Per un gruppo di maestri precari della scuola pubblica, con diploma magistrale, sarà una festa particolare: la passeranno davanti al Miur, dove da un paio di giorni hanno iniziato lo sciopero della fame per opporsi al loro licenziamento e a quello di altre decine di migliaia di docenti, rei di avere conseguito un titolo di studio improvvisamente non considerato più valido per svolgere la professione, ma solo per accettare supplenze brevi. 

Anief, che si è sempre schierato a fianco di questi lavoratori e per il rispetto dei loro diritti, conferma quindi lo sciopero del 2 e 3 maggio, il terzo in quattro mesi, anche per opporsi alla posizione dall’Avvocatura di Stato allineata a quella del Consiglio di Stato. Inoltre, in queste ore il giovane sindacato ha inoltrato formale richiesta, perché si raggiunga una soluzione immediata al problema, all’on. Nicola Molteni (Lega Nord) e al sen. Vito Crimi (M5S), rispettivamente presidenti delle Commissioni speciali di Camera e Senato, e anche agli uffici di presidenza delle Commissioni che hanno il compito, in questa fase, di esaminare gli atti del Governo. Dopo avere preso atto della volontà della ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli di approvare una norma salva maestri in Parlamento e dell’impegno ad offrire un adeguato supporto tecnico da parte del Ministero dell’Istruzione, il presidente Anief Marcello Pacifico si è quindi rivolto anche al Miur. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): L’anno scolastico è quasi al termine e la politica deve prendere in mano la situazione, proponendo innanzitutto una soluzione urgente, al fine di garantire la continuità didattica, la parità di trattamento di tutto il personale abilitato e precario, il reclutamento immediato dei docenti precari. Senza la riapertura delle GaE, in migliaia già assunti in ruolo, questi insegnanti saranno licenziati. Inoltre, uno su due non sarà chiamato più il prossimo anno. Insomma, ci ritroveremo con le cattedre vuote e i docenti per strada.

 

 

Il 1° maggio è la Festa dei lavoratori: si celebra dal 1886, quando da Chicago partì la proclamazione di uno sciopero generale in tutti gli Stati Uniti con il quale gli operai rivendicavano migliori e più umane condizioni di lavoro. Per un gruppo di maestri precari della scuola pubblica, con diploma magistrale, sarà una festa particolare: la passeranno davanti al Miur, dove da un paio di giorni hanno iniziato lo sciopero della fame per opporsi al loro licenziamento e a quello di altre decine di migliaia di docenti, rei di avere conseguito un titolo di studio improvvisamente non considerato più valido per svolgere la professione, ma solo per accettare supplenze brevi. È paradossale che, dopo aver sostenuto più volte il contrario, anche il Consiglio di Stato abbia fatto propria questa interpretazione, con l’assurda sentenza n. 11 dell’Adunanza Plenaria del 20 dicembre scorso, che tira via delle GaE decine di migliaia di maestre e maestri con diploma magistrale, tra cui circa 5.600 già immessi in ruolo, e che riserva lo stesso destino a tutto il popolo degli abilitati candidati all’immissione in ruolo.

Anief, che si è sempre schierato a fianco di questi lavoratori e per il rispetto dei loro diritti, conferma quindi lo sciopero del 2 e 3 maggio, il terzo in quattro mesi, anche per opporsi alla posizione dall’Avvocatura di Stato allineata a quella del Consiglio di Stato. Inoltre, in queste ore il giovane sindacato ha inoltrato formale richiesta, perché si raggiunga una soluzione immediata al problema, all’on. Nicola Molteni (Lega Nord) e al sen. Vito Crimi (M5S), rispettivamente presidenti delle Commissioni speciali di Camera e Senato, e anche agli uffici di presidenza delle Commissioni che hanno il compito, in questa fase, di esaminare gli atti del Governo.

Dopo avere preso atto delle dichiarazioni rilasciate ieri dalla ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, sulla necessità di approvare una norma salva maestri in Parlamento, e dell’impegno ad offrire un adeguato supporto tecnico da parte del Ministero dell’Istruzione, il presidente Anief Marcello Pacifico si è quindi rivolto anche al Miur: la richiesta del sindacalista è quella di organizzare, con sollecitudine, un incontro per discutere sui contenuti di un provvedimento urgente, a partire dalla bozza di decreto legge elaborata dal sindacato che sostiene le ragioni della protesta di migliaia di insegnanti in procinto di essere espulsi dalle GaE e dalle supplenze di lunga durata.

“Sono gli stessi docenti – ricorda Marcello Pacifico – che manifesteranno a Roma giovedì, il 3 maggio, davanti al Miur, ancora una volta per chiedere la riapertura delle GaE a tutti gli insegnanti abilitati. Non è più possibile perdere altro tempo. Lo hanno capito le insegnanti che hanno cominciato uno sciopero della fame su indicazione del coordinamento dei diplomati magistrale abilitati e che hanno raccolto anche il sostegno di molti dei coordinamenti del personale abilitato anche nelle scuole superiori, delusi e amareggiati dal regime di reclutamento transitorio introdotto in attesa di vedere a regime il nuovo sistema dei Fit triennali previsto dalla riforma Renzi-Giannini”.

“L’anno scolastico è quasi al termine – continua Pacifico - e la politica deve prendere in mano la situazione, proponendo innanzitutto una soluzione urgente, al fine di garantire la continuità didattica, la parità di trattamento di tutto il personale abilitato e precario, il reclutamento immediato dei docenti precari. Senza la riapertura delle GaE, in migliaia già assunti in ruolo, questi insegnanti saranno licenziati. Inoltre, uno su due non sarà chiamato più il prossimo anno. Insomma – conclude il sindacalista – ci ritroveremo con le cattedre vuote e i docenti per strada”.

 

 

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