Per rispondere all’inerzia dell’amministrazione scolastica su temi centrali per la qualità dell’istruzione pubblica, il giovane sindacato rompe gli indugi: avvalendosi delle rappresentanze sindacali elette in occasione delle ultime elezioni Rsu, svolte la scorsa primavera, che hanno portato l’Anief alla rappresentatività nazionale, prossima alla ratifica da parte dell’Aran, saranno direttamente i lavoratori, docenti e Ata a scoprire le carte sugli organici finti che si continuano a perpetrare al solo scopo di risparmiare sui mesi estivi e sulle ricostruzioni di carriera, a dispetto anche dell’orientamento dei giudici. Si tratta di un passaggio fondamentale, perché se dovesse passare il disegno di legge annunciato dalla Lega sulla stabilizzazione dei precari storici, diventerà cruciale l’avere o il non avere lavorato su cattedre libere, oltre che vedersi riconosciuti due mesi in più l’anno ai fini del posizionamento nelle graduatorie pre-ruolo che si andranno a costituire.

 

 

Scatta l’operazione verità sulla gestione delle scuole italiane: il sindacato sta inviando ai propri candidati eletti tre interpelli diretti ai rispettivi dirigenti scolastici per indagare sulle classi pollaio, sull’organico di fatto del personale, sui posti in deroga assegnati o non concessi sul sostegno. L’azione consentirà anche di stabilizzare tutti quei precari che non hanno avuto la possibilità di sottoscrivere un contratto con scadenza 31 agosto dell’anno successivo, pur lavorando su posti vacanti e disponibili.

L’assunzione nei ruoli dello Stato dopo 36 mesi di servizio svolto, ad ogni modo, non può infatti riguardare soltanto i contratti stipulati fino al 31 agosto, perché ci sono migliaia di posti erroneamente inseriti in organico di fatto e si deve prevedere in caso di clausola rescissoria la conferma dei ruoli di chi è già stato assunto e ha superato l’anno di prova. Per questo, diventa centrale l’operazione verità sugli organici avviata dall’Anuef. Certamente, deve essere considerato tutto il servizio prestato dall’adozione della direttiva UE e non dal 1° settembre 2016. 

“È ora di finirla con il valzer delle riforme che continuano a giocare sulla pelle dei lavoratori – dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – mentre serve una soluzione vera che prenda in considerazione e affronti con chiarezza tutta una serie di problematiche che non possono più essere ‘nascoste sotto il tappeto’ attraverso provvedimenti che altro non fanno se non confondere le acque.  Il problema è che non sembra che con la nuova legislatura si sia compreso appieno la situazione che si è andata a delineare in questi anni, perché caratterizzata volutamente, per motivi di cassa pubblica, da una falsa articolazione dell’organico di fatto, nel quale sono state collocate decine di migliaia di posti vacanti e disponibili. Questi, infatti, sarebbero dovuti essere annoverati in organico di diritto e quindi risultare utili sia per la mobilità del personale, sia per le assunzioni a tempo indeterminato”.

“L’apice di questa cattiva prassi tipicamente italiana – aggiunge il presidente Anief – si è toccato con l’assegnazione dei docenti di sostegno, con la Legge 128/2013, che ancora oggi preclude la stabilizzazione di decine di migliaia di docenti specializzati: appena il 70% delle cattedre – circa 100 mila su 150 mila – è assegnata ad un docente di ruolo. Le altre, continuano ad andare a supplenza annuale, malgrado si tratti di posti a tutti gli effetti disponibili. E non interessa se nel frattempo il numero di alunni disabili è quasi raddoppiato. Anche i buoni propositi degli estensori della Buona Scuola e del decreto legislativo 66/2017 si sono perse, per continuare a dare spazio alle ragioni finanziarie rispetto al diritto allo studio degli alunni più deboli. La situazione è ora comunque sottoposta al giudizio del Tar del Lazio che nei giorni scorsi ha fatta sapere di volerci vedere chiaro, chiedendo un’istruttoria al Miur per capire perché, nonostante l’aumento degli alunni disabili, gli organici di sostegno rimangono invariati. E per sapere quanto costa ai cittadini questo andare”.

Nel frattempo, considerando che il Miur non vuole attivare una specifica inchiesta, come sollecitato da Anief, allora saranno i sindacalisti eletti nelle liste Anief ad adoperarsi per avviare l’operazione “verità e trasparenza” sugli organici relativi ai contratti a tempo determinato, con particolare attenzione al sostegno e alla formazione delle classi. 

“La beffa e l'inganno ai danni dei precari – conclude Pacifico – o ancora alle famiglie dei nostri alunni con disabilità è palese ed è arrivato il momento di smascherarla”. L’operazione verità accompagna l’attività legale relativa ai ricorsi per il riconoscimento degli scatti di anzianità e dei risarcimenti nonché a quella per l’attivazione dei posti in deroga con l’iniziativa #nonunoradimeno.

 

 

 

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