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In primo piano

È appena stata sottoscritta a Trento l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro della provincia autonoma. Accanto alla conferma di alcune novità, già previste dal CCNL 2016/18 per il resto del territorio nazionale, spunta una inaspettata e spiacevole sorpresa: il personale a tempo determinato che stipulerà contratti di durata superiore a sei mesi dovrà superare un periodo di prova di 60 giorni. In caso di parere negativo del dirigente scolastico, per il docente “bocciato” scatteranno il licenziamento e il blocco delle supplenze per i successivi due anni. Poiché la provincia autonoma di Trento in passato è stata utilizzata come ‘laboratorio’ di novità sulla scuola, per sperimentarle in vista di una loro possibile estensione nel resto d’Italia, è bene chiarire da subito che la novità non è applicabile. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): La riteniamo una provocazione inaccettabile che introduce un precedente pericoloso anche in chiave nazionale. Non comprendiamo come i sindacati rappresentativi abbiano potuto accettare una proposta di questo genere. Anief è totalmente contraria e vigilerà perché niente di simile possa essere proposto nelle altre province e regioni italiane. Chiediamo ai sindacati firmatari dell’intesa di rivedere le proprie posizioni. Se il contratto definitivo dovesse mantenere questa novità, metteremo a disposizione dei docenti precari di Trento il nostro ufficio legale per impugnare i licenziamenti che ne dovessero derivare. E vigileremo perché nessuno sia tentato di estendere al resto del territorio nazionale una proposta simile.

 

 

Dopo l’ultimo caso di Parma, risalente all’altro ieri, interviene uno dei massimi esperti della materia, interpellato in una dozzina di processi, dalla Lombardia alla Sicilia, per “presunti maltrattamenti da parte delle insegnanti”: lo specialista, proprio di recente, ha avuto modo di visionare interminabili filmati di maestre più o meno stremate (quasi sempre over 50 e con anzianità di servizio superiore ai 30 anni) accusate di insulti, strattonamenti, botte e minacce ai danni dei loro alunni. 

In base all’esperienza vissuta, Lodolo D’Oria sostiene che “è inutile realizzare videoregistrazioni illimitate, estrapolare dei fatti dal loro contesto, trascrizioni romanzate, almeno nelle istituzioni scolastiche, perché si rischia di creare grandi equivoci. Certamente, l’incolumità dei bambini va salvaguardata ad ogni costo e la salute dei docenti rappresenta la miglior garanzia di ciò: per questa ragione, bisogna ricorrere ai giusti mezzi per non ottenere l’effetto paradosso e generare torti a danno di persone innocenti o di un’intera categoria professionale”. 

Per approfondire l’argomento, andando oltre ai luoghi comuni e alle facili etichette, Udir sta realizzando una ricerca medico-scientifica e un’indagine statistica sulle due principali helping profession: gli insegnanti che operano nelle nostre istituzioni pubbliche e la categoria professionale degli operatori sanitari pubblici, limitatamente a medici, psicologi e infermieri.

 

 

Dal 4 giugno 2018 sul sito:

https://concorsodirigentiscolastici.miur.it/ saranno disponibili le istruzioni operative relative al collaudo nazionale dell’intera procedura informatizzata relativa al corso-concorso per dirigenti scolastici.

Vi è ancora un congruo numero di aule censite e collaudate per le quali tuttavia non sono stati individuati due responsabili tecnici d’aula.

Il 4 ed il 5 giugno si svolgerà il collaudo nazionale, è quindi indispensabile che le istituzioni scolastiche provvedano ad inserire un ulteriore   responsabile tecnico d’aula, nel caso in cui ne fosse stato scelto solo uno. I responsabili tecnici d’aula potranno accedere alla piattaforma riservata con le credenziali già in loro possesso trasmesse dal CINECA all’indirizzo di posta elettronica indicato all’atto di compilazione questionario relativo alla ricognizione.

Dalle ore 9.00 del giorno 4 giugno i responsabili tecnici d’aula potranno collegarsi alla piattaforma riservata nella quale saranno disponibili – una versione demo dell’applicazione da installare e le istruzioni operative. 

Tutte le attività di collaudo dovranno essere completate entro il 5 giugno.

Sarà quindi necessario nella settimana precedente al collaudo, che i responsabili tecnici d’aula verifichino il possesso delle credenziali di accesso e il relativo funzionamento delle stesse accedendo alla piattaforma.

Le credenziali possono eventualmente essere recuperate attraverso la funzione: “recupero password”.

La prova preselettiva, si svolgerà il 23 luglio 2018 alle ore 10,00.

La Prof.ssa Grazia Paladino, vice Presidente dell’Associazione FlipNet, giorno 29 Maggio avvia un il nuovo webinar di Eurosofia sull'ausilio degli strumenti digitali per realizzare la metodologia della flipped classroom, in ottica collaborativa e inclusiva, dal titolo "Nuove metodologie didattiche: la flipped classroom".

Diversificare le modalità didattiche crea nuove visioni di apprendimento, stimola nuove capacità ed aumenta la soglia di attenzione degli allievi. Uno dei punti di forza del Flipped Learning è la capacità di assicurare agli studenti una formazione personalizzata e calibrata sui propri bisogni individuali accrescendo il successo formativo.

 ll Flipped Learning, attraverso l'uso delle tecnologie, inverte (flip) il tradizionale schema di insegnamento/apprendimento. La lezione prodotta su video viene ascoltata fuori dalla classe a casa, per tutto il tempo necessario secondo i ritmi di ciascuno, mentre in classe con l'insegnante si realizzano attività applicative e di approfondimento, che ampliano il coinvolgimento collaborativo e interattivo degli studenti.

Aggiorna e potenzia le tue abilità professionali seguendo il corso in modalità webinar condotto da una delle formatrici più qualificate sul territorio nazionale, la prof.ssa Grazia Paladino.

Ottimo successo dell’Anief presso il Tribunale del Lavoro di Velletri (RM) che condanna il MIUR per l’illegittima reiterazione dei contratti a tempo determinato perpetrata a danno di una docente e per le discriminazioni poste in essere riguardo le progressioni di carriera mai riconosciute. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Il Ministero dell’Istruzione continua a sfruttare i lavoratori precari non riconoscendo i contratti a termine ai fini dell’anzianità di servizio. Proseguiremo con la nostra battaglia legale per la tutela dei diritti dei lavoratori della scuola.

Il Tribunale di Velletri dà piena ragione ai legali Anief Fabio Ganci, Walter Miceli e Salvatore Russo accogliendo la richiesta di una docente precaria circa il risarcimento del danno in riferimento all’illegittima reiterazione dei contratti a termine e il riconoscimento dell’anzianità di servizio maturata durante i servizi prestati a tempo determinato, con conseguente collocazione al livello stipendiale corrispondente. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Il MIUR persevera sul mancato riconoscimento del servizio preruolo ai fini della progressione di carriera, svalutando quanti sono in servizio con contratti a termine e andando contro la Direttiva Europea 1999/70/CE”. Ancora possibile aderire agli specifici ricorsi promossi dall'Anief.

 

 

Mentre i colleghi della PA continuano a prendere 40mila euro in più l’anno, le risorse stanziate dall’Atto di Indirizzo, per il rinnovo contrattuale, peraltro ancora lontano da compiersi, sono veramente esigue. Ciò malgrado la Legge di Bilancio abbia previsto degli stanziamenti specifici per i dirigenti scolastici, finalizzati alla “progressiva armonizzazione della retribuzione di posizione di parte fissa”: 37 milioni (lordo Stato, quindi almeno da dimezzare se si parla di compensi netti) per l’anno in corso, 41 milioni per il prossimo e 96 per il 2020. Udir ricorda che sono sempre attivi i ricorsi per recuperare Fun, Ria e Perequazione esterna. 

Marcello Pacifico (presidente nazionale Udir): Facendo un conguaglio tra gli aumenti contrattuali e i tagli ereditati dagli anni precedenti, a regime i dirigenti scolastici italiani percepiranno circa 4.000 euro annui lordi in più rispetto ad oggi, circa 300 euro mensili. Al netto, non si andrà oltre i 150 euro mensili. Ma trattandosi di una media, c’è chi prenderà qualcosa di più e chi, purtroppo, meno. Alcuni nemmeno un euro, perché si ritroveranno con uno stipendio addirittura inferiore all’attuale.

 

 

 

L’esiguità delle somme è garantita, come la lontananza siderale dagli arretrati che avrebbero dovuto percepire di diritto: si va, ha calcolato la rivista Tuttoscuola, dai 195,46 euro netti per i collaboratori scolastici fino a 8 anni di carriera a 412,66 euro che andranno ad un docente laureato della secondaria a ridosso della pensione e ai 429,36 euro riservati ai Direttori dei servizi generali e amministrativi con oltre 35 anni di servizio svolto. Anief non ci sta e conferma la sua piena opposizione rispetto all’ultimo rinnovo contrattuale sottoscritto dai sindacati Confederali. Perché è abissale la distanza tra quanto avrebbero dovuto percepire i lavoratori della scuola e quanto giungerà effettivamente nei prossimi giorni. Basta ricordare che per il periodo 2007/08-2015/16, gli anni del blocco del contratto della Scuola, solo qualche giorno fa l’Aran ha calcolato, prendendo in esame le principali fonti statistiche nazionali disponibili (Ragioneria generale dello Stato e Conto annuale, Istat), che la perdita progressiva di valore dei dipendenti pubblici, rispetto all’inflazione, equivale all’8,1%. Inoltre, nel periodo in cui gli stipendi pubblici non facevano ravvisare incrementi, nel settore privato gli aumenti hanno toccato quota 3,6 punti. Richiedi il modello di diffida a  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Il piano di recupero delle somme andate perse, programmato dal sindacato, però è già iniziato, perché appena sarà vinto il ricorso in Consulta per lo sblocco dell’indicizzazione dell’indennità di vacanza contrattuale al tasso di inflazione programmata, docenti e Ata percepiranno dieci volte tanto per anno. Basta confrontare quanto arriverà come arretrato per contratto e quanto verrà assegnato grazie alla diffida Anief per il biennio, in base al tasso IPCA registrato.

 

Mentre sembra risolta la lotta intestina che ha visto protagonisti i 5 Stelle e la Lega di Salvini sulla scelta del Premier di Governo, i problemi della scuola restano irrisolti: uno di questi è rappresentato dall’annosa questione degli stipendi non pagati al personale precario che, al pari di quello di ruolo, garantisce i servizi quotidiani del sistema scolastico italiano. Ad essere coinvolti solitamente sono i precari che durante l’ultimo mese hanno coperto delle supplenze brevi e che devono aspettare diversi mesi per ottenere quanto gli spetta di diritto. In caso di mancato pagamento delle supplenze brevi, i precari della scuola possono ricorrere alla diffida o alla messa in mora. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Questi supplenti che attendono l’accreditamento dello stipendio molto spesso sono costretti a spostarsi di centinaia di chilometri dalla loro residenza per raggiungere il posto di lavoro: anticipano, per lavorare, spese vive per i viaggi, il pernotto, sottoscrivono affitti e si sobbarcano spese aggiuntive non indifferenti. Chi pensa, in seno all’amministrazione, che trattandosi di supplenti possono permettersi di attendere sbaglia quindi due volte: in assoluto e perché si infierisce su chi ha estremo bisogno dei soldi guadagnati per andare avanti.

 

Attraverso un’intervista video rilasciata ad Orizzonte Scuola, il presidente nazionale del giovane sindacato annuncia gli obiettivi da centrare, ad un mese dal rinnovo delle Rsu d’istituto che ha portato il sindacato della scuola ad entrare nei tavoli della contrattazione nazionale. Come prima cosa, Anief chiederà la revisione totale nel nuovo contratto nazionale per quanto riguarda tutte le norme pattizie siglate fino a ora. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Attraverso la rappresentatività ottenuta, intendiamo mettere mano alle contrattazioni d’istituto; ci impegneremo a riformulare e a vigilare sull’uso dei fondi scolastici. La nostra intenzione è quella di cambiare le regole organizzative all’interno delle scuole, ma anche quelle sulle responsabilità del personale e sui diritti e doveri. Il diritto è il riconoscimento della professionalità nel rispetto delle norme costituzionali: questo, non può esulare da tutti gli incontri formali e informali che faremo con l’amministrazione a livello centrale e a livello periferico per andare a ridefinire gli organici, con un adeguamento dell’organico di fatto all’organico di diritto, con una trasformazione dei posti in deroga di sostegno a posti in organico di diritto e con una battaglia culturale che preveda l’assegnazione degli organici alle scuole in base ai bisogni delle scuole nel territorio non a meri criteri numerici. Appena l’Aran certificherà la nostra rappresentatività, la prima cosa che faremo sarà quella di nominare dei terminali associativi sindacali in ogni istituzione scolastica, i quali si affiancheranno alle 1.300 Rsu che sono state elette con Anief nelle ultime elezioni e che ci hanno portato a superare il 6% della rappresentatività.

 

 

A distanza di 26 anni dalle stragi di Capaci e Via D’Amelio, 70mila studenti di tutta Italia ricordano le vittime di mafia e si rendono protagonisti di iniziative commemorative nell'ambito della campagna #PalermoChiamaItalia, promossa dal Ministero dell’Istruzione e dalla Fondazione Falcone. In tale ambito, è giunta stamattina al porto di Palermo la Nave della Legalità, salpata ieri da Civitavecchia, con a bordo 1.000 ragazzi provenienti da tutta Italia. Fino alle ore 13.00, nell’Aula Bunker, si è svolta la cerimonia istituzionale solenne per l’anniversario delle stragi. Un evento che si ripete dal 2002, proprio per veicolare l’attenzione verso circuiti di educazione alla legalità a livello nazionale e che trovano il loro momento conclusivo il 23 maggio, giorno dell’anniversario della strage di Capaci. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): È fondamentale il ruolo della scuola nella lotta contro le organizzazioni mafiose. L’insegnamento dei valori del rispetto dell’altro e dello Stato è il vero mezzo che abbiamo per abbattere ogni forma di violenza. È davvero significativo che l’Aula bunker sia stata ricolma di giovani studenti giunti da tutta Italia: il bene e la giustizia devono alla fine sempre trionfare e i ragazzi, cittadini di domani, necessitano di scuole all’altezza della missione, capaci di creare uomini liberi, preparati e coraggiosi.

 

 

Ancora parole vaghe dal Miur. La nota n. 563/2018 ricorda come tutte le scuole entro il 25 maggio debbano adeguarsi alla normativa, ma in piena autonomia. Udir ed Eurosofia presentano l’offerta di convenzione con una società qualificata per la nomina di un Data Protection Officer (DPO) al costo promozionale di 700 € per il primo anno. Il DS interessato può scrivere a segreteria@udir.it o  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Il Tribunale di Vicenza dà piena ragione ai legali Anief e accoglie la richiesta di riconoscimento, da parte di una docente, relativa agli anni di servizio svolti nella scuola paritaria ai fini della ricostruzione di carriera, riconoscendole anche il diritto a percepire tutte le differenze retributive non corrisposte dal Miur, che in questo modo continua a discriminare il servizio di insegnamento. È ancora possibile aderire allo specifico ricorso promosso dall'Anief. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Quel servizio va dichiarato e valutato, se prestato dopo il 2000: pertanto, la continua discriminazione posta in essere dal Miur in riferimento al servizio pre-ruolo svolto presso gli istituti paritari ai fini della ricostruzione di carriera è illegittima; a pensarla come noi sono anche i tribunali del lavoro. Per questi motivi, Anief conferma la strada del ricorso dopo il rinnovo del divieto già siglato nel precedente contratto. Le tante pronunce positive dei giudici ci inducono ad essere davvero fiduciosi anche per l’esito di questa ennesima battaglia legale. Siamo convinti di far prevalere sempre la giustizia a danno di quelle norme discriminanti e inique che il Miur si ostina a tenere in vita. Porremo fine noi a queste e altre discriminazioni portando la voce dei lavoratori ai tavoli della trattativa e continueremo a batterci per tutelare i loro diritti.

 

Il CCNL comparto Istruzione e Ricerca per il triennio 2016/18 modifica le regole relative alle relazioni sindacali. La finalità è favorire la partecipazione attiva e consapevole dei soggetti interessati, la correttezza e la trasparenza dei comportamenti dell’amministrazione da un lato e dei sindacati rappresentativi dall’altro. Gli strumenti previsti per l’espletamento delle relazioni sindacali dovrebbero consentire il miglioramento delle condizioni di lavoro dei dipendenti nonché l’incremento dell’efficacia, dell’efficienza dei servizi prestati e la qualità delle decisioni assunte, attraverso il contributo fattivo di tutti. 

Proprio le novità introdotte dal contratto costituiscono l’oggetto dei seminari di aggiornamento professionale per RSU e TAS, terminale associativo sindacale, che ANIEF sta svolgendo nelle varie regioni del Paese. Se vuoi partecipare in prima persona all’attività sindacale invia la tua disponibilità a essere nominato TAS nella tua scuola. Per visionare il calendario degli incontri di formazione professionale per RSU e TSA clicca qui.

 

 

Soddisfacente vittoria ottenuta dall'Anief presso il Tribunale del Lavoro di Vicenza che accerta il diritto dei docenti immessi in ruolo nella scuola pubblica a vedersi riconosciuto il servizio svolto nella scuola paritaria ai fini della ricostruzione di carriera. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): il MIUR continua a discriminare il servizio svolto presso gli istituti paritari non considerandolo ai fini della ricostruzione di carriera o della mobilità. Porremo fine noi a queste e altre discriminazioni portando la voce dei lavoratori ai tavoli della trattativa e continueremo a batterci per tutelare i loro diritti.

Il Tribunale di Vicenza dà piena ragione ai legali Anief Fabio Ganci, Walter Miceli e Maria Maniscalco e accoglie la richiesta di riconoscimento, da parte di una docente, degli anni di servizio svolti nella scuola paritaria ai fini della ricostruzione di carriera, riconoscendole anche il diritto a percepire tutte le differenze retributive non corrisposte dal Ministero dell'Istruzione. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “La continua discriminazione posta in essere da parte del MIUR in riferimento al servizio pre-ruolo svolto presso gli istituti paritari ai fini della ricostruzione di carriera è illegittima. La normativa scolastica prevede il pari riconoscimento del servizio svolto presso scuola pubblica e scuola paritaria e, per questo motivo, il Ministero dell’Istruzione non può continuare a negare l’evidenza. Proseguiremo la nostra lotta in tribunale e difenderemo i diritti dei lavoratori del comparto scuola anche ai tavoli della contrattazione collettiva”. Ancora possibile aderire allo specifico ricorso promosso dall'Anief.

 

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Oggi, 23 maggio 70.000 studentesse e studenti insieme contro le mafie.

La Sicilia da terra di approdo diventa anche un simbolo di rinascita e di lotta ad un pregiudizio che da troppi anni, ingiustamente getta un'ombra sui suoi splendidi colori.
Eurosofia ed Anief da molti anni si attivano per trasmettere valori positivi ai giovani, per innescare delle scintille che possano dare avvio ad una differente visione della società.

Per noi è molto significativo prendere parte ad una manifestazione che serve a coinvolgere le nuove generazioni che hanno bisogno di esempi, di eroi, di comprendere il sacrificio, l’etica e l’integrità di chi ha preferito il coraggio alla connivenza, la denuncia al prostrarsi. Non è solo una presenza simbolica, ma come ente di formazione ci sentiamo in dovere di essere in prima linea per onorare il sacrificio di uomini coraggiosi. È doveroso ricordare tutte le vittime della mafia e da quel ricordo trovare la giusta motivazione per reagire.

Servono concretezza, rispetto e legalità per contrastare e recidere i tentacolari legami con il passato.
Il XXVI anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio dedicato agli uomini e donne delle scorte “angeli” di Falcone e Borsellino

Oltre 70.000 ragazze e ragazzi saranno coinvolti oggi 23 maggio in tutta Italia nelle iniziative di #PalermoChiamaItalia promosse dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dalla Fondazione Falcone. Iniziative che nel corso degli anni, a partire dal 2002, si sono arricchite di importanti contributi grazie agli accordi firmati con l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), la Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), l’Associazione Nazionale Magistrati (ANM), consentendo di portare nelle scuole esperti e attività didattiche mirate alla diffusione della cultura del rispetto e della legalità.

A Palermo ci saranno le studentesse e gli studenti siciliani, ma anche gli oltre mille ragazze e ragazzi che arriveranno, questa mattina con la Nave della Legalità che salpata ieri pomeriggio dal porto di Civitavecchia, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Una delegazione Eurosofia ed Anief, sarà presente al porto a per accoglierli al loro arrivo.

Il giovane sindacato torna a ribadire che rimangono per il 2018 soltanto le briciole, dopo la distribuzione a pioggia di 8 euro lordi a persona sottratta dal fondo con il Contratto collettivo nazionale di lavoro. Nel frattempo, gli stipendi sono rimasti dieci punti sotto l'inflazione, nonostante gli aumenti e gli arretrati. Come certificato dall’Aran. Pertanto continua la battaglia per sbloccare almeno l'indicizzazione dell'Indennità di vacanza contrattuale: scarica la diffida. 

Il processo di riduzione dei compensi assegnati si è andato a realizzare perché le somme destinate ai docenti italiani sono sempre le stesse, decisamente residuali rispetto al fabbisogno, mentre la platea di beneficiari si è nettamente allargata, a conferma che quella di limitare al 30% la platea di docenti supposti meritevoli era solo un artificio funzionale alle casse dello Stato. Ma non ha mai rappresentato la realtà dei fatti: quella che vede la stragrande maggioranza dei docenti meritevoli di buste paga in linea con gli importi degli altri Paesi moderni e non inferiori anche agli impiegati, come avviene oggi.  

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Questa prima apertura dell’amministrazione sul bonus merito conferma la debolezza dell’impianto approvato con l’ultima riforma. Viene data la possibilità ai lavoratori, attraverso i loro rappresentanti, di confrontarsi con il dirigente scolastico e mettere fine alla discrezionalità nella definizione delle fasce di compenso finalizzato alla valorizzazione dei docenti individuati in applicazione dei criteri deliberati dal comitato. Per questo motivo, abbiamo invitato le Rsr a concordare con le altre componenti Rsu, cui abbiamo inviato una apposita lettera, un'assemblea sindacale utile a far conoscere ai lavoratori dell’istituto le novità del Ccnl e raccogliere le loro opinioni al riguardo e contestualmente, presentare al dirigente scolastico formale richiesta di riapertura del tavolo contrattuale ancora su tale punto. Grazie alla rappresentatività Anief, oggi più che mai occorre puntare a migliorare le regole della scuola, sia con la contrattazione nazionale sia con quella d’istituto.

 

 

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