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Dopo il via libera della Commissione Bilancio, giunge oggi nell’Aula di Montecitorio la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza della legge di bilancio. Per il settore dell’Istruzione sono diversi i temi trattati: tra i tanti, particolare interesse riscuotono il reclutamento e i trasferimenti, l’autonomia differenziata e gli organici, l’alternanza scuola-lavoro, il personale ATA, i concorsi a dirigente scolastico e Dsga, la dispersione, l’educazione alla cittadinanza, l’inclusione, la scuola primaria e il sistema 0-6, la scuola digitale e la prevenzione dei crolli degli istituti.

 

 

La commissione Bilancio della Camera ha concluso l’esame della Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza collegata alla manovra di fine anno. I deputati commissari hanno votato il mandato ai relatori a riferire in Assemblea. Il testo arriverà in Aula oggi pomeriggio per la votazione della relazione di maggioranza e il voto sullo scostamento di bilancio, che dovrà essere approvato a maggioranza assoluta. Il sindacato Anief esamina, punto per punto, i principali temi affrontati nel Def relativi al settore scolastico, con le modifiche da adottare per permetterne un’approvazione efficace rispetto alle effettive esigenze della scuola.

Reclutamento 

Il sindacato invita a riaprire le graduatorie ad esaurimento garantendo l’assunzione nei ruoli di chi ha superato l’anno di prova, stabilizzando il personale abilitato con almeno 36 mesi di servizio svolto, su tutti i posti vacanti e disponibili ivi inclusi i posti in deroga e trasformando le graduatorie d’istituto in graduatorie permanenti, da aggiornare annualmente e organizzare a livello provinciale. A tal fine, Anief intende fornire alle proprie RSU gli strumenti per avviare l’operazione verità sugli organici di ogni istituzione scolastica.

Autonomia differenziata 

L’organizzazione sindacale è pronta a ricorrere nei tribunali laddove riscontri la lesione dei principi costituzionali sulla libera circolazione dei cittadini nella ricerca al lavoro e sulla parità di trattamento in tema di reclutamento (domicilio professionale), trasferimenti (blocco da una regione all’altra), risorse (assegnazione in base al PIL regionale). La continuità didattica si persegue eliminando il precariato e non compromettendo i legami con le famiglie dei lavoratori precari o neo-assunti.

Alternanza scuola-lavoro

La riduzione del numero di ore dedicate all’alternanza scuola-lavoro deve essere accompagnata da un’inchiesta speciale su quanto svolto dagli studenti nel triennio precedente, con particolare attenzione allo statuto degli studenti-lavoratori.

Personale ATA

La sola internalizzazione di alcuni servizi non risolve il problema del reclutamento che deve prevedere la stabilizzazione di chiunque abbia prestato servizio per 36 mesi da collaboratore scolastico, assistente amministrativo o tecnico o in altri ruoli come la revisione di un punto percentuale del rapporto Ata/studenti. È inoltre necessario revisionare il profilo professionale, aggiornando le fasce di appartenenza rispetto anche ai lavoratori degli altri settori pubblici, al titolo di studio, ai ruoli ricoperti e alle responsabilità, attivare il profilo di coordinatore dei servizi di segreteria, i corsi per gli altri passaggi bloccati ormai da 8 anni e una specifica card per la formazione. 

Concorso dirigenti scolastici

La semplificazione delle procedure di reclutamento garantisce l’assunzione nei ruoli dei vincitori dell’ultimo concorso in corso di svolgimento ma deve essere accompagnata, visti i nuovi pensionamenti, da un nuovo corso riservato ai ricorrenti del 2011 al fine di neutralizzare un eventuale giudizio negativo della Consulta rispetto al contenzioso pendente relativo alla legge 107/2015 e alle assunzioni già effettuate.

Concorso DSGA

Bisogna accelerare nell’emanazione di un bando annunciato da tempo e che deve prevedere una quota di posti riservati agli assistenti amministrativi facenti funzione da stabilizzare immediatamente nei ruoli dopo 36 mesi di servizio. Bisogna riconsiderare il servizio svolto dal 1999, anno di emanazione della direttiva UE.

Dispersione e organici

Accanto al potenziamento del tempo pieno e del tempo prolungato nel primo ciclo di istruzione, al Sud è evidente che bisogna rivedere il principio di assegnazione degli organici del personale in base alle esigenze del territorio, in deroga agli attuali parametri stabiliti dalla legge, e ripristinare l’obbligo scolastico fino al compimento del 18° anno di età.

Educazione alla cittadinanza

Lo sviluppo di tali percorsi deve essere seguito dall’introduzione dello studio obbligatorio di due ore di Diritto nel primo biennio della scuola superiore.

Inclusione alunni disabili

Per raggiungere la piena inclusione scolastica, al di là di nuovi specifici corsi o indicatori di valutazione, risulta necessario rivedere profondamente il decreto delegato 66/2017, annullando i nuovi criteri per la determinazione delle certificazioni e dell’assegnazione delle ore di sostegno e dei gruppi di lavoro per l’inclusione, garantendo l’assegnazione degli organici richiesti dalle scuole e l’assunzione su tutti i posti in deroga.

Scuola primaria

Il potenziamento di musica o scienze motorie è opportuno attraverso l’utilizzo di personale docente abilitato e/o provvisto di competenze specifiche, ma anche attraverso la reintroduzione dell’insegnante specialista in lingua inglese e dell’insegnamento per moduli con il maestro prevalente.

Revisione del sistema 0-6 anni

Oltre ad incrementare il fondo nazionale relativo al sistema integrato, risulta necessario revisionare il decreto legislativo 65/2017, al fine di anticipare l’obbligo scolastico a cinque anni con una compresenza di docenti dell’infanzia e della scuola primaria, con l’introduzione del docente specializzato su sostegno già a partire dagli asili nido.

Piano nazionale scuola digitale

Bene l’attivazione di équipe a supporto delle scuole, ma con risorse certe che permettano un piano di investimenti finalizzato alla creazione di strutture tecnologicamente avanzate.

Sicurezza edifici

Alla mappatura satellitare degli edifici si deve affiancare una revisione del Testo Unico sulla Sicurezza, relativamente alle responsabilità di dirigenti, Rls, Rssp, unitamente allo sblocco delle risorse già stanziate per una rapida programmazione degli interventi che non può prescindere dal ripristino del numero delle scuole autonome attivate dieci anni fa e ridotte progressivamente a seguito della legge 133/2008.

Il testo integrale del DEF

Le misure contenute ad oggi nel DEF

 

 

 

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