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Leggo: Gli scatti ai prof? Li pagano i genitori.
 ‘Azzerato il fondo per gessetti e carta igienica’

Gli stipendi dei prof sono salvi ma a rimetterci è sempre la scuola: il prelievo infatti non avverrà più dalle tasche dei docenti ma direttamente dalle casse delle scuole, alleggerite di ben 350 milioni di euro.

Un dietrofront da parte del governo che, dopo la bufera di polemiche esplose ieri, lascia comunque l'amaro in bocca. Per il momento possono dormire sonni tranquilli gli oltre 90 mila docenti che nel 2013 hanno avuto dei soldi in più in busta paga per gli scatti di anzianità raggiunti: il recupero crediti infatti non si farà e nello stipendio di gennaio saranno garantiti i 150 euro che, altrimenti sarebbero stati tagliati. Ma non è tutto oro quel che luccica.

I SINDACATI. L'allarme parte dal sindacato Anief: “la decisione del governo – spiega il segretario Marcello Pacifico - di non far restituire a 90mila insegnanti i 150 euro degli scatti automatici già a loro assegnati rappresenta un passo in avanti, ma non cancella il danno che lo Stato continua a perpetrare nei confronti della scuola pubblica: i 350 milioni di euro necessari a pagare gli aumenti in busta paga dei lavoratori, così come oggi deciso a Palazzo Chigi, verranno infatti prelevati dal fondo per il Miglioramento dell’offerta formativa, che serve a finanziare le attività e i progetti a supporto della didattica, in particolare nelle aree a rischio. Così, per i dirigenti diventerà sempre più frequente doversi affidare al buon cuore dei genitori degli alunni. Anche per comprare materiale scolastico di primaria necessità: come la carta igienica, i gessetti per le lavagne, i toner, l’assistenza per i computer e l’attivazione dei progetti a sostegno della didattica”.

CAOS POLITICO. Intanto la questione continua a tenere banco anche all'interno della maggioranza, con Renzi che ha definito il problema da “scherzi a parte”, provocando inoltre non poche spaccature anche all'interno del Governo. Mentre il ministro Maria Chiara Carrozza, al termine della riunione a Palazzo Chigi, twittava “gli insegnanti non dovranno restituire i 150 euro. Sono soddisfatta per gli insegnanti”, dal ministero dell'economia arrivava secca la precisazione del ministro Saccomanni: “Sugli stipendi dei professori c'è stato un problema di comunicazione: il ministero dell'Economia e delle finanze è mero esecutore. Aspettavamo istruzioni che non ci sono pervenute. Il Ministero dell'Istruzione fu avvisato: in data 9 dicembre 2013 il Ministero dell'Economia ha informato il Ministero dell'Istruzione che avrebbe proceduto al calcolo e al recupero delle somme relative agli scatti, dando al Ministero il tempo necessario a formulare diverse istruzioni. Si è operato secondo le leggi in vigore”.

Fonte: Leggo