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Tuttoscuola: il TAR riconosce l’incompetenza sul pettine, ma concede tre mesi per la tutela dei ricorrenti

Il Tar Lazio, come riferisce l’Anief, ha finalmente sciolto la riserva sulla competenza dei giudici circa gli inserimenti a pettine nelle graduatorie ad esaurimento per le assunzioni dei docenti, riconoscendo definitivamente che spetta al giudice ordinario intervenire in merito.

“Preso atto che dal richiamato orientamento giurisprudenziale emerge chiaramente che i DM disciplinanti le graduatorie finalizzate a fini assuntivi non assumono veste e qualificazione di atti di diritto pubblico espressione di esercizio di poteri organizzatori autoritativi ma di atti “.. che non possono che restare compresi tra le determinazioni assunte con la capacità e i poteri del datore di lavoro privato …….. di fronte ai quali sono configurabili solo diritti soggettivi, avendo la pretesa ad oggetto la conformità a legge degli atti di gestione della graduatoria utile per l'eventuale assunzione”. Va quindi confermata la mancanza di giurisdizione del giudice amministrativo in favore del giudice ordinario in subiecta materia”.

Nella sentenza breve, depositata il 24 gennaio 2012, il Tar concede, però, tre mesi di tempo per riproporre i ricorsi davanti al giudice del lavoro, mantenendo nel frattempo pienamente efficaci le pronunce emesse a favore dei ricorrenti con conferma dei commissariamenti ad acta degli uffici scolastici territoriali. “Alla dichiarazione di difetto di giurisdizione segue il rinvio della causa al giudice ordinario, con salvezza degli effetti sostanziali e processuali della domanda proposta davanti al giudice privo di giurisdizione tenuto conto del disposto di cui all’art.11 secondo comma del c.p.a.ex D.Lgs. 2-7-2010 n. 104 che “fa salvi gli effetti processuali e sostanziali della domanda medesima se il processo è riproposto innanzi al giudice indicato nella pronuncia che declina la giurisdizione entro il termine perentorio di tre mesi dal passaggio in giudicato della pronuncia medesima”.

Esprime soddisfazione l’Anief che si era battuta per ottenere il riconoscimento degli inserimenti a pettine. L’Associazione di Pacifico, in un suo comunicato, precisa che “I ricorrenti Anief, pertanto, rimangono inseriti a pettine come rimane commissariata l’amministrazione che deve subito ottemperare a quanto disposto dalla magistratura.

Considerati i possibili elevati costi a carico dello Stato per i ricorsi che, per mero scrupolo difensivo, Anief notificherà già entro un mese richiedendo la conferma dei provvedimenti ottenuti, invitiamo il Miur a sbloccare nei prossimi giorni, subito, i posti accantonati  (si parla di 2.500 posti da assegnare) e, in auto-tutela, ad accettare una proposta conciliativa per i ricorrenti patrocinati, al fine di evitare non soltanto una condanna certa alle spese, per ogni singolo ricorrente, ma anche una dura condanna per lite temeraria, essendo la questione definita giuridicamente e per legge”.

Fonte: Tuttoscuola