Il Ccni dello scorso anno, utile a trasferire di sede il personale della scuola, è stato stravolto dall'Anief in tribunale con delle azioni legali mirate alla tutela dei diritti di tutti i lavoratori: negli ultimi giorni, si sono succedute sentenze e provvedimenti d'urgenza di pieno accoglimento che condannano il Ministero dell'Istruzione ritenendo illegittime molte delle determinazioni contenute nella contrattazione integrativa. I tribunali del lavoro di Palermo, Pavia, Cremona, Ravenna, Trieste e Arezzo danno accoglimento alle richieste e rettificano procedure e trasferimenti errati.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): purtroppo, sono ancora troppe le illegittimità che permangono nelle prossime procedure di mobilità come l'impossibilità di soddisfare il quinquennio sul sostegno computando il pre-ruolo; nella mobilità d'ufficio e nelle graduatorie d'istituto, il periodo di precariato sarà considerato, ancora una volta, come un servizio di serie B; permarrà poi l'impossibilità di ottenere punteggio per il servizio svolto nelle paritarie e l’amministrazione sembra intenzionata a non prevedere, per gli insegnanti assegnati su ambito territoriale, la possibilità di chiedere la titolarità nella scuola di attuale servizio. Se le cose rimarranno così e non verrà ‘aggiustato il tiro’, saremo costretti a una nuova stagione di ricorsi. Il Miur, ancora una volta, si vedrà condannato in tribunale.

L’Anief si conferma unico sindacato che si è mosso per la tutela dei diritti dei docenti in possesso di servizio prestato nelle scuole paritarie e cui il MIUR non ha voluto, e non vuole tuttora, riconoscere alcun punteggio ai fini della Mobilità. I Tribunali del Lavoro ci danno ragione, condannano il MIUR, disapplicano l’ultimo CCNI per violazione di norme imperative, impongono all’Amministrazione di modificare i trasferimenti nel pieno rispetto delle disposizioni normative.

Ancora vittorie per l’Anief presso i Tribunali del Lavoro avverso le procedure di Mobilità straordinaria 2016 poste in essere dal MIUR: i Giudici del Lavoro di Massa e Pavia accolgono i ricorsi Anief e rimodulano i trasferimenti in base al criterio del merito e nel pieno rispetto del punteggio posseduto dai ricorrenti. Gli avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli, Marco Di Pietro, Piera Bianchi e Giuseppe Campisi ottengono ragione in tribunale in favore di altri due nostri iscritti con la condanna del MIUR a rettificare le operazioni attribuendo il corretto Ambito richiesto dai docenti nella domanda di mobilità.

Attraverso l’accordo politico raggiunto tra amministrazione e sindacati rappresentativi, anche l’Italia recepisce la direttiva dell’Unione Europea n. 70/99 sulla equiparazione del servizio pre-ruolo a quello svolto da chi ha sottoscritto il contratto a tempo indeterminato. Ciò varrà anche per chi ha svolto servizio sui posti di sostegno, ai fini del vincolo quinquennale. L’intesa ora dovrà tradursi in un contratto articolato da sottoscrivere entro il mese di gennaio, con effetti pratici ai fini della mobilità dei docenti 1°settembre 2017. Approvate anche importanti novità sulle percentuali dei posti vacanti da assegnare al personale precario. L’intesa, tuttavia, non tiene conto dei docenti che svolgono servizio negli istituti paritari, continuando a considerarli dei lavoratori di serie B.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): è una mancanza particolarmente grave. Noi avevamo lanciato i primi ricorsi sull’equiparazione delle supplenze svolte negli istituti paritari già nel 2010, denunciando la violazione del principio di non discriminazione. Per tutti questi docenti, quindi, toccherà ancora una volta rivolgersi al giudice per vedersi considerare un loro pieno diritto: noi staremo, ancora una volta, al loro fianco.

Aver decretato precario anche il personale di ruolo, destinato a perdere la titolarità su scuola per assumere lo status di insegnante “transumante”, costretto ogni tre anni a rifare le valigie, è stato un grave errore; risulta, inoltre, un'operazione vacua e inutile lasciare che sia il dirigente a selezionare il personale scolastico. Le graduatorie, infatti, non si formano mai a caso ma sulla base del computo di titoli, corsi di formazione e aggiornamento, progetti, abilitazioni, specializzazioni e servizio svolto.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): la verità è che sono le liste di attesa con i punteggi, nel 99 per cento dei casi, a portare dietro la cattedra il personale docente più meritevole. La chiamata diretta si è rivelata, invece, uno strumento di reclutamento non richiesto, poco utilizzato e non affine alle necessità legate all’autonomia scolastica, rivelatosi altresì focolaio di tensioni sindacali ed emotive. Occorre, poi, attuare una riforma della normativa di settore sulla mobilità scolastica, a partire dall'abolizione del vincolo di permanenza per un triennio nella provincia di immissione in ruolo: si tratta di provvedimenti urgenti che non possono attendere.

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