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ROMA, 19 OTT - "L'Ue non è solo quella dell'euro e dei finanziamenti, ma essere stato membro significa anche e soprattutto rispettare le norme europee. E laddove i singoli Paesi fanno orecchie da mercante, si deve comunque dare seguito alle sentenze emesse dai tribunali successivamente ai reclami e ricorsi formulati dai cittadini che non ce la fanno più a sentirsi presi in giro. Basti pensare all'assorbimento dei precari con almeno 36 mesi di servizio svolto: anziché assumerli a titolo definitivo, si è escogitato il modo di aggirare quanto stabilito dall'Ue". Lo afferma Marcello Pacifico, di Anief-Cisal, relativamente al parere positivo dato ieri, in commissione Politiche dell'Unione europea del Senato, al disegno di legge che punta a introdurre l'insegnamento di Costituzione e cittadinanza europea nelle scuole dell'obbligo. Obiettivo del provvedimento è "trasmettere agli studenti - viene ricordato - la consapevolezza di diventare soggetti attivi e protagonisti della comunità europea. In particolare, l'insegnamento è articolato su un orario di almeno quattro ore mensili con votazione finale a cura di docenti adeguatamente formati. Gli oneri derivanti dalla formazione di personale docente di Costituzione e cittadinanza europea verrebbero finanziati attraverso il Fondo sociale europeo 2014-2020". (ANSA).

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