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Tuttoscuola: Cassazione sui precari, l’Anief non si arrende contro una sentenza che giudica politica

La Cassazione ha dunque escluso che la direttiva europea per la stabilizzazione dei precari possa essere applicata alla scuola.

L’Anief, che più di ogni altro sindacato si era battuta per ottenere la stabilizzazione dei docenti precari, con ripetuti ricorsi ai giudice del lavoro, prende atto, masticando amaro, della sentenza che considera, comunque, politica, ma non si arrende, prospettando un nuovo ricorso presso la Corte di Strasburgo.

È un giudizio molto forte considerare di natura politica una sentenza della Cassazione: è forse politica perché ha dato torto, mentre non sono politiche le sentenze dei giudici del lavoro che danno ragione ai precari?

Al di là della sentenza politica – si legge in un comunicato dell’Anief - la massima appare scontata: lo Stato non ha soldi e i precari devono ringraziare il Governo per essere utilizzati anche per diversi anni, cosi da poter un giorno rivendicare, grazie all’esperienza maturata sul campo (posti disponibili e alti tassi di natalità permettendo), una immissione in ruolo per scorrimento di graduatoria; massima che Anief, ovviamente, intendere contestare subito”.

Dopo aver espresso diverse valutazioni sul merito della sentenza, l’Anief aggiunge: “non possiamo, infine, ignorare come già il giudice europeo si sia espresso sulla materia quando ha ricevuto rassicurazione dal Governo italiano sull’applicazione della norma comunitaria in esame nel settore scolastico. Per queste ragioni, intendiamo rassicurare i precari della scuola che la partita non può ritenersi chiusa, non soltanto perche la Cassazione sarà chiamata presto a un riesame che chieda alle Sezioni Unite di pronunciarsi definitivamente sulla materia, ma fino a quando il contenzioso non giungerà a una decisione di Strasburgo, dove qualsiasi pronuncia diventa vincolante per tutti i giudici nazionali, compresi quelli di ultimo grado.

La questione, insomma, è destinata ad avere un seguito, non solo a livello europeo, ma anche a livello nazionale.

Infatti le tante cause portate davanti al giudice del lavoro, per ottenere la stabilizzazione dei precari della scuola con almeno tre anni di lavoro continuativo, dovrebbero tutte decadere. Ma c’è di più: sarà annullate anche quelle sentenze che avevano applicato la direttiva europea imponendo alla Amministrazione scolastica di convertire i rapporti di lavoro in contratti a tempo indeterminato?  

Fiduciosi sull’esito finale, ne approfittiamo per rallegrarci dell’immissione in ruolo della prima ricorrente precaria iscritta all’Anief, disposta da un ambito territoriale su ordine del giudice che ne ha convertito il contratto, quale segno di una partita ancora lunga per molti altri, sicuramente contrastata, ma dagli esiti già evidenti. 

Fonte: Tuttoscuola