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La conseguenza dell'innalzamento a 24 ore delle attività di lezione in aula sarebbe quella di abbassare il livello qualitativo della didattica che - tanto per essere chiari anche verso qualche illustre rappresentante istituzionale dell’istruzione, ormai da anni lontano dalla cattedra - è cosa molto diversa dal presentarsi in classe e declamare i principi della propria scienza, senza badare a chi, tra gli studenti, ha bisogno di maggiore cura.

Chi potrà permetterselo, si pagherà le ripetizioni private. Tutti gli altri, invece, non potranno far altro che ripetere l'anno, abbandonare la scuola oppure iscriversi a qualche diplomificio, per il quale i finanziamenti si trovano sempre.

In sostanza, della didattica resterà solo il profumo. Pertanto, invitiamo tutti i colleghi a dare un saggio di quello che succederà se, malauguratamente, dovesse essere innalzato l'orario dedicato alle lezioni in classe partecipando attivamente, a partire dal 5 novembre (in concomitanza con il relativo dibattito parlamentare), alla settimana dedicata al “Profumo…di didattica”. 

Si tratta di un’iniziativa promossa da Unicobas Scuola, USB-Scuola, ANIEF, USI Scuola, CUB-Sur, Orsa Scuola e Università e SAB che consisterà nel non partecipare a tutte le attività legate all'ampliamento dell'offerta formativa ed alla riuscita delle attività didattiche: incarichi per la realizzazione del POF, corsi di recupero, sportelli didattici e di supporto, disponibilità ad accompagnare ai viaggi di istruzione. Queste, infatti, sono tutte attività non obbligatorie, dalle quali è possibile astenersi. Inoltre, l’iniziativa prevede assemblee dei lavoratori aperte a studenti e genitori.

Infine, riguardo alle attività obbligatorie di insegnamento, l’invito è a limitarsi per quella settimana al livello di qualità didattica che sarà possibile fornire in futuro con 24 ore di lezione in classe ed una cinquantina (almeno) di ragazze e ragazzi in più da seguire. Studenti e studentesse di cui riusciremo forse ad imparare i nomi ed a leggere nei loro occhi la delusione per un futuro tradito.

 

Discorso di Napolitano al Quirinale, parole giuste ma occorre anche ricordare che per investimenti sulla scuola, numero di alunni che abbandonano e stipendi degli insegnanti l'Italia si colloca tra i paesi meno sviluppati.

Anief si compiace e reputa sicuramente positive le parole pronunciate dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel corso della cerimonia d'inizio d'anno scolastico svoltasi oggi al Quirinale. In particolare, quelle sulla volontà del Governo nel ridistribuire competenze a favore delle zone più povere di mezzi e saperi. Oltre che sull'impegno delle istituzioni a trasmettere il valore della legalità e della solidarietà. Ricordare però solo i miglioramenti dei punti conseguiti nei risultati OCSE-Pisa rispetto al 2003 e al 2006 appare riduttivo.

La scuola italiana negli ultimi anni ha investito sempre meno nell'istruzione, tanto da risultare oggi in ritardo di un punto e mezzo rispetto alla media europea. I nostri docenti sono i meno pagati in Europa, dopo quelli della Grecia. Abbiamo una dispersione scolastica ancora altissima e ben distante da quel 10 per cento che ha fissato da tempo l'Ue. Infine, gli stessi test OCSE-Pisa indicano che in altre discipline i nostri alunni sono in ritardo.

"Quanto detto dal presidente Napolitano - ha commentato Marcello Pacifico, presidente dell'Anief - è senz'altro giusto. Come altrettanto giusto sarebbe stato ricordare che in Italia la dispersione scolastica è ancora davvero troppo alta; che occorrerebbe innalzare l'obbligo d'istruzione fino ai 18 anni; che per avvicinare il mondo della scuola a quello dell'istruzione servirebbe un coinvolgimento maggiore dei giovani nella catena industriale, ad iniziare da quella turistica; che, infine, è giunto il momento di incrementare di almeno un punto percentuale l'impegno dello Stato per l'istruzione pubblica rispetto al prodotto interno lordo". 

Oggi davanti al Miur centinaia di manifestanti iscritti a Scienze della Formazione Primaria hanno chiesto l’inserimento nelle graduatorie per insegnare. L’Anief al loro fianco: il Miur gli sta negando un diritto sacrosanto, riconosciuto anche più volte dal Parlamento. Se la situazione non si sblocca il nostro sindacato adirà le vie legali.

Non sappiamo se arriverà finalmente il via libera da parte dell’amministrazione ad accoglierli nelle graduatorie ad esaurimento, ma sicuramente l’ingiustizia perpetrata nei confronti degli abilitati e abilitandi di Scienze della Formazione Primaria, iscritti agli anni accademici compresi tra il 2008 e il 2010, è stata oggi posta con tutta l’attenzione che merita sia ai vertici del Miur sia ai parlamentari che vivono da vicino il mondo della scuola.

È questo il commento dell’Anief alla manifestazione tenuta stamattina a Roma, davanti al Ministero dell’Istruzione, alla presenza di centinaia di docenti iscritti a Scienze della formazione primaria per chiedere di essere giustamente inclusi, attraverso il decreto ministeriale di prossima emanazione, nelle graduatorie di merito istituzionali e non subire l'ennesima disparità di trattamento rispetto ai loro colleghi immatricolati negli anni precedenti.

Secondo il presidente nazionale dell’Anief, Marcello Pacifico, “la manifestazione di oggi, che ha unito centinaia di aspiranti docenti iscritti ai corsi abilitanti a numero programmato in Scienze della Formazione Primaria, testimonia la loro consapevolezza nel rivendicare un diritto sacrosanto: quello di essere inseriti, come prescrive la legge, nelle graduatorie ad esaurimento e così insegnare nelle nostre scuole”.

Il presidente del giovane sindacato, presente anche lui, assieme ad una folta rappresentanza di docenti aderenti all’Anief, alla protesta svolta in viale Trastevere, ha sottolineato che il Governo non può continuare ad eludere la volontà parlamentare espressa con l’ordine del giorno approvato alla Camera lo scorso 23 febbraio.

È assurdo – dice Pacifico – che da una parte lo Stato costringa gli studenti a superare una prova per accedere alla professione, mentre dall’altra nega il diritto al lavoro al personale formato per insegnare. E sia ben chiara una cosa: neanche l’aspettativa di un nuovo concorso può far venire meno tale diritto. Come del resto ribadito dal Parlamento più volte, anche attraverso il recente ordine del giorno approvato nella terza decade di febbraio. Un atto, è bene ricordare, – sottolinea il presidente dell’Anief – che impegna il Governo ad inserire nell’imminente decreto di aggiornamento straordinario delle graduatorie ad esaurimento anche tutti gli iscritti ai corsi abilitanti in Scienze della Formazione Primaria e gli abilitati attraverso lo stesso percorso formativo”.

L’Anief, dopo aver preso contatti con la nuova presidenza della VII Commissione Cultura della Camera al fine di sollecitare l’esigenza di assumere un ruolo ispettivo sull’azione dell’amministrazione pubblica, ha confermato ai docenti interessati che adirà le vie legali in caso di mancato riconoscimento del diritto all’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento provinciali prescelte.

“Anief sostiene la manifestazione degli iscritti a Scienze della Formazione Primaria che si terrà a Roma giovedì 31 maggio davanti al Miur a partire dalle ore 10,30”. Così il presidente nazionale dell’Anief, Marcello Pacifico.

Gli abilitandi di Scienze della Formazione Primaria iscritti agli anni accademici compresi tra il 2008 e il 2010 saranno esclusi dal reclutamento previsto nel decreto ministeriale di prossima emanazione.

Tale comportamento del Governo – continua Pacifico - di fatto elude la volontà parlamentare espressa con l’ordine del giorno approvato alla Camera il 23 febbraio 2012, in cui viene chiesto al Governo stesso l'impegno a garantire anche l’inserimento dei docenti abilitandi con riserva nella fascia aggiuntiva delle graduatorie ad esaurimento, riserva da sciogliere all’atto del conseguimento del titolo”.

Per difendere il diritto degli abilitandi in Scienze della Formazione Primaria ad essere inseriti nelle graduatorie ad esaurimento -  dalle quali viene normalmente assunto il personale supplente e di ruolo della scuola pubblica italiana -  l’Anief ha deciso di sostenere le rivendicazioni dei manifestanti.

 

Il comunicato stampa del coordinamento

Il Coordinamento Nazionale docenti abilitandi e abilitati per le Graduatorie ad Esaurimento ha indetto una manifestazione il 31 maggio, a cominciare dalle 10:30, davanti al Ministero dell’Istruzione, a viale Trastevere per dimostrare la propria radicale contrarietà alle discriminazioni che un’intera classe di docenti sta subendo.    

Gli abilitandi di Scienze della Formazione Primaria iscritti agli anni accademici compresi tra il 2008 e il 2010 saranno esclusi, a causa del decreto ministeriale di prossima emanazione, dalle graduatorie di merito istituzionali e subiranno l'ennesima disparità di trattamento rispetto ai loro colleghi immatricolati in precedenza.

Chiediamo a gran voce, dunque, l’accoglimento della volontà parlamentare, che riconosce quei diritti che il Governo, tradendo il dettato costituzionale, si ostina a ledere ormai da troppo tempo.

 

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