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Tecnica della Scuola: Anief, per la prima volta con candidati propri

L'Associazione di Marcello Pacifico intende ribaltare i pronostici che vogliono i sindacati di base sotto il 5% dei consensi e quindi esclusi dalla contrattazione nazionale. Il patto di "desistenza" con Unicobas potrebbe avvantaggiarla.

Dopo l'intervista a Piero Bernocchi, portavoce nazionale Cobas, pubblichiamo le risposte che abbiamo raccolto da Marcello Pacifico, presidente dell'Anief, associazione che per la prima volta si presenta alle elezioni per le RSU (e con l'intenzione dichiarata di sovvertire ogni pronostico superando lo sbarramento necessario ad ottenere la rappresentatività nel comparto)

Domanda
Mancano pochi giorni alle elezioni per il rinnovo delle RSU. 
Siete in grado di dire in quante scuole il vostro sindacato ha presentato liste ? 

Pacifico
Abbiamo presentato liste, all’incirca, nel 15% delle scuole con migliaia di candidati. Ma la cosa più bella e gratificante è stata la consapevolezza di avere candidato centinaia di colleghi, iscritti anche ad altri sindacati, che, per l’occasione, con speranza, hanno messo il loro nome al servizio dell’Anief insieme ai nostri quadri sindacali o ai nostri iscritti, per sostenere un’assordante richiesta di cambiamento. 

Domanda
Per chi non è già “rappresentativo” la campagna elettorale è stata particolarmente difficoltosa. 
Come si potranno superare le regole in vigore che non consentono ai sindacati di base neppure di convocare assemblee per presentare liste e programmi ? 

Pacifico
La campagna è stata difficilissima, con l’ostilità aperta dei dirigenti provinciali delle altre organizzazioni sindacali rappresentativi che hanno fatto di tutto per convincere i colleghi ad annullare le candidature spontanee già presentate. Secondo le prime adesioni pervenute, avremmo dovuto contare quasi sul doppio dei candidati, ma evidentemente, il cambiamento non piace a chi è abituato da più di vent’anni a gestire le questione dei lavoratori come cosa sua. E il tutto senza che sia stata data all’Anief la possibilità di presentare in orario di servizio il proprio programma elettorale, dopo lunghi mesi di silenzi sui diritti negati in questa legislatura ai lavoratori della scuola, con il consenso di compiacenti sindacalisti. Per garantire la democrazia sindacale, basterebbe separare il voto RSU della scuola dal voto per la scelta del sindacato rappresentativo, ma dubito che gli altri possano consentire una partita ad armi pari. In questo momento è più facile candidarsi a sindaco che a RSU nella scuola, per colpa di un contratto che vieta ai sindacati rappresentativi gli opportuni spazi elettorali. 

Domanda
Risultato elettorale a parte, siete soddisfatti di come le scuole hanno risposto alle vostre proposte in questa fase ? 

Pacifico
Indubbiamente siamo entusiasti; lo straordinario favore mostrato in questi giorni per un sindacato che è nato appena tre anni, conferma la volontà di lottare sempre più con maggiore determinazione per gli interessi di una categoria da cui dipende la fortuna del Paese. 
La voce della scuola, grazie all’azione dell’Anief, è stata ascoltata fino ad oggi nelle aule parlamentari e dei tribunali. E’ giunto il momento che sia ascoltata nelle stanze del ministero e del governo, grazie al voto dei colleghi alle liste dell’Anief nelle prossime elezioni RSU.  Nella scuola, è ancora possibile il cambiamento. 

Fonte: Tecnica della Scuola