Il CdM ha approvato l’autorizzazione ad assumere, a tempo indeterminato, per l’anno scolastico 2018/19 su posti vacanti e disponibili, 57.322 unità di personale docente, di cui 43.980 docenti su posto comune e 13.342 docenti su sostegno; 46 unità di personale educativo; 212 dirigenti scolastici; 9.838 unità di personale Ata. 

Secondo il sindacato Anief, il contingente autorizzato è molto al di sotto delle aspettative: tra gli insegnanti si poteva fare molto di più, considerando che ci si è fermati al mero turn over, che vi sono 50 mila posti di sostegno liberi più altrettanti su disciplina vacanti e che si è penalizzato ancora una volta il Sud; pure tra gli assistenti amministrativi e tecnici, come per i collaboratori scolastici, i conti non tornano, perché si è attuato un programma di assunzioni in ruolo che copre solo la metà dell’organico di diritto e che non tiene conto di altre diverse migliaia di posti in organico di fatto che continueranno ad andare a supplenza. Per ciò che riguarda i dirigenti scolastici, invece, si assumono un pugno di vincitori di concorso, senza pensare che vi sono quasi 2 mila reggenze da coprire e che per evitare di andare incontro ad un annus horribilis dal punto di vista organizzativo, si sarebbe benissimo potuto dare sia la possibilità di confermare i presidi pensionandi, sia avviare un corso riservato ai ricorrenti della selezione 2011. Ma c’è un dato sulle assunzioni altrettanto importante e di cui pochi parlano: è quello che riguarda le immissioni in ruolo del personale educativo, per le quali il Ministero dell’Economia non ha tenuto conto della richiesta presentata dal Miur di autorizzarne 77, concedendone appena 46. 

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Quella presa sulle assunzioni degli educatori è una decisione che ci lascia sconcertati, perché l’amministrazione procede soltanto con l’autorizzazione per le immissioni in ruolo di un posto su dieci in organico di diritto; mentre continua l'esclusione dalle procedure concorsuali riservate, dopo che la Buona Scuola aveva ignorato la presenza degli educatori, come se fossero docenti di un altro Paese. Se non ci saranno integrazioni nel contingente del personale educativo Anief è pronta sin d’ora a ricorrere nei tribunali del lavoro per il risarcimento dell’ennesimo danno gratuito arrecato alla categoria. Il nostro sindacato ha anche intenzione di rivolgersi pure al Tar per il mancato avvio dei concorsi pubblici riservati.

 

 

Il Consiglio dei Ministri ha approvato l’autorizzazione ad assumere, a tempo indeterminato, per l’anno scolastico 2018/19 su posti vacanti e disponibili, 57.322 unità di personale docente, di cui 43.980 docenti su posto comune e 13.342 docenti su sostegno; 46 unità di personale educativo; 212 dirigenti scolastici; 9.838 unità di personale Ata. Le immissioni in ruolo – ratificate a seguito della proposta del ministro per la Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno e del ministro dell’Economia Giovanni Tria e secondo quanto illustrato dal ministro dell’Istruzione Marco Bussetti – risultano fortemente sottodimensionate.

Secondo il sindacato Anief, il contingente autorizzato è molto al di sotto delle aspettative: tra gli insegnanti si poteva fare molto di più, considerando che ci si è fermati al mero turn over, che vi sono 50 mila posti di sostegno liberi più altrettanti su disciplina vacanti e che si è penalizzato ancora una volta il Sud; pure tra gli assistenti amministrativi e tecnici, come per i collaboratori scolastici, i conti non tornano, perché si è attuato un programma di assunzioni in ruolo che copre solo la metà dell’organico di diritto e che non tiene conto di altre diverse migliaia di posti in organico di fatto che continueranno ad andare a supplenza.

Per ciò che riguarda i dirigenti scolastici, invece, si assumono un pugno di vincitori di concorso, senza pensare che vi sono quasi 2 mila reggenze da coprire e che per evitare di andare incontro ad un annus horribilis dal punto di vista organizzativo delle scuole, si sarebbe benissimo potuto dare sia la possibilità di confermare i presidi pensionandi, sia avviare un corso riservato ai ricorrenti della selezione 2011, esclusi da una norma della Legge 107/15, che vi ha ammesso solo i ricorrenti del concorso 2004 o del 2011 destinatari di un provvedimento di primo grado favorevole, costringendo l’Anief a rivolgersi alla Corte Costituzionale che si esprimerà in merito il prossimo 20 novembre.

Ma c’è un dato sulle assunzioni altrettanto importante e di cui pochi parlano: è quello che riguarda le immissioni in ruolo del personale educativo, per le quali il Ministero dell’Economia non ha tenuto conto della richiesta presentata dal Miur di autorizzarne 77, concedendone appena 46. “La decisione è motivata dalla presenza di esubero, che rende impossibile allargare così tanto le maglie delle nuove assunzioni”, ha spiegato Orizzonte Scuola.

“Quella presa sulle assunzioni degli educatori è una decisione che ci lascia sconcertati – afferma Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – perché l’amministrazione procede soltanto con l’autorizzazione per le immissioni in ruolo di un posto su dieci in organico di diritto; mentre continua l'esclusione dalle procedure concorsuali riservate, dopo che la Buona Scuola aveva ignorato la presenza degli educatori, come se fossero docenti di un altro Paese”.

“Se non ci saranno integrazioni nel contingente del personale educativo Anief è pronta sin d’ora a ricorrere nei tribunali del lavoro – conclude il suo presidente - per il risarcimento dell’ennesimo danno gratuito arrecato alla categoria. Il nostro sindacato ha anche intenzione di rivolgersi pure al Tar per il mancato avvio dei concorsi pubblici riservati, sempre rivolti ai docenti educatori”.

 

 

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