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I Tribunali del Lavoro di Rimini e Pordenone accolgono in totole tesi Anief, condannando il Miur per discriminazione e violazione proprio delle norme comunitarie: il Ministero dovrà ora risarcire ogni singolo ricorrente con 10 mensilità per tre docenti e 11 mensilità per altri due. Oltre a corrispondere loro gli scatti di anzianità, computando tutti i servizi svolti con contratti a termine: il loro stipendio, pertanto, verrà adeguato per tutta la loro carriera professionale. È ancora possibile  ricorrere con Anief.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal):non vi sono più dubbi sul fatto che l’ordinamento comunitario prescriva come regola la parità di trattamento tra lavoratori a termine e a tempo indeterminato, nel settore pubblico come nel privato. Il Miur dovrebbe adeguarsi immediatamente, sia per quanto riguarda la retribuzione dei supplenti, sia per l'immediata stabilizzazione di quanti hanno già svolto 36 mesi di servizio.

 

Una condanna esemplare quella ottenuta a carico del Miur: riconosciuti 150.000 euro di risarcimento danni e progressioni di carriera nei confronti di cinque precari 'storici'. Ancora possibile  ricorrere con Anief.

 

Continua la serie di vittorie ottenute dall'Anief in tribunale a tutela dei diritti dei lavoratori precari della scuola: questa volta sono i Tribunali del Lavoro di Rimini e Pordenone che, accogliendoin totole tesi del nostro sindacato, condannano il Ministero dell'Istruzione per discriminazione e violazione di norme comunitarie nei confronti di 5 docenti precari da anni sfruttati e cui non aveva mai riconosciuto il diritto alle progressioni di carriera e all’anzianità di servizio maturata a seguito dei tanti contratti a termine stipulati. Gli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli Fortunato Niro e Tiziana Sponga – come sempre impeccabili nella tutela dei diritti dei nostri iscritti – dimostrano in tribunale l’illecita discriminazione posta in essere da sempre dal Miur nei confronti dei dipendenti precari e ottengono la condanna dell’Amministrazione a corrispondere loro un totale di 52 mensilità di risarcimento danni e il corrispettivo delle progressioni di carriera mai percepite. 

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal):ormai non possono esservi dubbi sul fatto che l’Ordinamento comunitario prescrive come regola la parità di trattamento tra lavoratori a termine e lavoratori a tempo indeterminato nel settore privato come in quello pubblico e il Miur dovrebbe attivarsi immediatamente sia per quanto riguarda l'adeguamento della retribuzione dei precari, sia per l'immediata stabilizzazione di quanti hanno già svolto almeno 36 mesi di servizio.

 

Il numero di cattedre libere è pure destinato a crescere, visto il trend d'iscrizioni degli alunni disabili negli ultimi anni, tenendo conto dei pensionamenti e di coloro che ogni anno si spostano sull’insegnamento della disciplina. Penalizzata anche la Sardegna, dove andrebbero specializzati il triplo dei docenti. Ora, il Miur ci dirà che la maggior parte di quelle cattedre sono in deroga, oltre l’organico di diritto. Ma questo non significa nulla, perché la necessità di coprirli con personale specializzato e adeguato a supportare il diritto agli studi degli alunni disabili prescinde dai sofismi tecnici e dalla burocrazia governativo-ministeriale.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): il fatto stesso che quest’anno siano stati affidati tanti posti di sostegno a docenti di ruolo non specializzati (solo a Palermo 450) la dice lunga su quale genere d'intervento occorreva adottare, anziché limitarsi a bandire un numero irrisorio di posti. Il Ministero deve farla finita con le soluzioni-tampone e adottare un piano straordinario di formazione e stabilizzazione per la categoria, superando anche il vincolo percentuale introdotto dall’ex Ministro Maria Chiara Carrozza nellaLegge 128/2013: basterebbe ammettere i candidati ex specializzandi che hanno conseguito la specializzazione sul sostegno nei tempi previsti dal bando a partecipare alle prove suppletive del concorso a cattedre 2016. Se non lo fa il Miur, allora lo faccia il Consiglio di Stato che si è già espresso con un decreto monocratico in tal senso.

 

L'iniziativa 'Sostegno, non un'ora di meno!' promossa dall'Anief a tutela dei diritti degli alunni con disabilità cui il Miur nega il corretto numero di ore di sostegno, ottiene ancora successi in tribunale e la dichiarazione di illegittimità dell'operato del Miur con condanna per discriminazione e responsabilità aggravata.

 

Nuovi successi Anief in tribunale a tutela dei diritti degli alunni con disabilità: in provincia di Roma l'Anief ottiene piena ragione con ben quattro provvedimenti emanati dai Tribunali di Tivoli e Civitavecchia che accertano l'illegittimità dell'operato del Miur e lo condannano al pagamento di oltre 25.000 euro tra risarcimento danni e spese di soccombenza. Il Tribunale di Tivoli, constatata 'l'ostinata resistenza dell'avvocatura dello Stato, che deduce l'avvenuta effettuazione delle ore (minori) assicurate dall'istituto', dispone la condanna dell'Amministrazione resistente ex art. 96 cpc per responsabilità aggravata ordinando 'l'inoltro alla Corte dei Conti di Roma per quanto di competenza in ordine alla eventuale responsabilità per danno erariale a carico dell'avvocatura dello Stato'.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): la tutela del diritto all’istruzione dei disabili e alla loro integrazione è assicurata da norme imperative internazionali, europee e interne e tali precetti vanno onorati e fatti rispettare costantemente; il nostro operato rende concreto questo impegno. La condanna del Ministero per responsabilità aggravata è un provvedimento che rivela come l'azione legale da noi promossa stia ottenendo i risultati attesi. Auspichiamo che il Miur prenda coscienza delle sue responsabilità e che si adoperi per garantire effettivamente che ogni studente possa fruire del diritto allo studio e all'integrazione senza più dover ricorrere in tribunale e in situazione di piena parità.

 

 

Scorrendo l’ultimo dossier dell’Istituto nazionale di Statistica sulle retribuzioni contrattuali emerge che per gli statali, dal comparto della scuola a quello delle forze dell’ordine, la variazione nel 2016 è pari a zero rispetto a sei anni prima, con l’unica eccezione dei vigili del fuoco che hanno ottenuto un aumento del 3,1%. Il mancato incremento stride non poco, sia rispetto alla media degli stipendi regolati dai Ccnl, aumentati in media del 7,1%, sia rispetto al costo della vita, che nello stesso periodo ha galoppato fino a sfiorare i 20 punti percentuali. Per questo motivo, gli 85 euro lordi d'incremento che la parte pubblica si appresta a concedere a ogni dipendente, è solo un acconto: copre solo un terzo rispetto a quello che dovrebbe essere corrisposto. Per tali ragioni, per recuperare il maltolto, Anief ha deciso di chiedere ai lavoratori di inviare la diffida al Ministero di competenza.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): di fatto lo stipendio rimarrà sostanzialmente fermo fino al 2021; per questi motivi, Anief sta depositando i ricorsi per recuperare come aumento da settembre 2015 la metà del costo dell'inflazione prevista per legge, certificata dalla Ragioneria dello Stato, per garantire la progressione di carriera a tutti fin dal terzo anno di servizio. Neo-assunti: è importante che inviino entro agosto la diffida per interrompere la prescrizione quinquennale, per l'impugnazione dei decreti di ricostruzione di carriera.

Pioggia di risarcimenti in favore dei precari con riconoscimento del diritto a percepire le medesime progressioni stipendiali previste per i lavoratori a tempo indeterminato. L'Anief ottiene giustizia per altri 25 lavoratori a termine della scuola.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): le discriminazioni contenute nel Ccnl scuola a discapito dei lavoratori precari non sono più accettabili. Un lavoratore precario non può essere mantenuto alla retribuzione iniziale per il solo fatto di avere stipulato un'infinita serie di contratti a termine, ma ha diritto a vedersi retribuito sin da subito in base all'effettiva professionalità acquisita nel corso degli anni e a essere stabilizzato dopo 36 mesi di servizio. 

 

L'Anief ha promosso ricorsi mirati per la tutela dei lavoratori precari cui è ancora possibile aderire per ottenere il giusto riconoscimento della propria professionalità.

 

Nel Lazio, non appena l’Ufficio scolastico regionale darà applicazione agli atti unilaterali, la posizione in busta paga cosiddetta “variabile” dei capi d’istituto si assottiglierà anche di 162 euro. Si tratta di una cosa assurda se solo si pensa che per il 2015/2016 la Buona Scuola ha stanziato circa 8.500 euro pro capite. Ma questa è a oggi la situazione. Come se non bastasse, c’è anche una perdita strutturale, ‘a regime’, che avrà effetti non solo sugli stipendi futuri, ma anche sulla pensione e la buonuscita: altri 353 mensili che verranno meno.

 

Per tutelare i presidi,UDIR ed EUROSOFIAhanno organizzato il convegno‘Le tre RRR della Dirigenza. Rischi, responsabilità, retribuzioni, in programma a Roma sabato 18 marzo, dalle ore 8.30 alle 18.00 presso l’Hotel H10 - Via Amedeo Avogadro, 35. Scarica l’adesione e il rimborso viaggio.

 

Marcello Pacifico (Confedir-Udir): i nostri presidi percepiscono stipendi più da impiegati che da dirigenti. Ora, addirittura devono restituire delle somme e le loro buste paga arretrano. Per non parlare delle reggenze, che in cambio di un aumento che non supera i 300 euro netti al mese costringe i dirigenti scolastici a sobbarcarsi in media 8-10 plessi a testa. Ecco perché non rimane che unire le forze: per questo abbiamo creato l’Udir.

 

Alla vigilia dello protesta della Scuola di domani, voluta dall’Anief insieme ai sindacati autonomi e di base, con manifestazione davanti al Miur a partire dalle ore 9.30, i parlamentari di maggioranza della VII Commissione di Camera e Senato finalmente si accorgono degli idonei oltre il 10% dell’ultimo concorso (di cui si chiede da tempo l’assunzione), dei precari abilitati di seconda fascia (sinora messi nel dimenticatoio) e dei laureati di terza fascia della graduatorie d'istituto (per i quali si propone di partecipare ai concorsi per entrare nelle nuove 'Graduatorie regionali di merito a esaurimento'). In particolare, viene chiesto al Governo un nuovo piano di assunzioni pluriennale che coinvolga pure gli abilitati della II e III fascia d’istituto, pur mantenendo la precedenza ai docenti inseriti nelle GaE provinciali e ai vincitori del concorso.

 

Secondo Anief, quanto previsto e approvato dalla VII Commissione, rappresenta un passo in avanti rispetto al vuoto totale degli ultimi anni sul fronte delle graduatorie d’istituto. Tuttavia, sarebbe stato più semplice prevedere l’aggiornamento annuale delle GaE, la riapertura di quest’ultime a tutti gli abilitati o in subordine l’estensione del doppio canale di reclutamento alla seconda e terza fascia delle graduatorie d’istituto. Perché chi ha lavorato per tanti anni nella scuola ha diritto ad avere riconosciuta la propria professionalità maturata e a essere assunto in ruolo.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): qualsiasi opzione si dovesse scegliere, questa non potrà prescindere dall’adeguamento di tutto l’organico di fatto a quello di diritto e non dei soli 13mila posti finanziati dall’ultima Legge di Stabilità. Inoltre, va ricordato che quelle che giungono dalle commissioni parlamentari sono ancora delle proposte: pertanto, rimangono tutte le ragioni per manifestate domani in piazza, affinché il governo prenda le giuste decisioni per assumere l’ancora vasto popolo dei precari della scuola pubblica italiana.

 

Con il decreto n. 141, il Ministero dell’Istruzione ripartisce i 9.649 posti destinati a ciascuna Università per i corsi di specializzazione nelle attività di sostegno agli alunni disabili e le modalità per accedervi, le cui prove d'accesso saranno predisposte dai singoli atenei. I giorni saranno invece gli stessi per tutte: il 19 e 20 aprile 2017. Nelle medesime giornate però, sempre il Miur, ha convocato diversi candidati delle prove scritte del 'concorsone', inizialmente esclusi ma poi riabilitati dai giudici. Anief, pertanto, invita il Ministero dell’Istruzione a cambiare le date relative al test preliminare per accedere ai corsi di specializzazione.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): se ciò non accadrà in tempi celeri, quindi nelle prossime ore, il sindacato annuncia la volontà di procedere attraverso modalità d'impugnazione formale. Non è possibile che, ancora una volta, a pagare i disservizi della macchina organizzativa di Viale Trastevere debbano essere i cittadini.

 

Il Tar dell’Umbria dà ragione ai legali Anief e riconosce il diritto ad assegnare la corretta attribuzione delle ore di sostegno agli allievi con problemi di apprendimento anche nelle istituzioni scolastiche non pubbliche. La sentenza rientra nell’iniziativa Anief ‘Sostegno, non un'ora di meno!’ e giunge con un provvedimento cautelare, con cui il giudice prescrive l'avvio di tutta la procedura prevista dall'attuale normativa, perché sia 'propedeutica all'assegnazione dell'insegnante di sostegno secondo le modalità richieste (n. 24 ore settimanali)' in modo da poter rispettare il diritto dell'alunno al completo monte ore con il docente specializzato, previsto per la sua specifica situazione.

 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): è una nuova grande vittoria per il nostro sindacato che, ancora una volta, ha agito con estrema efficacia a tutela dei diritti degli alunni più deboli. Spendersi, come facciamo noi, in favore del rispetto del corretto monte ore con il docente di sostegno da attribuire a ogni alunno, significa muoversi a tutela di quei fondamentali diritti all'istruzione e all'integrazione sanciti nella Carta costituzionale italiana.

 

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