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FAQ

FOCUS CCNL 2016/18

 

A cosa servono le relazioni sindacali?

Secondo l’art. 4 del CCNL 2016/18 le relazioni sindacali sono lo strumento per costruire relazioni stabili tra pubblica amministrazione e soggetti sindacali, al fine di instaurare una partecipazione attiva e consapevole, comportamenti corretti e trasparenti, un dialogo costruttivo nel rispetto dei diritti e degli obblighi reciproci, così da prevenire e risolvere eventuali conflitti.

Il fine ultimo delle relazioni sindacali è quello di migliorare le condizioni dei lavoratori, incrementare l’efficacia e l’efficienza dei servizi prestati, la crescita professionale e l’aggiornamento del personale e naturalmente i processi di innovazione organizzativa.

 

Come si articolano le relazioni sindacali?

Secondo l’art. 4 del CCNL 2016/18 le relazioni sindacali si articolano in:

  1. Partecipazione a livello istituzionale competente per materia finalizzata a instaurare forme costruttive di dialogo tra le parti, che si articola a sua volta in:
  • Informazione;
  • Confronto;
  • Organismi paritetici di partecipazione.

   b. Contrattazione integrativa di livello nazionale, regionale e d’istituto.

 

Cos’è l’informazione e in quali tempi devi essere data?

Secondo l’art. 5 del CCNL 2016/18 l’informazione, presupposto per il corretto esercizio delle relazioni sindacali e dei relativi strumenti, consiste nella trasmissione da parte dell’amministrazione di dati ed elementi conoscitivi ai soggetti sindacali, che in tal modo conoscono ciò che riguarda le materie di confronto e di contrattazione integrativa (previste negli artt. 6 e 7).

Chiaramente tempi, modi e contenuti dell’informazione devono permettere ai soggetti sindacali di poter valutare in maniera approfondita l’impatto potenziale delle misure da adottare, in modo da potere esprimere osservazioni e proposte.

A seguito di richiesta i soggetti sindacali (le RSU) ricevono informazioni riguardanti gli esiti del confronto e della contrattazione integrativa. I dirigenti degli istituti scolastici ed educativi devono dare l’informazione in tempi tali da rispettare le operazioni che preparano l’avvio dell’anno scolastico. L’informazione viene fornita a seguito della richiesta da parte della RSU alla quale deve essere dato ogni elemento conoscitivo volto a verificare la corretta attuazione di quanto contrattato.

 

Su cosa verte precisamente l’informazione?

Sono oggetto di informazione (secondo gli artt. 5, 22 e 40 del CCNL 2016/18) tutti i compensi oggetto di contrattazione integrativa della scuola:

  • le risorse del Fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa, che comprende il FIS (Fondo d’Istituto) e il MOF (Fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa);
  • bonus di merito (le risorse per la valorizzazione professionale del personale docente art.1 del c. 127 della L.107/2015);
  • le risorse di cui all’art. 1, c. 592 della L. 205/2017 (il cd. “fondino” ha istituito una sezione con lo stanziamento di 10 milioni nel 2018, 20 milioni nel 2019 e 30 milioni a decorrere dal 2020, che si aggiungono alle risorse disponibili per il rinnovo contrattuale del personale docente delle scuole);
  • le risorse per l’alternanza scuola-lavoro;
  • le risorse per i progetti nazionali e comunitari;
  • le risorse che nel programma annuale sono destinate alla retribuzione del personale della scuola.

 

Quali sono i livelli di informazione?

Secondo l’art. 22 comma 9 del CCNL 2016/18, oltre agli esiti del confronto e della contrattazione integrativa previsti dall’art. 5 comma 5, sono oggetto di informazione:

  1. a livello nazionale e regionale:

a1) gli esiti dei monitoraggi effettuati con gli strumenti e le metodologie per la valutazione dell’efficacia e della qualità del sistema scolastico;

a2) le risorse finanziarie assegnate alle istituzioni scolastiche dai fondi comunitari e dai criteri di attuazione dei progetti nazionali ed europei;

a3) le risorse finanziarie erogate a livello di istituzione scolastica che attingono dai fondi comunitari;

a4) l’operatività dei nuovi sistemi informatici o l’eventuale modifica di quelli esistenti, relativi ai servizi amministrativi e a supporto dell’attività scolastica.

  b. A livello di istituzione scolastica ed educativa:

b1) la proposta di formazione delle classi e degli organici;

b2) i criteri di attuazione dei progetti nazionali ed europei.

 

Cos’è il confronto?

Secondo gli artt. 6 e 22 comma 8b del CCNL 2016/18 il confronto, a livello di Istituzione scolastica ed educativa, è ciò che permette di instaurare un dialogo approfondito su:

  • l’articolazione dell’orario di lavoro del personale docente, educativo ed ATA;
  • i criteri per l’individuazione del personale da utilizzare nelle attività retribuite con il FIS;
  • i criteri per le assegnazioni alle sedi di servizio all’interno dell’Istituzione scolastica del personale docente, educativo e ATA;
  • i criteri per la fruizione dei permessi di aggiornamento;
  • la promozione della legalità, della qualità del lavoro, del benessere organizzativo e l’individuazione delle misure di prevenzione dello stress lavoro-correlato e di fenomeni di burn-out.

L’obiettivo del confronto è quello di consentire ai soggetti sindacali di esprimere valutazioni esaustive in modo da prendere parte ai provvedimenti dell’amministrazione.

 

In quali tempi avviene il confronto?

Secondo l’art. 6 del CCNL 2016/18, sarebbe buona prassi che il confronto avvenisse contestualmente alla trasmissione dell’informazione da parte dell’amministrazione; rimane comunque il fatto che entro 5 giorni dall’informazione i soggetti sindacali possono richiedere di incontrare l’amministrazione per avviare il confronto, che ha durata massima di 15 giorni. Naturalmente al termine del confronto viene redatta una sintesi dei lavori e delle posizioni emerse.

 

Quali sono le materie di confronto ai diversi livelli?

Secondo l’art. 6 e l’art. 22 comma 8 del CCNL 2016/18 sono oggetto di confronto:

  1. a livello nazionale e regionale:

a1) gli obiettivi e le finalità della formazione del personale;

a2) gli strumenti e le metodologie per la valutazione del sistema scolastico;

a3) per quanto riguarda gli organici e il reclutamento del personale scolastico il periodo di confronto non può superare i 5 giorni.

   b. A livello di istituzione scolastica ed educativa:

b1) l’articolazione dell’orario di lavoro del personale e i criteri per l’individuazione del personale da utilizzare nelle attività retribuite con il FIS;

b2) i criteri delle assegnazioni del personale alle sedi di servizio all’interno dell’istituzione scolastica;

b3) i criteri per la fruizione dei permessi per l’aggiornamento;

b4) la promozione della legalità, della qualità del lavoro, del benessere organizzativo e l’individuazione delle misure di prevenzione dello stress lavoro-correlato e dei fenomeni di burn-out.

 

In cosa consiste la contrattazione integrativa?

Secondo l’art. 7 del CCNL 2016/18 la contrattazione integrativa è finalizzata alla stipula di contratti che obbligano reciprocamente le parti. Qualora una delle due parti lo richieda, i contratti possono essere sottoposti a interpretazione autentica entro 7 giorni dalla richiesta. La contrattazione inizia entro il 15 settembre e termina entro il 30 novembre. Il contratto collettivo ha durata triennale, ma i criteri di ripartizione delle risorse tra le diverse modalità di utilizzo possono essere negoziati annualmente. La contrattazione ha una durata di 30 giorni dall’inizio delle trattative. L’eventuale accordo sostituisce la clausola controversa sin dall’inizio della vigenza del contratto integrativo.

Prima della contrattazione: l’amministrazione costituisce la delegazione datoriale entro 30 giorni dalla stipulazione del contratto. L’amministrazione convoca la delegazione sindacale per l’avvio del negoziato entro 30 giorni dalla presentazione delle piattaforme e non prima di aver costituito la propria delegazione.

Nel corso della contrattazione: se decorsi 30 giorni dall’inizio delle trattative, eventualmente prorogabili fino ad un massimo di ulteriori 30 giorni, non si sia raggiunto un accordo sulle materie indicate nelle specifiche sezioni e si determini un oggettivo pregiudizio alle finalità dell’azione amministrativa, l’amministrazione può provvisoriamente provvedere sulle materie sulle quali non si sia trovato un accordo, fino alla successiva sottoscrizione. Il termine minimo di durata delle sessioni negoziali è di 45 giorni, eventualmente prorogabili di ulteriori 45 giorni.

L’organo di controllo verifica la compatibilità dei costi della contrattazione integrativa con i vincoli di bilancio e la certificazione degli oneri, sulla base dell’ipotesi di contratto definito dalle parti e della relazione illustrativa e tecnica che sono inviate entro 10 giorni dalla sottoscrizione. Trascorsi 15 giorni in assenza di rilievi, l’organo di controllo può autorizzare la sottoscrizione del contratto. In caso di rilevi da parte dell’organo di controllo, si deve riprendere la trattativa entro 5 giorni.

Una volta firmato il contratto, le amministrazioni trasmettono il contratto collettivo integrativo corredato da relazione illustrativa e tecnico-finanziaria alla Presidenza del Consiglio dei Ministri (Dipartimento della funzione pubblica e al Ministero dell’economia e delle finanze) e al Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato che, entro 30 giorni dalla data di ricevimento, ne accertano la compatibilità economico-finanziaria. Decorsi 30 giorni, la delegazione di parte pubblica procede alla stipula del contratto integrativo, a meno che non abbia avuto esito negativo e si proceda quindi alla ripresa delle trattative.

Dopo la sottoscrizione definitiva le amministrazioni devono trasmettere telematicamente all’ARAN (Agenzia per la rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) e al CNEL (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro) il testo del contratto collettivo integrativo, la relazione illustrativa e tecnica.

Validità del contratto: i contratti collettivi integrativi devono contenere clausole su tempi, modi e procedure di verifica delle loro attuazioni, rimanendo validi fino alla stipula di successivi contratti.

Osservatorio a composizione paritetica: viene istituito presso l’ARAN entro 30 giorni dalla stipula del CCNL al fine di monitorare casi e modalità di adozione degli atti unilaterali dell’amministrazione e la sussistenza di un effettivo pregiudizio alla funzionalità dell’azione amministrativa.

 

Cosa sono le clausole di raffreddamento?

Secondo l’art. 8 del CCNL 2016/18 nel rispetto dei principi di responsabilità, correttezza, buona fede e trasparenza dei comportamenti, le parti non assumono iniziative unilaterali né procedono ad azioni dirette nel corso dei primi 30 giorni del negoziato.

 

Quando si può assumere un atto unilaterale di contrattazione?

Secondo l’art. 7 comma 7 e 12, l’art. 8 comma 1 e l’art.22 comma 6 del CCNL 2016/18, l’atto unilaterale può essere adottato dal DS per una trattativa che non approda ad un accordo soltanto se:

  • si determina un pregiudizio di funzionalità dell’azione amministrativa;
  • le parti abbiano rispettato i principi di responsabilità, correttezza, buona fede e trasparenza dei comportamenti per prevenire conflitti;
  • per materie economiche la cui mancata attuazione possa pregiudicare la funzionalità dell’azione amministrativa (ripartizione del FIS, criteri di attribuzione dei compensi accessori come alternanza scuola-lavoro, progetti nazionali e comunitari e criteri di attribuzione del bonus docenti).

 

Quali sono le mansioni dell’organismo paritetico per l’innovazione?

Secondo l’art. 9 del CCNL 2016/18, l’organismo paritetico per l’innovazione instaura una modalità relazionale per coinvolgere le organizzazioni sindacali su tutto ciò che abbia una dimensione progettuale, complessa e sperimentale di carattere organizzativo, al fine di formulare proposte all’amministrazione o alle parti negoziali della contrattazione integrativa.

L’organismo paritetico per l’innovazione si riunisce 2 volte l’anno o nel caso in cui vi sia un’intenzione di progettualità organizzativa, complessa e sperimentale. È composto da:

  • un componente di ciascuna organizzazione sindacale titolare della contrattazione integrativa nazionale;
  • una rappresentanza dell’amministrazione con rilevanza pari alla componente sindacale.

 

La differenziazione dei premi individuali è oggetto di contrattazione integrativa?

Secondo l’art. 20 del CCNL 2016/18, in sede di contrattazione si definisce la misura della maggiorazione dei premi individuali riservata ai dipendenti che hanno ricevuto le valutazioni più elevate. Tale maggiorazione non potrà essere inferiore al 30% del valore medio pro-capite dei premi attribuiti al personale valutato positivamente. In sede di contrattazione viene stabilita una quota massima del personale valutato che riceverà tale maggiorazione.

 

Quali sono i livelli della contrattazione integrativa?

L’art. 22 del CCNL 2016/18 prevede tre livelli di contrattazione integrativa per il settore scuola:

  1. un livello nazionale tra la delegazione del MIUR e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali che hanno firmato il presente CCNL;
  2. un livello regionale tra il dirigente o un suo delegato e i rappresentanti territoriali delle organizzazioni sindacali che hanno firmato il presente CCNL;
  3. un livello di istituzione scolastica tra il DS, la RSU e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali che hanno firmato il presente CCNL.

È naturale che sono da evitare sovrapposizioni, duplicazioni e ripetibilità delle materie trattate ai diversi livelli, malgrado sia possibile demandare ai livelli inferiori la regolazione delle materie di competenza o di loro parti specifiche.

 

Quali sono le materie oggetto di contrattazione integrativa a livello nazionale?

Secondo l’art. 22 comma 4a del CCNL 2016/18 sono oggetto di contrattazione integrativa a livello nazionale:

  1. Procedure e criteri generali per la mobilità professionale e territoriale; nel rispetto della continuità didattica, i docenti che abbiano ottenuto l’istituzione scolastica da loro richiesta, possono presentare istanza volontaria dopo 3 anni dalla precedente richiesta; la contrattazione non potrà prescindere dal vincolo dei posti vacanti e disponibili nell’ambito della dotazione organica dell’autonomia e dei posti da rendere disponibili alle graduatorie ad esaurimento dei docenti, a quelle permanenti degli ATA, dei concorsi e delle autorizzazioni ad assumere nell’ambito della programmazione pluriennale.
  2. Criteri generali per le assegnazioni provvisorie e le utilizzazioni annuali del personale docente, educativo e ATA.
  3. Criteri generali di ripartizione delle risorse per la formazione del personale.
  4. Criteri per l’esercizio dei diritti e dei permessi sindacali (art. 30 del CCNQ del 4/12/2017).
  5. Criteri di riparto del fondo dell’art. 40 comma 7 del CCNL.

 

Quali sono le materie oggetto di contrattazione integrativa a livello regionale?

Secondo l’art. 22 comma 4b del CCNL 2016/18 sono oggetto di contrattazione integrativa a livello regionale:

  1. Le linee di indirizzo e i criteri per la tutela della salute nell’ambiente lavorativo.
  2. I criteri di allocazione e utilizzo delle risorse provenienti dall’Ente Regione a livello d’istituto per la lotta contro l’emarginazione scolastica e gli interventi sulle aree a rischio e a forte processo immigratorio.
  3. I criteri, le modalità e la durata massima delle assemblee territoriali (vedi art. 23 del CCNL).
  4. I criteri per la fruizione dei permessi per il diritto allo studio.

 

Quali sono le materie oggetto di contrattazione integrativa a livello di istituzione scolastica ed educativa?

Secondo l’art. 22 comma 4c del CCNL 2016/18 sono oggetto di contrattazione integrativa a livello di istituzione scolastica ed educativa:

  1. L’attuazione della normativa in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro.
  2. I criteri per la ripartizione delle risorse del fondo d’istituto (FIS).
  3. I criteri per l’attribuzione dei compensi accessori (inclusa la quota delle risorse relative all’alternanza scuola-lavoro, ai progetti nazionali e comunitari) destinati alla remunerazione del personale.
  4. I criteri generali per la determinazione dei compensi finalizzati alla valorizzazione del personale (bonus docente).
  5. I criteri e le modalità di applicazione dei diritti sindacali, nel rispetto dell’accordo sull’attuazione della legge 146/90 (diritto allo sciopero).
  6. I criteri per l’individuazione delle fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e in uscita per il personale ATA, al fine di garantire una migliore conciliazione tra vita lavorativa e familiare.
  7. I criteri generali di ripartizione delle risorse per la formazione del personale nel rispetto del piano nazionale di formazione dei docenti.
  8. I criteri per la fruizione del diritto alla disconnessione.
  9. I riflessi delle innovazioni tecnologiche e dell’informatizzazione sulla qualità del lavoro e sulla professionalità delle innovazioni tecnologiche.

 

Chi può indire le assemblee sindacali, in quali tempi e modi?

Secondo l’art. 23 del CCNL 2016/18, i dipendenti hanno diritto a partecipare, durante l’orario di lavoro, ad assemblee sindacali in locali idonei (concordati con il datore di lavoro) per 10 ore l’anno, senza decurtazione della retribuzione, in numero massimo di due assemblee al mese per ogni categoria di personale. È necessario indire assemblee, della durata massima di 2 ore, con specifico ordine del giorno:

  • Singolarmente o congiuntamente da una o più organizzazioni sindacali rappresentative;
  • dalla RSU nel suo complesso (e non dai singoli componenti);
  • dalla RSU, congiuntamente con una o più organizzazioni sindacali rappresentative.

Le assemblee coincidenti con l’orario di lezione si svolgono all’inizio o al termine dell’attività didattica. Le assemblee del personale ATA invece possono svolgersi in orario non coincidente a quelle del personale docente, perché sono comprese le ore intermedie del servizio scolastico. Negli istituti di educazione le assemblee possono svolgersi in orario diverso, con il vincolo di osservanza del minor disagio possibile per gli alunni.

È necessaria una comunicazione scritta tramite fonogramma, fax o email al DS almeno 6 giorni prima della convocazione dell’assemblea, precisandone la durata, la sede e l’eventuale partecipazione di dirigenti sindacali esterni. La comunicazione con relativo ordine del giorno deve essere affissa, nello stesso giorno in cui è pervenuta, all’albo dell’istituzione scolastica e delle eventuali sedi distaccate. Entro le successive 48 ore altri organismi sindacali possono presentare richiesta di assemblea per la stessa data e per la stessa ora, concordando un’unica assemblea congiunta o assemblee separate che, una volta stabilita in via definitiva, dovrà essere resa nota tramite affissione all’albo entro le successive 48 ore. Il DS è tenuto a comunicare, tramite circolare interna al personale, la fissazione dell’assemblea in modo da raccogliere (entro le 48 ore dalla data dell’assemblea) le partecipazioni scritte del personale in servizio durante l’orario dell’assemblea ed organizzare al meglio l’attività didattica. In particolare:

  1. per le assemblee in cui è coinvolto il personale docente, il DS sospende le attività didattiche delle sole classi, o sezioni di scuola dell’infanzia, i cui docenti hanno dichiarato di voler partecipare all’assemblea, avvertendo le famiglie o disponendo eventuali adattamenti di orario (sostituzioni, ingresso posticipato o uscita anticipata) per le sole ore coincidenti con quelle dell’assemblea.
  2. Per le assemblee in cui è coinvolto anche il personale ATA, se la partecipazione è totale, il DS stabilirà con la contrattazione d’istituto la quota e i nominativi del personale che è tenuto ad assicurare i servizi essenziali relativi alla vigilanza degli ingressi alla scuola e ad altre attività indifferibili, coincidenti con l’assemblea sindacale.

Non possono essere svolte assemblee sindacali in ore coincidenti con lo svolgimento degli esami, degli scrutini finali e delle operazioni che ne costituiscono il prerequisito.

 

Cos’è il fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa?

Secondo l’art. 40 del CCNL 2016/18 confluiscono nel fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa le seguenti risorse:

  1. Il fondo per l’istituzione scolastica;
  2. Le risorse per i compensi per le ore eccedenti dei docenti di educazione fisica (per l’avviamento della pratica sportiva);
  3. Le risorse destinate alle funzioni strumentali;
  4. Le risorse destinate agli incarichi specifici del personale ATA;
  5. Le risorse destinate alle misure incentivanti per progetti relativi alle aree a rischio, a forte processo immigratorio e contro l’emarginazione scolastica;
  6. Le risorse destinate alle ore eccedenti per la sostituzione dei colleghi assenti;
  7. Le risorse per la valorizzazione del personale docente (bonus di merito);
  8. Il cosiddetto fondino.

Il fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa è ripartito per le suddette finalità decise in sede di contrattazione integrativa di livello nazionale (art. 22 del CCNL 2016/18), nei limiti e con le seguenti specificazioni:

  • Un finanziamento per le ore eccedenti per la sostituzione dei colleghi assenti, per soddisfare i bisogni e in misura non inferiore a quanto già destinato a tale utilizzo;
  • Un finanziamento delle attività di recupero presso le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado, per soddisfare i fabbisogni e in misura non inferiore a quanto già destinato a tale utilizzo;
  • Un finanziamento della valorizzazione docenti in misura pari alle risorse previste dall’art. 1 comma 126 della L. 107/2015 (bonus di merito);
  • Un finanziamento degli incarichi specifici del personale ATA in misura non inferiore a quanto già destinato a tale utilizzo.

Qualora rimangano disponibili risorse a seguito della ripartizione stabilita triennalmente dal contratto collettivo, queste possono essere utilizzate per altre finalità.

Il contratto definisce criteri di riparto tra le istituzioni scolastiche ed educative secondo i seguenti parametri:

  • Numero di punti di erogazione del servizio;
  • Dotazione organica;
  • Dotazione organica dei docenti delle scuole secondarie di secondo grado;
  • Aree soggette a maggiore rischio educativo;
  • Ulteriori parametri dimensionali e di struttura utili per tenere conto della specificità e della complessità di particolari tipologie di istituzioni scolastiche ed educative.

 

Passo passo verso la contrattazione:

  • Il DS tramette a RSU e sindacati firmatari del contratto, in tempi congrui all’avvio dell’anno scolastico, dati ed elementi conoscitivi (informazione) per il confronto e la contrattazione integrativa, con allegata la scheda delle risorse finanziarie disponibili (economia al 31 agosto, finanziamenti per l’anno scolastico 2018/19, finanziamenti per l’alternanza scuola-lavoro, progetti nazionali e comunitari), predisposta dal DSGA.
  • Il DS può proporre a RSU e sindacati l’apertura del confronto contestualmente all’avvio dell’informazione, per discutere sulle seguenti materie: orario del personale, individuazione del personale per le attività da retribuire, assegnazione delle sedi di servizio, fruizione dei permessi per l’aggiornamento, promozione della legalità (come si evince dall’art. 22 comma 8b del CCNL 2016/18).
  • Se il DS non propone l’avvio del confronto contestualmente all’informazione, RSU e sindacati entro 5 giorni dall’informazione possono chiedere il confronto e di conseguenza il DS deve convocare l’incontro (art. 6 del CCNL 2016/18).
  • Il periodo del confronto non può superare i 15 giorni e, una volta terminato, deve prevedere la redazione di una sintesi dei lavori e delle posizioni emerse (un verbale).
  • Nel periodo del confronto le parti non possono assumere iniziative unilaterali.
  • Il DS convoca RSU e sindacati per l’avvio del negoziato entro il 15 settembre, che deve terminare entro il 30 novembre.
  • Le materie oggetto di contrattazione sono indicate nell’art. 22 comma 4c, art. 23 comma 9b.
  • L’ipotesi di contratto integrativo definita dalle parti, di durata triennale (con cadenza annuale relativamente alla ripartizione delle risorse), con relativa relazione illustrativa e tecnica è inviata ai revisori dei conti entro 10 giorni dalla sottoscrizione. Trascorsi 15 giorni in assenza di rilievi, il DS procede con RSU e sindacati alla sottoscrizione definitiva del contratto, il cui testo viene trasmesso entro 5 giorni all’ARAN e al CNEL. In presenza di rilievi da parte dei revisori dei conti invece si riprende la trattativa entro 5 giorni.
  • Il DS redige la relazione illustrativa sull’ipotesi del contratto integrativo, mentre il DSGA redige la relazione tecnica.
  • Il mancato accordo tra le parti che determini un pregiudizio alla funzionalità dell’azione amministrativa può portare il DS a intraprendere provvisoriamente atti unilaterali (si veda anche l’art. 40 comma 3 ter, D. Lgs. 165/2001).

 

 

LEGENDA:

CCNL: Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro;

FIS: Fondo d’Istituto;

MOF: fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa;

ARAN: Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni;

CNEL: Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro;

CCNQ: Contratto Collettivo Nazionale Quadro;