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Sostegno: a Torino assunti i precari con il titolo

Esultano i Cobas: "Ripristinata la legalità, dopo anni di irregolarità". I docenti in esubero restano in servizio nelle proprie scuole per attività di ampliamento dell'offerta formativa.

A Torino, sui posti di sostegno nella secondaria, succede di tutto: soprannumerari curricolari assegnati al sostegno, proteste vivacissime dei precari, nomine revocate e Cobas-Scuola che ringrazia il dirigente provinciale.

I Cobas torinesi parlano addirittura di una “straordinaria vittoria anche grazie alla disponibilità del dott. Militerno (il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, ndr)”.

La vicenda è complessa ed è indicativa delle difficoltà in cui gli uffici territoriali del Ministero hanno dovuto lavorare in queste ultime settimane.

In pratica a fine agosto l’Usp di Torino aveva deciso di assegnare i docenti in esubero di alcune classi di concorso su posti di sostegno disponibili.

Immediata la reazione dei precari con titolo di specializzazione che si sono visti “soffiare” una cinquantina di posti.

La protesta dei precari, sostenuta dai Cobas ma anche da molte famiglie di alunni disabili, è stata contrassegnata da momenti di tensione (non è  mancato neppure  un intervento delle forze dell’ordine durante le nomine).

Il 12 settembre, infine, la soluzione; una delegazione di manifestanti viene ricevuta dal dirigente dell’Ufficio provinciale e dopo due ore di “trattativa” si trova una via d’uscita: il dirigente revoca le assegnazioni dei docenti in esubero sui posti di sostegno e decide di riconvocare i precari con il titolo per la scelta della sede.

I docenti in esubero (poco meno di 50) vengono lasciati nelle scuole di precedente titolarità per attività finalizzate all’ampliamento dell’offerta formativa.

Il decreto del dirigente provinciale invita anzi i dirigenti scolastici a “potenziare gli insegnamenti obbligatori previsti dagli indirizzi di studio che sono stati oggetto di riduzione e per l’istruzione professionale anche per attivare i corsi triennali per il conseguimento della qualifica professionale”.

E, ancora, “per potenziare gli insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti e/o attivare ulteriori insegnamenti finalizzati al raggiungimento degli obiettivi previsti dal piano dell’offerta formativa mediante la diversificazione e personalizzazione dei piani di studio, per l’arricchimento ed il potenziamento delle attività dell’offerta formativa e per la copertura delle supplenze”.

In conclusione, i Cobas esultano: “Dobbiamo prendere atto che solo quest'anno le irregolarità (che si ripetono, comunque, da diversi anni) sono state eliminate e per questo motivo non possiamo che dare atto al dirigente scolastico provinciale, dott. Militerno, di aver fatto tutto il possibile per ripristinare la legalità”.

L’Anief, al contrario, punta il dito proprio contro il dirigente provinciale e lo invita a rassegnare subito le proprie dimissioni per “manifesta incapacità”.

 

Fonte: La Tecnica della Scuola

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