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Tecnica della Scuola: pensioni, se non passa lo slittamento anche Cisl e Uil pronte alla vertenza

I sindacati non si rassegnano alla bocciatura dell’emendamento in Camera e Senato. Ricordano che sulla questione il governo ha approvato un ordine del giorno: ora lo traduca in legge. Sale intanto la tensione in vista del rinnovo Rsu: Scrima risponde con durezza e Pantaleo. E quasi tutti parlano di incrementi delle liste.

Il già cospicuo numero di contenziosi avviati dai docenti precari nei confronti del Miur, pari quasi a 40mila ricorsi patrocinati in larga prevalenza dai legali del Codacons, dell'Anief e della Cgil, potrebbe presto assumere proporzioni ancora più grandi. Lo hanno annunciato Cisl e Uil Scuola, attraverso dei comunicati dai toni forti emessi il 22 febbraio: le due organizzazioni confederali sono tornate a chiedere lo spostamento dal 31 dicembre 2011 al 31 agosto 2012 del termine per acquisire i requisiti per l'accesso alle pensioni con le norme precedenti alla nuova normativa introdotta dal ministro Fornero. Del resto, i tempi tecnici per realizzare il provvedimento ci sono. E anche la disponibilità del Governo che in occasione della prima votazione alla Camera del decreto ‘milleproroghe’, il 26 gennaio scorso, aveva condiviso le finalità dell’emendamento del Pd accogliendo sulla questione un apposito ordine del giorno. Quello che manca, e che ha fatto alzare le braccia ai tanti onorevoli e senatori favorevoli allo slittamento dei termini, sono i fondi: il motivo della stroncatura dell’emendamento da parte delle Commissioni Bilancio di Camera e Senato.

Francesco Scrima, segretario generale della Cisl Scuola, ha annunciato a nome del sindacato che se il governo non si deciderà ad approvare lo spostamento attraverso “un intervento di legge, non esiteremo ad assumere ogni necessaria iniziativa di tutela degli interessati anche sul piano legale".

Dello stesso avviso si è detto Massimo Di Menna, a capo della Uil Scuola, secondo cui “serve un immediato intervento del Governo affinché, per la scuola, venga individuata una soluzione equa. Sulle pensioni, siamo pronti – conclude Di Menna – ad attivare misure di contenzioso su tutto il territorio nazionale”.
A dire il vero, la minaccia di ricorrere in tribunale non è una novità assoluta: ad annunciarla, poche ore dopo la bocciatura della norma da parte delle commissini parlamentri, era stata anche l'Anief.

Intanto, a meno di due settimane dal rinnovo delle Rsu, i rapporti tra alcuni sindacati tornano ad essere infuocati. In particolare, come accaduto spesso nell’ultimo triennio, tra Cisl e Cgil. Significativo sono le parole di Scrima, a cui non è andata già una frase pronunciata da Mimmo Pantaleo  nel corso di un’assemblea di delegati diffusa in diretta web: “quello firmato dalla Cisl Scuola e da altri sindacati, che ha reso possibile l’assunzione di migliaia di precari – ha detto Scrima - sarebbe secondo il segretario della Flc-Cgil un accordo truffaldino. Delle due l’una: o non conosce il significato delle parole che usa, il che sarebbe grave per chi ambisce a rappresentare i lavoratori della conoscenza, oppure lo sa. In tal caso, si assume la responsabilità di esasperare in modo insopportabile i toni della campagna elettorale per il rinnovo delle RSU, sconfinando dalla polemica agli insulti”.

Sempre a proposito di rinnovo delle rappresentanze sindacali, c’è poi da registrare l’ottimismo che trapela in ogni sindacato. Come la Gilda-Fgu, che secondo il suo coordinatore nazionale, Rino Di Meglio, “si presenta a questo importante appuntamento con grande serenità e con la certezza che verrà sancito un aumento della propria rappresentatività”. Nel 2006, il sindacato contava 38mila iscritti e adesso, secondo i dati rilevati dal ministero dell'Economia nel dicembre scorso, la Fgu ha raggiunto quota 50mila, pari a un incremento del 31%.

Anche Cisl e Uil si sentono sicuri del fatto loro, tanto che nei giorni scorsi hanno detto di avere messo in campo più candidati dell’ultima tornata. Chi ne avrà sicuramente di più, visto che non nel 2006 non esisteva, è l’Anief. Il sindacato di Marcello Pacifico le sta tentando tutte per raggiungere la soglia minima del 5% di rappresentatività: in appena tra anni, grazie alle vittorie in tribunale e all’effetto novità, è riuscito ad ottenere quasi 9mila deleghe. Inoltre ha annunciato di essere riuscito “a presentare le sue liste nel 15% delle scuole italiane di ogni ordine e grado”. Basteranno per centrare l’arduo obiettivo?

Fonte: Tecnica della Scuola