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Repubblica: Scuola, due decreti ministeriali nel ginepraio delle graduatorie

Ieri il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini ha firmato due decreti ministeriali importanti per dare ordine alla questione più complicata che oggi c'è nella scuola italiana: le graduatorie di merito e di anzianità (scuola per scuola) per diventare insegnanti e, secondo decreto, le tappe per lo svolgimento delle prove che consentiranno l'ingresso nelle scuole secondarie superiori a nuovi docenti. È la faticosissima questione del reclutamento che in questo paese, almeno dal 1999 - data del penultimo concorso pubblico bandito - ha subito così tanti cambiamenti che, di fatto, oggi si è stratificata una classifica contemporaneamente ingessata e caotica.

Qualsiasi decisione, visto il punto di partenza, non può che generare contestazioni da parte di una "classe di aspiranti docenti" che si può sentire scavalcata e da parte del sindacato più rappresentativo di quella classe (nella scuola sono almeno sette i sindacati rappresentativi). Qualsiasi decisione presa muove un ricorso a un Tribunale amministrativo regionale. Bisogna farsene una ragione.

Innanzitutto, le graduatorie di istituto, utilizzate dalle ottomila scuole presenti sul territorio per l'assegnazione delle supplenze. Bene, il ministero fa sapere che lì dentro ci sono 500 mila aspiranti prof, ed è un numero impressionante. C'è un bacino di italiani, largo mezzo milione di persone, che chiede un lavoro alla scuola italiana, almeno per un anno. Le graduatorie di istituto affiancano le graduatorie a esaurimento (le storiche Gae provinciali), ma servono a gestire a livello di istituto le supplenze anno per anno. Quelle ad esaurimento, invece, regolano l'accesso in ruolo, l'assunzione definitiva e solo a inizio anno si incrociano con le graduatorie d'istituto per le supplenze, poi gestite dai singoli presidi. Le graduatorie a esaurimento ospitano "aspiranti prof" anche da dieci, venti anni: c'è chi ha trovato un altro impiego eppure non si toglie dal listone perché vorrebbe davvero fare l'insegnante o perché aspira a uno stipendio certo (anche se basso), alle ferie, alla malattia pagata.

I nuovi elenchi delle graduatorie d'istituto, che daranno una classifica al mezzo milione in attesa, saranno pronti entro l'inizio del prossimo anno scolastico "per consentire ai presidi di chiamare subito i supplenti evitando così cattedre vuote e spostamenti incontrollati di docenti", fa sapere il ministero. L'aggiornamento delle graduatorie di istituto prevede punteggi per i titoli di abilitazione conseguiti negli ultimi anni dalle nuove leve dell'insegnamento attraverso percorsi di laurea specifici e tirocini di formazione particolarmente selettivi. Per valorizzare i diversi percorsi abilitanti, sia rispetto alla loro durata che alla selettività nell'accesso, vengono attribuiti specifici punteggi ai docenti. I laureati in Scienze della formazione primaria avranno fra i 48 e i 60 punti sulla base della durata del percorso di laurea (vecchio e nuovo ordinamento) e 12 punti legati alla selettività dell'accesso al percorso. Gli abilitati all'insegnamento nella scuola secondaria attraverso i Tfa, i Tirocini formativi attivi, avranno 12 punti sulla base della durata del percorso e 30 sulla base della selettività dell'accesso al percorso di abilitazione. Con l'aggiornamento di quest'anno vengono inseriti nella seconda fascia delle graduatorie di istituto, fra gli abilitati, 55.000 diplomati magistrali a cui fino ad oggi non era stato dato questo riconoscimento. Il Miur dà seguito, così, a una recente sentenza del Consiglio di Stato.

Le graduatorie di istituto continueranno ad essere aggiornate ogni tre anni per tutti gli iscritti. Nel frattempo, però, il decreto prevede che ogni anno si aprano due "finestre", una a giugno e l'altra a dicembre, per l'inserimento nella seconda fascia delle Gae (quella riservata a chi è abilitato) di chi ha acquisito nel frattempo l'abilitazione attraverso i Tfa, i Percorsi abilitanti speciali (Pas) riservati a chi aveva già alcuni anni di servizio alle spalle, i corsi di laurea in Scienze della formazione primaria. In attesa di una delle due finestre i nuovi abilitati restano in terza fascia Gae (non abilitati) con un distinguo: a seguito dell'abilitazione viene loro riservata la precedenza assoluta nell'attribuzione delle supplenze.

È tutto complesso, ma è così: la storia della scuola italiana non consente di disboscare la giungla delle assunzioni a colpi di machete, pena ingiustizie ancora più feroci.

Riassumendo, la prima fascia delle graduatorie di istituto (i docenti chiamati dai presidi per le supplenze) è riservata ai docenti inseriti nella terza fascia delle Gae, la seconda fascia delle graduatorie di istituto è riservata a tutti i docenti in possesso di un'abilitazione esclusi dalle Gae, la terza fascia ai laureati. Secondo il sindacato Anief centomila aspiranti, già abilitati o con in corso una procedura abilitante, avrebbero diritto a inserirsi almeno nella fascia aggiuntiva delle Gae per poter aspirare a una supplenza annuale o al termine delle attività didattiche o all'immissione in ruolo una volta esaurite le graduatorie di terza fascia. È pronto, per loro, visto che il decreto ministeriale non prevede questa soluzione, il milionesimo ricorso al Tar del Lazio.

Nel secondo decreto il ministero dell'Istruzione ricorda che andranno inviate entro il prossimo 10 giugno le domande per partecipare alla preselezione per l'accesso al secondo ciclo del Tfa, il Tirocinio formativo attivo che serve per abilitarsi all'insegnamento nella scuola secondaria. Il ministro Giannini ha firmato il bando da 22.450 posti che apre le porte dell'insegnamento ai concorsi a cattedra ad altrettanti laureati. Altri 6.630 posti saranno riservati a docenti già abilitati che vogliono specializzarsi sul sostegno.

Il test preliminare per l'ingresso nei Tfa sarà identico su tutto il territorio nazionale per ciascuna classe di abilitazione, la prova si svolgerà a luglio. I corsi partiranno a novembre e saranno tenuti dalle università già accreditate dall'Anvur, l'Agenzia di valutazione del sistema universitario, per il primo ciclo Tfa. Nessun posto bandito andrà perso: la copertura sarà garantita con l'eventuale mobilità di coloro che supereranno le prove di selezione (test preliminare, scritto e orale) fino a esaurimento delle disponibilità.

Le domande andranno presentate per via telematica entro il prossimo 10 giugno all'Ufficio scolastico regionale di riferimento. Si può partecipare alla preselezione per più classi di abilitazione. La prova di accesso si compone di un test preliminare, una prova scritta, una prova orale. La prova preselettiva, che verifica le conoscenze disciplinari sulla materia che si vuole insegnare, si svolgerà entro luglio. Servono almeno 21 punti su 30 per passare allo scritto che si svolgerà a ottobre. Anche qui sono necessari almeno 21 punti su 30 per passare all'orale che viene superato con un voto minimo di 15 su 20.

I corsi saranno attivati a novembre. Quest'anno saranno ammessi in soprannumero ai Tfa, senza dover fare alcuna prova, sia i cosiddetti "congelati" Ssis (aspiranti docenti che si erano iscritti ai vecchi corsi abilitanti poi sospesi prima che potessero conseguire l'abilitazione), sia tutti coloro che hanno superato nel 2013 la procedura selettiva per entrare nei Tfa, ma sono rimasti fuori, benché idonei, perché non c'erano posti a sufficienza negli atenei dove hanno sostenuto la selezione. Saranno iscritti in soprannumero anche coloro che nel 2013 hanno superato la selezione per l'ingresso in più corsi abilitanti e ne hanno potuto scegliere solo uno.

Anche qui, contestazioni dei sindacati. "Penalizzati i 65.000 docenti che frequenteranno i Pas dopo aver svolto tre anni di servizio come insegnanti. Premiata la selezione ai corsi Tfa senza supporto normativo. Esclusi i 7.000 idonei dell'ultimo concorso". Non c'è via d'uscita: è necessario far ripartire la macchina delle assunzioni in ruolo o temporanee e poi non legiferare né normare più. Almeno per i prossimi dieci anni. Il ministero dovrà solo garantire che chiamate e corsi avvengano in maniera regolare e che le benedette graduatorie - o liste d'attesa - si esauriscano davvero.

Fonte: Repubblica