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La soluzione trovata dal governo gialloverde su formazione e assunzioni dei docenti aumenta il gap rispetto ai Paesi Ue. La storia è datata: quasi trent’anni fa, con gli accordi di Lisbona, il nostro Paese decideva di allinearsi agli altri Paesi Ue sulla formazione universitaria iniziale degli insegnanti; servirono due lustri per fare partire le SSIS, le scuole di abilitazione e specializzazione universitaria, e quasi tutti i corsisti furono assunti dalla GeE. Poi arrivarono il TFA e il PAS che non diedero sblocco per la chiusura delle graduatorie. La stessa sorte è toccata agli abilitati con la laurea in Scienze della formazione primaria conseguita dopo il 2011. Furono però banditi due concorsi riservati, uno per la secondaria e uno per infanzia e primaria. Infine, con la riforma Renzi-Giannini avremmo dovuto avere il Fit triennale, con formazione e reclutamento inclusi, ma ora il Governo, con l’articolo 58 della bozza della manovra di bilancio, “bollinata” e inviata al Quirinale, che modifica il decreto legislativo 59/17, ha deciso di puntare tutto sui vecchi concorsi.

 

 

 

In queste settimane Udir, giovane sindacato nato per tutelare i dirigenti scolastici, con l’intento di fornire un importante strumento di informazione e formazione, è impegnato, in tutta Italia, in una serie di giornate di studio Io Dirigente. Sicurezza, Salute, Retribuzione, Relazioni sindacali. Tra i temi trattati anche quello della tutela penale dei DS in tema di sicurezza: attraverso un’interpretazione attenta della normativa è possibile anche la chiusura delle scuole rimanendo esenti da responsabilità. L’ingegnere Natale Saccone, impegnato come formatore nei seminari, ha illustrato la procedura sulla chiusura degli istituti scolastici non sicuri.

 

 

Lo studio legale Anief, alla luce dell'incertezza dichiarata dal Miur riguardo la valutazione del servizio svolto come insegnante di religione cattolica nella scuola primaria e l'ulteriore esclusione del servizio svolto nelle scuole comunali, questo abbastanza chiaro nel regolamento, avvia le procedure di preadesione agli specifici ricorsi in modo da tutelare quei docenti che dovessero essere esclusi dalla partecipazione al concorso per aver svolto servizio come IRC o nelle scuole comunali.

 

 

L’ammissione è arrivata dal Ministro Bussetti: siamo in attesa di risposte dal presidente del Consiglio Conte e dal ministro dell’Economia Tria. Ma nel frattempo il testo della legge di bilancio che giungerà alle Camere risulta privo degli interventi promessi sugli organici e precariato nei vari disegni di legge di esponenti della maggioranza gialloverde. Persino le poche 27.400 immissioni chieste dal Miur sono in bilico.

 

 

Dal testo della manovra 2019, appena inviato al Quirinale, l’esperienza formativa degli studenti presso le aziende diventa percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, già dall’anno in corso. Inoltre, viene più che dimezzata la loro durata complessiva. La quale passa da 400 ore a 150 ore per tecnici e a 180 per i professionali, mentre per i licei scende da 200 a 90. E i finanziamenti si andranno a determinare sulla base del numero minimo di ore da svolgere. Lascia però molto a desiderare la decisione di introdurre le nuove linee guida in piena seconda parte dell’anno scolastico. I dubbi si sommano a quelli emersi già qualche settimana fa, quando il Miur ha deciso che da giugno avremo un esame di maturità diverso dall’attuale, con il “congelamento” dell’obbligo, ai fini dell’ammissione, del conseguimento del monte orario maggiorato di esperienze in azienda o con esperti del mondo del lavoro.

 

 

 

Il Miur ha dato avvio a diversi reclutamenti che mirano ad un rinnovamento di tutti gli attori del comparto scuola. Negli ultimi mesi è stato necessario affrontare molte emergenze, come la carenza di insegnanti di sostegno, problematiche relative alle reggenze ed alla mancanza di Dsga. Per far fronte a quest’impasse e per una gestione più razionale delle risorse umane sono stati programmati nuovi bandi di concorso. A breve ci saranno molte opportunità per chi desidera svolgere un’attività nel mondo della scuola. Vuoi creare dei nuovi presupposti lavorativi?

 

 

Il Tribunale del Lavoro dà nuovamente ragione all'Anief sul diritto al riconoscimento del servizio svolto nelle scuole paritarie ai fini della ricostruzione di carriera. Dopo i successi ottenuti anche ai fini della mobilità, ora il sindacato punta al pieno riconoscimento del servizio nelle paritarie anche ai fini dell'accesso al concorso riservato per Primaria e Infanzia.

 

 

Nell’ultima versione del testo che oggi verrà consegnato alle Camere, spuntano nuove importanti norme: tra queste figura anche il nuovo sistema di selezione e formazione dei docenti, che darà una “spallata” importante alla Buona Scuola di Renzi, a partire dal modello formativo triennale del FIT, riservato ai vincitori di concorso, che si trasforma in “Percorso annuale di formazione iniziale e prova”. Addio anche al concorso riservato ai precari non abilitati con 36 mesi, i quali potranno accedere solo al 10% dei posti del nuovo concorso ordinario, con due prove scritte e una orale. Si impone anche il vincolo di mobilità quinquennale dei neo-assunti e scompare la titolarità per ambito territoriale. Niente idonei per il sostegno, ma graduatorie biennali per i soli posti banditi con scritto e orale. Anief plaude alla riduzione ad una annualità del percorso triennale del Fit e al ritorno ai concorsi abilitanti, ma denuncia l'abbandono di 200 mila precari storici con la percentuale di posti loro riservati davvero irrisoria. Pertanto, saranno fatti presentare emendamenti in Parlamento, al fine, tra le altre cose, di riaprire le GaE agli abilitati, far estendere il doppio canale di reclutamento alle graduatorie d'istituto, se esaurite, stabilizzare i precari sui posti vacanti e disponibili, far cadere il vincolo di 5 anni per i neo-assunti. Ci si chiede, poi, che fine hanno fatto gli investimenti per l'aumento del tempo pieno al Sud, rideterminare il rapporto alunni-docenti, ripristinare insegnamento per moduli nella primaria, dell'inglese e dell'educazione motoria, dell’insegnamento del diritto alle superiori.

 

 

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Si comunica che la segreteria nazionale ANIEF, rimarrà chiusa in occasione delle festività da giovedì 1 a domenica 4 novembre. Le attività riprenderanno normalmente da lunedì 5.

Sembra che per l’ennesima volta il Mef abbia respinto le richieste di 27.400 immissioni in ruolo formulate dal Ministero dell’Istruzione per coprire una parte dei tantissimi posti vacanti, in vista del prossimo anno. Eppure, dovevano essere almeno 300 mila le immissioni in ruolo da programmare per il personale docente e Ata della scuola. Anche sulla base dei numerosi comunicati emessi da esponenti politici della maggioranza di governo. Secondo il leader dell’Anief, Marcello Pacifico, già 27 mila posti, ancorché negati, erano un numero esiguo, soprattutto dopo che dieci volte tanto era stato promesso da chi oggi ci governa: bisogna essere seri o tacere. Perché si tratta di un passaggio imprescindibile per sconfiggere la precarietà e migliorare il servizio formativo.

 

Il prossimo contratto si presenta come un contratto anomalo: non si era mai visto un contratto che, oltre agli aumenti, dà una diminuzione degli stipendi. Inoltre, c'è una forte disparità tra le regioni. Anche ciò sarà oggetto di discussione durante i seminari Io Dirigente. Sicurezza, Salute, Retribuzione, Relazioni sindacali: prossimi incontri Roma (scheda di adesione) e a Napoli (scheda di adesione). Durante le giornate di studio, il dirigente scolastico Pietro Perziani tra i formatori. Riportiamo, di seguito, la sua analisi. Si ricorda, inoltre, che il giovane sindacato ha attivato una serie di ricorsi, totalmente gratuiti per i soci, attraverso i quali è possibile recuperare quanto spettante.

 

Ricorsi UDIR

 

 

A causa dell’emergenza meteo, il 18 ottobre 2018, data in cui si doveva svolgere la verifica del corso-concorso DS, la prova, per misure di prevenzione dal rischio idrogeologico, è stata rinviata. Trascorso ormai del tempo dalla data citata, bisognerebbe programmare le procedure concorsuali, ma ancora non vi è stata nessuna comunicazione.

Anief, nella giornata odierna, ha inviato al direttore dell’USR Sardegna, all’Ufficio di Gabinetto del Miur, al Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione, al Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane e al Dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca, una nota con richiesta d’immediato avvio delle procedure del corso-concorso per il reclutamento di dirigenti scolastici bandito con DDG n. 1259 del 23 novembre 2017. 

Infatti, alla luce del protocollo AOODRSA.REGISTRO UFFICIALE.U.0017907.17-10-2018 con il quale l’USR Sardegna ha rinviato a data da destinarsi le prove concorsuali, il giovane sindacato chiede l’indizione immediata delle prove e, vista la differente calendarizzazione rispetto alle prove nazionali, un sistema compensativo per i temi e i contenuti trattati nelle medesime prove.

 

Oggi la delegazione CISAL, composta dal presidente Anief Campania Stefano Cavallini e dal legale Salvatore Russo, ha espresso le ragioni delle modifiche normative nazionali sulla stabilizzazione del personale, durante un’audizione presso la XIV Commissione del Senato in merito all’esame del provvedimento As 822 - i cui emendamenti scadono il 5 novembre: la delegazione ha illustrato le ragioni dell’emendamento, partendo dalla sentenza C-331/17 Sciotto della Corte di Giustizia Europea, emessa il 25 ottobre scorso, che affida al giudice nazionale la conversione del contratto in assenza di misure effettive sanzionatorie per gli abusi subiti dal personale precario delle fondazioni lirico-sinfoniche e le Osservazioni della Commissione europea sulla procedura d’infrazione NIF 2014/4231, in attesa della sentenza C-494/17 Rossato sul mancato risarcimento riconosciuto agli insegnanti di ruolo. Assunto come testo base un comma del DDL Pittoni (As 335).

 

 

 

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