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Per l'Ufficio Legale Anief i laureati in possesso di laurea equiparata a quelle ammesse alla partecipazione al concorso DSGA devono immediatamente procedere a inviare la domanda cartacea predisposta dal giovane sindacato e aderire allo specifico ricorso stante la palese discriminazione posta in essere dal Miur. Per aderire ai ricorsi rivolti agli esclusi dalla procedura concorsuale, infatti, è necessario presentare all'USR di proprio interesse la domanda cartacea predisposta dall'Anief entro il 28 gennaio prossimo. Per ulteriori informazioni, su tutti i ricorsi attivati da Anief per la partecipazione al concorso DSGA, clicca qui.

 

 

 

L’8 gennaio sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale 2 bandi relativi al lavoro nelle scuole estere, uno rivolto ai dirigenti scolastici ed uno rivolto ai docenti e al personale Ata. Alla selezione può partecipare il personale scolastico con contratto a tempo indeterminato che già abbia maturato, all’atto della presentazione della domanda, un servizio effettivo, dopo il periodo di prova, di almeno 3 anni nel ruolo/profilo di attuale appartenenza (non si valuta l’anno in corso). Ulteriori requisiti di accesso sono: il possesso di una certificazione della conoscenza della lingua straniera per la quale si partecipa non inferiore al livello B2 (le lingue straniere previste sono: inglese, francese, spagnolo e tedesco). Saranno inoltre valutati corsi peculiari rilasciati da Enti riconosciuti dal Miur.

 

 

Il Ministro dell’Istruzione cambia gli obiettivi e annuncia che la sua opera adesso sarà caratterizzata dal reperimento dei fondi necessari all’assunzione dei docenti: “andremo a richiedere le risorse necessarie - ha detto a SkyTg24 - perché dobbiamo stabilizzare i docenti, ridare ordine al sistema scuola e valorizzare la figura di tutti i nostri operatori scolastici per offrire un servizio di sempre maggiore qualità per studenti e famiglie”. Anief concorda con il titolare del Miur, perché la situazione sta sfuggendo di mano e a settembre le supplenze annuali potrebbero diventare 200 mila. Per questo, bisogna andare a rivedere le norme che regolano formazione e immissioni in ruolo. A partire dalla valorizzazione dei tanti docenti precari abilitati che continuano ad essere tenuti in una situazione di limbo eterno, perché relegati nelle graduatorie d’istituto. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): L’occasione è propizia per approvare le modifiche suggerite in Senato nei giorni scorsi da Anief, attraverso le quali si riaprirebbero le GaE a tutti i docenti abilitati esclusi dalla Buona Scuola, ma anche aggiornandole ogni anno, piuttosto che prorogarle, come sta cercando di fare il governo in questi giorni: in caso contrario, non si risolverà nulla e diventerà sempre più probabile lo sviluppo della procedura di infrazione, per via della denuncia 4231/2014 pendente presso la Commissione Ue.

 

 

Mentre sono stati dichiarati inammissibili le proposte sul versamento della RIA nel salario accessorio e sull'esonero dei presidi dalle responsabilità penali sulla sicurezza nei luoghi di lavoro (10.6, 10.7, 10.22, 10.23, 11.12, 11.13, 11.14), cionondimeno saranno votati in settimana quelli che intendono stoppare il portfolio (10.38) e autorizzare l'utilizzo dei fondi non spesi per tutte le attività che riguardano l'istituzione scolastica (10.5) del senatore Antonio Iannone. Importanti per semplificare il lavoro dei dirigenti scolastici e delle segreterie anche l'approvazione degli emendamenti analoghi (10.29, 10.30, 10.31) dei senatori di opposizione e di maggioranza Alessandra Maiorino, Michela Montevecchi, Agnese GallicchioMarco Pellegrini (Movimento 5 Stelle) , Loredana De Petris, Vasco Errani, Pietro Grasso, Francesco Laforgia (Liberi e Uguali) Antonio Iannone (Fratelli d’Italia).


In occasione del question time al Senato, il Ministro Bussetti è intervenuto sul tema della carenza di figure professionali specializzate sul sostegno, rispondendo a precisi quesiti posti dai Senatori, e fornendo delle tempistiche specifiche. I corsi potrebbero partire in primavera. Ha sottolineato l’impegno del Miur e la volontà di tutelare gli alunni disabili; è stato avviato l’iter per i corsi di specializzazione su sostegno, al fine di formare 40 mila docenti nei prossimi tre anni.

 

 

 

In base alle disposizioni della Legge di Bilancio 2019 (attuale decreto Legge “Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni”, approvato dal Consiglio dei Ministri il 17 Gennaio 2019), l’opzione Donna è stata prorogata di un anno.

 

 

Si va dalla riapertura delle GaE (10.13 e 10.14) dei senatori Roberto Berardi, Luigi Vitali, Loredana De Petris, Vasco Errani, Pietro Grasso e Francesco Laforgia all'ammissione in sovrannumero degli Ata facenti funzione, Dsga (10.15) di Loredana De Petris, Vasco Errani, Pietro Grasso e Francesco Laforgia e degli idonei dei concorsi al corso TFA (10.17 e 10.18), dalla riserva del 50% dei posti ai precari con 36 mesi al nuovo concorso a cattedra (10.19 e 10.20) degli stessi senatori alla stabilizzazione di tutti i precari con 36 mesi di servizio del senatore Antonio Iannone. Il sindacato lancia l'ultimo appello alla maggioranza se non vuole rendersi complice della piaga della precarietà della scuola italiana che non si risolve prorogando l'aggiornamento delle GaE, eliminando il limite dei contratti a termine o i concorsi riservati nella secondaria, ma assumendo i precari su tutti i posti vacanti e disponibili, come nelle intenzioni ha manifestato il presidente della VII Commissione Cultura del Senato. Va da sé che ogni ipotesi di bloccare la mobilità non risolve il falso problema della continuità didattica che è generato dall'alto numero dei precari nella scuola e delle cattedre andate deserte dopo le convocazioni in ruolo per via del mancato aggiornamento e della mancata riapertura delle GaE, 50 mila posti negli ultimi tre anni andati a vuoto a fronte di 150 mila abilitati. È certamente una vergogna. Da domenica si procede al voto nelle Commissioni e da martedì si continuerà in aula.

Sono quattro gli emendamenti (10.4, 10.10, 10.11, 10.12) presentati dai senatori dell'opposizione (Forza Italia, Liberi e Uguali, Fratelli d'Italia) Luigi Vitali, Roberto Berardi, Dario Damiani, Alessandrina Lonardo, Loredana De Petris, Vasco Errani, Pietro Grasso, Francesco Laforgia che intendono garantire la nomina in ruolo dei 500 presidi che hanno superato la procedura concorsuale riservata di cui alla legge 107/2015 e la partecipazione alla stessa di tutti gli altri ricorrenti avverso il bando del 2011 che si sono rivolti alla Consulta. L'emendamento serve a ripristinare giustizia prima che si pronunci la Consulta nella prossima primavera. Qualsiasi altra soluzione adottata dalla maggioranza rischia di aumentare il contenzioso e di coinvolgere la responsabilità del Governo stesso. Domenica inizia l'esame nelle Commissioni referenti e martedì proseguirà in aula. Presentati anche emendamenti (10.2 e 10.3) per assicurare l'assunzione semplificata per i 2.900 futuri neo-assunti.

Anief attiva ricorsi al Tar Lazio contro il bando, di prossima pubblicazione, Tfa Sostegno, poiché sono tante le categorie escluse ingiustamente. Il sindacato ricorre per far ammettere i diplomati ITP, i diplomati Conservatorio - Accademia Belle Arti o Accademia Danza, educatori, i Dottori di Ricerca e per l’accesso alla prova scritta per il corso di Specializzazione Sostegno per tutti i docenti che superano la prova preselettiva.

 

Un emendamento dei relatori al decreto Semplificazioni, invece di riaprire le GaE agli insegnanti abilitati esclusi dalla Buona Scuola e dai concorsi riservati o permettere l'aggiornamento delle stesse graduatorie provinciali, in modo da consentire il cambio di provincia e l'assunzione di quelli già inseriti, prevede un’ulteriore proroga, ipotecando di nuovo migliaia di cattedre deserte per le convocazioni delle immissioni in ruolo del prossimo anno scolastico. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Altro che semplificazione, così si complica e in maniera irreversibile il cancro del precariato nella scuola per l'incapacità della politica di adottare le soluzioni adeguate. Perché non bisogna dimenticare che i docenti abilitati su disciplina e specializzati per il sostegno ci sono, ma rimangono ‘congelati’ nelle graduatorie d’istituto.

 

 

D’ora in poi docenti ed educatori vincitori di concorso, per essere assunti in ruolo dovranno garantire una permanenza nella stessa sede di lavoro per almeno cinque anni, oltre che assicurare per lo stesso arco di tempo la permanenza nella stessa tipologia di posto e classe di concorso: a chiederlo, all’interno del maxi-emendamento al decreto Semplificazioni, è la maggioranza di governo. L’obiettivo, si legge nelle motivazioni alla richiesta di modifica, è quello di “incrementare la continuità didattica, a tutto vantaggio degli alunni, che potranno così raggiungere migliori risultati negli apprendimenti”. Duro il commento di Anief: piuttosto che stabilizzare i precari con 36 mesi o assumere i docenti abilitati e gli Ata, trasformare in organico di diritto i posti in deroga di sostegno, in Senato si presentano proposte lesive del diritto alla famiglia e al lavoro senza avere una minima idea di cosa si stia approvando. Già nel 2011 (Legge 106) si decise una norma in tal senso e nel 2013 (Legge 128) ci si rese conto dell’inutilità di questa norma. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): La continuità didattica si ottiene con l’immissione in ruolo dei supplenti, il 40% su posti di sostegno, pari ad un decimo dell’organico complessivo attuale degli insegnanti che operano nella scuola. Ecco perché le GaE vanno riaperte subito, ancora di più perché a settembre il numero di supplenze potrebbe diventare da record.

 

 

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al tanto atteso “decreto”: il reddito di cittadinanza è una misura di reinserimento nel mondo del lavoro che serve ad integrare i redditi familiari, un sostegno dunque al reddito che interesserà circa cinque milioni di persone. Per informazioni, contatta la sede Cedan più vicina a te e visita il nostro sito.

 

 

Adnkronos/Labitalia - Anief vince le elezioni rsu 2018 con il maggiore aumento di deleghe e voti e diventa rappresentativa. Da Palermo, il presidente nazionale, Marcello Pacifico, nel ringraziare gli iscritti, gli elettori e i propri rappresentati nella segreteria nazionale e nel territorio, promette maggiore determinazione nella crociata #perunabuonascuola. "Siamo qui - dice - nella sede nazionale della segreteria Anief per una riunione straordinaria, perché sono straordinari i dati elettorali registrati: l'Aran ha finalmente terminato i lavori con il comitato paritetico e quindi si aspetta solo l'atto di indirizzo del ministro, Giulia Bongiorno, per avviare i tavoli e firmare l'accordo quadro. Questi sono i risultati per quanto riguarda la rappresentatività nel comparto istruzione e ricerca per il triennio 2019-2021: è con grande soddisfazione che rendiamo pubblico il nostro successo". "Un ringraziamento grandissimo - sottolinea - va a tutto il territorio. Ci troviamo a Palermo, nella sede nazionale del sindacato, presso il Palazzo del Gran Cancelliere, Salone dei Normanni, con tutta la segreteria riunita in plenaria: sono qui con me gli attuali responsabili della segreteria Andrea Messina e Valentina Ragusa, la mia segretaria particolare Stefania La Mantia, l'ex responsabile della segreteria nazionale e responsabile nazionale della campagna rsu Alessandra Cannizzaro e tutti insieme ci teniamo a fare questa diretta per confermare che l'Anief ha più che raddoppiato il dato di 3 anni fa ed è diventata rappresentativa".

"L'Aran - continua - ci accredita al 6,16% e quindi abbiamo superato di gran lunga la soglia del 5%, utile alla rappresentatività. Come sono andate queste ultime elezioni rispetto a quelle precedenti? La Cgil ha confermato lo stesso numero di deleghe, ma la Cisl ha avuto un aumento e si è confermato primo sindacato nel comparto scuola, sostituendo la Cgil; la Cisl ha aumentato di 15 mila le sue deleghe, la Uil di 9 mila, lo Snals ne ha perse 2mila, la Gilda ne ha guadagnate 8mila. Ma il dato eclatante è quello dell'Anief che ha superato tutti con l'incremento di deleghe, perché ha avuto più di 25 mila deleghe nuove nel corso del triennio". "Per quanto riguarda invece i voti - commenta Pacifico - la Cgil ha perso 18 mila voti rispetto alla precedente tornata, la Cisl ne ha guadagnati 22 mila, la Uil 11 mila, lo Snals 2 mila, la Gilda 11 mila e ancora una volta Anief risulta prima nel successo di aumento di voti, ricevendone ben 28 mila. Alla luce di tutto ciò possiamo dire che Anief, prendendo atto del fatto che è la sesta forza sindacale nel comparto scuola, risulta essere anche l'undicesima su tutto il comparto pubblico". "Quest'anno - ribadisce - è per noi speciale, perché festeggiamo il decennale della fondazione del sindacato Anief e, nel contempo, abbiamo raggiunto quote davvero importanti per poter sedere ai tavoli e cominciare a fare nuovo sindacato. Io faccio un applauso a chi ci ha votato, a chi ha creduto in noi, a chi si è iscritto all'Anief, ma soprattutto a tutti i collaboratori, perché grazie a loro siamo riusciti a vincere questa campagna che ci porta verso una nuova strada, per una scuola più giusta. Grazie ancora a tutti voi: lavoreremo con più impegno e maggiore determinazione".

 

Il Consiglio dei Ministri ha finalmente approvato il “decretone” su reddito di cittadinanza e su quota 100: al di là degli entusiasmi espressi dal Governo, da parte del personale della scuola, l’interesse per accedere al pensionamento anticipato sarebbe debole. Rispetto all’adesione prevista di 70.000 insegnanti, più altre migliaia di Ata e dirigenti scolastici, quelli che effettivamente aderiranno a quota 100, per lasciare il servizio il 1° settembre prossimo, saranno molti di meno. “Tra i lavoratori della scuola le domande attese”, entro il prossimo 28 febbraio, “sono circa 10.000 – ha scritto in queste ore Orizzonte Scuola -. A scoraggiare potrebbe essere l’assegno più basso che si percepirà aderendo a Quota 100”. Ma anche l’assegnazione ritardata di buona parte del Tfr, visto che solo 30 mila euro verrebbero corrisposti subito. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Comprendiamo le perplessità del personale, perché ammesso anche che la penalizzazione non superi il 16%, si tratta comunque di tagli considerevoli: su un assegno mensile di 1.600 euro, si scenderebbe a meno di 1.350 euro. Significa che in un anno si perdono oltre 3 mila euro netti. Stiamo parlando di una professione fortemente usurante, per via dello stress psico-fisico derivante dal diretto contatto con gli alunni. Questo lavoro va collocato tra quelli usuranti, a tutti i livelli, non solo per chi opera nei nidi e nella scuola dell’infanzia. Se in Europa si lascia la professione a 63 anni un motivo ci sarà, oppure gli altri Paesi fanno un regalo alla categoria? 

Risulta sempre possibile ricorrere con l’associazione europea Radamante per l’accertamento del credito del 2,69% per il Tfs negli anni 2011 e 2012 in favore dei dipendenti pubblici in pensione.

 

 

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