea lavoratori autonomi. Tale nuovo orientamento è stato disposto da un’importante sentenza della Corte di Giustizia Europea: il dispositivo della stessa riporta che se l’autonomo è costretto ad interrompere la propria attività lavorativa, magari a causa della crisi economica, ha diritto all’ammortizzatore sociale previsto dalla normativa statale nel quale si trova in quel momento.

 

È curioso il fatto che lo stesso partito nella passata legislatura si era impegnato, con una risoluzione, ad assumere anche le diplomate magistrale dopo aver aperto per ben due volte, con un emendamento, le vecchie graduatorie permanenti. Il presidente Anief in un’intervista ribadisce la necessità di un decreto legge per far incontrare domanda ed offerta. Bisogna anche ripristinare i moduli nella primaria dove tra il 1999 e il 2009 si giunse ai più alti livelli di apprendimento dei nostri bambini.

La notizia, diffusa da Orizzonte Scuola, riporta la ferma decisione del Partito Democratico di continuare a tenere blindate le Graduatorie ad Esaurimento, nonostante scioperi, manifestazioni, ricorsi. Lo afferma Simona Malpezzi che nel sostenere le ragioni delle docenti laureati in Scienze della formazione primaria dimentica come il suo stesso partito si sia dimenticato di esse, lasciando fuori dal reclutamento sia le docenti laureate dal 2012, sia quelle diplomate entro il 2002.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal: Non si comprende per quale motivo il Partito Democratico perseveri su questa linea, contraddicendo la politica di apertura delle Gae a tutto il personale abilitato sostenuta nella precedente legislatura. Nella XVI, infatti, ben due volte le GaE sono state aperte ai docenti abilitati precari, prima con la Legge 30 ottobre 2008, n. 169 e poi con la Legge 24 febbraio 2012, n. 14 grazie a due emendamenti presentati dai democratici e suggeriti dall’Anief. Proprio a seguito di queste riaperture, nel 2012, era stata presentata una risoluzione a firma dell’attuale capogruppo in VII Commissione, on. Coscia, che chiedeva di garantire la parità di trattamento nell’assunzione delle laureate in SFP e delle diplomate magistrale.

L’Anief, che aveva già riscontrato la mancanza di volontà a trovare una soluzione politica immediata nel territorio italiano, per questi motivi qualche giorno fa ha presentato un reclamo collettivo al Consiglio d'Europa, finalizzato a ribaltare quella decisione, sostenendo che la violazione del giudicato operata dal Consiglio di Stato fa il paio con la violazione sistematica da parte del Governo italiano della normativa comunitaria sui contratti a termine e della carta sociale europea. E anche per questi motivi ha organizzato scioperi e manifestazioni che si concluderanno con l’inizio della nuova legislatura: il 23 marzo a Roma, davanti al Parlamento, nel giorno dell’insediamento delle nuove Camere.

 

 

Nella battaglia targata Anief per il riconoscimento del servizio svolto nelle scuole paritarie ai fini della mobilità, l'Anief ottiene ragione anche presso il Tribunale del Lavoro di Forlì con due sentenze che annullano il CCNI nella parte in cui non attribuisce punteggio ai fini dei trasferimenti al servizio svolto nelle scuole paritarie. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Aggiungiamo un nuovo successo alla nostra battaglia per il riconoscimento del servizio svolto nelle scuole paritarie sia nelle operazioni di mobilità, sia nella procedura di ricostruzione di carriera. Con la rappresentatività chiederemo la modifica delle disposizioni contrattuali che violano palesemente le leggi dello Stato. Ma il CCNI che regola la mobilità per il prossimo anno è già stato confermato con l'accordo dei sindacati già rappresentativi e contiene le medesime illegittimità che da anni segnaliamo, come quella della diversa valutazione del servizio preruolo nelle graduatorie interne d'istituto o il mancato computo del precariato per raggiungere il quinquennio di permanenza sul sostegno. Ci faremo noi, come sempre, portavoce dei diritti dei lavoratori della scuola non appena approderemo ai tavoli della trattativa”.

Di contrattazione, diritti dei lavoratori e mobilità si parlerà anche nel corso dei nuovi seminari gratuiti sulla legislazione scolastica organizzati da Anief ed Eurosofia “DIES IURIS LEGISQUE” che si svolgeranno in tutta Italia nel corso dei prossimi mesi e che vedranno come relatore proprio il presidente nazionale Anief Marcello Pacifico.

 

 

Ripartono in tutte le regioni i nuovi seminari di formazione gratuiti sulla legislazione dal titolo “DIES IURIS LEGISQUE”, organizzati da ANIEF ed EUROSOFIA, centrati sulle nuove norme scolastiche introdotte dalla legge 27 dicembre 2017, n. 205, sull’organizzazione dell’orario di lavoro e sulla contrattazione, a cui sono invitati tutti i docenti e ata, e tutti i candidati RSU. 

Il prossimo evento in programma:

Udine – IC  “Primo – Udine 1” – presso  Scuola Media "G. B. Tiepolo" Via del Pioppo, 55, Dalle 09.00 alle 13.00 il 15 febbraio 2018.

Scarica la locandina 

I partecipanti hanno diritto all’esonero dal servizio, ai sensi della normativa vigente. Gli interessati possono inviare una e-mail, entro 5 giorni dall’evento, al seguente indirizzo:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  per riservare la propria partecipazione all’evento.

Prima, incontro analogo si terrà a a Napoli il 7 febbraio.

Scarica le locandine secondo il calendario degli incontri e partecipa, alla presenza del Presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico.

Ripartono in tutte le regioni i nuovi seminari di formazione gratuiti sulla legislazione dal titolo “DIES IURIS LEGISQUE”, organizzati da ANIEF ed EUROSOFIA, centrati sulle nuove norme scolastiche introdotte dalla legge 27 dicembre 2017, n. 205, sull’organizzazione dell’orario di lavoro e sulla contrattazione, a cui sono invitati tutti i docenti e ata, e tutti i candidati RSU. 

Il prossimo evento in programma:

Udine – IC  “Primo – Udine 1” – presso  Scuola Media "G. B. Tiepolo" Via del Pioppo, 55, Dalle 09.00 alle 13.00 il 15 febbraio 2018.

Scarica la locandina 

I partecipanti hanno diritto all’esonero dal servizio, ai sensi della normativa vigente. Gli interessati possono inviare una e-mail, entro 5 giorni dall’evento, al seguente indirizzo:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  per riservare la propria partecipazione all’evento.

Prima, incontro analogo si terrà a a Napoli il 7 febbraio.

Scarica le locandine secondo il calendario degli incontri e partecipa, alla presenza del Presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico.

L’Amministrazione ha presentato la propria proposta sul Rapporto provinciale, compresa l’organizzazione e la programmazione dell’orario del servizio per rivedere le modalità di lavoro della categoria nelle località speciale. Le indicazioni sono pessime: viene incrementato il numero delle attività dovute per loro natura non quantificabili (e quindi rese a titolo gratuito ovvero non compensate), così come vengono aumentate le ore di formazione e di aggiornamento. Si punta anche a limitare le competenze didattiche del Collegio dei Docenti. Un organo che si vuol ridurre a assemblea meramente tecnica che attua le direttive della politica provinciale. Inoltre, gli insegnanti debbono essere sempre disponibili a modifiche del proprio orario anche giornaliero.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Dal punto di vista del datore del lavoro è un vero scacco matto. Se invece si vestono i panni dei lavoratori, c’è da mettersi le mani ai capelli. Perché un rinnovo del contratto finanziato con aumenti tre volte inferiori rispetto all’inflazione attuale e 15 volte addirittura per il biennio 2016/17, più ore di lavoro obbligatorio senza alcun genere di incentivo, il depotenziamento del Collegio dei Docenti, vero baluardo della democrazia scolastica, peggiorano di molto la vita di chi opera professionalmente nei nostri istituti. Anief, pertanto, si dice fortemente contraria a questa proposta contrattuale, sia a livello nazionale che a livello di giunte speciali, come quella di Trento.

È ancora possibile compilare e consegnare il modello di diffida predisposto dall’Anief, attraverso cui recuperare almeno 270 euro di aumento.

 

 

Si alzano i toni tra la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, e la sindaca di Roma, Virginia Raggi. Ma nessuno ricorda il vero problema: il ridotto numero di bimbi sotto i sei anni di età regolarmente iscritti ad una scuola pubblica. Senza dimenticare che si è trasformata una competenza puramente medico-sanitaria in un’incombenza amministrativa che ora rischia pure di ledere il diritto allo studio.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Il problema non è la campagna a favore o contro, anche alla luce delle sentenze della Corte Costituzionale che ha confermato la validità della legge. Il punto sta nella ragionevolezza di una norma che non può ottenere l’obiettivo prefissato, poiché in certe zone d’Italia meno del 30% dei bambini fino a sei anni è iscritto agli asili nido e alle scuole dell’infanzia, per la cui frequenza è necessario avere fatto le vaccinazioni obbligatorie. Dopo avere oltrepassato le proprie competenze, visto che il diritto a frequentare la scuola è previsto dalla Costituzione, lo Stato ha approvato una norma senza il minimo raccordo con gli istituti scolastici. Inoltre, nella scuola dell’obbligo, sempre in base alla nuova legge, decade la vaccinazione obbligatoria, sostituita dall’ennesimo ‘balzello’.

 

 

È stato firmato il decreto che esonera il personale dell’infanzia dall’aumento di cinque mese dell’età pensionabile. Il giovane sindacato è pronto ad andare in tribunale per estenderlo a tutto il personale docente: secondo le più recenti indagini conoscitive dell’Istat, infatti, quella dei docenti risulta in assoluto la categoria più usurante per rischio di lavoro correlato. E anche gli studi epidemiologici giungono alla stessa conclusione.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Nei prossimi giorni forniremo le indicazioni per contrastare una norma che, per la prima volta, distingue in base al ciclo scolastico nel quale i docenti prestano servizio. Questo provvedimento anticipa quelle idee, diffuse nell’ultimo periodo, che vorrebbero autorizzare il pensionamento dei lavoratori italiani in base alla speranza di vita legata alle singole categorie professionali, addirittura al sesso e al titolo di studio. Invece, va assolutamente adeguata l’uscita dal lavoro all’età media oggi in vigore nei Paesi europei, ovvero 63 anni.

 

A chiederlo è il sindacato Anief, a seguito dell’acceso dibattito sul licenziamento della maestra veneziana che scriveva scuola con la q, alla quale il Miur ha anche rifiutato il reintegro o di essere assegnata ad altre mansioni. Non hanno tardato ad accendersi i riflettori della stampa e dei mass-media sulla mancanza di preparazione minima da parte della docente. Ha scritto Massimo Gramellini sul Corriere della Sera: “Bisognerebbe che al ministero qualcuno ci svelasse il quarto segreto di Fatima: come ha fatto un’analfabeta a piede libero a insegnare per anni nelle scuole, anzi nelle squole della Repubblica Italiana. Qualcuno dirà che nel Paese in cui la ministra dell’Istruzione non ha un diploma di sc(q)uola superiore tutto è plausibile. Ma una maestra è più importante di una ministra. Plasma il futuro dei bambini”. Per il giovane sindacato, invece, la scelta di chi guida le sorti di tutta l’istruzione italiana, oltre che dell’università e della ricerca, è fondamentale.

Secondo Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Dopo il turno di manager, avvocati, rettori e parlamentari, è arrivato il momento di far sedere a Viale Trastevere un esperto sul campo, una persona che abbia competenze dirette di scuola. Ovvero chi ogni giorno ha modo di sondare gli effetti di tante riforme troppo spesso sbagliate, approvate negli ultimi 15 anni. Solo chi conosce la didattica e l’organizzazione scolastica da vicino, quindi un insegnante, può comprendere fino in fondo i motivi che stanno dietro al malessere del personale, degli studenti e delle famiglie verso quella che doveva essere la Buona Scuola e che invece si è rivelata un fallimento totale. Non basta ergersi a untori o indignarsi davanti all’ennesima l’aggressione a una docente in classe da parte di un alunno, come è accaduto in settimana in provincia di Caserta. La scuola è un meccanismo complesso e articolato che ha bisogno di una guida finalmente competente.

 

 

Stiamo assistendo ad un crescendo di violenza contro i capi d’istituto: è accaduto l’anno scorso a Catania, dove il preside Fernando Rizzo è stato colpito con calci e pugni, da sconosciuti, senza mai capire il motivo del gesto, ma anche qualche mese fa nella scuola media Parini di Putignano, dove il capo d’istituto, Franco Tricase, ex sindaco di Castellana Grotte, in provincia di Bari, è stato vittima di percosse; stesso copione quarantott’ore fa ad Avola, nel siracusano, dove un genitore che protestava per la sospensione del figlio che aveva lanciato una sedia contro la finestra dell’aula si è scagliato contro il preside.

Marcello Pacifico (presidente Udir): Sembra che chi giuda un istituto sia diventato un nemico del Collegio dei docenti o del personale Ata. Oppure un corrotto, se non un corruttore, che si approfitterebbe dell’autonomia scolastica per perseguire interessi personali. Sono interpretazioni del tutto gratuite ma che in certi contesti socio-territoriali rischiano di diventare dei luoghi comuni da combattere. Anche perché i dirigenti scolastici hanno già il loro bel da fare, sballottati su diversi plessi, spesso su più scuole autonome tenute in reggenza, e pure sottomessi a continue molestie burocratiche. Noi, come sindacato, pensiamo che l’unico modo per far capire come stanno le cose è fornire le corrette informazioni. Ma senza una presa di coscienza sull’importanza del rispetto delle regole e della legalità è tutto inutile. Per questo motivo, riteniamo importante che in tutti i bienni iniziali delle scuole superiori si introducano due ore a settimana di insegnamento giuridico ed economico, affidandolo a docenti della disciplina. In modo da introdurre il progetto su larga scala, utile all’apprendimento di tutti gli alunni che tra i 14 e i 16 anni devono comunque obbligatoriamente frequentare le aule scolastiche. Quando si parla di scuola ci dobbiamo impegnare per garantire un servizio fondamentale per la nostra società che parta dal rispetto degli altri cittadini.

 

La scuola entra nelle case degli italiani per i fatti di cronaca e non per il ruolo centrale che svolge per la formazione dei cittadini: è di poche ore fa l’aggressione a una docente in classe da parte di un alunno di Acerra che per contestare una nota disciplinare ha sfregiato la professoressa al volto con un coltello: si tratta solo dell’ultimo caso di violenze subìte da una categoria sempre più bistrattata.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Sono fatti gravissimi e sconcertanti, attuati contro dei pubblici ufficiali, quali sono gli insegnanti nell’esercizio delle loro funzioni, che operano per il bene della collettività scolastica e della società tutta. Ormai chi fa questo mestiere è esposto a pericoli di ogni genere, soprattutto nelle aree del Paese più deprivate a livello culturale. La scuola in certi territori rappresenta una delle poche istituzioni che agiscono in modo diretto per il rispetto delle regole, la trasmissione della cultura e per rimarcare i valori costituzionali dello Stato, imprescindibili, che vanno trasmessi a costo di risultare “antipatici”. Le famiglie e gli studenti che non sopportano questo genere di messaggi, finalizzati alla formazione dei cittadini e all’agire nella legalità, possono reagire in malo modo, cercando di imporre il loro codice di comportamento che opera nella devianza. Ma dietro a certi episodi ricorrenti c’è anche lo scadimento sociale del ruolo del docente. Su questo versante, ha contribuito non poco il trattamento economico sempre peggiore che i vari Governi hanno riservato a chi opera nella scuola. E pagando un insegnante meno di un impiegato, si arriva a deprezzare il loro ruolo al centro della società. Non dare il giusto rilievo a tutto questo significa produrre ulteriori spallate all’autorevolezza di chi fino a pochi anni fa veniva giustamente quasi considerato un eroe. Mentre oggi si arriva a colpirlo in tutti i modi.

 

L’assegno sociale è una prestazione assistenziale in favore di coloro che versano in condizioni economiche disagiate: è subordinata a requisiti anagrafici dalla L. 335/1995 che lo ha istituito e che indicava come requisito anagrafico minimo il compimento del 65° anno di età. Questo, sino al 2012. Il decreto Salvaitalia dispone per il 2018 che tale prestazione venga liquidata in relazione all’incremento dell’aspettativa di vita e l’aumento di 1 anno del requisito per l’assegno sociale. Quest’anno dunque potranno avere liquidato l’assegno sociale solo coloro i quali possono far valere almeno 66 anni e 7 mesi.

 

 

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