Udir chiede a USR Sicilia d’intervenire sui cedolini impazziti di luglio-agosto dei presidi siciliani, a seguito dell’applicazione del Contratto integrativo regionale per il 2012/2016. Se ad Agrigento e Caltanissetta hanno pagato gli arretrati, a Palermo, Messina e Siracusa non danno gli aumenti né applicano le nuove tabelle; a Trapani invenzioni, nelle altre province mistero. Un DS di prima fascia perde 290 € al mese. Anche di questo si parlerà nei prossimi seminari sulle Tre R della Dirigenza con Pietro Perziani, esperto in materia. Prossimi appuntamenti a SR (28/9), ME (4/10), CL (5/10), TP (13/10), AG (17/11). Invia la scheda di adesione al seminario di Siracusa e agli altri appuntamenti formativi a  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.   Sei nostro ospite.

Marcello Pacifico (Anief-Udir):Quello che sta accadendo nelle province di Messina, Palermo, Siracusa e Trapani è del tutto illegittimo e va immediatamente sanato: di chiunque siano le responsabilità di questo caos, la nostra organizzazione sindacale diffida l’Ufficio scolastico regionale della Sicilia a intervenire, perché sia sanato il vero e proprio sopruso subito dai Dirigenti Scolastici siciliani delle province citate. Di tutto questo l’Udir parlerà nei prossimi seminari riservati ai Dirigenti Scolastici che si terranno prossimamente in Sicilia, a partire da quello di Siracusa di giovedì prossimo.

La relazione, presentata alla VII Commissione della Camera, sul Rendiconto generale dello Stato approvato dal Senato e del disegno di legge di assestamento di bilancio 2017, secondo i dati certificati dall’organismo nazionale deputato al controllo sulla gestione delle risorse pubbliche, sancisce la débâcle della Legge 107/2015: nell’a. s. 2016/17 sono saliti a 88.045 i docenti inseriti nella Graduatorie ad Esaurimento; nuovo record per supplenze annuali e al termine delle attività didattiche, con 125.832 contratti stipulati; 400 nuove procedure per le suppletive al concorso; cancellate altre 102 scuole autonome; bonus merito soltanto a 2.487 insegnanti; valutazione esterna riservata al 5% delle scuole dall’Invalsi; soltanto 3.438 posti in deroga per gli amministrativi, tecnici e ausiliari, nonostante i tagli della Legge di Stabilità 2015.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): È evidente che della Buona Scuola presentata nel 2014 dall’allora premier Renzi è rimasto solo il nome. Noi lo avevamo detto in tempi non sospetti. Poiché il Governo non ne ha voluto sapere, abbiamo cercato di limitarne i danni, proponendo in Parlamento diverse modifiche. Ma anche in questo caso, l’Esecutivo, nel frattempo con a capo l’attuale premier Paolo Gentiloni, ha continuato a tirare dritto. Ora, però, i nodi stanno venendo tutti al pettine. Con lo Stato che rischia di pagare a caro prezzo quelle ingerenze, sotto forma di un servizio formativo pubblico danneggiato e attraverso ingenti risarcimenti ai tanti dipendenti della scuola trattati come ‘pedine’. Rimangono tanto amaro in bocca e le tantissime sentenze che hanno dato e stanno continuando a dare ragione ai ricorrenti contro una riforma che non si doveva fare.

 

Le associazioni di categoria si uniscono alle proteste del giovane sindacato: il Miur non va oltre 2.386 presidenze da assegnare, ma considerando che ve ne son già oggi 2mila vacanti e il turn-over dei prossimi anni ne servirebbero 3.900. Secondo l’Anief, la soluzione al problema potrebbe essere sicuramente quella di incrementare il numero di posti da mettere a bando. Ma anche un’altra: allestire da subito un corso riservato ai candidati ricorrenti della precedente selezione, costituiti in giudizio, senza attendere il parere della Corte Costituzionale. È ancora possibile aderire alricorso ad adiuvandumin Corte costituzionale prima della pubblicazione dell’ordinanza in Gazzetta Ufficiale: va ricordato che le possibilità di accedere alle quote di concorso riservate sono comunque limitate ai docenti candidati ricorrenti.

Marcello Pacifico (presidente Anief): L’allestimento immediato di un corso formativo rivolto ai ricorrenti della tornata concorsuale del 2011 permetterebbe di sanare con i fatti la disorganizzazione palesata dall’amministrazione scolastica centrale in occasione dell’ultima selezione e, nel contempo, andare finalmente a tamponare i vuoti derivanti dai tanti posti liberi da dirigente scolastico: di fatto, in questo modo si andrebbero a coprire quei posti vacanti che rimarranno tali anche dopo il concorso 2017/2018 in via di approvazione definitiva.

 

I sindacati rappresentativi si limitano a chiedere 6mila posti in più per il turn-over: ne andavano rivendicati almeno 12mila. Continua il silenzio sulla selezione per Dsga, lasciando oltre 1.500 posti in reggenza o assegnati ad assistenti amministrativi. Per i quali, invece, servirebbero immissioni in ruolo ope legis, visto che in tanti hanno assunto il ruolo superiore per almeno 36 mesi. Un’altra disposizione anti-assunzioni, questa approvata con la Buona Scuola, è la norma “strozza-supplenze” che a breve vieterà agli Uffici scolastici di sottoscrivere contratti annuali con tutti i precari che, a partire dal 1° settembre 2016, avranno accumulato tre anni di servizio nella scuola pubblica.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Non si sopporta più quest’atteggiamento ostile al personale Ata con le manovre di spending review dei vari Governi, proseguito due anni fa con il congelamento di migliaia di assunzioni, già accordate dal Mef, per fare spazio ai lavoratori soprannumerari delle province, contro cui avviamo una class action, e che poi non furono mai assunti. Per non parlare degli stipendi in assoluto più bassi dell’intera amministrazione pubblica, riservati proprio ad amministrativi, tecnici e ausiliari. Si risparmia a oltranza pure sui precari che operano annualmente: pur lavorando su posti liberi, gli vengono ormai per prassi negate le mensilità di luglio e agosto, salvo rari casi decisi dai dirigenti scolastici per cause di forza maggiore. Noi però non ci stiamo e, per questo, invitiamo sempre tutto il personale Ata che ha sottoscritto un contratto su posto vacante e disponibile a presentarericorso per recuperare gli stipendi dei mesi estivi, sottratti in modo illegittimo. Sia per l’anno scolastico in corso, sia per quelli passati.

Anief invita inoltre il personale Ata non assunto ad aderire ai ricorsi per la stabilizzazione e gli scatti di stipendio non percepiti (cliccare qui). Ma anche per il recupero della differenza retributiva per aver ricoperto il ruolo di DSGA, come per la stabilizzazione per chi ha svolto funzioni DSGA per oltre 36 mesi (cliccare qui).

 

Due sentenze esemplari quelle ottenute dai legali Anief a Napoli con la condanna del Ministero dell'Istruzione per illegittima reiterazione di contratti a temine e sfruttamento del precariato. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Smascherato il Miur sul ‘trucco’ dell'organico di fatto per coprire vacanze di organico stabili; siamo fieri di rappresentare e difendere i professionisti dell'Istruzione”. L'adesione ai ricorsi Anief è ancora gratuita.

Nessun dubbio per il Giudice del Lavoro di Napoli Nord sulla fondatezza delle tesi patrocinate dagli Avvocati Anief Fabio Ganci, Walter Miceli, Michele Speranza e Elena Boccanfuso; il Ministero dell'Istruzione subisce una condanna esemplare comminata con due sentenze impeccabili nella ricostruzione giurisprudenziale che porta a sanzionare il Miur per abusiva reiterazione di contratti a termine e sfruttamento del lavoro precario in aperto contrasto con la normativa comunitaria. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Con questa vittoria abbiamo segnato un traguardo importante nell'azione legale intrapresa dal nostro sindacato volta a smascherare il Miur che ogni anno dichiara in organico di fatto posti che in realtà dovrebbero rientrare nell'organico stabile della scuola ed essere assegnati per le immissioni in ruolo in quanto a carattere per nulla transitorio. Abbiamo dimostrato in udienza che personale assunto in organico di fatto va a ricoprire dei veri e propri vuoti di organico presenti con continuità nei singoli istituti, non sostituendo nessun titolare. Non possiamo che essere fieri di quanto stiamo facendo per tutti i lavoratori precari della scuola pubblica, veri professionisti dell'Istruzione perché personale formato e spesso pluriabilitato da anni, cui il Miur dovrebbe riconoscere il giusto rispetto e premiare l'esperienza acquisita in anni di servizio con l'immediata immissione in ruolo e il riconoscimento di una retribuzione commisurata in base all'effettivo servizio prestato anche durante il precariato e senza alcuna discriminazione”. Sempre possibile aderire gratuitamente ai ricorsi Anief rivolti al personale precario per il riconoscimento del risarcimento del danno per abusiva reiterazione di contratti a termine e degli scatti di anzianità durante il precariato. Per aderire ai ricorsi, clicca qui.

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