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L'Anief ottiene altre tre importanti vittorie a tutela dei diritti dei lavoratori precari della scuola. Questa volta è il Tribunale del Lavoro di Bologna a pronunciarsi sul riconoscimento degli scatti stipendiali per il servizio scolastico svolto da tre docenti con contratti a tempo determinato e a condannare il Miur per discriminazione. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): continua la nostra battaglia nei tribunali contro la discriminazione del personale precario cui non viene riconosciuto il diritto alle progressioni di carriera.

Il Giudice del Lavoro di Bologna, infatti, si esprime nuovamente favorevolmente contro il mancato riconoscimento degli scatti stipendiali al personale precario: gli avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli e Tiziana Sponga hanno ancora una volta tutelato al meglio i diritti di tre docenti, riuscendo ad ottenere il riconoscimento della progressione di carriera anche durante il precariato. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Il MIUR continua discriminare i precari negando loro qualsivoglia tipo di progressione stipendiale. La nostra azione legale proseguirà fino a quando non saranno superate anche nella contrattazione nazionale tutte le discriminazioni”. L'Anief ricorda che è sempre possibile ricorrere per vedersi riconosciuti i propri diritti e per ottenere uno stipendio commisurato agli anni di servizio effettivamente svolti, anche se con contratti a tempo determinato.

 

 

 

Scatta il conto alla rovescia per la procedura concorsuale nazionale riservata, prevista dalla Legge 107/2015 e su cui si è appena espresso il Consiglio superiore della pubblica istruzione: consiste in una prova scritta e una orale, superate le quali si viene ammessi al percorso di formazione iniziale, tirocinio e inserimento nella funzione docente (FIT). Superato il percorso FIT, coloro che verranno reputati idonei potranno accedere all’immissione in ruolo. Anief ritiene illegittimo il limite imposto dal Miur di far valere solo gli ultimi 8 anni e apre il ricorso a tutto il personale che ha prestato servizio dal 1999, anno di approvazione della direttiva comunitaria 1999/70/CE. 

Sono aperte, dunque, le pre-desioni al ricorso contro il limite degli ultimi 8 anni previsti dal regolamento entro cui aver svolto i 3 anni di servizio utili per l'accesso al concorso riservato ai docenti non abilitati. Ulteriori istruzioni saranno fornite non appena sarà possibile presentare la domanda. L'Ufficio Legale Anief si riserva di attivare ulteriori ricorsi rispetto al testo definitivo che sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Se tale limitazione permarrà effettivamente nel regolamento, presenteremo apposito ricorso. Mentre apprezziamo la decisione del Miur di far valere l’anno scolastico in corso, sempre ai fini del computo dei 3 anni di servizio, a differenza di quanto ha stabilito il bando già emanato dalla Provincia Autonoma di Trento per cui abbiamo già avviato le specifiche procedure di adesione al ricorso.

 

 

Dopo la soddisfacente vittoria tutta targata Anief ottenuta presso il TAR del Lazio e l'emanazione di una sentenza esemplare che dichiara l'illegittimità della Nota Miur n. 16041/2018 in cui il Ministero dell'Istruzione, ancora una volta, prevedeva il taglio alle ore di primo strumento nei licei musicali anche per il prossimo anno scolastico, Anief avvia le azioni legali per ottenere l'esecuzione immediata di quanto stabilito in sentenza e il ripristino per il prossimo anno scolastico della seconda ora di primo strumento nei licei musicali. Possono aderire al ricorso i docenti, precari e di ruolo, abilitati in Strumento Musicale. Scadenza adesioni 18 giugno.

Dopo aver tutelato il diritto delle famiglie e degli alunni a beneficiare di un'istruzione completa e nel rispetto della normativa vigente, ora l'Anief diffida il Miur e richiede l'immediata esecuzione della sentenza che, annullando la nota sugli organici 2018/2019, deve necessariamente portare a un completo ripristino della seconda ora del primo strumento in tutti i licei musicali. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): il Miur doveva provvedere al rispetto della normativa e degli ordini giudiziali, ma la sua inerzia ci porta a dover agire nuovamente in tribunale per assicurare il corretto avvio del prossimo anno scolastico”.

 

 

Sovvertendo il diktat del Ministero dell’Istruzione, i presidi degli istituti comprensivi vengono ammessi nel ruolo di Presidenti delle Commissioni degli imminenti esami conclusivi del secondo ciclo delle scuole superiori: è la prima schiacciante vittoria del nuovo sindacato dei dirigenti scolastici che annulla una Circolare e una Nota Miur in tempi record, grazie ai ricorsi gratuiti patrocinati al tribunale amministrativo, confermando le tesi dei legali Gorgo e Niro. Le norme in vigore, tra l’altro, non danno adito a dubbi. A partire dall’art. 3 del D.P.R. 140/2008 si è stabilito che “il reclutamento dei Dirigenti Scolastici, con l’unificazione dei tre settori formativi della dirigenza scolastica, si realizza mediante un unico concorso per esami e titoli che si svolge in sede regionale”.

Marcello Pacifico (presidente Udir): Dal 2008 è stato introdotto il ruolo unico della categoria, con i dirigenti scolastici che possono essere nominati prescindendo dal grado scolastico dove operano. Far venire meno questo concetto, escludendoli a priori dalle commissioni della maturità, costituisce un atto illogico e discriminante. E ora a dirlo non è solo l’Udir, ma anche i giudici.

 

 

In arrivo il bando dedicato ai supplenti non abilitati. Anief ritiene illegittimo il limite degli ultimi 8 anni e apre il ricorso a tutto il personale che ha prestato servizio dal 1999, anno di approvazione della direttiva comunitaria 1999/70/CE. Per aderire al ricorso, clicca qui. Ulteriori istruzioni saranno fornite non appena sarà possibile presentare la domanda. L'Ufficio Legale Anief si riserva di attivare ulteriori ricorsi rispetto al testo definitivo che sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale.

È notizia di questi giorni che il decreto che dovrà regolamentare il concorso riservato ai docenti non abilitati con 3 anni di servizio e il successivo concorso ordinario, è in via di emanazione. La bozza che circola in questi giorni, e pubblicata in anteprima da Orizzonte Scuola, fa ben sperare sull'imminenza dell'emanazione di quel concorso riservato atteso da molti e che permetterà ai docenti precari con almeno 3 anni di servizio l'accesso al biennio FIT: il primo anno per conseguire l'abilitazione e il successivo che prevede la stipula di un contratto annuale, prodromico alla conferma in ruolo. Aperte le preadesioni al ricorso contro il limite degli ultimi 8 anni entro cui aver svolto i 3 anni di servizio.

 

Non perderti il nuovo webinar: "CODING: pensiero computazionale e didattica digitale" di Eurosofia del 22 giugno 2018 – Formatore Prof. Roberto Martorana .

Le attività formative sul pensiero computazionale hanno la finalità di far conoscere ai docenti della scuola il “coding” ed il suo utilizzo nella didattica.

Eurosofia organizza un incontro webinar, per approfondire i processi mentali per la risoluzione di problemi, costituiti dalla combinazione di metodi caratteristici e di strumenti intellettuali.

Il coding guida gli allievi al pensiero computazionale attraverso un approccio ludico e creativo. Potrebbe sembrare solo un gioco ma agevola lo sviluppo cognitivo e si fonda sul concetto di “learning by doing”, ovvero imparare facendo, senza passare da lunghe lezioni teoriche che potrebbero abbassare notevolmente la soglia d’attenzione.

Nel mondo della scuola, il coding sta iniziando ad essere valorizzato e viene considerato un prezioso alleato per la didattica perché educa bambini e ragazzi al pensiero creativo, ma anche dei risvolti pratici.

È afferente alla nostra quotidianità, con molti oggetti che utilizziamo abitualmente e che riteniamo ormai indispensabili. Smartphone, tablet, videogiochi, persino elettrodomestici come la lavatrice o il forno a microonde funzionano grazie a un codice informatico, a una sequenza ordinata di istruzioni.

Quando affrontiamo un problema o abbiamo in mente un’idea, nonostante intuiamo la soluzione non siamo in grado di formularla in modo operativo per metterla in pratica. La capacità di immaginare e descrivere un procedimento costruttivo che porti alla soluzione si chiama “pensiero computazionale”. E’ un veicolo di concretezza, aiuta a semplificare i percorsi, e a rendere lineare la fruizione delle informazioni.

Acquisisci nuove abilità e competenze per sviluppare il pensiero computazionale ed aumentare la capacità di analizzare le situazioni, valutarne i limiti, conoscere gli strumenti a disposizione, organizzare e ideare strategie efficaci alla risoluzione delle problematiche. Il pensiero computazionale è una capacità trasversale da sviluppare già nella prima infanzia e rappresenta un bisogno formativo per le future generazioni.

Il webinar è un corso in streaming, trasmesso in diretta su una piattaforma on-line, ed il corsista ha la possibilità di interagire con il formatore sottoponendo quesiti attraverso una chat condivisa.

 

Eppure l’istruzione pubblica era stata sempre presente nei programmi della campagna elettorale di M5S e Lega. Come rimane una delle parti determinanti del Contratto di Governo sottoscritto solo pochi giorni fa dai due movimenti politici che tengono la nuova maggioranza politica. Il più lungo discorso programmatico della storia della Repubblica, nell’Aula di Palazzo Madama, viene incentrato su un “Governo pragmatico, del fare” con un’azione tutta basata su “ascolto, esecuzione e controllo”: “Flat tax, Migranti, lotta alla mafia, lotta alla corruzione, Reddito di cittadinanza, salario minimo orario sono stati alcuni degli argomenti affrontati. Nessun accenno invece alle problematiche della scuola o alla cultura in generale”. 

Anief ricorda al Governo che sono diversi gli ambiti su cui agire: procedere con la cancellazione del precariato, riaprendo le GaE con un decreto d’urgenza, per superare la discussa sentenza del Consiglio di Stato che ha messo alla porta oltre 60mila maestre e maestri con diploma magistrale, ma anche per assumere tutti i precari abilitati sui 100mila posti vacanti. Inoltre, bisogna anche agire sul contratto di categoria andando a rivedere la mobilità e gli scatti automatici, da aprire anche ai precari, come sostengono ormai da tempo i giudici.  Allo stesso modo, va rivista la riforma del Governo Renzi. Inoltre, va modificata, senza cambiare le carte in tavola, l’assurda Legge Fornero, introducendo la possibilità di andare in pensione a quota 100, sempre a patto che quelle della scuola vengano considerate professioni usuranti. Infine, servono svariati miliardi di euro per avere stipendi per docenti e Ata adeguati all’Ocse. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Ciò significa che l'Italia sarà commissariata dall'Europa per l'incapacità di gestire il precariato e la spesa pubblica aumenterà per colpa della politica, se non si cercherà di risolvere i problemi più urgenti. Inoltre, senza un programma politico centrato sullo sviluppo e sull'investimento di investimenti sul settore dell'istruzione, quello che si sta per avviare non si potrebbe definire il governo del cambiamento. A questo punto, ci aspettiamo che alla Camera dei Deputati, ma soprattutto in occasione del primo Consiglio dei Ministri, il presidente del Consiglio incaricato ci sorprenda con riferimenti espliciti alla Scuola e alle tante problematiche da risolvere. È un passaggio che gli italiani ritengono imprescindibile, attraverso il quale si gioca parte della credibilità del nuovo esecutivo M5S-Lega.

 

 

Come se non bastasse lo stipendio più basso della Pubblica amministrazione, con aumenti minimi in arrivo che non cambiano la sostanza, ora si scopre che le indennità di rischio previste per gli altri dirigenti pubblici, ugualmente distaccati oltre confine, in servizio presso le ambasciate, risultano decisamente maggiorate. La discrepanza, oltre che essere inconcepibile da un punto di vista concettuale, risulta non ammessa nemmeno dalla normativa vigente. Perché sulla base dell’articolo 29 del D.lgs. 64/2017, che disciplina la scuola italiana all'estero, a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera h), della L. 107/2015, risulta che per legge debbano essere assegnati dei coefficienti “fissati sulla base del costo della vita e delle sue variazioni risultanti da rilevamenti obiettivi effettuati avvalendosi di agenzie specializzate a livello internazionale o dei dati statistici elaborati dalle Nazioni Unite e dall'Unione europea, con particolare riferimento al costo dei servizi”. 

L'Ufficio Legale Udir ha quindi preparato una specifica diffida da inviare al Ministero degli Affari Esteri e avviato le preadesioni al ricorso volto a tutelare i diritti dei lavoratori della scuola distaccati all'estero, ancora una volta discriminati rispetto al resto del personale della PA. Per informazioni e aderire al ricorso, clicca qui. 

Marcello Pacifico (presidente Udir): Quanto deciso dall’amministrazione italiana rimane un mistero, perché l'indennità di rischio va parametrata al costo della vita: nei loro confronti, infatti, vanno adottate delle situazioni di rischio e di disagio alla stregua di quelle oggettivamente considerate per il calcolo percentuale del trattamento economico degli altri dirigenti pubblici italiani che non prestano servizio nella scuola. Ci troviamo, quindi, davanti ad una vera discriminazione, attuata anche a dispetto delle norme. Per questo, il nostro ufficio legale ha predisposto una specifica diffida e avviato il ricorso volto a tutelare i diritti dei lavoratori della scuola distaccati nelle scuole italiane all'estero.

 

 

La dotazione organica complessiva di tutti i profili Ata scende a 203.456 lavoratori per il prossimo anno scolastico. Da settembre in Campania ci saranno 115 posti in meno (dal 2011 in complessivo sono 1.045), in Sicilia 73 (in sette anni persi mille posti). La Puglia subisce anch’essa dei tagli pesanti con 98 unità in meno a breve e 854 totali. Seguono la Calabria, la Basilicata, la Sardegna. Assistiamo, dunque, ad un decremento progressivo non giustificato dalla riduzione del tasso di natalità, perché le scuole del Sud e delle Isole sono anche quelle dove si continua a registrare il maggior numero di abbandoni scolastici, con province che superano il 40% di dispersione. 

Anief, pertanto, rilancia i ricorsi per risarcire i 25 mila precari ogni anno chiamati a supplire in posti vacanti e disponibili, come gli altri 40 mila supplenti brevi che hanno diritto allo stesso trattamento economico del personale di ruolo attraverso l’assegnazione dei medesimi scatti stipendiali automatici. Nel frattempo, a Palermo si procede alla stabilizzazione del personaleco.co.co.ee, precario da 18 anni, e si aspetta l'assunzione dei cento assistenti tecnici chiamati sempre al 31 agosto ma ancora non immessi in ruolo. 

Marcello Pacifico (presidente Anief): L'ultima Legge di Stabilità, se ha tutelato il caso dei cococo assunti per più di 36 mesi nella provincia di Palermo che effettuano quotidianamente il lavoro degli Ata, ha dimenticato il resto del personale Ata gestito direttamente dallo Stato e da anni assunto come supplente. Eppure, si tratta degli stessi lavoratori, presenti a partire dagli assistenti tecnici della provincia. Senza dimenticare che gli oltre 3.700 tagli effettuati negli ultimi anni vanno a colpire il medesimo personale Ata letteralmente ignorato dalla Buona Scuola del Governo Renzi, malgrado la sentenza della Consulta derivante da quella Mascolo C-22/13 della Corte di Giustizia europea.

 

 

 

Anief invita a presentare la domanda cartacea e a ricorrere i docenti precari abilitati che hanno maturato i 3 anni di servizio nel corrente anno scolastico o anche negli anni precedenti agli otto anni previsti dal bando, a partire dall’a.s. 2001/2002. Adesione al ricorso entro il 2 luglio.

 

Pubblicata la bozza del regolamento per i Concorsi docenti non abilitati 24 CFU e con tre anni di servizio. Affidati ad Eurosofia, per una preparazione specifica.

Il primo giugno è stata resa nota la bozza del regolamento per i due tanto attesi concorsi per il reclutamento dei docenti non abilitati 24 cfu e per coloro che hanno svolto 3 anni di servizio.

Per quanto concerne il concorso per coloro che hanno acquisito i 24 cfu:

I requisiti d’accesso sono laurea indicata nel DPR n. 19/2016 come modificato nel DM n. 259 del 9 maggio 2017

Possesso dei 24 cfu in materie psico/antropo/sociologiche e metodologie didattiche.

Concorso riservato ai docenti abilitati con tre anni di servizio:

È necessario aver svolto tre anni di servizio anche non continuativo negli ultimi otto anni.

Le prove sono diversificate: i primi dovranno affrontare due prove scritte, ed una ulteriore per il sostegno e l’orale, dopo le quali accederanno ad un percorso fit triennale; i secondi dovranno affrontare solo una prova scritta ed una orale e frequentare solo il primo ed il terzo anno di Fit.

Eurosofia ed Anief da molti anni si occupano della preparazione ai concorsi pubblici e, in particolar modo, nel comparto scuola. Più del 70% dei partecipanti al precedente Concorso a cattedra ha superato brillantemente tutte le prove, grazie all’efficacia della nostra metodologia blended.

Eurosofia è costantemente impegnata nella ricerca delle soluzioni formative e delle metodologie più efficaci per agevolare i propri corsisti nella loro preparazione.

ROMA, 4 GIU - "La fatidica soglia, frutto della somma degli anni anagrafici e di quelli contributivi, per mesi indicata dal M5S come imprescindibile per superare l'assurda Legge Fornero, confermata anche nel contratto di governo sottoscritto con la Lega, potrebbe valere solo a partire da una soglia minima. Questa, perlomeno, è la richiesta formulata in queste ore dalla Ragioneria generale dello Stato". A sostenerlo è il sindacato Anief, secondo il quale "a questo punto, è chiaro che se il neonato governo vorrà tenere fede a quanto detto nel corso della campagna elettorale sarà obbligato a reperire i finanziamenti utili. Altrimenti, ci troveremo davanti all'ennesima promessa incompiuta". "I lavoratori non accetterebbero - sottolinea il sindacato - un passo indietro rispetto a quanto espresso per mesi e risultato tra i motivi principali che hanno portato al consenso per il nuovo assetto politico, da cui è scaturito il novello assetto parlamentare e governativo. Anzi, per i lavoratori della scuola serve sempre l'inclusione tra le categorie che svolgono una professione usurante". Per Marcello Pacifico, leader di Anief-Cisal, "introdurre la clausola dei 64 anni d'età andrebbe a costituire un grave cambiamento del programma di governo: nessuno ha obbligato i partiti a promettere la nuova soglia. Visto che si sono presi l'impegno, evidentemente gradito dalla maggior parte degli italiani, ora è bene portarlo avanti. Costi quel che costi. Come si sono trovati i soldi per sanare altre emergenze nazionali, ora si trovino quelli utili per mandare in pensione chi ha lavorato una vita e ora vuole passare la mano". (ANSA).

La fatidica soglia, frutto della somma degli anni anagrafici e di quelli contributivi, per mesi indicata dal M5S come imprescindibile per superare l’assurda Legge Fornero, confermata anche nel contratto di governo sottoscritto con la Lega, potrebbe valere solo a partire da una soglia minima. Questa, perlomeno, è la richiesta formulata in queste ore dalla Ragioneria generale dello Stato. A questo punto, è chiaro che se il neonato governo vorrà tenere fede a quanto detto nel corso della campagna elettorale sarà obbligato a reperire i finanziamenti utili. Altrimenti, ci troveremo davanti all’ennesima promessa incompiuta. I lavoratori non accetterebbero un passo indietro rispetto a quanto espresso per mesi e risultato tra i motivi principali che hanno portato al consenso per il nuovo assetto politico, da cui è scaturito il novello assetto parlamentare e governativo. Anzi, per i lavoratori della scuola serve sempre l’inclusione tra le categorie che svolgono una professione usurante. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Introdurre la clausola dei 64 anni d’età andrebbe a costituire un grave cambiamento del programma di governo: nessuno ha obbligato i partiti a promettere la nuova soglia. Visto che si sono presi l’impegno, evidentemente gradito dalla maggior parte degli italiani, ora è bene portarlo avanti. Costi quel che costi. Come si sono trovati i soldi per sanare altre emergenze nazionali, ora si trovino quelli utili per mandare in pensione chi ha lavorato una vita e ora vuole passare la mano.

 

 

 

 

Secondo gli agenti del Commissariato di pubblica sicurezza e il personale dell'Asp Catania, il fatto implicava precise ipotesi di reato per via della mancata messa a norma del locale scolastico. La Procura della Repubblica di Catania ha quindi aperto un fascicolo a carico della preside: dopo attente e minuziose indagini ed un'ampia produzione documentale operata dal procuratore legale, il Pubblico Ministero ha accertato l’insussistenza di alcune delle violazioni contestate dagli agenti, ma soprattutto l’estraneità della dirigente scolastica. La quale aveva svolto tutto quello che era nelle sue possibilità, anche per quanto riguarda il sistema di prevenzione e protezione. A distanza di un anno esatto, qualche giorno fa, la Procura della Repubblica ha pertanto avanzato richiesta di archiviazione ed il Giudice delle indagini preliminari, recependo integralmente le argomentazioni del Pm ed emettendo decreto di archiviazione. Un episodio come quello di Catania dimostra come per i dirigenti scolastici è opportuno inviare sempre le segnalazioni agli enti locali di competenza (Comuni o province), i quali sono loro a doversi fare carico delle piccole problematiche di manutenzione ai sensi dell’art. 18 comma 3 del D Lgs. 81/08. 

Marcello Pacifico (presidente Udir): Il provvedimento di archiviazione rende giustizia alla dirigente scolastica, costretta a difendersi da accuse infondate per colpa di una norma che identifica i dirigenti ‘Datori di Lavoro’ e che deve essere cambiata come da nostra proposta Udir presentata lo scorso settembre alla Camera. Prima che si arrivi all’avviso di garanzia, si deve infatti dare la possibilità ai presidi incriminati di poter replicare e difendersi già in sede stragiudiziale, con l’apporto e la consulenza dei tecnici che devono essere scelti come fiduciari poiché in questi casi delicati solo esperti e professionisti del settore possono fornire le giuste indicazioni.

 

I docenti, gli amministrativi, tecnici e ausiliari alle dipendenze del Miur, in servizio presso le scuole italiane all'estero, sono costretti a subire un'ingiustificata disparità di trattamento rispetto agli altri lavoratori pubblici ugualmente distaccati fuori il confine italiano ed in servizio presso le ambasciate. Inspiegabilmente, il Ministero degli Affari Esteri, anziché allineare l'aliquota applicata ai vari stipendi italiani per calcolare la misura dell'Indennità di Servizio Estero (ISE) a quella applicata “sulla base del costo della vita e dei servizi” al personale delle Ambasciate, a dispetto dell’approvazione della nuova norma, ha illegittimamente ridotto la "percentuale di disagio" fissata dal MAECI per tutti gli Stati in cui il lavoratore ottiene il distacco, ponendo in essere, così, una vera e propria disparità di trattamento economico a discapito del solo personale scolastico in servizio all'estero. Eppure l’articolo 29 del D.lgs. 64/2017, nel ridefinire per il personale della scuola in servizio all'estero le basi di calcolo per i trattamenti economici e per le cosiddette "indennità di rischio e disagio", ha correttamente disposto l’equiparazione tra tutti i lavoratori pubblici distaccati fuori confine. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): L'indennità di rischio va parametrata al costo della vita e discriminare il personale scolastico all'estero è una palese illegittimità. Pertanto per il personale scolastico in servizio all'estero le stesse situazioni di rischio e disagio presenti nella circoscrizione a cui sono assegnati vengono valutate in misura minore rispetto a quanto considerato per il calcolo percentuale del trattamento economico dei dipendenti pubblici italiani che non prestano servizio nella scuola. Per tale motivo, il nostro ufficio legale ha predisposto una specifica diffida e avviato il ricorso volto a tutelare i diritti dei lavoratori della scuola distaccati nelle scuole italiane all'estero. L'indennità di ‘rischio e disagio’ determina, inoltre, non soltanto la base di calcolo dell'Indennità di Sevizio Estero (ISE), ma anche tutte le indennità accessorie correlate, come il contributo abitazione, la maggiorazione per coniuge e per figli a carico, l'indennità di prima sistemazione, anch'esse drasticamente diminuite a seguito della illegittima rideterminazione della percentuale di maggiorazione per rischio e disagio per il solo personale scolastico.

L'Ufficio Legale Anief ha predisposto una specifica diffida da inviare al Ministero degli Affari Esteri e avviato le preadesioni al ricorso volto a tutelare i diritti dei lavoratori della scuola distaccati all'estero, ancora una volta discriminati rispetto al resto del personale della PA. Per informazioni e aderire al ricorso, clicca qui.

 

 

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