Sardegna

Nuovo concorso Ordinario anche in Sardegna

Il Governo da il via all'assunzione di quasi 17.000 docenti attraverso il nuovo concorso Ordinario, quali i riflessi per la Regione
Prendono il via le attese procedure concorsuali per l’assunzione di quasi 17.000 nuove maestre e maestri: l’annuncio ufficiale è stato comunicato dal ministro della Pubblica amministrazione, Giulia Buongiorno, che ha anche firmato il decreto apposito. Il Decreto è stato già pubblicato in Gazzetta Ufficiale senza ancora l’indicazione dei posti. A poter accedere, per i posti comuni: laurea in Scienze della formazione primaria; diploma magistrale con valore di abilitazione e diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli istituti magistrali, o analogo titolo di abilitazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente, conseguiti, comunque, entro l’anno scolastico 2001/2002; analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto dal Miur. Per i docenti di sostegno, bisogna essere in possesso dell’abilitazione specifica in Italia o all’estero con riconoscimento secondo la normativa vigente. Il concorso prevede una prova preselettiva, una prova orale e uno scritto.

Tuttavia, il quadro prospettato dal Ministro della Pubblica Istruzione porterà pochissimi benefici per la Sardegna, secondo quanto pubblicato su Orizzonte Scuola , i posti previsti per l’intera Regione saranno appena 97 distribuiti su tutto il territorio e solo per l’ Infanzia posto comune.
Evidentemente, per le altre classi di concorso i posti risultano già essere esauriti in quanto si attende il contingente previsto per il concorso straordinario (sempre previsto per le classi di concorso Primaria e Infanzia posto comune, e Primaria- Infanzia sostegno per chi è in possesso del titolo di specializzazione). Contingente che dovrebbe essere comunicato (condizionale d’obbligo) dopo il 20 Giugno. Pertanto si creerebbero 2 Graduatorie per i posti di Primaria e Infanzia, di cui le graduatorie del concorso Straordinario avranno precedenza.

Non ci sembra questa una politica sulla scuola che viaggi verso la stabilizzazione dei docenti colleghi precari
ai fini dell’abbattimento della “supplentite”; dato che le quasi 17.000 assunzioni in tutta Italia sono spalmati nell’arco di tre anni, col rischio concreto della cancellazione delle graduatorie di coloro che risultano idonei all’insegnamento con il concorso del 2016, dichiarati tali (idonei) con la speranza (si spera non illusoria) di una assunzione a tempo indeterminato.

I riflessi dell’ennesimo ridotto numero di assunzioni a livello regionale rischiano di ripercuotersi già da primo Settembre 2019 quando le scuole saranno costrette a convocare, dalle Graduatorie di Istituto, i docenti, sulla base dello scorrimento delle posizioni e dei punteggi, ben oltre l’inizio effettivo delle lezioni (ovvero mesi dopo il 10 Settembre), lasciando le classi completamente scoperte a seguito anche dei pensionamenti della quota100.

L’unica soluzione, a nostro modo di vedere, e quella di consentire, in via definitiva, l’inserimento del personale precario abilitato (Diplomati Magistrali, ma anche gli abilitati TFA, PAS, Scienze della Formazione Primaria, Diplomati al Conservatorio e Diplomati Isef o comunque che siano risultati già vincitori di concorsi o percorsi abilitativi selettivi) nelle oramai famose Graduatorie di Esaurimento provinciali. Consentendo di fatto l’accesso al doppio canale di reclutamento GAE - Concorsi ordinari con la possibilità del conseguimento dei posti in ruolo al 50% dalle prime e al 50% dalle seconde. Passaggio già prospettato in campagna elettorale, prima delle ultime elezioni politiche, da diversi membri dell’attuale Maggioranza e del Governo. Promesse dichiarate anche attraverso i principali social e puntualmente disattese.

L’ Anief agirà in tutte le sedi istituzionali e giudiziarie in modo che venga ristabilito il diritto alla professione del personale docente, con regole certe e chiare per tutti. Non attendendo continue politiche svolte da più governi nell’arco di un decennio volte all’incertezza degli incarichi e all’incremento della precarietà in un ruolo fondamentale per la crescita culturale e la formazione dei futuri cittadini.


Cordialmente


Antonello D’Amico
Vice Presidente Regionale - ANIEF
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