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380x180 DECRETO MILLEPROROGHE ANIEF

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Dopo avere promesso la loro stabilizzazione, il primo partito del Governo ora sostiene che la riapertura delle graduatorie permanenti creerebbe nuova precarietà nella scuola. Per Anief stiamo assistendo ad un voltafaccia che ha dell’incredibile: sono irresponsabili, lontani dalla realtà e dalle istanze dei cittadini. Quando si riescono a realizzare soltanto 25 mila assunzioni sulle 57 mila programmate, facendo peggio del Governo Renzi, perché le GaE sono esaurite e dalle stesse sono stati espulsi i docenti abilitati o specializzati su sostegno, soltanto perché abilitati dopo il 2012, non ci si può rifugiare sui nuovi concorsi che avranno i vincitori non prima di due anni. Perché questi sono i tempi, viste le annunciate modifiche legislative sul reclutamento, che introdurranno il domicilio lavorativo e la riduzione del Fit. Peccato che in questo modo si alimenti ulteriormente il precariato, senza pensare al recente concorso riservato per la secondaria che potrebbe essere annullato dalla Consulta con altri 5 mila possibili licenziamenti, travolgendo anche l'analogo concorso previsto dal Decreto Dignità su Infanzia e Primaria. E chiedere la fiducia al Milleproroghe significa ignorare quella piazza che ha visto sempre esponenti del Movimento solidali, diventati oggi sordi spettatori.

 

 

Tante scuole in difficoltà nel primo giorno dell’anno scolastico per le alte adesioni dei docenti allo sciopero Anief. Nel corso del partecipato sit-in davanti alla Camera, sono scesi tra i manifestanti diversi politici dell’opposizione parlamentare: l’Esecutivo del Cambiamento, invece, non sembra volere dare una risposta alle proteste degli insegnanti e preferisce porre la fiducia al decreto Milleproroghe – sarebbe la prima della XVIII legislatura - al testo approvato dalle Commissioni della Camera con il quale si cancella la riapertura delle GaE, invece approvata ad inizio agosto al Senato, e si aprono le porte del licenziamento a 12 mila docenti che hanno preso il ruolo, riportandoci al terno al lotto del balletto delle supplenze da graduatorie d’istituto.

 

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, la giustizia non può essere sorella minore della fortuna: se un ricorso è stato discusso da un collegio di giustizia o in un giorno differente. La maggioranza M5S-Lega ha perso oggi l'occasione di risolvere una situazione ingarbugliata che neanche il Decreto Dignità ha saputo risolvere. La chiusura mostrata nei confronti dei manifestanti la dice lunga sulla sensibilità di questa maggioranza verso il tema del precariato: i nostri rappresentanti sono stati ricevuti solo dall’opposizione (Fratelli d'Italia e Liberi e Uguali) e non dalle Commissioni Parlamentari. Il fatto che si veleggi verso la fiducia per risolvere la questione rivela il vero volto del Governo, opposto all'immagine del cambiamento che vorrebbe dare di sé. Anief, comunque, si impegnerà al massimo per reintrodurre la norma nel disegno di Legge di Stabilità e difenderà nelle aule dei tribunali i docenti assunti con riserva e ai quali il Miur muterà il contratto da indeterminato a determinato, con scadenza 30 giugno 2019.

 

 

 

Contestazione in corso davanti a Piazza del Parlamento. Intervento di Marcello Pacifico, presidente nazionale del giovane sindacato: la manifestazione e lo  sciopero nazionale di oggi vogliono ottenere la riapertura di quelle graduatorie permanenti, dove fino al 2012 erano stati inseriti i docenti abilitati all’insegnamento. I posti ci sono e i precari già selezionati e formati sono più di 150 mila: solo inserendoli nelle GaE è possibile garantire la continuità didattica, assorbire fin da subito il precariato con l'assegnazione delle 50 mila cattedre andate deserte negli ultimi anni, tutelare le 10 mila immissioni in ruolo di chi ha superato o supererà l'anno di prova ed evitarne il licenziamento. Le soluzioni prese nella Buona scuola e nel Decreto dignità non hanno risolto la precarietà. La Camera dei Deputati può intervenire già oggi nel decreto Mille-proroghe approvando l'emendamento salva-precari presentato dal LeU e Fratelli d'Italia dopo un primo sì ottenuto dal Senato. Il leader dell’Anief ha chiesto, inoltre, che nel contratto e per legge sia prevista finalmente quella parità di trattamento tra personale a tempo determinato e indeterminato previsto dalla giurisprudenza e ribadita dall’UE.  Sulla mobilità scolastica, infine, servono nuove regole per evitare e sanare “deportazioni” ed esili forzati, come è stato fatto con la Legge 107/15, perché il diritto al lavoro non deve negare quello alla famiglia.

Scarica la piattaforma dello sciopero dell’11 settembre 2018.

 

 

 

Proprio nei giorni in cui si stanno assegnando oltre 100 mila supplenze annuali, l’USR veneta comunica che risultano ESAURITE TUTTE le Graduatorie ad Esaurimento per le classi di concorso I e II grado, sia per posti comuni che per posti di sostegno: d’ora in poi per assegnare le cattedre vacanti si utilizzeranno le liste di attesa presenti nelle scuola. “Ecco perché sono fallite tutte le assunzioni promesse e autorizzate: solo il Parlamento può evitare l'ennesimo balletto delle supplenze e nuovi risarcimenti dei tribunali in favore dei precari”, ha commentato il presidente Anief, Marcello Pacifico, nel giorno dello sciopero nazionale della scuola, durante la manifestazione in corso di svolgimento, fino alle 14.00, davanti Piazza Montecitorio, mentre inizia la discussione degli emendamenti al Mille-Proroghe in Aula, tra cui, proprio quelli salva-precari ripresentati dai LeU e Fratelli d'Italia per riaprire le GaE ormai prive di candidati. “Questa opposizione sterile – ha detto Pacifico ai manifestanti – rende il precariato ancora più vivo, perché castra i supplenti storici e incrementa il disservizio formativo. È una vergogna e un vero spreco di risorse, visto che gli insegnanti ci sono, sono pure abilitati alla professione e spesso insegnano da anni. Perché non reclutarli?”.

 

 

Scarica la piattaforma dello sciopero dell’11 settembre 2018.

 

Secondo il titolare del Ministero dell’Istruzione l’obiettivo del Governo è esaurire le graduatorie e puntare su docenti giovani. Replica Anief: se al termine delle immissioni in ruolo, il 60% delle cattedre rimangono deserte non è perché non abbiamo insegnanti giovani ma perché la politica li lascia invecchiare tra i banchi senza assumerli. Il problema non è esaurire le graduatorie ma riempirle appena esaurite, e lo dice il sindacato che ha fatto ammettere i laureati al concorso 2012. Basta con le ipocrisie e gli spot elettorali. La scuola ha bisogno di certezze: occorre puntare sulla riapertura delle GaE a tutti i 150 mila docenti abilitati e confermare nei ruoli tutti gli assunti con riserva. A chiederlo, domani davanti a Montecitorio, sarà anche la piazza. Il Governo ascolti e trasformi il fallimento di questi numeri in un vero cambiamento per il Paese.

Scarica la piattaforma dello sciopero dell’11 settembre 2018.

 

 

È questo l’esito delle richieste del “mediatore europeo” sulla procedura d'infrazione 2014/4231 e sulla mancata adozione di decisioni tempestive: sotto la lente dei giudici sovranazionali ci sono le denunce sulla violazione del diritto dell'Unione Europea subìte dal personale precario AFAM, delle fondazioni lirico-sinfoniche, dai docenti e Ata, dai lavoratori della Ricerca. A Bruxelles attendono la sentenza sulla causa Rossato (C-494/17) relativa ai risarcimenti spettanti al personale di ruolo per l'abuso dei contratti a termine. Così, i tanti precari o già tali si preparano ai ricorsi, che svuoteranno le casse dello Stato se il Governo non si affretta a stabilizzarli.

 

 

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