Rassegna stampa

http://comitatidossetti.wordpress.com - maggio 2012
“Economia democratica”
░ La tesi di fondo: il sopravvento, in forza della globalizzazione, dell’economia sulla politica rende tutti indifesi e prosciuga gli spazi della democrazia.
Questo processo che investe tutto il mondo, in Italia è già molto avanzato. Lo si vede dalla condizione cui è stato ridotto il lavoro, espropriato alle persone, negato ai giovani e non più messo a fondamento della Repubblica; lo si vede dal trasferimento della sovranità dal popolo ai Mercati; nella sottrazione allo Stato di ogni facoltà e strumento di intervento nella vita economica; nello svuotamento del principio di rappresentanza e delle vie per la partecipazione dei cittadini alla determinazione della politica nazionale; nell’abbandono della concertazione con le parti sociali e nella rinunzia a promuovere la coesione sociale; nella crisi dello Stato di diritto per il venir meno di uno spazio pubblico capace di dettare le regole al sistema delle imprese e all’economia privata; nella pretesa oggettività e neutralità delle decisioni tecnocratiche; nello smarrimento e anzi nel rovesciamento degli ideali di solidarietà e giustizia che diedero luogo alla costruzione dell’Europa.La causa di tutto ciò sta nella rottura del rapporto vitale tra economia e democrazia, sul quale si è costruita gran parte della storia moderna dell’Occidente. …L’economia non solo si è isolata e affrancata dalla regola democratica ma, a cominciare dall’ordinamento europeo, si è sovraimposta. alla società e alla politica…. I Comitati Dossetti per la Costituzione, l’Associazione per la Democrazia Costituzionale, Altrapagina, l’Associazione Pace e Diritti e altri gruppi e associazioni che si stanno consultando, promuovono un’aggregazione di cittadini intesa a rivendicare il criterio della democrazia costituzionale come vaglio della legittimità delle diverse espressioni della vita economica e ad animare un movimento organizzato di “Economia democratica”. … Il sito web del Movimento è: www.economiademocratica.it

l’Unità – 25 maggio 2012
“Scuola, diventare esubero dopo trent'anni di cattedra”
░ Diecimila professori che, supra-numerari a causa della riforma Gelmini, hanno perso il posto; il Miur vorrebbe riconvertirli su Sostegno
La chirurgia del taglio di ore imposta dal precedente governo scava inesorabilmente ferite feroci. Quelle sugli alunni le scopriremo nel prossimo quinquennio: dare meno istruzione quando nel mondo si vince con più istruzione non li aiuterà… Succede, come non accadeva da tempo, di vedere in fila, in quelli che una volta si chiamavano provveditorati agli studi, prof, per la maggior parte donne, oltre i cinquanta, a volte a pochi anni dalla pensione, a cercare smarriti ed in affanno la stanza giusta dove avere risposte sul loro destino. Dopo venti o trent’anni di onorato servizio improvvisamente non hanno più la loro cattedra…. Finire nel girone è facile: se sei ultimo o penultimo in graduatoria nella tua materia e la scuola in cui insegni subisce una drastica riduzione di iscrizioni oltre al progressivo taglio delle ore (e al rimodulamento del numero di alunni per classe: 22 minimo al biennio, 28 minimo al triennio), la tua cattedra sparisce. Diciotto ore non ci sono più, spesso anche meno di dodici, in alcuni casi zero. Il fenomeno sta colpendo in modo più massiccio le superiori, meno le medie….Il Miur ha indicato una soluzione per i perdenti posto: 120 ore per trasformare docenti in esubero in insegnanti di sostegno (quelli effettivi hanno seguito corsi di due anni per complessive 800/1600 ore). Come se i ragazzi con handicap, gli stessi insegnanti di sostegno già in essere, quelli da riconvertire con i corsi fossero numeri…
La tecnica della scuola – 25 maggio 2012
“Dirigenti scolatici in ferie senza nominare i vicari ?”
░ I sindacati scuola confederali hanno messo a disposizione dei dd.ss. un fac simile di lettera ai direttori degli UU.SS.RR., con la quale protestano per la mancata assegnazione di finanziamento a copertura della indennità di sostituzione del d.s. in ferie o chiamato ad altro incarico.
La provocazione sembrerebbe aver smosso le acque… A dire la sua è stata anche l’Anief. Che ha messo in guardia i Ds che dovessero lasciare le scuole senza vicari: la comunicazione “inviata all’Usr, sollecitata da Cgil-Cisl-Snals - sostiene il sindacato guidato da Marcello Pacifico – può portare a denunce per omissione di atti di ufficio e interruzione di pubblico servizio e può portare la corte dei conti a bloccare le ferie dei dirigenti o le nomine alle presidenze delle commissioni degli esami di maturità, visto l’impossibilità di nominare vicari o collaboratori in loro sostituzione”…. Nell’art.69 del Ccnl Scuola 1994-1997… richiamato dall’art. 146 del Ccnl Scuola 29/11/2007, si spiega che “al personale docente incaricato dell’ufficio di presidenza o di direzione, e al docente vicario, che sostituisce a tutti gli effetti il capo d’istituto per un periodo superiore a quindici giorni, nei casi di assenza o impedimento, nonché all’assistente amministrativo, che sostituisce il direttore amministrativo o il responsabile amministrativo, negli stessi casi, è attribuita, per l’intera durata dell’incarico o della sostituzione, una indennità pari al differenziale dei relativi livelli iniziali di inquadramento … Qualora si dia luogo all’affidamento in reggenza degli uffici di cui al comma 1, ai titolari che assumono la reggenza è corrisposta una indennità pari al cinquanta per cento di quella prevista per gli incarichi o le sostituzioni, così come definita nel comma medesimo. In tal caso, al docente vicario è corrisposta una indennità di pari importo”. L’Anief si chiede se un dirigente può assumere l’incarico di presidente di commissione di esame o andare in ferie senza nominare un sostituto lasciando la scuola priva di direzione…

www.governarelascuola.it - 26 maggio 2012
“La sostituzione del dirigente”
░ Sul medesimo argomento riportiamo le spiegazioni fornite da Pietro persiani con un articolo pubblicato nel suo periodico digitale.
L’istituzione scolastica autonoma non può rimanere senza un responsabile legale, per cui, in caso di assenza a qualsiasi titolo del dirigente va individuato e nominato un sostituito, non essendo prevista dall’ordinamento una figura istituzionale che eserciti le funzioni vicarie….. Nella Nota MIUR.AOODGPFB.R.U.0009353.22-12-2011, che detta le istruzioni per la predisposizione del programma annuale 2012, il Ministero sembra aver messo in discussione l’assunto della necessità di sostituzione del dirigente almeno in caso: l’assenza per ferie. Il MIUR fa riferimento all’art. 52, comma 2 del D.Lgs 165/2001, di cui riportiamo il testo: “Per obiettive esigenze di servizio il prestatore di lavoro può essere adibito a mansioni proprie della qualifica immediatamente superiore… b) nel caso di sostituzione di altro dipendente assente con diritto alla conservazione del posto, con esclusione dell'assenza per ferie, per la durata dell'assenza.”…. A nostro avviso, quanto sostenuto dal MIUR, o meglio quanto il MIUR sembra sostenere, non ha fondamento giuridico, perché l’art. 52 del D.Lgs 165/2001 non si applica alla scuola, che è soggetta in merito ad una normativa specifica.… Il sostituto va nominato anche in caso di assenza per ferie; se il MIUR non è d’accordo, lo dica chiaramente e dica cosa bisogna fare in alternativa, non può lavarsene le mani come se il problema non esistesse. Per quanto riguarda la competenza nella nomina del sostituto, abbiamo due situazioni: - per assenze superiori a due mesi, la competenza è dell’USR, che può conferire la reggenza ad un altro dirigente o l’incarico di presidenza ad un docente; giova ricordare che l’istituto dell’incarico di presidenza esiste ancora, anche se in forma molto più limitata rispetto al passato; - per assenze inferiori a due mesi, la competenza è del dirigente, che conferisce la nomina ad un docente della scuola nella forma del conferimento di una delega più o meno ampia…. Al sostituto del dirigente spettano due indennità: l’indennità di funzioni superiori e di reggenza e l’indennità di direzione… Di fatto, il MEF paga regolarmente quanto di sua diretta competenza … Lo stesso non avviene per quanto di competenza delle scuole, perché quello che non mette in discussione il MEF, lo mette il discussione il MIUR… non assegnando alle scuole i fondi necessari per il pagamento delle indennità di loro competenza quale ufficio liquidatore; ricordiamo che le scuole devono pagare: - indennità di funzioni superiori al docente che sostituisce il dirigente per un periodo superiore a 15 giorni, in misura intera; - indennità di funzioni superiori al docente vicario di una scuola data in reggenza, nella misura del 50%; - l’indennità di direzione al docente che sostituisce il dirigente anche per un solo giorno, in misura intera; - indennità di direzione/quota variabile al preside incaricato…. E’ chiaro in una situazione come questa sono partiti i ricorsi al giudice del lavoro, promossi da tutti i sindacati, mentre l’Anv/dir3000 ha preferito seguire la strada della Class Action; i primi pronunciamenti positivi sono venuti dal Tribunale di Milano. Si può fare altro? I sindacati non potrebbero esercitare forme di pressione più accentuate, come nel caso della contrattazione di istituto? Il livello politico non ha niente da dire?

Corriere della sera – 26 maggio 2012
“Premi ai ragazzi e alle scuole eccellenti. I migliori su Internet, stage nelle aziende”
░ Non ci accodiamo all’encomio del “merito” in salsa competitiva. Non tocca alla Scuola designare i predestinati: i docenti impartiamo il servizio di istruzione a quelli che, tra i nostri alunni, diventeranno i Silvia Deaglio e i Michel Martone del futuro, e quelli che rischieranno l’appellativo di “sfigato”; è a questi che ci applichiamo con più cura.
… Ogni scuola superiore sceglierà il proprio «studente dell'anno» tra quelli che hanno superato la Maturità con il massimo dei voti, 100 e lode. Ogni «studente dell'anno» avrà diritto a una «borsa di studio aggiuntiva» e alla «riduzione di almeno il trenta per cento delle tasse universitarie» per il primo anno accademico. … Oltre allo sconto sulle tasse universitarie e alla borsa di studio, lo studente dell'anno avrà diritto alla carta «IoMerito», con sconti per musei, mostre e mezzi pubblici. Resta da capire chi, in ogni scuola, sceglierà il ragazzo più meritevole e quali criteri userà. Ma tutto questo sarà definito con un successivo decreto del ministero che dovrà fissare anche l'importo della borsa, che verrà assegnata indipendentemente dal reddito. Per gli studenti migliori ci sarà anche un altro premio: le master class, i corsi estivi gratuiti. Saranno riservati ai ragazzi che arriveranno ai primi tre posti nelle olimpiadi scolastiche organizzate tutti gli anni per ogni materia, dalla matematica all'italiano. Sarà messo sul sito Internet del ministero il «portfolio dello studente», un curriculum nel quale inserire solo i titoli di merito, come quello di studente dell'anno o la partecipazione alle master class. Con il consenso dell'interessato, il curriculum potrà essere consultato dalle imprese che offrono stage e tirocini…. Le risorse andranno prese dal fondo per l'ampliamento offerta formativa e gli interventi perequativi. Sono 87 milioni di euro, in calo rispetto al passato, e solo in parte assegnati davvero alle scuole.
Il Messaggero – 27 maggio 2012
“Scuola, il piano che premia il merito non risolve i vecchi problemi”
░ Analisi (fonte autorevole: Giorgio Israel) perplessa non sul “pacchetto merito” ma della possibilità di attuarlo in modo appropriato.
Il proposito del «pacchetto merito» che dovrebbe essere approvato dal Consiglio dei ministri – introdurre il merito nel sistema scolastico – non può che suscitare plauso. Ma chi conosca questa problematica sa che le difficoltà iniziano quando si passa dai principi all’applicazione e che si riassumono così: come e chi valuterà il merito? … Il proposito del «pacchetto merito» va inquadrato nel contesto. Un aspetto importante è la situazione che si determinerà con l’approvazione (quasi completata) di una legge sull’autonomia scolastica che è una sintesi di aziendalismo e assemblearismo… Le scuole sarebbero trasformate in una sorta di fondazioni gestite da consigli dell’autonomia presieduti da un genitore e in cui gli insegnanti sarebbero in minoranza, essendo prevista oltre alla loro presenza paritetica con i genitori, quella di rappresentanti di «realtà» culturali, sociali, produttive, professionali e degli studenti. Di fatto, l’unica autonomia non preservata sarebbe quella degli insegnanti… Ci si chiede: chi e come, in una simile struttura, sceglierà lo «studente dell’anno» (e perché poi uno soltanto?), titolare della carta «Io-merito» e di una borsa? Se saranno ancora i docenti – come si osa sperare – dovranno comunque «negoziare» le loro scelte con le altre «realtà» ed è meglio non pensare agli esiti. Si prospetta un piano di valorizzazione del sistema scolastico che premi le scuole eccellenti. Ma come? Si parla di tener conto del numero di studenti che arrivano al diploma senza bocciature. Come recita la nota legge di Goodhart, quando una misura diventa un obbiettivo cessa di essere una buona misura e diventa un incitamento a comportamenti scorretti: basterà promuovere tutti per diventare «eccellenti»…..

ItaliaOggi - 29 maggio 2012
“Saper leggere per contare in futuro”
░ L'Ocse ha presentato il Bil, la nuova misura di valutazione dell'economia (di Giovanni Brusio).
Per l'economia del futuro conterà soprattutto saper leggere…. Si comincia a parlare di lettura anche come predittore del benessere economico delle nazioni, forse al pari, se non di più, della stessa moneta. L'Ocse infatti concentra l'attenzione sulla lettura presentando insieme il nuovo indice di calcolo del benessere alternativo al Pil (il better life index) e uno studio sui risultati in lettura dell'Ocse Pisa 2009 condotto in Canada. Il 22 maggio scorso l'Ocse ha presentato al mondo il nuovo “Bil”… la proficiency in lettura. Sul sito del progetto Bil è riportato lo stato dell'arte in lettura a livello Ocse e nazionale (Italia compresa) rispetto ai livelli di lettura dei 15enni… Tra i 15 e 24 anni, l'Ocse assiste ad una caduta della performance della lettura, a dimostrazione che, uscite da scuola, le persone non leggono più o leggono contenuti friendly to use, che, detto molto grossolanamente, intorpidiscono l'intelligenza. A 24 anni la caduta in termini di punteggio ai test di lettura dell'Ocse Pisa è di 59 punti rispetto al guadagno dei 15enni in lettura. Ma il deterioramento della lettura, spiegano da Parigi, dipende anche dal grado di stima della sua competenza nell'attività professionale esercitata, per cui dove è sottostimata si atrofizza. … Secondo alcuni studi l'esposizione dei bambini, soprattutto se in età precoce, a televisione o agli schermi in generale, esercitano un'azione neuroplastica con conseguenze sull'attenzione e sulla lettura, per cui a ogni ora passata a guardare la tv tra uno e tre anni d'età si registrerebbe una perdita del 10% della capacità attentiva a 7 anni.
www.uaar.it - 29 maggio 2012
Lettera inviata al Ministro e alle OO.SS.
░ La lettera, che riportiamo in parte, è stata inviata al ministro dell’Istruzione e alle organizzazioni sindacali in vista dell’incontro del 31 maggio nel quale sarà discussa la revisione delle classi di concorso dei docenti. L'UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) sollecita la soluzione di difficoltà nell'attivazione delle attività alternative e chiede l'implementazione di un elenco di docenti disponibili a svolgere attività alternative all'Insegnamento della Religione Cattolica utilizzabile dai dd.ss. per nominare docenti che l’UAAR suggerisce di specializzare specificatamente.
Egregio Ministro, egregi rappresentanti degli insegnanti, scriviamo la presente per superare una difficoltà che la scuola italiana incontra nel garantire fondamentali diritti degli allievi e delle loro famiglie. Fin dal Concordato firmato nel 1984 è prevista la possibilità, per gli alunni che non intendono frequentare l'Insegnamento della Religione Cattolica (IRC), di svolgere attività didattiche alternative…. Dalle segnalazioni che ci arrivano da tutto il territorio nazionale e dal confronto con altre associazioni di genitori diversamente credenti e con docenti impegnati in dette attività alternative appare evidente che chi vuole avvalersi di attività alternative all'IRC (siano esse un Insegnamento Alternativo, lo studio assistito o lo studio individuale) incontra grosse difficoltà, principalmente legate all'assenza di un elenco di docenti ad esse dedicati. Al fine di superare questi ostacoli chiediamo, in vista della prossima riapertura delle Graduatorie d'Istituto, di creare per ogni scuola un elenco di docenti per le attività alternative, nel quale gli insegnanti possano iscriversi… Considerando inoltre i differenti percorsi formativi e la polisemia delle attività alternative chiediamo che, in occasione della revisione della nuova formazione docenti, nel Decreto Ministeriale 249/2010 venga prevista la possibilità di un percorso di specializzazione alle attività alternative. Tale specializzazione dovrebbe essere divisa per grado di scuola e prevedere come titolo di accesso l'abilitazione per quel grado di scuola. Una volta conseguita la specializzazione gli insegnanti avrebbero titolo di preferenza assoluta rispetto ai non specializzati nell'assegnazione delle supplenze per le attività alternative ….

La tecnica della scuola.it - 30/05/2012
“Flc: reclutamento tra annunci, prospettive fumose e illusioni, false”
░ Il prestigioso quindicinale riferisce dell’irritazione della Flc-Cgil in merito agli annunciati concorsi e alle mancate risposte ai precari.
Fare spazio ai giovani? Una falsa prospettiva, vista l’assenza di un regolamento certo sul sistema di reclutamento compreso l’annunciato concorso ordinario previsto per il prossimo autunno. … Non si riconosce ai già abilitati (salvo qualche deroga…) che stanno portando avanti la scuola, il loro titolo, costringendoli appunto a un altro concorso…
“Non si capisce quale sia il motivo per imporre a chi è già in una graduatoria destinata alle assunzioni di dover sostenere un altro concorso per aspirare agli stessi posti ai quali può già accedere.” Ma ci sono anche tanti altri motivi che rendono velleitaria l'ipotesi dei concorsi ordinari. La Flc ne enumera almeno tre:
“Il primo è che si procederebbe senza alcuna certezza sulle reali consistenze degli organici, che potrebbero subire significative modifiche a seguito dell'adozione del regolamento delle classi di concorso e della piena adozione dei nuovi regolamenti della scuola secondaria superiore. …
Il secondo è che si utilizzerebbero le vecchie procedure concorsuali… Il terzo è quello dei costi…. Per risolvere i problemi di reclutamento, sostiene il sindacato, si dovrebbe procedere alle stabilizzazioni attraverso un piano pluriennale di assunzioni su tutti i posti vacanti, mettendo nell’organico di diritto i posti attualmente relegati in organico di fatto, ma che sono ormai stabili da anni: 35.000 di sostegno e circa 10.000 per somma di spezzoni. Si introducano quote di organico funzionale per dare risposta a tutte le reali esigenze della scuola, così fortemente ridimensionata dai tagli del Governo Berlusconi. Solo così sarà possibile cominciare a ragionare di concorsi fermo restando che occorre garantire lo "svuotamento" delle attuali graduatorie rispettando la attuale ripartizione al 50% o perfino incrementando temporaneamente quella a favore delle graduatorie.

L’Unità - 31 maggio 2012
“Scuola, sul merito i sindacati bocciano il ministro. Slitta per ora la legge preparata da Profumo.”
░ La FLC CGIL: Profumo adotta la stessa linea politica della Gelmini.(di Mariagrazia Gerina). Riportiamo la seconda parte dell’articolo.
«Parole nuove per la scuola secondaria» si chiamava il convegno organizzato dalla Flc. Avrebbe dovuto esserci anche il ministro Profumo. Sostituito dal sottosegretario Marco Rossi Doria, che, sul merito, prova a correggere la prospettiva: «La bussola è l'articolo 34 della Costituzione. Se si pensasse solo a premiare i primi della classe scandisce l'ex maestro di strada si tradirebbe quel dettato». Ma a riprova che il governo, prima, ha lavorato per fare della scuola un luogo di inclusione cita i 400milioni di fondi europei per aprire nuovi asili nido al Sud e i 27 milioni stanziati per attivare progetti contro la dispersione scolastica in 100 micro-aree dove è più elevato il tasso di abbandono. Niente da fare. La parola «merito» è di quelle che la platea della Flc Cgil respinge al mittente. Insieme al decreto che ieri il ministro avrebbe dovuto portare in Consiglio dei ministri e che per ora ha riposto nel cassetto. «L'idea di premiare i migliori con il "festival dell'alunno più bravo" riporta indietro di cinquant'anni il sistema di educazione e istruzione», avverte il segretario della Flc-Cgil Domenico Pantaleo. «È la stessa logica perversa della ex ministra Gelmini che voleva una scuola selettiva e non più inclusiva», insiste. Inaccettabile, tanto più a fronte dei tagli imposti all'istruzione e all'università dal precedente governo: «Ci sono 145mila ragazzi che pur avendone diritto non hanno ricevuto la borsa di studio, come si fa a parlare di merito?». Per non dire dei ricercatori precari «a cui si vuole imporre nuovamente l'obbligo di svolgere attività didattica». «Se dovesse essere approvato un decreto simile sarebbe una ragione di più per mettere in campo le mobilitazioni contro il governo Monti». Dal nuovo esecutivo il mondo della scuola si aspetta una «inversione di tendenza» ben diversa da quella prospettata nel dl sul merito….

www.istruzione.it - 31 maggio 2012
“Innovazione, bando da 408 milioni per cluster nazionali”
░ L’importante comunicato stampa inserito nel sito istituzionale del MIUR, e annunciato nella home page con queste parole: Smart Cities and Communities e Social Innovation. Conclusa esattamente nei tempi la selezione dei progetti: 240 milioni per Sud e giovani.
Cluster nazionali, progetti di Smart Cities and Communities, Social Innovation. Procede su queste tre direttrici l’azione del Miur nel settore dell’innovazione tecnologica, nel rispetto dei tempi per la selezione dei progetti del bando già pubblicato lo scorso 2 marzo e con la pubblicazione di un altro bando che riguarda, appunto, l’istituzione di “cluster” sul tutto il territorio nazionale.
Cluster nazionali – distretti e poli tecnologici. L’obiettivo del bando, pubblicato sul sito del Miur e a breve in Gazzetta Ufficiale, che può contare su un finanziamento complessivo di 408 milioni di euro, è avviare una nuova strategia nazionale per i “cluster” innovativi, in modo da promuovere una maggiore sinergia tra le iniziative dei distretti tecnologici esistenti, il mondo della ricerca pubblica, l’industria e la nuova imprenditorialità. La finalità, dunque, è la costruzione di grandi aggregati nazionali, partendo dai distretti e dai parchi scientifici e tecnologici già esistenti, su alcuni temi specifici di interesse strategico per l’industria del Paese: chimica verde, aerospazio, mezzi e sistemi per la mobilità terrestre e marina, scienze della vita, agrifood, tecnologie per gli ambienti di vita, energia, fabbrica intelligente, tecnologie per la Smart Communities. Per ognuno di questi ambiti, il Ministero promuoverà la nascita di un unico grande “cluster” nazionale, capace di aggregare le migliori competenze esistenti. Le risorse previste del bando sono così costituite: 368 milioni di euro del FAR (Fondo per le Agevolazioni alla Ricerca), ai quali si aggiungono 40 milioni di fondi “PON Ricerca e competitività” 2007 – 2013, per incentivare lo svolgimento di questi progetti nelle Regioni dell’Obiettivo Convergenza (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia). Le domande dovranno pervenire al Ministero entro il 28 settembre. Subito dopo inizierà l’attività di valutazione, i cui esiti saranno comunicati, come già fatto con il bando Smart Cities, in tempi estremamente rapidi, entro la metà del mese di novembre. Le proposte dovranno comporsi di un Piano di Sviluppo Strategico e di 4 progetti di ricerca, sviluppo e formazione, ognuno dei quali di costo compreso tra i 10 e i 12 milioni di euro. E per instaurare il massimo livello di cooperazione tra cluster nazionali e realtà europee e comunitarie, almeno 2 dei 4 progetti che verranno presentati dovranno essere realizzati nell’ambito di accordi di collaborazione internazionale già instaurati o in fase di avvio. Necessaria anche una chiara descrizione degli obiettivi attesi in termini di ricaduta dei progetti stessi sulle realtà imprenditoriali e sulle capacità delle stesse di competere a livello europeo e internazionale.
Smart Cities and Communities e Social Innovation. Si è conclusa nei tempi previsti, ad un mese dalla scadenza del termine per la presentazione delle domande, la valutazione dei progetti pervenuti per i bandi Smart Cities and Communities e Social Innovation. Ai progetti selezionati nell’ambito di questi bandi, pubblicati sul sito del Miur, saranno assegnati complessivamente 240 milioni di euro. Il primo - Smart Cities and Communities - del valore totale di 200 milioni, è rivolto alle Regioni dell’Obiettivo Convergenza, ma sono stati ammessi anche soggetti con sedi operative nelle Regioni Extraconvergenza (Sardegna, Abruzzo, Molise, Basilicata). I progetti si dividono in due macro-aree: progetti di azione integrata per la società dell’informazione e per lo sviluppo sostenibile. Per il secondo - Social Innovation - sono stati messi a disposizione i restanti 40 milioni, dedicati sempre alle Regioni dell’Obiettivo Convergenza (10 milioni per ciascuna Regione). Il bando è riservato ai giovani di età inferiore a 30 anni residenti in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia e prevede lo sviluppo di idee tecnologicamente innovative per la gestione di problematiche importanti nel territorio.

 

Asasi - La Letterina n.323 - 17 maggio 2012
“TFA”
░ I dd.ss. dell’ASASi contestano alle università un eccessivo ricavo economico (circa 50 milioni) da tasche non proprio pingui; a questo punto, è bene che le scuole rifiutino i tirocini gratuiti agli atenei, perché il conto annuale delle scuole non sta meglio dei loro bilanci.
….Le università hanno pubblicato i bandi relativi ai TFA autorizzati, con tutte le indicazioni per effettuare le iscrizioni. … La procedura di iscrizione alle selezioni ≪si conclude con il pagamento del contributo all’Università scelta dal candidato≫…. Si tratta di un contributo eccessivo… La Rete Asasi ha sempre sostenuto che i tirocini formativi attivi dovevano essere gestiti dalle scuole autonome…. La prassi di consentire alle Università di espropriare competenze proprie delle scuole è deleteria e demotiva il personale degli istituti scolastici. Inviteremo le scuole a rifiutare i tirocini gratuiti, e contestiamo che le università esproprino ingenti tasse ai futuri docenti.

TuttoscuolaNews - 18 maggio 2012
“Arrestato ex dipendente dell'Usp di Napoli, falsava le graduatorie”
░ La Guardia di Finanza ha notificato un'ordinanza di custodia cautelare a un ex dipendente dell'USP napoletano.
Secondo gli investigatori, l'ex dipendente dell'Usp arrestato oggi, sfruttando le sue capacità informatiche, rubava le password d'accesso ai sistemi informatici del Miur ai colleghi che a lui si rivolgevano per avere aiuti tecnici. Credenziali che, poi, usava per incrementare i punteggi nella graduatoria provinciale di docenti e assistenti tecnico-amministrativi disposti a pagare mazzette, anche di seimila euro, per scalarle e assicurarsi così supplenze e incarichi. A svolgere il ruolo di procacciatore era un docente arrestato lo scorso 4 aprile nell'ambito della stessa indagine. I falsi punteggi venivano attribuiti in modo da garantire gli incarichi - anche a persone che neppure avevano presentato domanda - ma senza rischiare le convocazioni della direzione provinciale, come avviene per quelli annuali, che avrebbero destato sospetti. La truffa veniva poi perfezionata con la produzione di certificati di servizio e attestati di qualifica professionale falsi. Infine, ad oltre cento persone – tra docenti e assistenti amministrativi che hanno beneficiato delle fraudolente alterazioni delle graduatorie - sono stati notificati gli avvisi di conclusione delle indagini.

www.governarelascuola.it - 20 maggio 2012
“Le scuole del Lazio scrivono ai genitori”
░ Il periodico telematico diretto da Pietro Perziani riporta, questa settimana, una lettera con la quale l’ASAL (Associazione delle scuole Autonome del Lazio) informa i genitori degli studenti della situazione della scuola pubblica. Diamo, di seguito, la prima parte della lettera.
Gentili genitori, anche quest’anno, come ormai da quattro anni, riteniamo che sia necessario mettervi a conoscenza della situazione che le nostre scuole stanno affrontando dopo la drammatica stagione dei “tagli” degli scorsi anni e alla vigilia di un pesantissimo “dimensionamento”, che ridisegnerà completamente la geografia del servizio scolastico sul territorio così come la conoscete. Come abbiamo denunciato più volte i tagli previsti dalla l.133 del 2008 ed effettuati nell’ultimo triennio hanno impoverito il servizio scolastico sotto ogni punto di vista:
• il numero dei docenti e del personale ATA è drasticamente diminuito (rispettivamente 87.341 e 44.500 posti in meno);
• non sono state attivate nuove classi a tempo pieno, nonostante le richieste delle famiglie, con particolare riferimento alla scuola dell’infanzia dove permangono inaccettabili e lunghissime liste d’attesa;
• il rapporto docenti-alunni è aumentato con punte di 29-30 alunni per classe, anche in presenza di alunni disabili;
• le Scuole Superiori hanno sempre più difficoltà a coprire le cosiddette “ore buche” per mancanza di seri incentivi ai docenti, con conseguente diminuzione del monte ore annuale previsto per gli alunni e a sostenere i corsi di recupero, specie estivi, per mancanza di fondi;
• i finanziamenti destinati alle scuole per assicurare aspetti fondamentali del loro funzionamento sono stati, nel triennio, drasticamente ridotti: quasi completamente azzerati quelli destinati ai corsi di recupero delle scuole superiori, ridotti del 71% quelli per il miglioramento dell’offerta formativa, gravemente insufficienti quelli per acquisti di materiali di consumo, fotocopie, manutenzioni, sicurezza,…
• in questa situazione molte scuole, anche dell’obbligo, hanno deciso di richiedere contributi alle famiglie che, utilizzati esclusivamente per servizi rivolti agli alunni e gestiti con trasparenza, rappresentano effettivamente una valida risorsa per migliorare il servizio.
• a tutto questo occorre aggiungere che tagli simili hanno coinvolto pesantemente anche i bilanci e il personale dei servizi sociosanitari territoriali (AA.SS.LL. e servizi sociali per primi)… Proprio in questi giorni, inoltre, a proposito di “spending review”, si tornano ad affacciare ipotesi inquietanti di ulteriori risparmi sull’istruzione, da conseguire, ad esempio, unificando le segreterie di più scuole o azzerando nuovamente i fondi per il loro funzionamento o addirittura aumentando ancora il numero di alunni per classe….

La Gazzetta del Mezzogiorno – 21 maggio 2012
“Concorso per presidi. Indaga la Procura
░ Un candidato sorpreso a copiare durante la prova scritta è compreso nell’elenco di quelli ammessi alla prova orale.
Secondo la legge doveva essere fuori dal concorso, invece … si ritrova a un passo dalla nomina. Denunce, dimissioni e sospetti di brogli: c’è un piccolo giallo nella procedura di concorso per presidi (236 posti in Puglia)… Uno degli 867 candidati ammessi alla prova scritta del maxi bando per dd.ss., un professore comandato presso gli uffici della DRS di Foggia, sarebbe stato “pizzicato”, durante il primo girno delle prove con alcuni foglietti in un vocabolario…. E a conferma che qualcosa non sia andato per il verso giusto, ci sono anche le dimissioni – avvenute pochi giorni fa – dei segretari delle due sottocommissioni, arrivate a concorso ormai quasi ultimato (sono attese le prove orali). Una coincidenza, forse. Veniamo ai fatti…. Intorno alle 13,30, uno dei docenti addetti alla vigilanza avrebbe sorpreso l’”incriminato” intento a spulciare alcuni foglietti nascosti in un vocabolario. Come da procedura, il candidato è stato accompagnato fuori dall’aula e condotto in presidenza. Quindi è rientrato, ha raccolto le sue cose e è andato via lasciando l’elaborato – sottoscrivono alcuni testimoni…. Il giorno dopo, il docente in teoria “espulso” si è presentato per sostenere la seconda prova, ed è stato ammesso…. Dopo la pubblicazione della graduatoria, il caso del docente foggiano ha suscitato non poca irritazione da parte dei colleghi che non hanno superato la prova…. Fatti ora al vaglio della procura della Repubblica… A ciò si aggiunga che a diversi interessati sarebbe stata negato l’accesso agli atti: una vicenda tutt’altro che conclusa.


ItaliaOggi – 22 maggio 2012
“Più orientamento verso tecnici e professionali
░ Stanziati 10 milioni di euro per l’orientamento, al Sud; gli interventi più sostanziosi nelle Secondarie che impegneranno gli insegnanti in stage aziendali collaborando con associazioni industriali e di categoria.
Il piano prevede di migliorare l’approccio dei docenti alla didattica orientativa, alla conoscenza dei percorsi formativi di apprendistato, istruzione tecnica, istruzione professionale, formazione professionale, istituti tecnici superiori e dei percorsi universitari scientifici e tecnologici, alla personalizzazione degli interventi e delle azioni di supporto agli allievi per lo sviluppo di capacità di autoanalisi e di autonomia di scelta…

ItaliaOggi – 22 maggio 2012
“Al gran bazar del reclutamento
░ Un bazar metaforicamente evocato da Alessandra Ricciardi.
Un concorso da indire a ottobre. Un nuovo regolamento che riscriva i criteri di accesso, a partire dal 2013. E nell’immediato, l’ingresso fuori quota ai tfa di altri 60 mila prof. Che potranno così abilitarsi in aggiunta ai 20 mila autorizzati. Il reclutamento dell’era Profumo è, quanto meno, poliedrico, e consegna un quadro confuso, in cui l’accesso alla professione docente è lontano dall’essere chiarito e certo…. Il Ministro è fermo nell’intenzione di bandire un concorso vecchio stile entro l’autunno, aperto soltanto ai docenti abilitati, e per le classi di concorso carenti, che consentirà di coprire il 50% dei posti con i vincitori e l’altra metà con i presenti in graduatoria permanente. Un concorso al quale farebbero in tempo a partecipare anche i nuovi abilitati dei TFA. Nei prossimi giorni, intanto, un decreto correttivo di Viale Trastevere chiarirà quali sono i requisiti dei candidati che potranno abilitarsi ai TFA fuori quota… Dal 2013 dovrebbe scattare il nuovo regolamento sul reclutamento, in base al quale le graduatorie saranno valide solo per il numero dei posti a concorso. Un sistema periodico di assunzioni… che consenta di immettere in ruolo sulle cattedre che via via si liberano, e basta….

La Stampa – 23 maggio 2012
“Palermo tra rabbia e memoria ricorda Falcone 20 anni dopo”
░ Tutte presenti a Palermo le massime autorità dello Stato, ma le vedove degli agenti disertano gli incontri ufficiali.
La memoria, la rabbia, la richiesta di giustizia e verità. A vent'anni dalle stragi che cambiarono la storia del Paese, Palermo oggi commemora le vittime di Capaci e di via D'Amelio con una serie di manifestazioni che vedono convergere in città il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il premier Mario Monti. Si parte alle 8, con l'arrivo delle Navi della legalità dalle quali sbarcheranno 2.600 studenti, insieme con il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo, il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso e il presidente di Libera, don Luigi Ciotti. Si prosegue un'ora dopo, quando si terrà l'inaugurazione del Memorial dedicato a tutte le vittime della mafia al Giardino della memoria nel feudo di Ciaculli, un tempo regno del «papa» Michele Greco. … Alle 10 il gong per la manifestazione che si terrà all'aula bunker dell'Ucciardone…
Migliaia di studenti e di professori parteciperanno alle manifestazioni organizzate nei Villaggi della legalità… Mentre partirà il corteo diretto come sempre all'Albero Falcone, Tina Montinaro - la vedova di Antonio, l'angelo custode più fedele del giudice - si metterà alla testa di una «contromanifestazione» a Capaci, nel luogo dell'esplosione….
Alle 17.58, quando il trombettiere della polizia di Stato celebrerà il silenzio sotto l'Albero Falcone, altri volti e altre lacrime commemoreranno quel momento a Capaci. Si chiude alle nove di sera, allo stadio Barbera, con la Partita del Cuore tra la Nazionale cantanti e la Nazionale magistrati.

La Stampa – 24 maggio 2012
“La mia fiducia nelle nuove generazioni”
░ Riportiamo alcune frasi pronunciate dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano durante la cerimonia di commemorazione nella XX ricorrenza delle stragi di mafia di Capaci e di via D’Amelio, nel 1993.
“La mafia, Cosa Nostra e le altre espressioni della criminalità organizzata
rimangono ancora un problema grave della società italiana, e dunque della
democrazia italiana. Dobbiamo perciò, noi tutti, proseguire con la più
grande determinazione e tenacia sulla strada segnata con il loro sacrificio
da Giovanni Falcone e da Paolo Borsellino… Da allora le diverse
organizzazioni criminali, tra le quali in particolare la ‘ndrangheta, e
in forme violente e spietate, hanno coltivato vecchi e nuovi traffici
profittevoli e invasivi, conservando e acquisendo posizioni di potere
soprattutto sul terreno economico, anche attraverso pesanti
condizionamenti della vita politico-istituzionale. E oggi - nel quadro
della crisi generale che l’economia italiana ed europea sta
attraversando, con pesanti riflessi negativi anche sulla condizione
finanziaria e sulla capacità d’azione dello Stato - la compenetrazione
tra la criminalità e l’attività economica è divenuta un nodo di estrema
rilevanza per il Mezzogiorno. Un nodo soffocante per ogni possibilità
di sviluppo in queste regioni: in cui la crisi favorisce l’azione
predatoria dei clan criminali, e questi tendono a porsi come procacciatori
di occasioni di lavoro, sia pure irregolare, «nero», in un contesto di
disoccupazione crescente e disperata. (...) La lotta contro mafia,
‘ndrangheta, camorra e altre consociazioni criminali, è dunque più che mai
una priorità… Facciamo affidamento sulle forze dello Stato, sulle migliori
energie della società civile, sulle nuove generazioni. … Colgo in questa
generazione, una carica di sensibilità, di intelligenza, di generosità che
molto mi conforta, che mi dà grande speranza e fiducia. E perciò voglio dirvi:
completate con impegno la vostra formazione, portate avanti il vostro
apprendistato civile, e scendete al più presto in campo, aprendo porte e
finestre se vi si vuole tenere fuori, scendete al più presto in campo per
rinnovare la politica e la società, nel segno della legalità e della
trasparenza…”

la Repubblica (ed.Palermo)– 24 maggio 2012
“Ma comincia a scuola la difesa della legalità”
░ Riportiamo parte dell’articolo di Maurizio Muraglia (CIDI); da educatore, qual è, sostiene: “Può provare odio verso quello spazio soltanto chi, escluso da quei processi educativi e culturali”, e “La scuola, oltreché di risorse, ha anche bisogno di incrementare prassi virtuose, di carattere educativo e culturale”. L’Anief è in sintonia con l’analisi e con le tesi del collega Muraglia.
Morire di scuola. Morire a sedici anni vittime di una follia omicida assolutamente imprevedibile. Morire, forse, perché una scuola si intitola a Giovanni Falcone e Francesca Morvillo. La rabbia e l’indignazione di un intero paese assumono un colore particolarissimo a Palermo, nel ventennale della strage di Capaci. Sabato scorso l’Albero Falcone di via Notarbartolo si è riempito di gente, proprio alla vigilia di quelle elezioni amministrative su cui si concentrano tante speranze di riscatto per una città che, ancora a vent’anni dai quei tragici fatti, appare martoriata dalla violenza quotidiana e dall’illegalità diffusa. C’è una parte della città che è capace di raccogliersi nel giro di poche ore per gridare il proprio no all’imbarbarimento della vita pubblica. In questi giorni a Palermo la memoria non può che tornare alle stragi di vent’anni fa, che Brindisi comunque rievoca, ma con un disvalore aggiunto che qui provo a rivisitare in ottica locale. Antonino Caponnetto diceva che “la mafia teme la scuola più della giustizia”. A Palermo non è avvenuto fin qui quel che è avvenuto a Brindisi. A Palermo però le scuole vengono vandalizzate, talune con regolarità impressionante e pensiamo al San Filippo Neri. E il vandalismo è comunque un attentato, che forse non genera terrore, ma è capace di uccidere ad un altro livello. Vedere una scuola distrutta significa vedere annientati la speranza e il futuro, e questa è comunque violenza che si esercita verso quello spazio in cui si costruisce la capacità di essere cittadini, lo spazio educativo dell’aula scolastica in cui avviene la trasmissione della cittadinanza attraverso la cultura. Può provare odio verso quello spazio soltanto chi, escluso da quei processi educativi e culturali, li considera pericolosi per il brodo di coltura in cui vive. Molte scuole a Palermo sono presìdi storici di democrazia e legalità. In alcuni quartieri della città la presenza delle istituzioni scolastiche rappresenta la vera e propria bandiera della Repubblica italiana. Innumerevoli sono le iniziative in favore della legalità, organizzate soprattutto dalle scuole primarie e medie, con dispendio infinito di energie da parte di insegnanti a cui bisognerebbe dare la medaglia al valore civile. Alcuni dirigenti a Palermo hanno costruito un’intera carriera al servizio dell’educazione alla legalità. Taluni di loro vedono le loro scuole distrutte dai vandali e ricominciano come prima il proprio lavoro…. Che vuol dire ridurre la scuola all’osso delle risorse finanziarie, come è avvenuto in questi anni? Vuol dire, di fatto, impedire alle scuole di prosciugare il brodo di coltura di tutte le forme di violenza. Per un bambino vedere lo Stato impotente che non si prende cura della scuola rappresenta il primo vulnus allo spirito di cittadinanza. …La scuola, oltreché di risorse, ha anche bisogno di incrementare prassi virtuose, di carattere educativo e culturale. E non è male ripassare in rassegna alcune priorità. In primo luogo non vanno sottovalutati gli stili relazionali e comunicativi, e si può cominciare fin dall’infanzia a far respirare negli spazi scolastici atteggiamenti di non violenza prevenendo dove c’è da prevenire e reprimendo dove c’è da reprimere. Ma la cultura della legalità ha anche a che fare con i saperi, che contengono un grande potenziale di interpellanza e di trasformazione delle coscienze. Il trattamento dei saperi a scuola - e qui è giusto chiamare in causa le scuole superiori troppo spesso concentrate su test e numeri - è un dispositivo formidabile di confronto democratico, di erosione dei pregiudizi, di messa in discussione di stereotipi demenziali, purché non lo si riduca a sterile nozionismo. Tutta la costruzione degli ambienti di apprendimento, ivi compresa le gestione dei meccanismi valutativi, può concorrere positivamente alla creazione di un clima antiviolento, fondato su regole condivise.

La tecnica della scuola – 25 maggio 2012
“Nuove speranze per lo spostamento dei 24 punti Ssis
░ Sarà forse possibile, in futuro, spostare da una graduatoria ad un’altra i punti riconosciuti per la frequenza del corso Ssis.
….Il cambio di indirizzo in ordine alla giurisdizione in materia di graduatorie del personale docente, assunto di recente dalla giustizia amministrativa in favore del giudice ordinario, ha offerto lo spunto per rimettere in discussione anche l’orientamento giurisprudenziale che si era formato proprio sulla possibilità di spostamento dei 24 punti, riconosciuti per la frequenza della Ssis, da una graduatoria ad un’altra.
In sede di riassunzione innanzi al giudice del lavoro dei giudizi già pendenti innanzi al giudice amministrativo, i ricorrenti hanno infatti riproposto le censure di illegittimità del decreto ministeriale n. 42 dell’8/4/2009, con il quale erano stati disposti l’aggiornamento e l’integrazione delle graduatone ad esaurimento per il biennio 2009-2011, nella parte in cui (art. 3 comma 2) precludeva la possibilità di spostare da una graduatoria ad un’altra i 24 punti attribuiti spettanti in ragione dell’abilitazione Ssis…. Recentemente si sono pronunciati favorevolmente alle tesi dei ricorrenti sia il Tribunale di Catania che il Tribunale di Messina con ordinanze rese su procedimenti d’urgenza. In particolare, il Tribunale di Messina (con ordinanze del 21 marzo e 22 marzo scorso) ha evidenziato che il divieto di spostamento dei 24 punti - disposto dal D.M. n. 42/2009 - non è previsto da alcuna norma di rango primario… Pertanto, secondo il giudice del lavoro, in mancanza di un divieto di fonte legale, non vi è ragione di escludere la possibilità di spostare da una graduatoria ad un’altra i punti relativi all’abilitazione Ssis, anche tenuto conto che non si tratta di un punteggio relativo al servizio prestato in una determinata classe di concorso e che, come tale va utilizzato in quella classe, bensì di un bonus che si consegue per effetto della partecipazione alla scuola di specializzazione biennale, partecipazione che preclude - per tutta la durata del percorso formativo - la possibilità di insegnare…. La disposizione di cui all’art. 1 comma 4/quater della legge n. 167/2009, prevede infatti che “nelle operazioni di integrazione e di aggiornamento delle graduatorie permanenti di cui all’articolo 1 del decreto legge 7 aprile 2004, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 giugno 2004, n.143, trasformate in graduatorie ad esaurimento dal citato articolo 1, comma 605, lettera c), della legge n. 296 del 2006, e successive modificazioni, da disporre con decorrenza dal 1° settembre 2009 per il biennio scolastico 2009/2010 e 2010/2011, non è consentito modificare la scelta già precedentemente effettuata in merito all’attribuzione del punteggio per i servizi prestati in relazione ad una o più specifiche graduatorie”…. Nel caso specifico infatti non può applicarsi il divieto normativo, considerato che la legge fa esclusivo riferimento al punteggio relativo ai servizi di insegnamento effettivamente prestati, mentre i 24 punti rappresentano un bonus che si consegue per effetto della partecipazione alla scuola
di specializzazione biennale…

La Stampa – 25 maggio 2012
“Its, l'alternativa dopo il diploma”
░ In tutta Italia sono stati aperti 59 Istituti tecnici superiori; formano specialisti e mettono insieme studio e lavoro, con un 30% di ore di tirocinio in azienda il punto dopo un anno di vita.
E’ finito il tempo dell'alternativa secca: dopo le scuole superiori o cercare lavoro oppure iscriversi all'Università. La terza via esiste: si chiama Its, Istituto tecnico superiore, un biennio di formazione post diploma su materie tecnologiche e artigianali che funziona come inserimento nel mondo del lavoro, dal momento che delle 1900 ore totali di lezione, almeno il 30 per cento devono essere di tirocinio presso aziende. …. Frutto di collaborazioni e confronti tra Ministero, Confindustria, le regioni e i sindacati per sottolineare il legame formazione-lavoro, dal punto di vista giuridico gli Istituti sono fondazioni di partecipazione costituiti da enti, pubblici e privati: un istituto di istruzione secondaria superiore, capofila del progetto e destinatario dei fondi ministeriali, una struttura formativa accreditata dalla Regione per l'alta formazione, almeno un'impresa del settore produttivo cui si riferisce l'istituto tecnico superiore, un dipartimento universitario o un centro di ricerca e un ente pubblico locale. Il finanziamento per ogni Istituto, stabilito su un costo di formazione medio di 7 euro per studente al'ora, non è irrisorio: 300 mila euro per due anni accademici di corso, più risorse aggiuntive per attività comprese nei programmi triennali degli istituti tecnici superiori e spese di funzionamento e acquisto di strumentazioni tecniche. Sei le aree tecnoclogiche di specializzazione degli Its, giudicati prioritari per lo sviluppo economico del Paese: efficienza energetica, mobilità sostenibile, nuove tecnologie della vita, nuove tecnologie per il made in Italy, tecnologie innovative per i beni e le attività culturali e tecnologie per l'informazione e la comunicazione.

 

 

www.pensareprogettarelascuola.it - aprile 2012
“Manifesto”
░ Il gruppo “Pensare e progettare la scuola” si è costituito per favorire la crescita professionale del personale della scuola. Riportiamo passi del testo programmatico a firma: Silvio Colombini CISL Scuola Lombardia Mariella Ferrante DIESSE Lombardia, Roberto Fraccia DiSAL Lombardia, Stefano Pierantoni UCIIM Lombardia, Disma Vezzosi AIMC Lombardia.
Il gruppo condivide elementi fondamentali di una visione culturale della scuola e della Condizione professionale del suo personale. Occorre impegnarsi per salvaguardare la scuola come “bene comune”, cioè bene sociale, un bene che le persone condividono grazie alla loro attiva partecipazione alla vita della comunità; un bene che si concretizza nell’insieme delle condizioni che permettono tanto ai gruppi quanto ai singoli di raggiungere maturità e autonomia. L’educazione è un bene pubblico (della res publica) e il “servizio scuola”, garantito dalle leggi approvate dal Parlamento italiano, è offerto dalle istituzioni scolastiche autonome statali e paritarie. Questo modo di concepire la scuola si fonda, inoltre, su alcuni principi:• l’educazione come diritto-dovere di ciascun uomo (bene comune);• la centralità e la responsabilità educativa primaria della famiglia nei confronti dei soggetti pubblici di offerta formativa;• la libertà, la responsabilità e la personalizzazione come cardini fondamentali dell’educazione. Su questi obiettivi il Gruppo si propone un percorso di ricerca, elaborazione e impegno su direttrici: 1. La condizione di lavoro del personale nella scuola. Ricerche scientifiche ed esperienze individuali danno conto di un ambiente di lavoro con “professioni in subbuglio”: la registrazione di fattori di frustrazione, di demotivazione, di solitudine e di sottostima sociale coesiste con il desiderio di vivere insieme l’esperienza educativa…. La capacità di gestire reti relazionali, informative, di supporti diventa decisiva per rendere attraversabile l’incertezza nella quale viviamo e per sostenere compiti impegnativi di cura educativa in modo dignitoso…. 2. Sviluppo professionale della figura docente. Il profilo professionale docente può essere arricchito, superando l’uniformità contrattualmente definita della funzione e prevedendo, con differenziazioni salariali, uno sviluppo professionale … ciò implica la definizione di un rinnovato profilo professionale in rapporto all’articolazione della professione.
3. Diventare ed essere docenti…. La questione urgente d’adottare è lo snodo formazione iniziale/assunzione: da un lato la necessità di nuove forme di assunzione degli insegnanti, più vicine alle realtà e necessità delle scuole e dei loro contesti territoriali (reti) e dall’altro interessi consolidati e principi costituzionali da considerare….
4. Autonomia scolastica. Il consolidamento e lo sviluppo dell’autonomia delle istituzioni scolastiche richiedono il potenziamento dell’autonomia gestionale con l’allocazione di responsabilità e di competenze nel governo della scuola e la definizione, sulla base di Livelli Essenziali delle Prestazioni, di una dotazione organica funzionale all’ordinaria attività didattica, educativa, amministrativa, tecnica e ausiliaria…

www.governarelascuola.it - 6 maggio 2012
“Le regole della contrattazione”
░ Quadro d’insieme efficacissimo in materia di contrattazione collettiva nella P.A., disegnato da Pietro Perziani.
I SINDACATI. Oltre a quelle previste dalla legge, il lavoratore gode di un’ulteriore tutela, derivante dalla contrattazione collettiva; il contratto individuale, cioè, viene sottoscritto sulla base non solo delle norme di legge, ma anche delle previsioni contenute nei contratti collettivi. La contrattazione collettiva, come dice il nome, avviene tra entità di natura collettiva, in rappresentanza delle due parti: lavoratori e datori di lavoro; queste “entità di natura collettiva” sono i sindacati…. I sindacati si configurano come enti di fatto (associazioni non riconosciute), sulla base degli artt. 36, 37 e 38 del Codice Civile; sono naturalmente associazioni di tipo particolare, in quanto non solo la stessa Costituzione, ma anche altre leggi specifiche riconoscono loro potestà e tutele che vanno oltre quelle delle mere associazioni non riconosciute. L’art. 39 è anche il fondamento del potere contrattuale del sindacato, in quanto sancisce non solo la libertà di organizzazione sindacale, ma riconosce anche ai sindacati il diritto di regolamentare il rapporto di lavoro sulla base di norme che non hanno origine legislativa (Contratti Collettivi), secondo modalità e forme su cui lo Stato rinuncia ad intervenire in modo diretto; come abbiamo detto, lo Stato interviene solo in modo indiretto, a tutela di alcuni diritti fondamentali del lavoratore e a sostegno della stessa contrattazione collettiva. L’art.39 stabilisce anche che i sindacati registrati sottoscrivono i contratti in proporzione ai propri iscritti e che tali contratti hanno validità… anche
pei lavoratori che sono iscritti ad altri sindacati o non sono iscritti.
LE RELAZIONI SINDACALI NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. Quando con il D.Lgs 29/1993 la regolamentazione civilistica del rapporto di lavoro è stata estesa al pubblico impiego, il modello privatistico non poteva essere adottato… perché andava salvaguardato il perseguimento de l’interesse generale e del bene pubblico…. Era necessario definire…: quali siano le parti che interagiscono nella contrattazione, cioè quali strutture rappresentano la pubblica amministrazione, quali organizzazioni sindacali rappresentano i lavoratori; quali siano le procedure, i tipi, i livelli della contrattazione; quali siano le condizioni che rendono possibile la sottoscrizione di un contratto. Tutto questo in effetti è stato stabilito per legge, a partire dal D.Lgs 29/1993.
LA PARTE DATORIALE…. La pubblica amministrazione si è dotata di un organismo apposito che la rappresenta… Al livello più alto delle relazioni sindacali, il contratto collettivo nazionale, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni rappresenta legalmente le pubbliche amministrazioni nella contrattazione; l’ARAN ha personalità giuridica, un proprio organico e una dotazione di bilancio…. Negli altri livelli di relazioni sindacali le PP.AA. sono rappresentate dai dirigenti posti ai vertici degli uffici, nell’ambito delle funzioni di gestione e di organizzazione che sono proprie della dirigenza.
LA PARTE SINDACALE…. E’ stato stabilito quali siano i sindacati che hanno titolo a partecipare alla contrattazione collettiva nazionale presso l’ARAN: i sindacati rappresentativi. La rappresentatività viene stabilita sulla base di criteri puramente numerici: la media tra il dato associativo (percentuale delle deleghe rilasciate dai lavoratori) e il dato elettorale (percentuale dei voti alle RSU)…. I contratti collettivi definiscono le parti nei diversi tipi di relazioni sindacali di livello inferiore (contrattazione integrativa e forme di partecipazione); sono costituite in genere dagli organi di vertice di ogni amministrazione per parte datoriale e dai sindacati firmatari del CCNL per parte sindacale.
LE MATERIE…. All’art. 54 del D.Lgs 150/2009, comma 1 viene ribadito che le materie demandate alla contrattazione collettiva sono “…i diritti e gli obblighi direttamente pertinenti al rapporto di lavoro, nonché le materie relative alle relazioni sindacali”; il testo è molto chiaro, materie di contrattazione sono le reciproche obbligazioni del lavoratore e del datore di lavoro nell’ambito della prestazione lavorativa, oltre alla definizione delle regole delle relazioni sindacali.
I TIPI DI RELAZIONI SINDACALI. Le relazioni sindacali si articolano in 3 modalità: contrattazione, partecipazione e interpretazione autentica….
LIVELLI E PROCEDURE. Le relazioni sindacali si esplicano a diversi livelli; al culmine c’è la contrattazione collettiva nazionale, che a sua volta prevede due livelli (art.40 del D.Lgs 165/2001): - il Contratto Collettivo Nazionale Quadro (CCNQ), che riguarda tutta la pubblica amministrazione e fissa le regole stesse della contrattazione, dalla definizione dei comparti a quella dei diritti e prerogative sindacali; - il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL), che regolamenta il rapporto di lavoro nell’ambito di un comparto della pubblica amministrazione; i dirigenti costituiscono un’area autonoma di contrattazione. E’ previsto anche un livello inferiore di contrattazione, definito “contrattazione integrativa”, con modalità, limiti e materie stabilite dai CCNL; i contratti nazionali stabiliscono anche i livelli e le modalità della partecipazione. Il D.Lgs 165/2001, all’art.47, fissa anche le procedure e le modalità della contrattazione e, soprattutto, le condizioni perché si possa sottoscrivere il CCNL… ; le procedure sono molto minuziose, diciamo che l’Aran, una volta raggiunto l’accordo con le OO.SS., può sottoscrivere il contratto a due condizioni: - che ci sia il parere favorevole del Governo e del Comitato di Settore - che ci sia il visto di compatibilità finanziaria della Corte dei Conti… Il D.Lgs 150/2009 introduce una importante novità per quanto attiene alla contrattazione integrativa;… si stabilisce che la contrattazione deve concludersi entro un termine stabilito dal CCNL, decorso il quale le parti riassumono le rispettive prerogative e libertà di decisione;… se non si raggiunge l’accordo, l’Amministrazione adotta gli atti necessari al buon funzionamento del servizio, salvo ridefinirli una volta sottoscritto il contratto.

Il Giornale – 7 maggio 2012
“Lezioni digitali, tablet a 25mila studenti”
░ Nell’intervista, l’assessore all’istruzione della Regione Lombardia, Valentina Aprea spiega le classi “multimediali” del progetto “Generazione web Lombardia”, rivolto agli adolescenti tra i 13 e i 17 anni; previsti 250 euro (per tablet, notebook e LIM) a studente, per 8mila classi.
D. Come troverete professori adatti alla sfida digitale ?
R. Uno dei requisiti richiesti alle scuole è avere già adottato libri digitali e avere docenti preparati per l’uso di tali libri. I professori dovranno guidare un processo di modifica degli ambienti di apprendimento.
D. Quali saranno i criteri per scegliere le scuole ?
R. Non avremo scuole ma classi sperimentali: vogliamo che in ogni istituto vi sia almeno un gruppo di studenti digitali.
D. Quando il nuovo sistema sarà a regime in tutte le scuole ?
R. La digitalizzazione sarà diffusa a tutti entro il 2015…
D. Sono previsti incentivi ai meritevoli ?
R. Abbiamo messo a bando 500mila euro per la premialità…
D. Il sistema degli insegnanti a chiamata potrà essere esteso ?
R. Lo utilizziamo per i supplenti annuali. Attiveremo un blog www.lombardiaconcorsidistituto.it che sarà un forum di discussione.
Entreremo nel merito dopo aver sentito il parere dello Stato.

ItaliaOggi- 8 maggio 2012
“Concorso a tre punte per il ruolo”
░ La prima chance è per coloro che si abiliteranno con il TFA; ci saranno, poi, selezioni biennali aperte anche ai non abilitati.
In attesa della riforma del sistema di reclutamento, il ministro Profumo ha annunziato due tornate di concorsi. La prima sarà bandita entro l’anno… vi potranno partecipare i docenti abilitati e i vincitori saliranno in cattedra nell’a.s. 2013/14, così da fare fronte alle esigenze delle classi di concorso con graduatorie effettivamente esaurite. “Ma già nella prossima primavera faremo un altro bando al quale potranno accedere anche i nuovi abilitati”, cioè i 20.067 che avranno frequentato con successo i corsi TFA. … “La mia idea è di dare una cadenza biennale ai concorsi, per regolarizzare tutto il sistema”… svuotando le graduatorie. Inoltre, gli insegnanti precari potranno contare sulla revisione delle classi di concorso, terminata dal Miur riducendole a 50-60, e sui controlli ministeriali alle G.E. dove persone iscritte da anni, pur avendo rinunziato ad insegnare hanno diritto ad essere nominati…..

Il Messaggero - 8 maggio 2012
“Raffica di scioperi contro l’Invalsi”
░ I Cobas boicottano i quiz, ma c’è chi li difende per l’obiettività con cui consente, all’Invalsi stesso che li corregge,di valutare i livelli di apprendimento degli studenti a livello nazionale.
La protesta contro il test Invalsi si fa sempre più dura, e prende la forma dello sciopero…. E’ indetta dai Cobas… Per il 16 maggio è prevista anche una mobilitazione degli studenti, che comprenderà proprio il boicottaggio del test…. Per i Cobas, i quiz sopravvalutano alcune materie rispetto ad altre, anche perché – dicono – per allenarsi a fare i test si toglie tempo al resto… Intanto arriva il resoconto dell’ultimo Rapporto Invalsi sugli esami di maturità, che sembra avvalorare le parole del ministro Elsa Fornero sul fatto che i giovani “sanno troppo poco” e non conoscono nemmeno l’Italiano. Errori di interpunzione, scarsa conoscenza del significato delle parole, ignoranza degli argomenti….

Press-IN anno IV / n. 1115 - 8 maggio 2012
“Invalsi, i risultati dei disabili non calcolati: protestano i professori?”
░ Gli anni passano e la protesta si ripete puntualmente, ma nella testa di quelli dell’INVALSI non fa effetto. La nota che riportiamo è tratta da http://pressin.comune.venezia.it/leggi
I risultati nei test Invalsi degli alunni disabili e con bisogni educativi speciali (disabilita' intellettiva; disabilita' visiva: ipovedente; disabilita' visiva: non vedente; Disturbi specifici di apprendimento ovvero dislessia e discalculia) non rientreranno nell'"elaborazione statistica" finale prodotta dall'Istituto di valutazione. Insomma, non concorreranno a comporre il quadro finale sulle conoscenze degli alunni in matematica e italiano. Lo spiegano le note sullo svolgimento delle prove messe a punto dall'Invalsi che hanno gia' scatenato la reazione dei docenti. I presidi che lo desiderano potranno comunque "richiedere l'invio dei risultati degli allievi con bisogni educativi speciali". Fuori dai giochi anche i test degli alunni di recentissima immigrazione: gli allievi "di origine immigrata che abbiano cominciato a frequentare una scuola di lingua italiana da meno di un anno scolastico (convenzionalmente dopo l'1 settembre 2011) partecipano alle prove Invalsi- si legge nei documenti ufficiali- ma i loro esiti non concorrono alla determinazione dei risultati ne' globali ne' degli allievi di origine immigrata, indipendentemente dalla generazione". Il Coordinamento dei precari scuola di Bologna insorge e ricorda che l'Italia, in materia di integrazione, ha una legislazione "avanzata che viene dimenticata dall'Invalsi". Gli insegnanti si scagliano contro le regole stabilite dall'Istituto di valutazione del sistema scolastico che, fra l'altro, prevedono che i docenti di sostegno non possano essere presenti in aula al momento dello svolgimento dei test. Le scuole, poi, potranno decidere se far partecipare o meno gli stessi alunni con disabilita' intellettiva alle prove, potranno escluderli anche da una sola delle prove "impegnandoli", in quei giorni, "in un'altra attivita'", potranno anche decidere di metterli "in un locale differente da quello utilizzato per gli altri allievi della classe". L'importante, spiega l'Istituto, e' che non si non modifichino "in alcun modo le condizioni di somministrazione, in particolare se si tratta di classi campione". Classi separate sono possibili anche per gli ipovedenti e per chi ha disturbi dell'apprendimento. Per tutti vale la possibilita' di dispensa dalla valutazione. Tutti particolari che non soddisfano i docenti di sostegno. "L'Invalsi- dicono dal comitato bolognese- cancella i circa 200.000 alunni disabili che frequentano la scuola pubblica statale e con loro i docenti di sostegno specializzati che li accompagnano nel percorso educativo di ogni giorno. Per questo, noi docenti di sostegno non usciremo dalle classi di cui siamo contitolari, non allontaneremo l'alunno/a disabile dai suoi compagni di classe, non somministreremo al nostro alunno/a il questionario dello studente e inviteremo i nostri colleghi della disciplina a fare lo stesso con l'intera classe".

http://www.cilentonotizie.it/dettaglio - 9 maggio
“Gli alunni disabili inceppano il sistema Invalsi”
░ Sullo stesso argomento.
Il degrado culturale e materiale della Scuola pubblica è ormai una realtà, i tagli massicci ai finanziamenti per l’istruzione hanno pesantemente compromesso le pari opportunità e il diritto a un’istruzione di qualità.....Ma mentre si taglia con l’accetta fino a non poter più garantire neanche il funzionamento ordinario degli istituti (oggi in Italia l’investimento nell’istruzione pubblica è meno del 9% della spesa pubblica complessiva mentre la media dei paesi “sviluppati” è del 13.3%) si trovano più di 15 milioni di euro per finanziare l’istituto Invalsi che attraverso una farsa basata su domande e risposte a crocette pretenderebbe di valutare i risultati di apprendimento di tutti gli studenti italiani. I governi centrosinistra e quelli di centrodestra hanno ingaggiato i “Signori Invalsi” per realizzare un sistema di valutazione nazionale unico e senza appello che in realtà verrà utilizzato per selezionare scuole, studenti e docenti, per dimensionare gli istituti scolastici, per mettere fine alla didattica finalizzata all’integrazione e alla valorizzazione delle differenze sociali e culturali. In un simile sistema standardizzato e omologante, gli alunni disabili e tutti quelli con disturbi specifici dell’apprendimento sono la contraddizione da eliminare. Che cosa succederà allora nei giorni tristi dell’Invalsi? Gli alunni disabili o fuori-standard potranno restare in classe solo con l’autorizzazione dei dirigenti scolastici , ma in ogni caso gli insegnati di sostegno saranno allontanati e i risultati dovranno essere elaborati a parte così da non incidere sul risultato medio della classe….

Il Tempo – 9 maggio 2012
“Scampia, giovani sportivi crescono”
░ Lodevolissimo sforzo del Governo: finanziati quattro progetti di impatto sociale per la diffusione della pratica sportiva.
Quattro milioni di euro distribuiti in quattro progetti dal forte impatto sociale per la diffusione della pratica sportiva in contesti scolastici. E’ questa la strategia del ministro per gli Affari regionali, Turismo e Sport, Piero Gnutti, che ieri mattina ha firmato, assieme al ministro del Miur, Francesco Profumo un accordo di programma denso di significati…. I fondi consentiranno di ampliare ulteriormente i programmi di Alfabetizzazione motoria nella scuola primaria ….

La Stampa – 9 maggio 2012
“Il rischio di sottovalutare un allarme”
░ Michele Brambilla segnala una certa sottovalutazione, nella stampa e forse nell’opinione pubblica, dell’attentato all’amministratore delegato dell’Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi.
Forse un primo motivo di questa, chiamiamola così, scarsa attenzione, sta nel fatto che l’attentato non ha avuto gravi conseguenze. Adinolfi è stato ferito solo di striscio. E quindi non è scattata una reazione emotiva popolare. Ma come non pensare al significato del gesto? La «gambizzazione» in Italia ha una tragica storia in un contesto preciso. … L’agguato di Genova è poi trascurato anche per un secondo motivo: non si crede fino in fondo che si possa trattare di terrorismo. È vero che una certezza sulla matrice non c’è ancora, e può anche essere che il terrorismo non c'entri. Ma colpisce la sicurezza con la quale da molte parti si ritiene «impossibile» o «molto improbabile» che il terrorismo possa tornare. …. Oggi al Quirinale sarà celebrato il Giorno della memoria dedicato alle vittime degli anni di piombo. È la quinta volta che viene celebrato. La prima, però, in cui ci si troverà a parlare, oltre che degli attentati di allora, di uno dell’altro ieri.

la Repubblica – 9 maggio 2012
“E Giarda avverte i dirigenti pubblici, adesso basta con i mega-uffici”
░ E indica una cubatura adeguata e sufficiente.
Il potere è anche questione di centimetri. Troppi quelli a disposizione dei dirigenti pubblici, ieri bacchettati dal ministro Giarda: «Invece di stare in splendidi uffici di 40 metri quadri, ci si deve rassegnare in un ufficetto di 15 e ne avanza pure». Stringersi, mettersi a dieta, ridurre gli sperperi... . La spending review inizia da qui… Ogni anno la P.a. spende in affitti 1,2 miliardi. Secondo l'Agenzia del Demanio, che ha predisposto 17 piani di razionalizzazione, nel quadriennio 2012-2015 si potrebbero risparmiare 43 milioni e ridurre gli spazi presi in locazione di 46 mila metri quadri, su 11,3 milioni totali relativi ai 10 mila immobili. Senza contare i quasi 12 mila di proprietà dello Stato, a costo (ma anche a rendita) zero. Dove cominciare? Dai ministeri…

La tecnica della scuola – 10 maggio 2012
“Come userebbero i laureati i 2.300 miliardi di euro dati ai partiti?
░ Riportiamo parte dell’articolo nel quale Pasquale Almirante riferisce l’esito del sondaggio di Tesionline.it.
Tesionline.it ha pubblicato nel proprio sito internet il sondaggio, chiuso il 26 aprile scorso e al quale hanno partecipato 12.017 utenti, che chiedeva: “Come usereste i soldi spesi per i rimborsi elettorali?” Vale a dire i 2,3 miliardi di euro erogati ai partiti dal 1994 ad oggi, sotto forma di “rimborsi elettorali” che hanno sostituito i “finanziamenti pubblici ai partiti”, aboliti con referendum nel 1993.… Nel dettaglio i numeri dei finanziamenti sarebbero i seguenti: oltre 120 milioni sono andati alla Lega, circa 195 milioni al Pd e oltre 187 milioni al precedente Ulivo. L’Idv di Di Pietro (solo dal 2001) ha incassato 53 milioni circa, mentre l’area Udc ha ricevuto oltre 121 milioni. Al partito di Berlusconi sono toccati oltre 230 milioni di euro. Cosa si sarebbe potuto fare? Ecco solo alcune delle iniziative che si sarebbero potute realizzare con 2,3 miliardi di euro. Al primo posto, con oltre il 46% delle preferenze, c’è il sostegno alle start up e all’imprenditoria giovanile. Che vuole dire non solo slancio di creatività e innovazione, ma soprattutto creazione di tantissimi posti di lavoro. Con 2,3 miliardi si sarebbero potute garantire 7.666 nuove aziende, 426 ogni anno per 18 anni, con una ricaduta occupazionale di 2.550 persone, vale a dire 46mila posti di lavoro in 18 anni. La seconda scelta è la ricerca: oltre il 42% dei laureati italiani è convinto che sia fondamentale investire in ricerca…. Al terzo posto si piazza con il 32,5% delle preferenze il tema “green”, e cioè tutto ciò che è ecologia, sostenibilità e risparmio energetico…. Quarta posizione, con il 31% delle preferenze, per le borse di studio destinate all’università. Frequentare ’università costa mediamente 3mila euro all’anno, solo di tasse. … Con i famosi 2,3 miliardi avrebbero potuto fare l’Erasmus 2.073.931 studenti, 115.218 ogni anno per 18 anni.

Metrò (ed.Milano) - 10 maggio
“Se la scuola è tutto un quiz”
░ Tra tensioni e scioperi, le prove Invalsi per gli studenti.
In un clima di tensione sono iniziati ieri, con la prova di Italiano nelle seconde e quinte elementari, i test Invalsi 2012… Oggi tocca ai ragazzi della prima media, con le prove di Italiano, Matematica e con il Questionario per tracciare l’identikit sociale. La tornata prosegue il 16 maggio con gli studenti del secondo anno delle superiori e si chiude il 18 giugno con i ragazzi di terza media. I sindacati Cobas e Gilda hanno indetto scioperi, dei professori e del personale Ata, in ogni giornata dei “distruttivi quiz”,e ieri in alcune scuole si sono viste scintille…. I Cobas denunziano episodi di docenti in sciopero sostituiti, e classi accorpate… E mentre il Miur precisa che ieri le classi che non hanno eseguito il test sono stimabili allo 0,69%, e annunzia un rafforzamento dell’Invalsi (più materie e uso del computer) – c’è chi segnala che “i risultati non servono per aumentare i finanziamenti alle scuole risultate deboli, ma per fare l’esatto contrario”.

http://www3.lastampa.it/torino - 11 maggio 2012
“Blitz degli studenti contro Profumo. Striscioni e slogan mentre il ministro parla al Lingotto”
░ Una cinquantina di giovani, studenti e autonomi, che manifestavano fuori dal Lingotto sono stati caricati dalla polizia: due contusi, uno ha trascorso la notte al Cto in osservazione.(di Andrea Ciattaglia)
Contestazione doveva essere, annunciata da giorni sui social network, e contestazione è stata con tanto di Salone dei 500 del Lingotto blindato dalle forze dell’ordine per l’arrivo del ministro Francesco Profumo e, al di fuori, cariche della polizia contro una cinquantina di universitari degli Studenti Indipendenti, autonomi della residenza occupata di via Verdi 15 e studenti delle scuole superiori. Il bilancio è di due contusi, uno di loro, Nicola Malanga, presidente del Senato Studenti dell’Università di Torino…. Occasione per la mobilitazione è stato l’incontro «Avere vent’anni in Italia», organizzato dall’associazione giovanile Muoviti per la novità, con il ministro Profumo bersaglio dei contestatori…… «All’ordine del giorno della protesta e del confronto che ci viene negato col ministro ci sono i tagli ai fondi per le borse di studio, il probabile aumento delle tasse universitarie e altre decisioni controverse approvate in gran velocità dal ministero dell’Istruzione e dell’Università», spiega Marco Viola, portavoce degli Studenti Indipendenti…. Nel resto del dibattito, seguito con interesse da più di duecento giovani, Profumo non si è sottratto alle domande sulle spinose questioni dei fondi per il diritto allo studio e della scarsa attrattività degli Atenei italiani. «I contributi statali per le borse di studio aumenteranno da 150 a 165 milioni di euro - ha garantito, ricordando che sul tema è in corso un confronto con le Regioni -. Ma le Università dovranno diventare più appetibili per gli studenti stranieri premiando il merito e diventando più semplici e trasparenti».
 

www.governarelascuola.it  - 17 aprile 2012

“Il ddl Aprea”

░ Pietro Perziani interviene, con la consueta arguzia e competenza, con considerazioni sul tema che potrebbe prossimamente monopolizzare il dibattito sulla Scuola; esprime l’auspicio che la norma possa essere al più presto approvata. Riportiamo parte del quadro di sintesi del decreto.

Premessa: Il DDL Aprea sembra essere arrivato alla dirittura d’arrivo: è stata concessa la sede deliberante in commissione, c’è un sostanziale accordo tra le forze politiche, l’ulteriore passaggio al Senato per l’approvazione definitiva dovrebbe avvenire prima delle ferie estive. Il testo varato in Commissione lo scorso 23 marzo dovrebbe quindi essere quello definitivo… Il testo attuale è molto diverso da quello iniziale…; sono rimaste solo le norme sull’autogoverno delle istituzioni scolastiche… In effetti, il DDL è composto di 2 soli Capi: - il CAPO I, rubricato “AUTONOMIA STATUTARIA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE STATALI”, fatto di 10 articoli, che ridefiniscono l’assetto istituzionale della istituzione scolastica autonoma; - il CAPO II “RAPPRESENTANZA ISTITUZIONALE DELLE SCUOLE AUTONOME”, fatto di 4 articoli, di cui 3 dedicati alle norme finali e alle abrogazioni, per cui il Capo di fatto si compone di un solo articolo, dedicato alle forme di rappresentanza della scuola autonoma…. L’oggetto della legge è l’autogoverno delle istituzioni scolastiche, con un’aggiunta finale che riguarda la rappresentanza delle scuole.

1 - LA SCUOLA AUTONOMA. Il punto di partenza è in ogni caso il DPR 275/1999, che ha istituito l’autonomia scolastica; si potrebbe dire che la Legge integra le primitive disposizioni del 1999 e le completa. L’autonomia statutaria. La rubrica del Capo I indica con chiarezza qual è la novità più importante del DDL: alle scuole autonome viene attribuita la potestà statutaria (Art. 1, comma 3); naturalmente non si tratta di un’autonomia assoluta, va esercitata nel rispetto delle norme generali di cui alla medesima legge. Gli Statuti delle scuole autonome hanno per oggetto gli organi interni dell’istituzione, la loro istituzione, composizione e funzionamento(Art. 1, comma 4); anche qui non c’è una libertà assoluta…  I rapporti tra scuola, Stato, Regioni ed EE.LL. Ogni scuola è parte del sistema nazionale di istruzione, costituisce un punto di riferimento per la comunità locale (Art. 1, comma 2); lo Stato, le Regioni e gli EE.LL. esercitano le funzioni e le competenze previste dal D.Lgs 112/1998…. I rapporti tra scuola, famiglia, studenti e comunità Locale.La scuola promuove il “patto educativo” con gli studenti, le famiglie e la comunità locale, valorizzando il diritto all’apprendimento degli alunni, il dialogo tra la funzione docente e le scelte educative delle famiglie, le azioni formative in rete (Art. 1, comma 5).

2 - GLI ORGANI DELLA SCUOLA AUTONOMA. La Legge enuncia con estrema chiarezza la distinzione delle funzioni tra i diversi organi della scuola: funzioni di indirizzo, funzioni di gestione, funzioni tecniche (Art.2, comma 1); se ne sentiva il bisogno, dopo la confusione e le invasioni di campo degli ultimi anni. Gli organi della scuola autonoma sono: - il Consiglio dell’Autonomia, normato dagli articoli 3 e 4; - il Dirigente, normato dall’articolo 5; - il Consiglio dei Docenti, che prevede diverse articolazioni, consigli di classe, commissioni e dipartimenti, normato dall’articolo 6; - il Nucleo di Autovalutazione, normato dall’articolo 8. Com’è evidente, si tratta degli stessi organi oggi esistenti, a cui si aggiunge un nuovo organo, il Nucleo di Autovalutazione….

3 - IL CONSIGLIO DELL’AUTONOMIA. Il Consiglio dell’Autonomia è l’organo che dà gli indirizzi generali dell’attività scolastica (Art. 3, comma 1); ha anche delle competenze specifiche… Il Consiglio è composto da un

minimo di 9 ad un massimo di 13 membri (Art. 4, comma 1); come detto, in merito decide lo Statuto, ma la Legge fissa alcuni paletti: - il dirigente scolastico è membro di diritto;genitori e docenti hanno esprimono una rappresentanza paritetica; nelle scuole superiori va assicurata la rappresentanza degli studenti; va prevista la presenza di non più di due membri esterni, espressione di realtà istituzionali o della società; questa è una novità, che fa entrare la società e l’Ente locale nella scuola, sia pure con una rappresentanza minima. Il Consiglio è presieduto da un genitore. Il DSGA fa parte del Consiglio, senza diritto di voto, svolgendo le funzioni di segretario… il personale ATA non è rappresentato, a meno che non sia lo Statuto a prevederlo.

4 - IL DIRIGENTE SCOLASTICO. All’articolo 5 viene definito il ruolo del Dirigente Scolastico, in modo molto scarno, riprendendo sostanzialmente quanto stabilito dal D. Lgs 165/2001 (Art. 5, comma 1). L’unica novità: il Dirigente risponde dei risultati non solo agli organi istituzionali, che sono esterni alla scuola, ma anche a quelli statutari, che sono invece interni alla scuola; la formulazione è molto generica, non vengono individuati quali siano questi organi statutari, lasciando così campo libero alla formulazione degli Statuti dei singoli statuti….

5 - IL CONSIGLIO DEI DOCENTI. Lo Statuto disciplina l’attività del Consiglio dei Docenti e delle sue articolazioni, attività che è finalizzata alla programmazione della didattica e alla valutazione collegiale degli alunni (Art. 6, comma 1). Il Consiglio è composto da tutti docenti ed è presieduto dal Dirigente Scolastico; si può articolare in commissioni, dipartimenti, consigli di classe.

6 - NUCLEO DI AUTOVALUTAZIONE E LA CONFERENZA DI RENDICONTAZIONE. In ogni scuola viene istituito un Nucleo di Autovalutazione dell’efficacia, dell’efficienza e della qualità del servizio, in rapporto con l’Invalsi. Lo Statuto ne determina la composizione, prevedendo da tre a sette membri, di cui almeno uno esterno e almeno un rappresentante delle famiglie, mentre il Regolamento ne fissa le modalità di funzionamento….

7 - RETI, CONSORZI, ASSOCIAZIONI. Le scuole possono promuovere o partecipare a reti, consorzi ed associazioni, in linea con il DPR 275/1999; le scuole possono ricevere contributi da Fondazioni.

Rispetto al DPR 265/1999, alle reti e ai consorzi è stata aggiunta la forma dell’associazione; soprattutto, si prevede una regolamentazione che è anche un’istituzionalizzazione dell’associazionismo delle scuole….

8 - LA RAPPRESENTANZA ISTITUZIONALE DELLE SCUOLE AUTONOME.  1- A livello nazionale, viene istituito dal MIUR il “Consiglio Nazionale delle Autonomie Scolastiche”, che è composto da rappresentanti eletti dai dirigenti, dai docenti e dai presidenti dei Consigli dell’Autonomia; è prevista anche la partecipazione delle Regioni e degli EE.LL., nonché del presidente dell’INVALSI….  2- A livello regionale, sono le Regioni che costituiscono gli organi di rappresentanza (Art. 11, commi1-6)…. Forma di rappresentanza è la “Conferenza regionale del sistema educativo, scolastico e formativo”; 3- A livello locale, le Regioni, d’intesa con le istituzioni scolastiche e gli EE.LL., che istituiscono le Conferenze, con funzioni consultive. È difficile sfuggire all’impressione che anche per il livello regionale e territoriale ci si muova sostanzialmente sul terreno dei vecchi OO.CC. territoriali… (Pietro Perziani).

 

La tecnica della Scuola n.17 – 25 aprile 2012

“Le priorità del ministro Profumo”

░ Il ministro Profumo ha emanato (3 aprile 2012) l'atto di indirizzo sull'impegno del Miur per il 2012 (attualizzando le indicazioni tracciate dalla Gelmini, lo scorso novembre), anche alla luce della delega  conferitagli dal Presidente del Consiglio lo scorso 13 dicembre, che esercita in materia di innovazione tecnologica per migliorare i rapporti tra cittadini e P.A. Riportiamo alcuni passaggi del commento che ne ha fatto Reginaldo Palermo

E’stato firmato il 3 aprile dal ministro Francesco Profumo l’atto di indirizzo che individua le priorità politiche sulle quali concentrare l’impegno del Miur nel 2012…. Alcuni obiettivi ricalcano esattamente le indicazioni già contenute nel provvedimento della Gelmini, mentre altri sono del tutto nuovi…. Alcuni obiettivi indicati nell’atto della Gelmini non compaiono più nel nuovo provvedimento: - assicurare il mantenimento degli obiettivi di contenimento e razionalizzazione della spesa del sistema scolastico; - sostenere e qualificare la ricerca pubblica per l’economia della conoscenza, dell’innovazione e del recupero di competitività del Sistema Paese e porre in essere una forte iniziativa di contrasto alla crisi economica; - razionalizzare e ottimizzare l’offerta formativa delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica e valorizzare i poli di eccellenza. Una parte significativa dell’atto… è dedicata esclusivamente al tema dell’innovazione tecnologica. Cosa ha in mente il Ministro in quest’ambito è presto detto: consolidare e diffondere i servizi telematici per migliorare i rapporti fra cittadini e Pubblica Amministrazione; realizzare progetti finalizzati a garantire la piena trasparenza dei dati pubblici, favorire e promuovere l’alfabetizzazione informatica…. Per questa ragione è prevista una sempre maggior diffusione di strumenti, come per esempio la Pec, che consentano non solo una maggior fruibilità dei servizi della Pubblica Amministrazione ma anche una significativa riduzione della spesa pubblica. Ma, secondo il Ministro, la questione delle tecnologie va tenuta presente anche nella scuola puntando molto alla digitalizzazione dei servizi di interfaccia con le famiglie, agli ebook e ad altri contenuti digitali per le attività scolastiche da svolgere a casa….

Atto di indirizzo del Ministro Profumo. Semplificare la complessità organizzativa del sistema di istruzione e dare valore ad un’autonomia scolastica responsabile, Completare l’attuazione del sistema nazionale di valutazione, con l’obiettivo di offrire alle istituzioni scolastiche e formative gli strumenti per attuare piani di miglioramento della qualità e dell’offerta formativa. Avviare tempestivamente la nuova modalità di formazione iniziale dei docenti e individuare nuove modalità di reclutamento per favorire l’ingresso nella scuola di giovani meritevoli. Completare il processo di riforma del primo ciclo di istruzione, a partire dalla revisione delle indicazioni nazionali e del secondo ciclo del sistema educativo. Promuovere il recupero delle aree scolastiche più compromesse e potenziare le azioni di orientamento scolastico e professionale, di educazione alla cittadinanza e alla legalità. Potenziare l’istruzione tecnico-professionale sino al livello post-secondario. Promuovere interventi nell’edilizia scolastica secondo nuovi standard energetici ed interventi straordinari di messa in sicurezza di edifici che mancano dei prescritti requisiti minimi. Promuovere l’innovazione digitale nella scuola. Favorire la mobilità degli studenti per estenderne le possibilità di studio e di lavoro all’estero.

 

Asasi - La Letterina n.320 - 26 aprile 2012

 “La Scuola, agenzia di viaggio ?”

░ Riportiamo parte della nota di Bianca Boemi.

Il 21 marzo segna l’inizio della primavera e della frenetica attività “turistica” delle scuole, negli ultimi decenni anche di quelle di base, con grande soddisfazione delle agenzie di viaggio, che vivono un momento di grave crisi per la concorrenza spietata di internet. ….Non posso sottrarmi alla necessità di riflettere su alcuni quesiti relativi al “viaggio di istruzione” per non dimenticarne il valore educativo, didattico e relazionale. Chi lo progetta? 1) Come vengono scelti gli accompagnatori? 2) L’attività è indirizzata alla classe? 3) Come sono valutati i risultati dell’esperienza? 4) Chi paga? In genere la scuola si limita a individuare la meta e chiede all’agenzia di proporre il programma, che preveda, in genere, anche una guida che, di fatto, si sostituirà, senza averne titolo e competenza, al docente. … Gli accompagnatori vengono scelti sulla base della rotazione e/o della disponibilità e spesso… gli allievi vengono affidati a docente di classe diversa. …  Il gruppo quindi è raccogliticcio e, al di là dei rapporti personali, si scioglie a conclusione dell’esperienza. Nessun consiglio di classe individua gli strumenti di valutazione dell’esperienza né si preoccupa di riflettere, a conclusione, sulle sue ricadute. Last, but not least, la scuola paga la fattura utilizzando il contributo “volontario” delle famiglie. Come mai non si organizza questo tipo di viaggio in periodi di vacanza? A buon intenditore poche parole!

 

www.aipd.it/cms/schedenormative   27-04-2012

Corsi di specializzazione di sostegno per docenti soprannumerari (DDG 7/12)

░ Riportiamo passi della Nota n.382 dello Sportello informativo AIPD sulla normativa (Osservatorio Scolastico sull’integrazione). Ne è autore l’avv. Salvatore Nocera, Responsabile dell'area Normativo-Giuridica. A proposito delle specificità del D.D.G. n.7/12, evidenziate da Salvatore Nocera, rispetto al D.M. del 30/09/11 (ai corsi possono partecipare anche docenti in possesso del solo diploma di scuola superiore, purché già di ruolo), ricordiamo che già il D.M. n.249/2010 e l’art.5 del D.M. 30/09/2011 avevano previsto che ai corsi di sostegno potessero partecipare tutti i docenti abilitati (e quindi anche maestri, itp e altri docenti in possesso del solo diploma).

In applicazione del D.M. n° 249/10 sulla formazione iniziale dei docenti e su quella per la specializzazione per il sostegno, il MIUR tra settembre 2011 e aprile 2012 ha emanato una serie di Decreti che riguardano la formazione dei docenti.Si è cominciato con due Decreti dell’11/11/11 che fissano le norme per il conseguimento per l’abilitazione all’insegnamento… È seguito il Decreto sui nuovi corsi di specializzazione emanato il 30/09/11, ma pubblicato sulla gazzetta Ufficiale n° 78 del 2/4/12… Adesso stato pubblicato il D.D.G. n° 7/12 concernente la riconversione professionale di docenti soprannumerari che scelgano di dedicarsi all’attività di sostegno. Quest’ultimo Decreto si rifà quanto ai principi ispiratori ed ai contenuti dei programmi al precedente D.M. del 30/09/11, e però presenta alcune specificità rispetto a questo: ai corsi possono partecipare anche docenti in possesso del solo diploma di scuola superiore purché già di ruolo; a differenza dei corsi ordinari di specializzazione, che debbono svolgersi senza oneri aggiuntivi o ulteriori per l’erario, questi sono a carico dell’Amministrazione, sempre perché trattasi di docenti già di ruolo; a questi aspiranti alla specializzazione è consentito svolgere programmi con un monte ore globale inferiore di oltre la metà rispetto a quelli dei corsi ordinari; a differenza dei corsi ordinari…, ai partecipanti previsti da questo Decreto è consentito il 50% di insegnamenti on-line; data la necessità di non aggravare l’erario, il MIUR ha stabilito che i docenti soprannumerari frequentanti i corsi potranno ricevere l’incarico su posto di sostegno a partire da settembre prossimo anche se ancora non hanno completato il corso, purché abbiano completato almeno i 2/3 del corso (40 dei 60 Crediti Formativi Universitari) o addirittura anche solo 1/3 (20 dei 60 CFU), ovviamente solo se non vi siano nelle graduatorie docenti aspiranti a supplenze già specializzati. OSSERVAZIONI. Pur non condividendo noi la novità dei corsi di riqualificazione per la specializzazione di sostegno, è da tener presente che tali corsi non sono un’invenzione ministeriale, ma sono espressamente previsti da una precisa normativa: l’art. 19, comma 11 della L. n° 111/11. Pertanto le Associazioni della FISH e della FAND, non essendo legittimate a sollevare la questione di incostituzionalità della norma, si sono adoperate per cercare di migliorare al massimo i contenuti dei corsi, inizialmente previsti con un monte ore risibile (120 ore) e per giunta tutte on-line. Si è riusciti così ad allineare la logica e la struttura dei corsi a quelli ordinari previsti dal D.M. del 30/09/11. Contro i corsi per il TFA, le cui prove d’ingresso sono previste in luglio 2012, si sono levate molte critiche da parte di quanti, docenti precari abilitati in precedenza, temono una forte concorrenza dei nuovi abilitati che, avendo molta più anzianità di servizio, potrebbero superarli nelle graduatorie, specie quelle ad esaurimento. Contro i corsi di riqualificazione per la specializzazione su sostegno per i docenti soprannumerari di prossimo avvio sono state levate dure critiche da parte di docenti collocati in posizione ottimale nelle graduatorie ad esaurimento per l’immissione in ruolo, giacché vedono spostarsi di molto la data auspicata, dal momento che il numero dei docenti soprannumerari si aggira intorno alle 10.000 unità, in maggioranza nelle scuole superiori. Critiche contro i due decreti sulla specializzazione per il sostegno si sono levate da parte di specializzati in possesso di laurea contro i prossimi specializzandi diplomati. Il MUR ed i Sindacati replicano che i diplomati sono stati ammessi sia ai corsi per il TFA sia ai corsi di riqualificazione per la specializzazione di sostegno trattandosi di personale che insegnava da tempo e non poteva essere abbandonato durante la carriera scolastica. Quanto alle critiche sulla riduzione di orario nei programmi dei corsi di riqualificazione per la specializzazione per il sostegno essa è giustificata dal MIUR con il fatto che trattasi di docenti di ruolo e quindi con l’esperienza di moti anni d’insegnamento. Certamente è da rilevare che questi corsi ritardano o riducono addirittura le possibilità di insegnamento per docenti neo-laureati. In conclusione può rilevarsi che i contenuti dei programmi dei corsi di riqualificazione per la specializzazione, anche se ridotti quantitativamente, sono identici a quelli dei corsi ordinari previsti dal D.M. del 30/09/11, come pure sono identiche le modalità di svolgimento (eccetto il 50% di lezione on-line) ed i requisiti che debbono essere posseduti dalle Università organizzatrici e dai docenti e dai tutor dei corsi. Per questa serietà si è adoperata, come detto, l’apposita commissione composta da esperti delle Federazioni FISH e FAND coordinate da un Dirigente Tecnico del MIUR che hanno preteso ed ottenuto la revoca di un bando dell’ANSAS comparso a fine dicembre 2011 nel quale non si davano garanzie di professionalità dei tutor e dei contenuti dei futuri corsi.

 

La Stampa - 30 aprile 2012

“Scuola, risparmi in 4 mosse ma senza toccare gli insegnanti”

Oggi pomeriggio, dunque, il Consiglio dei Ministri esaminerà il piano di spending review predisposto dal ministro per i rapporti con il Parlamento Piero Giarda per ridurre di almeno 4 miliardi la spesa pubblica. TuttoscuolaNEWS (n. 534, 30 aprile 2012) ipotizza che gli ex-Provveditorati agli studi (poi Uffici Scolastici Provinciali, ora Uffici Territoriali) possano essere allocati presso l’Utg, ufficio territoriale di governo, unitamente ad altri uffici periferici della P.A. Flavia Amabile, invece, in questo articolo, riporta la previsione di risparmi con l’accorpamento di uffici e biblioteche del Ministero dell’istruzione (ma non delle scuole) con una riduzione del 75% sul costo attuale di 12 milioni di affitti per le sedi periferiche del Ministero. Anche si Ipotizzano risparmi con la razionalizzazione degli acquisti di beni e servizi, e delle supplenze. A parte quest’ultima voce, c’è il nostro gradimento per l’iniziativa dei ministro Giarda e Profumo.

Segreterie e biblioteche delle scuole in comune, una riorganizzazione del personale del Miur, riduzione delle sedi: anche il Miur è al lavoro in queste ore per l’esame della spending review, la revisione mirata della spesa pubblica, necessaria ad assicurare il pareggio di bilancio nel 2013… Le strutture dell’amministrazione centrale del Miur costano ogni anno 12 milioni di euro di canoni. I dipendenti sono suddivisi in due sedi… a piazzale Kennedy-Eur lavorano 400 dipendenti. A disposizione hanno 40mila metri quadrati… Si concentrerà tutto tra la sede centrale di Trastevere e gli uffici di viale Cercani. Totale del risparmio circa 9milioni di euro…. Un’altra quota di risparmi arriverà dai beni e servizi. Quando si faranno le gare si cercherà di aumentare l’uso dell’e-procurement. Si ricorrerà, cioè, all’acquisto on line, in genere meno costoso: il risparmio atteso è di circa 100 milioni, il 15% della spesa attuale.

 

la Repubblica  - 3 maggio 2012

“E per la scuola si profilano nuovi tagli”

░ Le sedi romane del Miur saranno accorpate; i dirigenti pensionati o che hanno lasciato per altro motivo on saranno sostituiti); 500 scuole con meno di 600 alunni saranno accorpate. Riportiamo, di Salvo Intravaia.

Scuola ancora all’insegna del segno meno: meno sedi centrali e periferiche, meno istituzioni scolastiche, meno docenti “imboscati”, meno dirigenti e probabilmente anche meno insegnanti. Con la spending review (revisione della spesa) la scuola pubblica italiana si appresta all’ennesimo taglio. …cSono quattro le leve che il governo conta di azionare per raschiare il fondo del barile: “snellimento della struttura centrale”, “riorganizzazione della struttura territoriale”, “razionalizzazione di distacchi e comandi” e “riequilibrio della rete scolastica regionale e della proporzione tra docenti e classi di alunni”. … Lo “snellimento della struttura centrale” prevede la riduzione ad una soltanto delle due sedi – viale Trastevere e piazza Kennedy – del ministero: a rimanere dovrebbe essere soltanto la prima. Ma anche un maggiore utilizzo dei sistemi informatici disponibili e una riduzione degli organici dei dirigenti. Attualmente, sono 159 i posti vacanti di dirigente amministrativo di prima e seconda fascia, sui 371 previsti in totale (il 43 per cento). Il ministero conta di tagliarne una parte. E per ridurre ancora le spese prevede la “riduzione delle articolazioni provinciali”: quelli che un tempo si chiamavano “provveditorati agli studi”, trasferendone le relative funzioni alle scuole e agli Uffici scolastici regionali. Ma non solo. Per effetto della “razionalizzazione di distacchi e comandi” i 300 docenti comandati negli uffici periferici dell’amministrazione, presso enti e associazioni, con tutta probabilità, ritorneranno in classe ad insegnare. Il “riequilibrio della rete scolastica regionale” dovrebbe passare attraverso l’accorpamento delle oltre 500 istituzioni scolastiche ancora sottodimensionate – con meno di 600 alunni – mentre resta sibillino il “riequilibrio della proporzione tra docenti e classi di alunni”, perché potrebbe nascondere un taglio al personale.

 

La Stampa – 3 maggio 2012

Rivoluzione Invalsi: entrano più materie, via libera al computer- Valutazioni anche su discipline scientifiche e inglese

░ Preannunzio di un potenziamento delle prove, dal prossimo anno scolastico. Riportiamo parte dell’articolo di Flavia Amabile.

Aumentano le domande, le materie e i controlli…. La svolta avverrà a partire dall’anno scolastico 2013-14 quando saranno introdotte altre materie oltre all’italiano e alla matematica: si sta pensando a prove anche nelle discipline scientifiche e in inglese, in questo caso proseguendo la sperimentazione già in corso sulla terza media che coinvolge oltre 2mila studenti. Si sta pensando di introdurre test anche nelle secondarie e in terza o quarta elementare. Infine una parte dei test sarà svolta anche con l'uso del computer…. . Saranno rafforzati i sistemi di controllo durante lo svolgimento delle prove, per evitare che i prof aiutino i propri studenti. E chi si rifiuterà di partecipare sarà segnalato al dirigente responsabile e agli uffici regionali…. A essere sottoposti ai test Invalsi quest'anno saranno oltre due milioni di ragazzi dalla primaria alle superiori. … L’Invalsi ha deciso di accelerare già da quest’anno la riconsegna dei dati e distribuirà un vademecum per gli insegnanti che avranno più informazioni: non solo i risultati dei ragazzi, ma anche dati sull’ambiente di provenienza delle classi e sulle differenze nei risultati.

 

La Stampa – 4 maggio 2012

“Sprechi, lo sfogo dei 40 mila”

░ Boom di segnalazioni online al governo. Gli italiani attaccano auto blu e stipendi dei politici (di Alessandra Barbera)

Hanno «espresso un parere» più di quarantamila italiani: 18.820 mercoledì (uno ogni quattro secondi), altri 21.540 ieri, più o meno uno al secondo. La pagina segnala-il-tuo-spreco voluta da Palazzo Chigi ha fatto il boom. Cosa ci sia fra quelle quarantamila segnalazioni, a Palazzo Chigi non hanno l’autorizzazione a dirlo. L’Autorità per la Privacy ha immediatamente scritto al governo per diffidarlo dal diffondere dati sensibili. Però - racconta chi quei dati li ha già scorsi - i temi ricorrenti sono due: le auto blu e gli stipendi dei parlamentari. Più che una raccolta di segnalazioni, un enorme sfogatoio contro gli abusi dello Stato e per i sentimenti dell’antipolitica. Il compito ingrato di spulciare fra quelle quarantamila mail per ora spetta a otto funzionari di Palazzo Chigi. Si chiama ufficio «dialogo con il cittadino»…. Nella relazione presentata lunedì scorso al governo il ministro delegato alla spending review, Piero Giarda, ha segnalato l’«anomalia del finanziamento degli enti locali». Dei 240 miliardi che nel complesso spendono, solo cento sono frutto di tributi propri. Il resto (140 miliardi) sono risorse che Comuni, Province, Regioni spendono senza risponderne di fronte ai cittadini…. A partire dagli anni Ottanta la pubblica amministrazione ha accumulato inefficienze: se non fosse accaduto - calcola il ministro Giarda - oggi lo Stato costerebbe 73 miliardi di meno. Ora bisogna «concentrare gli sforzi per alleggerire il prelievo fiscale». Nel breve periodo la possibilità che ciò avvenga è pari a zero: di qui alla fine dell’anno occorre risparmiare 13 miliardi per evitare l’aumento dell’Iva di quattro punti percentuali.

 

 

La tecnica della Scuola n.16 – 10 aprile 2012
“Come si diventa insegnanti. Guida alla preparazione per il tirocinio formativo attivo”
░ La Tecnica della Scuola ha pubblicato un molto efficace inserto – corredato di tabelle di sintesi e quadri sinottici, a cura di Calogero Virzì - utile alle migliaia di giovani che aspirano all’insegnamento, nella scuola secondaria di primo e secondo grado, attraverso i corsi TFA di cui al D.M. n.249/2010. Riportiamo parte dell’inserto.
Il decreto n. 249/2010 stabilisce che per diventare insegnanti sia di scuola dell’infanzia che di scuola primaria che di scuola secondaria (primo e secondo grado) occorre un percorso universitario e un apposito tirocinio. L’iter formativo (università + tirocinio), diverso a seconda del grado di scuola dove si vuole insegnare, si conclude con il conseguimento del titolo di abilitazione all’insegnamento.… Per diventare insegnanti di scuola dell’infanzia e di scuola primaria è prevista una laurea magistrale quinquennale abilitante, a numero programmato, con prova d’accesso, comprensiva di tirocinio a partire dal secondo anno. Già nel 2011 alcune università hanno attivato i corsi di laurea magistrale quinquennale in applicazione dell’art. 4 del D.M. n. 249/2010. Per diventare insegnanti di scuola secondaria di primo e di secondo grado il
decreto n. 249/2010 prevede un corso di laurea triennale, un corso di laurea magistrale biennale per l’insegnamento, a numero programmato con prova d’ingresso, ed un successivo anno di Tirocinio formativo attivo (Tfa) il cui esame finale ha valore abilitante. A partire dall’a.a. 2012/2013 dovrebbe prendere il via, in alcune università italiane, il corso di laurea magistrale biennale per l’insegnamento nelle scuole secondarie di primo grado… Il decreto ministeriale n. 249/2010, all’art. 15, ha previsto che in via transitoria sia possibile partecipare, previa prova d’accesso, ad un tirocinio formativo attivo (Tfa) con valore abilitante per la scuola secondaria di 1° e 2° grado … I TFA non vengono attivati per tutte le classi di concorso: il D.M. n. 31 del 14/3/2012 ha definito quali sono le classi di concorso e i posti disponibili a ripartizione regionale per i Tfa. Mancano alcune discipline…. Le prove d’accesso dovrebbero svolgersi dal 20 giugno al 20 luglio, salvaguardando le giornate in cui sono previsti adempimenti obbligatori degli esami di Stato…. La prova d’accesso consiste in: _un test preliminare predisposto dal Miur; _una prova scritta predisposta dalle singole università dove vengono attivati i corsi di Tfa; _una prova orale. Il test mira a verificare le conoscenze disciplinari relative alle materie oggetto di insegnamento di ciascuna classe di concorso e le competenze linguistiche di lingua italiana. E’ costituito da 60 quesiti a risposta chiusa, ciascuno formulato con quattro opzioni di risposta, fra le quali il candidato deve individuare l’unica esatta. Di questi 60 quesiti, 10 sono volti a verificare le competenze in lingua italiana, anche attraverso quesiti inerenti la comprensione di uno o più testi scritti. Gli altri quesiti sono inerenti alle discipline oggetto di insegnamento della classe di concorso. La risposta corretta a ogni domanda vale 0,5 punti, la risposta non data o errata vale 0 punti…. Il test ha la durata di tre ore. Per essere ammesso alla prova scritta il candidato deve conseguire una votazione nel test preliminare non inferiore a 21/30 che corrispondono a 42 risposte corrette. La prova scritta è valutata in trentesimi e si ritiene superata da chi consegue un risultato non inferiore a 21/30. Essa è stabilita dalle università … La prova orale, è superata da chi consegue un risultato non inferiore a 15/20…. Verrà ammesso alla frequenza del corso chi supera tutte le prove della selezione iniziale e si colloca in posizione utile nella graduatoria…..

Asasi - La Letterina n.318 - 12 aprile 2012
“Scuola: sei meno ai nuovi organi collegiali”
░ Il settimanale telematico dell’ASASI riporta un documento della Associazione Genitori A.Ge. Toscana, polemico verso il progetto Aprea di Riforma degli organi collegiali della Scuola.
Dà da pensare la proposta di legge sul rinnovo degli Organi collegiali della scuola, approvata dalla VII Commissione della Camera dei Deputati: un articolato a tratti poco chiaro, che non rispetta il principio generale della separazione dei poteri e limita gli spazi di confronto. In particolare, come genitori segnaliamo: l’abolizione del rappresentante di classe e il rifiuto di prevedere quei momenti di formazione che si sono dimostrati indispensabili per garantire efficacia all’azione dei genitori nella scuola. Nella proposta di legge si persegue il falso obiettivo di un’autonomia costituita da un farraginoso sistema elettorale, diverso scuola per scuola e che sarà solo lavoro in più per le già ingorgate segreterie, invece di garantire finanziamenti certi e sufficienti, che sono il vero motore dell’autonomia… Come è possibile togliere all’organo politico per eccellenza, il Consiglio dell’Autonomia, la competenza a fissare i criteri per il Piano dell’offerta formativa? E poi, per darli a un organo tecnico come il Collegio dei docenti! Questi signori forse non conoscono i principi che reggono la legislazione italiana? Come genitori ci soddisfa fino a un certo punto che il Consiglio dei docenti mantiene, ai fini dell’elaborazione del piano dell’offerta formativa, un collegamento costante con gli organi che esprimono le posizioni degli alunni, dei genitori e della comunità locale…. Noi genitori abbiamo pieno titolo ad essere parti attive e a sedere all’interno del Consiglio di classe. ….

www.direnews.it - 13 aprile 2012
“Droga, dalla prima assunzione all’accesso a servizi passano anche 8 anni”
░ Il dato è emerso nella prima giornata romana di formazione del progetto "Early Detection", promosso dal Dipartimento Politiche Antidroga (Dpa).
"Oggi esiste un grave ritardo nella diagnosi di uso di sostanze o di tossicodipendenza nelle persone minorenni. I dati confermano infatti che possono passare dai 5 agli 8 anni dall'inizio dell'uso delle droghe al primo accesso ai servizi e questo espone a gravi rischi (overdose, incidentalita' stradale, infezioni, disturbi psichiatrici, compromissione della maturazione neurocognitiva, azioni violente e criminali)". E' questo uno dei dati principali emersi questa mattina, nella prima delle tre giornate formative dedicate alla diagnosi e all'intervento precoce dell'uso di sostanze nei minori, che si e' svolta la cui delega e' affidata la Ministro per la Cooperazione Internazionale e l'integrazione Andrea Riccardi. Il progetto e' rivolto agli operatori di settore con l'obiettivo di fornire loro le conoscenze necessarie per intraprendere attivita' di diagnosi e intervento precoce presso le rispettive strutture sanitarie, secondo le strategie espresse nel Piano di Azione Nazionale 2010-2013. Durante questa prima giornata, sono stati trattati gli aspetti generali della prevenzione precoce, le linee di indirizzo nazionali sulla "Diagnosi e l'intervento precoce" ed e' stato illustrato il sistema di prevenzione "Sbirt" adottato negli Stati Uniti e che ha dato ottimi risultati. Il progetto realizzato dal Dpa "Early Detection for early intervention", finalizzato a individuare il piu' tempestivamente possibile i soggetti minorenni che consumano stupefacenti e attivare precocemente quindi misure di intervento adeguate puntando soprattutto sul supporto genitoriale…." I workshop proseguiranno il 19 e 26 aprile.

TuttoscuolaNews – n.532 del 16 aprile 2012
“Bocciare le bocciature. Si può”
░ In periodico ha rivolto ai lettori l’invito ad esprimere un giudizio sull’ipotesi di eliminare le bocciature nella scuola italiana; una selezione di questi interventi è stata pubblicata nei giorni scorsi su tuttoscuola.com, dove resta consultabile. Ecco un commento redazionale.
Le risposte finora pervenute mostrano una polarizzazione su due posizioni, che semplificando potremmo ricondurre a due orientamenti di fondo, forse a due diverse concezioni del ruolo della scuola. La prima tende alla difesa o addirittura al rilancio della sua funzione selettiva, ed è quindi contraria a eliminare i voti bassi e anche bassissimi in nome della correttezza e della trasparenza delle valutazioni sugli apprendimenti. In genere, ma non necessariamente, chi assume questa posizione opta anche per il mantenimento della bocciatura. La seconda posizione, in genere più argomentata, è quella di chi respinge la proposta di eliminare i voti bassissimi (inferiori a 4) ma accoglie l’ipotesi di non far corrispondere a queste valutazioni, pur gravemente negative, la ripetizione dell’anno. Chi si schiera su quest’ultima linea considera i voti strumenti di certificazione del livello di conoscenza/competenza raggiunto dallo studente nelle singole discipline, cui possono essere collegate azioni diverse, dalla individualizzazione degli obiettivi alla modularizzazione dei programmi/indicazioni, dagli interventi di sostegno a quelli di rimotivazione. Tecniche che peraltro sono state in parte già sperimentate in alcune scuole secondarie superiori, soprattutto istituti professionali situati in zone del Sud ad elevato rischio educativo. Sembra interessante, in particolare, l’idea di personalizzare gli esami conclusivi degli studi secondari, escludendo per esempio dalle prove finali di ciascuno studente quelle relative alle discipline nelle quali il giudizio della scuola è stato inferiore allo standard minimo di sufficienza, e vincolando le scelte successive, di studio e di lavoro, ai risultati ottenuti. Non potrà così accadere che si iscriva a Lettere un diplomato che non ha sostenuto (oppure superato) la prova di italiano, o a una facoltà scientifica chi non ha sostenuto (o superato) la prova di matematica.

Corriere della sera – 16 aprile 2012
“Meritocrazia e Appetito del Fisco. Tasse anche sulle borse di studio”
░ L’articolo del giorno 16 segnalava che sopra il tetto degli 11mila e 500 euro annue, le borse di studio saranno tassate. La notizia è subito rientrata, forse per la dura presa di posizione di studenti e stampa, grazie a un emendamento “accolto” dalla competente Commissione della Camera, che cancella la tassazione del 20%,. Della retromarcia parla l’articolo successivo (www.la repubblica ed.Parma).
Ci sono poche parole che (a parole) mettono tutti d’accordo. Una di queste è meritocrazia, slogan sbandierato in ogni chiacchiera elettorale, impegno sacrosanto per ogni partito, per ogni leader che prometta cambiamento. Allora come dare torto ai giovani medici specializzandi che domani organizzeranno un sit-in di protesta davanti alla Camera ? Quello che chiedono allo Stato… è il semplice rispetto dei patti. Con il decreto sulle semplificazioni fiscali, in discussione alla Camera, è stata introdotta l’esenzione dalle tasse per le borse di studio fino a 11.500 euro. Ma questa modifica lascia fuori i medici specializzandi…. Sappiamo bene che… visto il nostro debito pubblico, all’Italia è chiesto un impegno supplementare. Ma una delle promesse del governo Monti è stata proprio quella di rompere quel dualismo sul mercato del lavoro che finora caratterizza il nostro Paese: padri protetti da un posto sicuro e figli tagliati fuori da un sistema che spesso li sfrutta….
Borse di studio, specializzandi scettici "Segno positivo, ma nessuna vittoria"
Mentre in molte città italiane è andata in scena la protesta dei giovani medici contro la tassazione delle borse di studio, a Parma il clima è più freddo. Si respira aria di scetticismo tra gli specializzandi dell'Azienda ospedaliera universitaria locale, dopo che la commissione Finanze della Camera ha approvato un emendamento al decreto legge sulla semplificazione fiscale che cancella la tassazione Irpef sugli assegni degli corsisti…: nessun prelievo del 20% per le somme superiori agli 11mila e 500 euro. Un traguardo raggiunto, sulla carta, su cui però gli iscritti al nostro ateneo frenano l'entusiasmo… visto che l'emendamento è stato semplicemente accolto, ma manca ancora la votazione, in programma per mercoledì 18 aprile. Dobbiamo fare in modo che non venga riproposto.

Gazzetta di Reggio – 16 aprile 2012
“Esodati: docenti e presidi pronti a fare ricorso”
░ Le proteste tra il personale della Scuola: una parte desidera andare in pensione e non ci riesce (perché le regole sono cambiate), e altri sono impantanati nella melma delle norme sugli “esodati”. Tutti si rivolgono alla magistratura amministrativa.
Non tutti i lavoratori giunti al termine della carriera sono rassegnati a subire le conseguenze del decreto Salva Italia, che ha rimandato di alcuni anni la data del pensionamento. Almeno venti tra insegnanti e presidi reggiani sono pronti, con il sostegno della Cgil e Cisl ad avviare un’azione legale per potere andare dal primo settembre prossimo. Il provvedimento del governo Monti, infatti, prevede che le vecchie regole si applichino a chi ha maturato il diritto alla pensione entro il 31 dicembre scorso, mentre nella scuola, a differenza che in altri settori, l’anzianità di servizio si calcola sulla base dell’a.s., che termina il 31 agosto. I docenti non possono cessare il servizio prima di quella data che quindi, secondo i sindacati, deve essere riconosciuta anche per la maturazione dell’anzianità. Il diritto alla pensione, a loro parere, vale per chi avrà accumulato entro il prossimo 31 agosto i 40 anni di contributi, e per chi avrà raggiunto la somma di età anagrafica e età contributiva prevista per le vecchie “finestre”… Intanto proprio nella scuola non mancano i lavoratori che, al contrario, sono costretti alla “rottamazione” pur avendo intenzione di rimanere. Il paradosso dipende dalla legge 133/2009 che prescrisse il pensionamento obbligatorio per quelli che avessero compiuto, entro il 2011, 65 anni di età, o 40 anni di contributi. L’applicazione della norma venne allora concordata fra il ministro dell’Istruzione, Gelmini, e i sindacati, per consentire l’assunzione di 5mila docenti precari. Tuttavia non pochi, ricorrendo al giudice del lavoro, hanno ottenuto di potere restare in servizio….

www.superando.it – 17 aprile 2012
“Interessante quella Sentenza sul trasporto gratuito a scuola"
░ Salvatore Nocera, vicepresidente nazionale della FISH, responsabile del Settore Legale dell'Osservatorio Scolastico dell'AIPD riporta una scheda già pubblicata nel sito dell'AIPD. Riguarda la sentenza n.684/11 del Tar delle Marche. Riprendiamo la prima parte della scheda.
Il TAR delle Marche ha affermato l'obbligo di un Comune della Regione a provvedere al trasporto gratuito per un alunno con disabilità delle scuole superiori, come stabilito dalla normativa regionale (prevalente rispetto a quella nazionale, che farebbe riferimento alle Province) e ritenendo anche che le spese «a favore di soggetti svantaggiati» debbano essere prioritarie rispetto alle stesse difficoltà finanziarie del Comune interessato, in applicazione degli articoli 2 e 3 della Costituzione Italiana. Vale senz'altro la pena riprendere la Sentenza 684/11, con la quale qualche mese fa la Sezione Prima del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) delle Marche ha risolto il problema dell'attribuzione dell'obbligo di trasporto gratuito a scuola degli alunni con disabilità. La questione è particolarmente interessante perché riguarda il caso di un alunno di scuola superiore, rispetto al quale la normativa nazionale (articolo 139 del Decreto Legislativo 112/98) stabilisce che tale obbligo spetti alla Provincia. E tuttavia, la giurisprudenza ha anche precisato che - dopo la modifica dell'articolo 117 della Costituzione il quale ha attribuito alle Regioni la competenza esclusiva in materia di servizi sociali - la norma nazionale citata si applichi solo qualora una Regione non stabilisca diversamente. Ebbene, nel caso di specie, la Regione Marche (Legge Regionale 18/96, articolo 23) ha attribuito tale competenza al Comune di residenza dell'alunno….

la Repubblica – 17 aprile 2012
Il social network dei cervelli in fuga "Così lavoreranno anche per l'Italia"
░ Ospitando alla Farnesina un incontro internazionale, i ministro Terzi ha voluto valorizzare “l'immenso capitale che abbiamo all'estero".
…gli scienziati, i ricercatori, gli innovatori che stanno in giro per il mondo non dobbiamo considerarli perduti. Probabilmente non torneranno in patria, ma in fondo non ce n'è bisogno. Se l'obiettivo è continuare a farli lavorare anche per il Paese dove sono nati e hanno studiato, basta usare bene Internet. Con questa speranza il ministro Giulio Terzi oggi ha convocato alla Farnesina i principali protagonisti del mondo scientifico italiano all'estero per presentare loro un progetto che, se funzionerà, potrebbe rivelarsi rivoluzionario: una piattaforma web per consentire ai talenti di restare in rete e collaborare alla crescita economica dell'Italia. "La conoscenza che gli scienziati italiani producono lontano da qui può avere lo stesso apporto vitale che ebbero le rimesse degli emigranti del secolo scorso", sostiene Terzi. … L'Italia, stabilendo relazioni forti, può trarne una grande forza". Lo strumento per questo atteso nuovo miracolo italiano si chiama crowdsourcing: il termine, coniato nel 2006 dal magazine americano Wired, identifica la collaborazione di moltissime persone attraverso la rete per compiere un determinato lavoro. Non è un settore marginale: secondo le ultime stime vale quasi 400 milioni di dollari, cresce del 100 per cento ogni anno e coinvolge oltre sei milioni di lavoratori in tutto il mondo. In particolare Amazon ha costruito un piccolo impero su questo terreno. Ed è particolarmente significativo che, per realizzare un progetto così fortemente simbolico, il ministro si sia rivolto a un cervello italiano che da qualche anno ha messo le tende nella Silicon Valley. Gioacchino La Vecchia, nato 41 anni ad Agrigento, è stato uno dei pionieri mondiali del web: ha partecipato alla realizzazione del primo server del world wide web (www) ed era nel gruppo di lavoro che varò i primi browser…. Con il crowdsourcing le grandi aziende nel mondo gestiscono il servizio clienti, il marketing e anche la vendita di beni e servizi. Anche il governo di Barack Obama lo usa, e parecchio, soprattutto per creare reti di imprenditori (come nel caso del sito business. usa. gov). Ma mai nessuno finora aveva pensato di ricorrervi per non perdere il valore dei talenti in giro per il mondo. Per l'Italia si tratta di un problema antico che peggiora ogni anno. Tra il 1990 e il 1998 il numero di chi ha lasciato l'Italia è quadruplicato: soltanto i laureati sarebbero tremila l'anno, ma quel che più ferisce è il saldo negativo, il cosiddetto brain drain, ovvero la differenza fra quanti partono e quanti arrivano…

ItaliaOggi – 17 aprile 2012
“Se le società internazionali bocciano scuola e università"
░ A criticare la scuola e l’università made in Italy sono le società internazionali aderenti al comitato investitori esteri, di Confindustria, in un documento presentato la scorsa settimana a Milano e realizzato in collaborazione con ENI. (di Alessandra Ricciardi).
Tutti bravi a predicare che la ripresa economica passa attraverso la conoscenza. Il sistema formativo italiano, a dispetto delle reiterate riforme dell'ultimo decennio, continua a sfornare professionalità che non sono richieste dal mercato del lavoro. Con un effetto deleterio che piace assai poco ai mercati esteri: crea nuova disoccupazione, e spesso di alto livello, lasciando scoperti i profili di cui le aziende avrebbero bisogno. Rispetto al numero di laureati che le società sono disposti ad assumere restano scoperti 19700 posti da ingegnere, 14600 di esperti economico-statistici, 7800 medici, 3800 dell’area giuridica. Le università continuano invece a sfornare in eccesso rispetto alle richieste delle aziende, laureati nel settore politico-sociale (14mila di troppo), 10200 nelle Materie letterarie, 7mila per il settore linguistico, 3700 in Architettura, 3200 nell’ambito geo-biologico….. Da altre indagini, da quelle annualmente realizzate da Almalaurea per esempio, emergono analisi non troppo dissimili….

www.livesicilia.it – 17 aprile 2012
“Cannizzaro, giù dalla finestra. Riprende conoscenza ma resta grave”
░ Il ragazzo quattordicenne palermitano che si e’ buttato dalla finestra della scuola ha superato l’intervento chirurgico di riduzione dell’ematoma cerebrale provocato dalla caduta; le sue condizioni pero’ restano gravissime.
Sul libro di Storia ha scritto che l’esistenza umana è inutile, senza senso: 14 anni e un ‘mal di vivere’ già insopportabile. Apparentemente sereno, bravo a scuola, forse un po’ timido: nessuno avrebbe potuto immaginare che era così determinato a farla finita. Ai compagni di classe che al termine delle lezioni gli hanno chiesto perché restava in aula ha risposto che “aspettava un amico”. Una scusa. Perché appena rimasto solo, si è seduto sul davanzale della finestra, ha salutato i coetanei che erano giù nel cortile della scuola, il liceo Cannizzaro di Palermo, e si è lanciato nel vuoto. …. Accanto alle riflessioni su una vita che gli pareva insensata, ha scritto una sorta di testamento: un lungo elenco di giochi che avrebbe voluto lasciare ai suoi amici più cari….

la Repubblica – 19 aprile 2012
I corsi di recupero sono un flop. “Il ministero dovrà ripensarli”.
░ Funzionano male: pochi gli insegnanti disposti a tenerli, troopo affollati i gruppi dei discenti coinvolti, e provenienti da classi differenti.
“Un inutile spreco di soldi e di tempo, che non serve ai ragazzi e in cui non crede nessuno”. I presidi delle scuole superiori bocciano senza appello i corsi di recupero voluti nel 2007 dal ministro Fioroni… Per come sono strutturati oggi –a gruppi di ragazzi provenienti da classi e modelli didattici diversi – i corsi di recupero andrebbero aboliti. Serve un nuovo sistema che argini la scuola-ombra delle lzioni private…. In difficoltà, con questo sistema sono soprattutto le famiglie più povere e le scuole, alle prese con fondi insufficienti…

Asasi - La Letterina n.319 - 19 aprile 2012
“Crisi del lavoro e crisi della scuola”
░ Riportiamo un articolo del preside Roberto Tripodi, Presidente regionale ASASI. Come Consulente della V Comm. Legisl. Dell’assemblea regionale siciliana, il d.s. ha una prospettiva privilegiata dalla quale giudicare l’operato della Regione Sicilia nelle politiche scolastiche e del lavoro, e la sua valutazione è negativa: “… la spesa per la formazione è la seconda nella Regione, dopo la sanità. Il Governo siciliano è perennemente occupato a negoziare i contributi da dare ai centri di formazione professionale privati, riconducibili sempre a esponenti sindacali o di partiti, quando non direttamente alla mafia. Mentre la popolazione scolastica nelle scuole statali si riduce al ritmo di 9.500 studenti l’anno, la disoccupazione giovanile è già oltre il 33%.
La crisi del Paese si presenta ormai, non solo come una crisi politica ed economica, ma evidenzia tutti gli aspetti di una crisi strutturale come quella del 1929, e sta colpendo alla base il sistema produttivo italiano, non più competitivo e in grado di affrontare i mercati internazionali. Il problema è che gli studenti percepiscono perfettamente le difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro dopo il diploma e non hanno più stimoli per l’impegno e lo studio. Il Rapporto Excelsior Unioncamere 2011 analizza la nostra incapacità di mettere a frutto alcune enormi opportunità di occupazione, che lasciamo inutilizzate. La prima opportunità è costituita dai posti di lavoro che restano scoperti per mancanza di manodopera dotata della qualificazione necessaria per occuparli… Risultano 117.000 posizioni di lavoro disponibili, sparse in tutte le regioni italiane, distribuite in tutti i settori e tra tutti i livelli professionali. Industria 26% (operai, macellai, tecnici informatici, mobility man, ecc.). Costruzioni 16% (elettricisti, idraulici, posatori materiali speciali, ecc.). Commercio 14% (shop manager, addetti vendite spec., informatici). Trasporto e logistica 6% (esperti conservazione alimenti, tecnici, marketing, ecc.). Alloggio e ristorazione 11% (cuochi, inform. per serv. alberghieri, accoglienza e intratten.). Informaz. e comunicaz. 3% (ingegneri, gestori web, grafici web, designer). Credito, finanza e assicur. 2% (consulenti previdenziali,
recupero crediti, promotori). Sanità 7% (infermieri, ausiliari, specialisti smaltimento, ecc.). Altri 15% (falegnami, ebanisti, panificatori, meccanici, ecc.). Come per ogni disoccupato che cerca lavoro si stima che ci siano almeno tre “lavoratori scoraggiati”, interessati a trovare un lavoro ma che non ci si provano neppure, allo stesso modo ci sono gli “imprenditori scoraggiati”: cioè quelli che avrebbero bisogno di personale qualificato, ma considerano talmente improbabile trovarlo che non fanno neppure l’inserzione sul giornale o la richiesta all’agenzia di collocamento…. I servizi di reimpiego costano l’equivalente di 5 o 6 mensilità dell’ultima retribuzione del lavoratore interessato. Sempre meno della Cassa integrazione “a perdere”: si potrebbe attivare un buon incentivo per l’azienda che licenzia, affinché essa ingaggi l’agenzia più adatta al compito; le Regioni dovrebbero riqualificare la propria spesa in questo settore, prevedendo il rimborso di tre quarti o quattro quinti del costo standard di mercato del servizio. Per questo dovrebbe essere utilizzato quel 60 per cento dei contributi del Fondo Sociale Europeo che spetterebbero all’Italia, ma che non siamo stati capaci di utilizzare. La tabella che segue mostra il numero dei contratti di lavoro dipendente che sono stati stipulati nel corso del 2010 in ciascuna delle nove regioni che sono in grado di fornire questo dato. … Queste regioni hanno fatto registrare in un anno circa quattro milioni di contratti di lavoro: Piemonte 507.833; Lombardia 1.283.291; Liguria 189.819; Trentino A.A. 250.369; Veneto 625.850; Friuli V. Giulia 128.757; Emilia Romagna 703.866; Marche 206.067; Umbria 107.449.
 

Tuttoscuola 5 aprile 2012
“Polemiche sulla chiamata diretta dei docenti”
░ La proposta di legge della Regione Lombardia che prevede la chiamata diretta dei docenti da parte delle scuole, sia pure limitatamente alle supplenze e a titolo sperimentale, trova la contrarietà dei sindacati.
Francesco Scrima, segretario della Cisl Scuola, parla in una nota di “intervento che invade le competenze dello Stato in materia di reclutamento prefigurando una inaccettabile ‘balcanizzazione’ del sistema scolastico”.Durissimo anche Mimmo Pantaleo, segretario della Flc-Cgil, che chiede al ministro Profumo di “esprimere immediatamente un parere negativo” sulla legge regionale e parla di “deriva secessionista della Giunta Lombarda in materia d'istruzione”. L'Anief (Associazione professionale sindacale) annuncia che anche in questo caso farà ricorso in Tribunale per opporsi all'art. 8 della legge regionale, palesemente contrastante con la Costituzione. "La giunta lombarda, sostiene in una nota, si sta assumendo una responsabilità enorme nel contrastare le indicazioni della nostra Costituzione e dovrà spiegare le ragioni di questa insensata iniziativa direttamente ai giudici." Di “segnale molto positivo per tutto il mondo della scuola” parla invece Roberto Gontero, neo presidente di AGeSC (Associazione Genitori Scuole Cattoliche), a cui giudizio “chi si oppone non lo fa per ragioni didattiche o pedagogiche, ma solo perché teme che possano venir meno quei superati meccanismi burocratici che regolano le assunzioni dei docenti in Italia, opponendosi a ogni volontà di reale cambiamento”. Assolutamente contrari alla chiamata diretta sono i precari, che annunciano una manifestazione per il 21 aprile prossimo. Un comunicato del coordinamento 3 ottobre di Milano, una delle loro organizzazioni, sostiene senza mezzi termini che “questa sperimentazione lombarda limiterà fortemente la libertà d'insegnamento dei docenti asservendoli ai dirigenti scolastici dei singoli istituti che avrebbero diritto di vita e di morte sui docenti neoassunti sempre più precarizzati e aumenterà il rischio di clientelismo e nepotismo nella selezione dei docenti”.

Il Sole 24 Ore – 6 aprile 2012
“Apprendistato, via di accesso anche nella Pubblica amministrazione”
░ Patroni Griffi punta sui contratti professionalizzanti e quelli per l'alta formazione; secondo la CGIL bisogna puntare, invece, sulla formazione lavoro, e chiudere la stagione del precariato.
Il documento predisposto dal Dipartimento della Funzione pubblica per il confronto aperto con i sindacati e le rappresentanze delle Regioni e degli enti locali punta molto sull'apprendistato come canale di accesso strategico dei giovani nelle amministrazioni. Il testo… cita in particolare due forme di apprendistato previste da nuovo Testo unico (dlgs 167/2011): l'apprendistato professionalizzante e quello di alta formazione e ricerca, entrambi applicabili al settore pubblico per il reclutamento di giovani tra i 18 e i 29 anni. Il ragionamento che fanno i tecnici di palazzo Vidoni sembra interessante perché, se dovesse fare breccia, può allineare le logiche di ingresso al lavoro di pubblico e privato in una prospettiva di lungo periodo rispettando, nel contingente, i vincoli di spesa. Per le nuove assunzioni dei giovani apprendisti si potrebbe utilizzare parte delle risorse che oggi sono destinate ai contratti flessibili (o ai tempi determinati) senza intaccare il blocco parziale del turn-over sulle nuove assunzioni, che è vincolato fino a tutto il 2013 al 20% dei pensionamenti. L'operazione apprendistato nella P.A. - che tra l'altro vanta buoni esempi in Europa, in particolare in Francia - potrebbe essere realizzata con una prima forma di reclutamento per concorso, nel rispetto quindi dei vincoli costituzionali sull'accesso nelle amministrazioni (articolo 97), cui potrebbe seguire un esame finale dopo il periodo di formazione per l'assunzione definitiva; un po' ricalcando e generalizzando il modello del «corso-concorso» che oggi viene utilizzato per il reclutamento della nuova dirigenza. Per attuare queste soluzione una strada normativa è già aperta: si tratta del Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che… deve essere adottato entro il prossimo autunno d'intesa con Funzione pubblica, Lavoro ed Economia. … Sull'ipotesi di utilizzo dell'apprendistato come nuovo canale d'accesso alle amministrazioni la contrarietà maggiore arriva dalla Cgil, secondo cui senza inventarsi strade di difficile praticabilità, bisognerebbe invece utilizzare i contratti di formazione lavoro. La Cgil è poi contraria alla riduzione delle causali sui contratti a termine e chiede che il tema del recepimento della riforma Fornero nel settore pubblico venga accompagnato da un piano per l'assorbimento del precariato (oggi sono 120-130mila i lavoratori flessibili del settore pubblico) e per l'assunzione dei vincitori dei concorsi pubblici.

Tonino Russo Newsletter n.69 – 6 aprile 2012
“Il governo risolva il problema degli esodati e del personale Ata transitato allo Stato”
░ Due prese di posizione del deputato PD Tonino Russo, in sintonia con le battaglie dell’Anief anche in questi due casi.
Su una questione il governo non si è ancora espresso e non è un bene. Va, infatti, risolta al più presto la drammatica vicenda degli esodati, circa 350.000 persone, che sono prigionieri di un drammatico limbo: uomini e donne senza lavoro, senza ammortizzatori e senza tutele a cui va garantito un futuro. Non è pensabile che gli sia stata concessa l'opportunità di scegliere la pensione anticipata e che dopo poco, quando avevano lasciato il lavoro, lo Stato si sia rimangiato la promessa. Non è questo il modo in cui si trattano i cittadini. Anche su questo fronte stiamo dando battaglia e se non verremo ascoltati saremo pronti a valutare le conseguenze. Il Partito Democratico è dalla parte dei lavoratori. Infine, credo che questa possa essere anche l'occasione per affrontare, finalmente dopo più di un decennio, la triste vicenda del personale ata passato dagli enti locali allo stato, perdendo diritti e parte consistente dello stipendio oltre che la ricostruzione della posizione ai fini pensionistici. In tal ottica, credo che queste 70.000 persone a basso reddito devono essere risarcite, come prevede la sentenza della corte di giustizia europea di qualche settimana addietro. Per tale ragione, la scorsa settimana in VII commissione abbiamo audito i rappresentanti degli stessi e, come PD, ci siamo fatti promotori di una risoluzione che impegni il governo ad affrontare e risolvere il problema. Personalmente, penso che occorra più coraggio ed elaborare un emendamento da inserire nel dl lavoro che tratteremo nei prossimi giorni.

Italia Oggi – 10 aprile 2012
“Assunzioni dirette, già una realtà”
░ In Italia, tre scuole sono già da tempo autorizzate all’assunzione diretta dei docenti mediante concorso per titoli.
… I primi a scagliarsi contro la legge che porta la doppia paternità Roberto Formigoni e Valentina Aprea, sono i sindacalisti della FLC.CGIL e della CISL Scuola che parlano di una legge incostituzionale. Ma in verità da anni tre istituti pubblici, tutti di ispirazione di centrosinistra, sperimentano le assunzioni dirette…, la media a indirizzo musicale Rinascita-A Livi, di Milano, l’IC Scuola Città Pestalozzi, di Firenze, e l’istituto Don Milani-Colombo, di Genova. L’articolo della riforma lombarda incriminato recita: “Al fine di realizzare l’incrocio diretto tra domanda delle istituzioni scolastiche autonome e l’offerta professionale dei docenti, le istituzioni scolastiche statali possono organizzare concorsi, differenziati a seconda del ciclo di studi, per reclutare il personale docente con incarico annuale. E’ ammesso a partecipare alla selezione il personale docente del comparto scuola iscritto nelle graduatorie provinciali fino ad esaurimento…. Fu il ministro dell’Istruzione Letizia Moratti, nel 2006, ad autorizzare i tre istituti a sperimentare la chiamata diretta…. Le scuole redigono un bando per il reclutamento, lo pubblicano all’USP e sul proprio sito. I docenti interessati presentano la domanda con curricolo e sono valutati da un comitato eletto annualmente e composto da 4 docenti. Un colloquio orale accerta le competenze professionali in coerenza con le finalità della sperimentazione.

www.orizzontescuola.it – 10 aprile 2012
“Abilitazioni conseguite - a cascata. Le si vuole rinnegare per provare il TFA”
░ Si ha notizia del fatto che alcuni docenti tenteranno le prove di accesso per il TFA per classi di concorso per i quali risultano già abilitati, non direttamente, ma per effetto di "cascata". (LALLA)
Il dm 354/98, utilizzato a partire dal concorso ordinario del 1999 e poi nei cicli Ssis e nelle procedure di abilitazione riservata , ha aggregato alcune classi di concorso in ambiti, al fine di assicurare maggiore snellezza ed economicità alle procedure di abilitazione e di assicurare nel contempo, una più ampia mobilità professionale al personale docente. Gli ambiti disciplinari costituiti per le classi della tabella A sono:
A – AMBITI DISCIPLINARI (per aggregazione di classi di concorso prevalentemente in senso verticale): A.D. 1 – per aggregazione delle classi 25/A e 28/A; A.D. 2 – per aggregazione delle classi 29/A e 30/A; A.D. 3 – per aggregazione delle classi 31/A e 32/A; A.D. 4 – per aggregazione delle classi 43/A e 50/A; A.D. 5 – per aggregazione delle classi 45/A e 46/A; A.D. 6 – per aggregazione delle classi 75/A e 76/A.
B – AMBITI DISCIPLINARI (per aggregazione di classi di concorso in senso prevalentemente orizzontale): A.D. 7 – per aggregazione delle classi 36/A – 37/A; A.D. 8 – per aggregazione delle classi 38/A – 47/A – 49/A; A.D. 9 – per aggregazione delle classi 43/A -50/A – 51/A – 52/A. Ciò ha significato che il docente che ha acquisito l’abilitazione nella classe 52/A, in base a questo decreto, ha ottenuto l’abilitazione anche per le classi di concorso 51/A, 50/A, 43/A e l’iscrizione nelle rispettive graduatorie. Una volta acquisita, l’abilitazione è valida a tutti gli effetti, per cui i docenti hanno potuto lavorare anche nelle classi di concorso acquisite a cascata, senza alcuna limitazione. Conclusione: questi docenti sono in pieno possesso delle abilitazioni conseguite per ambito (a cascata), pertanto non rispondono al requisito di accesso previsto dal decreto 11 novembre 2011 per le prove del TFA: essere privi di abilitazione per la classe di concorso richiesta… Analizziamo la concreta possibilità di lavoro che deriverebbe dall’acquisire una seconda abilitazione per la stessa classe di concorso nella quale si dispone già di abilitazione. In base all’attuale normativa i docenti abilitati con il TFA saranno collocati nella II fascia delle graduatorie di istituto, riservata ai docenti in possesso di abilitazione ma non inseriti nelle graduatorie ad esaurimento. Condizione quest’ultima che non potrebbe essere dimostrata dai docenti che conseguissero nuovamente un’abilitazione di cui sono già in possesso. Pertanto le opportunità lavorative non potrebbero derivare dall’inserimento in una nuova graduatoria (per giunta subordinata a quella in cui si trovano attualmente), impossibile da realizzare. Quanto alla possibilità invece di accedere al corso per avere un punteggio aggiuntivo derivato dalla nuova abilitazione (stabilito in 3 punti dall’attuale tabella di valutazione dei titoli) esso risulterebbe inficiato dalla non corretta applicazione della procedura di accesso al corso. Consigliamo ai colleghi di tentare il test di accesso al TFA per classi di concorso per le quali sono realmente privi dell’abilitazione, e in possesso dei crediti necessari per l’accesso. Invitiamo anche le organizzazioni sindacali ad intervenire per chiarire la questione.

La Tecnica della Scuola – 10 aprile 2012
“Docenti inidonei: assegnazione provvisoria nei ruoli ATA”
░ Con la nota prot. n. 2359 del 29 marzo scorso, il Miur ha fornito indicazioni in merito all’assegnazione della sede provvisoria per il personale docente parzialmente inidoneo per motivi di salute da inquadrare nei profili professionali di assistente tecnico e di assistente amministrativo. (Di Lara La Gatta).
Dopo una prima fase di individuazione del personale in questione, quella successiva consiste appunto nell’assegnazione della sede provvisoria per
il corrente anno scolastico, previa sottoscrizione di apposito contratto, al fine della partecipazione alle operazioni di mobilità, allo scopo della attribuzione della sede di titolarità, a decorrere dal 1° settembre 2012. In particolare, con riferimento a coloro che hanno presentato la domanda esprimendo la preferenza ad essere inquadrati nei ruoli Ata in provincia diversa rispetto a quella di servizio, il Miur sottolinea che l’accoglimento delle istanze da altra provincia non deve ingenerare situazioni di soprannumerarietà ed è, comunque, subordinato alla preventiva sistemazione di tutto il personale già in servizio nella provincia medesima. Sui posti accantonati, secondo le consistenze indicate all’atto dell’assegnazione dei contingenti provinciali per le immissioni in ruolo, sono stati stipulati contratti di lavoro a tempo determinato. Di conseguenza, i dirigenti scolastici dovranno revocare le nomine dei supplenti temporanei, senza soluzione di continuità rispetto all’assunzione in servizio del personale docente inidoneo. L’operazione di immissione nel ruolo Ata dovrà obbligatoriamente essere registrata sul Sidi, a cura dei dirigenti scolastici e contestualmente all’assunzione in
servizio, attraverso apposita funzione. Alla nota è allegato anche il modello di contratto che deve essere sottoscritto dall’interessato e dal dirigente scolastico della sede provvisoria di assegnazione e poi inviato, a cura della scuola, al competente ufficio del Mef. Le indicazioni di cui sopra – conclude la nota ministeriale - si riferiscono al personale che all’atto dell’entrata in vigore della legge n. 111/2011 si trovava già in utilizzazione in qualità di docente dichiarato permanentemente inidoneo all’espletamento alla funzione docente, ma idoneo ad altre mansioni. Per il personale dichiarato inidoneo all’insegnamento successivamente all’entrata in vigore di tale legge, si provvederà all’assegnazione della sede provvisoria anche in corso d’anno ed anche in soprannumero rispetto all’organico provinciale, tenuto conto che lo stesso personale, qualora intenda chiedere l’inquadramento nei profili Ata, deve presentare la relativa istanza nel termine di 30 giorni dalla dichiarazione di inidoneità, formulata dal competente organo sanitario.

Italia Oggi – 10 aprile 2012
“Esuberi, si tratta sotto Brunetta”
░ Al tavolo della Funzione pubblica, i sindacati fronteggiano i vincoli imposti dalla riforma dela Pubblica amministrazione. Per la Scuola, l’obiettivo è ricollocare, per il prossimo anno 10mila professori soprannumerari e in esubero. (di Antimo Di Geronimo).
Al via la ricollocazione dei soprannumerari e del personale in esubero. Il 2 aprile scorso sono iniziate le trattative tra sindacati e amministrazione per la stipula del contratto sulla mobilità annuale: il testo negoziale che dovrà regolare la ricollocazione dei circa 10mila docenti in esubero e degli altri che andranno in soprannumero nell’organico di diritto…. Quest’anno il negoziato parte con quelche motivo di preoccupazione in più. In primo luogo perché l’anno scorso l’amministrazione decise di bypassare il tavolo negoziale e procedere con ordinanza… E in secondo luogo perché dalla tenuta del sistema delle relazioni sindacali dipenderà anche la possibilità di scongiurare licenziamenti di massa nella scuola… Soluzione che esiste già… consente di ricollocare i docenti in esubero utilizzandoli secondo il titolo di studio posseduto. Dunque prescindendo dal possesso dell’abilitazione nella classe di concorso specifica, in forza della professionalità già acquisita sul campo…

Italia Oggi – 10 aprile 2012
“Per i neo immessi, niente utilizzazione”
░ La norma restrittiva non si applica a coloro che abbiano ottenuto la retrodatazione della immissione in ruolo al primo settembre 2010..
Quest’anno i neoimmessi in ruolo non potranno presentare l’utilizzazione o l’assegnazione provvisoria interprovinciale. E’ l’effetto dell’entrata in vigore dell’art.9 comma 21 della legge n.106/2011….Le nuove disposizioni sono state già applicate al contratto sui trasferimenti e i passaggi, me è stata comunque introdotta una deroga per quento riguarda i disabili e chi li assiste. L’utilizzazione è un provvedimento di mobilità annuale generalmente destinato ai docenti che hanno subito un trasferimento d’ufficio in quanto soprannumerari, oppure che non abbiano ancora ottenuto la sede definitiva, oppure ancora ad altre categorie di docenti elencate nel contratto sulle utilizzazioni… In ogni caso i destinatari dei movimenti sono solo docenti con contratto a t.i….. Le assegnazioni provvisorie sono provvedimenti di mobilità annuale destinati ai soggetti che intendano avvicinarsi alla famiglia….

Messaggero Veneto – 13 aprile 2012
“Concorso presidi, via agli orali tra i ricorsi”
░ I giudici del Tar hanno respinto la prima richiesta di annullamento delle prove regionali.
Gli esami orali del concorso per dd.ss. inizieranno oggi. Per il momento, quindi, proseguirà tutto come previsto, fatta salva l’appendice della sessione straordinaria già annunziata dalla direttrice dell’USR, Daniela Beltrame. Al momento, però, la sessione aggiuntiva vede iscritto un unico professore, ammesso con riserva dal tribunale amministrativo di Trieste. Ieri, invece, i giudici del Tar hanno respinto il ricorso presentato… per conto di un gruppo di professori che puntavano all’annullamento del concorso per presunte irregolarità della costituzione della commissione giudicatrice. Secondo i giudici, infatti, “poiché i ricorrenti non hanno chiesto l’ammissione con riserva alle prove orali, ma unicamente la sospensione delle stesse, nel bilanciamento degli opposti interessi appare preminente quello dell’Amministrazione e di chi ha superato la prova”.
 

La Tecnica della scuola n. 15 – 25 marzo 2012
“Formazione iniziale docenti, ancora tanti interrogativi”
░ Il Miur ha stabilito (D.M. n. 31 del 14 marzo 2012) per ogni regione i posti, le classi di concorso, le università che attiveranno i corsi TFA di docenza nella secondaria; si passa ora ai complessi adempimenti organizzativi per la preselezione di giugno. Riportiamo alcuni passi dell’articolo di C.Virzì.
… La nuova informazione consente ai diversi interlocutori (uffici scolastici regionali, università, Afam e scuole) di avviare, ognuno per la parte di competenza, l’iter istruttorio e definire le procedure necessarie per il concreto avvio dei corsi…. Ministero istruzione: deve predisporre la prima prova (test) selettiva uguale a livello nazionale che si terrà in tutte le sedi lo stesso giorno. E’ un’operazione molto delicata. In molte città avremo migliaia di concorrenti per una singola classe di concorso a fronte di 15-20 posti da assegnare. Ufficio scolastico regionale: l’Usr ogni anno ha il compito primario di definire in collaborazione con le scuole la programmazione del fabbisogno e comunicarla al Ministero per la successiva deliberazione e per l’emanazione del relativo decreto. Per quest’anno la partita è già chiusa, i 20mila posti sono (è più prudente, visti gli elenchi, dire sarebbero) il risultato di tale programmazione. Ogni Usr deve immediatamente procedere alla definizione dell’elenco telematico delle scuole disponibili e idonee a sottoscrivere la convenzione con cui verrà dato il via libera all’ospitalità dei tirocinanti e segnalare alle università i dirigenti scolastici e i docenti tutor (tutor organizzatori e tutor dei tirocinanti) che insieme ai docenti universitari e ai rappresentanti degli studenti tirocinanti daranno vita al consiglio di corso di tirocinio e avranno la responsabilità di condurre le azioni di tirocinio, indiretto e diretto. Università e Afam: devono affrontare la parte più complessa. Decidere quali facoltà o istituti coinvolgere, sulla base delle tipologie di abilitazioni che devono rilasciare e quali docenti e ricercatori nominare per la conduzione delle diverse attività. Inoltre devono definire, in collaborazione con le scuole convenzionate, il consiglio di tirocinio, costituito da docenti e ricercatori universitari o Afam, dirigenti scolastici, docenti di scuola secondaria e, infine, rappresentanti dei tirocinanti che entreranno a far parte del consiglio dopo l’avvio dei corsi. Sottoscrivere con le scuole che ospiteranno i tirocinanti la convenzione che regolerà la collaborazione scuola-università/Afam e decidere se gestire l’intera partita da sole o in rete con altre strutture di ateneo o di Afam. Il consiglio di corso di tirocinio, una volta insediato, deve procedere alla nomina della commissione d’esame per la selezione (test ministeriale, prova scritta e prova orale) dei candidati e deve elaborare un suo statuto che regoli il funzionamento e il ruolo delle diverse istituzioni. Scuole: le singole scuole devono inserire l’ospitalità del tirocinio nella propria programmazione con delibere dei propri organi collegiali e devono comunicare all’Usr le informazioni che gli uffici regionali devono pubblicare online a corredo dell’identità di ogni istituto scolastico: a) l’elenco degli insegnanti con contratto a t.i., disponibili a svolgere il compito di tutor, con il rispettivo curriculum vitae; b) il piano di realizzazione e d’inserimento nel Pof della scuola delle attività di tirocinio attivo; c) eventuali precedenti esperienze di tirocinio; d) esistenza di dipartimenti disciplinari o pluridisciplinari attivi; e) eventuale partecipazione dell’istituzione scolastica alle rilevazioni degli apprendimenti nazionali e, se campionata, internazionali; f ) presenza di laboratori attrezzati; g) altri elementi che possono concorrere alla valorizzazione delle esperienze delle scuole …
www.asas.sicilia.it - La Letterina n. 317 – 29 marzo 2012
“La valutazione DISAL”
░ Riprendiamo in abstract, dal periodico dell’ASAS, un’articolata riflessione della DISAL, in tema di valutazione di sistema e sui progetti sperimentali MIUR in materia di valutazione delle scuole e della professionalità dei docenti e dei dirigenti scolastici.
Sul valutare. 1. Non solo riteniamo fondamentale e urgente ogni iniziativa di sistema o progetto sperimentale per introdurre e far crescere nella scuola italiana una cultura della valutazione complessiva ma sosteniamo che questo debba avviarsi nella prospettiva di un sistema nazionale che però riveda assolutamente l’impostazione data dalla Legge 10 del 26.2.2011, purtroppo non sostanzialmente modificata dal DL del 3.2.2012. 2. In generale comunque sosteniamo che la valutazione, per essere utile, realistica ed efficace debba procedere di pari passo tra scuola, dirigenti e docenti….3. Riteniamo che il riferimento scientifico, alla luce del quale condurre i percorsi sperimentali e l’istituzione del sistema nazionale, rimane a tutt’oggi il documento Ichino, Checchi e Vittadini INVALSI 2009, dal quale si debbono assumere in linea di massima suggerimenti generali: - la scuola dovrà essere valutata sui risultati che consegue in termini di apprendimenti degli studenti, più che sulla congruenza dei processi; - ogni progetto o metodologia per la valutazione deve mettere al centro i risultati ottenuti e quindi gli strumenti debbono in qualche modo osservare il “valore aggiunto” ovviamente tenendo conto delle condizioni di partenza del campo di azione; - la valutazione dei docenti dovrà fare riferimento ad un sistema misto di dati oggettivi e relazionali; - la valutazione dei dirigenti dovrà fare chiaro riferimento ai limiti posti dalle norme all’attuale azione professionale; - ogni valutazione esterna va promossa e coordinata con l’autovalutazione di istituto; - si dovrà costituire un ente “terzo” rispetto a scuole e Ministero; - occorrerà nel tempo rimediare all’assenza di un corpo tecnico di esperti valutatori; - qualsiasi percorso utilizzato dovrà prevedere modalità di restituzione e di diffusione dei risultati.
Su Vales scuole. 1. Condividendo in generale gli obiettivi indicati nella proposta, segnaliamo l’utilità che, nella prosecuzione Vales, si allarghi a contesti culturalmente disponibili alla sperimentazione…. 2. Rispetto all’impianto proposto riteniamo invece si debba disgiungere, per utilità e rispondenza all’attuale contesto normativo e contrattuale, il percorso valutativo della scuola da quello della dirigenza, che invece, pur avvenendo anche nella stessa istituzione e nella stessa durata, dovrà poter individuare strumenti e percorsi propri, anche in relazione al fatto che questi vengono collegati ad una futura efficacia contrattuale
(retribuzione di risultato). 3. Proposte: - vanno utilizzati in forma incrociata la rilevazione degli apprendimenti realizzata dalle scuole e quella effettuata dall’Invalsi, così che la valutazione delle scuole risulti alla fine fondata principalmente su una misurazione dell’apprendimento degli studenti; - ovviamente l’attenzione agli apprendimenti dovrà realizzarsi nell’ottica del “valore aggiunto” in relazione al contesto sociale e culturale della scuola. Per questo il solo ricorso ai dati INVALSI non appare sufficiente; - non è possibile valutare la scuola solo attraverso l’azione di soggetti esterni. Lo stimolo ad un’autovalutazione di istituto è altrettanto indispensabile in
quanto il Piano di miglioramento deve avere un soggetto interlocutore in grado di garantire, nella messa a regime in futuro, la valutazione delle istituzioni scolastiche; - va costituito un team interno di autovalutazione che deve essere diretto dal dirigente scolastico quale garante dell’unità di azione complessiva. Il team va coordinato con il gruppo di valutatori esterni, pur mantenendo questi la propria autonomia;
- pur lasciando alle scuole i criteri di scelta, tuttavia nel percorso valutativo debbono essere direttamente coinvolti i genitori, i soggetti sociali esterni che ordinariamente collaborano con la scuola e, nelle scuole superiori, gli studenti del triennio; - occorre trasparenza nella selezione dei team esterni di valutazione per evitare quanto è successo, ad esempio, per le vicende SiVaDis; - va garantita la pubblicizzazione dei risultati, magari utilizzando il sistema “Scuole in chiaro”; - se si eccettua il compenso ai membri dei team operanti, il supporto finanziario ai progetti nelle scuole (che dovrà essere gestito autonomamente dalla scuola che tuttavia ne dovrà rispondere pubblicamente) deve potersi diversificare in relazione ad almeno tre gradi di risultati in relazione ai LEP che assicurano l’unitarietà dell’ordinamento (eccellente, ordinario, insufficiente). Senza differenziazione non esiste interesse e stimolo alla valutazione; - occorre indicare criteri che alla fine conducano ad una differenza di risorse laddove ci siano evidenti e clamorosi discostamenti dagli obiettivi minimi che vanno assicurati come LEP; - il previsto gruppo di coordinamento USR dovrà attuarsi solo se coordinato da esperti INVALSI, non esistendo garanzia di tale livello….

www.governarelascuola.it - 1 aprile 2012
“Il controllo della pensione”
░ Efficace, come di consueto, il quadro di sintesi prodotto da Pietro Perziani, in un articolo del suo settimanale telematico.
Non è facile effettuare una verifica della correttezza dell’importo della pensione e della buonuscita… E’ però possibile effettuare almeno un controllo di massima, centrato sulla somma …delle diverse voci della retribuzione che in modo diverso concorrono a determinare la base su cui viene calcolata la pensione e la buonuscita…
1-GLI ADEMPIMENTI DELL’AMMINISTRAZIONE PER LA PENSIONE. L’Amministrazione deve produrre alcuni atti, tutti indispensabili; in genere sono gli Uffici Provinciali che provvedono a questi adempimenti. L’Amministrazione deve inviare una copia dei diversi atti agli interessati; nel caso non lo faccia, al massimo entro giugno ci si deve far dare una copia di tutti gli atti sotto riportati perché il primo controllo da fare è su tali atti
La ricostruzione di carriera. Prima di tutto, l’Amministrazione deve fare la ricostruzione della carriera, nel caso naturalmente non sia stata ancora fatta; stiamo parlando della ricostruzione di carriera ufficiale di competenza dell’USR, non delle comunicazioni provvisorie fatte dalle scuole…. I dati della ricostruzione di carriera e dell’inquadramento a dirigente vengono assunti dal sistema informatico e riprodotti in via automatica nei prospetti di cui parleremo a breve. La determinazione dei periodi contributivi In seconda battuta, l’Amministrazione deve procedere alla determinazione dei periodi contributivi utili per la pensione e la buonuscita.Nel caso non sia ancora stato fatto, vanno definite le pratiche di ricongiunzione, riscatto e computo per la pensione e per la buonuscita, naturalmente quelle di competenza dell’Amministrazione…. A quanto comunicato dall’Amministrazione, andranno aggiunti eventuali periodi riscattati dall’interessato direttamente all’Inps/Inpdap…
Il prospetto per la pensione. L’Amministrazione invia all’Inps/Inpdap un “Prospetto dati per trattamento di pensione”; si tratta di un modello meccanografico predisposto dal sistema informatico che riporta la situazione retributiva dell’interessato a partire dal 1993 fino alla data cessazione. Si segue questa procedura perché, anche se non tutti lo sanno, anche nel sistema retributivo il totale della pensione è determinato dalla somma di due quote: - una I quota, che va dall’inizio della contribuzione fino al 1992, che viene calcolata sulla base dell’ultimo stipendio, chiamata “Quota A”. - una II quota, che inizia dal 1 gennaio 1993 e dopo la riforma si ferma al 31 dicembre 2011, chiamata “Quota B”. A queste quote bisognerà aggiungere quella calcolata sistema contributivo, una “Quota C” dal primo gennaio 2012 al pensionamento….
2-GLI ADEMPIMENTI DELL’AMMINISTRAZIONE PER LA BUONUSCITA. Il prospetto è di sole due pagine. Nella prima vengono indicati i “Servizi e periodi valutabili”; importante: vengono indicati solo i periodi con versamenti all’Inps/Inpdap, a cui l’Ente aggiungerà gli eventuali servizi o periodi ammessi a riscatto. Nella II pagina vengono indicati: - La retribuzione…


La Repubblica – 1 aprile 2012
“Bankitalia: l’Italia,i dieci più ricchi hanno quanto i 3 milioni più poveri”
░ Stando ai dati di uno studio pubblicato negli Occasional papers di Bankitalia, la ricchezza è sempre più legata ai patrimoni e meno al reddito. Sono i giovani che si trovano in maggiore difficoltà.
L'Italia è ancora un Paese piuttosto ricco, ma la "dote" dei contribuenti è composta sempre più dal patrimonio accumulato in passato e sempre meno dal reddito. Negli ultimi anni inoltre, si è invertita la distribuzione della ricchezza tra le classi di età: oggi al contrario che in passato gli anziani sono più ricchi dei giovani che non riescono ad accumulare, rivela ancora lo studio. E se da un lato i dati evidenziano l'esistenza di un conflitto generazionale in termini di redditi, lo studio di Giovanni d'Alessio conclude che il livello di diseguaglianza è comparabile a quello di altri Paesi europei.

LA STAMPA – 2 aprile 2012
“Vecchiaia, addio ai quindici anni”
░ La riforma Monti-Fornero salva le agevolazioni per invalidi all’80%; ci si interroga sul futuro dei versamenti volontari.
La riforma Monti Fornero ha salvato le norme pensionistiche speciali relative ai non vedenti e agli invalidi all’80%. I ciechi possono ancora ottenere la pensione di vecchiaia : A) a 50 anni di età se donne, a 55 se uomini, non vedenti da prima di iniziare a versare i contributi Inps, o quanto meno da 10 anni di assicurazione e contribuzione dopo la cecità; b) a 55 anni le donne e a 60 gli uomini, negli altri casi…. Anche gli invalidi con una riduzione della capacità di lavoro di almeno l’80% possono ancora oggi andare in pensione di vecchiaia con 55 anni anni se donne e 60 se uomini. Eliminato, invece, il vantaggio riconosciuto nel 1992 ai lavoratori, allorché il requisito minimo contributivo iniziò gradualmente a salire dai 15 ai 20 anni. Fu deciso, a quell’epoca che chi avesse raggiunto già i 15 anni non fosse toccato dall’aumento. Ma ora la circolare Inps 85/2012 sostiene che “il diritto si consegue esclusivamente in presenza di un’anzianità contributiva minima di 20 anni”. Ma ci sono due fatti da chiarire: il primo è legato ai versamenti volontari, che se autorizzati entro il 1992 hanno permesso di andare in pensione con soli 15 anni di versamenti. E’ abolita anche questa eccezione, legata alla prima ? Il secondo riguarda la circolare 23/2012 del Miur che conferma la validità attuale dei 15 anni…

ITALIAOGGI – 3 aprile 2012
“Le cattedre saranno congelate”
░ Profumo firma il decreto sull’organico (nonostante l’aumento di alunni, i posti in organico restano 600.839), e chiede aumenti al Ministero dell’Economia (le diecimila assunzioni… da quando ?).
…per fare fronte all’aumento degli studenti in alcune regioni, come l’Emilia Romagna o la Lombardia, il ministro ha tagliato in altre, come la Basilicata e la Campania … Il problema è sempre lo stesso: cercare di smontare la clausola di salvaguardia fissata con il decreto n.89/2011 dall’allora ministro Tremonti, e ribadita dall’art.50 del decreto Semplificazioni del governo Monti….

ITALIAOGGI – 3 aprile 2012
“Autonomia si, ma con i fondi privati”
░ La novità della riforma degli organi collegiali, al rush finale, alla Camera (VII Commissione Cultura, dopo anni di attesa. Previste maggiori entrate per le scuole, grazie a fondazioni e imprese. (di Mario D’Adamo)
Autonomia statutaria riconosciuta alle istituzioni scolastiche per aumentarne la capacità di autogoverno; rispetto di determinati vincoli e criteri per costituire reti, associazioni e consorzi… e autovalutazione d’istituto obbligatoria… Niente nuovi finanziamenti provenienti dallo Stato… Nel giro di un mese, la riforma potrebbe diventare legge… La Commissione sta lavorando in sede referente ma… intende chiedere… la sede legislativa senza il passaggio in Aula, e subito dopo trasmettere il testo al Senato….Separazione tra funzioni di indirizzo, di gestione e funzioni tecniche… Il Consiglio di istituto cambia nome, diventa Consiglio dell’autonomia ma continua a essere presieduto da un genitore e mantiene le vecchie competenze cui si aggiunge quella relativa allo Statuto…. Il Consiglio dell’autonomia è l’organo di indirizzo ma se non c’è la relativa proposta del d.s. non può affrontare alcune materie (il pof, il programma annuale, il conto consuntivo e il regolamento di istituto)….Vi debbono essere rappresentati…– uno o due -delle realtà culturali, sociali professionali e produttive di riferimento… Il consiglio dura in carica tre anni… Il personale Ata non vi è rappresentato…. Il d.s. è organo di gestione e svolge ancora gli stessi compiti… L’organo tecnico è il Consiglio dei docenti, che opera anche per commissioni, dipartimenti e consigli di classe, dei quali non fanno più parte i genitori che, però, troveranno una loro rappresentanza negli organismi di partecipazione istituiti con lo Statuto. Nasce il nucleo di autovalutazione, da tre a sette membri compreso un soggetto estermo e un rappresentante delle famiglie. Esso opera con la collaborazione dell’Invalsi…. Confermando l’abrogazione di tutti gli organi collegiali territoriali, si istituisce il Consiglio nazionale delle autonomie scolastiche, che sostituirà il CNPI, mentre le regioni dovranno individuare luoghi di rappresentanza delle istituzioni scolastiche e e istituire la conferenza regionale del sistema educativo….

ITALIAOGGI – 5 aprile 2012
“Praticantato di 18 mesi anche per i diplomati”
░ La disposizione è contenuta nella legge 27/2012; il Consiglio Nazionale dei Periti industriali lo segnala ai collegi territoriali.
Nell’informatica, che in sostanza anticipa in via informale il contenuto dell’O.M., con la quale entro la metà di Aprile verrà indetta la sessione 2012 degli esami di abilitazione per l’esercizio della professione, si specifica che le nuove norme troveranno immediata applicazione anche per i giovani tirocinanti che, secondo la norma esistente in materi (17/90) non hanno ancora completato il periodo di praticantato stabilito in tre anni di attività tecnica subordinata in azienda, e in due anni presso uno studio professionale….

la Repubblica – 5 aprile 2012
“Nuove regole per 50mila precari; il prof lombardo diventa a chiamata”
░ Per i precari (nelle GE di Milano sono iscritti in 20mila) sparisce, adesso, la certezza del punteggio. I numeri della scuola in Lombardia: 1.143322 gli alunni; 92791 gli insegnanti di ruolo. Le nuove regole, valide per un triennio, vanno in vigore col prossimo a.s. I sindacati protestano; il coordinamento dei docenti scenderà in piazza il 21 aprile.
Una riforma che potrebbe cambiare le sorti di circa 50mila precari della scuola in tutta la Lombardia… sparigliando l’ordine delle graduatorie nelle quali sono inseriti ormai da anni…. Solo una piccola parte di chi è nella Graduatoria a Esaurimento riesce ad avere un posto: quest’anno, tra Milano e provincia sono 6470 i supplenti nelle scuole… posti che adesso potranno essere assegnati dai presidi delle scuole, attraverso concorsi interni…

left – 6 aprile 2012
“Scuola senza soldi”
░ L’assunzione sfumata di 10mila precari ? Non dipende dai “cattivi” del Tesoro; è che mancano le risorse. Così anche per il Tempo pieno. In compenso arrivano fondi europei al Sud per edilizia scolastica e un nuovo concorso per reclutare insegnanti, oltre alle graduatorie. Una intervista al sottosegretario Rossi Doria.
D. Sottosegretario, è soddisfatto del lavoro svolto in questi 4 mesi. E’ difficile smontare la riforma Gelmini ?
R…. Ci spetta provare a rendere le cose un po’ più semplici, alle scuole, e riaprire il dibattito sui processi educativi… E’ un lavoro sul merito delle questioni, di tipo artigianale…
D.Quali primi obiettivi sono stati raggiunti ?
R….Il Piano Coesione dei ministri Barca e Profumo, che rialloca i Fondi europei alle 4 regioni del Sud destinando circa un miliardo a edilizia, lotta alla dispersione, rafforzamento delle competenze di base, innovazione tecnologica delle scuole. Gli ulteriori 550 milioni sboccati dal Cipe per l’edilizia scolastica. Il tavolo Rom convocato dal ministro Riccardi.. Il tavolo che convocheremo a breve sulle pari opportunità e la cultura di genere. Il decreto semplificazioni, che introduce modalità più snelle per l’assegnazione degli organici alle scuole e alle reti di scuole. Un nuovo clima che ha consentito, dopo anni, di lavorare d’accordo, Governo e Parlamento, sul testo di governance della scuola. L’avvio del rush finale per la chiusura della lunga fase sperimentale delle Indicazioni del Curricolo delle scuola di base e la stesura di un testo definitivo…. La ripresa di una discussione di merito e propositiva, da parte di tutti, in Conferenza Stato-Regioni, sul Titolo V Cost… La creazione di tavoli di lavoro degli studenti sul diritto allo studio, presso il Miur. In 4 mesi non è poco.

ItaliaOggi – 6 aprile 2012
“Insegnanti supplenti per chiamata”
░ La riforma di Formigoni consentirà ai presidi di scegliere i docenti (il redattore di Italia Oggi ne è convinto, e lo è anche il dott.Colosio.
Sarà pure una mini-riforma, ma certo l'introduzione dalla chiamata degli insegnanti supplenti, approvata l'altro ieri dalla Lombardia di Roberto Formigoni, è l'unica cosa che si muove concretamente nella scuola italiana dopo tanti anni, anche perché l'ultima revisione dei cicli nella scuola superiore, voluta da Mariastella Gelmini, era solo una riorganizzazione amministrativa. E, per quanto piccolo, il cambiamento ha un effetto politico non secondario: far uscire il governatore dal cantuccio in cui le grane giudiziarie della sua maggioranza l'avevano relegato. Il provvedimento è stata inserito in una norma omnibus, battezzata Cresci Lombardia alla maniera montiana, che all'articolo 8 recita: «Le istituzioni scolastiche statali possono organizzare concorsi differenziati a seconda del ciclo di studi per reclutare il personale docente con incarico annuale». Una sperimentazione che dovrebbe essere avviata col prossimo anno scolastico, 2012-2013, previo accordo con lo Stato, vale a dire il ministero dell'Istruzione di Francesco Profumo. Insomma se prima i presidi, nelle supplenze annuali, dovevano sorbirsi il docente inviato dal provveditorato (ora ufficio scolastico provinciale) sulla scorta di una graduatoria stilata sostanzialmente sulla base dell'anzianità, oggi i capi di istituto lombardi potranno scegliere chi più gli aggrada, in base alle competenze reali, alla concreta capacità di insegnamento, alle qualità personali. Insomma se prima, volenti o nolenti, i presidi dovevano accontentarsi, potevano dire di no a un insegnante solo in casi gravi ed estremi, oggi possono mettersi un po' nei panni dei direttori delle risorse umane e provare a selezionare i migliori, seppure fra i supplenti…. L'uomo del ministro in Lombardia, vale a dire il direttore dell'Ufficio scolastico regionale Giuseppe Colosio, ha parlato alla cronaca milanese del Corsera di «una sperimentazione interessante». Perché, ha chiarito il dirigente, «il fatto che le istituzioni scolastiche possano avere voce in capitolo nell'utilizzo delle risorse è importante, naturalmente all'interno di regole chiare e condivise. In Lombardia abbiamo 100 mila insegnanti, la gestione diretta è una soluzione importante per tutti, e consentirà la valorizzazione dei docenti».

 

www.governarelascuola.it - 18 marzo 2012
“Il ddl 953 sull’autogoverno delle scuole”
░ Lo scorso 22 marzo è stata approvato il ddl 953, in Commissione Cultura alla Camera. Il testo è più stringato rispetto a quello originario. Il passaggio definitivo in Senato potrebbe avvenire prima dell’estate. Riportiamo l’abstract dei 13 articoli del ddl.
Capo I AUTONOMIA STATUTARIA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE STATALI.
Art. 1.(L'autonomia scolastica e le autonomie territoriali).
1. L'autonomia delle istituzioni scolastiche, sancita dall'articolo 117 della Costituzione, è riconosciuta sulla base di quanto stabilito dall'articolo 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e succ. modif., e dal decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275. 2. Ogni istituzione scolastica autonoma, che è parte del sistema nazionale di istruzione, concorre ad elevare il livello di competenza dei cittadini della Repubblica e costituisce per la comunità locale di riferimento un luogo aperto di cultura, di sviluppo e di crescita, di formazione alla cittadinanza e di apprendimento lungo tutto il corso della vita. Lo Stato, le Regioni e le autonomie locali contribuiscono al perseguimento delle finalità educative delle istituzioni scolastiche esercitando le funzioni previste dal d.lgs 31 marzo 1998, n. 112, e succ. modif. Vi contribuiscono, altresì, le realtà culturali, sociali, produttive, professionali e dei servizi, ciascuna secondo i propri compiti e le proprie attribuzioni. 3. Alle istituzioni scolastiche è riconosciuta autonomia statutaria, nel rispetto delle norme generali di cui alla presente legge. 4. Gli statuti delle istituzioni scolastiche regolano l'istituzione, la composizione e il funzionamento degli organi interni, le forme e le modalità di partecipazione della comunità scolastica….
Art. 2.(Organi delle istituzioni scolastiche).
1. Gli organi delle istituzioni scolastiche sono organizzati sulla base del principio della distinzione tra funzioni di indirizzo, funzioni di gestione e funzioni tecniche… Sono organi delle istituzioni scolastiche:
a) il consiglio dell'autonomia…; b) il dirigente…, con funzioni di gestione; c) il consiglio dei docenti con le sue articolazioni: consigli di classe, commissioni e dipartimenti… ; d) il nucleo di autovalutazione…
Art. 3. (Consiglio dell'autonomia). 1. Il consiglio dell'autonomia ha compiti di indirizzo generale dell'attività scolastica. In particolare: …. 3. Il consiglio dell'autonomia dura in carica tre anni scolastici ed è rinnovato entro il 30 settembre successivo alla sua scadenza…. 5. Lo statuto deliberato dal consiglio dell'autonomia non è soggetto ad approvazione o convalida da parte di alcuna autorità esterna, salvo il controllo formale da parte dell'organismo istituzionale competente…. 6….
Art. 4.(Composizione del Consiglio dell'autonomia). 1. Il Consiglio dell'autonomia è composto da un numero di membri compreso fra nove e tredici. La sua composizione è fissata dallo Statuto, nel rispetto dei seguenti criteri: a) il dirigente scolastico è membro di diritto; b) la rappresentanza dei genitori e dei docenti è paritetica; c) nelle scuole secondarie di secondo grado è assicurata la rappresentanza degli studenti; d) del consiglio fanno parte membri esterni, scelti fra le realtà di cui all'articolo 1 comma 2, in numero non superiore a due;
e) un rappresentante dei soggetti di cui all'articolo 10, su invito, può partecipare alle riunioni che riguardano le attività di loro competenza, senza diritto di voto. 3. Il consiglio dell'autonomia è presieduto da un genitore, eletto nel suo seno…. 4. Il direttore dei servizi generali e amministrativi fa parte del Consiglio dell'autonomia senza diritto di voto e svolge le funzioni di segretario del consiglio. 5. Gli studenti minorenni che fanno parte del consiglio dell'autonomia non hanno diritto di voto per quanto riguarda il programma annuale e il conto consuntivo….
Art. 5. (Dirigente scolastico). 1. Il dirigente ha la rappresentanza legale dell'istituzione e, sotto la propria responsabilità, gestisce le risorse umane, finanziarie e strumentali e risponde dei risultati del servizio agli organismi istituzionalmente e statutariamente competenti.
Art. 6. (Consiglio dei docenti e sue articolazioni). 1. Al fine di programmare le attività didattiche e di valutazione collegiale degli alunni, lo Statuto disciplina l'attività del Consiglio dei docenti e delle sue articolazioni… 2. La programmazione dell'attività didattica compete al consiglio dei docenti, presieduto dal dirigente scolastico e composto da tutti i docenti. Il Consiglio dei docenti opera anche per commissioni e dipartimenti, consigli di classe e, ai fini della elaborazione del piano dell'offerta formativa, mantiene un collegamento costante con gli organi che esprimono le posizioni degli alunni, dei genitori e della comunità locale. 3. L'attività didattica di ogni classe è programmata e attuata dai docenti che ne sono responsabili, nella piena responsabilità e libertà di docenza e nel quadro delle linee educative e culturali della scuola e delle indicazioni e standard nazionali per il curricolo… 5. I docenti, nell'esercizio della propria funzione, valutano in sede collegiale, secondo la normativa e le Indicazioni nazionali vigenti, i livelli di apprendimento degli alunni, periodicamente e alla fine dell'anno scolastico, e ne certificano le competenze, in coerenza con i profili formativi ed i requisiti in uscita relativi ai singoli percorsi di studio e con il Pof dell'istituzione scolastica, presentato alle famiglie, e sulla base delle linee didattiche, educative e valutative definite dal consiglio dei docenti.
Art. 7. (Partecipazione e diritti degli studenti e delle famiglie).
1. Le istituzioni scolastiche, nell'ambito dell'autonomia organizzativa e didattica riconosciuta dalla legge, valorizzano la partecipazione alle attività della scuola degli studenti e delle famiglie, ne garantiscono l'esercizio dei diritti di riunione, di associazione e di rappresentanza.
Art. 8. (Nuclei di autovalutazione del funzionamento dell'istituto).
1. Ciascuna istituzione scolastica costituisce, in raccordo con l'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione… un nucleo di autovalutazione dell'efficienza, dell'efficacia e della qualità complessive del servizio scolastico. Il regolamento interno dell'istituzione disciplina il funzionamento del nucleo di autovalutazione, la cui composizione è determinata dallo statuto da un minimo di tre fino a un massimo di sette componenti, assicurando in ogni caso la presenza di almeno un soggetto esterno, individuato dal consiglio dell'autonomia sulla base di criteri di competenza, e almeno un rappresentante delle famiglie. 2. Il Nucleo di autovalutazione, coinvolgendo gli operatori scolastici, gli studenti, le famiglie, predispone un rapporto annuale di autovalutazione…
Art. 9. (Conferenza di rendicontazione). 1. Sulle materie devolute alla sua competenza e sulle procedure e gli esiti dell'autovalutazione di istituto, il consiglio dell'autonomia promuove annualmente una conferenza di rendicontazione, aperta a tutte le componenti scolastiche ed ai rappresentanti degli enti locali e delle realtà sociali, economiche e culturali del territorio ed invia una relazione all'U.S.R.
Art. 10.(Costituzione di Reti e Consorzi a sostegno dell'autonomia scolastica). 1. Le istituzioni scolastiche autonome, nel rispetto … possono promuovere o partecipare alla costituzione di reti, consorzi e associazioni di scuole autonome… Le Autonomie scolastiche possono altresì ricevere contributi da fondazioni finalizzati al sostegno economico della loro attività… 2. I partner previsti dal comma 1 possono essere soggetti pubblici e privati, fondazioni, associazioni di genitori o di cittadini, organizzazioni non profit. 3. A tutela della trasparenza e delle finalità indicate al comma 1, le istituzioni scolastiche devono definire annualmente, nell'ambito della propria autonomia, gli obbiettivi di intervento e i capitoli di spesa relativi alle azioni educative cofinanziate… Contributi superiori a 5000 euro potranno provenire soltanto da enti che… hanno l'obbligo di rendere pubblico il bilancio.
Capo II RAPPRESENTANZA ISTITUZIONALE DELLE SCUOLE AUTONOME
Art. 11.(Consiglio delle autonomie scolastiche).1. Con proprio regolamento… il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca provvede ad istituire il Consiglio Nazionale delle Autonomie Scolastiche, composto da rappresentanti eletti rispettivamente dai dirigenti, dai docenti e dai presidenti dei consigli delle istituzioni scolastiche autonome, e ne fissa le modalità di costituzione e di funzionamento. Il Consiglio è presieduto dal Ministro o da un suo delegato e vede la partecipazione anche di rappresentanti della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, delle Associazioni delle Province e dei Comuni e del Presidente dell'INVALSI. 2. Il Consiglio Nazionale delle Autonomie Scolastiche è un organo di partecipazione e di corresponsabilità tra Stato, Regioni, Enti Locali ed Autonomie Scolastiche… 3. Le regioni, in attuazione degli articoli 117, 118 e 119 della Costituzione ed in relazione a quanto indicato nell'articolo 1 della presente legge, definiscono strumenti, modalità ed ambiti territoriali delle relazioni con le autonomie scolastiche… 4. Le Regioni istituiscono la Conferenza regionale del sistema educativo, scolastico e formativo, ne stabiliscono la composizione e la durata. La Conferenza esprime parere sugli atti regionali d'indirizzo e di programmazione… 6. Le Regioni istituiscono Conferenze di ambito territoriale che sono il luogo del coordinamento tra le istituzioni scolastiche, gli Enti locali, i rappresentanti del mondo della cultura, del lavoro e dell'impresa di un determinato territorio.
7. Le Regioni, d'intesa con gli Enti Locali e le autonomie scolastiche definiscono gli ambiti territoriali e stabiliscono la composizione delle Conferenze e la loro durata. Alle Conferenze partecipano i Comuni, singoli o associati, l'amministrazione scolastica regionale, le Università, le istituzioni scolastiche, singole o in rete, rappresentanti delle realtà professionali, culturali e dell'impresa. 8. Le Conferenze… Art. 12. Omissis… Art. 13.…. Omissis… Art. 14 Omissis…. Art. 14. (Clausola di neutralità finanziaria) 1. Le amministrazioni competenti provvedono all'attuazione della presente legge nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

www.asas.sicilia.it - La Letterina n. 316 – 22 marzo 2012
“Personale esonerato. Il Ministero smentisce Lucrezia Stellacci”
░ Nella home page del sito istituzionale, per alcuni giorni, ha campeggiato la notizia che sono 10075, e non 40503 (come aveva affermato un alto dirigente del MIUR), i docenti in servizio non di insegnamento. Adesso, una nota a firma del d.s. Roberto Tripodi, Presidente regionale ASASI, torna a ribaltare il dato.
Gentile dott.ssa Lucrezia Stellacci, Le esprimiamo piena condivisione per l’intervista rilasciata al Corriere della Sera, nella quale così spiega i tagli all’organico della scuola: “sulla scuola pesano altri 41.503 stipendi. Sono professori o maestri che non insegnano, non vanno in classe. Sono distaccati presso altri ministeri oppure in permesso sindacale. Gli studenti non ne traggono beneficio, ma il loro stipendio è sempre a carico del nostro bilancio”. Per aver dichiarato la verità, è stata subissata dalle critiche… Il nostro centro studi ha elaborato dati che sono simili a quelli da lei denunciati, solo che noi abbiamo elaborato permessi, comandi, esoneri, utilizzazioni anche orari e giornalieri, trasformandoli in cattedre e posti di organico. Lo studio effettuato si riferisce a una proiezione concernente l’organico dei docenti nelle scuole statali per l’anno scolastico 2011/2012. Da 701.305 nel 2007/2008, i docenti di ruolo passano a 611.995 nel 2011/2012 con una perdita di 89.301 posti. A fronte di circa 115.225 supplenti si registrano 44.723 docenti assenti per esoneri, ferie, permessi…. Ogni mattina i dirigenti scolastici si trovano a dover sostituire 54.000 assenti (in media 6 in ogni scuola)… Non è vero che ci sono 41.000 docenti esonerati, ma è vero che a questa cifra si perviene trasformando in cattedre gli esoneri temporanei. Per esempio, se nelle scuole italiane ci sono 9.000 Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, che godono di 40 ore di permesso annuale ciascuno, abbiamo 360.000 ore di permesso che divise per 18 ore settimanali e per 33 settimane equivalgono a 606 docenti esonerati. Dalla elaborazione dei dati emerge con chiarezza che la legge 104 ha un impatto fortissimo sulle assenze, perché corrisponde a 6.750 cattedre, altrettanto la concessione del diritto allo studio, che corrisponde all’assenza di 3.055 docenti. La situazione è analoga per il personale ATA. … I costi di esoneri, comandi e utilizzazioni equivalgono a € 1.335.787.626 l’anno… Totale assenti per comandi, esoneri, utilizzazioni, ferie, permessi 44.723.

www.istruzione.it – 23 marzo
“Atti di diffida alla cessazione del ai sensi dell’art. 37 del D.P.R. n. 1032 del 1973 e succ. modific.”
░ Un chiarimento del Miur sul prelievo della ritenuta del 2,5% sull’80% della retribuzione; riportiamo la nota della D.G. per le risorse umane del Ministero, acquisti e AA.GG. Uff. 7
“Oggetto:. Pervengono a questa Direzione Generale, atti di diffida volti ad ottenere la cessazione del prelievo della ritenuta del 2,5% sull’80% della retribuzione, ai sensi dell’art. 37 del D.P.R. n. 1032 del 1973 e successive modificazioni. In proposito si precisa che il MEF Dipartimento dell’Amministrazione Generale del Personale e dei Servizi, con nota del 13 febbraio 2012, ha chiarito che le modalità di calcolo del TFS non hanno subito, a decorrere dal 1° gennaio 2011, alcuna variazione. Peraltro, come è dato desumere dalle disposizioni dell’INPDAP emanate con Circolare n. 17 dell’8 ottobre 2010 e dal parere espresso dall’Ispettorato per la spesa sociale presso il Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato per i dipendenti in regime di TFR la retribuzione netta percepita resta immutata, in virtù della considerazione che, per gli evocati dipendenti, la contribuzione del 2,5% a carico del lavoratore non è dovuta. Giova altresì richiamare il contenuto dell’art. 1 comma 3 del DPCM 20 dicembre 1999 secondo cui ”per assicurare l’invarianza della retribuzione netta complessiva e di quella utile ai fini previdenziali dei dipendenti …. la retribuzione lorda viene ridotta in misura pari al contributo previdenziale obbligatorio soppresso e contestualmente viene stabilito un recupero in misura pari alla riduzione attraverso un corrispondente incremento figurativo ai fini previdenziali e dell’applicazione delle norme sul trattamento di fine rapporto, a ogni fine contrattuale nonché per la determinazione della massa salariale per i contratti collettivi nazionali.”

L’Unità – 26 marzo 2012
“Dibattito importante, di scuola si parli in aula”
░ Un articolo di Giulia Rodano, responsabile Cultura dell’IDV, contraria all’approvazione del ddl 953 sull’autogoverno delle scuole.
Alla Camera dei deputati la presidente PDL della Commissione cultura ha chiesto di approvare definitivamente in commissione, senza la discussione nell’aula parlamentare, una proposta che cambia radicalmente il governo delle scuole pubbliche….Questa legge coinvolge infatti ameno tre questioni di rilevanza costituzionale: il diritto di tutti i cittadini di avere le medesime opportunità di formazione garantite dallo Stato, la libertà e l’autonomia dell’insegnamento, e le competenze in materia di istruzione e di organizzazione scolastica, rispettivamente dello Stato e delle Regioni…. Si vorrebbe trasformare la partecipazione democratica dei genitori e studenti in un governo sedicente manageriale, riducendo, ad un tempo il ruolo e la funzione dei docenti e aprendo il governo della fondamentale agenzia pubblica di formazione civile del Paese anche ad esponenti della produzione e del mercato. Si vorrebbe altresì affidare alle regioni la possibilità di definire atti di indirizzo sulla autonomia delle istituzioni scolastiche, sulle innovazioni ordina mentali, sui piani per l’offerta formativa e perfino sui criteri per la definizione degli organici delle istituzioni scolastiche….Il centrodestra vuol cancellare la scuola pubblica nazionale che forma alla cittadinanza, per inaugurare una scuola al servizio delle esigenze della produzione e di un non meglio definito “territorio”….

www.aipd.it/cms/schedenormative - 26 marzo 2012
“Somministrazione di farmaci ad alunni con e senza disabilità in orario scolastico (Nota 2312/05)”
░ Riportiamo alcuni passi della scheda n.198, redatta da Salvatore Nocera Responsabile dell’Area Normativo-Giuridica dell’Osservatorio Scolastico sull’Integrazione dell’AIPD Nazionale.
Da circa 14 anni e cioè da quando venne in discussione quella che è divenuta la Legge-quadro sui diritti delle persone con disabilità n° 104/92, le associazioni hanno sempre più frequentemente chiesto che venisse regolamentata la somministrazione di farmaci a scuola ad alunni che ne avessero bisogno per la sicurezza della loro salute.
In alcune realtà si sono posti in essere accordi fra amministrazione scolastica e sanitaria locale per dare delle indicazioni operative che permettessero agli alunni di continuare a frequentare le lezioni, senza la necessità di doversi assentare per l’assunzione di farmaci da loro normalmente assunti in determinati orari… Il Dirigente scolastico può individuare, secondo una sequenza procedurale, personale docente o non docente, che sia spontaneamente disponibile ed abbia effettuato i corsi di formazione presso le AASSLL per la sicurezza della salute nelle scuole, solo dopo aver ricevuto formale richiesta scritta dalla famiglia e la certificazione e la prescrizione dell’ASL. In mancanza di disponibilità del personale scolastico e se non spontaneamente richiesta dai famigliari la somministrazione, egli dovrà rivolgersi alle istituzioni pubbliche locali (ASL, Comune) o ad enti ed associazioni non lucrative del privato sociale sulla base di accordi. In mancanza rappresenta il problema al comune. Ad avviso di chi scrive il Comune, ove non abbia personale preparato, deve rivolgersi all’ASL, che è tenuta a garantire, in questi casi, l’assistenza sanitaria a scuola, come hanno ormai affermato alcune sentenze dei tribunali…

Roma - 27 marzo 2012
“A scuola con le tecnologie”
░ Laboratori didattici e seminari alla Città delle scienze.
Due giorni dedicati alle tecnologie digitali per la didattica, a domani a Città delle Scienze; un nuovo appuntamento in linea con la 3giorni per la scuola, interamente dedicato alle nuove tecnologie per la didattica: Smart Education&Tecnology days risponde al bisogno della scuola e delle istituzioni di trovare un momento di incontro e confronto a livello nazionale sul tema delle tecnologie didattiche… La manifestazione è articolata in diversi momenti tra loro connessi, secondo un format ampiamente sperimentato…: una vasta area espositiva, con l’allestimento di laboratori didattici multimediali con presenza di aziende del settore…., presentazioni delle iniziative istituzionali, un programma di seminari di approfondimento scientifico e metodologico…. In cui discutere i fondamenti pedagogici dell’insegnamento attraverso le nuove tecnologie…

ItaliaOggi - 27 marzo 2012
“Art.18 e la grana degli esuberi”
░ Al tavolo con i sindacati, Patroni Griffi riapre la partita del settore pubblico: flessibilità in uscita. (Alessandra Ricciardi).
Nel balletto di dichiarazioni del governo, Patroni Griffi aveva aperto all’applicazione dell’art. 18 agli statali, scuola compresa, e il ministro del Lavoro, Elsa Fornero aveva smentito… da ultimo il ministro competente per il settore pubblico, Filippo Patroni Griffi ha detto che di flessibilità in uscita si parlerà con i sindacati, al tavolo aperto a Palazzo Vidoni su contratti e relazioni sindacali. Un polverone, quello sull’applicazione dell’art.18 dello Statuto dei lavoratori modificato nell’ambito della riforma del mercato del lavoro, che non tiene conto che nel settore pubblico i licenziamenti per motivi economici si possono già fare. E non solo perché il d.lgs. n.165/2001 richiama espressamente lo Statuto ma perché la Legge di Stabilità del 2012 disciplina proprio i licenziamenti nel pubblico impiego, in caso di esubero del personale. Una norma che finora non è stata mai applicata e che troverebbe proprio nella scuola il suo terreno di più immediato impatto. Nei primi incontri che si sono già tenuti tra Funzione pubblica e sindacati… si è parlato dei 10mila docenti in esubero, e del caso dei 4mila docenti inidonei a l’insegnamento… e che vanno riconvertiti…. Nel frattempo, il contratto sulle utilizzazioni della scuola ha disposto l’impegno dei prof in soprannumero nelle sostituzioni e nei progetti per il recupero dei ragazzi…

Avvenire - 29 marzo 2012
“Nuova sentenza della Cassazione sull’attività alternativa all’IRC”
░ E’ la n.4.961.
Questa volta la Corte è intervenuta sull’attività alternativa che uno studente può scegliere se non si avvale dell’IRC, riconoscendola ai fini pensionistici e di ricostruzione di carriera per una docente che, prima di diventare di ruolo, ha insegnato proprio in quell’ambito. Di fatto, la sentenza pare equiparare lo svolgimento di un’attività alternativa all’insegnamento di una disciplina scolastica, che è un vero e proprio programma ministeriale, a differenza dell’attività alternativa, che viene fissata di anno in anno dai singoli collegi dei docenti. Dunque, secondo la Cassazione, anche per la docenza delle materie alternative (ma in realtà sono “attività”) si avrà diritto all’anzianità pre ruolo. La sentenza della cassazione di fatto annulla la precedente decisione contraria assunta dalla Corte di appello di Brescia, forte quest’ultima di una circolare ministeriale e di un precedente verdetto del CdS.

Avvenire - 30 marzo 2012
“Compiti a casa ? Limitarli si può”
░ L’”apertura” del Ministro piace. A noi sembra un modo come un altro per esorcizzare i temi caldi del sistema Scuola.
Limitare i compiti a casa ? La proposta che si sta discutendo in Francia vede favorevoli il ministro dell’Istruzione, Profumo. “Credo che oggi, nella scuola i nostri ragazzi imparino solo una parte delle loro competenze. Molti input arrivano da altre sorgenti”. L’ipotesi trova apertura dall’associazione italiana genitori, se discussa e ben concertata con la scuola e le famiglie: “I compiti per casa hanno senso solo se sono finalizzati al rinforzo del lavoro svolto in classe, e quindi non al completamento di quello che si doveva fare a scuola”……

Giornale di Sicilia - 30 marzo 2012
“Semplificazioni, sì del Senato. Personale scolastico evitati altri tagli”.
░ Via libera alla fiducia sul maxiementdamento sostitutivo del dl sulle semplificazioni. Risolto il nodo del personale scolastico:ieri le commissioni della Camera hanno approvato il dl sulle semplificazioni passando la mano all’aula di Montecitorio.
Non arriveranno, per motivi di bilancio, i promessi 10mila posti in più nella scuola… Personale della scuola… La norma inserita nel dl congela l’organico a quello in vigore nell’a.s. 2011-2012: 724mila cattedre per gli insegnanti e 233.100posti per il personale ATA. Il loro numero potrà aumentare se dovesse aumentare il numero degli studenti. Entro 60 giorni, poi,un ulteriore decreto dovrà definire “per ciascuna istituzione scolastica, un organico dell’autonomia, funzionale all’ordinaria attività” e al “sostegno agli alunni con bisogni educativi speciali” anche “al fine di un’estensione del tempo-scuola”. Dal 2013, le entrate statali dal Lotto e dagli altri giochi potranno concorrere a finanziare la scuola…. I professori che avevano vinto il concorso per diventare dd.ss. ma che non avevano partecipato al corso di formazione perché non rientranti nel contingente previsto, saranno immessi in ruolo dopo un corso di 4 mesi e dopo il superamento di un colloquio finale….
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www.asas.sicilia.it - La Letterina n. 315 – 15 marzo 2012
“La valutazione dei docenti e delle istituzioni scolastiche”
░ Riportiamo la seconda parte dell’articolo, firmato da Paola Tonna, presidente dell’APEF, Associazione Professionale Europea Formazione.
… Carriera e Valutazione sono assolutamente complementari. Nella valutazione è necessario investire seriamente in maniera congrua. La valutazione deve avere, inoltre, la caratteristica di realizzare un sistema non meramente premiante (a noi non e mai piaciuto il termine “premio”, più adatto ad una categoria impiegatizia che a dei professionisti). Cercare di realizzare una dimensione “meritocratica di tipo funzionale” di sistema è la logica, quindi, con cui operare. Contemporaneamente si raggiungerà l’obiettivo di offrire una prospettiva di rivalutazione professionale in grado di rimotivare la categoria degli insegnanti fortemente in crisi: la carriera non sarà quindi un’opportunità per pochi ma una prospettiva professionale aperta a tutti. Ognuno avrà la possibilità di accedervi nel corso della propria vita lavorativa perche ciò è funzionalmente utile alle scuole, realizzando così anche una rilevante funzione di traino sul piano della crescita della qualità professionale: perche non potranno essere che insegnanti di grande qualità disciplinare, culturale e didattica, quelli in grado di guidare gli altri docenti nella progettazione di un percorso didattico efficace, e di facilitare la dimensione collegiale, essenziale in un’organizzazione autonoma. Nell’esperienza dei nostri partners europei, infatti, merito equivale a fascia differenziata di stipendio legata allo svolgimento di funzioni più complesse rispetto a quelle standard. Ed è acclarato che questo avviene anche in tutte le altre dimensioni professionali (area medica, giornalistica, P.A. etc.). Accanto al profilo professionale standard dell’insegnante, deve esserne disegnato uno ex-novo, portando a compimento quanto la legge 59/’97, istitutiva dell’autonomia scolastica, prevedeva (art. art.21, c.16) e che fino ad oggi è rimasto disatteso. Attraverso la diversificazione dei compiti e la costruzione di una carriera, anche la valutazione del “merito” troverà automaticamente una soluzione condivisa all’interno del mondo scolastico, senza rientrare nella logica meramente premiante del Concorsone di Berlinguer ma anche dei progetti avviati. In quest’ottica riteniamo la via legislativa come l’unica praticabile.

Left – 16 marzo 2012
“La lotteria dei precari”.
░ Al Tesoro risuona ancora la litania tremontiana: - non ci sono soldi.
Ogni anno le coperture dell’organico con incarichi annuali arrivano a 20mila, il doppio di quanto era stato previsto dal decreto. Dovrebbe pertanto essere ritenuta necessaria l’assunzione in ruolo di almeno 10mila insegnanti… Per regolarizzare 10mila precari della scuola, il PD aveva proposto, con un emendamento al decreto sulle Semplificazioni di aumentarle tasse sui giochi e le accise su vino e birra. Le commissioni Affari costituzionali e Attività produttive avevano approvato l’emendamento ma dal Tesoro è arrivato lo stop…. Dove sono andati a finire gli 8 miliardi e mezzo incamerati dal taglio di 87mila docenti e 45mila ata che il governo Berlusconi operò nel 2008 ?

IL MATTINO – 16 marzo 2012
“Crollo iscrizioni. La scuola perde 18mila alunni”.
░ E’ l’effetto del calo demografico che si verifica già alle elementari, e non pochi studenti medi rinunciano a iscriversi alle superiori.
La scuola perde per strada 4.479 studenti…, i ragazzi che oggi frequentano la terza media e che a giugno, fatto l’esame, chiuderanno per sempre libri e quaderni. Si tratta di un esercito che evade la scuola dell’obbligo e sceglie altro: la strada, piccoli lavori, una vita arrangiata con la complicità della famiglia. E’ questo il panorama che emerge dalle iscrizioni scolastiche che si sono chiuse due giorni fa. I numeri non promettono nulla di buono per nessuno. Per gli alunni: 18mila in meno. Per i docenti, la cui pianta organica avrà, alla luce delle iscrizioni, ricadute di non poco conto che si conosceranno quando sarà determinato l’organico di diritto, stabilito in base al numero di iscritti e di classi. C’è l’evasione scolastica e non solo questa….

LA STAMPA – 16 marzo 2012
“Salvate gli ultimi prof maschi”.
░ Un seminario di studi alla Bicocca di Milano evidenzia come il crollo del prestigio della professione docente distoglie dall’intraprenderne il percorso, per altro incerto e precario. Alle elementari, i maestri sono ormai meno del 5%. La preoccupazione sul piano pedagogico è che venga a mancare la figura educativa complementare alla maestra.
Le giovani generazioni rischiano di avere un’educazione tutta al femminile, fino all’università. … Con quali conseguenze, si è iniziato a discuterne… La presenza di figure educative di entrambi i generi… offrirebbe la possibilità di acquisire una maggiore complessità di visione del mondo, per stili di vita, emotività, fisicità, comunicazione: questa l’analisi di Stefania Ulivieri Strozzi docente di Teorie e modelli della consulenza pedagogica, organizzatrice del seminario alla Bicocca…

Il Manifesto – 16 marzo 2012
“Dal governo troppo discredito sui giovani”.
░ All’epoca del governo Berlusconi, si discreditavano gli insegnanti (per coprire l’operazione tagli), adesso si demonizzano i giovani. E’ la tesi di Giuseppe Calicetti, in questo articolo.
La campagna stampa è sempre più incalzante. Dopo aver promesso che tutti i sacrifici di oggi erano per dare un futuro migliore ai nostri figli, per non trasmettere un debito che non hanno contratto, ora ci si abbatte violentemente su di loro. Si dice che sono illusi a credere nel posto fisso…. Che sono mammoni e vogliono il lavoro vicino casa… Prima l’attacco ai docenti, ora agli studenti: pare proprio che queste due fasi facciano parte di un’unica strategia di abbattimento totale della scuola pubblica italiana…. Con Profumo non c’è alcuna svolta nella politica scolastica, la continuità con la visione economicistica che ha caratterizzato i precedenti ministeri all’Istruzione è fortissima.

www.governarelascuola.it - 18 marzo 2012
“Le circolari dell’Inps/Inpdap sulle pensioni”
░ L’articolo, accurato come consueto, di Pietro Perziani analizza: l’estensione del contributivo pro rata, il pagamento della buonuscita, la possibilità di scelta tra vecchia e nuova normativa, le finestre mobili.
IL CONTRIBUTIVO PRO RATA. Come noto, a partire dal primo gennaio 2012 il sistema contributivo pro rata è stato esteso a tutti, anche a coloro che in precedenza rientravano nel sistema retributivo; ne parlano sia la Circolare n. 35 che la n. 37, al punto 4; la prima però è più chiara, per cui ne riportiamo il testo: “Con riferimento a tali soggetti, la quota di pensione relativa alle anzianità contributive maturate dal 1° gennaio 2012 è calcolata secondo il sistema contributivo anziché retributivo previsto dalla previgente normativa. La pensione è calcolata secondo le regole del sistema misto e quindi l’importo è determinato dalla somma:
a) della quota di pensione corrispondente alle anzianità contributive maturate al 31 dicembre 2011, calcolata secondo il sistema retributivo;
b) della quota di pensione corrispondente alle anzianità contributive maturate dal 1° gennaio 2012, calcolata secondo il sistema contributivo.”
Coloro che usufruivano del sistema retributivo, entrano nel sistema misto, per cui il totale della pensione sarà dato dalla somma di 2 quote:
-una quota, corrispondente a quanto maturato fino al 31/12/2011, con il sistema retributivo; -una seconda quota, corrispondente a quanto maturato dal 01/01/2012 fino al momento della pensione, calcolato con il sistema contributivo. Forse non tutti lo sanno, ma già adesso il totale della pensione è determinato dalla somma di due quote, ambedue però calcolate con il sistema retributivo; con il nuovo sistema ne avremo quindi addirittura tre, due con il retributivo ed una con il contributivo:
-prima quota con il sistema retributivo: dall’inizio della contribuzione fino al 1992, calcolata sull’ultimo stipendio; -seconda quota con il sistema retributivo: dal 01/01/1993 al 31/12/2011, calcolata sulla retribuzione media del periodo; -quota con il sistema contributivo: dal 01/01/2012 al pensionamento….
IL PAGAMENTO DELLA BUONUSCITA…. Rimane in vigore il D.L. 138/2011, convertito nella Legge 148/2011; all’art. 21, comma 22, si stabilisce che la buonuscita venga pagata: - dopo due anni in via ordinaria; - dopo sei mesi in caso raggiungimento dei limiti massimi di età o di contribuzione previsti dai rispettivi ordinamenti, nel caso della scuola 65 anni di età o 40 anni di contributi, come a tutti noto.Ora, il concetto di “anzianità massima contributiva” con la Legge 214/2011 non esiste più, per cui la buonuscita verrà pagata dopo sei mesi solo in caso di raggiungimento dei limiti per la pensione di vecchiaia, cioè 66 anni a partire dal 2012, più l’adeguamento alle aspettative di vita… Questo vuol dire che a chi andrà in pensione anticipata la buonuscita verrà pagata dopo due anni, come se si trattasse della vecchia pensione di anzianità. La norma è in vigore dal 13 agosto 2011, data di promulgazione del decreto legge; anche in questo caso sono stati fatti salvi i diritti acquisiti…:- lavoratori che hanno maturato i requisiti contributivi ed anagrafici per il pensionamento, sia di anzianità che di vecchiaia (raggiunti limiti di età o di servizio) prima del 13 agosto 2011; - personale del comparto scuola … che matura i requisiti per il pensionamento entro il 31 dicembre 2011….
POSSIBILITA’ DI SCELTA TRA VECCHIA E NUOVA NORMATIVA…. E’ il singolo che sceglie tra vecchia e nuova normativa, sceglie quella più favorevole, perché stiamo parlando di diritti, non di obblighi. La Funzione Pubblica, nella Circolare n.2 che abbiamo commentato la scorsa settimana, ha affermato esattamente il contrario, traendone la conseguenza che a chi gode dei diritti acquisiti si applica la vecchia normativa anche in materia di pensionamento coatto, trasformano un diritto in una condanna. Noi abbiamo detto con chiarezza che questa posizione della F.P. non ha fondamento giuridico e l’INPS/INPDAP ci dà ragione.
FINESTRE MOBILI. Per chi rientra nella nuova normativa, le finestre mobili non si applicano più, mentre si continuano ad applicare per chi rientra nella vecchia. Questa è l’interpretazione che l’Inps/Inpdap dà delle disposizioni di cui all’art. 24, comma 5 della Legge 214/2011; chi scrive aveva qualche dubbio, perché anche le precedenti leggi prevedevano la salvaguardia dei diritti acquisiti, ma in effetti la legge stabilisce che le finestre non si applicano “esclusivamente” per chi rientra nella nuova normativa. La cosa ha effetti pratici solo per chi ha maturato i diritti tra il 1° settembre e il 31 dicembre 2011, che dovrà aspettare un altro anno, mentre per chi li ha maturati in precedenza il posticipo di un anno, scolastico o solare per i soli dirigenti, ha già avuto effetto.

 

Giornale di Sicilia – 19 marzo 2012
“Superbatteria che dure tre mesi, al via un progetto italo-giapponese”.
░ Il ministro dell’Istruzione, Profumo plaude a questa collaborazione che mette insieme l’eccellenza del Distretto Veneto nelle nanotecnologie – nato nel 2003 dalla sinergia delle locali università con la Regione, con industrie private e con il Ministero della Ricerca) - e quella nipponica (della Nagano Techno Foundation) nel campo delle batterie.
Mettere in carica il proprio cellulare ed utilizzarlo per tre mesi senza bisogno di dovere ricaricare le batterie… e poter fare la stessa cosa con le auto elettriche e tanti elettrodomestici… Un progetto che prevede l’utilizzo delle nanotecnologie, come ad esempio, la cosiddetta tecnica del coating (rivestimenti nano strutturati).

Il Sole 24Ore – 19 marzo 2012
“Servizio civile verso la paralisi”.
░ La legge di stabilità n.183/2011 ha ulteriormente ridotto la dotazione finanziaria per i progetti compromettendone, per l’anno prossimo, l’avvio
A quarant’anni dalla legge che ha istituito l’obiezione di coscienza (la n.772(1972), il servizio civile nazionale rischia di chiudere i battenti per mancanza di fondi…. Per il momento, l’Ufficio nazionale per il servizio civile non ha, infatti, pubblicato alcuna data per il deposito di nuovi progetti da parte degli oltre 3500 enti accreditati…. Le possibilità per i giovani dai 18 ai 28 anni di dedicare un anno della propria vita a favore di un impegno solidaristico, in Italia o all’estero, con un compenso di 433,8° euro netti al mese, si sono progressivamente ridotte negli ultimi anni: dai 238 milioni del 2006 ai 68,8 di quest’anno. Il numero dei volontari avviati al servizio è così passato dai 45.890 del 2006 al 14.144 del 2010, e circa 19mila del 2011.

Giornale di Sicilia – 19 marzo 2012
“Incendiato il portone del liceo diretto dal preside antimafia”.
░ Il preside Fiordaliso è stato già in passato fatto segno a intimidazioni. L’ANIEF ha dato frequentemente notizia delle iniziative che instancabilmente promuove nella sua funzione di dirigente scolastico, per l’alto valore culturale e civile. Ci vergogna e ci rattrista che i siciliani che tentano di aprire prospettive ai giovani debbano essere tenuti in scacco da rozzi parassiti; è ora che lo Stato li acchiappi.
Ancora di mira il preside del Liceo Classico di Castelvetrano, Francesco Fiordaliso, chiamato “il preside antimafia”. Sabato sera, intorno alle 23,00, ignoti hanno cosparso di benzina il portone della scuola e appiccato il fuoco…. Da anni Fiordaliso è impegnato in un progetto volto all’educazione alla legalità. Quasi ogni settimana organizza convegni, con personaggi di spicco della magistratura, coinvolgendo gli alunni… A fine mese è previsto un incontro con il magistrato Salvatore Vella e ad aprile un corteo della legalità.

www.la repubblica.it– 23 marzo 2012
“No degli studenti al referendum sul titolo di studio”
░ Riportiamo i quindici quesiti della consultazione Miur sul valore legale dei titoli di studio. La consultazione telematica voluta dal prof.Monti è stata criticata per il registro e il contenuto dei quesiti.
1 Come giudicate la necessità di possedere uno specifico titolo di studio per poter esercitare una determinata professione ? 2 Come valutate la necessità di possedere uno specifico titolo di studio per l’ammissione all’esame di abilitazione per l’esercizio di una professione ? 3. Ritenete che vi siano professioni non regolamentate per le quali dovrebbe essere richiesto uno specifico titolo di studio attualmente non necessario ? 4. Ritenete che vi siano professioni per le quali il titolo di studio oggi richiesto sia eccessivo rispetto al tipo di prestazione ?
5 Ritenete necessario il possesso di uno specifico titolo di studio per l’accesso al pubblico impiego ? 6 Ritenete necessario un voto elevato per partecipare ai concorsi per l’accesso ad alcune tipologia di impiego e qualifiche nella pubblica amministrazione ? 7 Come giudicate le disposizioni dei bandi di concorso che attribuiscono punteggi aggiuntivi a chi ha conseguito un voto di laurea elevato ? 8 Ritenete che vi siano concorsi in cui pur non essendo attualmente prevista, dovrebbe essere richiesta una laurea ? 9 Ritenete che vi siano concorsi per i quali il titolo di studio oggi richiesto sia eccessivo rispetto al tipo di funzioni che si è chiamati a svolgere ? 10 Come giudicate la necessità che i dipendenti pubblici debbano possedere uno specifico titolo di studio i fini della progressione di carriera ? 11 Come giudichereste una differenziazione qualitativa di titoli di studio nominalmente equivalenti ? 12 Per quali finalità ritenete possa essere utile una differenziazione tra titoli di studio nominalmente equivalenti ? 13 Ai fini di una eventuale differenziazione di titoli di studio nominalmente equivalenti quali valutazioni dovrebbero rilevare ? 14 Ai fini di una eventuale differenziarne di titoli di studio nominalmente equivalenti chi dovrebbe operare le relative valutazioni ? 15 avete ulteriori osservazioni o proposte sul tema del valore legale del titolo di studio ?
In diretta tv, con un clic del ministro Profumo, sul portale del Miur è partita la consultazione pubblica on line a proposito del valore legale della laurea e del ruolo che il titolo universitario avrà in futuro nei concorsi pubblici per l’accesso alle professioni. I contributi potranno essere dati fino al 24 aprile…. Il ritorno immediato è stato però negativo. Gli studenti, dopo essersi avvicinati alla consultazione, l’hanno bocciata in toto: le domande sono tendenziose, hanno detto, faziose e vogliono farti dare la risposta gradita a questo governo: aboliamo il valore legale del titolo di studio. L’Unione degli Universitari chiede il ritiro immediato della consultazione: “E’ in corso un’operazione di mistificazione di massa. La Link dice: “La consultazione non può ridursi a un plebiscito finalizzato a legittimare una linea politica stabilita a priori”. Perplessità tra i docenti…

http://Blog.ilmanifesto.it – 23 marzo 2012
“Via alla consultazione-truffa”
░ Alcune osservazioni avanzate da Roberto Ciccarelli nel merito dei quesiti proposti per la consultazione pubblica. Non condividiamo però il giudizio “consultazione-truffa”
Il questionario a risposta multipla pubblicato ieri sul sito del ministero dell’istruzione e sottoposto al giudizio della cittadinanza è composto da 15 quesiti con due risposte certe e una tendenziosa. All’inizio, l’andamento è apparentemente neutrale («Come giudicate la necessità di possedere uno specifico titolo di studio per poter esercitare una determinata professione?», oppure: «Ritenete necessario il possesso di uno specifico titolo di studio per l’accesso al pubblico impiego?»).Dopo, …gli estensori perdono le remore e impostano una sequenza di domande che presuppongono l’abolizione del valore legale. Ad esempio: «Per quali finalità ritenete possa essere utile una differenziazione tra titoli di studio nominalmente equivalenti?». E poi: «Ai fini di un’eventuale differenziazione di titoli di studio ... quali valutazioni ritenete che dovrebbero rilevare?». In questi casi, chi non intende rispondere A né B, poiché entrambe le risposte esprimono l’adesione alla prospettiva abolizionista, viene relegato in C, lì dove tutte le vacche sono nere. Così facendo il ministero inserisce i contrari in una percentuale di incerti che non potranno motivare le ragioni del loro voto. Al momento delle percentuali finali, dunque, queste persone verranno inserite nella categoria degli incerti, oppure dei «non so», insomma di coloro che non sanno cosa rispondere e sottoscrivono la terza via sempre perdente.

www.affaritaliani.it – 23 marzo 2012
“Laureati rifiutati dalle aziende/ "Chi ha meno parole nel suo vocabolario è più facilmente sfruttabile e spesso sottomesso"
░ Lavoratori rifiutati dalle aziende perché troppo "titolati". E sono numerosi quelli che si sono 'attrezzati' con una doppia versione del curriculum: con laurea e senza. Antonella Riem, docente di letteratura inglese all'Università di Udine e presidente della conferenza italiana permanente di lingue e letteratura straniere, commenta la vicenda della 29enne laureata, rifiutata a un colloquio di lavoro perché laureata.
D. Professoressa, che cosa pensa della consultazione online per i cittadini sul valore legale della laurea ? R."Consultare i cittadini è sempre una buona cosa, sempre che il sistema però permetta di esprimere veramente la propria opinione; invece sul sito del Miur non è possibile asserire il proprio convincimento di voler mantenere il valore legale del titolo di studio. Infatti molte associazioni studentesche si sono mobilitate. Le domande implicano l’idea che bisogna, per molte occupazioni, eliminare la centralità della laurea. Come nel caso della 29enne laureata che non trova impiego proprio a causa della laurea di cui si parla oggi. Diciamo che l’industria o il mondo economicista in genere troppo spesso pensano di non aver bisogno di persone qualificate e ‘titolate’, anche e soprattutto perché dovrebbero (forse?) pagarle (un po’) di più. Chi ha meno parole nel suo vocabolario è più facilmente sfruttabile e spesso sottomesso….
 

Più (Tempi) marzo 2012
“Didattica all’avanguardia”
░ Sul periodico milanese, un’intervista, realizzata da Claudio Mercandelli, a Emanuele Fidora, quaranta anni, direttore generale dell’Ufficio Studi, statistica e sistemi informativi del MIUR, responsabile del Piano Nazionale Scuola Digitale che porterà novità tecnologiche nella Scuola. L’aspetto più intrigante è quello della editoria digitale per la scuola; allo stato attuale la maggior parte dei testi adozionali hanno, per legge, il supporto informatico, e alcuni hanno tutto o parte del testo in formato digitale. Si tratta tuttavia, per lo più, di parti digitalizzate che sono derivate dal testo cartaceo e sono costruite secondo la struttura sintattica e semantica del formato originario. Gli e book di seconda generazione nasceranno invece secondo una logica nuova, con la struttura aperta on line, attingendo al web i percorsi tematici e alle biblioteche informatiche specialistiche, offrendo materiali video e risorse ragionate delle più diverse origini.
“Rischiamo di perderci i ragazzi, perché loro viaggiano a una velocità doppia rispetto ai loro insegnanti, e se non troveremo il modo di portare tra i banchi loro linguaggi, la scuola se la faranno da soli...”. Indigeni digitali, gli adolescenti sono abituati ad essere raggiunti ovunque da una quantità esorbitante di informazioni, ogni giorno, fatta eccezione per il luogo dove quelle informazioni avrebbero più senso… non usare i software di interazione tra docenti e studenti è come insegnare a nuotare senza piscina. “Ci stiamo attrezzando da anni per fornire alle scuole gli strumenti per un cambiamento della didattica… Il Piano Nazionale Scuola Digitale consiste in una pluralità di azioni coordinate finalizzate a creare ambienti di apprendimento nuovi e innovativi, in cui il tradizionale concetto di classe si arricchisca delle dotazioni tecnologiche specifiche per la didattica, dove sperimentare la trasformazione dei modelli, dell’organizzazione e dell’utilizzo di nuovi contenuti, materiali e strumenti…. Equipaggiata di dotazioni tecnologiche, l’aula diventa un laboratorio i cui confini possono trascendere la fisicità delle pareti… Abbiamo previsto a tal fine alcune azioni: la LIM (lavagna interattiva multimediale) in classe, l’azione Classi 2.0, l’azione Scuol@ 2.0. Nonché incoraggiare il ricorso all’editoria digitale… La realizzazione di queste azioni prevede l’uso, oltre alla lavagna multimediale, di un notebook per i docenti, nonché di un altro portatile per gli studenti… Si potrebbero utilizzare tablet poco reclamizzati ed economici, e magari qualche smartphone. La nostra ambizione è quella di capovolgere il concetto di scuola. La lezione non dovrà più svolgersi in classe. Il ragazzo seguendo le lezioni dei docenti studierà a casa per poi verificare in classe quanto ha appreso. Questo potrebbe consentire la creazione di percorsi di apprendimento personalizzati… i docenti potrebbero creare profili twitter, blog didattici, e farsi seguire dai propri studenti interagendo con essi in tempo reale… Stiamo poi cercando di creare un portale dove raccogliere le iniziative locali, come le lezioni virtuali messe in rete… I contenuti di una lezione potranno essere facilmente messi a confronto con altri reperiti sulla rete… Con il progetto Scuola in chiaro, nell’ottica della filosofia degli open data, sono stati messi a disposizione degli utenti tutti i dati già presenti nel sistema informativo del Ministero, ai quali si vanno ad aggiungere quelli che le scuole intendono pubblicare… Stiamo incoraggiando la ricerca nel campo della editoria digitale… vogliamo arrivare a testi digitali di seconda e terza generazione, con i quali non solo lo studente potrà trovare il link per accedere a contenuti da internet, con le lezioni scaricabili dai siti delle principali università ma potrà anche creare un proprio avatar con il quale girare, ad esempio, lungo il sistema circolatorio o calarsi in un ambiente storico”. Per stimolare, il Ministero ha bandito una ventina di gare da 150 mila euro per progettare nuovi strumenti con libri liquidi. Liquidi e mutevoli, come liquida è la realtà dove gli studenti di oggi sono nati e vivono… Liquidi come la società dove la scuola spesso annaspa. Liquidi come il bagno di umiltà che occorre… I contenuti del mondo liquido e della rete sono lì. Cercare di tenerli fuori a oltranza è come cercare di fermare le onde con le mani.

www.asas.sicilia.it - La Letterina n. 314 – 8 marzo 2012
“Il giudice vuole ribattere sulle occupazioni studentesche”
░ Riportiamo un articolo a firma di Roberto Tripodi, Presidente regionale ASASi, Consulente della V Commissione legislativa dell’A.R.S.
A un anno e tre mesi di distanza dai fatti, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni di Palermo, dott.ssa Valeria Spadafora, ha deciso di fissare per il 26 marzo l’udienza per ascoltare, nella qualità di imputato, uno studente minorenne che aveva partecipato all’occupazione del proprio istituto. Desta meraviglia il fatto che ci siano voluti un anno e tre mesi per arrivare alla prima udienza di un procedimento semplicissimo, con prove evidenti e con un solo imputato…. Il procedimento si presenta appassionante e interessante per diversi motivi. Innanzitutto il G.I.P. attribuisce allo studente i reati di cui agli artt. 81 cpv, 110 e 340 c.p., 633 e 639 bis c.p.. In pratica lo accusa di aver impedito l’accesso ai locali a professori, studenti e impiegati, e di aver interrotto un servizio pubblico mediante la chiusura della porta d’ingresso con catene e lucchetti. Inoltre attribuisce allo studente l’aggravante di aver occupato un edificio destinato ad uso pubblico. Meraviglia, in tale procedimento, la posizione del Pubblico Ministero, che avrebbe il compito di sostenere l’accusa, che “chiede dichiararsi il non luogo a procedere per irrilevanza del fatto”…. Un semplice calcolo economico sulla mancata attività didattica per 20 giorni, se si considerano gli stipendi di docenti e ATA, porta a quantificare un danno all’Erario di circa € 296.000,00 solo come stipendi erogati senza la relativa prestazione, per non parlare degli studenti che si sono ritirati a seguito dell’occupazione, di quelli che hanno perso l’anno per aver superato il numero minimo di assenze e di quelli che arrivavano il mattino da paesi lontani e se ne dovevano tornare indietro senza poter entrare a scuola. Non parliamo poi dei progetti PON e POR bloccati, degli impegni istituzionali saltati, della dignità dei lavoratori calpestata….

www.istruzione.it – 8 marzo 2012
“Conferma degli incarichi di presidenza per l’a.s. 2012/2013”.
░ La D.G. per il Personale Scolastico ha trasmesso la direttiva n. 21 - 8 marzo 2012 (in corso di registrazione) concernente la conferma degli incarichi di presidenza nelle scuole primarie e secondarie di I grado, nelle secondarie di II grado e negli istituti educativi. Diamo l’abstract
Il Ministro dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca… emana la seguente direttiva per l’applicazione dell’art. 1 sexies D.L. 31/01/2005, n. 7, convertito, con modificazioni, nella legge 31.3.2005, n. 43.
Articolo 1 1. In applicazione dell’art. 1 sexies … dall’anno scolastico 2006/2007 non sono più conferiti incarichi di presidenza, fatta salva la conferma degli incarichi già conferiti. 2. La conferma dei suddetti incarichi è disciplinata per l’anno scolastico 2012/2013 dalle disposizioni che seguono. 3. Le disposizioni contenute nella presente direttiva sono pubblicate dagli Uffici Scolastici Regionali – Uffici scolastici provinciali mediante affissione all’Albo il 20 marzo 2012 e diramate a mezzo reti INTERNET e INTRANET. Articolo 2 1. Gli incarichi di presidenza conferiti negli anni precedenti sono confermati a domanda sui posti residuati dopo eventuali nomine in ruolo e autorizzazioni allo accoglimento di istanze di riammissione e trattenimento in servizio. 2. Qualora si verifichi una riduzione dei posti vacanti e disponibili rispetto al numero degli aspiranti alla conferma sul posto ricoperto nell’a.s. 2011/2012, gli stessi possono essere assegnati a scuola o istituto in ambito di regione, secondo modalità previste art. 3, comma 2.
Articolo 3 1. Il Dirigente preposto all’USR o suo delegato fornisce alle OO.SS. l’informazione in merito alla situazione degli organici delle province e delle sedi vacanti e disponibili. 2. Gli aspiranti alla conferma dell’incarico debbono presentare domanda, in carta semplice, all’USR – Ufficio scolastico provinciale della provincia in cui hanno la sede di servizio in qualità di preside incaricato nel corrente a.s., nel periodo dal 21 marzo al 19 aprile 2012. Nella domanda sono indicati il punteggio conseguito nella graduatoria per il conferimento degli incarichi di presidenza relativo all’a.s. 2005/2006, le sedi preferite e le istituzioni scolastiche in cui gli aspiranti desiderino essere assegnati, e il possesso di eventuali titoli di precedenza nella scelta della sede di cui all’art. 3, c. 4, dell’O.M. n. 40/2005. 3. Va altresì espressamente indicata l’eventuale preferenza a essere prioritariamente confermati in sede di servizio occupata nell’a.s. 2011/12, ove disponibile, ovvero ad essere assegnati ad altra sede. Gli interessati, nel caso di mancanza di sedi nella provincia di appartenenza, devono dichiarare la propria eventuale disponibilità ad essere assegnati ad istituti disponibili in altra provincia della regione, indicando, nell’ordine, le province nell’ambito delle quali gli stessi desiderino essere assegnati. 4. Gli aspiranti che abbiano chiesto di permanere nella stessa scuola o istituto in cui ricoprano l’incarico di presidenza nell’a.s. in corso, qualora, in relazione ai posti disponibili, rientrino nel novero di coloro che abbiano titolo a conferma secondo la graduatoria formulata in base al punteggio attribuito nell’a.s. 2005/2006 e sia disponibile la sede di cui trattasi, sono confermati nel medesimo incarico, per esigenze di continuità di direzione. 5. Successivamente si procede alla assegnazione della sede in relazione ai posti conferibili - secondo il turno di nomina e tenendo conto delle precedenze di cui all’art. 3, c. 4, della cit. O.M. n. 40/2005 - sia per coloro la cui attuale sede d’incarico non sia più disponibile per conferma e sia nei confronti di coloro che desiderino essere assegnati ad altra sede. 6. Dopo le conferme degli incarichi di presidenza, in caso di riduzione dei posti vacanti e disponibili, il Direttore Generale dell’U.S.R, o suo delegato, acquisisce i nominativi degli eventuali docenti che non hanno trovato conferma sul posto ricoperto nell’a.s. 2011/2012 e che abbiano dichiarato di voler essere confermati anche in altra provincia, il punteggio ad essi attribuito nelle graduatorie relative all’a.s. 2005/06 e le province per le quali i medesimi abbiano espresso la disponibilità ad essere assegnati. 7. Il Direttore Generale dell’U.S.R. o suo delegato, acquisite le sedi vacanti e disponibili nell’ambito delle province della Regione, convoca i docenti che non hanno trovato conferma sul posto ricoperto nell’a.s. 2011/2012 e li invita a scegliere, seguendo l’ordine di punteggio, tra le sedi residue delle varie province, quella in cui gli stessi desiderino essere assegnati. 8. Gli interessati che abbiano ottenuto l’incarico negli anni precedenti a quello in corso possono presentare domanda, nei termini previsti dalla presente direttiva, direttamente al Direttore Generale dell’U.S.R. di appartenenza, indicando il punteggio conseguito nella graduatoria per il conferimento degli incarichi di presidenza relativa all’a.s. 2005/2006, il possesso di eventuali titoli di precedenza di cui all’art. 3, c. 4, dell’O.M. n. 40/2005, la sede di attuale titolarità, la sede nella quale hanno prestato l’ultimo incarico di presidenza, le province nell’ambito delle quali siano disponibili ad ottenere la conferma dell’incarico. 9. La fase di cui ai precedenti commi 6, 7 e 8 segue quella relativa alla conferma degli incarichi in atto nell’a.s. 2011/2012. 10. Ai fini delle conferme nelle scuole aventi particolari finalità hanno precedenza coloro i quali siano in possesso dei titoli di specializzazione di cui all’art. 325 del D.lgs. n. 297/1994. Articolo 4 1. I posti disponibili non assegnati per conferma ai sensi delle disposizioni contenute nei precedenti artt. sono successivamente conferiti con incarico di reggenza. La presente direttiva sarà trasmessa alla Corte dei Conti per il visto e registrazione.

La tecnica della scuola – 10 marzo 2012 nn.13/14
“Diventare maestri di inglese”.
░ A firma Amelia De Angelis, informazioni e considerazioni sul corso di formazione per l’insegnamento della lingua inglese nella scuola primaria, attivato ai sensi del V comma art.10, D.P.R. n.81/2009.
Entro il prossimo 2 aprile prenderanno avvio i corsi di formazione per il 2° contingente di docenti di scuola primaria cui affidare l’insegnamento della lingua inglese. Questo è quanto indicato nella nota Miur del 20 febbraio 2012, prot. n. 1188…. Il Piano per la specializzazione “forzata” dei docenti di scuola primaria nella lingua d’Oltremanica, voluta dall’ex ministro Gelmini, ha già coinvolto 5.140 insegnanti. Il suo 1° contingente sta al momento, frequentando la sua seconda annualità di un percorso triennale, ma è già abilitato, per il dicastero, a svolgere attività di insegnamento della L2 (preferibilmente, specifica però il Miur, nelle prime due classi). Organizzato in modalità blended (parte in presenza e parte on line), il Piano di formazione triennale - che coinvolgerà questa volta circa 16.000 maestri - è articolato in due distinti percorsi: linguistico-comunicativo e metodologico-didattico. Il primo percorso, suddiviso in tre moduli (ca. 100 ore di formazione, di cui 60 in presenza, per i primi due e ca. 140 ore, di cui 60 in presenza, per il terzo), è finalizzato al raggiungimento del livello di competenza linguistica B1 del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue (Qcer). A tal fine, ciascun docente verrà inserito nei moduli a seconda del livello di competenza posseduto in ingresso e sarà tenuto, alla conclusione della formazione linguistica, a sostenere un esame di accertamento presso i Centri linguistici di ateneo (Cla). Al secondo percorso, metodologico-didattico (20 ore in presenza e 20 on line), invece, avranno accesso (preferibilmente, specifica però il documento) i corsisti che avranno raggiunto una competenza di livello A2…. Nella nota ministeriale viene tuttavia specificato che “i docenti in possesso di certificazioni nella lingua inglese almeno di livello B1 del Qcer, rilasciate da Enti certificatori riconosciuti dai governi dei Paesi madrelingua, nelle abilità di ascolto, parlato/interazione, scrittura, lettura” potranno accedere direttamente al percorso metodologico-didattico, e pertanto saranno esonerati anche dall’esame di accertamento delle competenze linguistiche presso il Cla…. Toccherà poi agli Usr individuare i docenti da formare tra quelli segnalati…: otterranno la precedenza i docenti neoimmessi in ruolo sprovvisti del titolo per l’insegnamento dell’inglese, i docenti con un livello di competenza superiore ad A1 ed i docenti la cui sede di titolarità risulta in province sprovviste di docenti specializzati. Per ognuna di queste categorie, inoltre, saranno favoriti i docenti più giovani.


www.ceripnews.it – 10 marzo 2012
“I motivi per impugnare urgentemente i preavvisi di pensionamento coatto”.
░ La Letterina ASASi n. 314 – 8 marzo 2012 pubblica l’articolo di Elio Palumbo già pubblicato su Ceripnews, periodico telematico di Informazioni scolastiche, diretto da Antonino Bonacasa. Lo riportiamo a nostra volta.
Primo - Il preavviso di pensionamento coatto non può essere general-generico, ma circostanziato nella forma e nella sostanza e, al di là degli errori formali rilevati in qualche nota, l’assenza di una fonte primaria di riferimento consente l’inapplicabilità parziale e-o totale del provvedimento stesso. Resta fino ad oggi una incognita la nota specifica che dovrebbe essere emanata dal MIUR d’intesa con la F.P.
Secondo - C’è una netta distinzione tra coloro che chiedono il pensionamento raggiunti i 40 anni al 31 dicembre 2011 e coloro che vengono obbligatoriamente collocati in quiescenza dall’Amministrazione loro malgrado. Il testo coordinato del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 all’art. 72 recita testualmente: “per gli anni 2009, 2010, 2011 il personale in servizio (…) può chiedere di essere esonerato dal servizio nel corso del quinquennio antecedente la data di maturazione dell’anzianità massima contributi di 40 anni”. Il che non significa, per transitività, che coloro che hanno maturato 40 anni di contribuzione debbano essere pensionati d’ufficio ignorando tutto il disposto del citato decreto-legge che diventa cogente per l’Amministrazione mentre resta discrezionale per gli interessati in presenza di una sola condizione. Se così non fosse il provvedimento non darebbe facoltà alla stessa di accogliere o meno l’istanza a richiesta individuale. …
Terzo - Ne consegue che hanno titolo ad essere collocati in pensione coloro che hanno maturato 40 anni di anzianità contributiva e che al 31 dicembre 2011 hanno compiuto 65 anni di età e-o coloro che entro la stessa data sono in possesso del requisito combinato, e raggiungono quota 96 (anni contributivi + età). Situazione ben diversa è quella di coloro che hanno solo i 40 anni di contributi presunti, come vedremo appresso.
Quarto - Scontato che l’accertamento dell’età anagrafica sia di facile accesso per l’Amministrazione, molto meno quello dell’accertamento dei 40 anni certi di contribuzione. Si dà il caso che in questi giorni stiano fioccando preavvisi molto pasticciati in cui oltre agli anni pieni sono calcolati come riscattati, e quindi validi nel computo, anche i servizi pre-ruolo, gli anni di laurea e il servizio militare, ecc. calcolando quelli appena chiesti a riscatto ma non ancora accettati dal lavoratore…
Quinto - È legittima la rescissione unilaterale da parte della Amministrazione per i Dirigenti Scolastici che sono in vigenza di contratto triennale che scade il 1° settembre 2013? … In conclusione è appena il caso di ricordare che dal 1° gennaio 2012 il requisito minimo di anzianità contributiva per la quiescenza passa a 42 anni + 1 mese
per gli uomini e 41 anni + 1 mese per le donne ovvero 66 anni di età anagrafica per uomini e donne.

www.governarelascuola.it - 11 marzo 2012
“Ancora in tema di pensionamento coatto”
░ Riportiamo un altro articolo di Pietro Perziani in materia di pensionamento coatto: nel primo, segnalava che molti USR hanno inviato lettere di preavviso di rescissione del rapporto di lavoro, pur mancando disposizioni di livello nazionale; adesso che le disposizioni sono state emanate, con Circolare n.2/2012 della Funzione Pubblica, il responsabile del periodico telematico torna sull’argomento, in chiave critica .
Diciamo subito che le disposizioni relative al pensionamento coatto non ci convincono per niente; a nostra memoria è la prima volta che viene data una simile interpretazione in merito ad una normativa sui diritti acquisiti praticamente identica a tante altre emanate in passato. Analizziamo comunque la Circolare, punto per punto.
1-AMBITO DI APPLICAZIONE. La F.P. si occupa degli aspetti della riforma che impattano sul rapporto di lavoro, mentre gli aspetti relativi al trattamento pensionistico sono di competenza dell’INPS/INPDAP.
2-LIMITI DI ETA’ PER LA PERMANENZA IN SERVIZIO. La Circolare analizza la nuova normativa sui requisiti di accesso alla pensione, nelle nuove forme di pensione di vecchiaia e di pensione anticipata in modo analitico, dando disposizioni in linea con le interpretazioni finora prevalenti; la novità sta nella determinazione dei limiti di età per il collocamento a riposo d’ufficio. Seguiamo il ragionamento della F.P.: 1.Coloro che entro il 31/12/2011 hanno maturato i requisiti per la pensione a qualsiasi titolo (Vecchiaia, anzianità, massimo di contribuzione) rimangono soggetti al vecchio regime. 2.Di conseguenza, a costoro non si applica la nuova normativa, anche a loro richiesta, fatta eccezione per il contributivo pro-rata dal 01/01/2012. 3.La nuova normativa si applica solo a coloro che maturano i requisiti per l’accesso alla pensione a decorrere dal 01/01/2012. Le considerazioni della F.P. appaiono del tutto opinabili; la riforma Monti/Fornero avrebbe infatti creato due mondi incompatibili, cosa che se fosse vera sarebbe extra-costituzione: la legge è uguale per tutti, fino a prova contraria. Diverso è il discorso che la legge stessa riconosca un trattamento più favorevole a qualche categoria di persone su materie specifiche, sulla base di una motivazione che giustifichi tale trattamento di maggior favore. Naturalmente, il “trattamento privilegiato” è limitato alla fattispecie prevista dalla legge, per tutto il resto si applica la norma generale. Nel nostro caso, il trattamento più favorevole è motivato dal fatto che alcune persone hanno già maturato un diritto e viene loro riconosciuta la facoltà di continuare ad usufruirne, mentre per tutto il resto si applica anche a loro la normativa generale;nel 2012, quindi, sono in vigore le norme della Legge 214/2011, salvo che alcune categorie di persone non decidano di far valere un diritto soggettivo che la stessa legge riconosce loro.
I due mondi quindi non esistono, c’è un unico mondo…. Come esplicitamente riconosce la stessa Circolare, le norme di cui si sta parlando riguardano le condizioni per l’accesso alla pensione, non altro… Con un autentico volo pindarico, però, la F.P. passa dal diritto di accesso alla pensione al collocamento a riposo d’ufficio: continuando nel ragionamento dei due mondi, a chi rientra nella vecchia normativa per quanto riguarda i requisiti di accesso alla pensione si applicano anche i vecchi limiti di età per il collocamento a riposo d’ufficio. Per coloro quindi che hanno maturato il diritto a pensione entro il 31/12/2011 secondo la vecchia normativa, anche nel caso della pensione di anzianità a quota 96 o della pensione di vecchiaia per le donne a 61 anni, vale ancora anche il limite dei 65 anni per il collocamento a riposo d’ufficio, anche se i 65 anni li compirà fra dieci anni! Ad avviso di chi scrive, questo nella legge non c’è assolutamente: i diritti acquisiti riguardano l’accesso alla pensione e i diritti non possono essere trasformati in obblighi, un trattamento di miglior favore non può essere trasformato in una penalizzazione. Dal 2012, infatti, si va in pensione di vecchiaia a 66 anni, di conseguenza il limite per il collocamento a riposo sono appunto i 66 anni, per tutti…
3-I LIMITI ORDINAMENTALI. Al personale del Pubblico Impiego non si applica l’incentivazione della permanenza in servizio fino a 70 anni, perché rimangono i limiti ordinamentali per il collocamento a riposo propri di ciascun settore, in genere fissati a 65 anni come nella scuola, ora naturalmente innalzati a 66. Del pari, non esiste più il concetto di anzianità massima contributiva, per cui non vale più la possibilità di rimanere in servizio fino a 70 per chi era in servizio nel 1974 e non abbia maturato i 40 anni di contributi. In questo caso i due mondi non esistono… Dal primo gennaio 2012, però, il contributivo pro rata vale per tutti, per cui tutti possono migliorare la loro posizione e l’Amministrazione ci dovrebbe pensare bene prima di collocare a riposo d’ufficio delle persone che potrebbero avere una pensione più alta rimanendo in servizio. Questo però la F.P. non lo dice…
4-RESCISSIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO. In linea con quanto finora detto, per la F.P. i due mondi esistono anche per quanto riguarda la rescissione unilaterale del rapporto di lavoro; per chi usufruisce dei diritti acquisiti il limite rimane a 40 anni, mentre per chi rientra nella nuova normativa va rimodulato secondo le nuove disposizioni per l’accesso alla pensione anticipata. Quanto abbiamo detto per il pensionamento coatto a 65 anni di età vale naturalmente a maggior ragione per la rescissione unilaterale del rapporto di lavoro a 40 anni di contribuzione; ha ricevuto il preavviso gente che neanche arriva a 60 anni di età, alla faccia dell’incentivazione alla permanenza in servizio! A questo punto, mancano ancora le disposizioni specifiche per la scuola, confidiamo che il MIUR le emani al più presto, anche per evitare ulteriori comportamenti difformi da parte degli USR e conseguenti disparità di trattamento. Quanto disposto dalla F.P., però, vale anche per la scuola, per cui chi è stato colpito da provvedimenti che francamente riteniamo assurdi ed ha intenzione di rivolgersi al giudice del lavoro, farebbe bene a dare inizio ai ricorsi d’urgenza ex art. 700, in modo di avere un pronunciamento che gli permetta di organizzare la propria vita prima della fine dell’anno scolastico.

Scheda n. 371 AIDP Onlus12/03/2012
“Il TAR Liguria afferma il diritto al sostegno per tutta la
durata dell'orario scolastico (Sent. 350/12)”
░ La scheda è redatta da S. Nocera, responsabile dell’Area Normativo-Giuridica Osservatorio Scolastico sull’Integrazione dell’AIPD Nazionale.
La Sentenza n° 350/2012 del TAR Liguria ha riconosciuto ad un alunno con grave disabilità di seconda media, al quale erano state ridotte da 18 a 15 le ore di sostegno, il diritto per l'anno in corso e quello conclusivo del primo ciclo il diritto al sostegno per tutte le ore di frequenza scolastica. Il TAR si è basato, oltre che sulle norme citate in ricorso (Costituzione e L. n° 104/92), anche sulla sentenza n° 80/10 della Corte Costituzionale e sulla sentenza n° 2231/10 del Consiglio di Stato che non escludono tale possibilità. La sentenza, basandosi su un accertamento sanitario ordinato, ha inoltre stabilito che, non essendovi prognosi di miglioramento dello stato di salute dell'alunno per il prossimo anno, le ore di sostegno in deroga massima vadano assegnate anche per l'anno successivo conclusivo degli studi del primo ciclo. Il tutto, ha precisato, senza contemporanea riduzione delle ore di sostegno assegnate ad altri alunni con disabilità. Ha invece negato il diritto al mantenimento dello stesso docente di sostegno per l'anno successivo, ostandovi il diritto al lavoro di altri docenti che avrebbero potuto avere punteggi superiori in base alla graduatorie. OSSERVAZIONI. La sentenza si segnala per la conferma dell'orientamento ormai consolidato al diritto alle deroghe nei casi certificati di gravità. Da sottolineare positivamente il riconoscimento del diritto allo stesso numero di ore di sostegno per l'anno successivo, sino alla fine del grado di studi, se è accertato che non vi sono possibilità di miglioramenti; e ciò in contrasto con quanto aveva invece affermato in modo un po' troppo frettoloso la sentenza n° 2231/10 del Consiglio di Stato. Lascia invece perplessi, come si è già sottolineato per altre sentenze, l'affermazione che il sostegno sia l'unica risorsa per l'integrazione scolastica e la mancanza di qualunque riferimento al ruolo didattico dei docenti curricolari, sia pure in via di principio. È vero che l'amministrazione scolastica non è in grado di provare che i docenti curricolari ricevano una formazione iniziale e/o in servizio idonea a svolgere tale compito, però la deriva della giurisprudenza degli ultimi anni, che si concentra solo sull'insegnante per il sostegno, crea preoccupazioni per l'affievolimento della stessa logica dell'integrazione costituita dalla presa in carico di tutto il consiglio di classe. Discutibile infine è il mancato accoglimento della richiesta alla continuità didattica con lo stesso docente per il sostegno in forza del pari diritto al lavoro di altri docenti e del diritto alla scelta alla sede del posto di lavoro. Infatti la conferma dell'attuale docente per continuità non preclude il diritto al lavoro di altri docenti, ma solo il loro diritto alla scelta di quella sede, se collocati in posizione migliore in graduatoria. L'attuale decisione del TAR Liguria contrasta con la giurisprudenza del Consiglio di Stato, il quale già con la sentenza n° 345/01 aveva affermato che nell'assegnazione del docente per il sostegno l'Amministrazione Scolastica può anche prescindere dalle graduatorie quando ciò giovi all'interesse dell'alunno e con la sentenza n° 3104/2009 aveva recentemente stabilito che l'Amministrazione Scolastica, nell'interesse dell'alunno, ha l'obbligo di garantire la continuità didattica dell'insegnante di sostegno, obbligo affermato anche nei confronti degli Enti Locali per la nomina degli assistenti educativi.

Il Sole 24Ore - 12 marzo 2012
“I sindacati: ora le nuove regole sul reclutamento”.
░ La necessità di stabilire il quadro delle regole, mentre già è avviata la procedura di attivazione dei corsi TFA
Il via libera del Tesoro, dopo quello di Palazzo Vidoni, farà partire entro giugno le prove preselettive per formare – probabilmente tra un anno)20mila nuovi abilitati all’insegnamento a Medie e Superiori. Tutto questo mentre Viale Trastevere non ha ancora sciolto il nodo del reclutamento (concorso pubblico, o chiamata diretta dei professori da parte delle scuole). … Di qui l’urgenza di correre nel definire le nuove regole sul reclutamento… Il coordinatore nazionale della Gilda, Rino Di Meglio è critico sull’organizzazione dei TFA che, nell’attuale formulazione dei decreti attuativi, affida la formazione dei futuri professori prevalentemente alle università…

ItaliaOggi – 13 marzo 2012
“Pensioni: tutto pronto per 60mila”.
░ ItaliaOggi anticipa i contenuti della CM che fissa modalità e termini per il pensionamento del personale scolastico; ad averne i requisiti ci sono 60mila dipendenti.
Conto alla rovescia per i 60mila, dirigenti scolastici, docenti, assistenti amministrativi, tecnici e ausiliari che, potendo fare valere alla data del 31 dicembre 2011 i requisiti anagrafici e contributivi richiesti, devono decidere se presentare domanda di cessazione dal servizio, e di essere collocati a riposo, unitamente al trattamento pensionistico a valere, per gli effetti, dal primo settembre 2012…. Il decreto, e la relativa circolare, di cui ItaliaOggi è in grado di anticipare i contenuti, stanno per essere firmati dal ministro Profumo. Disco rosso, invece, alla richiesta sindacale di spostare al 31 agosto 2012 il termine entro il quale maturare i requisiti richiesti prima della riforma, per accedere al trattamento pensionistico il primo settembre 2012…. Nel senso richiesto dai sindacati c’è un ordine del giorno accolto dal Governo alla Camera…. La domanda di cessazione dal servizio deve essere inoltrata utilizzando la procedura web Polis “Istanze on line” disponibile sul sito del Miur (www.istruzione.it). Restano valide le domande presentate tramite Polis prima della pubblicazione del decreto ministeriale. Se presentate, invece, in forma cartacea devono essere ripresentate con la suddetta procedura….La domanda di accesso al trattamento pensionistico deve essere inviata direttamente all’ente previdenziale utilizzando gli appositi moduli predisposti dall’Istituto di previdenza mediante una delle seguenti modalità: 1- compilazione delle domande attraverso l’assistenza gratuita di un Patronato; 2- compilazione della domanda on line accedendo al sito dell’Istituto di previdenza, previa registrazione … nell’apposita sezione del sito www.inpdap.gov.it, a partire dal 12 maggio 2012. Due sono le condizioni per accedere al trattamento pensionistico di vecchiaia o di anzianità con effetto dal primo settembre: 1) presentare domanda di cessazione dal servizio entro il 30 marzo; 2) avere maturato alla data del 31 dicembre 2011 i requisiti anagrafici richiesti dalla normativa in essere prima del 6 dicembre 2011…; 3) maturare al 31 dicembre 2012 i nuovi requisiti richiesti dall’art.24 del d.l. 201/2011. …Pensione e servizio a part time. Coloro che potevano fare valere alla data del 31 dicembre 2011 i requisiti anagrafici e contributivi richiesti per accedere al trattamento pensionistico di anzianità possono, in alternativa alla cessazione dal servizio, chiedere entro il 30 marzo la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo parziale con contestuale attribuzione del trattamento pensionistico, come dispone il decreto 29 luglio 1997 n.331…..
“Salta il trattenimento fino al massimo”.
Tra le domande che possono essere presentate dai docenti e dal personale Ata entro il 30 marzo c’è anche quella per il trattenimento in servizio oltre il sessantacinquesimo anno di età. All’istituto del trattenimento in servizio del personale della scuola, disciplinato dai commi 2,3 e 5 dell’art.509 del decreto legislativo 294/94 sono state apportate alcune rilevanti modifiche. Ad avviso del Miur non sarebbe più applicabile il disposto del citato comma 2, il quale consentiva al dipendente scolastico di essere, a domanda, trattenuto in servizio oltre i limiti di età (65 anni) fino alla maturazione dell’anzianità contributiva massima possibile, e comunque non oltre il settantesimo anno d’età. Resta invece in vigore il comma 3 che consente al dipendente di proseguire il servizio fino alla maturazione dell’anzianità contributiva minima (20 anni) utile ai fini del trattamento di pensione. Seppure con le limitazioni introdotte dal comma 7 dell’art.72 Legge 133/2008, rimane ancora in vigore il comma 5 del decreto 509 che riconosce al dipendente scolastico la facoltà di chiedere di permanere in servizio oltre i limiti di età e per un massimo di un biennio.L’accoglimento di tale domanda rimane soggetta alla discrezionalità dell’amministrazione scolastica…

www.repubblica.it – 13 marzo 2012
“Un esercito di prof imboscati? Ira dei sindacati: dati senza senso”.
░ Il dato di 41mila docenti distaccati, circolato in questi giorni dopo le prime dichiarazioni del capo dipartimento dell'Istruzione, viene contestato. La Cisl fa i conti e spiega che è un numero "fuori dalla realtà" anche se si tenesse conto di malati e dei tanti distaccati per coprire i buchi nell'organico dei provveditorati (di SALVO INTRAVAIA).
Sono davvero 41 mila i prof "imboscati" nella scuola, pagati anche se non mettono piede in classe da anni? L'accusa sta facendo rumore da giorni nel mondo della scuola, creando non poca irritazione. Ora la Cisl contesta il dato, citato dal neocapo dipartimento all'Istruzione, Lucrezia Stellacci. Il sindacato lo definisce "fuori dalla realtà". Eppure 41.503 unità di personale "distaccato" per le ragioni più disparate non può essere un numero inventato. E - dicono i sindacati - va chiarito, anche perché ad esso vengono legate le possibili 10 mila assunzioni della scuola, molto attese dai precari e su cui lo stesso ministro Francesco Profumo si è impegnato nelle scorse settimane. Il primo sindacato a rifare i conti, dicevamo, è la Cisl scuola: "Può darsi  -  dice Francesco Scrima  -  che l'emozione degli esordi abbia giocato un brutto scherzo al neo capo dipartimento, ma quel numero davvero non sta in piedi". Conteggiando tutto, dicono da via Bargoni, "e forse qualcosa in più, arriviamo a meno di 9 mila unità". Vediamo come. Innanzitutto, ci sono 5 mila docenti inidonei all'insegnamento per ragioni di salute, "per i quali sono state avviate procedure di mobilità verso altre mansioni o altri tipi di impiego". A questi vanno aggiunti 500 docenti "comandati" presso gli uffici centrali e periferici del ministero, di cui 120 a viale Trastevere, "200 in comando presso associazioni, 200 in aspettativa
per mandato parlamentare o amministrativo". In più, "500 insegnanti sono operanti negli staff di segreterie e gabinetti di ministri e sottosegretari, mentre non arrivano a mille - e non sono nemmeno tutti assegnati a docenti - i distacchi sindacali". Che potrebbero anche essere solo 500: erano mille tre anni fa, ma il governo Berlusconi li ha ridotti del 15 per cento ogni anno. Cioè del 45 per cento. Da dove esce fuori, quindi, il dato citato dal capo dipartimento, che ha fatto imbufalire sindacati e docenti stessi? Il motivo della protesta è semplice. La Stellacci ha detto chiaro e tondo che le immissioni in ruolo non si possono fare perché il ministero dell'Economia, sulla richiesta di autorizzare 10 mila assunzioni a tempo indeterminato, si è messo di traverso perché ci sono appunto oltre 41 mila "imboscati" che fanno sballare i conti del ministero dell'Istruzione. Una vera e propria doccia fredda per 244 mila precari in attesa della "buona novella" che consenta loro la stabilizzazione dopo anni di supplenze in giro per l'Italia. Non è che tra i 41 mila in questo modo si conteggiano anche i tanti docenti distaccati presso gli ex provveditorati e gli Uffici scolastici regionali, che i dirigenti chiamano per coprire i vuoti degli organici sottodimensionati del 50/70 per cento, ma che lavorano sempre per la scuola? O c'è ancora dell'altro?

ItaliaOggi – 13 marzo 2012
“Organico funzionale: paga il Merito”.
░ Un compromesso al ribasso: per assumere i docenti si userà null’altro che i soldi risparmiati nella Scuola, e sottraendo risorse alla valorizzazione economica riferibile a forme di carriera meritocratica. Insomma: la mediazione riuscita al gruppo PD in Commissione Bilancio poggia comunque sulla architrave di cui alla tremontiana legge 133/2008.
L’organico funzionale di scuola si farà, e a partire dal 2013, ma senza intaccare i tagli operanti con la Riforma Gelmini. E senza indicare numeri certi sui nuovi organici. Salta infatti l’assunzione a tempo indeterminato di 10.000 professori destinati a combattere il disagio e il bullismo. E’ con queste novità che l’emendamento presentato alla Camera dai Democratici, al Decreto Semplificazioni è stato approvato, e ora è all’esame del Senato per il via libero definitivo. L’emendamento finale… prevede che con decreto del ministro dell’Istruzione, di concerto con L’Economia, ogni tre anni, “nei limiti dei risparmi di spesa accertati con la procedura di cui al comma 9 dell’art.64 del d.l. n.122/2008, è definita la consistenza numerica massima degli organici delle autonomie di rete, sulla base della previsione dell’andamento demografico della popolazione in età scolare”. Si tratta di nuovi organici che superano la tradizionale distinzione tra organico di fatto e di diritto. Dovranno soddisfare tutte le esigenze, comprese le supplenze, senza più ricorrere al balletto dei contratti annuali, ma con assegnazioni almeno triennali sulle singole scuole o reti di scuole…. Se il numero dei ragazzi dovesse crescere e richiedere più personale, a questo si provvederà attraverso l’utilizzo del 30% dei tagli che il decreto Tremonti destinava a valorizzare il personale fino al 2012, e che il decreto semplificazioni dirotta sull’organico funzionale dei prossimi anni. E’ previsto anche un fondo aggiuntivo finanziato dai giochi, ma non è quantificato.

ItaliaOggi – 14 marzo 2012
“Premiato l’impegno del sindacato”.
░ All’indomani delle elezioni nel pubblico impiego per il rinnovo delle RSU, del 5-7 marzo, Massimo Battaglia, il segretario generale della CONFSAL UNSA Federazione della Confsal che opera nel comparto dei ministeri, rilascia un’intervista segnalando il successo nella tornata elettorale per il rinnovo delle RSU nei diversi comparti della P.A., e invitando stampa e TV ad accendere i riflettori sulla Federazione.
“Queste elezioni periodiche… garantiscono democraticità al mondo del lavoro perché l’operato delle diverse sigle sindacali è valutabile dai lavoratori con cadenza periodica attraverso il voto. Inoltre consentono di ridefinire i rapporti tra le organizzazioni sindacali sulla base della rispettiva rappresentatività… La Confederazione Confsal Unsa ha ottenuto un successo straordinario. Rispetto al 2007 nel comparto ministeri abbiamo aumentato il numero di consensi… Alla stampa chiedo più attenzione. Siamo la quarta forza sindacale del Paese… Per quanto riguarda il governo, abbiamo una lunga lista di richieste, per altro già direttamente espresse al ministro Patroni Griffi

www.repubblica.it - 15 marzo 2012
“A scuola con l'iPad: così l'hi-tech farà rinascere i vecchi manuali”.
░ (di MICHELE SMARGIASSI)Cominciano ad uscire le versioni per tablet di molti testi. L'Apple negli States e qui la Zanichelli hanno già lanciato i loro volumi in questo formato. E la didattica cambia
Nella Cyber-Classe multistrato e multi-supporto, dove analogico e digitale cercano di convivere, nella scuola 2.0 ancora incompiuta, arriva uno strepitoso ritrovato tecnologico che mette d'accordo tutti, attenua il digital divide, fa dialogare didattica analogica e digitale. Si chiama "libro". E ha più vite di un gatto….. sembrava dover evaporare nella nuvola di Internet, ed eccolo invece tornare al centro dell'aula, trionfalmente arricchito dalle sue appendici multimediali, ma ancora riconoscibilissimo. Richiamato in servizio, ed è uno dei paradossi del nuovo che avanza, dall'ultimo dispositivo sceso in campo: il tablet. La notizia è che, dal prossimo anno scolastico, gli insegnanti potranno adottare libri di testo multimediali che "girano" anche sulle tavolette digitali. Apple ha presentato la sua libreria scolastica con clamore (e polemiche con gli editori) qualche settimana fa negli Usa, in Italia è l'editore Zanichelli ad allungare il passo mettendo in catalogo quattordici titoli, di cui tre per le medie inferiori… Ogni studente che comprerà il libro di carta avrà in omaggio anche l'app con lo stesso libro da scaricare in versione per iPad o Android…. Per quanto riguarda i materiali di studio, dunque, una classe media italiana oggi somiglia a un sandwich con cinque o sei strati diversi: chi usa solo i libri di carta, chi infila il cd nel portatile, chi nel pc di casa, chi si collega online, per non parlare delle scuole fortunate che dispongono anche della Lim, la lavagna interattiva. In questo caos, l'arrivo del mobile textbook poteva aumentare l'entropia. Invece, a quel che sembra, potrebbe riportare miracolosamente la concordia. In formato tavoletta, i libri tornano infatti a sembrare libri: hanno pagine da sfogliare e le pagine hanno numeri, e quei numeri corrispondono alle pagine dello stesso testo nelle altre versioni, carta, cd, cloud… Il libro di testo versione touch è in omaggio, ma la tavoletta bisogna ancora farsela comprare… perfino negli Usa il tablet è per ora presente solo sull'1% cento dei banchi di scuola e sul 14% di quelli universitari.

 

www.governarelascuola.it - 1 marzo 2012
“Il pensionamento coatto”
░ Segnaliamo che il n.5 dell’importante periodico riporta sei articoli – da considerarsi brevi saggi che raccomandiamo ai candidati al concorso a d.s. – raccolti sotto il titolo: “L’Istruzione, un sistema a più facce” e dedicati all’analisi delle diverse competenze nella gestione del sistema di istruzione (sistema complesso nel quale si incrociano le competenze della Scuola Autonoma, dello Stato, delle Regioni e degli EE.LL; un sistema rimasto sostanzialmente statocentrico nonostante la Riforma Costituzionale del 2001). Di seguito riportiamo un altro articolo (“Il pensionamento coatto”), sempre a firma Pietro Perziani, responsabile del periodico on line. Segnala che diversi USR hanno inviato lettere di preavviso di rescissione del rapporto ai dd.ss., invitandoli a fare altrettanto nei confronti del personale docente ed ATA delle loro scuole; tutto ciò mancando, in questa fase del passaggio dalla vecchia alla nuova normativa pensionistica, disposizioni di livello nazionale.
Collocamento a riposo d’ufficio per età. Fino all’anno scorso la pensione di vecchiaia era fissata al compimento dei 65 anni di età, con la Legge 214/2011 il limite è stato fissato a 66 anni, di conseguenza anche il collocamento a riposo d’ufficio dovrebbe essere disposto al compimento dei 66 anni; tutta la normativa previgente dovrebbe essere adeguata, ivi compresa la possibilità di chiedere ed eventualmente ottenere la proroga di due anni non più a 65 ma a 66 anni, con la possibilità di rimanere in servizio fino ai 68 anni. Bisognerebbe riaprire i termini per la richiesta di proroga e rivedere le situazioni definite spostando il termine per il collocamento a riposo a 68 anni.
Rescissione del rapporto di lavoro per anzianità massima contributiva.
. Abbiamo avuto più atti normativi; questa la cronologia: -legge 133/2008, art. 72, comma 11; -legge 102/2009, art. 17, comma 35 novies, che limita il campo di intervento agli anni 2009, 2010, 2011; -legge 148/2011, art 1, comma 16, che estende il campo di applicazione agli anni 2012, 2013, 2014. Ora, l’anzianità massima contributiva non esiste più come istituto giuridico; la stessa legge 214/2011, all'art. 24, comma 20, fa però riferimento all’applicazione della legge 112/2008: “Resta fermo che l'attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 72 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni con legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni e integrazioni, con riferimento ai soggetti che maturano i requisiti per il pensionamento a decorrere dal 1° gennaio 2012, tiene conto della rideterminazione dei requisiti di accesso al pensionamento come disciplinata dal presente articolo.” Il pensionamento coatto dovrebbe quindi essere rimasto in vigore; ma in che termini? La norma fa riferimento “ai soggetti che maturano i requisiti per il pensionamento a decorrere dal 1° gennaio 2012”, così come sono fissati nel medesimo articolo 24 della Legge, che dovrebbero quindi essere i nuovi termini del “pensionamento coatto”. I requisiti per l’anno 2012 sono: -41 anni e 1 mese di contribuzione per le donne; -42 ani e 1 mese di contribuzione per gli uomini. Questi dovrebbero essere i nuovi termini per il “licenziamento coatto”, con l’aggiunta del requisito dei 62 anni di età, dato che per età inferiori è prevista una penalizzazione nel trattamento pensionistico. Come si sarà notato, abbiamo usato sempre il condizionale, perché le cose non sono affatto chiare. …E’ chiaro comunque che un USR non ha la competenza per risolvere simili problemi interpretativi, si tratta di questioni di livello nazionale, per cui i preavvisi inoltrati appaiono veramente di dubbia legittimità. Dal punto di vista pratico, ricordiamo comunque che un preavviso è appunto un preavviso, che lascia il tempo che trova in caso le disposizioni emanate a livello nazionale siano di altro tenore…
infohandicap.org ANNO VII - NEWSLETTER N. 17 - 06/03/12
“Congedo straordinario in modalità telematica: le nuove procedure”
░ L'Inps comunica (Circolare n.171/2011) le modalità con le quali i lavoratori dovranno inoltrare le domande di congedo straordinario: a partire dal nuovo anno può essere usata solo la modalità telematica con Pin personale, attraverso un numero verde o rivolgendosi ai patronati.
Le domande di congedo straordinario per assistere familiari disabili in situazione di gravità (ex art. 42 del d. lgs. n. 151/2001), a partire dal 1° gennaio 2012, devono essere inoltrate solo ed esclusivamente in via telematica e attraverso tre canali…. Attraverso i servizi telematici messi a disposizione sul sito e attivabili con un Pin personale nell'ambito del servizio di "Invio online di domande di prestazioni a sostegno del reddito"; attraverso i servizi telematici disponibili presso i Patronati; attraverso infine il numero verde 803164, che risponde al Contact center multicanale Inps. Le nuove procedure sostituiscono le tradizionali.

Internazionale – 8 marzo 2012
“Sostiene l’OCSE”.
░ Una interessante sottolineatura di Tullio De Mauro, sul Rapporto OCSE.
L’antico motto “United we stand, divided we fall” è stato ironicamente capovolto nel rapporto OCSE del dicembre scorso “Divided we stand: why inequality keeps rising”. Negli ultimi trent’anni, dappertutto si sono gonfiati redditi da capitale ed è salito l’indice di Gini, che misura la diseguaglianza nella distribuzione dei redditi… Dappertutto, servizi sociali pubblici e gratuiti (sanità, scuola) hanno attenuato la crescita della diseguaglianza. La scuola, sostiene l’OCSE, non solo contrasta diseguaglianze ma costruisce uguaglianza… “E’ essenziale investire nelle risorse umane, un processo che deve iniziare dalla prima infanzia ed essere sostenuto per tutto il ciclo di istruzione obbligatoria…”

TuttoscuolaNEWS n. 526, 5 marzo 2012
“Successo scolastico: la ricetta coreana”
░ Secondo l’istituto di ricerca Bruegel di Bruxelles, la Corea del Sud costituisce un modello particolarmente virtuoso di uscita dalla crisi, essendo riuscita a superare, nel III trimestre 2011, i livelli pre-crisi.
È convinzione diffusa che buona parte della forte ripresa economica della Corea del Sud si debba alla solidità e all’efficienza del suo sistema educativo, che porta quasi tutti i suoi giovani al diploma di istruzione secondaria (97%) e due terzi degli under 30 alla laurea e ad altri titoli di istruzione superiore. È vero che, dopo il diploma, fortissima è la competizione e durissima la selezione (esclusivamente meritocratica) per entrare nelle migliori università, ma è anche vero che quasi tutti gli studenti arrivano alla conclusione degli studi secondari senza ripetere alcuna classe (le bocciature non sono previste) e che nei test Ocse-Pisa la Corea è ai primissimi posti, e spesso al primo, in quasi tutte le classifiche. Qual è la ragione di fondo di queste straordinarie performances del sistema educativo coreano? Quella più importante non sembra essere la pur rilevantissima spesa per l’istruzione (oltre il 7% del PIL) ma l’elevata considerazione sociale nella quale viene tenuta l’istruzione, dovuta anche al peso della tradizione culturale confuciana, che mette l’istruzione in cima ai valori fondamentali della comunità insieme al senso civico, al rispetto degli insegnanti e degli anziani… Gli studenti coreani (come quelli giapponesi) studiano molto… Ma in compenso sanno tutti, a partire da quelli appartenenti alle classi sociali più disagiate, che l’impegno viene premiato e che la competizione si svolge su basi meritocratiche, nella massima trasparenza….
L’Unità - 5 marzo 2012
“No della Camera alla lingua dei segni”
░ La Commissione Cultura ha dato lo stop al riconoscimento del linguaggio dei sordomuti. Un errore, secondo gli esperti.
La CommissioneVII (Cultura, Scienza, Istruzione) della Camera dei Deputati ha opposto un secco no al riconoscimento della Lingua dei segni italiana. La lingua che usano i sordi. La Commissione infatti ha esaminato nei giorni scorsi ed espresso parere contrario al nuovo testo della proposta di legge che riguarda le “Disposizioni per la promozione della piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva e riconoscimento della lingua dei segni italiana”…. La Commissione ritiene che l’uso della lingua dei segni potrebbe risolversi in un danno. E’ meglio che i sordi usino, con le tecnologie oggi disponibili, esclusivamente la lingua parlata…. La decisione della Commissione VII della Camera appare molto debole sotto il profilo del merito. Perché le motivazioni del no al riconoscimento della Lingua dei segni sono in contraddizione sia con quanto sostengono le Nazioni Unite e i Parlamenti di tanti altri Paesi, sia con le evidenze scientifiche.

La Stampa - 5 marzo 2012
“La ricetta di Profumo: dal 2013 partirà il liceo sportivo”
░ Si tratterà di un liceo scientifico con un numero maggiore di ore di Educazione fisica. Riportiamo alcune dichiarazioni del Ministro Profumo.
Sta per nascere, su un progetto sostenuto dal ministro della P.I. Francesco Profumo, il “liceo sportivo”…. Sarà un’articolazione del liceo scientifico e prevede un incremento delle ore di educazione fisica e delle discipline connesse alla gestione del fenomeno sportivo… Alla fine dell’anno scolastico in corso sarà approvato definitivamente il regolamento, che ha già ottenuto il parere positivo del CNPI… E’ in corso di acquisizione il parere del CdS. Nell’a.s. 2012-13 si provvederà alla formazione degli insegnanti e alla ricerca delle strutture. Nell’a.s. 2013-14 si partirà con le lezioni….

ItaliaOggi - 6 marzo 2012
“Il flop delle iscrizioni on line”
░ Il Ministro Profumo è comunque determinato a rilanciare l’esperienza, ed è comprensibile visto che è sempre necessario un rodaggio.
Rispetto agli annunci roboanti del ministro dell’Istruzione Francesco Profumo sui vantaggi della “Scuola in chiaro”, i risultati sono ben miseri: neanche 5mila famiglie hanno deciso di iscrivere i loro figli alle prime classi della Primaria e della secondaria per il prossimo anno scolastico. I dati ufficiali ci saranno nei prossimi giorni… ma gli incrementi finali non potranno ribaltare l’andamento: su oltre 812.241 accessi, meno di 5mila famiglie hanno definito l’iscrizione on line… Profumo non si arrende e punta a incrementare il servizio on line: per il prossimo anno le scuole dovranno indicare anche le tipologie di spesa sostenute , comprese le uscite stipendiali…

ItaliaOggi - 6 marzo 2012
“Pensioni. Un silenzio assordante”
░ In ritardo di mesi, la circolare sulle scadenze. Ci si interroga preoccupati sulla ragione ( sarebbe bloccata alla Funzione pubblica, in attesa che si chiariscano i dubbi interpretativi circa il regime transitorio verso la Riforma Fornero.
Continuano le proteste del personale della Scuola contro le nuove disposizioni in materia di trattamento pensionistico contenute nell’art.24 del dl n.201/2011… La senatrice Mariangel Bastico ha presentato un’interrogazione orale al Ministro del lavoro, Elsa Fornero, e dell’economia e delle finanze, Mario Monti, e una interrogazione a risposta in Commissione al ministro dell’istruzione, Francesco Profumo per sapere per quali motivi nella riforma pensionistica non si sia tenuto conto della specificità del comparto Scuola, e se il Governo non ritenga necessario attivarsi con la massima sollecitudine al fine di eliminare tale oggettiva discriminazione a danno del personale scolastico.

TMNews - 6 marzo 2012
“La laurea non paga: in Italia cresce disoccupazione tra i dottori”
░ Rapporto Almalaurea: tra 2009 e 2010 disoccupazione +2,4%; donne ancora penalizzate nel mercato del lavoro.
E' allarme per i neo laureati: disoccupazione in crescita, contratti di lavoro meno stabili, precari o in nero, retribuzioni in calo. Difficile trovare un lavoro anche per i neo medici, architetti o avvocati. E' questo il quadro allarmante che emerge dal XIV Rapporto Almalaurea sulla condizione occupazionale dei laureati in Italia. Per i laureati nel 2010, in particolare, il tasso di disoccupazione a un anno dalla laurea è aumentato in media del 2,4% rispetto al 2009. Per i laureati di primo livello il tasso di disoccupazione è salito a +3,2%, per gli specialistici a +1,9% e anche per gli specialistici a ciclo unico come i laureati in medicina, architettura, veterinaria, giurisprudenza è aumentato a +2,1%. A Tre anni dalla laurea si dichiara occupato il 74% degli specialistici, mentre la disoccupazione riguarda il 9% dei laureati di secondo livello. Anche a cinque anni dalla laurea risulta in calo il tasso di occupazione: è al 78%, con un -3%. Mentre a 10 anni dalla laurea lavora l'88% degli intervistati. Secondo il dossier, a causa della crisi economica "una percentuale notevole ed in crescita di giovani è a rischio di disoccupazione prolungata o di inattività, con effetti che potrebbero divenire irreversibili". Situazione su cui pesa anche il fatto che in Italia è penalizzata l'occupazione più qualificata. Tra il 2004 e il 2008 l'Italia ha registrato una riduzione della quota di occupati nelle professioni ad alta specializzazione, in controtendenza rispetto al complesso dei paesi dell'Unione Europea. Dal rapporto emerge anche che i laureati trovano più lavoro dei diplomati, che si acuisce il divario territoriale tra Nord e Sud, che le donne sono ancora molto penalizzate nel mercato del lavoro, considerando sia il divario occupazionale tra laureati e laureate che le differenze retributive.

░ Un emendamento al dl Semplificazioni prevedeva la copertura con il rincaro i birra e alcolici, ma la copertura non basterebbe. Come la spuma della birra in cima al bicchiere, come la neve al sole, si è squagliato il proposito di reperire fondi per i “bisogni educativi speciali”. Si cerca adesso la tasca giusta dove racimolare la copertura economica: la tasca sarebbero le tasse su giochi e lotterie, sempre nell’area del superfluo; di vere svolte politiche – del tipo, stop a spese militari - non se ne parla proprio. Riportiamo due articoli su spuma e sgonfiamento.
Tecnica della Scuola 6 marzo 2012
“DL Semplificazioni, spunta la norma salva organici. Da settembre 10.000 prof e ata in più”
Grazie ad un emendamento approvato dalle commissioni Affari costituzionali e Attività produttive della Camera: l’incremento, sovvenzionato da più aliquote su birra e alcolici, servirà ad estendere il tempo scuola degli alunni con “bisogni educativi speciali”. Soddisfazione da Pd e sindacati…. Tra personale docente ed Ata, a partire dall'anno scolastico 2012/2013, il personale in aggiunta si occuperà specificatamente di estendere il tempo scuola degli alunni con “bisogni educativi speciali”, in particolare frequentanti la scuola primaria e secondaria di primo grado. La spesa verrà assicurata attraverso nuove entrate dai giochi "in misura non inferiore a 250 milioni di euro annui a decorrere dal 2012" e con l'aumento delle aliquote sulla birra… Per Marcello Pacifico, leader dell’Anief, è “un importante segnale in controtendenza rispetto alla pessima politica che negli ultimi anni ha cancellato oltre centomila posti tra insegnanti e personale Ata: la norma, giunta dopo la riduzione del maestro unico, l’eliminazione degli insegnanti specialistici di inglese e del tempo pieno, darebbe una bella boccata d’ossigeno alla nostra scuola dell’obbligo”, oltre che un punto a favore verso la “stabilizzazione dell’organico di sostegno precario annualmente utilizzato”. Il sindacato attende ora che le Commissioni parlamentari valutino con obiettività anche le proposte di modifica presentate nei giorni scorsi dallo stesso sindacato: “siamo convinti che la stessa attenzione verrà rivolta dai parlamentari in occasione della votazione degli altri emendamenti proposti dall’Anief su pensioni, precari, contratto e mobilità del personale”, conclude Pacifico.
Il Messaggero - 7 marzo 2012
“Stop del governo: bloccate 10mila assunzioni nella scuola”
Stop alle assunzioni nella scuola. I 10mila nuovi ingressi, tra docenti e personale tecnico-amministrativo, destinati ai ragazzi bisognosi di sostegno e necessari per rafforzare il tempo pieno, non superano l’esame della copertura della Commissione bilancio. Non superano, in particolare, il niet del governo che in un primo tempo aveva accettato la modifica… E il testo del decreto che aveva appena ottenuto il primo via libera in Commissione Attività produttive, alla Camera, fa dietrofront. Ritorna in Commissione per un nuovo esame … si cercherà di fare quadrare i conti….

Il Messaggero - 7 marzo 2012
“Stop del governo: bloccate 10mila assunzioni nella scuola”
░ Ancora una sentenza (la n.2199/12)scuote la linea sonnolente del Miur.
I bambini hanno pieno diritto a una buona istruzione e “a ore di insegnamento di sostegno adeguate”. Sulla base di questo orientamento il Tar del Lazio, accogliendo un ricorso collettivo di 13 famiglie, lunedì ha annullato altrettanti provvedimenti di dd.ss. che avevano assegnato ad alunni affetti da disabilità, insegnanti di sostegno per un numero di ore inferiore al dovuto. … Un rapporto 1 a 1, vale a dire un docente per bambino, per un totale di 22 ore settimanali… A tale decisione … il Tar Lazio arriva innanzitutto richiamandosi all’art.38 Cost…

Corriere della Sera - 8 marzo 2012
“Saltano gli assunti a scuola”.
░ In parlamento, malumore tra i deputati del PD. Per noi dell’Anief, la soluzione prospettata dal governo – che testa e cuore non li ha certo per la Scuola - equivale a mortificare il personale scolastico: “i Monopoli dovranno verificare… le eventuali risorse…. Nei limiti dei risparmi”.
La partita tra il governo dei professori e il parlamento si gioca sul decreto legge per le semplificazioni, sul quale oggi sarà votata la fiducia alla Camera, per andare la prossima settimana al Senato. La linea del governo passa sulla Scuola… Il nuovo testo dice che la Scuola potrà essere finanziata con il Lotto e il Superenalotto, come già avviene per i Beni culturali. Ma il percorso è pieno di punti interrogativi: i Monopoli dovranno verificare se sarà possibile rivedere le convenzioni con le società che gestiscono le scommesse, e le eventuali risorse aggiuntive potranno essere dedicate all’istruzione. Ma difficilmente saranno usate per le assunzioni visto che queste resteranno possibili “solo nei limiti di risparmi di spesa accertati”.
La Stampa - 8 marzo 2012
“Solita presa in giro. Ma con le condanne il Ministero perderà ancora più soldi”.
░ L’inviato intervista Marcello Pacifico, e lo indica come segretario del sindacato che “più ha dato filo da torcere, in questi anni, al Ministero dell’istruzione, per fare assumere i precari”.
D. Le 10mila assunzioni sono state cancellate. Che farete ora ? R. Siamo di fronte a una sonora presa in giro. Vorrà dire che con ancora maggiore determinazione chiederemo la condanna del Ministero per abusi sui contratti a t.d. E così perderà anche più soldi di quanti ne avrebbe spesi per assumere 10mila precari. D. Quanto perderà ? R. Ogni condanna prevede un risarcimento di 15mila euro. Sono state già emanate un centinaio di ordinanze di condanna e molte ne arriveranno nei prossimi mesi: 4mila soltanto con noi dell’Anief. Sono almeno 60 milioni di risarcimenti. D. Che cos’è successo ? Chi ha bloccato le assunzioni ?
R. Il governo. Non si vuole dare l’impressione che si sia arrivati a un momento di crescita, bisogna continuare a tagliare, anche perché questa è la filosofia del governo Monti…

Il Tempo - 9 marzo 2012
“Sulle Semplificazioni. Il governo ha la fiducia”.
░ Il dl ora passa al Senato. Saltano le assunzioni nella Scuola
Il maxiemendamento al dl Semplificazioni ha incassato la fiducia della Camera, cin una serie di modifiche in extremis che hanno provocato forti tensioni tra Parlamento e Governo. Le annunciate stabilizzazioni dei precari della scuola, che portavano la firma del PD, sono saltate, inseguito al parere contrario della Commissione bilancio e del Governo, dopo essere state approvate dalle commissioni competenti…. Sparisce dal provvedimento la stabilizzazione di 10mila precari per potenziare il tempo pieno e il sostegno agli alunni che lo necessitano. Di conseguenza, niente innalzamento delle accise sulla birra previsto a copertura. Per le variazioni di organico nella scuola saranno fatte, invece, ricognizioni ogni tre anni in base alla popolazione in età scolare

 

www.governarelascuola.it - 26 Febbraio 2012
“Una scuola può fare causa al Miur… e vincere”
░ Pietro Perziani, responsabile del periodico on line, commenta la sentenza n.641/2011 con la quale il Tar dell’Abruzzo ha stabilito il diritto di una scuola a chiamare in giudizio il Miur; naturalmente, il principio stabilito dal Tribunale ha valenza generale.
Partiamo nell'analisi da due pregiudiziali sollevate in giudizio dal Miur, pregiudiziali che investono appunto due questioni di principio:
-“l’inammissibilità del ricorso per difetto di legitimatio ad processum dell’Istituto scolastico, dal momento che il Liceo scientifico non è titolare di un’autonoma posizione giuridica soggettiva azionabile in sede giurisdizionale nei confronti dell’Amministrazione di appartenenza”;
-“la nullità del ricorso perché proposto a mezzo di un avvocato del libero foro e non a mezzo dell’Avvocatura dello Stato”. Il Tribunale ha respinto ambedue le pregiudiziali. Il Miur eccepisce per prima cosa che una Scuola non può agire in giudizio contro l’Amministrazione centrale o periferica perché non si tratta di soggetti diversi, ma di organi della medesima Amministrazione; in effetti, afferma il Tribunale, è giurisprudenza costante che “il giudizio amministrativo è volto a risolvere controversie intersoggettive e non conflitti interorganici, che trovano piuttosto composizione in via politico-amministrativa”. Ma il rapporto Scuola Autonoma-Amministrazione del Miur si configura come interorganico effettivamente, oppure non è così? O meglio: è sempre così, in ogni caso? Non v’è dubbio, afferma sempre il Tribunale, che la scuola autonoma sia parte del sistema statale di istruzione, per cui è dottrina e giurisprudenza comune “che con l’attribuzione della personalità giuridica tali istituti siano titolari di situazioni giuridiche soggettive solo nei confronti dei terzi, ma non nei confronti dello Stato, atteso che con esso i rapporti sono di tipo interorganico” ; per il Tribunale, però, questo vale in linea generale, ma non inficia il fatto che le istituzioni scolastiche dotate di personalità giuridica siano titolari di diritti soggettivi per quanto attiene alle materie di propria competenza…. La scuola deve aver la possibilità di far valere questa sua competenza erga omnes, compresa la possibilità di ricorrere in giudizio, per cui il Tribunale continua: ”conseguentemente, in base all’art. 24 della Costituzione, ben possono agire in giudizio anche nei confronti dell’Amministrazione statale per tutelare la prerogative proprie dell’organo o dei soggetti incisi che la legge loro attribuisce.” … “Deve conclusivamente evidenziarsi che gli Istituti scolastici siano titolari di un’autonoma posizione giuridica soggettiva azionabile in sede giurisdizionale nei confronti dell’Amministrazione di appartenenza, tutte le volte in cui questa assuma atti lesivi delle competenze che la legge espressamente attribuisce agli Istituti scolastici…. Il Tribunale stabilisce anche che la scuola autonoma può avvalersi di un avvocato del libero foro se la causa è contro l’Amministrazione del Miur, dato che l’Avvocatura dello Stato sarà chiamata a difendere l’Amministrazione; se l’Avvocatura dovesse difendere anche la scuola, ci sarebbe un palese conflitto di interessi: “Il ricorso ad un avvocato del libero foro in tale ipotesi … appare non solo ammissibile, ma obbligato, in quanto il diritto di difesa, costituzionalmente garantito, non tollera che possano sussistere situazioni nelle quali il patrocinio venga rifiutato e non si possa adire altrimenti il giudice.” La scuola autonoma è quindi per alcuni aspetti organo dello Stato, ma per altri non lo è: “Ritiene il Collegio che l’Istituto scolastico, fornito di personalità giuridica, in tale ipotesi non agisce più come organo dello Stato, ma come un diverso e configgente centro di interessi … in quanto nel contenzioso in questione il rapporto controverso non è più interorganico, ma intersoggettivo.”…
Il Sole 24Ore - 27 febbraio 2012
“Serve più ricerca per valutare i risultati scolastici”.
░ Una riflessione severa ma da considerare con attenzione, stante che è firmata autorevolmente Bruno Vertecchi.
Promuovere in Italia una cultura valutativa è una condizione per modernizzare il sistema educativo, avvertita soprattutto per la suggestione esercitata da quanto sta avvenendo altrove. L’attenzione che nel dibattito internazionale è stata rivolta ai dati delle grandi rilevazioni comparative ha spinto a considerare come modello di riferimento per la valutazione quello utilizzato dall’Ocse per il Programme for International Student Assessment (PISA)…. E’ così avvenuto che anziché cercare di definire una strategia che tenesse conto delle caratteristiche proprie della scuola italiana, si siano acquistati dall’Ocse servizi valutativi variamente derivati dalle procedure Pisa…. Quest’atteggiamento subalterno non è giovato neanche ad assicurare la qualità della partecipazione nazionale alle rilevazioni internazionali…. Non ci sono state iniziative utili per sviluppare l’analisi dei dati al fine di ricavarne elementi utili per individuare i punti di debolezza (ma anche di forza)del nostro sistema educativo, Si è fatto di peggio, organizzando rilevazioni a carattere nazionale che sono la brutta copia di quelle internazionali e ne riproducono, impropriamente, la logica. Si può capire, infatti, che le rilevazioni comparative siano sostanzialmente rivolte a cogliere la distribuzione di varabili dipendenti (ovvero dei risultati dell’attività educativa) anche se con attenzione alle condizioni in cui nei diversi paesi si sono svolti processi che sono all’origine di quelle distribuzioni. Non si capisce, invece, a che serva riproporre la medesima logica nell’attività valutativa che si svolge a livello nazionale. Dobbiamo continuare a porre in evidenza il divario Nord-Sud ? O le differenze dell’apprendimento che si riscontrano in scuole frequentate da allievi di condizione sociale diversa ? Il fatto è che la ripetitività delle pratiche valutative è la conseguenza del mancato sviluppo di una ricerca autonoma. Si finisce col confondere in un unico calderone l’attività valutativa rivolta a verificare il raggiungimento di livelli attesi con quella, assai più importante per sostenere l’assunzione di decisioni consapevoli, tesa a identificare le variabili indipendenti, quelle che hanno conseguenze sul modo in cui il sistema scolastico svolge il suo compito di istruzione. Il fatto è che una valutazione orientata alle variabili indipendenti suppone un impegno per la ricerca la cui necessità è ben lontana dall’essere avvertita. Non serve stracciarsi le vesti perché i nostri allievi sono in fondo alle graduatorie sulla capacità di comprensione della lettura o sulle abilità matematiche, se nessuno è in grado di porre in relazione la loro competenza verbale con l’affermarsi di modelli di comunicazione antagonisti a quelli propri della scuola, o di definire un quadro degli apprendimenti che è presumibile possano costituire un riferimento duraturo per apprendimenti ulteriori e di quelli che, per quanto rilevanti al momento, è improbabile che continuino ad esserlo nel seguito. Un’altra ragione per sviluppare la ricerca consiste nel superare la dipendenza da procedure valutative che si finisce con l’utilizzare per mancanza di proposte alternative. … Le prove utilizzate nelle rilevazioni nazionali sono piuttosto datate. Per sviluppare un’attività valutativa capace di concorrere a migliorare la qualità delle decisioni sul sistema scolastico c’è bisogno sia di rendere continua la rilevazione di dati descrittivi (è il compito che può svolgere l’Invalsi), sia di promuovere la ricerca: per soddisfare questa esigenza c’è bisogno di soluzioni organizzative specifiche, non rivolte a fornire un servizio ma ad accrescere la conoscenza interna al sistema.
ItaliaOggi - 28 febbraio 2012
“IL DL Semplificazioni spazza via il documento sulla privacy”.
░ Un poco di lavoro in meno per i dd.ss., almeno formalmente…
Dal 10 febbraio scorso non è più obbligatorio adottare e tenere aggiornato il documento programmatico sulla sicurezza dei dati personali.. l’abolizione è prevista dall’art.45 del dl in materia di Semplificazioni del 9 febbraio 2012 n.5 in corso di discussione per la sua conversione in legge. Ma l’art.45 del provvedimento… non elimina anche i contenuti del documento, le misure obbligatorie da adottare quando il trattamento dei dati personali, come nelle scuole, avviene con l’utilizzo di mezzi informatici. Tutte le misure di sicurezza, infatti, previste nell’apposita sezione del codice sulla privacy e dal disciplinare tecnico allegato, rimangono intatte…

www.repubblica.it - 29 febbraio 2012
“Monti: Sposteremo il peso del fisco. Più tasse indirette e su redditi finanziari”.
░ L'Atto di indirizzo sulla politica fiscale firmato dal premier: "Tra gli obiettivi la riduzione degli effetti distorsivi delle scelte degli operatori economici". Nel mirino il settore immobiliare.
Sul fronte fiscale qualcosa si muove. Il governo conferma nell'ambito dell'attuazione della riforma - che riguarderà anche il settore immobiliare e il sistema estimativo del catasto - provvedimenti diretti "al riequilibrio del sistema impositivo" e "al graduale spostamento dell'asse del prelievo dalle imposte dirette a quelle indirette" si legge nell'Atto di indirizzo firmato dal premier Mario Monti. “Nell'ambito del processo di attuazione della riforma fiscale, saranno predisposti schemi di provvedimenti normativi diretti al riequilibrio del sistema impositivo anche relativamente alla tassazione dei redditi finanziari" scrive Monti. Che precisa: " La riforma fiscale avrà tra gli obiettivi la riduzione degli effetti distorsivi delle scelte degli operatori economici".

www.ilgiornale.it - 29 febbraio 2012
“Decreto sulle liberalizzazioni Oltre 1700 emendamenti Governo verso la fiducia”.
░ E’ arrivato il via libera, in commissione Industria del Senato: Il testo va in aula al Senato. Tutte le novità al vaglio di Palazzo Madama.
Annacquate o no le liberalizzazioni del governo Monti per andare in porto hanno bisogno di un voto di fiducia. L'esecutivo si appresta a chiedere il sì dei due rami del parlamento perché sul decreto sono stati presentati ben 1.700 emendamenti. Ieri notte è arrivato il via libera, in commissione Industria del Senato, oggi il testo approda in aula. Il varo del decreto è previsto entro venerdì ed è molto probabile, quindi, che Palazzo Chigi ponga la fiducia sul provvedimento. Tante le modifiche apportate al provvedimento (dai taxi alle farmacie). Mentre, uno dei nodi più delicati, la Tesoreria unica per gli enti locali, è stato rinviato al decreto fiscale. Sono 141 gli emendamenti approvati dalla commissione Industria del Senato al dl sulle liberalizzazioni: taxi e Ici per la chiesa, professioni e farmacie, ma anche banche, gas, trasporti.

http://orizzontescuola.it - 29 febbraio 2012
“Agenda dei compiti medico-legali del Dirigente Scolastico (DS) tra provvedimenti collettivi e interventi individuali”.
░ Un mese addietro, in questa rubrica abbiamo riportato alcuni passi di una intervista a Lodolo D’Oria, della Fondazione IARD. Di seguito, un articolo dello stesso, sui doveri del d.s. nella prevenzione del burnout.
La tutela della salute dei docenti. Comprende: la conoscenza del rischio professionale nelle helping profession da parte del DS e dei docenti; l’informazione sui diritti e doveri del lavoratore nel concorrervi; l’attività di prevenzione; la gestione dei rischi da Stress Lavoro Correlato (SLC). Contestualmente il DS ha il dovere di tutelare l’incolumità del restante personale scolastico (colleghi e ATA) e dell’utenza (studenti e genitori). 2. Rapporto con il Medico Competente (se presente): spetta al medico competente (MC) stabilire l’idoneità specifica del lavoratore alla mansione. Il DS può chiedere al MC di sottoporre a visita medica il lavoratore in questione. 3. Rapporto col gruppo di lavoro (GdL) che stila il DVR nella parte riguardante la prevenzione e la sicurezza sul lavoro. Il DS ha il compito di monitorare da vicino e promuovere l’attività del GdL. 4. Riconoscere comportamenti anomali che fanno ragionevolmente presumere l’esistenza dell’inidoneità psichica per effettuare la richiesta di accertamento medico d’ufficio ai fini del riconoscimento di Inidoneità Psicofisica Permanente Assoluta (IPPA) o Relativa (IPPR)… Il solo sospetto di una eventuale inidoneità psicofisica deve indurre il DS a richiedere l’accertamento medico d’ufficio.5. Richiesta di accertamento medico d’ufficio (AMU) in Collegio Medico di Verifica (CMV). Compete all’amministrazione richiederlo ogni qualvolta vi è il sospetto che il lavoratore attraversi perduranti difficoltà a svolgere il proprio lavoro. 6. Stesura della relazione ai sensi dell’art. 15 del DPR 461/01…. La relazione da inviare al Collegio Medico di Verifica (CMV) deve essere sintetica, esaustiva e documentata efficacemente. 7. Selezione degli allegati alla relazione di cui sopra. Ciascun passaggio saliente della relazione deve essere documentato puntualmente (es: denunce, TSO, interventi della forza pubblica, certificati medici a disposizione, contestazioni, sanzioni, conflitti, trasferimenti etc), senza riportare al proprio interno giudizi, voci e testimonianze non verbalizzate. 8. Custodia ed uso appropriato dei dati sensibili sulla salute del lavoratore. L’amministrazione che fosse in possesso di certificati medici, o eventuali diagnosi del lavoratore, ha il dovere di trasmettere tutta la documentazione al Collegio Medico… 9. Istruttoria della pratica per l’AMU e per l’Accertamento Medico a Richiesta del Lavoratore. Spetta alla amministrazione di appartenenza istruire la suddetta pratica. Lo stesso vale per l’istruttoria della pratica per l’eventuale ricorso del lavoratore alla CMO di II istanza. 10. Provvedimenti assunti da CMO, CMV e MC: applicazione e incombenze allo scadere dei termini. Spetta al DS verificare che i provvedimenti adottati dai Collegi Medici vengano applicati e rispettati…. 11. Contatto diretto con CMV e CMO…: possono esservi dei casi particolarmente gravi o complessi che è difficile rappresentare con sola relazione accompagnata da allegati. Nulla impedisce al DS di chiedere un colloquio al presidente della CMV/CMO…. 12. Contatto con familiari e conoscenti del lavoratore (solo se richiesto dagli stessi). E’ una eventualità possibile…; il colloquio deve avvenire in presenza di collaboratore e va verbalizzato…. 13. Contatto con Medico Curante del lavoratore (solo se richiesto dal medico)… il DS deve ascoltare il medico del lavoratore che chiede un colloquio, avendo cura di effettuarlo davanti a testimoni (collaboratore del DS) e verbalizzando l’incontro. 14. Risoluzione del contratto di lavoro o sospensione cautelare del lavoratore: Col nuovo regolamento emanato ai sensi del DPR 171, 27.07.11, si può procedere alla risoluzione del contratto di lavoro di fronte al rifiuto del lavoratore a sottoporsi ad AMU in CMV. Si può procedere alla sospensione cautelare dal servizio nei casi in cui si configuri il rischi o per l’incolumità dell’utenza e/o del personale frequentante l’ambiente scolastico. 15. Visita fiscale in presenza di patologia psichiatrica. Il lavoratore può produrre un certificato, ad opera dello psichiatra ospedaliero, che lo esime… dall’osservare l’orario di reperibilità per la visita del medico fiscale…
Corriere della sera – 1 marzo 2012
“I nostri storici così poco globali”.
░ Studiano quasi solo gli eventi italiani. (di Paolo Pombeni)
Dall’8 al 9 febbraio del 2008 di tenne ad Harvard una importante conferenza sulla “storia globale” cioè su quella che era e tende a rimanere una frontiera dell’odierna ricerca storica. L’impulso viene, nemmeno a dirlo, da una domanda culturale che sfida ormai tutti i campi del sapere. E’ una moda discutibile, perché è ovviamente contraddittoria. Da un lato è evidente per tutti che una storia concentrata sulle specificità nazionali presenta sempre più problemi in un mondo in cui l’orizzonte è divenuto totale. Dall’altro è difficile sfuggire alle perplessità su come ci si possa immergere in una dimensione “mondiale” della storia senza conoscere almeno lingue che ci parlano di altri mondi (Russia, India, Cina ecc..) e di altre culture. … La sfida è seria, per l’Italia. Siamo un Paese in cui la storiografia soffre di una tendenza all’emarginazione accademica fuori delle facoltà “specializzate”… ma siamo anche un Paese in cui la storiografia fatica non poco a uscire da un italo centrismo notevole, sia come temi, sia come periodi…… Non significa cento che la storia di casa nostra non sia importante, perché è da essa che si parte alla scoperta del mondo. Solo che se questa partenza non arriva mai… non andremo avanti. Bisogna avere il coraggio di imboccare questa strada, altrimenti finiremo marginali nella grande competizione internazionale…

 

www.asas.sicilia.it - La Letterina n. 311 - 16 febbraio 2012
“San Valentino, un colpo di fulmine tra Miur e ASA”.
░ Sembra aprirsi una nuova strada di consultazione tra il Miur la Scuola: un rapporto diretto tra il Miur e le associazioni di scuole autonome che rappresentano la realtà scolastica molto più e meglio (è questa la tesi, nella nota redazionale dell’ASASi) che non i sindacati di categoria.
È stato approvato il D.L. 5/2012. Un aspetto molto innovativo è senz’altro quello dell’istituzionalizzazione delle reti, che non è finalizzata solo alla gestione di una parte dell’organico, ma è ad ampio spettro, come chiaramente detto nella lettera c) del citato art. 50 del Decreto Legge: “… costituzione, previa intesa con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, di reti territoriali tra istituzioni scolastiche, al fine di conseguire la gestione ottimale delle risorse umane, strumentali e finanziarie”. Per la prima volta è stabilita un’espansione territoriale dell’autonomia scolastica in modo formale e istituzionale, con l’obiettivo di ottimizzare l’utilizzazione delle risorse disponibili nella gestione dell’offerta formativa sul territorio. Importante anche la previsione di un’intesa con la Conferenza Unificata, date le competenze che la Costituzione prevede in materia per Regioni ed EE.LL. 17.- (Consigli delle autonomie scolastiche). 1. Così recita: “Con proprio regolamento adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sentite le Commissioni parlamentari, il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca provvede ad istituire a livello regionale e nazionale i Consigli delle autonomie scolastiche, composto da rappresentanti eletti rispettivamente dai dirigenti e dai presidenti dei consigli di indirizzo delle istituzioni scolastiche autonome, e ne fissa le modalità di costituzione e di funzionamento”. Sembrerebbe che il Governo, come futuro interlocutore, pensi alle Associazioni di scuole Autonome, proprio come noi le abbiamo interpretate: un’adesione con delibera del consiglio di istituto (organo politico di indirizzo e di controllo) e la rappresentanza gestita dal dirigente scolastico…. Un futuro quindi, in cui il ruolo centrale di interlocutore del MIUR, non è più interpretato dal sindacato, difensore di interessi di categoria, ma dalle scuole, per la difesa dell’interesse pubblico. … Consigliamo il Ministro, prima di eleggere i consigli delle autonomie scolastiche, di azzerare le RSU e gli esoneri sindacali, altrimenti sarà il solito buco nell’acqua. Il MIUR si è deciso, infatti, a un passo clamoroso, ha convocato per il 14 febbraio le Associazioni di Scuole Autonome effettivamente operanti in Italia. Ha convocato anche l’ASAS…. Non si può far nulla che non sia condiviso dai sindacati, anche perché si scopre sempre che il MIUR è talmente infiltrato da sindacalisti, che assumere una posizione autonoma diventa sempre più difficile. I sindacati sanno che, godere di esoneri pagati da tutti i contribuenti, di assemblee fasulle in orario di lezione, di permessi frequenti in orario di servizio, è un’anomalia che lascia i partner europei basiti. … Siamo arrivato all’assurdo che il MIUR mantiene 1.400 esoneri sindacali e taglia 1.400 presidi con la scusa del dimensionamento delle istituzioni scolastici…. Se il Ministro compisse la scelta di discutere con le scuole i problemi delle scuole, privilegiando gli interessi pubblici rispetto a quelli di categoria, potrebbe aprirsi una pagina nuova….

www.disabili.com - 16 febbraio 2012
“Tanti ricorsi al Tar: con le deroghe si realizza l’integrazione?”.
░ Ore di sostegno assegnate troppo spesso solo grazie ai tribunali. Che ne è della scuola inclusiva?
L’integrazione degli alunni disabili nella scuola è una questione sempre attuale e mai del tutto risolta, insieme a quella delle cattedre di sostegno non sufficienti a garantire il diritto allo studio agli allievi disabili. La situazione viene ormai sempre più spesso risolta nei tribunali, che in genere ripristinano le ore di sostegno sulla base del D. Lgs n. 112/98 e della sentenza della Corte Costituzionale n. 80/10. …. Numerosi ricorsi sono stati accolti in Calabria; a Cagliari nel Luglio scorso vi erano state venti sentenze ed altre decine di ricorsi erano stati depositati nelle settimane successive, più recentemente sono stati accolti i ricorsi di quindici famiglie ed altre trenta sentenze sono al momento attese; solo negli ultimi mesi il Tar di Palermo ha emesso oltre cinquanta sentenze; non diversamente a Viterbo si è espresso il Tar del Lazio come anche la sezione di Latina, che ha accolto il ricorso presentato da trenta famiglie, che si aggiungono a tante altre che hanno visto approvato il ricorso lo scorso anno e almeno altri 70 ricorsi sono già pronti; allo stesso modo si è espresso il Tar della Campania; il Coordinamento dei genitori della Capitale ha deciso di agire con un ricorso collettivo…..Molto spesso, al ripristino delle ore di sostegno, si aggiunge anche il risarcimento alle famiglie per il danno subìto. La deroga, dunque, cioè l’eccezionalità, è divenuta routine. Essa giunge in genere tardi, ad un terzo dell’anno scolastico, quando il percorso delle programmazioni e di inclusione dei nuovi progetti è ormai già ampiamente avviato. ….

www.partitodemocratico.it - 16 febbraio 2012
“Per una buona politica: più democrazia, più trasparenza”.
░ La proposta di legge del PD di riforma dei partiti politici in attuazione dell’articolo 49 della Costituzione. La proposta di legge reca disposizioni per la disciplina dei partiti politici in attuazione dell’art. 49 della Costituzione (art. 1). La riportiamo in parte.
I partiti politici diventano associazioni riconosciute dotate di personalità giuridica (art. 2). L’acquisizione della personalità giuridica e la pubblicazione dello statuto in G.U. è condizione per poter partecipare alle elezioni (art. 6, comma 1) e accedere ai rimborsi elettorali, alle agevolazioni e ai contributi pubblici per gli organi di partito (art. 8, comma 3). Ogni partito deve indicare nel proprio statuto una serie di elementi volti ad assicurare il rispetto dei principi di democrazia interna e trasparenza (art. 3), tra i quali: - Organi dirigenti, modalità di elezione, durata degli incarichi; - Casi di incompatibilità; - Procedure per l’approvazione degli atti; - Diritti e doveri degli iscritti; - Presenza paritaria di donne e uomini negli organi collegiali; - Presenza delle minoranze negli organi collegiali non esecutivi; - Criteri di ripartizione delle risorse finanziarie tra struttura nazionale e articolazioni territoriali; - Modalità di selezione, attraverso primarie o elezione da parte degli organi collegiali, delle candidature alle cariche elettive; - Limite massimo dei mandati elettorali e relativi ad incarichi interni; - Codice etico; - Attribuzione della rappresentanza legale ad un Tesoriere, nomina di un Comitato di tesoreria e di un Collegio sindacale con richiesta di specifici requisiti di onorabilità e professionalità - Attribuzione a una società di revisione della certificazione del rendiconto di esercizio. Accedono ai rimborsi elettorali e a qualsiasi altra forma di finanziamento pubblico esclusivamente i partiti che rispettano i requisiti di democrazia interna e di trasparenza (art. 6, comma 2) ed abbiano ottenuto l’elezione di almeno un rappresentante sotto il proprio simbolo nelle relative consultazioni. Il 5% dei rimborsi elettorali è destinato alla formazione dei giovani alla politica (art. 3, comma 2). Vengono regolamentate le primarie, per la selezione dei candidati a sindaco, a presidente di regione, a premier, e dei candidati alle assemblee rappresentative elette con sistema maggioritario in collegi uninominali, prevedendo che debbano essere sempre aperte a tutti gli elettori (art. 4). Si propone inoltre che i rimborsi elettorali siano decurtati del 25% per i partiti che non adottano nel loro statuto in forma stabile le primarie per le cariche e nelle forme previste dal progetto di legge (art. 6, comma 3). Pubblicazione anche in formato open data sul sito internet del partito e su una apposita sezione del sito della Camera di: rendiconto di esercizio; relazione del Collegio sindacale; relazione della società di revisione; bilanci delle imprese partecipate; verbale di approvazione del rendiconto; situazione reddituale e patrimoniale dei titolari di cariche di governo ed elettive (art. 5, comma 2). Riduzione a cinquemila euro della soglia oltre la quale i contributi erogati ai partiti sono soggetti a dichiarazione congiunta (art. 5, comma 3). E’ disposta la certificazione obbligatoria del rendiconto da parte di una società di revisione iscritta nell’albo speciale (art. 7, comma 1). Il controllo del rendiconto è affidato alla Corte dei Conti (al collegio istituito dalla legge 515/1993). Se dall’esito del controllo emergono irregolarità, è prevista la decurtazione dei rimborsi elettorali. Il controllo della Corte dei conti si estende alle articolazioni territoriali del partito che partecipano alla ripartizione dei rimborsi elettorali (art. 7, commi 2-6). Lo statuto del partito va pubblicato nella Gazzetta Ufficiale (art. 8, comma 1).

www. domodama.wordpress.com - 17 febbraio 2012
“I picciriddi muti dell’Albergheria e le pietre delle parole”.
░ Nell’antica zona araba di Palermo, tra due fiumi ora sotterrati.
In questi giorni, nella stradina laterale alla Biblioteca Le Balate, la via Colluzio, alcune delle balateche lastricano la strada hanno ceduto: e sotto è apparso il vuoto. Sotto di noi il vuoto: ma in fondo a quel buio, fresche, scorrono ancora le acque del fiume Kemonia e poco più in là del Papireto. Sono acque di vita, quelle: e forse se facessimo scorrere, insieme a loro, le parole, restituiremmo vita alla nostra città. Per questo abbiamo trascritto per voi – per noi tutti – un racconto che Giulia Lo Porto ha letto a Chiodo fisso, un programma andato in onda su radiotre mercoledì 15 febbraio. Cliccando sul nome del programma potrete ascoltarlo direttamente dalla sua voce: è bellissimo perché autentico. Ci siamo tutti noi, in questo racconto che vive.
Buongiorno. Mi chiamo Giulia Lo Porto e sono nata e cresciuta a Palermo. Ho frequentato il Liceo Vittorio Emanuele II e la Facoltà di Teologia. Entrambi si trovano nel centro storico della mia città, tra il quartiere del Capo e il quartiere dell’Albergheria. E poiché mi stava a cuore raccontarvi la vita del quartiere dell’Albergheria, che è uno dei quartieri più poveri della mia città, pur vivendo a Roma da qualche tempo sono tornata a Palermo, e mi sono proprio addentrata nelle strade del quartiere, tra i vicoli, tra la gente, e ho incontrato una donna, Donatella Natoli, che è una delle fondatrici della Biblioteca per bambini Le Balate. Abbiamo parlato a lungo: lei mi ha raccontato delle diverse povertà che vivono gli abitanti del quartiere dell’Albergheria; e dalle parole che ho ascoltato, dalle vite che mi ha raccontato, è nata in me la necessità di scrivere un racconto, che adesso voglio leggervi:
C’è un quartiere a Palermo che si chiama Albergheria. Il nome glielo hanno dato i Normanni, quando l’Imperatore Federico II ci deportò gli abitanti di Centuripe e Capizzi. Glieli deportò perché osarono ribellarsi a lui che era lo Stupor mundi. Ma furono gli Arabi a costruire il quartiere. Ci vivevano insieme: Arabi ed Ebrei, e gli Arabi fondarono il mercato, il Ballarò, il più antico mercato di tutta la città, dove si può camminare e comprare ancora oggi. Poi all’Albergheria gli Aragonesi portarono gli artigiani, i contadini e i poveri. Il fiume Kemonia trascinava nel quartiere umidità e sporcizia, e la gente moriva all’Albergheria. Allora gli abitanti, sulle rive del fiume Kemonia, ci misero le balate, che sono pietre grosse e levigate, pietre imponenti, che stanno ancora dentro alla città, e che adesso sono lisce lisce, perché ci sono passati, ogni giorno, gli uomini e i secoli. Poi arrivarono gli Spagnoli e poi ancora i Borbone. Nell’Ottocento provarono a risanare il quartiere. Buttarono giù le case per costruirne di più nuove e belle, ma le macerie sono ancora lì. E ci pensò la guerra infame del Novecento ad aggiungere macerie a macerie. Povertà, balate, mercato e macerie dall’Albergheria non sono uscite più; e oggi, accanto agli Arabi e ai Normanni, è arrivata altra storia e altro mondo. Oggi l’Albergheria è anche Africa: Africa Centrale e Asia e Cina. Sulle balate delle strade camminano anche loro. Ci sono uomini all’Albergheria: uomini, donne, picciriddi e vecchi. Gli uomini dell’Albergheria dicono tutti di essere muratori: ma per la verità hanno trasportato pietre, con le carriole, da una parte all’altra dei cantieri che assumono in nero. Carrianu petri, e da una parte all’altra della città trasportano anche droga, perché soltanto con le pietre, trasportate sulle carriole, in nero, non si mangia. E non sanno né leggere né scrivere: la firma soltanto sanno mettere. E i picciriddi a scuola ci vanno, e fino alla terza elementare custodiscono tutti la speranza di un cambiamento, di un futuro differente, che non sanno come dovrebbe essere ma che sperano diverso. Spesso la speranza però si infrange. Gli esperti – quelli che conoscono non solo le lettere ma pure i numeri, quelli che inventano sulle carte le circoscrizioni, disegnando linee fasulle in mezzo alla vita quotidiana e alle case della gente – dicono che a Palermo la dispersione scolastica arriva al 12%, e in periferia c’è il 20% di posti vuoti fra i banchi. Si sfascia, la speranza, contro il muro di lettere e parole: giacciono le lettere, muoiono le parole. E se in terza elementare le lettere non si sono ancora imparate, allora non resta che trascinarle, come le pietre sulle carriole, fino alla quinta elementare, e poi su, su, con sforzo e indifferenza, fino alla terza media: perché a Palermo, la terza media, si può raggiungere anche con le lettere a pezzi tra i piedi. I picciriddi dell’Albergheria non ci vogliono andare più a scuola quando il foglio scritto diventa bianco, quando gli altri bambini scalano i muri dei fogli aggrappandosi con agilità agli appigli delle parole. Quando gli altri bambini volano sui muri dei fogli e corrono, i picciriddi della Albergheria restano soli e muti, e le maestre dicono che non si possono fermare con i picciriddi muti, dicono che devono far correre i bambini che volano sulle parole, dicono che non è giusto rallentare chi è veloce. Allora i picciriddi muti tornano a casa, tra i vicoli degli Arabi e sulle balatedelle genti. Tornano a casa dai genitori che la firma la sanno mettere, ma che restano in pigiama, con la notte addosso, per tutto il giorno, perché tanto la vita, con le sue possibilità, non ci passa sopra le balate. Eppure c’è la civiltà sopra le balate: ci sono le chiese e il palazzo del Re, con i mosaici tutti d’oro e Cristo Pantocratore. C’è la civiltà, visitata dai turisti a maniche corte pure in inverno – che si sa, a Palermo, l’Africa è vicina. E’ infame la scuola, come la guerra con le sue macerie. La scuola marca i confini tra la Palermo dei ricchi e la Palermo dei poveri: perché esclude, questa scuola, e non include. Lascia fuori i picciriddi figghi dei muti e i picciriddi degli extracomunitari; e accompagna, mano nella mano, i bambini con i genitori che il pigiama lo tengono addosso soltanto la notte, perché di giorno vivono e parlano e lavorano. Ma di bambini muti tra i banchi di scuola non ne vogliamo più. Tra i vicoli degli Arabi e le balate dei Normanni vogliamo vedere camminare a testa alta masculi e fimmini e picciriddi, tra li biddizzi della civiltà antica, e sui sentieri di nuove integrazioni e mescolanze di culture e lingue e tradizioni e musica e odori e sapori. E vogliamo trovare le parole per dire a cu’ cumanna che le macerie della scuola infame non si possono scaricare più al quartiere dell’Albergheria, e neppure al Capo, a Borgo Nuovo o allo Zen. Che venissero a prendere, con le loro carriole d’oro, tutti i pezzi delle vite perdute, e sparite nel silenzio. Che se le debbono caricare sulle spalle le macerie dei loro progetti senza fondamenta. Tra i vicoli del centro storico di Palermo bisogna fare spazio alle parole, alle lettere tutte in fila, da capire, da arrampicarcisi su per vedere cosa c’è oltre il muro. Le devono venire a raccogliere le macerie, perché tra i vicoli degli Arabi è tempo di imparare a leggere e scrivere, a usare le parole, e a costruire vite nuove con le pietre delle parole.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - 17 febbraio 2012
“Profumo una ne pensa e cento ne fa: la pessima idea del reclutamento diretto dei docenti”.
░ Anche dentro il PD ci si accorge che con il ministro Profumo si viaggia sulle montagne russe: in alto alto (il consenso all’inserimento nelle GAE per 23 mila abilitati; le decine di migliaia di posti nell’Organico dell’Autonomia), e subito in basso basso (i ripensamenti addotti dai soliti motivi di cassa, come al tempo del duo Gelmini-Tremoni), adesso la sperimentazione del reclutamento diretto. L’On.Russo non la manda a dire.
Con il reclutamento diretto, i presidi-dirigenti della scuola dell'autonomia potrebbero arrivare a scegliersi gli insegnanti, come nelle scuole non statali. La sperimentazione proposta in Lombardia è su contratti annuali, si parla di concorsi differenziati per ciclo di studi con il docente che dovrebbe conoscere e condividere il progetto educativo della scuola che «assume». Questo, brevemente, il senso di questa strampalata proposta. A questo punto mi sembra importante segnalare alcune questioni. Primo: io credo che la scuola pubblica sia italiana e non lombarda o di un'altra regione. Per questo mi auguro che il ministro Profumo, prima di avviare pericolose e inutili sperimentazioni, voglia impegnarsi sui temi molto più delicati e importanti come, per esempio, gli scatti di anzianità dei docenti, la loro pensione, lo sblocco dei fondi per il tirocinio formativo attivo, l'apertura delle graduatorie agli abilitandi. Secondo: il Ministro prima di aprire tavoli con singole regioni su questo tema, dovrebbe chiedere alla Regione Lombardia il rispetto delle leggi nazionali e della Costituzione. Sul piano politico dunque è netta la contrarietà del PD che attraverso la sua responsabile scuola, Francesca Puglisi, ha dichiarato che la scuola “'non è materia sulla quale esercitare la fantasia o una cavia su cui fare esperimenti” e non ha esitato a giudicare la proposta, anche se sperimentale, “pura follia e incostituzionale”. Per queste ragioni, il 15 febbraio noi del gruppo abbiamo presentato alla Camera un question time proprio per chiedere le ragioni di una scelta tanto avventurosa. Credo sia arrivato il momento che il Ministro Profumo si fermi un attimo a riflettere capendo bene che sono altre le priorità sulle quali è necessario intervenire. La nostra scuola ha bisogno di serenità e non di inutili proclami.
“Graduatorie ad Esaurimento e Governo Monti:Gestione schizofrenica del ministero dell'istruzione”
░ L’On. Russo manifesta la sua delusione per il voltafaccia del Governo.
… E', davvero, grave la responsabilità che si è assunta il governo Monti, rimettendo in discussione l'emendamento del Pd approvato con larghissima maggioranza alla Camera che prevedeva il normale inserimento degli insegnanti abilitati e abilitandi. Cambiare radicalmente opinione da un ramo del Parlamento all'altro, in pochi giorni, non è spiegabile nè giustificabile. Tanto più se il governo viene definito tecnico e come tale dovrebbe mostrare e dimostrare lo scrupolo dell'approfondimento preventivo delle questioni ed il pudore della obiettività e della coerenza lungo il percorso. Purtroppo, nella casta dei rappresentanti istituzionali della politica, a qualcuno è concesso qualche privilegio di troppo: non rispondere ai cittadini-elettori e anche al buon senso. No! Non c'è alcuna concessione del governo Monti al Pd, che resta uno e, nonostante l'impegno di qualche sbadato, non ha succursali! Anzi, c'è un bel torto che, personalmente, non ho ancora digerito né penso possa essere archiviato come se nulla fosse. Naturalmente, noi continueremo la nostra battaglia senza lasciare spazi a chi vuol disconoscere diritti o provocare torti. In particolare pretenderemo il rispetto delle sentenze della Corte Costituzionale che non ammettono né code né nuove fasce aggiuntive. E siamo certi, se si dovesse tornare li, che il giudice delle leggi non ha l'abitudine di contraddirsi! La smetta, poi, chi spesso richiama la chiusura delle graduatorie dimenticando il piano di immissioni in ruolo di 150.000 unità previste dal governo Prodi che ne erano la premessa per esaurirle. Le graduatorie divennero ad esaurimento non certo per la loro chiusura, che comunque non era una cristallizzazione, ma per lo svuotamento che il piano di immissioni in ruolo doveva operare e garantire. Si ricorderà che la lega, il Pdl, la Gelmini ed il resto del governo non lo resero possibile con i tagli operati e il più grande licenziamento di massa posto in essere. Viene da chiedersi, poi, perché non siano stati chiusi i corsi abilitanti, ammesso e non concesso che davvero non servissero o non gli si volesse riconoscere più alcun valore. Aggiungo: non era chiaro che, non facendo partire il nuovo sistema di reclutamento in tempi ragionevoli, sarebbe nato il problema del valore di anni di studio e sacrifici economici di docenti e loro familiari ?

www.governarelascuola.it - 19 Febbraio 2012
“La Regione Lombardia dà scandalo”
░ Pietro Perziani, responsabile del periodico on line, riporta e commenta il progetto di legge regionale presentato da Formigoni.
Il Presidente Formigoni ha da poco presentato un progetto di Legge Regionale “Per la crescita lo sviluppo e l’occupazione”, dove si interviene anche in materia di reclutamento dei docenti, più esattamente dei docenti con contratto a tempo determinato, affidandone la competenza alle scuole. Questo il testo della proposta:
“Alla legge regionale 6 agosto 2007, n. 19 (Norme sul sistema educativo di istruzione e formazione della Regione Lombardia) è apportata la seguente modifica: a) dopo il comma 2 dell’articolo 3 sono aggiunti i seguenti commi: “2 bis-A partire dall’anno scolastico 2012/2013, le istituzioni scolastiche statali possono organizzare concorsi differenziati a seconda del ciclo di studi, al fine di reclutare personale docente necessario a svolgere le attività didattiche annuali.
2 ter-E’ ammesso a partecipare alla selezione il personale docente del comparto scuola che conosca e condivida il progetto e il patto per lo sviluppo professionale, che costituiscono parte integrante del bando di concorso di ciascun istituto scolastico. 2-quater Le modalità di espletamento del bando di concorso sono definite, nel rispetto dei principi di imparzialità, trasparenza e pubblicità, con deliberazione della Giunta regionale”. Non si esagera dicendo che la proposta ha indotto molti a gridare allo scandalo, ma è proprio così assurda? A parte il comma 2ter, che fa sorridere per non dire che fa pensare male (Che significa “condividere”?), la questione può essere affrontata da due punti di vista, uno che potremmo definire di metodo per quanto attiene alle competenze legislative della Regione Lombardia in merito al reclutamento dei docenti, uno per quanto attiene al merito, l’affidamento alle scuole del reclutamento dei supplenti annuali (Chiamiamoli così, per brevità e semplicità). La competenza legislativa della Regione. Almeno in prima battuta, va detto che la Regione Lombardia ha competenza a legiferare in merito al reclutamento dei supplenti annuali, come per la verità su qualsiasi altra materia, perché la Costituzione prevede, all’art. 117, comma 1: “La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.” La potestà legislativa della Regione ha quindi natura primaria, non è sottoposta ad alcuna limitazione o autorizzazione esterna. Non si tratta però di una potestà illimitata, perché: -su alcune materie, la competenza è affidata in via esclusiva allo Stato; -su altre, la competenza è concorrente, tra Stato e Regione, nel senso che lo Stato stabilisce i principi fondamentali in base a cui la Regione legifera.
E’ evidente che la Regione Lombardia non può intervenire sulle materie di esclusiva competenza dello Stato, ma può intervenire sulle materie di legislazione concorrente, anche se lo Stato non ha fissato in modo esplicito i principi fondamentali, perché la Regione li può dedurre dalla vigente legislazione statale. Il problema quindi è: il reclutamento dei supplenti annuali rientra nella legislazione esclusiva dello Stato, nella legislazione concorrente o nella legislazione esclusiva delle Regioni? Non vogliamo qui risolvere il problema, lo vogliamo solo porre, anche perché nessuno lo può risolvere, se non la Corte Costituzionale; dalla Riforma del 2001, infatti, il Parlamento si è guardato bene dall' emanare delle norme che fissassero i paletti di confine tra i tre diversi di legislazione e, non meno importante, tra le competenze amministrative di Stato, Regioni, EE.LL. ed autonomie funzionali, tra cui anche la scuola autonoma. Di qui, una specie di far West, con continue invasioni di campo, dello Stato e anche delle Regioni; il fatto è che se la Regione Lombardia approverà questa legge essa entrerà in vigore e solo la Corte Costituzionale la potrà abrogare. Il reclutamento dei supplenti annuali. Lo abbiamo recentemente ricordato nel numero 3 della Rivista, già il DPR 275/1999 affida alla scuola autonoma il reclutamento del personale con rapporto di lavoro a tempo determinato, ma non se ne è fatto niente, al punto che ancora oggi soprattutto nei grandi centri le supplenze annuali vengono conferire da quell’obbrobrio giuridico che sono le “Scuole Polo”.
La Regione Lombardia non dice certo un’eresia quando vuole affidare alle scuole il reclutamento dei supplenti annuali; anche il DDL Aprea si muove in questa direzione, affidando alle reti di scuole il reclutamento dei docenti tout court: “Art. 13.- (Concorsi per il reclutamento dei docenti). 1. Il reclutamento dei docenti delle scuole di ogni ordine e grado avviene mediante concorsi per titoli banditi dalle reti di scuole, anche eventualmente costituite appositamente, secondo le esigenze della programmazione degli istituti afferenti ad ogni rete di scuole e al fine di coprire i posti disponibili e vacanti accertati dagli organismi competenti, nel rispetto delle disposizioni stabilite con regolamento nazionale del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca.”
Se si tiene poi presente che con il D.L. 5/2012 si va alla istituzionalizzazione delle reti di scuole, si apre una prospettiva diversa per il reclutamento dei docenti, dove le scuole possono e devono essere le protagoniste; questo dovrebbe essere ovvio, almeno per chi crede nell’autonomia scolastica. Affidando il reclutamento alle scuole autonome, sarebbe possibile prevedere anche un intervento delle Regioni a livello di legislazione concorrente, in considerazione delle competenze che la Costituzione assegna loro in materia di gestione dell’offerta formativa. Anche in questo campo forse qualcosa si sta muovendo, dato che le maggiori forze politiche che sostengono il governo Monti parlano di una rivisitazione dell’art. 117 della Costituzione.

www.corriere.it/cronache - 19_febbraio_2012
“La preside e quel bidello trasformato in autista.
░ Condannata dopo 7 anni, ma resta al suo posto. Il collaboratore scolastico usato per la spesa e le commissioni in banca. Gli insegnanti che hanno testimoniato chiedono il trasferimento. (Gian Antonio Stella)
Come pensa di spiegare, lo Stato, ai ragazzi di un liceo di Messina, che occorre rispettare le regole? La loro preside è stata condannata perché usava un bidello come autista e cavalier servente per la spesa al supermercato. Eppure la dirigente è ancora lì, al suo posto. E han dovuto andarsene gli insegnanti che avevano testimoniato contro di lei. Quella di Anna Maria Gammeri è una piccola storia esemplare. Che dimostra come, oltre ai contratti di lavoro di cui si discute in questi giorni, sia urgente mettere mano anche ad alcune storture inaccettabili nel mondo della giustizia (quasi sette anni per una sentenza di primo grado!) e della scuola. A partire dalle scelte del ministero della Pubblica istruzione: com'è possibile che, lanciando un messaggio omertoso agli studenti di quella scuola, di tutta Messina e dell'Italia intera, non si sia costituito parte civile nel processo contro quella sua dirigente che usava un bidello come lacchè? Ma partiamo dall'inizio. Siamo nel 2005 e i magistrati ricevono un esposto. È anonimo, ma così ricco di dettagli, date, circostanze…. La Guardia di Finanza, come spiegherà la sentenza, si apposta e nel giro di qualche giorno accerta che è proprio così: la preside Anna Maria Gammeri utilizza un collaboratore scolastico, Nicola Gennaro, come fosse un servitore personale messo dallo Stato a sua completa disposizione. Per cominciare, si fa venire a prendere a casa la mattina e riaccompagnare al pomeriggio… manda il bidello anche a sbrigare qualche commissione in banca e al supermercato… Gli investigatori vanno a vedere le tabelle degli straordinari e salta fuori che Nicola Gennaro risulta essere uno stakanovista infaticabile. Accumula ore su ore. … Insomma, c'è quanto basta per il rinvio a giudizio. A quel punto la Gilda chiede per la donna una sospensione cautelare. Macché: la lasciano al suo posto….Mentre le udienze vengono rimandate una dopo l'altra (sette rinvii per arrivare alla prima udienza dibattimentale!) tutti i professori e i collaboratori che avevano testimoniato a carico della preside, sentendosi a torto o a ragione esposti a ogni genere di ripicca, chiedono uno dopo l'altro il trasferimento in un altra scuola. E il ministero, come dicevamo, non si costituisce parte civile…. Finalmente, sei anni dopo la prima denuncia e cinque dopo il rinvio a giudizio, arriva la sentenza….Il giudice … condanna la preside a 10 mesi di reclusione e 400 euro di multa. Quanto al bidello, 7 mesi e 300 euro di pena pecuniaria. Pene evaporate per entrambi grazie al condono del 2006. La preside e il bidello sono ancora al loro posto. …

Il Nuovo Corriere Viterbese - 20 febbraio 2012
“Profumo promette: “Basta tagli, la scuola deve essere rivalutata”.
░ Un’intervista concessa dal Ministro a Monica Maggioni, nella puntata di “Speciale Tg1, l’inchiesta” dello scorso 19 febbraio.
“Questo non sarà un anno di tagli per la Scuola. Credo che questa fase sia terminata. Il Paese ha capito che il vero investimento per il suo futuro sia proprio la scuola”. I docenti “non hanno stipendi corretti. Non sono confrontabili con quelli di altri Paesi ma io credo che il corpo docente in questo momento chiede prima di tutto di essere rispettato e rivalutato. Tutta la scuola chiede di essere rivalutata per quello che rappresenta per l’intero Paese”. …

ItaliaOggi - 21 febbraio 2012
“Potenziare l’autonomia; margini stretti
░ Il dl Semplificazioni ha escluso l’istituzione di nuovi organici.
Potenziamento dell’autonomia di gestione, anche mediante l’organizzazione in rete; organico funzionale; regole contabili più semplici. Sono questi i principi cui dovrà attenersi il ministro dell’Istruzione per “consolidare e sviluppare” l’autonomia scolastica (art.50 dl 9 febbraio 2012 n.5) Dovrà farlo entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto… Si provvederà con decreto del Miur, di concerto con l’Economia e sentita la Conferenza Unificata. Non ci si può aspettare molto, perché su tutto si impone il rispetto degli organici, che restano quelli stabiliti dalla legge 133/2008. Né il Ministro Profumo potrà ignorare le leggi vigenti, che qualificano l’autonomia scolastica come “funzionale, essenzialmente declinata nelle forme dell’autonomia didattica e organizzativa. Riuscirà sicuramente a semplificare le norme di bilancio togliendo i vincoli ancora esistenti. Potenzierà le reti, già previste dall’art.7 dpr n.275/1999, cui saranno affidati compiti di gestione delle risorse umane, strumentali e finanziarie. Creerà l’organico funzionale di rete, ma in questo non sarà aiutato dal vincolo di lasciare immutati gli organici….Le scuole continueranno, quindi, a lamentare l’esistenza di organici collegiali obsoleti, non adeguati alla gestione di un’istituzione autonoma…

ItaliaOggi - 21 febbraio 2012
“La carica dei 23mila precari”
░ Il decreto Milleproroghe riapre le graduatorie, ma colloca i 23mila aventi diritto, “in coda”. Più fumo che… l’assunzione è un miraggio.
Le GE restano chiuse, come principio. Ma i precari che si sono abilitati dopo che il legislatore aveva chiuso la porta (2007), saranno inseriti nelle liste, anche se in una fascia aggiuntiva…. Lo prevede il disegno di legge Milleproroghe, come modificato dal Senato. Dunque, nulla di fatto per l’inserimento a pettine nelle GE, così come era stato previsto nella versione approvata in prima lettura alla Camera…. Un compromesso a cui ha lavorato anche il Governo… e su cui si sono registrate molte tensioni all’interno degli stessi democratici: non tutti erano favorevoli alla riapertura, tra i contrari, i popolari di Giuseppe Fioroni… L’ingresso è limitato ai “docenti che hanno conseguito l’abiltazione dopo aver frequentato i corsi biennali abilitanti di II livello ad indirizzo didattico (COBASLID), il secondo e terzo corso biennale di II livello finalizzato alla formazione dei docenti di educazione musicale delle classi di concorso 31/A e 32/A, e di strumento musicale nella scuola media della classe di concorso 77/A, nonché i corsi di laurea in Scvienze della formazione primaria negli aa.aa. 2008/2009, 2009/2010, 2010/2011”…
Il nuovo testo prevede che i 23mila neoabilitati rimasti fuori dalla porta delle GE entreranno nelle fasce aggiuntive dal prossimo a.s.

Il Riformista - 22 febbraio 2012
“Scuola digitale ? La rivoluzione è già in atto”.
░ In un articolo pubblicato lo scorso 12 gennaio su La Repubblica, Raffaele Simone – illustre linguista -ha scatenato una polemica, e l’ingresso della tecnologia a scuola sta diventando, come quasi tutto in Italia, problema ideologico.
Chiunque viva quotidianamente con gli adolescenti, li osservi e cerchi di farli lavorare, difficilmente può pensare che la scuola abbia la forza di opporsi a una rivoluzione che è ormai pienamente compiuta. … La maggior parte dei lettori forti, oggi, mescola tranquillamente libri cartacei a libri digitali… e non c’è nesun cortocircuito tra una sfera cognitiva e un’altra… I lettori forti, grazie alle nuove tecnologie, leggono ovunque e in più lingue facendo un uso pieno e creativo delle possibilità offerte dal web… Partire dall’analisi della realtà di fatto potrebbe risultare più utile a capire perché dotare la scuola di strumenti tecnologicamente aggiornati, e soprattutto insegnare ai ragazzi ad usarli a proprio vantaggio… Ci si chiede, inoltre, se nella discussione pubblica sul futuro della scuola non sia il caso di dare maggiore ascolto a chi vi insegna, ed è in grado di giudicare con esattezza quali siano i vantaggi di uno strumento come la LIM, e le priorità educative…. La mancata alfabetizzazione digitale equivale a non essere in grado di fare nulla di professionalmente utile…

ItaliaOggi - 23 febbraio 2012
“Scuole ai raggi X .
░ Da oggi sono disponibili online tre questionari della SOSE, in tema di fabbisogni standard degli EE.LL.
Scatta la terza fase dell’operazione “fabbisogni standard” degli enti locali. Da oggi sono disponibili sul portale internet dedicato (https:77onepdata.sose.it/fabbisogni standard) tre nuovi questionari, uno per i comuni e due per le province, progettati da SOSE con la collaborazione di IFEL e UPI. Per i comuni e le unioni di comuni, il focus è esclusivamente sulla spesa relativa alle funzioni di istruzione pubblica. Si tratta di un aggregato che, nell’anno di riferimento (2010), valeva oltre 5 miliardi di euro all’anno…. La novità più significativa è rappresentata dall’attenzione verso le forme associative: per ogni tipologia di servizio – scuola dell’infanzia; altri ordini di scuola… - occorrerà specificare se la gestione avviene mediante unione, comunità montana, consorzio o convenzione, indicando i dati relativi alla forma associativa di appartenenza… Per le Province… la rilevazione punta soprattutto ad acquisire le informazioni utili alla determinazione dei fabbisogni standard relativi alla istruzione secondaria e alla formazione professionale…
 

www.orizzontescuola.it - 6 febbraio 2012
“AIMC:Valutazione dell’insegnamento e qualità della scuola”.
░ Di seguito, riportiamo un esempio del “politichese” che caratterizza il vecchio modo di fare sindacato. In una lettera al Ministro, soppesata con il bilancino, il segretario della FLCGIL Domenico Pantaleo: - sottolinea la necessità di “assicurare alle scuole autonome una dirigenza stabile”; - invoca il “rispetto dell'interesse pubblico, al fine di assicurare che i nuovi dirigenti scolastici prendano servizio fin dal 1 settembre 2012. E' doveroso nei confronti dei docenti che si sono impegnati in questo difficile percorso di selezione” (come se i docenti esclusi per l’insipienza dei “docimologi” incaricati di preparare i quiz non si fossero impegnati altrettanto); - chiede un conciliabolo, in camera caritatis, nel vecchio stile. La lettera, notiamo con sconforto, non fa alcun riferimento al diritto e alla legalità, valori che sfuma con una ipocrita locuzione: “disagio di molti partecipanti per procedure che non hanno funzionato come dovevano”; cita, sì, la magistratura, ma per dire i “problemi che i pronunciamenti della magistratura potrebbero determinare”
Al Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Prof. Francesco Profumo
Oggetto: concorso ordinario a posti di dirigenti scolastici
Gentile Signor Ministro,
il concorso ordinario per dirigenti scolastici attualmente in svolgimento rappresenta uno strumento fondamentale per assicurare alle scuole autonome una dirigenza stabile ed efficace, all'altezza delle sfide che la scuola pubblica statale sta affrontando in questo momento di grandi trasformazioni che riguardano la scuola e la società. È importante che ogni concorso, nell'interesse pubblico, si svolga in tempi certi nella massima trasparenza e con la certezza delle procedure. Purtroppo nel concorso per dirigenti scolastici tutto questo non è avvenuto. È per questo che ci rivolgiamo a Lei quale massimo responsabile del Ministero dell'Istruzione affinché possa dedicare ai problemi che di seguito segnaliamo la necessaria attenzione. Fino ad ora, e siamo ancora allo fase di correzione delle prove scritte, sono stati presentati numerosissimi ricorsi alla giustizia amministrativa, segno del disagio di molti partecipanti per procedure che non hanno funzionato come dovevano. Abbiamo espresso critiche e formulato proposte in ogni momento in cui è stato possibile per contribuire ad evitare gli errori che sono stati commessi ed hanno prodotto un diffuso contenzioso, forti critiche e polemiche, anche sul piano della gestione politica. La responsabilità di questa situazione, che non è certamente dell'attuale Ministro, è da ricondurre interamente a chi ha gestito tutta la lunga fase di predisposizione e organizzazione del concorso. Crediamo che il nuovo Ministro debba garantire che le procedure concorsuali in atto proseguano nella massima trasparenza e nel rispetto dell'interesse pubblico, al fine di assicurare che i nuovi dirigenti scolastici prendano servizio fin dal 1 settembre 2012. E' doveroso nei confronti dei docenti che si sono impegnati in questo difficile percorso di selezione. Vanno inoltre considerate attentamente le numerose sentenze della giustizia amministrativa, tutte relative alla fase cautelare, per individuare le necessarie soluzioni ai problemi che i pronunciamenti della magistratura potrebbero determinare. Per tutte queste ragioni riteniamo indispensabile che sulla situazione del concorso per dirigenti scolastici sia attivato un confronto con le Organizzazioni Sindacali rappresentative dell'area V. In attesa di un positivo riscontro, porgiamo distinti saluti.
Il Segretario Generale FLC CGIL


www.asas.sicilia.it - La Letterina n. 310 - 9 febbraio 2012
“AIMC:Valutazione dell’insegnamento e qualità della scuola”.
░ Giuseppe Luca, direttore del periodico telematico, riporta dati emersi dall’indagine in materia di valutazione di sistema condotta da AIMC su un campione di 2000 docenti e dd.ss. I risultati sono stati presentati il 21 gennaio nell’ambito del Seminario nazionale “Valutazione de l’insegnamento”, che si è svolto presso il Centro nazionale AIMC a Roma.
Valutazione e qualità nei servizi sono due temi che prepotentemente continuano a dominare la riflessione pedagogica di questi ultimi anni con risultati, purtroppo, non sempre lusinghieri specialmente quando si confonde la valutazione con altre e diverse pratiche quali l’accreditamento, la certificazione, il controllo…..Il report finale dell’indagine “Valutazione dell’insegnamento e qualità della scuola”, basata sulla valutazione del lavoro degli insegnanti, esaminato attraverso quattro campi d’indagine: Valutare perché? Valutare che cosa? Valutare come? Chi valuta? … Valutare perché? Premesso che in questi ultimi anni si è acceso il dibattito sulla valutazione dell’insegnamento con diverse posizioni è stato chiesto di esprimere un’opinione a riguardo. Appena il 9% degli intervistati ha indicato che la valutazione dell’insegnamento deve essere finalizzata a premiare, con opportuni incentivi i docenti meritevoli mentre il 44% l’ha individuata nell’obiettivo di migliorare la qualità della scuola e dell’offerta formativa che dipende, comunque, dal miglioramento della professionalità dei docenti attraverso un’efficace formazione in servizio. Valutare che cosa? La maggioranza degli intervistati (21%) è del parere che l’elemento primario da valutare sia la competenza didattica per gli altri sono fondamentali la relazione educativa, la competenza disciplinare e la cura della formazione professionale. Valutare come? Per la grande maggioranza (74%) è necessaria l’interazione tra la valutazione interna e quella esterna, favorendo, per la valutazione interna, le griglie di autoanalisi dell’attività didattica e il sistema di autovalutazione di scuola. Sono in molti (43%), come detto, a evidenziare il collegamento tra valutazione dell'insegnamento e miglioramento dell'apprendimento degli alunni. Chi valuta? La risposta è quasi univoca: il 62% afferma che, chi valuta i docenti, deve essere un docente o comunque deve provenire dalla docenza, che sia un soggetto esterno non coinvolto nelle dinamiche degli istituti. Quanto sopra è un semplice accenno ai quattro campi d’indagine tutti, però, da approfondire analiticamente se si vuole fare chiarezza sulla problematica della valutazione dell’insegnamento che, perché collegata al miglioramento dell’apprendimento degli alunni, deve rendere concreto il dettato costituzionale che punta a garantire a ogni persona pari opportunità formative.

www.superando.it – 10 febbraio - 2012
“Perché lascia perplessi quella Sentenza in Sicilia sul sostegno”.
░ Riportiamo, in parte, la scheda n.317 pubblicata nel sito dell'AIPD e in quello di Superando, redatta da S. Nocera, vicepresidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap).
Assegnando il massimo del sostegno possibile a un alunno con disabilità, il Consiglio di Giustizia Amministrativa della Sicilia - confermando in tal senso un precedente provvedimento del Tribunale Amministrativo Regionale - lo ha fatto basandosi sulle indicazioni dell'ASL e non su quelle dei docenti. Questo - tenendo anche conto che da parte sua l'Amministrazione Scolastica continua a "tagliare" le ore di sostegno, senza fornire motivazioni di natura didattica - sta letteralmente snaturando la logica stessa dell'integrazione, fondata invece sulla presa in carico di tale progetto da parte di tutto il Consiglio di Classe, sostenuto dall'insegnante per il sostegno, al quale ne viene invece sempre più delegata l'intera formulazione e lo svolgimento. Il Consiglio di Giustizia Amministrativa (CGA) della Sicilia, ha rigettato, con la Sentenza n. 976 del 2 dicembre 2011, il ricorso d'appello del Ministero dell'Istruzione, confermando il precedente provvedimento del TAR (Tribunale Amministrativo Regionale), che aveva attribuito il rapporto di 1 a 1 con l'insegnante di sostegno, a un alunno con disabilità di scuola primaria privo della certificazione di gravità ai sensi dell'articolo 3, comma 3 della Legge 104/92. Il TAR si era basato sulla Sentenza 80/10 della Corte Costituzionale, secondo cui non può essere compresso dall'Amministrazione Scolastica il nucleo essenziale del diritto allo studio per motivi di riduzione della spesa pubblica. Alla base della sua decisione, il TAR aveva posto la Diagnosi Funzionale (DF) dell'ASL nella quale, pur non certificandosi la gravità, era stato indicato il rapporto di sostegno 1 a 1, confermato dal Piano Educativo Individualizzato, mentre la Commissione apposita dell'Ufficio Scolastico Regionale aveva assegnato undici ore, senza però motivare tale decisione.
Osservazioni….. La decisione del CGA siciliano lascia perplessi… sempre più le ore di sostegno vengono richieste sulla base delle indicazioni dell'ASL e non dei docenti, e che sempre più l'Amministrazione Scolastica si discosta da tali richieste, senza dare motivazioni di natura didattica. Il che sta letteralmente snaturando la logica stessa dell'integrazione scolastica, fondata invece sulla presa in carico di tale progetto da parte di tutto il Consiglio di Classe, sostenuto dall'insegnante per il sostegno, al quale ne viene invece sempre più delegata l'intera formulazione e lo svolgimento.

ItaliaOggi Sette – 13 febbraio - 2012
“Scuola, recupero in diverse mosse”.
░ Nel Piano di ammodernamento del patrimonio immobiliare sono previsti interventi di project finance e accordi pubblico-privati.
Un piano nazionale per ammodernare e razionalizzare il patrimonio immobiliare scolastico per ridurre le spese correnti; per gli interventi urgenti di messa in sicurezza delle scuole entro 60 giorni partirà invece un piano da 656 milioni, utilizzando le risorse sboccate dal CIPE il 20 gennaio scorso. Previsto anche il ricorso alla permuta per realizzare nuove scuole. E’ quanto stabilisce il dl sulle semplificazioni, che si pone l’obiettivo di avviare la procedura di adozione di un piano nazionale che dovrebbe rappresentare il momento di sintesi di una vera e seria programmazione… Sarà il CIPE, su impulso dei ministeri delle infrastrutture, dell’istruzione e dell’economia, a predisporre una proposta che dovrà essere approvata dalla Conferenza unificata entro 30 giorni… Un primo strumento per capire quali parti del patrimonio immobiliare potranno essere destinate all’attuazione del Piano sarà costituito dalla ricognizione del patrimonio immobiliare pubblico esistente…. Un secondo strumento sarà quello dell’attivazione degli interventi attraverso la costituzione di uno o più fondi immobiliari…. Un terzo strumento sarà quello della messa a disposizione di beni immobili di proprietà pubblica a uso scolastico suscettibili di valorizzazione e dismissione in favore di soggetti pubblici o privati, mediante permuta di immobili pubblici scolastici con immobili già esistenti o da edificare e destinare a nuove scuole.

ItaliaOggi – 14 febbraio - 2012
“Scoppiano le assunzioni dirette”.
░ La proposta della Giunta Formigoni: la scuola assuma i docenti per le attività aggiuntive: sindacati subito contro; possibilista il Ministro.
La giunta Formigoni vuole modificare il sistema di reclutamento del personale docente e autorizzare assunzioni dirette da parte delle scuole? … Ad aprire al progetto della giunta lombarda, il ministro dell’Istruzione… “Apriamo adesso un tavolo di confronto su questo tema, stiamo ragionando su una possibile sperimentazione nell’ambito di quella che possiamo definire un’autonomia responsabile delle scuole - ha detto Profumo – troveremo certamente una soluzione che sia per il Paese”. Parole che hanno subito scatenato la dura protesta di Cgil e Cisl scuola…. I Tirocini Formativi Attivi navigherebbero in cattive acque: i provvedimenti – secondo quanto risulta a ItaliaOggi – sono finiti sotto la scure della Corte dei Conti….

Corriere della sera - 15 febbraio 2012
“Se il posto non è fisso, il salario va rialzato”.
░ di Alberto Alesina, Andrea Ichino chiedono più salario per i lavoratori precari. Una richiesta di buon senso, suggerita dalla U.E. E i due celebri economisti notano anche: “i giovani precari non sono difesi dai sindacati”. E’ proprio ciò che l’Anief ha ben chiaro fin dalla nascita.
I benefici del posto fisso (per chi lo ha) sono ovvi. La domanda rilevante è: quanto costa la garanzia del posto fisso al singolo e alla collettività ?.... Un contratto di lavoro con salario fisso e sicurezza del posto è in qualche misura anche un contratto assicurativo…. Ma allora, perché in Italia sembra che i lavoratori precari abbiano non solo un posto insicuro ma anche una retribuzione inferiore ? Perché i lavoratori protetti, ossia i dipendenti pubblici e quelli nelle aziende sopra i 15 dipendenti sono difesi dai sindacati, mentre i giovani precari no. A loro sono lasciate le briciole in una specie di sala d’attesa in cui il giovane invecchia aspettando che qualche lavoratore protetto vada in pensione e liberi il posto sicuro.

La Repubblica (ed.Napoli) - 15 febbraio 2012
“La filosofia spiegata ai bambini”.
░ Alla FNAC, un laboratorio della docente Maura Striano che coinvolge gli alunni delle scuole
I filosofi in erba hanno dai 5 ai 14 anni. Ascoltano reading,seguono lezioni e, soprattutto, fanno tante domande. Si chiedono donve comincia e dove finisce l’universo, cosa c’è oltre la vita, se esiste Dio. A far luce nel labirinto di interrogativi e riflessioni ci pensa il progetto educativo “Philosophy for children”,…. Coordinato da Maria Striano, docente di Teorie e metodi delle Scienze umane e sociali, presso l’Università Federico II… Philosophy for children è un percorso d’introduzione al dialogo filosofico elaborato negli anni Sessanta dal prof. Americano Matthew Lipman… Con questo metodo, la classe si trasforma in una comunità di ricerca, un contesto stimolante che promuove il confronto e lo scambio di opinioni…. Materiali utilizzati sono racconti in forma dialogica con protagonisti ragazzini, adulti, animali, che si pongono domande su temi quali: verità, bellezza, natura, educazione, legalità. Testi quali “Mark” di Lipman, “Picoclo ma coraggioso” di Berrie Heesen, “Il re della foresta” di Stefano Nardone….

La Stampa - 15 febbraio 2012
“Una coda da rockstar per la tessera dei musei”.
░ Centinaia di giovani a Torino per l’abbonamento a prezzo ridotto:una convenzione per gli studenti universitari: pagano 10 euro.
Una coda da rock star. Sembrava la vigilia di un concerto, ieri davanti all’Info point della Regione, in Piazza Castello. Centinaia di giovani e un serpentone di mezzo km, dalle 10 di mattina fino al tardo pomeriggio… A radunare una folla stoica incurante del freddo è stato l’amore per l’arte e per i suoi capolavori… In poche ore sono andate a ruba 1050 tessere. Carte che danno accesso illimitato a tutti i musei della città e del Piemonte, in totale 200 tra residenze reali, castelli, giardini. In soli due mesi, 72 mila abbonamenti venduti…. A fine giornata qualcuno è rimasto a bocca asciutta. Ma tra le proteste i vertici del Senato Studenti si sono adoperati per accontentare tutti.

ItaliaOggi - 15 febbraio 2012
“Scuola, dipendenti al lavoro 3-4 anni in più”.
░ Brutte notizie per il personale scolastico che sperava di pensionarsi.
Nessuna scappatoia per i dipendenti della Scuola. Dovranno sottostare alla mannaia della riforma Fornero, anche se non è colpa loro che il servizio non sia calcolato in base all’anno solare ma all’anno scolastico. Per una differenza di pochi mesi dovranno restare al lavoro fino a tre o quattro anni in più…. ….I docenti pensionandi che dovranno rinviare l’uscita erano stimati dall’emendamento riparatore del PD in 4mila, per una copertura di circa 215 milioni di euro in tre anni… Le perplessità sono arrivate dalla Ragioneria generale: i docenti interessati sarebbero 6mila… Non bastano 215 milioni, ne occorrono 600…

Il Sole 24Ore – 16 febbraio - 2012
“Scuola e vigili, contratti liberati negli enti virtuosi”.
░ Concessa una deroga (a metà) per gli enti locali virtuosi.
Sopravvive a metà il rinvio al 2013 del dimezzamento obbligatorio per il personale a termine impiegato dagli enti locali nei servizi educativi e scolastici e nella polizia municipale. La commissione Bilancio del Senato, infatti, ha stralciato l’estensione della deroga anche agli enti che hanno sforato i vincoli di finanza pubblica, e che di conseguenza incappano nel blocco delle assunzioni. La possibilità di rinnovare per quest’anno i contratti a t.d. anche nei settori a più alta incidenza di personale a termine, quindi, è limitata agli enti in regola con gli obblighi finanziari: per gli altri resta in vigore lo stop totale alle assunzioni, a termine e non. … Rimane il fatto che, soprattutto nei settori educativi, l’incidenza dei contratti a termine è elevatissima, e il problema di fare funzionare questi settori con la tagliola del 50% è quindi destinato a riproporsi il prossimo anno.
 

www.governarelascuola.it – 5 febbraio - 2012
“Le novità per la scuola”.
░ Il IV numero della giovane rivista telematica è dedicato all’assetto delle scuole dal punto di vista giuridico-istituzionale;si articola in 4 saggi: Il Giano bifronte; Il vuoto di potere e le invasioni sindacali; Le figure di sistema; Le novità per la scuola. Riportiamo passi dell’ultimo.
Proprio negli ultimi tempi, anche nella scuola qualcosa si è mosso, e non si tratta di tagli; il 25 gennaio è ripresa alla Camera la discussione sul DDL Aprea, sulla base di un Testo Integrato del Relatore, che ha ripreso i DDL presentati da vari deputati; il 3 febbraio è stato presentato in CDM il Decreto Legge sulle semplificazioni, che prevede alcune disposizioni anche per la scuola…. Prendiamo in esame i due provvedimenti, senza pretesa di sistematicità… Il Decreto Legge “DISPOSIZIONI URGENTI IN MATERIA DI SEMPLIFICAZIONE E DI SVILUPPO” affronta moltissime questioni; le disposizioni riguardanti la scuola si trovano nella Sezione III… noi ci limiteremo all’esame dell’art.50…. Il DDL Aprea riguarda invece specificamente la scuola; si divide in tre Capi: -Governo delle istituzioni scolastiche; -Stato giuridico e reclutamento dei docenti; -Rappresentanza istituzionale delle scuole autonome… Procediamo nell’analisi per materie, considerando insieme Decreto Legge e DDL…
Il governo dell’autonomia scolastica. L’Art. 50 del Decreto Legge è rubricato “Attuazione dell’autonomia”; la finalità indicata è appunto quella di “consolidare e sviluppare l’autonomia delle istituzioni scolastiche, potenziandone l’autonomia gestionale secondo criteri di flessibilità e valorizzando la responsabilità e la professionalità del personale della scuola”;… Il DDL è molto più preciso, l’intero Capo I è rubricato “Governo delle Istituzioni scolastiche”…. all’art. 1, comma 2, alle istituzioni scolastiche è conferita la potestà statutaria, naturalmente nel rispetto delle norme generali indicate dalla legge… Se questa norma venisse approvata, sarebbe il primo passo avanti rispetto all’ attribuzione della personalità giuridica di cui alla Legge 59/1997; godere dell’autonomia statutaria significa per la scuola autonoma potersi auto-organizzare non solo a livello didattico, ma anche a livello di assetto gestionale. Le scuole hanno autonomia piena, la potestà statutaria non è sindacabile, salvo il potere di scioglimento del Consiglio di Indirizzo da parte dell’organo tutorio in caso di grave inadempienze. Le scuole diventano così delle vere e proprie istituzioni, molto vicine agli Enti Pubblici non economici; viene da domandarsi: perché non dire le cose con chiarezza, perché non dare finalmente una definizione “chiara e distinta” della scuola autonoma? Nelle bozze del Decreto circolate la scorsa settimana, c’era un comma che a leggerlo ci ha fatto sognare; per la verità, riguardava solo i Convitti Nazionali, ma basterebbe riesumarlo ed applicarlo alle scuole autonome tout court, non solo ai Convitti: “I convitti nazionali e gli educandati femminili dello Stato, ridenominati collegi italiani internazionali, sono istituzioni a ordinamento speciale con personalità giuridica di diritto pubblico e autonomia amministrativa, finanziaria e patrimoniale e con potestà statutaria, sottoposti alla vigilanza del Ministero dell’Istruzione”….
L’organico funzionale. Nel Decreto Legge viene istituito l’organico funzionale, non solo di scuola, ma anche di rete, organico che dovrebbe avere una stabilità triennale, a parte gli adattamenti annuali. E’ chiaro che siamo in presenza di uno degli aspetti fondanti dell’autonomia scolastica, ma il riferimento alla invarianza di spesa fa temere che si tratti di pure enunciazioni di principio; se però venisse anche solo delineato un nuovo sistema di definizione degli organici, sarebbe un grosso passo in avanti, in attesa di tempi migliori per quanto riguarda le risorse. Legato agli organici è il discorso del reclutamento del Personale; il Decreto Legge non ne parla, ma il DDL Aprea fissa un paletto fondamentale, all’art. 13, comma 1: “Il reclutamento dei docenti delle scuole di ogni ordine e grado avviene mediante concorsi per titoli banditi dalle reti di scuole”. Finalmente, si riporta nell’alveo della scuola autonoma il reclutamento del personale e compare di nuovo il concetto di rete, ben presente anche nel Decreto Legge.
Le reti. L’aspetto più innovativo del Decreto Legge è senz’altro quello della istituzionalizzazione delle reti, che non è finalizzata solo alla gestione di una parte dell’organico, ma è ad ampio spettro, come chiaramente detto nella lettera c) del citato art. 50 del Decreto Legge:
“…costituzione, previa intesa con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, di reti territoriali tra istituzioni scolastiche, al fine di conseguire la gestione ottimale delle risorse umane, strumentali e finanziarie.” Per la prima volta viene stabilita una espansione territoriale dell’autonomia scolastica in modo formale ed istituzionale, con l’obiettivo di ottimizzare l’utilizzazione delle risorse disponibili nella gestione dell’offerta formativa sul territorio. Importante anche la previsione di un’intesa con la Conferenza Unificata, date le competenze che la Costituzione prevede in materia per Regioni ed EE.LL. A questo proposito, costituisce un netto passo indietro il Capo III del DDL Aprea, fatto del solo articolo 17, che affida la rappresentanza istituzionale delle scuole autonome a dei “Consigli delle autonomie scolastiche”, senza accorgersi di cadere in una vera e propria contraddizione logico-giuridica, perché un’istituzione non può essere rappresentata che da se stessa, non da fantomatici OO.CC. territoriali, sia pure eletti dai soli Dirigenti e presidenti dei Consigli di Indirizzo…..

TuttoscuolaNEWS n. 522 - 6 febbraio 2012
“Monti: il posto è mobile”.
░ Sulla parola “monotonia”, Tuttoscuola commenta con indulgenza.
C’era forse un sottile velo di amichevole ironia nella battuta (“che monotonia il posto fisso, è bello cambiare…”), che è costata a Mario Monti le rampogne quasi unanimi dei sindacati e di molti precari frequentatori dei social network, ma nei giorni successivi il dibattito ha finito per concentrarsi sulla  prima parte della frase pronunciata dal premier nell’intervista a Matrix, di cui la citata battuta era solo la parte finale: “I giovani devono abituarsi al fatto che non avranno un posto fisso per tutta la vita. Tra l’altro, che monotonia…”. Per evitare polemiche, anche strumentali, Monti ha poi detto di non sottovalutare affatto l’importanza del posto fisso, ma ha insistito, insieme alla ministra competente in materia di lavoro, Elsa Fornero, sul fatto che le tendenze evolutive del mercato del lavoro nazionale e internazionale portano a ritenere che la mobilità dei lavoratori sarà in futuro la regola, e non l’eccezione, come lo è stata in Italia per un lungo periodo….. Quanto alle obiezioni provenienti dal mondo della scuola, soprattutto dai precari, la cui primaria aspirazione è quella di avere un posto fisso, si potrebbe rispondere che anche per loro, una volta stabilizzati - come per il personale di ruolo - si porrà con urgenza un problema di mobilità, non più in senso territoriale ma professionale: alla scuola italiana serviranno sempre di più insegnanti a professionalità arricchita, figure di staff, specialisti in software educativo e valutativo, insomma una variegata tipologia di docenti, con funzioni e competenze differenziate, capaci di soddisfare le nuove esigenze formative dei giovani del XXI secolo. La mobilità ci sarà, auspicabilmente, tra queste diverse figure professionali.

Libero - 7 febbraio 2012
“Ma la figlia di Elsa lavora con Mammà”.
░ Predicano bene e razzolano male: si moltiplicano gli indizi deludenti. Da parte nostra una riflessione. E’ nota la correlazione positiva tra status socioeconomico dei genitori e qualità della posizione lavorativa dei figli. Nell’Egitto dei faraoni, scribi e sacerdoti se la passavano meglio ancora, sulla schiena del popolo; e così nel Medioevo. Poi c’è stata la Rivoluzione Francese… Ma in certe enclave della società non è arrivata. La detta correlazione suggerisce che una quota della sfiga di quelli che un giovin signore ha definito “sfigati” va addebitata al fatto che i loro genitori non esercitano potere, o perché non ne hanno o perché sono…. (ognuno completi secondo la propria visione delle cose). In questa fase di ristrettezza economica che minaccia di essere un trend, urge attivare strumenti di analisi che verifichino la correlazione statistica.
Silvia insegna nella stessa università del ministro e fa ricerca in una fondazione torinese… Silvia Deaglio, figlia del ministro del Lavoro Elsa Fornero e dell’editorialista della Stampa mario Deaglio… I ragazzi italiani, inguaribili bamboccioni, vogliono lavorare vicino mamma e babbo ? Sacrosanto. Infatti Silvia Deaglio lavora proprio accanto ai genitori. Stessa regione, stessa provincia, stessa città, stesso ateneo….La giovane signora…, classe 1974 è professore associato alla facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Torino. Guarda caso, il medesimo tempio del sapere in cui insegnano sia mamma Elsa che papà Mario. Per vincere la monotonia, laragazza si è ritagliata il tempo per un secondo impiego: quello di responsabile unità di ricerca della fondazione HuGeF…. La fondazione di cui sopra è sovvenzionata dalla Compagnia di San paolo, di cui mamma Elsa è stata vicepresidente tra il 2008 e il 2010…. Silvia Deaglio offre il destro per dare ragione anche a un altro esponente del governo, cioè Michel Martone, secondo cui chi non è ancora laureato a 28 anni è uno sfigato….Infatti, la bionda Silvia a quell’età aveva già accumulato una marea di diplomi…. Si è subito distinta per la capacità di ottenere fondi per la ricerca….Come ha documentato Thomas Mackinson sul Fatto Quotidiano…, quasi un milione di euro in due anni… Poi altro denaro dalla Regione Piemonte… Sempre tra il 2008 e il 2009, la Deaglio jr si è guadagnata 120mila euro in due tranche dalla Fondazione San Paolo….

ItaliOggi - 7 febbraio 2012
“Organici. Riecco il tetto di Tremonti”.
░ Al riesame in CdM, il Decreto Semplificazione e Sviluppo subisce una frenata nell’articolo sull’autonomia scolastica, in quanto il Tesoro ne impone la riformulazione. Così, almeno, dalle indiscrezioni di stampa. Riportiamo quella pubblicata su ItaliaOggi; secondo Alessandra Ricciardi, per l’a.s. 2012/13 il governo non autorizzerà incrementi di spesa.
Erano stati in molti a contarci. A sperare che attraverso la riforma dell’organico funzionale si potessero trasformare a t.i. molti più posti di quelli che saranno stati lasciati liberi con i pensionamenti già il prossimo anno. A farlo credere, le prime versioni del dl di semplificazione e sviluppo. Che venerdì scorso è tornato per l’approvazione finale in CdM. Modificato rispetto al primo via libera, tra altro, nella parte riguardante la scuola e l’università. Tra le norme riscritte c’è infatti l’art.50 del decreto, intitolato inizialmente “Autonomia responsabile” e ora “Attuazione dell’autonomia”. Un cambio di titolo a cui corrisponde anche un cambio sostanziale di quei contenuti che lasciavano intravedere la stabilizzazione di 70mila unità. Non è così. Il testo finale del decreto legge, che è atteso tra oggi e domani in G.U. per la pubblicazione, attenua la portata delle disposizioni sull’organico funzionale. E soprattutto ridà peso al dl 112/2008… con cui l’allora ministro dell’Economia Giulio Tremonti avviò la riforma della scuola di Mariastella Gelmini con un taglio di 11omila posti e 8 miliardi di risparmio…. Il tetto agli organici sui quali fare assunzioni anche a t.i., fissato da Tremonti, al netto dei tagli fatti, per il prossimo anno corrisponde a quello che si è riscontrato nell’organico di diritto dell’a.s. 2011/12. Il personale della scuola dovrà infatti garantire, come prevede il decreto 112, che a decorrere dal 2012 ci siano risparmi per 3.188 milioni di euro annui… E’ sparito, poi, dall’articolo finale, il riferimento ai 10mila posti in più proprio per l’organico funzionale….

ItaliOggi - 7 febbraio 2012
“Il TAR di Latina ha emesso la prima sentenza definitiva in materia di sostegno”.
░ Si riferisce di una sentenza del TAR di Latina in materia di sostegno scolastico e diritto allo studio dei ragazzi disabili.
Con sentenza n.1075 emessa il 3 febbraio, i giudici amministrativi hanno accolto il ricorso presentato da trenta famiglie pontine, sostenute dalla Gilda Insegnanti di Latina, riconoscendo che le ore di sostegno destinate ai loro figli, studenti diversamente abili, non sono abbastanza e vanno reintegrate. …. Erano stati i tagli imposti dal vecchio Governo a portare le famiglie a richiedere l’intervento del Tar visto che sono cambiate notevolmente le proporzioni di alunni disabili per docente, in alcuni casi si arriva anche a un docente per tre ragazzi. Queste trenta famiglie si aggiungono alle più di cento in provincia che hanno visto approvato il ricorso al Tar lo scorso anno. E al momento sono già pronti almeno altri 70 ricorsi, anche in questo caso con ogni probabilità, il tribunale amministrativo del Lazio darà ragione alle famiglie dei ragazzi disabili.

www.ilsussidiario.net/News - 8 febbraio 2012
“D’Oria: salute dei docenti a rischio, Monti e i sindacati non fanno nulla?”.
░ Il corpo docente rientra tra categorie le cosiddette helping profession, risultando esposta ad usura psicofisica. L’intervistato, il dott. Vittorio Lodolo D’Oria opera, in seno alla Fondazione IARD, nel campo della prevenzione del burnout dei docenti. Ottenuta l’attenzione e il riconoscimento del Miur (D.G.per il personale scolastico, Prot. 419/uff.VII, 13/12/05), è impegnato in progetti presso le scuole.
D. Se le conseguenze da stress lavoro-correlato sono difficilmente riconoscibili ad occhi non allenati a leggere segni e sintomi del disagio mentale professionale (Dmp), chi può stabilire quando preoccuparsi?
R. Il d.s., e non altri, è sempre colui che ha il compito di riconoscere il disagio e gestirlo di conseguenza. Le espressioni (sintomatologia e segni clinici) del Dmp sono abbastanza stereotipate e piuttosto facilmente riconoscibili se si è a conoscenza del fenomeno… Di fronte al sospetto di Dmp non si deve perdere tempo, ma valutare celermente tutti gli elementi a disposizione raccogliendo – con estrema discrezione – testimonianze e documentazione pregressa: ciò è utile a chiarire il quadro. Il conseguente invio alla Commissione medica di verifica (Cmv) per un accertamento medico d’ufficio deve poi essere corredato, a norma di legge, da una sintetica e significativa relazione d’invio al Collegio medico competente. Ogni elemento significativo riportato nella relazione deve essere suffragato da testimonianze e allegati alla relazione stessa…
D. Cosa pensa di ciò che il Miur sta facendo in merito…?
R. Né con la Gelmini né con l’attuale ministro la situazione sta migliorando. Le nuove tutele sulla salute dei docenti e sulla prevenzione dello Slc sono completamente inascoltate. A fronte del decreto 81/08 che contempla interventi di prevenzione contro l’usura psicofisica nelle cosiddette helping profession, nulla è stato fatto.
www.interdependence.eu - 8 febbraio 2012
“La mania divina di David Maria Turoldo”.
░ A vent’anni dalla morte di David Maria Turoldo, il periodico telematico “Interdipendence. Radici nell’umanità” dedica un numero monografico alla sua memoria. Riportiamo l’articolo di Ermis Segatti.
Tra i proclamatori di Gesù è senza dubbio da annoverare David Maria Turoldo. Di lui fu detto che aveva una sola e costante ispirazione: la fede o quella che egli stesso chiama ‘mania divina’ (Canti Ultimi, Garzanti, Milano 1991, p. 151). Perciò alcuni lo ritengono non indebitamente il poeta e lo scrittore per eccellenza della religione proclamata sui tetti della società secolare. Ma questa affermazione non deve trarre in inganno semplificando un profilo di scrittore che fu costantemente contrassegnato anche dal tormento del dubbio e dalle inquietudini della coscienza di fronte a Dio, tanto che egli potrebbe figurare opportunamente tra i cantori del Deus absconditus, come affiora in particolare nei suoi Canti Ultimi, ma non solo. Si veda, ad esempio, questa preghiera che irrompe improvvisa a commento della prima lettura della XXV Domenica del Tempo ordinario (anno A): “Dio, sei il mio respiro / e non so chi tu sia: / lo dica qualcuno, dica almeno / cosa è il respiro. // Dio, ho paura perfino di urtarti / tanto mi sei vicino: / e non dove tu sia, / dove incontrarti. // Dio, ho paura e ti amo / perché mi salvi da ogni paura: / Dio, mia pace, mia gioia... / E mia terribile notte. // Dio vicino assente lontano: / io ti parlo e tu muto come lapide bianca, / o infinito silenzio. // Eppure solo tu sai / il numero dei miei capelli / e il numero dei giorni miei : tu solo! / Ma chi sei?, Signore, Chi sei?” (Opere e giorni del Signore, Edizioni Paoline, Cinisello Balsamo, 1989p. 490). In Anche Dio è infelice (Piemme, Casale Monferrato 1992), scritto due anni prima della morte, si legge tra l’altro: “E’ il silenzio la parte più grande di tutto il mistero di Cristo. Il silenzio di Dio; il silenzio della creazione; e della notte: Il silenzio dei tabernacoli. Silenzio, grembo dei mondi... E poi: come dire Dio e che cosa dire? Dio che tace non è già un annuncio? Tanto più che è difficile dire se Dio sia un suono oppure il silenzio ... Di contro non stanno che le nostre parole sfocate; i nostri discorsi inutili e interminabili; e tutti uguali, questo gran dire, che poi non muta nulla, non trasforma, non fa soffrire nessuno.... Io penso veramente che Cristo abbia sofferto di più nel decidersi a parlare che nell’accettare la passione. Articolare un mistero dentro sillabe; dare un suono al silenzio; creare un’immagine a ciò che è al di là di ogni immagine: questa la grande impresa di Gesù” (pp. 21-24). Questi motivi trovano il loro punto culminante sia autobiografico (nella lucida consapevolezza della morte imminente) sia lirico lungo le poesie raccolte nella sezione centrale dei Canti Ultimi….
Egli parte da una dolorosa constatazione: dalla creazione in poi Dio ha scelto il silenzio, ha deciso di oscurare l’ onnipotenza di fronte al dolore del mondo: “... ogni creatura / ti muore tra le mani, / nel mentre che si forma / e fiorisce ... // ... tue gesta sono / il filo d’erba sulle macerie / il raggio d’una stella da millenni / già spenta e le perle / di rugiada nel prato all’alba.” E’ in questo ampio scenario cosmico che si inserisce organicamente la sequenza di brevi e serrati componimenti sulla passione di Gesù: “E pure il tuo figlio / il divino tuo figlio, il figlio / che ti incarna, l’amato / unico figlio uguale / a nessuno, anche lui / ha gridato / alto sul mondo: / ‘Perché ... ?’ / Era l’urlo degli oceani / l’urlo dell’animale ferito / l’urlo del ventre squarciato / della partoriente / urlo della stessa morte: / ‘perché?’ / E tu non puoi rispondere / non puoi.... / Condizionata onnipotenza sei! / pretendere altro è vano. // T’invocava con tenerissimo nome: / la faccia a terra / e sassi e terra bagnati / da gocce di sangue: / le mani stringevano zolle / di erba e fango: / ripeteva la preghiera del mondo: / ‘Padre, abbà, se possibile’ ... / Solo un ramo d’olivo / dondolava sopra il suo capo / a un silenzioso vento ... // Ma non una spina Tu / gli levasti dalla corona. / Trafitto anche il pensiero: / non può , non può lassù / il pensiero non sanguinare! / Oh, le ferite della mente! // E non una mano / gli schiodasti dal legno: / che si tergesse / dagli occhi il sangue / e gli fosse dato / di vedere / almeno la Madre / là / sola ... // Perfino potenti / e maestri di ferocia / e gente, al vederlo / si coprivan la faccia. ./ E lui a fluttuare / dentro una nuvola: / dentro / la nuvola del divino / Nulla! / E dopo / solo dopo / Tu e noi / a ridargli la vita.// No, credere a Pasqua non è / giusta fede: / troppo bello sei a Pasqua! / Fede vera / è al venerdì santo / quando Tu non c’eri / lassù! / Quando non una eco / risponde / al tuo alto grido / e a stento il Nulla / dà forma / alla tua assenza”. La parola poetica su Dio e su Gesù di David Maria Turoldo è pressoché sterminata e prorompe spesso all’interno della produzione in prosa, come del resto si sprigionava improvvisa nella sua comunicazione orale. Una delle imprese maggiori è la consegna in versi delle preghiere alla liturgia festiva (Opere e giorni del Signore), oltre al costante esercizio poetico sui Salmi, da lui splendidamente tradotti in collaborazione con G. Ravasi (I Salmi. ‘Lungo i fiumi...’). …Tra i vari momenti di irruzione poetica intercalati alla traduzione dei salmi, affiora questo commento al versetto 5 del salmo 26 (25) ‘In acqua purissima lavo le mani’, commento che presuppone il contesto liturgico dell’Offertorio, recitato in latino nella celebrazione della Messa secondo il rito romano prima della riforma del Concilio Vaticano II: “Mi sorprendono queste mani / protese in favolosi spazi; / costellazione di ori e di sangue. / Brilla la croce uguale a una spada / e la terra è tutta una ferita, / una montagna di marmo è l’altare / e la chiesa vuota, immensa. / Io ho gridato l’augurio al popolo / ma risposta nessuna è venuta / a sostegno del mio ardimento / assurdo: l’eco dei passi e la voce / infranta sotto gli archi muti … / Ora, dunque, la parola alle mani / che tracciano gesti indicibili”.

ItaliaOggi - 9 febbraio 2012
“Profumo ci ripensa: niente nuovi precari in graduatoria”.
░ Con Francesco Profumo, sulle montagne russe: in alto alto (i 23 mila abilitati che attendono di essere inseriti nelle GE; i 70mila docenti circa che avevano visto prospettarsi la stabilizzazione nell’organico dell’autonomia), in basso basso (il ministro ha ripensamenti: si adducono i soliti motivi di cassa, come al tempo del duo Gelmini-Tremoni). Riportiamo l’indiscrezione di fonte solitamente bene informata.
Per il momento è solo una voce…. Se le indiscrezioni saranno confermate, pare proprio che il ministro Profumo ci abbia ripensato: se alla Camera aveva dato il via libera alla proposta di modifica (PD) che riapre le graduatorie dei docenti precari aspiranti prof., al Senato no…. Il PD,alla Camera, aveva argomentato la necessità di dare uno sfogo anche a prof abilitati che rischiavano di restare ingiustamente fuori. E il governo, acquisito l’ok di Profumo aveva dato il via libera. Ora però sta emergendo che il ministro sarebbe di avviso contrario; si adducono anche ragioni finanziaria di mancata copertura della norma…..

Miur – Ufficio Stampa - 9 febbraio 2012
“Agenda digitale: la cabina di regia accelera il programma italiano”.
░ Tra marzo e giugno saranno definiti i principali interventi, in raccordo con le strategie europee
E-government, E-commerce e Smart communities. E ancora, Alfabetizzazione informatica, Ricerca e Investimenti, Infrastrutture e Sicurezza. Sono questi i sei assi su cui si articolerà l’Agenda digitale italiana, attraverso altrettanti gruppi di lavoro. Questo pomeriggio si è insediata la cabina di regia che avrà il compito di accelerare il percorso di attuazione dell’agenda in raccordo con le strategie europee, predisponendo una serie di interventi normativi da attuare tra marzo e giugno prossimi. Alla riunione erano presenti, tra gli altri, i ministri Corrado Passera (Sviluppo Economico, Infrastrutture e Trasporti), Filippo Patroni Griffi (Funzione Pubblica) e Francesco Profumo (Istruzione, Università e Ricerca). Presenti, inoltre, il sottosegretario all’Editoria Paolo Peluffo e i rappresentanti del ministero dell’Economia e delle Finanze e della Coesione Territoriale. I sei gruppi di lavoro, suddivisi in base ai principali obiettivi della strategia, agiranno in raccordo diretto con i ministri. Ognuno di essi sarà coordinato dai referenti del ministero che sarà maggiormente coinvolto, per quel determinato tema, ma vedrà la collaborazione di tutti gli altri dicasteri che partecipano alla cabina di regia. Inoltre, potranno partecipare anche esponenti di altri ministeri. In aggiunta, saranno organizzati gruppi di lavoro tematici che coinvolgeranno, di volta in volta, i principali attori del settore. Sia pubblici che privati. Nello specifico, i sei gruppi di lavoro riguardano: Infrastrutture e sicurezza, coordinato dal Mise; E-Commerce, coordinato dal Mise e dal Dipartimento per l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri; E-government e Open data, coordinato da Miur e Mfp; Alfabetizzazione informatica, coordinato da Miur e Mfp; Ricerca e investimenti, coordinato da Miur e Mise; Smart Communities, coordinato da Miur e Ministero della Coesione. Ciascun gruppo di lavoro dovrà, preliminarmente, censire le iniziative in corso. Quindi recepire l’agenda europea, individuare le migliori pratiche, ricostruire una visione strategica, definire il quadro finanziario di riferimento, predisporre le azioni normative e progettuali e valutare le relative ricadute.

AVVENIRE - 10 febbraio 2012
“Troppi stop, anno scolastico arischio”.
░ Il governo potrebbe “sanare” le situazioni in cui non si arriva ai 200 giorni di lezione per effetto delle pause imposte dal maltempo.
Ancora lezioni e attività didattiche sospese a causa della neve e del freddo record… Spesso i collegi dei docenti programmano almeno 4 giorni di riserva oltre i 200 minimi previsti dalla legge per il riconoscimento dell’a.s. In questo caso, però, sopratutto in alcune regioni, lo stop alle lezioni rischia di andare ben oltre questo “pacchetto” di sicurezza…
E il ministro si sta già muovendo… monitorerà, assieme agli UU.SS.RR. la situazione regione per regione… Al ministero sarebbero orientati a validare comunque l’a.s., anche laddove non è stato rispettato il tetto minimo…

 

www.asas.sicilia.it - La Letterina n. 308 - 26 gennaio 2012
“Concorso dd.ss. e Consiglio di Stato: una corsa a ostacoli”.
░ Sul delicato tema, di massima attualità, riportiamo - di una nota del d.s. Salvatore Indelicato - la parte conclusiva, nella quale il vicepresidente regionale ASASi evidenzia l’ingorgo giudiziario dinanzi il quale s’è venuto a trovare il ministro Profumo. Riportiamo, altresì, una nota redazionale dal titolo emblematico: “Che succede adesso ?”
…. il Consiglio di Stato da ragione a un gruppo di ricorrenti che erano stati esclusi nel primo grado e che invece andavano ammessi. Incredibile! E come la mettiamo ora che le prove si sono svolte e che quindi questi signori non vi hanno potuto partecipare? Facciamo una sessione suppletiva solo per loro come si fa agli esami di maturità? E se le ordinanze dovessero continuare a pioggia facciamo una prova suppletiva al mese sino a quando il Consiglio di Stato non esaurisce la batteria di appelli? Oppure si azzera tutto e si ricomincia daccapo come al gioco dell’oca? Leggete bene il dispositivo dell’ordinanza del CdS n. 67 dell’11.1.2012 che dice: “Considerato che, ad un primo esame, l’appello cautelare in epigrafe appare meritevole di parziale accoglimento laddove ha rilevato - per un verso - il carattere obiettivamente erroneo di alcuni dei quiz somministrati e - per altro verso - l’alta probabilità che, in assenza degli errori in questione, l’appellante dott. Cristofari avrebbe potuto accedere al prosieguo delle prove concorsuali. Considerato, tuttavia, che dall’esame degli atti di causa emerge che tale probabilità sussistesse solo per l’appellante dott. Cristofari (il quale aveva totalizzato 75 punti, a fronte degli 80 necessari per essere ammessi alla prova scritta), e non anche per gli altri appellanti, i quali avevano riportato punteggi inferiori. Tenuto anche conto del fatto che gli interessati hanno già partecipato alle prove scritte, in base al decreto cautelare del Presidente di questa Sezione; Sussistono giusti motivi per disporre l’integrale compensazione delle spese di lite fra le parti. P.Q.M. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) accoglie l’istanza cautelare in epigrafe, e, per l’effetto, in riforma dell’ordinanza impugnata, accoglie l’istanza cautelare formulata dinanzi al T.A.R. in relazione alla posizione dell’appellante dott. Cristofari. Respinge l’istanza in relazione alle posizioni degli altri appellanti. Spese compensate. Il pallino passa ora al neoministro Profumo che si trova dinanzi a una scelta difficile e cioè mettere delle pezze continue alla procedura con le sessioni suppletive oppure azzerare tutta la procedura e rinnovarla ex novo. CHE SUCCEDE ADESSO?... questo concorso è nato male per la incredibile serie di “pasticci” fatte dal MIUR nell’organizzare i test; il Consiglio di Stato questa volta individua veramente il fumus boni iuris quando dice che il ricorrente poteva superare la preselezione se tutti i test fossero stati formulati correttamente. Chi aveva invece un punteggio troppo basso, per cui non avrebbe mai potuto superare la preselezione, viene escluso. Un’altra cosa: il concorso non può non andare avanti, le ordinanze e le sentenze vanno rispettate, la politica se ne deve stare alla larga, a meno che non debba intervenire per sanare situazioni assurde causate dalla magistratura (Sicilia docet …).

www.aipd.it - Scheda n. 361 - 26/01/2012
“Il TAR Molise aumenta le ore di sostegno, ma nomina un consulente tecnico per l'accertamento del danno esistenziale”
░ Riportiamo la scheda, opera di Salvatore Nocera, responsabile Area Normativo-Giuridica - Osservatorio Scolastico sull’Integrazione dell’AIPD
Il TAR Molise con sentenza n°970 depositata il 19 Dicembre 2011 ribadisce l’annullamento del provvedimento di una scuola primaria che in esecuzione di assegnazione di ore da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale, aveva assegnato 6 ore di sostegno in luogo delle 24 richieste dalla famiglia sulla base delle risultanze del Profilo Dinamico Funzionale. La sentenza definisce in modo analogo altri due casi, ma mi soffermo su questo perché esso è più semplice e sintomatico. La sentenza, come già il TAR Molise aveva fatto in precedenza, è fondata sul “difetto di motivazione” del provvedimento annullato …, dal momento che, malgrado la richiesta conseguente al Profilo Dinamico Funzionale, le 6 ore sono state assegnate senza alcuna motivazione da parte né dell’Ufficio Scolastico né della scuola. Né può dirsi che la motivazione esplicita o implicita stia nella necessità di tagli alla spesa scolastica, dal momento che, come afferma -il TAR, la Sentenza della Corte Costituzionale n° 80/10 stabilisce che nessun vincolo di bilancio può comprimere il nucleo essenziale di un diritto costituzionalmente garantito come quello delle ore di sostegno indispensabili per il diritto allo studio degli alunni con disabilità. Ovviamente la sentenza del TAR condanna l’Amministrazione soccombente alla rifusione delle spese di causa sostenute dalle famiglie. Circa invece la richiesta di risarcimento dei danni biologici conseguenti al mancato numero di ore di sostegno, il TAR, distaccandosi da un orientamento che sembrava ormai consolidato, non ha stabilito equitativamente la condanna dell’Amministrazione ad una somma pecuniaria, … ; ha invece nominato un consulente tecnico di ufficio che dovrà accertare se, dato lo stato di salute indicato nella documentazione sanitaria agli atti, l’alunno ha subito un aggravamento a causa del comportamento omissivo dell’Amministrazione. In vero ciò, pur non pregiudicando l’immediatezza dell’aumento delle ore di sostegno, rende più gravosa la situazione delle famiglie che debbono anticipare le spese per il consulente d’ufficio e, se vogliono, anche di uno di parte; laddove il consulente tecnico d’ufficio ritenesse che non vi siano stati danni, per questa parte del ricorso le famiglie risulterebbero soccombenti, dovendosi non solo accollare le spese sostenute, ma anche quelle di giustizia. OSSERVAZIONI. Questo precedente dovrà fare riflettere le famiglie, prima di inserire in ricorso anche la richiesta di risarcimento del danno, se hanno prove sufficienti o se non convenga rinunciare a tale richiesta. Ciò mi sembra una riduzione della sfera di libertà di esercizio di azione giudiziale, dal momento che comunque un danno in se ipsa sussiste: la sofferenza dell’alunno per essere rimasto non sufficientemente sostenuto in classe; danno fin qui liquidato equitativamente, senza necessità di sottoporre a perizie il minore, cosa che comunque costituisce un’intrusione nella sfera più profonda della sua delicatissima personalità.

www.governarelascuola.it - 29 gennaio 2012
“Il programma annuale 2012. Alcune criticità”.
░ Riportiamo un passo della nota che apre il numero di questa settimana del periodico elettronico diretto da Pietro Perziani:valuta positivamente la proposta di organico “di rete” di cui al Decreto Semplificazioni.
Finalmente anche nella scuola qualcosa si muove e non si tratta di tagli. Alla Camera è ripresa la discussione sul DDL Aprea, sulla base di un Testo Integrato del Relatore senz'altro migliore del testo iniziale; si potrebbe dire che anche questo è uno dei buoni frutti del clima di maggiore collaborazione che si è venuto a creare tra le maggiori forze politiche dopo la nascita del Governo Monti. Nel Decreto Legge sulla semplificazione c’è anche la scuola, con una novità che per chi scrive è fondamentale: oltre all’organico di scuola, è previsto un organico di rete finalizzato “alle esigenze di integrazione degli alunni diversamente abili nonché di prevenzione dell’abbandono e di contrasto dell’insuccesso scolastico e formativo”. Non solo, è prevista una vera e propria istituzionalizzazione delle Reti: “Al fine di favorire la gestione ottimale delle risorse umane, strumentali e finanziarie, le istituzioni scolastiche costituiscono reti territoriali sulla base di linee guida definite a livello nazionale dal Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, d’intesa con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.”

ItaliaOggi - 31 gennaio 2012
“Incidenti, Inail asso piagliatutto”.
░ Saltano gli attuali istituti giuridici, in primis equo indennizzo e pensione privilegiata. Il decreto applicativo del Salva-Italia svelerà perdite e benefici delle nuove procedure. (di Franco Bastianini)
Con un tratto di penna sono stati abrogati istituti giuridici in vigore da oltre 60 anni, ai quali facevano ricorso, in caso di infortunio in servizio o per causa di servizio o per avere contratto una malattia professionale, i pubblici dipendenti, ivi compreso il personale del comparto scuola. L’art.6 del dl 6 dicembre 2011 n.201, come modificato dalla l. di conversione 22 dicembre 2011 n.214, ha disposto, infatti, l’abrogazione degli istituti dell’accertamento della dipendenza dell’infermità dacausa di servizio, del rimborso delle spese di degenza per causa di servizio, dell’equo indennizzo e della pensione privilegiata. Per espressa volontà del legislatore, l’abrogazione non si applica nei confronti del personale appartenente al comparto sicurezza, difesa, vigili del fuoco e soccorso pubblico…..L’abrogazione non si applica, inoltre, ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore del decreto, ai procedimenti per i quali alla suddetta data non sia ancora scaduto il termine di presentazione della domanda, nonché ai procedimenti instaurabili d’ufficio per eventi occorsi prima della predetta data…..

Press-IN anno IV / n. 216 - 1 febbraio 2012
“Sostegno. Quella discutibile decisione del tribunale di Udine”.
░ Riportiamo alcune delle valutazioni fatte da Salvatore Nocera (Vicepresidente nazionale della FISH, Responsabile del Settore Legale dell'Osservatorio Scolastico dell'AIPD) in un scheda pubblicata nel sito dell'AIPD, e che ha avuto risonanza su www.superando.it; www.infohandicap.org; Press-IN).
Non è la stessa cosa avere sei ore di sostegno svolte dallo stesso docente specializzato e averle svolte, invece, da due docenti non specializzati: sta in questo l'aspetto più discutibile di una recente decisione del Tribunale di Udine, che ha capovolto il precedente provvedimento del giudice monocratico…. Da questa vicenda processuale, per altro, si possono certamente trarre alcuni utili insegnamenti. Una famiglia friulana viene a sapere solo nel mese di febbraio del 2011 che le ore di sostegno assegnate al figlio - frequentante la scuola primaria - sono state ridotte a sedici, rispetto alle ventidue assegnate nell'anno precedente e riconfermate nel PEI (Piano Educativo Individualizzato) per l'anno in corso. Decide quindi di reagire contro questa palese ingiustizia e scorrettezza di informazione, promuovendo un ricorso al Tribunale Civile per discriminazione, ai sensi della Legge 67/06…
Di fronte al giudice monocratico, la famiglia ottiene ragione, dal momento che la riduzione delle sei ore di sostegno crea discriminazione rispetto agli altri alunni che non hanno subito alcuna riduzione di orario di docenti… Conseguentemente, il Ministero dell'Istruzione viene condannato… E tuttavia l'Amministrazione soccombente decide di proporre reclamo al Collegio il quale, con l'Ordinanza n. 1245/11 del 12 gennaio scorso, capovolge il precedente verdetto… In sostanza, a capovolgere la decisione è la testimonianza resa da due docenti, secondo i quali all'alunno cui erano state tolte le sei ore di docenza specializzata, ne erano state comunque assegnate altre sei (quattro più due) di due docenti non specializzati… Se il ricorso fosse stato trattato avanti al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) - come la quasi totalità delle azioni derivanti dalla riduzione di ore di sostegno - tra i motivi del ricorso stesso sarebbe stato prospettato quello di violazione di legge - nella fattispecie l'articolo 14, comma 1 della Legge 104/92 e l'articolo 1, comma 75 della Legge 662/96 -, che assicurano il diritto alla continuità didattica, nonché la violazione dell'articolo 13, comma 6 della citata Legge 104/92, che stabilisce il diritto alla priorità di ottenere un docente specializzato rispetto a quelli non specializzati…. Nel ricorso per discriminazione, però, questi motivi non possono essere addotti… Personalmente, da questa strana vicenda processuale traggo la convinzione che l'azione antidiscriminatoria per riduzione di ore di sostegno, ai sensi della Legge 67/06, non offra tutte le garanzie processuali che può ottenere un normale ricorso al TAR, dal momento che il Tribunale Civile deve limitarsi ad accertare l'esistenza o meno della discriminazione, senza poter entrare nell'esame di vizi di legittimità dell'attività dell'Amministrazione…. Le famiglie sono costrette a rivolgersi alla Magistratura, per ottenere forzosamente ciò che la scuola dovrebbe spontaneamente fornire, conformemente alla sua natura pedagogica. Ma siamo sicuri che tale natura pedagogica non sia ormai inficiata da ragioni diverse, come quelle di riduzione - a tutti i costi umani - della spesa per la scuola pubblica?

Il Sole 24Ore - 1 febbraio 2012
“Stallo sulle semplificazioni”.
░ I tecnici del ministero della Pubblica Amministrazione e quelli della Ragioneria Generale dello Stato lavorando al testo del “Semplificazioni”, frenano sull’autonomia scolastica; e ci pareva…. E’ una pessima maniera, consueta per il due Tremonti-Gelmini, di delegare questioni di rilevanza politica prioritaria nella Scuola.
Ultime limature tecniche sul decreto Semplifica-Italia approvato venerdì scorso dal CdM…. Le novità contenute nella versione originaria del Dl non erano di poco conto, visto che puntavano a introdurre, per decreto, alcune modifiche dibattute da decenni. A cominciare dalla sostituzione degli organici di diritto e di fatto, oggi esistenti, con un nuovo “organico funzionale”. E proseguendo con la concessione alle scuole di una maggiore autonomia di budget e la creazione di reti di istituti che avrebbero potuto gestire uno staff ad hoc di personale. Complici le obiezioni dell’Economia, alla fine si è optato per una versione soft dell’autonomia scolastica, al cui interno l’organico funzionale, l’autonomia di budget e le reti compaiono solo come principi, rinviando per la loro codificazione a successive linee-guida, da emanarsi entro 60 giorni con decreto interministeriale. A parte questa disposizione, nella versione definitiva del decreto, alla voce istruzione si trovano solo il piano per il risparmio energetico, il nuovo programma di edilizia scolastica, il potenziamento del sistema di valutazione affidato all’Invalsi e la riorganizzazione dei principi che devono governare la gestione degli ITS….

www.aipd.it - Scheda n. 362 - 01/02/2012
“Il danno per insufficiente numero di ore di sostegno va provato (TAR Veneto Sent. 1907/11)”
░ Riportiamo la scheda, opera di Salvatore Nocera, responsabile Area Normativo-Giuridica - Osservatorio Scolastico sull’Integrazione dell’AIPD
Il TAR del Veneto con la sentenza n° 1907/11 ha fornito conferme ad orientamenti precedenti in tema di annullamento dei provvedimenti dell’Amministrazione scolastica a causa di insufficiente assegnazione di ore di sostegno e di conseguente richiesta di risarcimento danni. La decisione è interessante per talune affermazioni .In via preliminare rigetta l’eccezione dell’Amministrazione di ricevibilità del ricorso per difetto di notifica ad un qualunque alunno. In proposito il TAR, confermando un orientamento del Consiglio di Stato, chiarisce che nessuno dei compagni con disabilità di quella scuola può essere considerato controinteressato, poiché il ricorrente richiede un maggior numero di ore aggiuntive all’Amministrazione e non chiede, né potrebbe, di ridurre le ore di sostegno già assegnate ad altri…. Questo orientamento ormai consolidato deve essere tenuto presente da quei Dirigenti Scolastici i quali, appena ricevuta la notifica di una decisione che aumenta le ore di sostegno, invece di chiederle, come per legge all’Ufficio Scolastico Regionale (USR), le sottraggono ad altri alunni della scuola, commettendo un illegittimo abuso di potere; infatti così facendo, in conclusione il ricorrente non vincerebbe contro l’Amministrazione ma contro altri compagni con disabilità che non sono mai stati controparte nel ricorso e sarebbe assurdo che lo fossero. In secondo luogo la decisione conferma l’orientamento che annulla l’assegnazione di ore, non motivata sulla base di una corretta istruttoria e cioè l’analisi della Diagnosi Funzionale (DF) e del Profilo Dinamico Funzionale (PDF), seguita dalla formulazione del Piano Educativo Individualizzato (PEI) che deve contenere la precisa richiesta delle ore di sostegno corrispondenti alle “effettive esigenze dell’alunno” (L. n° 296/06 art. 1 comma 605 lettera b) e L. n° 122/10 art. 10 comma 5), operata dalla scuola all’USR. Nulla di tutto questo è stato fatto dall’Amministrazione scolastica e quindi l’atto di assegnazione di ore è illegittimo Quanto alla richiesta del massimo di ore di sostegno, trattandosi di un caso di grave disabilità, anche qui il TAR ha confermato un prevalente orientamento del Consiglio di Stato...; e cioè alla certificazione di gravità non segue automaticamente l’assegnazione del massimo delle ore di sostegno; occorre invece verificare tale esigenza con riguardo alla specificità della disabilità; in altre parole la gravità sanitaria non necessariamente coincide con la gravità ai fini dell’apprendimento e questa valutazione, dice il TAR rientra nella discrezionalità delle valutazioni tecniche della scuola….Il diritto ad ore di sostegno "in deroga" non comporta automaticamente il diritto al sostegno per l'intero orario di frequenza (TAR Campania Sent. 1640/11)). Come pure sul risarcimento del danno a causa delle ridotte ore di sostegno, dice il TAR occorre che il danno pecuniario sia dimostrato, cosa che il ricorrente non ha fatto e quindi per questa richiesta risulta soccombente. In conclusione, essendovi stata una vittoria sull’annullamento del provvedimento ed una sconfitta circa il risarcimento del danno, il TAR ha compensato le spese…..

MIUR – Ufficio di gabinetto - 1 febbraio 2012
“Conclusione della call pubblica avviata con avviso del 23 dicembre 2011 per l'acquisizione di candidature per il conferimento di incarichi di collaborazione presso gli Uffici di diretta collaborazione del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca per estranei alla pubblica amministrazione”.
░ Riportiamo, in parte, la comunicazione. Siamo lieti per i giovani.
Con avviso pubblico del 23 dicembre 2011, si è avviata una call pubblica per il conferimento di n. 6 incarichi presso gli Uffici di diretta collaborazione del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della ricerca, per soggetti estranei alla pubblica amministrazione. Le candidature pervenute all'Ufficio di Gabinetto sono state complessivamente 596…. L'avviso prevedeva il conferimento di incarichi di collaborazione in quattro aree di competenza:
1. NUOVI MEDIA – nuove forme di comunicazione tra i cittadini e all'interno delle comunità allargate;
2. E-GOVERNMENT – modelli di governo aperto e dematerializzato in organizzazioni pubbliche, in processi decisionali e di servizio;
3. OPEN DATA – semplificazione e trasparenza delle pubbliche amministrazioni e accesso libero ai dati attraverso l'utilizzo delle tecnologie dell'informazione;
4. SOCIAL INNOVATION – le città intelligenti: modelli di sviluppo e coesione sociale.
….. Si è pervenuti a conferire in data odierna i richiamati incarichi di collaborazione a giovani dottori di ricerca di specifica ed elevata professionalità. In particolare per l'area NUOVI MEDIA i due incarichi, con trattamento economico annuo pari ad euro 24.000,00 lordi ciascuno, sono stati conferiti alle dottoresse:
• Bassoli Arianna nata a Carpi (MO) il 27/11/1977
• Milan Stefania nata a Castel Franco Veneto (TV) il 13/06/1979
Per l'area E-GOVERNMENT l'incarico, con trattamento economico annuo pari a euro 48.000,00 lordi, è stato conferito al dottore:
• Lanfrey Damien nato a Reggio Emilia il 26/09/1979
Due incarichi, con trattamento economico annuo pari a euro 24.000,00 lordi ciascuno, sono stati conferiti nell'area OPEN DATA ai dottori:
• Benussi Lorenzo nato a Verona il 15/05/1977
• Solda Kutzmann Donatella nata a Tricase (Le) il 12/10/1977
Nell'area SOCIAL INNOVATION è stato conferito un incarico, con trattamento economico annuo pari a euro 48.000,00 lordi, al dottore:
• Carrera Dario nato a Taranto il 16/12/1977
In caso di rinuncia da parte dei soggetti sopra indicati, si procederà all'individuazione di altri giovani dottori di ricerca di specifica ed elevata professionalità nell'ambito delle candidature presentate in risposta all'avviso del 23 dicembre 2011.

La Stampa - 2 febbraio 2012
“Una squadra under 40 al ministero dell’Istruzione”.
░ Dal ministro Profumo, una concreta prova di fiducia nei giovani: con una call pubblica (e non, dunque, per conoscenza personale) ha assunto al MIUR, per un anno, alcuni under 40, a formare un team di consiglieri che contribuisca a innovare la macchina ministeriale introducendo tecnologia.
Sono in 6, geniacci: non ancora quarantenni… Li ha voluti il ministro Profumo: saranno i suoi consiglieri e formeranno un pensatoio molto concreto a viale Trastevere, ma non solo… In tre lavoravano già in Italia ma gli altri rientrano dopo lunghi anni all’estero… Lunedì sono convocati al Ministero per il primo appuntamento. … Il 23 dicembre è stata avviata la procedura con un avviso rivolto a persone con meno di 40 anni e un dottorato di ricerca in alcuni settori specifici: Nuovi Media; E-government; Open data; Social innovation… sono arrivate quasi 600 risposte con curriculum e lettera di motivazione… E ora i sei prescelti hanno una missione difficilissima. “Dovranno disegnare un nuovo modello di Ministero dell’Istruzione – chiarisce il Ministro che ha ereditato le competenze che fino a qualche mese fa erano del Ministero dell’Innovazione retto da Brunetta – e sperimentarlo sul campo. Vuol dire trovare un modo per cercare un canale d’ascolto tra i 30 milioni di persone costituiti da famiglie, alunni e professori. Oppure come rendere pubblici e come usare il patrimonio incredibile dei dati della scuola. Oppure come rendere diversi gli uffici pubblici grazie alle nuove tecnologie, e come usarle a livello sociale”. Da lunedì, i magnifici sei saranno all’opera…..

Il Sole 24Ore - 2 febbraio 2012
“Stretta sulla scuola, senza deroghe”.
░ Respinte le richieste di modifica: l’accesso al pensionamento rischia di essere ritardato anche di sei anni, per effetto del combinato tra manovra di Ferragosto e riforma Monti.
Le novità introdotte dall’art.24 della riforma Monti non trovano deroghe nel dl Milleproroghe per il personale del comparto scuola. Nel testo approvato dalla Camera non c’è, infatti, traccia degli emendamenti che puntavano a introdurre il termine del 31 agosto 2012 per il personale della scuola che avesse maturato i requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima dell’entrata in vigore del dl Salva-Italia…. L’intreccio delle norme preesistenti con gli inasprimenti introdotti dalla riforma Monti potrebbe prolungare, per i soggetti che avrebbero maturato la quota 96 con i requisiti minimi nel 2012 (60 anni di età e 36 di contributi), l’attività lavorativa anche di 6 anni…

Ufficio Stampa del MIUR - 3 febbraio 2012
“Miur, nominati i Capi Dipartimento Istruzione e Università, AFAM e Ricerca”.
░ Due importanti nomine al Ministero.
Il Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro Profumo ha nominato stamattina due nuovi Capi Dipartimento del Miur. A dirigere il Dipartimento per l'Istruzione è stata nominata la dott.ssa Lucrezia Stellacci mentre al Dipartimento per l'Università, l'AFAM e per la Ricerca il dott. Raffaele Liberali. Lucrezia Stellacci, fino ad ora Direttore Generale dell'Ufficio Scolastico della Puglia ha una lunga esperienza direttiva all'interno dell'amministrazione, dove ha diretto tra gli altri gli uffici regionali di Emilia Romagna, Calabria e Puglia. Raffaele Liberali, fino ad ora direttore per l'Energia presso la Direzione Generale per la Ricerca e l'Innovazione della Commissione Europea, ha invece una consolidata esperienza negli organismi dell'Ue. Il Ministro Profumo, proponendo queste due nomine, ha quindi voluto valorizzare da un lato l'esperienza maturata nei territori a contatto con le diverse problematiche del mondo della scuola, dall'altro portare nell'amministrazione un'esperienza europea, dimensione questa sempre più necessaria nell'attuale fase storica.

 

Corriere della Sera – 16 gennaio 2012
“Quasi la metà degli alunni disabili non partecipa ad attività extrascolastiche”
░ Quasi la metà degli alunni con disabilità non partecipa alle attività extrascolastiche organizzate dalla scuola. È quanto riporta l'Istat nella sua nota sull'integrazione scolastica degli alunni con disabilità nelle scuole primarie e secondarie di I grado, statali e non statali, nell’anno scolastico 2010/11. Lo scrive il sito redattore sociale.
LE DIFFERENZE TRA REGIONI - Secondo l’istituto di statistica, nelle regioni del Mezzogiorno si osserva una minore partecipazione rispetto alle altre due ripartizioni geografiche: nella scuola primaria: solo il 44,9% degli alunni con disabilità partecipa ad attività extrascolastiche, mentre nella scuola secondaria di primo grado è il 45,5% degli studenti con disabilità che prende parte a questo tipo di attività. Ancora più difficile, inoltre, la partecipazione ai campi scuola: riguarda solo il 16% degli alunni con disabilità. In questo caso le differenze territoriali sono molto evidenti: nelle regioni del Centro si registra la percentuale più alta di alunni che partecipano ai campi scuola (26,2% nella scuola primaria e 36,2% nella scuola secondaria), mentre nel Mezzogiorno si riscontra la percentuale più bassa (6,9% nella scuola primaria e 6,2% nella scuola secondaria di primo grado). SEMPRE IN CLASSE - Nel complesso, l’Istat valuta come gli alunni con disabilità passino la maggior parte del tempo in classe, in media 25,8 ore settimanali per la scuola primaria e 23,1 per quella secondaria, e svolgono attività didattica al di fuori della classe solo per un numero residuale di ore, in media 3,7 ore settimanali nella scuola primaria e 4,1 nella scuola secondaria di primo grado. Ore che salgono a oltre 5 nelle scuole del Nord, mentre scendono nel Mezzogiorno a poco più di 2 ore nelle scuole primarie e meno di 3 nelle secondarie. Nel caso di mancanza totale di autonomia, invece, secondo i dati Istat c’è una diminuzione delle ore di didattica passate in classe ed il conseguente aumento di ore nelle quali l’alunno svolge attività didattica al di fuori della classe. Sono gli alunni del Nord non autonomi in tutte e tre le attività indagate quelli che svolgono attività didattica al di fuori della classe per un numero maggiore di ore: 10,6 ore nella scuola primaria e 14,3 ore nella scuola secondaria di primo grado. Al contrario, sono gli alunni del Mezzogiorno a svolgere attività didattica fuori dalla classe per un numero minore di ore: 4,0 ore nella scuola primaria e 7,2 ore nella scuola secondaria di primo grado. 

La Sicilia – 18 gennaio 2012
“Insegnanti di sostegno: è caos. Il Tar impone il rapporto 1 a 1”.
░ In vista delle iscrizioni e dei prossimi organici, conferenza di sevizio tra dirigenti scolastici, uffici e azienda sanitaria di Catania.
Sta destando notevole clamore l'esito di alcune sentenze del Tar di Catania che ha riconosciuto il diritto degli alunni diversamente abili inseriti nella scuola media ad avere, se affetti da problemi gravi, un insegnante di sostegno a testa. Le sentenze sono state notificate agli uffici scolastici regionali e provinciali, oltre che ovviamente ai capi di istituto interessati. Quella del sostegno è una problematica spinosa. Gli organici vengono assegnati alle scuole attraverso la distribuzione del budget provinciale conferito dall'ufficio scolastico regionale. Accade pertanto che spesso non è possibile riscontrare tutte le richieste che scaturiscono dalle scuole, a seguito degli alunni con certificazione «h» che risultano iscritti…. La questione rischia di diventare la goccia che fa traboccare il vaso, dal momento che sono centinaia gli alunni diversamente abili in provincia di Catania che non vedono riconosciuto pienamente il loro diritto a fruire delle attività integrative di sostegno. … Il problema si pone proprio nel periodo delle iscrizioni per il prossimo anno scolastico in base alle quali verranno fatte le mappe per gli organici da far funzionare a partire da settembre. Di qui la richiesta di promuovere una conferenza di servizio che tratti con urgenza le modalità per l'integrazione degli alunni diversamente abili con un confronto chiaro tra dirigenti scolastici, USP e ASL.

ASASI - La Letterina n. 307 - 19 gennaio 2012
“Liberalizzare il servizio scolastico. Se non ora, quando?”.
░ La nota di Salvatore Indelicato, su una prospettiva di sistema che, trattandosi di materia complessa,offre il fianco a più soluzioni.
Nella bozza ufficiosa sulle liberalizzazioni del governo Monti si parla, all’art. 8, di promozione della concorrenza nei servizi pubblici e, all’art. 19, di privatizzazione dei servizi pubblici, ma non si affronta direttamente il problema della liberalizzazione del servizio di istruzione e formazione……… Liberalizzare la scuola, eppure, si potrebbe. Ma non lo si fa per paura e per veti incrociati. Il primo intervento è abbattere il monopolio. In Gran Bretagna nel 2003 ci era riuscito il socialista Blair che ha trasformato le scuole in fondazioni del territorio. Le ha, in pratica, tolte dalla pancia del ministero, e ha creato un mercato delle scuole, dando potere di scelta alle famiglie”. Liberalizzare la scuola significa dare possibilità di scelta alle famiglie di scegliersi la scuola. Si deve passare da un sistema di monopolio pubblico ad un sistema anche di concorrenza delle scuole. Ovviamente, si deve trattare di una concorrenza regolata. E non basta avere inserito le paritarie nel sistema pubblico di istruzione e formazione perché il sistema è ancora sbilanciato e non produce alcuna serie concorrenza virtuosa. Il secondo intervento è infatti sulla ripartizione delle risorse. Con il sistema della liberalizzazione, il finanziamento non viene dato alla scuola, ma direttamente allo studente, alle famiglie. Questo andrebbe a risolvere il problema della parità giuridica (ma non economica) delle scuole paritarie in Italia…. Il terzo intervento di liberalizzazione riguarda la piena realizzazione dell’autonomia delle scuole. Autonomia piena a tutto tondo e responsabile cioè con accountability verso gli utenti e la società. Autonomia nella piena gestione anche del personale e del reclutamento dei docenti… Il quarto intervento riguarda il personale e i concorsi. Non ci sono più le scuole di specializzazione, devono partire le lauree abilitanti, i Tirocini Formativi Attivi. È, quello dei Tfa, il blocco più grande: si ammettono al Tfa al massimo il numero di posti disponibili, più il 20 per cento. Il ministro Profumo ha sostenuto che bisogna pensare a due canali separati per selezionare i docenti: la graduatoria e il concorso. Con un percorso di velocizzazione dell’ingresso in graduatoria per i più giovani. Liberalizzando la scuola, come verrebbero scelti i docenti? Non c’è il rischio che, per contenere i costi, si scelgano insegnanti con meno esperienza? …. Il quinto intervento di liberalizzazione riguarda la piena realizzazione di un sistema di valutazione efficace ed efficiente che dia agli utenti la cifra di quanto e come si dispiega sul territorio il servizio scolastico. Meccanismi virtuosi che andrebbero a cozzare con un’altra questione, rimasta sul tavolo sin dai tempi della Gelmini: la valutazione esterna di docenti, studenti, dirigenti delle scuole. L’Invalsi, scelto perché era ritenuto impraticabile il metodo Ofsted degli inglesi, fondato sugli ispettorati, è partito con pochi fondi. E i dati delle scuole non furono mai resi pubblici. Una pubblicità necessaria per sviluppare la concorrenza. Questi pochi ma essenziali obiettivi sarebbero già esplosivi se inseriti all’interno del decreto delle liberalizzazioni. Vedremo.
Press-IN anno IV / n. 124 - 20 gennaio 2012
“Cosa cambia. Invalidità civile, tra nuove regole e vecchi disagi”.
░ Press-IN è un'iniziativa del “Progetto Lettura Agevolata” del Comune di Venezia. Si riporta un articolo di Maria G. Faiella (Il Corriere della Sera, 20 gennaio)sull’iter per i ricorsi (normativa vigente da 1°gennaio)
Nuove regole dal primo gennaio per i ricorsi in materia di invalidità civile, cecità e sordità civile, handicap e disabilità, pensioni di inabilità e assegni di invalidità. In pratica, se un cittadino vuole opporsi a un verbale dell’Inps e contestare, per esempio, il mancato riconoscimento dell’invalidità o la revoca di una provvidenza, non può più fare direttamente causa, ma è obbligato a presentare un’istanza di «Accertamento tecnico preventivo» (Atp) e depositarla presso la cancelleria del Tribunale di residenza. Lo prevede all’art. 38 la legge n. 111/2011: l'introduzione nel codice di procedura civile dell'art. 445 bis disciplina l’Atp obbligatorio per questo tipo di controversie.
SOLUZIONE AMICHEVOLE – L’intento del legislatore è ridurre i contenziosi favorendo una soluzione amichevole tra le parti, con un iter più rapido. Ma le associazioni dei disabili temono che possano ridursi le garanzie per far valere i propri diritti, non di rado messi a rischio da procedure burocratiche e farraginose…. LA PROCEDURA Dopo la richiesta di Accertamento tecnico preventivo da parte del cittadino, «il Giudice provvede a far effettuare subito la consulenza, nominando un medico iscritto all’albo dei periti del Tribunale che dovrà esprimersi sulla sussistenza dei requisiti medico-legali dell’invalidità - chiarisce Piccioni - . Le sue conclusioni, qualora siano accettate dalle parti, sono omologate con un decreto dal Giudice ed hanno quindi immediata efficacia legale. Se invece una delle parti non accetta l’esito del perito, dovrà farsi carico di promuovere la causa giudiziaria che verrà espletata secondo il consueto iter procedurale». SVANTAGGI - Il decreto del giudice è inappellabile, cioè non si possono più presentare ricorsi. CRITERI RESTRITTIVI - L’alto numero di ricorsi davanti al giudice da parte dei cittadini e l’elevata percentuale di loro accoglimenti da parte della magistratura (in circa la metà dei casi) si spiega «anche con l’aumento nel 2010 del numero di provvidenze respinte dall’Inps (più 22,1% rispetto al 2009), in seguito ai criteri restrittivi per l’assegnazione della percentuale d’invalidità e accompagnamento……

QN – 23 gennaio 2012
“Pronta la rivoluzione dei concorsi pubblici”.
░ Nel decreto Semplificazioni potrebbe darsi meno peso alla Laurea e più valore alle esperienze acquisite.
La fase due del Governo Monti comprende il capitolo semplificazioni e quello dedicato al valore legale dei titoli di studio. L’idea, che potrebbe tramutarsi in un decreto nel prossimo consiglio dei ministri di venerdì, è quella di modificare gli accessi ai concorsi pubblici. Per esempio, non sarebbe più vincolante la laurea in una determinata materia ma potrebbero risultare alternative altre lauree, o addirittura esperienze cumulate nel settore…. E’ un primo passo verso l’abolizione del valore legale della laurea, progetto già accarezzato dall’ex ministro Gelmini.

www.aetnascuola.it – 24 gennaio 2012
“I 276 Militi Ignoti dell’istruzione”.
░ Riportiamo, dell’articolo di V.Pascuzzi la prima parte (sollecita a “vigilare” sulla questione della riduzione a 17 anni del percorso scolastico-formativo), e quella sulla sperimentazione del merito.
Forse per la scuola è davvero “fernuta ‘a nuttata” gelminiana, si intravedono schiarite. La prima è che il ministro Profumo, dopo una settimana di surplace, ha fermato il “progetto” della riduzione di un anno del percorso di studi, la c.d. maturità a 17 anni. E non era un’indiscrezione dubbia ma un progetto con tanto di d.d.l. già pronto! Ma lo stop vale “per il momento”, perciò non c’è da stare tranquilli e bisogna vigilare almeno per due motivi: primo, l’esistenza - non smentita - del d.d.l. e, secondo, le modalità poco chiare con cui se ne è venuti a conoscenza. Su questo stop ministeriale hanno avuto importanza le posizioni contrarie esternate soprattutto tramite internet. Se è così, è un fatto nuovo e positivo: il ministro ascolta. …..Testardamente l’ex ministro Gelmini impose e portò comunque a compimento la sua sperimentazione sul merito: il c.d. progetto “Valorizza”. Un progetto-bonsai, un’iniziativa del tutto marginale, simbolica, non seria, non appetibile e non condivisa dagli interessati potenziali. Ciò non ostante, a giugno scorso furono individuati e premiati 276 insegnanti meritevoli, qualcuno venne convocato a Roma, uscì una notiziola sulla stampa. Però nessuna foto con il ministro Gelmini, nessun elenco dei premiati, nessun dato per poter conoscere le caratteristiche di questi prof meritevoli. Poi nessuna altra notizia. Motivi di privacy o cos’altro? Qualche mese fa, su un forum ma coperto dall’anonimato, qualcuno dei 276 meritevoli lamentava ancora la mancata corresponsione del premio promesso! Ora sarebbe opportuno che, in nome della promessa trasparenza, il ministro Profumo fornisse finalmente informazioni.

ItaliaOggi – 24 gennaio 2012
“Edilizia, pronti 556 milioni. Istituti come centri civici”.
░ Si tratta di somme già in precedenza autorizzate.
In arrivo una pioggia di milioni per ristrutturare scuole e costruirne nuove. Nella seduta del 20 gennaio scorso, il Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) ha sbloccato, tra altri, 556 milioni a favore di interventi per l’edilizia scolastica Il relativo piano… prevede che almeno 300 milioni vadano alla ristrutturazione delle scuole nel Mezzogiorno e 150 al resto d’Italia. I restanti cento milioni serviranno alla costruzione di nuovi edifici, la cui destinazione non sarà solo scolastica. Le nuove scuole si proporranno, nei comuni in cui verranno edificate, come centri di aggregazione per i cittadini consentendo lo svolgimento non solo di attività didattico-educative per gli alunni ma di iniziative educative e culturali rivolte a tutta la popolazione… destinate ai cittadini di tutte le età: corsi di informatica, attività sportive, università della terza età…...

ItaliaOggi – 24 gennaio 2012
“Quanti errori, il concorso a preside rischia ora di essere annullato”.
░ M.D’Amato riferisce della decisione con la quale il Consiglio di Stato ha ammesso un gruppo di candidati ricorrenti che erano stati bocciati con voti tra il 75 e il 79. E’ una decisione che conforta l’ANIEF.
Il CdS ha confermato i decreti cautelari di dicembre, del presidente della VI Sezione giurisdizionale, di consentire anche ai candidati che non avevano superato la preselezione a quiz del 12 ottobre di partecipare agli scritti del concorso a posti di dirigente scolastico. I giudici di Palazzo Spada hanno rilevato, per un verso per un verso, il carattere obiettivamente erroneo di alcuni dei quiz somministrati e, per altro verso, l’alta probabilità che, in assenza degli errori in questione, gli appellanti avrebbero potuto accedere al prosieguo delle prove concorsuali”. Hanno però circoscritto la conferma a quei candidati con punteggio da 75 a 79, a fronte degli 80 necessari per essere ammessi alle prove scritte, perché solo nei loro confronti è sembrato ai giudici sussistere tale possibilità…. Per sapere che fine farà questo concorso, bisognerà quindi attendere sia le decisioni di merito del Tar del Lazio sui ricorsi, sia l’esito degli inevitabili appelli al CdS…..

ItaliaOggi – 25 gennaio 2012
“Tutto da riscrivere il nuovo tirocinio (gratuito) per i praticanti”.
░ ItaliaOggi pubblica una tabella delle attuali forme di tirocinio nelle categorie professionali (agronomi e forestali; agrotecnici, architetti; attuari; avvocati; biologi;commercialisti; chimici; Consulenti del lavoro; geologi; geometri; giornalisti; ingegneri; periti agrari; periti industriali; notai e tecnologi alimentari), e prospetta quelle che saranno le nuove forme di tirocinio degli aspiranti professionisti.
La norma prevista nel decreto legge sulla concorrenza - (art.9 Dl Liberalizzazioni) che prevede per i giovani un periodo di pratica non superiore a 18 mesi, di cui sei svolti durante il corso di laurea – non trova applicazione nei principi contenuti negli attuali ordinamenti di ordini e collegi. Anche per quelle categorie, le economico-contabili soprattutto, che sulla normativa erano intervenute recentemente… Sono le categorie economico-giuridiche quelle che dovranno darsi più da fare per adeguare gli ordinamenti secondo i dettami del Dl. Fatta eccezione per i notai, infatti, il tirocinio per avvocati, consulenti del lavoro e dottori commercialisti è più lungo dei 18 mesi…. Sforbiciata in vista anche per gli avvocati, il cui praticantato è attualmente svolto alla conclusione del quinquennio …. Nessun tirocinio obbligatorio, fino ad ora, per i futuri ingegneri, architetti, biologi, chimici, geologi e attuari. Resta il dubbio se queste categorie dovranno prevedere una disposizione ad hoc…

Libero Quotidiano – 26 gennaio 2012
“Abolizione del valore legale dei titoli,Profumo tentenna”.
░ Una indiscrezione sull’O.d.g. del prossimo C.dei M. sollecita le proteste, contro il Ministro, di studenti universitari.
Nel Consiglio dei ministri di domani, accanto alla presentazione di un pacchetto di norme per “semplificare e sburocratizzare i finanziamenti dei progetti di ricerca”, Profumo potrebbe sottoporre ai colleghi un ulteriore provvedimento articolato in tre punti. Questi: peso del titolo di studio nei concorsi pubblici; revisione del criterio legato al voto di laurea; diverso accreditamento delle singole università. Il primo punto, ove mai venisse concretizzato in un testo legislativo, eliminerebbe il vincolo tra laurea e concorsi pubblici. Ad eccezione dei posti con specifiche competenze tecniche, per concorrere non sarebbe più richiesta una laurea specifica. E il voto incassato alle università non farebbe più parte degli elementi che servono alla definizione del punteggio concorsuale. Quanto agli atenei, non sarebbero più considerati tutti dello stesso livello…. … Le linee guida non sono piaciute agli studenti di Link. Che approfittando dell’uscita pubblica del ministro, hanno voluto lanciare un avvertimento a Profumo….”Il ministro scelga da che parte stare: non accettiamo che si utilizzi l’abolizione del valore legale del titolo di studio per legittimare quello che sempre più sta avvenendo: una svalutazione delle università pubbliche e la creazione di pochi centri di eccellenza. Privati, costosi e per pochi”….

Il Sole 24Ore – 26 gennaio 2012
“In 300 istituti parte la valutazione sui presidi”.
░ E’ per il Progetto “VALeS”, per la durata di tre anni. Il Progetto non prevede premi ma un finanziamento per sostenere il piano di miglioramento della singola scuola; al termine del triennio sperimentale di osservazione, i dd.ss. delle 300 scuole (150 tra quelle del precedente progetto VSQ e 150 del VALeS) saranno valutati – ai fini di un eventuale premio di produzione – in ordine ai risultati con riferimento a: Direzione, coordinamento e valorizzazione delle risorse umane; Promozione della qualità, processi interni alla comunità professionale; Attenzione alle famiglie e alla comunità sociale; Organizzazione e gestione delle risorse finanziarie e strumentali; Sviluppo delle innovazioni; Collaborazione con gli enti del territorio.
E’ il nuovo progetto sperimentale (la dizione corretta è: Valutazione e Sviluppo Scuola) per valutare le scuole, e per la prima volta i presidi. Durerà tre anni e coinvolgerà 300 istituti, di cui 150 situati nelle regioni dell’Obiettivo Convergenza (Calabria, Campania, Puglia, Sicilia), i cui fondi quindi (di provenienza FSE) finanzieranno parte della sperimentazione…. La novità è contenuta nella bozza di circolare che il ministro dell’Istruzione invierà alle scuole del I e II ciclo per illustrare l’implementazione dei progetti di valutazione del sistema scolastico italiano… Vales si affiancherà ai due progetti sperimentali (Valorizza e Vsq, costati 31 milioni di euro) per premiare docenti e istituti, già avviati lo scorso anno dal ministro Gelmini... La bozza di circolare sottolinea come il progetto “Valutazione per lo Sviluppo della Qualità delle scuole” (che prevede premi fino a 70mila euro a scuola) proseguirà il suo iter e si concluderà, come previsto, nel 2012/13. Le scuole che vi parteciperanno (su base volontaria) non potranno poi candidarsi a Vales. Il progetto Valorizza, invece, è terminato a giugno 2011, con 276 professori premiati con una mensilità in più in busta paga…

ItaliaOggi – 26 gennaio 2012
“L’Italia governante è formata da un milione di persone che vivono a sbafo su tutte le altre”
░ In un articolo di Francesco Arcucci, alcune considerazioni sullo sconfortante parassitismo della casta (l’obiettivo è sulla RAI).
I mali della pubblica amministrazione, la spreco di denaro pubblico, l’uso smodato del medesimo, la spesa pubblica fuori controllo hanno determinato l’attuale situazione per cui l’Italia è a un passo dal non essere più in grado di finanziarsi sui mercati internazionali… C’è oggi un’Italia governante formata da oltre un milione di persone (parlamentari, alti burocrati, consiglieri regionali, consiglieri provinciali, consiglieri comunali, amministratori delle migliaia e migliaia di enti pubblici o di nomina pubblica) che vivono con tutti i loro privilegi sull’Italia governata… I soldi che l’Italia governante riesce a ottenere dall’Italia governata rappresentano una percentuale che è forse la più alta del mondo… Si arriva al punto che la RAI, che è una società per azioni, si fa pagare il canone attraverso l’Agenzia delle Entrate… e nello stesso tempo ottiene gli introiti pubblicitari….

Corriere della Sera – 26 gennaio 2012
“Milleproroghe, sì alla fiducia Aumentano le sigarette”
░ Qualche contenuto del provvedimento approvato che la Camerà approverà martedì prossimo, in via definitiva.
Decreto milleproroghe, il governo autorizza le correzioni del testo in commissione e pone la questione di fiducia (si vota stasera, mentre il via libera definitivo della Camera è previsto per martedì) preparandosi, però, a un nuovo «assalto alla diligenza» organizzato dai partiti al Senato. Per ora, dunque, su indicazione del presidente Mario Monti salta la sanatoria che avrebbe messo a riparo i partiti per le violazioni di legge in materia di affissioni abusive… Aumenteranno poi le accise sulle sigarette per coprire le pensioni dei lavoratori «esodati» e «precoci» che avrebbero dovuto essere compensati grazie a un ritocco delle aliquote contributive dei lavoratori autonomi. … rientrano nei benefici solo i dipendenti che sono effettivamente usciti dalle aziende entro il 31 dicembre 2011. ….I tabaccai accusano: «L' aumento è un regalo alla criminalità e al contrabbando». …. Quest' anno il decreto legge milleproroghe - il tradizionale provvedimento di fine anno in cui è possibile infilare di tutto - è stato contenuto nei limiti della sobrietà: 29 articoli, appena 60 emendamenti … Ai senatori (che presto prenderanno in consegna il decreto in scadenza il 27 febbraio) viene segnalata in primo luogo la vicenda dei 4.000 docenti che non hanno maturato, con la riforma Monti di Natale, il diritto ad andare in pensione per il solo fatto che il loro anno solare coincide con il calendario scolastico (1° settembre-31 agosto).
 

http://www.cobascuolatorino.it - 11 gennaio 2012
“Breve vademecum sul nuovo sistema pensionistico italiano, dopo la cura Monti”
░ Del pregevole studio realizzato dai Cobas, riportiamo alcune valutazioni iniziali; per i dati e le tabelle, si consulti il sito Cobas.
Era abbastanza evidente a tutti che, una volta insediatosi, Monti avrebbe innanzitutto “rivisto”, peggiorandolo fortemente, il sistema pensionistico italiano. Un sistema che, se facciamo caso, ha subito riforme strutturali (fino a quella odierna) solo con Governi di centrosinistra e/o tecnici. E’questa una prima riflessione da fare: solo con la cosiddetta “pace sociale”, cioè con i sostanziale accordo con i Sindacati “concertativi”, si possono fare riforme radicali e tale pace è garantita se c'è l'appoggio parlamentare del cosiddetto “centrosinistra”. BREVE CRONISTORIA DAL 1992 AD OGGI. Inizia il Governo Amato('92), si passa a Dini('95) con la prima vera “controriforma”, cioè la suddivisione del sistema di calcolo in: RETRIBUTIVO…. CONTRIBUTIVO….MISTO…. La "controriforma Dini" apre, inoltre, la strada alla privatizzazione della previdenza favorendo la nascita della pensione integrativa privata per la quale la legge detta orientamenti generali. … Il Governo Prodi nel 2007 …
mette tutti d'accordo e tagliare ulteriormente il sistema pensionistico. E' la fase delle quote: per poter andare in pensione, per es. nel 2012, bisognava raggiungere quota 96 (60 anni anagrafici e 36 contributivi o 61 anagrafici e 35 contributivi). Restava la pensione di vecchiaia con 40 anni di contributi. Il nuovo sistema pensionistico D.L. 201/2011. La riforma della previdenza contenuta nella manovra di Natale può essere sintetizzata in quattro concetti chiave: il contributivo per tutti, la pensione di vecchiaia, la pensione anticipata e l’aggancio dei requisiti anagrafici e contributivi alla speranza di vita; scompare definitivamente la pensione di anzianità…. Dovranno smetterla con le solite menzogne: “la riforma pensionistica è stata fatta per garantire un futuro e un contratto a tempo indeterminato ai giovani”. Ma come troveranno un posto di lavoro i giovani se … è il sistema contributivo stesso che incentiva anche a posticipare il pensionamento ?... La pensione anticipata comporta anche una penalizzazione per coloro che vanno in pensione con un’età inferiore a 62 anni. Si tratta di un taglio dell’assegno per la quota di contributi maturati prima del 2012. Quindi, la penalizzazione sarà dell’1% e del 2%, rispettivamente, per chi va in pensione a 61 e a 62 anni. … l’obiettivo dichiarato dai legiferatori è proprio quello di convincere gli iscritti a non accedere al pensionamento anticipato e di ritardare il più possibile la cessazione dal servizio.

www.istat.it - 12 gennaio 2012
“L’integrazione degli alunni con disabilità nelle scuole primarie e secondarie di primo grado statali e non statali”.
░ L'Istituto nazionale di statistica, in collaborazione con il Miur e con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha realizzato tra il 26 aprile e il 10 giugno del 2011 una rilevazione sull'inserimento degli alunni con disabilità nelle scuole primarie e secondarie di primo grado, statali e non statali, integrando le informazioni rilevate dal Miur. Le informazioni provengono da 22.808 scuole.
Nell'anno scolastico 2010-2011 in Italia sono 139 mila gli alunni con disabilità (il 3,0% del totale degli alunni), di cui circa 78 mila nella scuola primaria (pari al 2,8% del totale degli alunni) e poco più di 61 mila nella scuola secondaria di primo grado (il 3,4% del totale). Nelle scuole primarie il 13,9% degli alunni con disabilità non è autonomo nello spostarsi all'interno dell'edificio scolastico, una percentuale che scende all'11,4% nella scuola secondaria di primo grado. Nella scuola primaria si registra anche la percentuale più elevata di alunni non autonomi nel mangiare (9,9% il 6,4% di alunni della scuola secondaria) e nel recarsi al bagno da soli (20,1% degli alunni della scuola primaria contro i 13,2% della scuola secondaria di primo grado). Il ritardo mentale, i disturbi del linguaggio, quelli dell'apprendimento e i disturbi dell'attenzione rappresentano i problemi più frequenti negli alunni con disabilità di entrambi gli ordini scolastici considerati. L'84,5% degli alunni con disabilità della scuola primaria e l'82,1% della scuola secondaria ha la certificazione ai sensi della Legge 104/92. Sono poco più di 63 mila gli insegnanti di sostegno. Il 64,2% degli insegnanti di sostegno della scuola primaria e il 69,8% di quelli della scuola secondaria svolge l'attività a tempo pieno nello stesso plesso. La quota restante svolge la propria attività su più plessi scolastici sia all'interno dello stesso istituto sia su istituti diversi. La maggior parte delle famiglie incontra gli insegnanti curriculari al di fuori degli incontri d'istituto dei Gruppi di Lavoro sull'Handicap (GLH), meno di una volta al mese (43,4% nella scuola primaria, 52,6% nella scuola secondaria di primo grado); più frequenti sono invece i colloqui tra familiari e l'insegnante di sostegno: per entrambi gli ordini scolastici, poco più del 60% delle famiglie li incontra almeno una volta al mese.

ASASI - La Letterina n. 306 - 12 gennaio 2012
“Istruzione: Che cosa può fare il governo Monti ?”.
░ Riportiamo la prima parte di un articolo del professore Giorgio Israel, noto studioso; molta la carne al fuoco, e di pregio.
Tra i dossier aperti, il primo della lista è lo sblocco della formazione dei nuovi insegnanti. Nonostante da tre anni sia pronto un nuovo regolamento per la formazione, tutto è fermo da allora… Il pretesto principale per la paralisi è la richiesta di vincolare la formazione al reclutamento. Da questo punto di vista, va salutato con molto favore il proponimento espresso dal ministro Profumo di riavviare i concorsi per le scuole di ogni ordine e grado. Tanto più occorre evitare a tutti i costi che i ritardi del ministero blocchino il nuovo processo di formazione per un quarto anno, anche perché si rischierebbe di creare materia di contenzioso sui concorsi. Le nuove Indicazioni Nazionali per i licei furono ispirate al principio di fissare le conoscenze imprescindibili lasciando la massima libertà metodologica. È il modo di concepire correttamente l’autonomia… Preoccupano invece, e non poco, le nuove linee guida per gli istituti tecnici e professionali che hanno un ruolo strategico nel rapporto tra il mondo della scuola e il mondo della produzione. Difatti, esse sono state costruite pesantemente sulle idee postmarxiste di Edgar Morin circa la mente umana “ologrammatica” e “sistemica”; da cui la dissoluzione delle ripartizioni disciplinari, che ha prodotto l’idea di accorpare scienze della terra, biologia, chimica e fisica nelle cosiddette “scienze integrate”. Non è qui la sede per discutere le perplessità… Infine anche qui vi è il capitolo valutazione. È nota la tendenza a un ruolo crescente dell’Invalsi (Istituto per la valutazione del sistema dell’istruzione). Ma occorre intendersi: l’Invalsi può valutare il sistema nel complesso, essere usato per valutare gli insegnanti, e addirittura per valutare gli studenti, sostituendosi agli insegnanti. Sarebbe auspicabile che il ministro proceda con i piedi di piombo per il secondo aspetto e si astenga assolutamente dal terzo…. Per favore, ministro Profumo, difenda la cultura, la scienza, l’italiano e il buon senso. Evitiamo di sostituire l’insegnamento con l’addestramento ai test (“teaching to the test”)… Da decenni si parla di promuovere l’autonomia di scuole; l’esito è un dirigismo di rigidità mai vista. “Autonomia” dovrebbe significare lo spostamento delle verifiche da monte a valle: fate le vostre scelte liberamente, assumete chi volete (lo si propone anche per le scuole) e sarete valutati in base ai risultati. Ma le scuole e gli insegnanti sono sommersi da una valanga crescente di adempimenti e controlli preventivi, di prescrizioni tendenti a trasformarli in meri esecutori. Anche i meccanismi di valutazione man mano introdotti non sono tesi a verificare a posteriori, ma a prescrivere a priori. Ad esempio, la tendenza a sostituire le prove d’esame con test preparati dall’Invalsi non è innocua: l’Istituto di valutazione del sistema dell’istruzione travalica la sua funzione di valutazione di sistema surrogando la funzione dell’insegnante nella valutazione degli allievi, con la conseguenza grave di trasformare la didattica in addestramento a superare i test e di “valorizzare” gli insegnanti peggiori….

http://pressin.comune.venezia.it/ Anno IV n.67 – 12 gennaio 2012
“Istat: "Quasi la metà degli alunni disabili non partecipa ad attività extrascolastiche"
░ Press-IN, iniziativa del Progetto Lettura Agevolata del Comune di Venezia riporta alcuni dati dell'indagine sull'integrazione scolastica nelle scuole primarie e secondarie di I grado, statali e non statali.
Quasi la metà degli alunni con disabilità non partecipa alle attività extrascolastiche organizzate dalla scuola. È quanto riporta l'Istat nella sua nota sull'integrazione scolastica degli alunni con disabilità nelle scuole primarie e secondarie di I grado, statali e non statali, nell’anno scolastico 2010/11. Secondo l’istituto di statistica, nelle regioni del Mezzogiorno si osserva una minore partecipazione rispetto alle altre due ripartizioni geografiche: nella scuola primaria: solo il 44,9% degli alunni con disabilità partecipa ad attività extrascolastiche, mentre nella scuola secondaria di primo grado è il 45,5% degli studenti con disabilità che prende parte a questo tipo di attività. Ancora più difficile, inoltre, la partecipazione ai campi scuola: riguarda solo il 16% degli alunni con disabilità. In questo caso le differenze territoriali sono molto evidenti: nelle regioni del Centro si registra la percentuale più alta di alunni che partecipano ai c ampi scuola (26,2% nella scuola primaria e 36,2% nella scuola secondaria), mentre nel Mezzogiorno si riscontra la percentuale più bassa (6,9% nella scuola primaria e 6,2% nella scuola secondaria di primo grado). Nel complesso, l’Istat valuta come gli alunni con disabilità passino la maggior parte del tempo in classe, in media 25,8 ore settimanali per la scuola primaria e 23,1 per quella secondaria, e svolgono attività didattica al di fuori della classe solo per un numero residuale di ore, in media 3,7 ore settimanali nella scuola primaria e 4,1 nella scuola secondaria di primo grado. Ore che salgono a oltre 5 nelle scuole del Nord, mentre scendono nel Mezzogiorno a poco più di 2 ore nelle scuole primarie e meno di 3 nelle secondarie. Nel caso di mancanza totale di autonomia, invece, secondo i dati Istat c’è una diminuzione delle ore di didattica passate in classe ed il conseguente aumento di ore nelle quali l’alunno svolge attività didattica al di fuori della classe. Sono gli alunni del Nord non autonomi in tutte e tre le attività indagate quelli che svolgono attività didattica al di fuori della classe per un numero maggiore di ore: 10,6 ore nella scuola primaria e 14,3 ore nella scuola secondaria di primo grado. Al contrario, sono gli alunni del Mezzogiorno a svolgere attività didattica fuori dalla classe per un numero minore di ore: 4,0 ore nella scuola primaria e 7,2 ore nella scuola secondaria di primo grado.

 


ItaliaOggi - 13 gennaio 2012
“La scuola durerà un anno di meno”.
░ Annunziato come imminente un disegno di legge di riforma, firmato Profumo. Prospetta che già a 17 anni si sostenga l’esame di maturità e che si introduca l’organico funzionale in tutte le scuole. (A.Ricciardi)
Le voci si erano fatte insistenti da qualche giorno… Una riforma vera che incide sui finanziamenti agli istituti e sulle supplenze. E soprattutto sulla durata della scuola: un anno in meno, tutti all’esame di maturità non più dopo 13 anni sui banche, ma 12. Come del resto avviene in tanti Paesi europei, dalla Francia all Gemania…. Accorciare il percorso scolastico di un anno è materia assai spinosa, sulla quale inutilmente si sono esercitati già due ministri: Luigi Berlinguer, centrosinistra, e Letizia Moratti, centrodestra…. Sono dai sessanta ai settantamila i lavoratori che, secondo fonti ufficiose, rischierebbero di essere di troppo, con un anno in meno di scuola…. Ieri, alla vigilia del Consiglio dei ministri, sono arrivati i no della Flc-Cgil… e della Cisl-Scuola…. Mentre dal PD sono giunti, per bocca della responsabile scuola Francesca Puglisi, i primi timidi sì… Gli organici dei docenti diventerebbero “funzionali” garantendo così alle scuole o reti di scuole una stabilità triennale del personale cui attingere anche per le supplenze…

www.repubblica.it - 13 gennaio 2012
“Prof lo rimprovera, studente lo picchia a colpi di estintore”.
░ Il docente dell'istituto professionale Caterina da Siena è finito in ospedale con quattro denti rotti. Il sedicenne era stato richiamato perché aveva acceso un falò nel corridoio della scuola.
Ha rimproverato uno studente che si aggirava per i corridoi con un estintore in mano, nel tentativo di spegnere una fiammata che lui stesso aveva appiccato «per scherzo». Un rimprovero che a un professore dell’istituto professionale per la moda e la grafica Caterina da Siena è costato quattro denti rotti, un trauma facciale e una contusione al ginocchio. In risposta al richiamo del docente, il ragazzino si è voltato e gli ha scaraventato l’estintore in faccia, colpendolo con violenza e mandandolo in ospedale, dove è stato medicato e dimesso…… Al momento — da parte della scuola e dello stesso insegnante — non sarebbe stata sporta nessuna denuncia alle forze dell’ordine. Solo una segnalazione al commissariato Lambrate.

www.repubblica.it - 13 gennaio 2012
“Liberalizzazioni, ogni famiglia risparmierà novecento euro all'anno”
░ Il decreto sulla concorrenza verrà varato entro la prossima settimana. Soddisfazione delle associazioni dei consumatori. Secondo l'antitrust si guadagna un punto e mezzo di Pil.
"Finalmente il governo ha ascoltato i consumatori". Esultano tutte le associazioni - da Adusbef a Federconsumatori, da Altroconsumo ad Adoc, dal Codacons al Movimento di difesa del cittadino - dopo la diffusione della bozza di decreto sulla concorrenza. ….Motivo di tanto entusiasmo è il risparmio atteso dagli interventi a 360 gradi su benzina, farmacie, professioni, taxi, ferrovie, autostrade, servizi pubblici, treni, negozi. L'intera operazione di "deregulation" riporterebbe nelle tasche di ogni famiglia italiana almeno 900 euro l'anno grazie all'apertura dei diversi mercati e al conseguente abbassamento di prezzi e tariffe. Una ricaduta totale pari a 21,6 miliardi, un punto e mezzo di Pil, come confermato dall'Antitrust…. La vera, inaspettata, novità del decreto liberalizzazioni è l'articolo 6 della bozza sulla class action. La normativa viene potenziata con l'eliminazione di alcuni meccanismi insidiosi che spesso bloccano le cause collettive. Non sarà più necessario che tutti i ricorrenti abbiano una posizione "identica" (ad esempio uno stesso importo del danno da risarcire). Basterà la più logica "omogeneità". Solo un'apparente formalità, usata tuttavia dalle aziende come arma di difesa per ritardare i contenziosi. Viene anche reintrodotta una misura presente nella legge Prodi, poi annacquata dal successivo governo Berlusconi: la possibilità di aderire all'azione collettiva fino al giudizio di appello (oggi fino a 120 giorni da quando il giudice ammette la causa). … La misura più attesa dai consumatori era senz'altro quella sulla benzina, visto i continui rincari alla pompa che falcidiano i bilanci familiari. La possibilità per i benzinai (sia proprietari che non, ma in misura diversa) di acquistare benzina, gasolio o gpl in modo libero e dunque da grossisti e rivenditori diversi dal marchio dell'impianto, apre squarci di possibili ribassi. Così come la possibilità dei proprietari di trasformare l'impianto in self service. E quella di vendere giornali, tabacchi, caramelle e altri beni….. L'abbassamento del "quorum" consentirà una maggiore capillarità di farmacie sul territorio: una ogni 3 mila abitanti, dice la bozza di decreto. Contro i 4 mila attuali per i Comuni sopra i 12.500 abitanti e 5 mila per quelli al di sotto. Questo comporterà l'obbligo per le Regioni di mettere a bando, entro l'1 marzo 2013, 3.891 nuove sedi, di cui 882 nelle città più grandi (con più di 70 mila abitanti). Se almeno l'80 per cento di queste nuove aperture non saranno assegnate, perché la Regione non organizza i concorsi o li fa per una percentuale inferiore, allora la vendita dei farmaci di fascia C (quelli con obbligo di ricetta medica, ma a totale carico del cittadino) sarà liberalizzata e dunque possibile anche nelle parafarmacie e nei corner degli ipermercati, sempre alla presenza di un farmacista… Saldi liberi tutto l'anno, senza limiti di tempo, durata né ampiezza degli sconti praticati. E senza chiedere preventive autorizzazioni al Comune. La misura piace moltissimo ai consumatori e riguarda 750 mila piccoli negozi, 10 mila supermercati, 600 ipermercati. L'abolizione delle tariffe professionali (quelle minime erano state tolte da Bersani nel 2006, ma era rimasto il riferimento), accompagnata dall'obbligo per il professionista di produrre un preventivo, prima di ricevere il mandato, nel quale indicare sia la tariffa offerta secondo un "criterio di equità", sia l'esistenza di un'assicurazione per eventuali danni provocati al cliente, dovrebbero portare ulteriori vantaggi per il consumatore.

www.governarelascuola.it - 15 gennaio 2012
“Il programma annuale 2012. Alcune criticità”.
░ Riportiamo, su materia complessa e rilevante, parte di uno studio pubblicato sul settimanale elettronico diretto da Pietro Perziani; solleva questioni critiche all’interno delle istruzioni emanate dal Miur, per la predisposizione del Programma Annuale 2012.
LA FINANZA CREATIVA E’ FINITA ? In premessa, la Nota informa che la dotazione finanziaria ordinaria è stata determinata in applicazione del D.I. 44/2001 e del D.M. 21/2007… I parametri fissati dal D.M. 21/07 sono del tutto irrealistici, per cui si continuerà ad andare avanti con integrazioni della dotazione ordinaria che il MIUR continuerà ad assegnare non si sa bene in base a quali criteri…. Le scuole faranno un programma annuale, ma di fatto sarà un programma fino ad agosto, anche per le scuole che non sono oggetto di dimensionamento. La possibilità di ulteriori finanziamenti, inoltre, è prevista per: - ex LSU, CO.CO.CO, Ex Appalti Storici - legge 440/97 - alternanza scuola lavoro – mensa gratuita da parte del personale scolastico - misure incentivanti per progetti relativi alle aree a rischio - pagamento visite fiscali….
ASSEGNAZIONE PER GLI ISTITUTI CONTRATTUALI. In questa sezione… vengono presi in esame tutti gli emolumenti accessori che sono liquidati al personale con questa modalità di pagamento, sia di natura contrattuale che extra-contrattuale…. Segnaliamo in particolare la questione delle ore eccedenti per la sostituzione dei colleghi assenti, oggetto di molta confusione da diversi anni; facciamo una ricostruzione filologica della normativa, noiosa ma speriamo utile. Nella Nota si parla di “ore eccedenti per sostituzione dei colleghi assenti (art. 30 CCNL), compreso l’incremento disposto ai sensi dell’Intesa del 10.11.2011”;ora, nell’art. 30 del CCNL si parla di due cose, attività aggiuntive ed ore eccedenti:
“Art.30 – Attività aggiuntive e ore eccedenti. Le attività aggiuntive e le ore eccedenti d’insegnamento restano disciplinate dalla legislazione e dalle norme contrattuali, nazionali e integrative, attualmente vigenti all’atto delle stipula del presente CCNL.” Si dice altresì che restano disciplinate dalle norme contrattuali e dalla legislazione. Tradotto in italiano, questo vuol dire che le attività aggiuntive per l’arricchimento dell’offerta formativa sono parte del contratto, ivi compresi i relativi oneri, come chiaramente detto all’art. 88, rubricato “Indennità e compensi a carico del Fondo d’Istituto”, al comma 2:“Con il fondo sono, altresì, retribuite: … b. le attività aggiuntive di insegnamento. Esse consistono nello svolgimento, oltre l’orario obbligatorio di insegnamento e fino ad un massimo di 6 ore settimanali, di interventi didattici volti all’arricchimento e alla personalizzazione dell’offerta formativa, con esclusione delle attività aggiuntive di insegnamento previste dall’art.70 del CCNL del 4 agosto 1995…. Per tali attività spetta un compenso nelle misure stabilite nella Tabella 5;” Sono quindi escluse le “attività aggiuntive di insegnamento previste dall’art.70 del CCNL del 4 agosto 1995”, articolo che riportiamo di seguito: ART. 70 - Ore eccedenti
“1. Per il pagamento delle ore di insegnamento eccedenti l'orario d'obbligo non rientranti nelle attività aggiuntive di insegnamento di cui all'art. 43, comma 2, il cui finanziamento grava sul fondo d'istituto, si applica il criterio di calcolo di cui all'art. 88, comma 4, del D.P.R. 31 maggio 1974, n. 417. Ogni ora eccedente effettivamente prestata viene pertanto retribuita in ragione di 1/78 dello stipendio tabellare in godimento dell'interessato.” Finalmente, oltre alle attività aggiuntive, compaiono le ore eccedenti, che sin dal primo CCNL le OO.SS hanno scelto di non contrattualizzare, di lasciarle nel precedente regime pubblicistico, per l’ovvia ragione che in questo modo gli oneri rimanevano a carico della fiscalità generale. Per finire, va detto che attività aggiuntive di insegnamento e ore eccedenti vengono pagate con importi diversi, le attività aggiuntive d’insegnamento 35 euro l’ora (Tab. 5 all. CCNL 2006/2009) e le ore eccedenti 1/78 dello stipendio tabellare, equivalenti a 1/18 dello stipendio settimanale (Art. 88, comma 4, del D.P.R. 31 maggio 1974, n. 417). Di fatto, le ore eccedenti per la sostituzione dei colleghi assenti sono scomparse dall’orizzonte del MIUR; dalla Nota si potrebbe arguire che anche queste sono a carico del FIS, ma la cosa non ha senso, anche perché non si saprebbe con quale importo pagarle: 35 euro l’ora o 1/78 dello stipendio? Se le si fa rientrare nel FIS, andrebbero pagate 35 euro l’ora! Che fare? Non si sa che cosa consigliare a DS e DSGA; sarebbe assolutamente necessario un chiarimento, perché nella situazione attuale, qualsiasi cosa si faccia, si fa male.
LA QUESTIONE DEL DOCENTE VICARIO. Per quanto riguarda la questione delicatissima del docente vicario, nella Nota si arriva alla ufficializzazione dell’assurdo giuridico; andiamo per punti.“Per gli istituti contrattuali di cui all’art. 146 (CCNL), che non gravano sul FIS, non è prevista l’assegnazione di una risorsa finanziaria all’Istituzione scolastica.” Il MIUR dice due cose: - ci sono degli istituti contrattuali in base a cui i lavoratori hanno diritto di percepire dei compensi, nel caso naturalmente effettuino le prestazioni previste da tali istituti; - il datore di lavoro pubblico non intende onorare i suoi obblighi, dato che non assegna alle scuole i fondi necessari per liquidare tali emolumenti. Non c’è che una soluzione: fare in modo che le prestazioni di cui si sta parlando non vengano effettuate. Ma quali sono le “prestazioni” di cui si sta parlando? “In particolare, circa la sostituzione di un dipendente assente con altro soggetto cui si chiede di svolgere funzioni superiori, si richiama, tra l’altro, quanto disposto dall’ art. 52 del decreto legislativo n. 165/2001 in merito alla possibilità di adibire il prestatore di lavoro a mansioni proprie della qualifica superiore in caso di assenza del dipendente, fermo restando la necessità di disporre della copertura finanziaria, che per l’indennità in questione, come detto, non è assegnata a codesta istituzione scolastica.
Peraltro, a tal riguardo giova ribadire che la disposizione di cui al citato art. 52, comma 5, del D.Lgs. n. 165/2001, sanziona con la nullità l’eventuale assegnazione disposta al di fuori dei casi di cui al comma 2, con correlata responsabilità del dirigente che l’ha ordinata.” Si sta parlando del docente vicario; il MIUR dice che alla scuola non vengono assegnati i fondi per la corresponsione delle indennità di funzioni superiori e di direzione, per cui l’unica soluzione possibile per il Dirigente è di non nominare il docente vicario, o meglio di non nominarlo con delle modalità che prevedano la corresponsione delle citate indennità. L’unica possibilità di pagamento è quella legata al FIS e alla contrattazione di istituto: “Quanto sopra fatta salva naturalmente la possibilità per i dirigenti scolastici di avvalersi, nello svolgimento delle proprie funzioni organizzative ed amministrative, di docenti collaboratori, la cui attività è retribuibile, in sede di contrattazione di istituto, a carico del FIS (cfr. art. 34 CCNL).” In termini puramente teorici, la cosa sarebbe anche sostenibile: non ci sono i soldi, per cui non se ne fa niente, quanto previsto dall’art. 146 del CCNL rimane una possibilità non realizzabile per mancanza di fondi. C’è però qualche piccolo problema. Nei casi normali, la competenza e la responsabilità in merito alla nomina del docente vicario e al relativo trattamento economico ricadono sul Dirigente Scolastico, ma nel caso delle scuole date in reggenza… la “correlata responsabilità” ricade in capo ai Direttori degli Uffici Scolastici di tutte le regioni italiane…..Per un approfondimento di quest’ultimo aspetto, rimandiamo all’articolo “La nomina del docente vicario. La questione dell’art.52 D.lgs. 165/2001”….

www.superando.it - 16 gennaio 2012
“Tra le nuove attività delle mafie anche il comparto socio-sanitario per disabili”
░ Lo si legge nel XIII Rapporto di SOS Impresa - associazione nata nel 1991 a Palermo, nell'ambito di Confesercenti -, intitolato "Le mani della criminalità sulle imprese", recentemente presentato a Roma.
… Nel capitolo intitolato "I nuovi settori di investimento", si scrive che «gli interessi delle mafie si sono spostati anche in settori nuovi e per certi versi imprevedibili, come ad esempio nel comparto sanitario, ovvero nella gestione di cliniche private, di centri diagnostici, di residence per anziani, di servizi per disabili e nelle mense». … Come hanno infatti dichiarato i realizzatori del documento, «possiamo affermare che la Mafia Spa si conferma come il più grande agente economico del Paese, una grande holding company articolata su un network criminale, fortemente intrecciato con la società, l'economia, la politica, in grado di muovere un fatturato che si aggira intorno ai 140 miliardi di euro con un utile che supera i 100 miliardi di euro al netto degli investimenti e degli accantonamenti, e 65 miliardi di euro di liquidità». E ancora, «il solo ramo commerciale della criminalità mafiosa e non, che incide direttamente sul mondo dell'impresa, sfiora i 100 miliardi di euro, pari a circa il 7% del Prodotto Interno Lordo nazionale. Una massa enorme di denaro, quindi, che passa quotidianamente dalle tasche dei commercianti e degli imprenditori italiani a quelle dei mafiosi»…. «Gli interessi delle mafie si sono spostati anche in settori nuovi e per certi versi imprevedibili», come ad esempio, «nello sport (gestione di società dilettantistiche e semi-professioniste, impianti sportivi e scommesse clandestine), nell'autotrasporto e nella logistica, nei servizi di vigilanza dei locali notturni», ma anche «nel comparto sanitario, ovvero nella gestione di cliniche private, di centri diagnostici, di residence per anziani, di servizi per disabili e nelle mense».

ItaliaOggi - 17 gennaio 2012
“Spunta la riforma di Profumo”
░ Nel dl sulle liberalizzazioni, misure di sistema per la Scuola.
Più autonomia e fondi per le scuole. Test invalsi obbligatori, linee guida nazionali per raccordare l’istruzione con la formazione professionale regionale. E poi nuovi istituti nelle caserme dismesse della Difesa, e organico funzionale per tre anni. Sono le novità che, secondo ItaliaOggi, dovrebbero entrare nel decreto legge sulle liberalizzazioni… Al momento, la riduzione a12 anni del percorso scolastico… risulta essere stata accantonata…. Le risorse per l’istruzione, ad esclusione di quelle per la scuola non statale, confluiranno in due soli capitoli: il fondo per l’autonomia e quello per il personale. Nel primo andranno tutte le risorse che ad oggi vengono date indirettamente alle scuole e che così potranno essere gestite autonomamente senza vincoli. Ogni scuola, inoltre avrà un organico funzionale di durata triennale, con il quale fa fronte non solo alle esigenze ordinarie ma anche alle supplenze. Per consentire di costituire, a invarianza di spesa, nuove cattedre, si utilizzeranno anche gli spezzoni… Gli istituti avranno diritto, poi, a organici da utilizzare in rete con altre scuole per realizzare attività di recupero e di sostegno alle eccellenze, oltre che ai ragazzi diversamente abili.

ItaliaOggi - 17 gennaio 2012
“Corsa alla disoccupazione ridotta”
░ Non è necessario essere iscritti all’Ufficio di collocamento. Le domande entro il 31 marzo. (Antimo Di Geronimo)
I docenti e i non docenti che intendono percepire l’indennità di disoccupazione con i requisiti ridotti, hanno tempo al 31 marzo prossimo per presentare la domanda. L’istanza può essere presentata fin da oggi anche da coloro che attualmente stanno lavorando, a differenza della disoccupazione con i requisiti ordinari che presuppone l’assenza totale di rapporto di lavoro. La presentazione della domanda consente ai precari di ottenere un indennizzo per i periodi in cui non hanno lavorato nel 2011, a patto che siano in grado di vantare almeno 78 giorni di servizio, sempre nel 2011 e almeno un contributo settimanale versato entro il 31 dicembre del 2009 …(deve possedere cioè almeno un contributo settimanale versato prima del biennio precedente l’anno nel quale viene chiesta l’indennità). Nel calcolo delle 78 giornate sono comprese anche le festività e le giornate di assenza indennizzate (per es., maternità, malattia, permessi retribuiti). Per i primi 120 giorni, l’indennità giornaliera non può superare il 35% della retribuzione media giornaliera… nei limiti di un importo massimo mensile lordo di 844,06 elevato a 1.014,48 per i lavoratori che possono far valere una retribuzione lorda mensile superiore a 1.826,07. L’indennità è pagata dall’Inps con un unico assegno inviato a casa del lavoratore (o con domiciliazione su conto corrente bancario o postale), per un periodo corrispondente alle giornate effettivamente lavorate nell’anno precedente, e comunque non superiore a 180 giornate. La domanda va presentata all’Inps, su appositi modelli reperibili presso le sedi, oppure direttamente sul sito dell’Inps, nella sezione dedicata alla modulistica, entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la disoccupazione. E’ necessario allegare anche il modello 86/88bis, la cui compilazione è a cura delle scuole doce si è lavorato nel 2008…. L’indennità di disoccupazione con requisiti ridotti è alternativa a quella con i requisiti ordinari, che si ottiene quando il lavoratore può fare valere 52 contributi settimanali negli ultimi due anni; fatto salvo il possesso di un’anzianità contributiva di due anni. Per accedere all’indennità con i requisiti ordinari, inoltre, è necessario presentare la domanda dopo il licenziamento, fermo restando la preventiva iscrizione al collocamento, e comunque entro 66 giorni dalla data del licenziamento. Questa indennità, dunque, è incompatibile con la costanza del rapporto di lavoro…

ItaliaOggi - 17 gennaio 2012
“Nuovi permessi sindacali. Ecco come fare”
░ Antimo Di Geronimo riprende, dalla Direzione Scolastica Regionale della Campania, un vademecum utile anche alle prossime RSU.
Permessi sindacali: a chi spettano, come chiederli, come registrarli e comunicarli al ministro della Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi. E’ un vero e proprio vademecum per i dirigenti scolastici e i sindacalisti, la circolare n.66 emanata dell’USR per la Campania l’11 dicembre scorso (sito:http://www.csa.napoli.bdp.it/pagine/circolari.htm). … La circolare reca anche i moduli per le rilevazioni che sono necessarie perché adesso è obbligatorio comunicare i permessi alla Funzione pubblica entro due giorni dalla fruizione. L’ufficio ha ricordato che i dirigenti delle organizzazioni sindacali rappresentative (Flc-Cgil; Cisl-Scuola; Uil-Scuola; Snals-Confsal; Gilda-Unams) non collocati in distacco sindacale possono fruire, ai sensi degli artt. 8-9-10, del contratto quadro del 7.8.98, di permessi sindacali giornalieri ed orari, per l’espletamento del loro mandato, per la partecipazione a trattative sindacali, o per partecipare a convegni e congressi di natura sindacale. Tali permessi non possono superare bimestralmente, per ciascun dirigente sindacale tenuto ad assicurare la continuità didattica, i cinque giorni lavorativi e, in ogni caso, i 12 giorni nel corso dell’a.s…..Il nominativo del dirigente sindacale che fruisca del permesso deve essere chiaramente specificato, a cura dell’associazione sindacale richiedente… E’ necessario specificare se si tratta di permesso per espletamento del mandato, o di permesso per partecipazione a riunioni degli organi statutari…. I dirigenti dei sindacati rappresentativi hanno diritto anche a permessi sindacali non retribuiti per la partecipazione a trattative sindacali o a congressi e convegni di natura sindacale. Per quanto riguarda i permessi spettanti alle RSU, il monte ore dei permessi va calcolato nella misura di 25munuti e 30 secondi per dipendente in servizio con rapporto di lavoro a t.i….

Il Messaggero - 19 gennaio 2012
“Milleproroghe, spiraglio sulle pensioni”
░ Deroghe per i lavoratori precoci. La modifica interessa i cosiddetti “esodati” e i professori di scuola.
Per colpa delle nuove norme sul sistema previdenziale varate a dicembre erano rimasti in mezzo al guado, con il rischio concreto di dover passare i prossimi 4-5 anni senza né stipendio né pensione. Ora questi ex lavoratori… possono tirare un sospiro di sollievo: un emendamento a firma PD-PDL al decreto Milleproroghe all’esame della Camera, consentirà loro di rientrare nelle vecchie regole, e quindi di arrivare alla pensione così come da piani antecedenti alla manovra Salva-Italia…. L’emendamento prevede per i cosiddetti “esodati” il mantenimento ancora per due anni delle vecchie regole…. Applicazioni delle vecchie regole pensionistiche anche per il personale della scuola che raggiungerà i requisiti entro agosto prossimo….
 

ASASI - La Letterina n. 305 - 5 gennaio 2012
“Attività ASASi. La sperimentazione per la valutazione degli insegnanti”.
░ Il qualificato periodico on line si schiera, con una nota redazionale, a favore della valutazione in itinere del personale scolastico.
… Occorre solo avere il coraggio di estendere a tutte le scuole la procedura Valorizza… Il MIUR affidò all’Associazione TreeLLLe e alla Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo il compito di redigere un Rapporto di ricerca sull’efficacia del metodo “Valorizza” che tenesse conto delle critiche e dei suggerimenti delle scuole. Il Rapporto ha cercato di verificare se il metodo è effettivamente in grado di identificare gli insegnanti di comprovata e condivisa buona reputazione. A questo fine l’ultima fase della sperimentazione è stata destinata a validare il metodo sperimentato… Nell’anno scolastico 2010/11, 33 scuole statali si sono rese disponibili per la sperimentazione in tre regioni: Piemonte, Lombardia e Campania. In ciascuna scuola, il Collegio dei Docenti ha eletto due insegnanti che, insieme al Dirigente Scolastico e al Presidente del Consiglio di Istituto (senza diritto di voto), hanno costituito il Nucleo di Valutazione deputato a scegliere i professori di comprovata e condivisa buona reputazione. I docenti si sono candidati, su base volontaria, per essere presi in considerazione dal nucleo, sapendo che solo uno su tre avrebbe avuto il riconoscimento. Per candidarsi, hanno compilato un questionario di autovalutazione presentato insieme al loro curriculum vitae. Alle famiglie e agli studenti delle superiori, è
stato somministrato un questionario nel quale è stato chiesto di indicare 3 nomi di docenti che meritavano d’essere riconosciuti come “eccellenti”. Ciascun membro del Nucleo ha predisposto una sua lista d’insegnanti meritevoli alla luce delle sue convinzioni e delle informazioni raccolte tra le componenti della comunità scolastica. Le tre liste sono state confrontate nelle riunioni del Nucleo, che ha infine scelto, come meritevoli di riconoscimento, i candidati che comparivano in tutte e tre le liste o in almeno due di esse. Ai docenti così individuati il Ministero ha dato un riconoscimento corrispondente a una mensilità di
retribuzione una tantum. In 11 delle 33 scuole due ricercatori delle Fondazioni hanno seguito passo passo, come osservatori, i lavori dei nuclei di valutazione e hanno effettuato interviste ad alcuni loro membri… Le interviste segnalano un’insoddisfazione sugli strumenti utilizzati per raccogliere informazioni sui docenti e una preoccupazione riguardo alla capacità delle famiglie, soprattutto in ambienti socio-economici disagiati, di giudicare correttamente la qualità degli insegnanti. Minori le preoccupazioni sulle capacità di giudizio degli studenti. D’altro canto è stata largamente apprezzata la possibilità che il modello offre di incrociare punti di vista diversi, dei protagonisti e degli utenti nel giudizio valutativo…. È stata apprezzata la possibilità di adottare una logica di valutazione tutta interna che vede protagonista la comunità scolastica.

AIPD Onlus – scheda n.359/2012 – 5 gennaio 2012
“Le iscrizioni a.s. 2012-2013. Norme relative agli alunni con disabilità”
░ Con riferimento alla C.M. n.110 del 29/12/2011, relativa alle iscrizioni nelle scuole di ogni ordine e grado, l’Associazione Italiana Persone Down Scuola propone osservazioni e consigli ai docenti di Sostegno e agli utenti. Riportiamo, in parte, la scheda redatta da Salvatore Nocera, Responsabile dell’Area Normativo-Giuridica dell’Osservatorio Scolastico sull’Integrazione dell’AIPD Nazionale.
Scuola-Asl-Enti locali: coordinamento e compiti. Insegnanti di sostegno.- Consigli ai genitori. Numero alunni per classe. Le domande di iscrizione sono accolte entro il limite massimo dei posti complessivamente disponibili nella singola istituzione scolastica, limite definito sulla base delle risorse di organico e dei piani di utilizzo degli edifici scolastici predisposti dagli Enti Locali competenti. Resta inteso, comunque, che l’Amministrazione scolastica deve garantire in ogni caso, soprattutto per gli alunni soggetti all’obbligo di istruzione, la fruizione del diritto allo studio attraverso ogni utile forma di razionalizzazione e di indirizzo a livello territoriale….Osservazioni. In proposito la C.M. non fa alcun riferimento al DPR n° 81/09 (ma del quale si dovrà tener conto) il cui art. 5 comma 2 prevede che, di norma, una classe con presenza di alunni con disabilità, non può superare il numero di 20 alunni, elevabile a 22 in forza dell’art. 4 stesso DPR, ma anche riducibile a meno di 20 in forza dello stesso art. 4 e anche dell’art. 8 del medesimo DPR. Ciò, unitamente all’insufficiente capienza di singole aule, può legittimare la richiesta di sdoppiamenti di classi e quindi di aumenti di organico ….. L’art. 4 riguarda espressamente gli alunni con disabilità. Si precisa che per l’iscrizione occorre la certificazione di disabilità di cui al DPCM n° 185/06 e il Profilo Dinamico Funzionale… Sulla base delle esigenze ivi indicate, vanno formulate nel PEI le richieste delle risorse necessarie (sostegno, assistenza per l’autonomia e la comunicazione, trasporto, assistenza igienica, eliminazione di barriere architettoniche e sensopercettive, etc.)…. Si precisa che gli alunni con disabilità frequentanti la scuola secondaria di primo grado che non hanno ancora compiuto 18 anni prima dell’inizio del nuovo anno scolastico e che conseguono agli esami solo l’attestato con la certificazione dei crediti formativi maturati, hanno diritto col semplice attestato ad iscriversi alle scuole superiori al solo fine di conseguire altro attestato agli esami finali. Osservazioni. Circa le certificazioni necessarie per l'iscrizione, è da ritenersi che nulla sia mutato a seguito della Direttiva n° 14 del 29/12/2011 del Ministero della Pubblica Amministrazione e della Semplificazione …, pertanto all'atto dell'iscrizione si deve continuare a consegnare alla scuola la certificazione di cui al citato DPCM n° 185/06 in originale. Quanto all'aggiornamento del Profilo Dinamico Funzionale (PDF) esso deve essere effettuato non dalla sola ASL, ma da tutto il GLHO composto dagli operatori della ASL che seguono l'alunno, da tutto il consiglio di classe dell'ultimo anno del grado di scuola e dalla famiglia come stabilito dall'art. 12 comma 5 della L. n° 104/92. Pertanto è evidentemente illegittima la prassi secondo cui molte scuole richiedono alle sole ASL l'aggiornamento della Diagnosi Funzionale in luogo dell'aggiornamento del PDF che non è di competenza della sola ASL. Tutto diverrebbe più semplice se si applicasse l'Intesa Stato-Regioni del 20/03/2008 che prevedeva l'accorpamento della DF con il PDF, ma che non ha trovato ancora attuazione (vedi scheda n° 255. L’Intesa Stato-Regioni del 2008 per l’accoglienza scolastica e la presa in carico degli alunni con disabilità).

www.repubblica.it – 7 gennaio 2012
“Italia, il lavoro si cerca tramite un intermediario”
░ Alcuni dati comparativi, dal Rapporto Eurostat ('Methods used for seeking work') su dati aggiornati al II trimestre del 2011): per trovare lavoro, in Italia il 76,9% dei candidati chiede aiuto a amici, parenti o sindacati (la media europea è del 68,9%); il 63,9 % invia il curriculum; il 31,4% segue gli annunci che compaiono sulla stampa o sul Web.
In Italia oltre due persone su tre in cerca di lavoro si affidano a un intermediario che può essere un parente o anche un sindacato….Nell'Unione europea, inoltre, si fa molta pubblicità del proprio curriculum, del proprio percorso di studi, (68,8% Ue 17 e 71,5% Ue 27), una modalità che viene anche seguita in Italia ma con una percentuale inferiore (63,9%), tra le più basse… L'Italia risulta anche tra i Paesi che meno fanno affidamento agli annunci di lavoro che compaiono sulla stampa o sul web, con solo il 31,4% che si rende disponibile a una precisa prestazione o risponde a un'offerta di impiego. Insomma, gli italiani credono poco nei contatti a distanza e privilegiano di gran lunga gli approcci diretti e informali. Non a caso è anche al di sotto dei valori medi europei la quota di coloro che si rivolgono ad operatori istituzionali, come i centri pubblici per l'impiego (31,9%), addirittura l'Italia è penultima nell'eurozona… Tornando alle preferenze degli italiani, la seconda via scelta per trovare un'occupazione consiste nel chiedere direttamente al datore di lavoro; sempre secondo le tabelle di Eurostat oltre sei persone su dieci in cerca si rivolge al principale. Molto probabilmente si tratta di una modalità favorita dalla struttura produttiva del Paese, con tantissime piccole e medie aziende, dove, quindi, è più facile entrare in rapporto con i 'capi'.

www.governarelascuola.it/notizie – 8 gennaio 2011
“L’autonomia scolastica e la dirigenza. Un incidente di percorso ?”.
░ Dal n.3 del periodico on line riportiamo alcuni passi del primo saggio.
Recentemente, abbiamo definito l’autonomia scolastica un’incompiuta; forse è anche peggio, forse dobbiamo dire che si è trattato di un incidente di percorso. Per evitare fraintendimenti, precisiamo che stiamo parlando dell’assetto istituzionale e gestionale dell’autonomia scolastica e del sistema di istruzione più in generale, non dell’autonomia funzionale; anzi, le scuole hanno acquisito una pratica dell’autonomia organizzativa e didattica che costituisce un punto fermo….
Adesso ci rendiamo conto fino in fondo di come l’autonomia scolastica sia nata debole, perché non è nata come una riforma di sistema, discussa nell’opinione pubblica e condivisa dalle forze politiche e sociali, è stata invece frutto di un provvedimento che potremmo definire “incidentale” nell’ambito della Legge 59/1997… Infatti, dal 2001 tutto si è fermato, eppure, poteva non essere così, se solo si fosse voluto. Con la Legge 59/1997, Bassanini ha dato inizio ad un processo di decentramento amministrativo che si è mosso lungo due assi portanti, due forme diverse di sussidiarietà: - la sussidiarietà verticale, una specie di devolution amministrativa, consistente nel decentramento di competenze dall’apparato ministeriale centrale a quello periferico e soprattutto in un passaggio di competenze dallo Stato alle Regioni ed agli EE.LL.
- la sussidiarietà orizzontale, consistente nel trasferimento di competenze dagli enti politici generalistici alle “autonomie funzionali”, intese come “enti gestori” di servizi di natura specialistica.
Senza voler sottovalutare l’aspetto del decentramento amministrativo, l’aspetto più innovativo della Bassanini sta proprio in questo secondo aspetto; lo stesso passaggio di competenze dallo Stato alle Regioni e agli EE.LL. può essere considerato non solo un semplice decentramento, ma anche una forma sussidiarietà orizzontale, quello che già in Costituzione troviamo nella forma di valorizzazione delle autonomie locali. L’autonomia scolastica è a pieno titolo frutto di questo “doppio movimento” di sussidiarietà: - da una parte è un decentramento di competenze all’interno del MIUR, in quanto la gestione del servizio di istruzione passa dall’Amministrazione scolastica centrale e periferica alle singole istituzioni scolastiche; - questo passaggio di competenze però non è un semplice decentramento amministrativo, perché a tutte le istituzioni scolastiche viene conferita la personalità giuridica e viene attribuita l’autonomia i campo organizzativo e didattico, le scuole diventano cioè “autonomie funzionali”…. Questa netta e forte caratterizzazione dell’autonomia scolastica come autonomia funzionale in campo organizzativo e didattico, nel campo cioè della definizione e della gestione dell’offerta formativa, è la sua forza e al contempo debolezza.
Cos’è una scuola autonoma? Qual è la sua natura giuridico-istituzionale? Qual è il suo assetto gestionale interno? Quali sono i suoi rapporti con il Miur, le Regioni e gli EE.LL? Domande senza risposta…. A livello generale, la Riforma Costituzionale del 2001 rimane inattuata, tra tentativi di devolution, riforme costituzionali, federalismo fiscale….
L’autonomia poteva diventare il principio base del sistema di istruzione e formazione, a tutti i livelli e in tutti i campi, applicando il principio di sussidarietà sia in senso verticale che in senso orizzontale. Si potevano esplorare strade ampiamente praticate in altri settori, si poteva andare ad un’espansione dell’autonomia scolastica sul territorio, nella forma giuridica di un Consorzio/Associazione di natura istituzionale tra scuole di un determinato territorio, oppure di un’Agenzia sul modello di quelle definite proprio dalla Legge 59/1997. La Protezione Civile, l’Agenzia delle Entrate si, l’Autonomia Scolastica no. … Viene da pensare che effettivamente l’autonomia scolastica è stata “appioppata” ai dirigenti e al personale della scuola, ma il vero dominus del servizio di istruzione rimane il buon vecchio Ministero, non solo a livello centrale, ma anche sul territorio. Di pari passo con la messa in un angolo dell’autonomia scolastica abbiamo assistito allo svilimento della figura professionale del Dirigente delle Istituzioni Scolastiche: non solo la perequazione con le altre dirigenze è rimasta lettera morta, ma si è venuta addirittura a creare una sperequazione all’interno della categoria; del resto, autonomia scolastica e dirigenza sono nate insieme, la debolezza dell’una comporta la debolezza dell’altra. Delle figure di sistema e della carriera docente meglio tacere, per carità di patria….

Il Gazzettino – 9 gennaio 2012
“Pittoni: insegnanti, ecco il nuovo reclutamento.”
░ La Lega Nord – per bocca del suo esperto per la Scuola, il senatore Mario Pittoni, ripropone la vecchia formula: albi regionali, per bloccare nelle sedi di origine i precari che hanno scarse prospettive di lavoro.
Un criterio meritocratico di valutazione dei nostri studenti, che metta ordine sulle degenerazioni evidenziato dal Rapporto della Fondazione Agnelli che premia il Veneto ? Il senatore Mario Pittoni, capogruppo Lega Nord in Commissione istruzione del Senato, l’ha già individuato: “E’ nel progetto di riforma del reclutamento degli insegnanti che abbiamo appena consegnato al nuovo ministro dell’Istruzione, Profumo, e sul quale i sindacati (CGIL esclusa) e arti sociali si sono già dichiarati disponibili a discutere –sottolinea. Se passa, avremo creato il precedente per rivoluzionare su basi di merito tutto il sistema di assunzione nel settore pubblico”. Il nuovo sistema prevede che per l’assegnazione dei posti, ogni regione faccia riferimento a due liste. “Una, cosiddetta a esaurimento, nella quale entreranno gli attuali iscritti nelle graduatorie provinciali della stessa regione conservando i diritti acquisiti, ed una aperta, alla quale potranno iscriversi tutti i docenti in possesso di abilitazione. I vantaggi del meccanismo sono sostanzialmente quattro: 1. Funge da calmiere agli spostamenti dalle zne con meno opportunità di lavoro ma valutazioni generose; 2. Toglie appetibilità ai corsi on line più o meno fasulli o allo scambio di favori tra strutture private e docenti. 3. Mette in competizione gli aspiranti all’insegnamento iscritti ai vari albi regionali spingendoli a migliorarsi. 4. Crea le condizioni per poter allargare le maglie dell’ingresso ai corsi di abilitazione.

 

Superando.it – 9 gennaio 2011
“Revocato quel contestato bando sulla formazione”.
░ L’articolo pubblicato su “Superando” si chiude con un ringraziamento a Elena Duccillo, dell’ANIEF, che molto e tempestivamente si è spesa per il buon esito (l’abrogazione del decreto Ansas n.273/2011) della vicenda.
Anche la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), tramite le parole del proprio vicepresidente Salvatore Nocera, aveva chiesto ai responsabili dell'ANSAS (Agenzia Nazionale dello Sviluppo per l'Autonomia Scolastica, ex INDIRE) e ai referenti del Ministero, di rivedere quel recente bando sulla «creazione di graduatorie regionali di tutor per i corsi inerenti il progetto di riqualificazione/riconversione professionale sul sostegno», ritenendo inaccettabile «una tale superficialità nella formazione dei futuri docenti per il sostegno» e «lesiva della qualità dell'inclusione scolastica». Ebbene, qualche giorno fa, la stessa ANSAS ha deciso di revocare quel bando, ciò che è stato accolto con soddisfazione anche dall'ANIEF, (Associazione Professionale Sindacale), distintasi a sua volta per una dura protesta. … La stessa ANSAS, il 5 gennaio scorso, con il Decreto n. 10, ha deciso di «revocare in autotela» il precedente provvedimento, «per sopravvenuti motivi di pubblico interesse e di nuova valutazione dell'interesse pubblico originario», determinando quindi «la caducazione in via automatica di tutte le candidature inoltrate». Soddisfazione è stata espressa anche dall'ANIEF(Associazione Professionale Sindacale), organizzazione distintasi a sua volta per una dura protesta e che in una nota ufficiale rileva di voler «continuare a vigilare, nell'interesse di alunni e docenti, su ogni azione che verrà intrapresa sulla formazione degli insegnanti».

ItaliaOggi - 10 gennaio 2011
“Giallo sugli Stati generali dei tecnici e professionali”.
░ Rinviati sine die dal ministro, le scuole annullano i viaggi
Rinviati a data da destinarsi. La pidaria la nota con cui nei giorni scorsi il Miur ha annunciato l’annullamento degli Stati generali dell’istruzione tecnica e professionale, indetti a Roma per il 12 gennaio. Una manifestazione nazionale al Palazzetto dello Sport per valorizzare questi percorsi di studio secondario e i nuovi istituti tecnici superiori ITS, con una parte congressuale e una espositiva delle migliori esperienze didattiche realizzate dagli studenti di tute le regioni…. Mesi di preparazione… poi in piene vacanze di Natale, il Miur annulla tutto…. Nel frattempo rimangono aperti nodi importanti proprio dell’istruzione tecnico-professionale, come le modalità del nuovo contratto di apprendistato con cui i 15enni possono assolvere l’obbligo d’istruzione, e le opzioni per gli indirizzi degli studenti del III anno degli istituti tecnici e professionali.

ItaliaOggi - 10 gennaio 2011
“Boom di TFA nel Lazio”.
░ Il Ministro della Funzione pubblica accetta il piano di ripartizione dei corsi proposto dal MIUR.
Sono bastate al ministro della Funzione Pubblica Filippo Patroni Griffi le risposte date dall’Istruzione per dire sì alla richiesta di 20mila TFA e 2800 lauree magistrali per il 2012. Il decreto di autorizzazione ora è all’esame dell’Economia per il via libero definitivo. OK a 15700 TFA per le Superiori, 1500 posti in meno – secondo quanto risulta a ItaliaOggi – rispetto alle richieste degli atenei, e 10mila in più del fabbisogno stimato dal Ministero. Il boom nel Lazio, con 2700 unità da formare alle superiori (quasi 4 volte in più del fabbisogno). Segue la Lombardia.
ItaliaOggi - 10 gennaio 2011
“I dubbi previdenziali di chi ha appena maturato i requisiti”.
░ Si attende ancora, e non se ne ha notizia, il decreto ministeriale che fisserà le modalità e i termini di scadenza per la eventuale presentazione della domanda di cessazione dal servizio con effetto primo settembre 2012, e si attende la circolare applicativa in materia di quiescenza; resta da capire, ad esempio, se sarà possibile chiedere la permanenza in servizio e il part time.
C‘è attesa tra il personale del comparto scuola di conoscere, dopo l’entrata in vigore delle nuove disposizioni in materia di trattamenti pensionistici contenute nell’art.24 del d.l. n.201/2011, la posizione sia del Ministro che dell’Inpdap su alcune questioni strettamente collegate all’applicazione delle nuove norme. L’attesa si riscontra, soprattutto, tra il personale che alla data del 31 dicembre 2011 poteva fare valere i requisiti per accedere al trattamento pensionistico di anzianità e/o di vecchiaia, quali richiesti dalla normativa in vigore antecedentemente al 6 dicembre 2011, e che per effetto di quanto dispone il comma 3 del citato art.24, possono farli valere anche in futuro. I requisiti erano… il possesso della quota 96 (60 anni di età e 36 di contributi; oppure 61 anni di età e 35 di contributi) oppure, indipendentemente dall’età anagrafica, 40 anni di servizio e/o di contributi e, solo per il personale femminile, 61 anni di età con almeno 20 di contribuzione. Per il personale femminile rimane, inoltre, in vigore fino al 2015 la possibilità di accedere al trattamento pensionistico anticipato, a due condizioni: che possano fare valere non meno di 57 anni di età e 35 di contribuzione, e che opti preventivamente per il sistema di calcolo contributivo. Per accedere al trattamento pensionistico di vecchiaia, uomini e donne dovevano poter fare valere un’età anagrafica di 65 anni e almeno 20 anni di contributi. … Le più aggiornate rilevazioni sulla consistenza del personale della scuola in servizio con contratto a t.i. che possiede i requisiti per accedere, fin dal primo settembre, alla pensione di anzianità o di vecchia secondo la normativa in vigore prima del 6 dicembre 2011 indicano in 60/65mila unità, di cui oltre 50mila docenti….

Corriere della sera – 11 gennaio 2012
“Il capitalismo ha assunto un volto disumano”
░ E’ Carlo Azeglio Ciampi l’autore della lettera pubblicata sul prestigioso quotidiano. Aggiungo(cultore di filosofia Ciampi, filosofo Abbagnano, e docente di filosofia lo scrivente) sommessamente che, dinanzi allo spauracchio del comunismo dal volto disumano, il capitalismo dal volto disumano covato in seno all’economia nei paesi industrializzati si faceva scudo delle classi politiche al governo; da quando lo spauracchio sovietico è finito, non ha freni alla propria ingordigia, né ha bisogno alcuno dell’usbergo di una volta che può adesso ridicolizzare. La casta dei politici inetti (ché hanno permesso questo) lo merita, ma non ha senso inferire, da ciò, l’impossibilità della democrazia politica.
Libertà e giustizia sociale sono i principi che non riducono l’uomo a strumento dello Stato (…) o del Mercato (…). In questo mi riconosco nella riflessione allarmata e allarmante, di Nicola Abbagnano, secondo il quale “il Capitalismo , seguendo il cammino dell’economia, è andato assumendo a sua volta il vlto assolutizzante e disumano dei mostri incarnatisi negli assolutismi politici e istituzionali radicati nelle ideologie di matrice hegeliana”. Ancora una volta abbiamo assistito alla degenerazione di un pensiero, di una dottrina, il liberismo, che ha avuto l’incommensurabile merito di aver spalancato le porte allo sviluppo dell’economia, al progresso della società, liberandone le forze che hanno spazzato via i residui del sistema feudale. Il liberalismo economico ha anche “prodotto” una ideologia che rifiuta qualunque modello sociale che affidi allo Stato interventi volti a programmare le sue scelte al fine di distribuire equamente beni e oneri all’interno della collettività. I cardini di tale interpretazione sono l’interesse individuale, come fattore determinante la razionalità umana, e il calcolo dei costi e benefici come criterio guida di ogni attività umana….

Il secolo XIX – 12 gennaio 2012
“Così i nativi digitali sfogliano l’IPAD”
░ Aiutano ad apprendere l’ordine e l’organizzazione: a quali condizioni ?
Le recenti dichiarazioni del ministro Profumo hanno riportato il dibattito su una scuola “più moderna e visionaria”, più vicina al web e ai nativi digitali. Una scuola che offra il sapere e le informazioni attraverso strumenti innovativi. E propone il tablet al posto dei libri di testo, un’unica tavoletta elettronica per contenere in un centimetro di spessore le migliaia di pagine dei volumi che accompagnano gli studenti nell’arco della carriera. Al Salone dell’educazione ABCD, in Fiera a Genova, l’associazione Disal, Dirigenti Scuole Autonome e Libere, ha presentato una di queste iniziative promossa dalla scuola di primo grado di Mele, l’I.C. Voltri… I docenti hanno accolto la sfida degli IPAD convinti che questo sia uno strumento agile e adatto al nostro tempo, ma che non sostituisce il processo didattico….

ASASI - La Letterina n. 306 - 12 gennaio 2012
“Lettera al ministro Profumo sulle elezioni per le RSU”.
░ Roberto Tripodi, Presidente regionale ASASI e Consulente della V Comm. Legisl. A.R.S., è stato nominato, adesso, presidente della FNASA. Così si rivolge al ministro Profumo (riportiamo passi dell’articolo-lettera).
Caro Ministro, è necessario, nella scuola statale, ridare centralità alla didattica e agli apprendimenti. I dodici organi collegiali esistenti in ogni scuola (consiglio d’istituto, giunta esecutiva, collegio dei docenti, consiglio di classe, assemblea sindacale, assemblea studentesca d’istituto, assemblea studentesca di classe, assemblea dei genitori, comitato dei genitori, comitato studentesco, assemblea ATA, RSU) ai quali si sommano altri organi come i Revisori dei conti, i Responsabili dei
Lavoratori per la Sicurezza e i terminali associativi sindacali, costituiscono una selva di poteri sovrapposti e contrastanti, se non altro d’interdizione della normale attività didattica e amministrativa, difficili da coordinare e da gestire. Se oggi in Italia siamo potuti arrivare all’istituzione di 10.300 scuole paritarie e di sole 10.100 scuole statali, forse ciò vuol dire che l’utenza più avveduta abbandona l’istruzione pubblica (perché tale è la sola istruzione statale, al di fuori degli infingimenti), di cui non si fida più…. In occasione delle prossime elezioni delle RSU (a scuola non si fanno che elezioni; quest’anno ne abbiamo già fatte quattro: per gli organi di durata annuale, per la consulta biennale, per il comitato studentesco, per il consiglio d’istituto), la preghiamo di decretare l’incompatibilità dei componenti il consiglio d’istituto con la carica di RSU. Forse lei non lo sa, ma a scuola succede anche questo: i sindacalisti si candidano nel consiglio e portano la mentalità sindacale in un organismo che, invece che l’interesse di categorie d’impiegati, dovrebbe tutelare l’interesse pubblico, quello del servizio reso all’utenza. È chiaro che affidare il governo della scuola, pagata con i soldi di tutti i contribuenti, agli impiegati che hanno interesse concreto a lavorare di meno e a non essere controllati, non può che portare all’inefficacia dei processi d’istruzione…..


 

www.repubblica.it – 28 dicembre 2011
“La Regione Sicilia fa 1600 assunzioni. Alt del commissario alla legge-strenna”.
░ Bloccata una spesa da 100 milioni. "Non ci sono i fondi". Maretta nel governo di Lombardo: l'Udc esce dalla maggioranza (di EMANUELE LAURIA)
PALERMO - È arrivato ancora una volta il commissario dello Stato a chiudere il cancello dello stipendificio Sicilia. E lui, il prefetto Carmelo Aronica, l'uomo chiamato a giudicare la legittimità costituzionale dei provvedimenti varati dalla generosa Assemblea regionale, in questa occasione è andato giù duro. Bloccando, in un colpo solo, 1.600 assunzioni. Tante ne aveva deliberate l'Ars nella seduta prenatalizia, con una legge-strenna che prevedeva la stabilizzazione in via amministrativa di circa 800 precari e una corsia preferenziale per altri 400 all'interno di un maxi-concorso da 800 posti. Un pacco dono che aveva premiato catalogatori dei beni culturali come tecnici della Protezione civile, esperti di dissesto idrogeologico come di emergenza rifiuti. L'ultimo regalo, però, si è risolto in un'illusione durata appena quattro giorni, troncata dal commissario dello Stato con un ricorso alla Consulta scritto in nome di un quesito: chi metterà, e saranno comunque sufficienti, i 100 milioni di euro necessari in tre anni a sostenere questo faraonico progetto? … Ora però gli stessi deputati sono in ansia, perché costretti a trovare un rimedio legislativo per garantire almeno una proroga ai precari che in Sicilia alimentano il consenso elettorale. L'anno prossimo, in 150 Comuni dell'Isola, si tornerà a votare. E il sospetto è che lo stipendificio siciliano, malgrado l'affondo del commissario e la crisi economica, sia tutt'altro che in disarmo: nei giorni scorsi, d'altronde, era stata annunciata un'altra infornata. Sotto forma di un accordo per la stabilizzazione di 2.234 lavoratori socialmente utili in servizio nella Sanità: 1.500 di loro si sono detti disponibili pure ad abbassarsi i compensi. Sacrificio accettabile, per ottenere l'agognato posto fisso.  

www.didaweb.net/fuoriregistro -29-12-2011
“Per un made in Italy dell'istruzione”
░ Al cospetto del presente, qualcuno spera in un futuro in cui sarà possibile insegnare e apprendere nel rispetto di ogni singola persona fruendo del patrimonio culturale specificamente italiano. Riportiamo parte delle riflessioni di Claudia Fanti, ampiamente pubblicate nel web.
…A qualcuno di noi piace ancora pensare a un futuro auspicabile nel quale sarà possibile insegnare e apprendere nel rispetto di ogni singolarità, umanità. Un rispetto che tenga conto dei volti delle persone che ci guarderanno dai banchi, nei corridoi spogli, nelle aule, nei laboratori. Ecco, mi piacerebbe che quando si scrive o ragiona di scuola, lo si facesse senza definire per categorie la cosiddetta utenza: i giovani, le famiglie, i disabili, gli stranieri...mi piacerebbe che si decidesse di "vedere" le persone e le loro infinite modalità di approccio all'esistente, al sapere, al quotidiano vivere…. Per reggere i sacrifici ci vuole una solida base culturale costruita con sapienza ed equilibrio. E questo saper reggere non si impara dall'oggi al domani. Si apprende strada facendo con l'attitudine al lavoro di squadra, alla riflessione, con l'amore per il bello che si oppone al bello imposto dai consumi. Perfino per incassare senza reagire con violenza a una manovra finanziaria durissima ci vuole una scuola che alleni in modo colto e arguto all'argomentazione, all'ironia, alla critica, al pensiero divergente. Questa scuola non c'è da nessuna parte, né in Germania, né in America, né In Francia... e...neppure in Italia. Ma in Italia ci potrebbe essere eccome: si pensi ai secoli di cultura, arte, bellezze, creatività che abbiamo alle spalle. Abbiamo mai veramente tenuto in seria considerazione ciò che siamo stati, le nostre origini? Ogni governo che si è succeduto, ogni ministro della pubblica istruzione non ha incentrato il proprio lavoro sul patrimonio e sulla storia specificamente italiana. Nessuno. Ci si è limitati a costruire programmi, Indicazioni, a trovare obiettivi e finalità per formare un cittadino al passo coi tempi contestuali guardando sempre a modelli esterofili. Eppure non è così che si crea qualcosa che vada a sostenere la peculiarità italiana e la sua esigenza di far emergere la propria diversità in Europa…. Dovremmo pensare a qualcosa di spiazzante che includa il valore che diamo quasi soltanto noi in Europa alla persona, qualsiasi siano le sue potenzialità…
Insegnare a diventare maestri di se stessi ad ogni persona con la quale ogni insegnante viene a contatto dovrebbe essere lo scopo di qualunque ricerca pedagogica, ma anche di scelte ministeriali, affinché ciascuna persona possa trovare dentro di sé la forza e le energie per dare qualcosa di prezioso alla società tutta…. abbandonando proprio gli idoli contemporanei della meritocrazia, andando verso una dinamica di classe e di istituto che apra la propria visione e con ampio respiro dia l'accesso alle proposte culturali che emergono sia dagli stessi alunni, sia dal mondo esterno dei media, dei quotidiani, dei musei, di Internet, ecc...
Occorre che gli insegnanti prendano atto di essere sapienti mediatori, accompagnatori, esploratori della realtà mutevole insieme con gli alunni e le alunne…. Le generazioni a confronto non si devono fronteggiare, bensì incontrare sul piano delle diverse competenze… Lo studio oggi è dinamico, fluido, in movimento. Oggi, la scuola può introdurre a qualsiasi mondo del sapere, in maniera più immediata con l'utilizzo sapiente di Internet…. Ma non basterebbe fornire di un tablet ogni banco! Assolutamente non basterebbe, … Volere una scuola italiana, in stile storicamente italiano invece vuol dire renderla simile alle botteghe artigiane nelle quali l'apprendista si misura con la materia e con l'esperienza dei vecchi maestri per poi rielaborare, ricreare, arricchire….

http://www.orizzontescuola.it – 29 dicembre 2011
“Sostegno: docente di ruolo "riconvertito", alunno dei docenti precari specializzati”
░ Riportiamo una nota emanata da Usb Scuola Sicilia, su una questione di massima attualità e gravità: per ragioni di cassa, e senza considerare il danno didattico, il Miur si accinge a dare attuazione al progetto Gelmini per l’attivazione di corsi “sul sostegno”, di riqualificazione/riconversione professionale dei docenti in sovrannumero, a.s.2011/2012. L’Ansas (ex INDIRE) ha il compito di cercare i tutor.
… Il Miur, con una trovata surreale, istituisce un corso di riconversione, "quasi tutto online" (il tutor svolgerà 120 ore on-line e 12 ore in presenza), dal ridicolo valore formativo e didattico, in cui il docente di sostegno  precario potrà svolgere l'attività di insegnante in un corso di "autolesionismo professionale" che avrà come effetto quello di espellerlo dal mondo della scuola)…. Non possiamo non evidenziare come gli insegnanti-tutor specializzati, invece, abbiano seguito un percorso formativo universitario (di 400 o 800 ore), con esami di didattica speciale e per l’integrazione, di area psicologia, psicomotoria, linguistica, psicopatologica e dello sviluppo, nonché corposi approfondimenti nell'area normativa dedicata alla disabilità, affrontando numerosi laboratori applicativi e svolgendo un percorso di tirocinio in aula. Sullo stile dei "tre-puntifici" on-line, l'ANSAS (ex INDIRE), che dovrebbe garantire il pieno sviluppo dell'autonomia scolastica, si mette al servizio della controriforma Gelmini cercando di mettere "una pezza" all'ondata di soprannumerari… in totale disprezzo delle esigenze didattiche di quella platea, sempre più consistente nella scuola italiana, di discenti diversamente-abili…. Dopo le restrizioni al riconoscimento della legge 104, dopo i corposi tagli al sostegno che hanno visto le famiglie combattere contro il dimezzamento delle ore di sostegno ai propri figli (prontamente restituite dopo i ricorsi  al Tar), ora l'espulsione di migliaia di docenti-specializzati sostituiti da docenti-riconvertiti. Questo è il livello di considerazione che lo Stato Italiano ha dei disabili, delle loro famiglie, dei loro insegnanti e della loro scuola?

http://pressin.comune.venezia.it/ – 29 dicembre 2011
“Insegnanti per i disabili, ministero condannato”
░ Press-IN anno III/n.3360 riporta un articolo pubblicato su “Corriere di Viterbo”. Il Tar del Lazio accoglie il ricorso delle famiglie contro i tagli che assicuravano solo 6 ore di educazione invece di 18. Il “Santa Rosa” (Viterbo) dovrà avere tutti i docenti necessari. Press-IN è un'iniziativa del Progetto Lettura Agevolata del Comune di Venezia.
Il diritto all’educazione è sacro. Anche e soprattutto per i disabili. Non ci sono manovre, tagli o problemi d’organico tali che possano far mancare loro gli insegnanti di sostegno, necessari per almeno 18 ore settimanali. Lo ha stabilito il Tar, con una sentenza che, accogliendo il ricorso presentato, per i genitori, dall’avvocato Massimo Pistilli, ha ribadito importanti principi di diritto, condannando, in concreto, il ministero dell’Istruzione alle spese, e imponendo all’autorità amministrativa di provvedere il numero di insegnanti di sostegno necessario agli studenti diversamente abili del magistrale Santa Rosa. “Alla luce del quadro normativo nel quale si inscrive la vicenda - afferma il Tar -, non potrebbe dubitarsi della illegittimità del provvedimento impugnato con il quale, nonostante l’handicap del minore sia qualificato grave, l’amministrazione dichiara l’impossibilità di garantirgli assistenza di sostegno per un numero di ore pari almeno ad un’intera cattedra”. A ogni studente, per effetto dei tagli al personale, si era arrivati a garantire, mediamente, 6 ore di insegnamento, invece delle 18 necessarie. A emanare la sentenza, depositata il 19 dicembre scorso, è stata la sezione Terza bis del Tar del Lazio. “L’esiguità dell’organico - si legge tra l’altro nelle motivazioni - non potrebbe pregiudicare il diritto fondamentale all’istruzione del disabile grave”, in quanto l’Istruzione scolastica, ribadiscono i giudici, “è tenuta a soddisfarle - in deroga al rapporto ordinario docenti-alunni - attraverso contratti a tempo determinato con insegnanti di sostegno; come già prevedeva - si ricorda - la legge 449 del 1997, con norma che - si legge - non è suscettibile di modifica da parte del legislatore ordinario e che sancisce un ineludibile dovere da parte dell’amministrazione scolastica”. Il Tar dispone, quindi, che “le amministrazioni scolastiche avviino e perfezionino con ogni tempestività le iniziative necessarie per assicurare l’adeguata integrazione del personale di cui trattasi in relazione al concreto fabbisogno dell’istituzione scolastica”. Condanna, infine, “l’Amministrazione al pagamento delle spese. E ordina che la sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

La Sicilia – 2 gennaio 2012
“Le novità in tema di iscrizioni”
░ Il Ministro Profumo dà impulso (circolare n. 108 - 27 dicembre 2011) al progetto “Scuola in chiaro” che, dal prossimo 12 gennaio 2012, metterà a disposizione degli utenti, sulla homepage del sito www.istruzione.it, le informazioni del sistema informativo, e che consentirà ad ogni scuola - a partire dal 4 gennaio 2012, di pubblicare le proprie, attraverso una funzione presente sul portale SIDI.
…La prima novità di rilievo rigiuarda il progetto Scuola in chiaro: si tratta della diffusione on line dei dati di tutte le istituzioni scolastiche. I cittadini, attraverso il sito del Miur, potranno accedere a tutte le informazioni per ricercare e localizzare le scuole di proprio interesse. Ogni scuola è tenuta a fornire le informazioni relative al tempo-scuola, alla mensa, agli altri servizi indicati nel Pof. Le scuole hanno l’obbligo di acquisire al protocollo le domande presentate e di comunicare, per iscritto, agli interessati l’eventuale mancato accoglimento delle stesse…. Attualmente, l’obbligo di istruzione concerne la fascia di età tra i sei e i 16 anni, tuttavia il diritto-dovere si estende fino al 18mo annodi età, o comunque fino al conseguimento di una qualifica professionale di durata almeno triennale. Da qui scaturisce che la modalità di assolvimento si può realizzare attraverso la frequenza nelle scuole superiori, nella formazione professionale o tramite la stipula di un contratto di apprendimento per la qualifica o per il diploma professionale. Per coloro che hanno compiuto il sedicesimo anno di età vi è anche l’opportunità di frequentare i centri EDA….

Il Mattino – 3 gennaio 2012
“Dal Sud un progetto pilota per tutta la scuola italiana”
░ Il Mezzogiorno può diventare il vero elemento di traino per lo sviluppo del Paese, dice il ministro Profumo, intervistato. Tanta carne al fuoco, nelle risposte del Ministro a una intervista (con i tempi realizzativi consueti, sarebbe il programma di una legislatura): prolungamento dell’obbligo scolastico fino a 17 anni attraverso lo stretto rapporto con istituti professionali regionali; formazione degli studenti innovativa; concorsi per i giovani docenti; scuole come centri di aggregazione.
… D. Un progetto ampio; e i soldi ?
R. La base di partenza è unmiliardo dei fondi europei destinati al Sud (350 i milioni destinati alla Campania). Cerchiamo, però, risorse aggiuntive e complementari…
D. Qual è la condizione della scuola nel Sud ?
R. … C’è una mappa della povertà che sta crescendo, nel nostro Paese, a cui corrisponde un aumento dell’abbandono scolastico. L’obiettivo è di evitare che i ragazzi lascino la scuola in età precoce, un traguardo che può essere raggiunto prolungando il percorso dell’obbligo scolastico con le qualifiche professionali…
D. Tenerli più a lungo a scuola insegnando loro un mestiere. Ricetta semplice, ma anche realizzabile?
R. L’obiettivo si può raggiungere con una più stretta connessione, anche fisica, tra scuole dell’obbligo e scuole professionali regionali…
D. Entro il 1212 sarà indetto un concorso per i docenti. Ma dove sono questi nuovi posti di lavoro ?
R. Ci sono graduatorie con circa 200mila persone in attesa, e altri 20mila giovani che non sono in graduatoria. L’età media dei nostri insegnanti cresce… credo sia ragionevole proseguire con lo svuotamento delle graduatorie ma al contempo pensare ai giovani. Immagino due canali: uno più grande che attinge alle graduatorie, un altro più piccolo che fa riferimento ai nuovi concorsi.
… D. Il tempo dei tagli può dirsi finito ?
R…. Pur nelle difficoltà ritengo che il periodo dei tagli sia chiuso. Anche in mancanza di risorse aggiuntive, molto può essere fatto utilizzando meglio i fondi disponibili.
…D. Non c’è tempo per le grandi riforme, ma se ce ne fosse quale vorrebbe realizzare ?
R. Vorrei che la scuola diventasse ciò che in alcuni Paesi si definisce “civic center”, il centro civico della città… centri di aggregazione del quartiere: biblioteche aperte tutto il giorno, palestre utilizzate anche dai cittadini, luoghi per le feste dei bambini. In questo modo anche gli aspetti economici potrebbero essere affrontati diversamente perché il Comune, i provati potrebbero investire nella scuola stessa…

ItaliaOggi – 3 gennaio 2012
“Sanzioni, se la difesa è per pochi…”
░ Carlo Forte spiega come sia più dispendioso, adesso, per i docenti colpiti da censura ricorrere davanti ai Tribunali ordinari, rispetto a quanto lo fosse il ricorrere davanti ai Consigli di disciplina; in molti preferiscono rassegnarsi a incassare le sanzioni disciplinari. Siamo in presenza dell’arretramento delle tutele democratiche costituzionali del docente che (ove questi preferisca derogare ai propri convincimenti piuttosto che rischiare di entrare in conflitto con il d.s.) si traduce nella rinuncia, di fatto, all’esercizio della libertà di insegnamento.
L’attribuzione ai dd.ss. del potere di infliggere le sospensioni fino a 10 giorni, decisa con la Riforma Brunetta, insieme alla cancellazione della possibilità di impugnare le sanzioni davanti ai consigli di disciplina, ha lasciato i docenti praticamente senza tutela. Va detto che è sempre possibile ricorrere dinanzi al giudice del lavoro; ma la lunghezza del procedimento e i costi dell’azione impediscono di fatto di difendersi efficacemente. Basti pensare che tra la data di presentazione del ricorso e l’emissione della sentenza di primo grado possono passare anche 2/3 anni, e che in ogni caso il procedimento necessita del patrocinio di un legale…. Quanto ai costi materiali, l’azione costa mediamente dai mille ai 2mila euro…. La “sospensione”, di competenza del d.s., determina la cessazione della retribuzione nel periodo di riferimento ma è compensata dall’assegno alimentare, che è pari al 50% della retribuzione. Poi c’è il ritardo di un anno nella progressione economica… L’avvertimento scritto e la censura, invece, praticamente non hanno alcun effetto oltre quello, rispettivamente, dell’avviso e del rimprovero… L’effetto più nefasto, però, è quello di ingenerare un meccanismo di autocensura… rinunciando quindi ad esercitare l’autonomia professionale a tutela della quale l’art.33 Cost sancisce il principio di libertà di insegnamento…

ItaliaOggi – 3 gennaio 2012
“I giovani bocciano il 70% dei professori”
░ Brutte notizie, per la categoria degli insegnanti, dal rapporto EURISPES- Telefono azzurro “XII indagine conoscitiva sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza 2011” (www.eurispes.it). Per di più: un alunno su tre considera noiose le lezioni; gli alunni e loro famiglie lamentano che la scuola ha pochi agganci al mondo del lavoro.
Gli insegnanti dovrebbero essere più preparati e aggiornati. Ne è convinto il 59% degli studenti e l’80% dei loro genitori, intervistati da Eurispes e da Telefono azzurro per la XII indagine conoscitiva sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza 2011. Realizzata tra 1496 studenti 12-18enni di 21 scuole, e 1266 genitori…. Il 58,8% chiede più rigore e severità con i compagni violenti e nella lotta contro le discriminazioni….

ItaliaOggi – 3 gennaio 2012
“Nessun futuro per la riammissione in servizio”
░ Vita dura per i pensionati della Scuola che vorrebbero tornare a lavorare: sono troppi i colleghi in servizio che risultano in esubero.
Dirigenti, docenti e personale Ata sono andati in pensione di anzianità ad un’età compresa tra i 55 e i 58 anni… Alcuni, soprattutto tra i dirigenti e i docenti, aspirano a tornare in servizio… Lo strumento giuridico che possono utilizzare a tale fine è l’istituto della riammissione in servizio previsto dall’art.132 DpR 10 gennaio 1957 n.3…. Può essere richiesto dai dd.ss., dai docenti e dal personale Ata collocati in pensione di anzianità per dimissioni volontarie, perché dichiarato decaduto per alcune specifiche cause, per dispensa per motivi di salute o per avere superato il periodo massimo di assenza per motivi di salute o per infermità non dipendente da causa di servizio. Non è invece utilizzabile da coloro che entro il primo agosto 2012 avranno compiuto il sessantaseiesimo anno di età, o che all’atto del collocamento a riposo svolgevano le funzioni di preside, direttore didattico o di responsabile amministrativo… Il termine ultimo per presentare la domanda rimane quello del 15 gennaio. Quello della riammissione in servizio è comunque un’operazione che l’amministrazione scolastica può porre in essere in via residuale… sembra essere, di fatto, in via di estinzione a causa dell’aumento dei docenti in esubero….

ItaliaOggi – 3 gennaio 2012
“Elezioni, sindacati pronti al via”
░ Il 19 gennaio partono le procedure per eleggere le RSU, le rappresentanze sindacali nelle scuole. I risultati saranno decisivi per determinare il gradi di rappresentatività nazionale delle singole sigle.
… La tornata elettorale si svolgerà dal 5 al 7 marzo, e riguarderà tutti i comparti del pubblico impiego. Dunque anche la scuola…. Le votazioni serviranno a calcolare la rappresentatività delle organizzazioni sindacali, così da verificare chi ha diritto a partecipare alla contrattazione, e chi no. La soglia al di sotto della quale non si viene ammessi ai tavoli negoziali del pubblico impiego è fissata al 5%. Il calcolo tiene conto di due elementi: il numero delle deleghe e il numero dei voti riportati alle elezioni delle RSU. Per delega si intende l’autorizzazione rilasciata dal dipendente al datore di lavoro affinchè questi possa trattenere una somma dal trattamento economico di spettanza del lavoratore e la versi ad un’organizzazione sindacale… La percentuale è calcolata, per il dato associativo (al 31 dicembre 2011) facendo il rapporto tra il numero delle deleghe in favore del sindacato e il numero complessivo di tutte le deleghe sindacali del comparto. Per quanto riguarda, invece, il dato elettorale, la percentuale viene calcolata facendo il rapporto tra i voti riportati dal sindacato e il totale dei voti espressi. Il livello di rappresentatività sarà pari alla media di questi due elementi così calcolati. La normativa di riferimento è contenuta nell’art.43 d.lgs 165/2001…
TEMPISTICA. - 19 gennaio 2012, annuncio delle elezioni e contestuale inizio della procedura elettorale. – 20 gennaio 2012, le amministrazioni mettono a disposizione l’elenco generale alfabetico degli elettori. Inizia la raccolta delle firme per la presentazione delle liste. – 30 gennaio 2012, termine per l’insediamento della Commissione elettorale. – 8 febbraio, termine per la presentazione delle liste elettorali. 24 febbraio, affissione delle liste elettorali all’albo dell’amministrazione. 5-7marzo 2012, votazioni. 8 marzo, scrutinio.

www.repubblica.it – 3 gennaio 2012
“Stipendi, nelle Regioni speciali le gabbie ci sono già”.
░ Le retribuzioni degli insegnanti sono già sperequate:a Bolzano un insegnante guadagna 800 euro in più, rispetto alla media nazionale, a Trento 500 in più.
Come c’è sempre un sud che sta più a sud di un altro sud, c’è pure un nord che sta più a nord di un altro nord. Così, mentre l’Italia s’infiamma per il dibattito sulle gabbie salariali, scaturito dalla constatazione che nel Mezzogiorno il costo della vita è assai più basso che nel Settentrione, il Veneto si ricorda che non occorre scendere di mille chilometri per scoprire di avere un potere d’acquisto relativamente debole. Basta salire fra i monti appena oltre confine, dove un insegnante guadagna anche il cinquanta per cento in più della media nazionale. Al di là dell’indennità per il bilinguismo, concessa dalla legge italiana ai docenti aostani, goriziani e altoatesini, le Province autonome di Trento e Bolzano sono le uniche della Penisola ad offrire agli operatori scolastici un forte integrativo…. In questo modo un maestro elementare trentino in servizio da venticinque anni guadagna 2.100 euro lordi al mese, contro i 1.600 di un suo collega veneto con pari anzianità….

ItaliaOggi – 4 gennaio 2012
░ Lo scorso 3 gennaio, ItaliaOggi titolava allarmata: “Bufera sui tirocini: sono troppi”, ipotizzando che l’avvicendamento dei ministri, al Miur, avrebbe comportato(su sollecitazione della Funzione Pubblica) di venire meno agli impegni presi dalla Gelmini (vedi la polemica tra la Gelmini e l’on. Lupi) sul numero dei corsi TFA da attivare: Semplicemente sono troppi. Vanno ridotti. I posti autorizzati dal Miur, uno degli ultimi atti firmati dal ministro Gelmini, vanno riportati al fabbisogno reale di nuovi docenti. E’ con questa motivazione che il ministro della Funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi, ha rispedito al mittente il decreto che avrebbe autorizzato l’avvio in questi giorni di 23mila TFA…”. Riportiamo la replica dell’Ufficio stampa Ministero Funzione Pubblica.
“Con riferimento all’articolo di ieri, in ordine al preteso blocco, da parte del Ministro Patroni Griffi, del decreto sui 23mila TFA, si precisa che con nota del 29 dicembre 2011, il ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione ha espresso parere favorevole all’ulteriore corso del decreto del ministero dell’istruzione, che individua in 2802 il numero dei posti disponibili, a livello nazionale, per le immatricolazioni al corso di laurea magistrale per l’insegnamento nella scuola di primo grado. Parere favorevole è stato inoltre espresso, con nota del 30 dicembre 2011, sul decreto del Ministro dell’istruzione con cui, in materia di programmazione degli accessi ai percorsi formativi per l’insegnamento nella scuola secondaria di primo grado e secondo grado, si dichiarano disponibili, a livello nazionale, 4275 posti per le immatricolazioni al TFA per l’insegnamento nella scuola di primo grado, e 15.792 posti per le immatricolazioni al TFA per l’insegnamento nella scuola di secondo grado.”.

QN – 4 gennaio 2012
“Scuola. In aula fino a 17 anni per le qualifiche professionali”
░ Come il Ministro Francesco Profumo vuole raccordare scuola e lavoro.
Tra i banchi di scuola fino a 17 anni, prolungando il percorso scolastico con qualifiche professionali, consentendo così ai giovani di entrare nel mondo del lavoro. E’ una novità, insieme alla sicurezza nelle scuole, alla formazione dei giovani docenti e alle risorse per il sud, del piano scuola voluto dal ministro dell’Istruzione. L’obiettivo – ha detto il ministro – è di creare professionalità per i nostri studenti, per esempio, cuochi, idraulici ed elettricisti.
A prova della grande importanza che il nuovo Ministro dell’Istruzione attribuisce all’area dell’istruzione tecnica superiore, segnaliamo che nel sito MIUR è tornata (4 gennaio 2012) in evidenza la brochure che vi era stata pubblicata su iniziativa dell’ex Ministro Gelmini. La si introduce con queste parole: Gli Istituti Tecnici Superiori costituiscono un canale di istruzione terziaria non universitaria che integra istruzione, formazione e lavoro secondo i modelli internazionali più avanzati, quali le SUPSI svizzere, le BTS francesi e le Fachschulen tedesche.

L’eco di Bergamo - 5 gennaio 2012
“Dietro front per le iscrizioni a scuola: non più solo on line”
░ Il quotidiano di Bergamo conferma che, per le iscrizioni scolastiche (da effettuare tra il 12 gennaio e il 20 febbraio),gli utenti potranno avvalersi della vecchio procedura o della nuova.
Dopo aver annunziato nella circolare del 27 dicembre che per le iscrizioni alle prime classi della scuola primaria e secondaria di I e II grado la procedura che le famiglie avrebbero dovuto seguire sarebbe stata solo on line, in una nota si concede la possibilità di procedere alla vecchia maniera: Ci si potrà quindi recare alle segreterie delle scuole per compilare il modulo cartaceo…

 

Domani – Arcoiris.tv - 22 dicembre 2011
“L’articolo 18, i diritti dei lavoratori e quel totem che separa governo e sindacati”.
░ Riportiamo, in parte, l’articolo di massima attualità di Marco Lombardi
….In un paese dove il 95% delle imprese ha meno di 10 addetti e circa due terzi ha dimensione individuale, circa la metà degli occupati lavora comunque in aziende soggette al vincolo della giusta causa in materia di licenziamenti. Si tratta, grossomodo, di 8 milioni di persone che, con il loro stipendio, assicurano peraltro il sostentamento a buona parte della popolazione inattiva, in forma di carico familiare e contribuzione previdenziale…. A legislazione vigente, la contrattazione aziendale può già derogare a tutte le norme nazionali in materia di lavoro, ivi comprese quelle sui licenziamenti: è il contenuto dell’articolo 8 della manovra di agosto, che, eccetto la CGIL (pungolata all’interno dalla FIOM), i sindacati digerirono senza batter ciglio. Non solo, le tre sigle più rappresentative avevano già siglato un patto con Confindustria, avallato dall’ex ministro Sacconi, che prevedeva la violazione della giusta causa da parte di aziende in crisi che proponessero un adeguato piano di investimenti… La seconda considerazione riguarda il presente dei lavoratori che godono della tutela – per favore non la si chiami privilegio, perché sa davvero di presa in giro – dell’articolo 18. Si tratta per lo più di occupati di lungo corso nella stessa unità produttiva, appartenenti in gran parte ai settori dell’industria e dei servizi: proprio i due dove si concentra il ricorso alla cassa integrazione, che, secondo le previsioni, entro la fine dell’anno potrebbe sfondare quota 100 milioni di ore. Detto in termini brutali, la giusta causa è in questi casi sì giuridicamente garantita, ma di fatto sospesa al vincolo bilancio dell’INPS …. La terza considerazione riguarda l’universo dei nuovi assunti, che sono in maggioranza giovani, ma non solo. Chi accede oggi ad un nuovo rapporto di lavoro ricade nella miriade di contratti flessibili, che offrono al datore di lavoro il massimo della convenienza e, lo si dica senza eufemismi, ricattabilità. Salvo eccezioni legate forse più al contesto geografico che al settore di attività, le nuove assunzioni subiscono tentacoli che si chiamano contratto a progetto, lavoro interinale, partita IVA, contratto intermittente o a chiamata e così via. Una gamma variegatissima che ha un comune denominatore la piovra della precarietà. Un precariato che mette poi a repentaglio la tenuta del sistema previdenziale e fiscale, poiché l’esiguità delle trattenute rispetto allo stipendio netto mette in crisi il bilanciamento tra entrate e spese dello Stato. Tutto ciò si traduce in tagli alle prestazioni anche essenziali, tra cui proprio la cassa integrazione, ma anche in compensazioni alternative come l’introduzione di nuove imposte o l’aumento dei ticket sanitari…. Si dovrà riflettere con cura sulle suddette tre questioni: un’analisi esaustiva della normativa in materia di lavoro, a partire dalle recenti misure negoziali e legislative in materia di licenziamenti; la pesatura effettiva degli attuali lavoratori garantiti, al netto dei sospesi in virtù della cassa integrazione e alla luce delle prospettive di sviluppo della media e grande impresa italiana; una valutazione sulle nuove posizioni occupazionali, siano esse all’inizio o nel bel mezzo della carriera lavorativa, in termini di precarietà delle condizioni contrattuali e di ammanco di risorse per l’erario. Bisognerebbe davvero mettere allo studio una nuova formula giuridica ed economica accettata innanzitutto da chi assume, poiché chi cerca lavoro, è triste dirlo, oggi ha poco da scegliere. Forse la strada da percorrere è quella del contratto unico, con garanzie e livelli retributivi crescenti….

La Stampa - 23 dicembre 2011
“Profumo ai sindacati: sbloccati gli scatti”.
░ Lo sblocco degli scatti è l’ottima notizia che scaturisce dall’incontro avvenuto lo scorso 22 tra Ministro e sindacati; speriamo sia vera, perché occorre che il Ministro del Tesoro sia d’accordo. E un’ottima notizia sarebbe quella, che il quotidiano dà per certa, dell’avvio dei TFA.
…Gli impegni presi dal Dicastero di viale Trastevere con le sigle di categoria: sblocco degli scatti di anzianità – fermi dal settembre scorso -, aumento del 54% dei fondi per il funzionamento degli istituti – nel 2012 si passerà da 130 milioni a 200 milioni -, e partenza dei Tfa…. Si è parlato del concorso per gli insegnanti già annunciato nei giorni scorsi…

Domani – Arcoiris.tv - 23 dicembre 2011
“Web e democrazia: chi scrive nella rete diventa il “Condor” di Robert Reford: anche i notabili d’Italia hanno paura della verità”.
░ Riportiamo parzialmente un documentatissimo articolo di Carlo Ruta
Il web ha fatto presto a divenire un bisogno radicale, avendo intercettato una motivazione profonda, che è quella di esprimersi, relazionarsi in modo complesso e, soprattutto, interagire con il mondo. In questo senso, ha democratizzato i processi della comunicazione. È nell’ordine delle cose allora che si cerchi di limitarlo e controllarlo. Ma chi ha paura di internet? Le cronache degli ultimi anni hanno documentato repressioni plateali in Birmania, nella Cina Popolare, in Iran, in altri paesi. È comprovato poi il contributo che i social network hanno offerto, fino ad oggi, alle lotte per la democrazia, aiutando a rompere l’isolamento e a coordinare i progetti di resistenza. È quanto sta accadendo in diversi paesi arabi, dal Maghreb al Medio Oriente. La prima lezione che viene dai fatti chiarisce allora che il nesso tra web e democrazia è fondamentale. La questione è tuttavia complessa, perché le realtà appena citate rappresentano il limite estremo, mentre misure di controllo sofisticate vengono tentate nei paesi liberal, dove la rete rischia di finire in rotte di collisione con i poteri più forti della terra. La vicenda di Wikileaks, l’organizzazione che ha svelato la guerra in Afghanistan, alcune stragi di civili in Iraq e i «punti di vista» della diplomazia statunitense nel mondo, dimostra che si è già alle scaramucce. L’establishment americano, come è noto, ha reagito con stizza. … Questa America, fedele appunto a sé stessa, inizia a temere il web mentre ostenta di sostenerlo, e, da gendarme della terra, minaccia di reprimerlo quando occorre…. Il web del presente crea apprensioni… Rischia di essere polverizzato, in particolare, il segreto di Stato, che, dilatatosi in modo abnorme negli anni della guerra fredda, nei sistemi liberaldemocratici è andato sostenendosi come una fatale necessità. Si può trarre da tutto questo una ulteriore conclusione. Il web, mentre espande la democrazia reale, mette alla prova i sistemi che si fregiano dell’appellativo liberal, potendone svelare con una efficacia inedita le illiberalità nascoste, le ipocrisie, gli affari fondamentali in ombra. Quale strumento di democrazia sostanziale, esso può costituire allora il tallone di Achille delle democrazie ufficiali, con implicazioni non indifferenti sotto vari profili. Wikileaks ne offre ancora un saggio, prima con gli accordi siglati con il New York Times, il Guardian di Londra, il Pais spagnolo e lo Spiegel tedesco, poi con la clamorosa rottura. Alla fine, come è noto, ha deciso di trasferire centinaia di migliaia di documenti segreti in rete senza filtri di sorta. Ma un simile radicalismo, nel segno di una mitica trasparenza assoluta, è ancora coerente con un progetto di democrazia sostanziale o rischia contraccolpi pregiudizievoli alla stessa democrazia? È una questione aperta.
Il caso italiano, infine. … Ai trailer, ai reportage e alle analisi negli ultimi anni hanno cercato di forzare il muro del segreto, in tutte le sue declinazioni, si è risposto talvolta in modo goffo e secco, con l’oscuramento di siti, la condanna di giornalisti-blogger in sede civile e penale, l’applicazione di leggi desuete. Ma si è operato soprattutto in chiave strategica, con tentativi continui di introdurre nuove regole, più o meno dirette. Le normative sollecitate dall’Agcom, formalmente per la tutela del diritto d’autore, e il ddl di ispirazione governativa che vorrebbe imporre l’obbligo di rettifica su semplice richiesta di parti che si ritengono offese sono un po’ la sintesi di questo lavorio. Ed è storia di oggi.

ItaliaOggi - 23 dicembre 2011
“Nel 2012 gli enti possono tornare ad assumere”.
░ Il rapporto tra spesa del personale e spesa corrente al 50%, il dl n.78/2010 lo stabiliva al 40%.
Aumenta il numero di enti che possono effettuare assunzioni di personale, sia a tempo indeterminato che determinato: è questo l’effetto delle modifiche apportate dalla conversione del dl n.201/2011 che innalza al 50% il rapporto massimo che i comuni devono avere nel rapporto tra spese del personale e spesa corrente. Ed inoltre, per le assunzioni a t.d. e gli incarichi di Co.Co.Co, la fissazione del tetto di spesa al 50% di quello sostenuto allo stesso titolo nel 2009 sembra comunque poter essere derogato per l’erogazione dei servizi essenziali infungibili e delle massime urgenze.

www.repubblica. it - 26 dicembre 2011
“Meglio le conoscenze del curriculum. Così le imprese scelgono il personale”.
░ Un'indagine rivela come il reclutamento per via informale sia la modalità preferita per assumere. Gli stage sono utili ma nelle grandi aziende sono fondamentali le banche dati interne basate sulle esperienze.
Le imprese per assumere preferiscono affidarsi a conoscenze personali piuttosto che a curriculum, società di lavoro interinale o centri per l'impiego. E' quanto emerge dall'ultima indagine Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro, che rileva come nel 2010 oltre sei imprese su dieci per la selezione del personale abbiano fatto ricorso al cosiddetto canale informale, "conoscenza diretta in primo luogo e segnalazioni personali", attraverso conoscenti o fornitori…. Rispetto all'anno precedente l'utilizzo del canale informale ha registrato un forte aumento, passando al 61,1% dal 49,7% del 2009. … Nel 2010 è anche cresciuto il ricorso da parte delle imprese a strumenti interni, ovvero alle banche dati costruite dalle stesse aziende sulla base dei curriculum raccolti nel tempo….

Domani - ArcoirisTV - 27 dicembre 2011
“Togliere la parola ai poveri? Già fatto”.
░ Chi non ha denaro non può parlare, chi non può parlare non ha potere. Un articolo di Mario pancera.
«L’Italia deve far fronte a grossi rischi per la propria finanza, per la propria economia. Deve riuscire a fare bene la sua parte per l’Europa e per se stessa, e quindi chiede sacrifici agli italiani di tutti i ceti sociali, anche agli italiani dei ceti meno abbienti», ha detto il presidente della Repubblica, Napolitano, alla tv il 16 dicembre 2011. E perché questa richiesta di sacrifici anche ai già «meno abbienti»? «…Perché si facciano le scelte indispensabili al fine di preservare lo sviluppo della nostra economia e della nostra società in un clima di libertà e di maggiore giustizia». E tutti capiscono che in questa società italiana che «bisogna preservare», non c’è giustizia, perché ne occorre una «maggiore». La giustizia è come la libertà: o c’è o non c’è. Si parla sempre di minore o maggiore, naturalmente, ma sono termini per tenere calmi gli animi, per assopire …i ceti meno abbienti, in modo tale che stiano zitti quando si devono far pagare a loro i debiti e le ricchezze accumulati dai ceti più abbienti… A Milano vedo molti, moltissimi poveri; qualcuno è in camicia e cravatta, altri sono «barboni». Dormono in strada, nei giardinetti, in auto, sotto i portici. Qualsiasi cristiano e comunista o ex comunista li può vedere. Ne segnalo alcuni gruppi tra piazza del Duomo e piazza San Babila, nella Corsia dei Servi, accanto alla chiesetta di San Vito e al Centro Giuseppe Lazzati (cioè in un cuore, diciamo, cattolico della città: quello di frati, preti e laici di fede profonda e idee sociali molto avanzate). Feste e luci di Natale. A causa del freddo sono distesi sul lastrico, sotto coperte colorate di vario genere, sotto cartoni anche in pieno giorno: si vedono le teste che parlano tra loro. Venga, Presidente, ad ascoltarli.

www.repubblica. it - 28 dicembre 2011
“Evasione, la grande fuga dei capitali: 11 miliardi all'estero illegalmente”.
░ Le stime della guardia di finanza. Il deflusso si è concentrato soprattutto fra ottobre e novembre. Di Carlo Bonini.
Via dall’Italia. In qualsiasi modo. In questo anno che si sta chiudendo, la Grande Fuga dei capitali all'estero - e parliamo soltanto di quella accertata dalla Guardia di Finanza - ha raggiunto gli 11 miliardi di euro, più o meno un quarto dell'intera base imponibile evasa individuata dai controlli (46 miliardi). Di questi 11 miliardi, il 26 per cento è stato sottratto al Fisco attraverso società con sede legale all'estero e attività produttive stabili ma occulte nel nostro Paese. Il 18 per cento con l'antico strumento elusivo della cosiddetta "estero-vestizione" di società e persone fisiche, lo specchietto per le allodole necessario a fissare fraudolentemente oltre confine la residenza fiscale di chi le tasse dovrebbe pagarle in Italia. Il 17 per cento, con quel gioco di vasi comunicanti detto "transfer pricing", la cessione di quote di reddito tra consociate con la cessione di beni o prestazione di servizi, per concentrare gli utili soggetti a tassazione sulla società del gruppo che gode di un regime fiscale estero di favore. Il 39 per cento, con "altre manovre evasive". Ma c'è di più. Dal pozzo nero della nostra memoria degli anni '70 e '80 riaffiorano gli spalloni. Riempire una ventiquattr'ore destinata oltre frontiera con banconote da 500 euro (riescono a starcene fino a 12 mila pezzi, per un valore di 6 milioni di euro) è tornata ad essere un'opzione ricorrente. E, per quanto empirici, i dati dei sequestri di valuta negli ultimi tre mesi ai valichi normalmente utilizzati dagli spalloni (Ponte Chiasso e gli aeroporti di Malpensa e Fiumicino) crescono fino al 50 per cento rispetto alla vigilia dell'estate. … Per chi vuole far sparire denaro oltre confine o farne rientrare quando serve, è sufficiente appoggiarsi a organizzazioni in cui il mediatore italiano A (avvocato d'affari o commercialista che sia), chiede al suo reciproco professionista svizzero B di depositare presso un conto elvetico un cifra X per conto del suo cliente italiano signor Rossi. La somma depositata in Svizzera uscirà dalle disponibilità del mediatore B e dunque si muoverà solo all'interno dei confini di quel Paese, regolarmente. Ma quella somma, in realtà, da quel momento sarà nella esclusiva disponibilità del signor Rossi, cittadino italiano, che l'avrà consegnata in contanti e per equivalente, in Italia, ad A, il suo mediatore. A e B, a quel punto, regoleranno "in compensazione" quella somma. Come fossero due banche. Le "commissioni" per questo "spallonaggio" silenzioso, che non sposta fisicamente denaro ma lo materializza a destinazione, frequente per chi muove in nero fino a 1, 2 milioni di euro, oscillano tra il 2 e il 5% e sono pagate "alla fonte".

www.superando.it - 27 dicembre 2011
“No a questa superficialità nella formazione dei docenti per il sostegno!”
░ Riportiamo le considerazioni di Salvatore Nocera, come pubblicate da Press-IN (anno III/n.3349) Progetto Lettura Agevolata, Comune di Venezia.
Niente laurea specifica in Scienze della Formazione e nemmeno il possesso di un titolo di specializzazione in attività di sostegno, oltre a una differenziazione di punteggi rispetto alle esperienze svolte nel settore, che lascia quanto meno perplessi: e così il vicepresidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) Salvatore Nocera - ritenendo una tale superficialità nella formazione dei futuri docenti per il sostegno lesiva della qualità dell'inclusione scolastica - scrive ai responsabili dell'Agenzia Nazionale dello Sviluppo per l'Autonomia Scolastica e ai referenti del Ministero, per chiedere di rivedere almeno nei punti evidenziati quel recente bando sulla «creazione di graduatorie regionali di tutor per i corsi inerenti il progetto di riqualificazione/riconversione professionale sul sostegno». «Le Associazioni di persone con disabilità non sono disponibili ad accettare una tale superficialità nella formazione dei futuri docenti per il sostegno»: questo il commento di Salvatore Nocera, vicepresidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) e responsabile del Settore Legale dell'Osservatorio Scolastico dell'AIPD (Associazione Italiana Persone Down), dopo avere esaminato il recente Decreto n. 273 dell'ANSAS (Agenzia Nazionale dello Sviluppo per l'Autonomia Scolastica, ex INDIRE), prodotto il 12 dicembre scorso e avente come scopo «la creazione di graduatorie regionali di tutor per i corsi inerenti il progetto di riqualificazione/riconversione professionale sul sostegno». Per questo, dunque, lo stesso Nocera ha inviato nei giorni scorsi al direttore generale dell'ANSAS - ma anche ai vari altri referenti ministeriali coinvolti - una lettera in cui ha ulteriormente sottolineato come alcuni aspetti di quel Decreto, «ad avviso delle Associazioni che rappresento, siano profondamente lesivi della qualità dell'inclusione scolastica». In particolare, tale rilievo si riferisce agli articoli 3 e 5 del documento. Scrive infatti il vicepresidente della FISH che «il Decreto in oggetto - che deve selezionare tutor per la specializzazione per il sostegno all'inclusione scolastica - stranamente all'art. 3 tra i requisiti posseduti non richiede una laurea specifica in Scienze della Formazione, ma una qualunque laurea. Inoltre non è richiesto neppure il possesso del titolo di specializzazione in attività di sostegno». Guardando poi all'articolo 5, «lascia pure perplessi - aggiunge Nocera - la differenziazione di punteggio attribuito al punto Esperienze nel settore. Infatti, viene attribuito fino a un massimo di 3 punti per ogni anno di insegnamento sul sostegno nelle scuole secondarie (indifferente con o senza titolo di specializzazione); fino a un massimo di 2 punti per ogni anno di insegnamento su sostegno nelle scuole primarie e nessun punto per chi ha svolto attività di insegnamento sul sostegno nella scuola dell'infanzia. Ci si chiede quale sia la ratio alla base di questa differenziazione, la quale, a mio avviso, offre il fianco a sicuro contenzioso per disparità ingiustificata di trattamento». La richiesta conclusiva, quindi, espressa con toni quanto mai perentori, è quella di rivedere il bando, almeno nei tre punti segnalati. (S.B.)
 

CORRIERE DELLA SERA – 16 dicembre 2011
“La globalizzazione degli insegnanti”.
░ Un’opportunità, nel Programma Comenius, per i futuri insegnanti. La scadenza per candidarsi è fissata al 31 gennaio 2012. Nel modulo di candidatura è possibile indicare preferenze per il Paese di destinazione, il tipo di scuola e l'età degli alunni. Gli assistenti sono selezionati dalle Agenzie della nazione di origine, che abbinano gli assistenti autorizzati con gli istituti ospitanti, cercando di rispettare le preferenze indicate da entrambi nel modulo di candidatura. Gli assistenti Comenius possono lavorare in più di una scuola (massimo tre), sia per dare maggiore varietà al loro lavoro, sia per far fronte alle necessità particolari di scuole vicine. www.programmallp.it/insex.php?id_cnt=123
Rimane poco più di un mese per candidarsi al bando europeo Comenius per futuri insegnanti. Non ci sono limiti per le discipline interessate… Il progetto permette di svolgere un periodo di assistentato all’estero, in un asilo o in una scuola di primo o secondo grado, nel corso dell’a.s. 2012/13. Durante il soggiorno, gli assistenti affiancano gli insegnanti locali nelle materie di competenza e hanno la possibilità di lavorare in un ambiente internazionale, migliorando le proprie conoscenze linguistiche. Il periodo di assistentato va dalla 13 alle 45 settimane. Non essendo veri e propri insegnanti, gli assistenti sono impegnati nelle attività didattiche solo per 12/16 ore settimanali, e sono liberi di svolgere altri lavori (come dare lezioni private) nel resto del tempo. Tra i loro compiti c’è anche quello di sostenere i progetti didattici, sopratutto quelli europei, e di insegnare ai ragazzi la propria lingua e cultura…. Hanno a disposizione delle borse che coprono le spese di vitto e alloggio. Il contributo varia in base al costo della vita nel Paese di destinazione. Per 13 settimane in Norvegia, ad es., si ricevono 5.900 E. L’assistentato Comenius si rivolge solo a candidati alle prime armi, che non abbiano cioè maturato esperienze significative di insegnamento….. 

www.istruzione.it – 16 dicembre 2011
“Piano scuola digitale. Azione editoria digitale scolastica”.
░ Riteniamo fare cosa riportando il glossario (curato dal Comitato t.s. Piano Scuola digitale, ad uso delle venti scuole appaltanti), pubblicato nel sito del MIUR. Il lettore ne trae conoscenza della terminologia usata dagli operatori coinvolti nell’iniziativa Editoria Digitale Scolastica. In premessa, si legge la seguente avvertenza: “Le definizioni che seguono, pur rifacendosi alla letteratura di settore, hanno il solo scopo di illustrare le accezioni con cui le voci e i lemmi vengono utilizzati nel modello di capitolato cui il Glossario fa riferimento” (1.12.2011).
AMBIENTE DI APPRENDIMENTO. E’ lo spazio, fisico o virtuale, che costituisce la base necessaria per interagire socialmente; è intenzionalmente disegnato perché in esso si verifichino “processi formativi”, cioè cambiamenti significativi con risvolti sul piano cognitivo e adattivo.
AMBIENTI IMMERSIVI TRIDIMENSIONALI. Un ambiente immersivo può essere un modello di realtà virtuale, ma può anche rappresentare un mondo di fantasia o completamente astratto (come nel caso di alcuni videogiochi). In questo contesto immersione significa che l’utente si sente parte integrante dell’universo simulato. Ciò si ottiene grazie a fattori, tra i quali una grafica tridimensionale ‘credibile’, un audio ‘avvolgente’, il livello di interattività, la semplicità dell’interfaccia.
APPRENDIMENTO SITUATO. Lo studente apprende i contenuti attraverso delle attività piuttosto che tramite l'acquisizione di informazioni in pacchetti preconfezionati proposti dall'insegnante. E’ un tipo di apprendimento che si riconduce alle teorie del costruttivismo, in cui “La conoscenza è prodotto di una costruzione attiva del soggetto, ha carattere “situato”, ancorato nel contesto concreto, si svolge attraverso particolari forme di collaborazione e negoziazione sociale”.
ASSET. Un asset è una unità digitale singola che può essere costituita da testo o altri media. Secondo Van Niekerk (2006), gli asset digitali possono essere raggruppati in tre categorie principali: Testo; Immagini; Multimedia.
CARATTERISTICHE MULTI-PLAYER. Multi-player è un termine utilizzato nel mondo dei videogiochi per indicare la modalità con cui più persone possono giocare nello stesso ambiente di gioco e nello stesso momento utilizzando uno o – sempre più spesso - diversi terminali (computer/consolle) collegati tra loro in rete locale oppure via Internet.
COMPATIBILITA’ MULTIPIATTAFORMA. La caratteristica, per un software/contenuto digitale, di funzionare/essere fruito con diversi sistemi operativi ( es. Windows, Mac OS, Linux, Android, IOS…).
COMPETENZE. Molteplici le definizioni nell’ambito della ricerca e dei documenti europei e nazionali. Si assume come riferimento quella elaborata nella Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa a competenze chiave per l’apprendimento permanente del 18 dicembre 2006:
“Le competenze sono definite in questa sede alla stregua di una combinazione di conoscenze, abilità e attitudini appropriate al contesto. Le competenze chiave sono quelle di cui tutti hanno bisogno per la realizzazione e lo sviluppo personali, la cittadinanza attiva,l’inclusione sociale e l’occupazione.” Si fa inoltre riferimento anche al Quadro europeo delle qualifiche (Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 aprile 2008) in cui le competenze sono così definite :
“comprovata capacità di utilizzare conoscenze, abilità e capacità personali e/o metodologiche, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e personale, nel contesto del Quadro europeo delle qualifiche le competenze sono descritte in termini di responsabilità e autonomia”.
EDUTAINMENT. Il termine nasce dalla fusione delle parole educational (istruttivo) ed entertainment (divertimento); indica le varie forme di comunicazione divertente per la didattica. Il concetto si è esteso a ciò che è possibile comunicare, grazie al gioco, in maniera al tempo stesso divertente e produttiva per apprendimento. La definizione di edutainment enfatizzata la componente collaborativa.
ERGONOMIA COGNITIVA. Secondo la definizione fornita dalla International Ergonomics Association, l'ergonomia è la disciplina scientifica che si occupa dell'interazione tra l'individuo e gli altri elementi di un sistema; l'ergonomo è il professionista che applica teorie, principi, dati e metodi di progettazione al fine di ottimizzare il benessere dell'individuo e la prestazione del sistema. Con l'espressione "ergonomia cognitiva" viene posto l'accento sul modo in cui l'utente di una tecnologia percepisce, presta attenzione, decide e programma le sue azioni al fine di un obiettivo. Le conoscenze sviluppate nell'ambito dell'ergonomia cognitiva consentono di sviluppare sistemi in grado di ridurre il carico di lavoro imposto all'utente e la probabilità di commettere errori.
ESERCITAZIONI CON CORREZIONE AUTOMATICA (drill&practice),RIEMPIMENTO DI SPAZI (fill in the blank)
Le esercitazioni con correzione automatica, drill and pratice e/o fill in the blank, rientrano in quell’insieme di esercizi tipici dell’Istruzione programmata. I principi base di questo approccio puntano all’individualizzazione dell’apprendimento, per cui le attività devono essere strutturate rispettando il ritmo personale di ciascuno studente. Un esercizio è tipicamente strutturato sottoponendo allo studente una progressiva serie di contenuti di apprendimento da cui selezionare una sola risposta. A questa azione segue una immediata conoscenza del risultato (feedback) e un “rinforzo” da parte del sistema, e via di seguito per ciascuna domanda dell’esercizio.
E-TIVITY. Attività di apprendimento che si sviluppa in un contesto esclusivamente digitale (contenuto, microambiente, ambiente di apprendimento, e strumenti digitali) in modalità on-line od off-line, anche attraverso la mediazione del docente e interazione con i compagni.
FEEDBACK AUTOMATIZZATO. Le attività legate al feedback automatizzato prevedono una risposta a una determinata azione dell’utente da parte di un sistema digitale preprogettato per l’interazione.
FRUIBILITA’ OFF LINE. Caratteristica per cui il prodotto digitale può essere fruito, nelle parti essenziali, in assenza di connessione ad internet.
FRUIBILITA’ MULTIDEVICE. Si intende la corretta visualizzazione ed utilizzo di un software/contenuto digitale su dispositivi hardware diversi (desktop, computer con LIM, notebook, laptop, netbook, subnotebook, smartphone, tablet, …).
INTERAZIONE. E’ un processo che avviene quando soggetti ed eventi si influenzano reciprocamente. Nell'ambito dell'instructional design, l'interazione mira a rispondere al discente in una modalità che sia finalizzata a cambiarne il comportamento per raggiungere un obiettivo di apprendimento.
INTERCONNESSIONE TRA LE VOCI. Funzionalità che consente, attraverso un click, di ottenere il passaggio ad una voce collegata per senso, contesto ed ambito.
INTERFACCIA. L’interfaccia, intesa qui come Interfaccia utente (User Interface) è lo spazio dove avviene l'interazione tra uomo e macchina. In essa sono tipicamente inclusi i controlli fisici (hardware) e logici (software) che consentono all'utente di manipolare un sistema (input) e di osservare gli effetti della manipolazione (output).
INTEROPERABILITA’. Proprietà che consente a uno o più sistemi o componenti di scambiare informazioni e di utilizzare le informazioni che sono state scambiate, grazie all’utilizzo di linguaggi, architetture e protocolli standard. Per quanto riguarda il prodotto in questione, si richiede che tutti gli elementi (asset, documentazione, applicazioni ecc.) siano realizzati in formati file standard, per consentirne l'utilizzo in diversi sistemi operativi, applicativi e su differenti supporti hardware. Il prodotto dovrà altresì consentire l'acquisizione e l'utilizzo di altri elementi (asset, documentazione ecc.) in formati file standard.
MICROAMBIENTE DI SCRITTURA/PRODUZIONE MULTIMEDIALE. Ambienti con funzionalità di authoring multimediale (altrimenti detti authorware), che consentono di creare contenuti multimediali ed interattivi progettati per l'apprendimento. Tra le caratteristiche di questi ambienti vi è la possibilità di creare interazioni senza che l'utente-autore debba far ricorso alla programmazione.
MULTICODALITA’. È una sfaccettatura del concetto di “multimedialità”; indica la possibilità di usare sinergicamente diversi codici comunicativi, o la modalità di presentazione di contenuto che utilizza molteplici codici espressivi che combinano parlato, scritto, audio, immagini fisse e/o in movimento. Il concetto di multicodalità sposta l'attenzione dall'aspetto mediale-strumentale, tipico della multimedialità, alle caratteristiche del contenuto e ai codici espressivi con cui viene trasmesso.
MULTIMEDIALITA’-MULTIMODALITA’. La multimedialità può essere descritta come la compresenza e interazione di più mezzi di comunicazione in uno stesso supporto o contesto informativo. A questa definizione si collega il concetto di multimodalità, con cui si intende un sistema che realizza la comunicazione con l'utente attraverso differenti modalità come voce, gesti e testo scritto. "Modalità" si riferisce al tipo di canale di comunicazione usato per veicolare o acquisire informazioni. Ad oggi le modalità di input del computer sono principalmente la tastiera e il
mouse ma anche il touch screen, la voce e le interfacce gestuali.
PENSIERO STRATEGICO In campo educativo e didattico il significato di pensiero strategico, mutuato dal settore aziendale, è dato dal coinvolgimento di capacità cognitive, ed è legato all’uso delle tecnologie per la didattica, del problem solving, degli esercizi interattivi, del videogioco. Uno studio di Bottino e Ott sullo sviluppo del pensiero strategico nella scuola di base offre le seguenti riflessioni: “Relativamente alle capacità cognitive mobilitate due sono i “nodi” cruciali individuati: la comprensione del compito, la costruzione di una strategia di soluzione e la sua messa in atto. Con il termine comprensione del compito ci riferiamo non solo alla comprensione dell’obiettivo da raggiungere ma anche alla comprensione delle caratteristiche funzionali degli strumenti che si hanno a disposizione per raggiungerlo… Per quanto riguarda la costruzione di una strategia risolutiva e la sua messa in atto, è evidente che le attività coinvolte in questi processi non possono essere considerate univoche e lineari, implicando processi cognitivi diversi, situati a differenti livelli di complessità e che, per giunta, spesso risultano intrecciati fra loro.”
PRODUZIONE INDIVIDUALE E SOCIALE. Se per produzione individuale si intende un contenuto da attribuire a un autore singolo, il concetto di produzione sociale in questo contesto è legato soprattutto alla comparsa dei social media che hanno permesso, facilmente e a basso costo, anche la realizzazione di contenuti digitali come risultato finale di processi di elaborazione, produzione e revisione collaborativi, cooperativi o comunque condivisi.
REALTA’ AUMENTATA. “La realtà aumentata è la sovrapposizione di livelli informativi (elementi virtuali e multimediali, dati geolocalizzati, ecc.) all'esperienza reale di tutti i giorni. Gli elementi che "aumentano" la realtà possono essere aggiunti attraverso un dispositivo mobile, come un
telefonino di ultima generazione con l'uso di un PC dotato di webcam, con dispositivi di visione (p.es. occhiali VR), di ascolto (auricolari) e di manipolazione (guanti VR) che aggiungono informazioni multimediali alla realtà già percepita "in sé".
RICERCA IN LINEA O OFF LINE. Ricerca effettuata mediante appositi strumenti di indicizzazione relativamente a lemmi o espressioni composite specifiche presenti nel testo, già evidenziati o scelti dall'utente, per esplicarne o approfondirne il significato. Tale ricerca può essere effettuata online, ovvero come ricerca delle occorrenze del termine dato nei documenti e loro indicizzazioni presenti sulla rete, o offline, ovvero limitatamente a quanto presente nei documenti a disposizione dell'utente senza necessità di connettersi a una rete.
SIMULAZIONI DINAMICHE. Si intende con simulazione non la copia di un'immagine percettiva, quanto la sua ricostruzione come modello. La simulazione offre la possibilità di “agire sul modello” che, se ben realizzato, consente una rappresentazione sufficientemente aderente al comportamento della realtà. Costruire il modello di un fenomeno richiede di ipotizzare quali siano le cause, i meccanismi e i processi che stanno dietro il fenomeno e lo fa avvenire, cambiare nel tempo, influenzare altri fenomeni, ecc. Poi bisogna visualizzare in modo appropriato il fenomeno descritto dal modello, quindi creare una opportuna "interfaccia" (appropriata all’utenza) mediante la quale il fruitore possa interagire con la simulazione, cioè modificarne aspetti, manipolare variabili e condizioni, cambiare il valore dei parametri, osservare le conseguenze di tali azioni sui fenomeni.
SISTEMI DI NAVIGAZIONE. Insieme di elementi organizzati in strutture gerarchiche ipertestuali che consentono agli utenti di muoversi attraverso le informazioni ed i contenuti di informazione.
STRUTTURA APERTA. Con l’espressione ‘struttura aperta’ intendiamo la possibilità data all’utente di arricchire e di personalizzare il contenuto di un testo attraverso la riscrittura di parte di esso.
STRUTTURA DINAMICA. EDITING. RIPRODUZIONE DI SEQUENZE DINAMICHE PROGRESSIVE E TEMPORALMENTE SUCCESSIVE DEL CONTENUTO. Tali concetti alludono, da un lato, alla possibilità da parte dell’utente di modificare le sequenze dinamiche della risorsa digitale, dall’altro, alla possibilità che la stessa sia presentata secondo una struttura gerarchica di carattere temporale. Il riferimento pedagogico è all’Instructional design, sia nei suoi approcci di carattere olistico che in quelli più sequenzialistici. Secondo The Elaboration theory di Reigeluth, l’obiettivo è aiutare gli studenti a selezionare ed ordinare i contenuti in modo da ottimizzare il raggiungimento degli obiettivi.

La Repubblica - 19 dicembre 2011
“Scuola, concorso per 300mila. Servono professori giovani”.
░ Il ministro dell’Istruzione, Profumo sta per mettere mano a una questione tabù dell’Amministrazione: il reclutamento docenti. Dopo 13 anni tornano i concorsi (l’ultimo fu nel 1999). Nel 2012 dovrebbe essere bandito, per le scuole di ogni ordine e grado, un concorso con 300mila potenziali candidati. Tra altro, fungerebbe da sbocco per coloro che si abiliteranno con il TFA. E però sono 240mila circa gli abilitati iscritti nelle Gae e in attesa di incarico.
I diversi bandi che saranno ufficializzati nel 2012 saranno appendici di un unico maxiconcorso dai numeri impessionanti: sono 300 mila i potenziali candidati …. Nelle graduatorie ministeriali chiuse ad esaurimento nel 2011 si sono accumulati 244mila abilitati all’insegnamento… Poi ci sono 30mila “laureati abilitati” fuori da ogni graduatoria… Ancora, i rinnovati Tirocini Formativi Attivi (TFA) produrranno nel 2012 altri 20mila aventi diritto a una cattedra…. Il ministro vuol rendere pubblici i bandi nel 20112, e se possibile entro il prossimo anno iniziare anche il percorso attuativo… Oggi l’accesso al lavoro di docente presenta diverse strozzature. Una di queste è diventato un dramma generazionale: la legge Gelmini ha escluso dalle graduatorie a esaurimento 20mila persone che si sono laureate in Scienze della formazione tra il 2008 e il 2011; il bando potrebbe essere una risposta anche per loro.

www. asas.sicilia. it - giovedì 15 dicembre 2011
“Le direttive europee e le sentenze della corte di giustizia europea sono cogenti anche per lo Stato italiano”.
░ Un articolo a firma di Salvatore Indelicato, preside dell’ITI Cannizzaro di Catania e Vicepresidente regionale ASASI Sicilia
I recenti pronunciamenti della magistratura sui ricorsi nei confronti del controverso concorso a dirigente scolastico hanno evidenziato in maniera categorica la prevalenza del diritto comunitario europeo sul diritto nazionale, ancorché non adeguato a esso. Nel compilare il dispositivo dell’ordinanza del Consiglio di Stato n. 5358 del 07-12-2011, che rigetta
l’appello dell’amministrazione del MIUR avverso l’Ordinanza del Tar Lazio che aveva accolto la domanda di sospensione cautelare dei provvedimenti impugnati concernenti le esclusioni dal concorso a dirigenti scolastici, i magistrati laziali hanno fatto esplicito riferimento alla normativa Europea e in particolare alla sentenza dell’8.9.2011 (Sez. II Corte di
Giustizia CE) nella parte in cui nell’interpretare apposita clausola (n.4) contenuta in accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, ha ritenuto che i periodi di servizio prestati da un dipendente pubblico temporaneo (cioè in posizione non di ruolo) devono essere presi in considerazione in favore dello stesso dipendente divenuto nel frattempo dipendente di ruolo ai fini dell’accesso a promozioni. Per il Consiglio di Stato l’appello non appare presentare profili di fumus boni iuris siffattamente evidenti da indurre all’accoglimento della domanda cautelare, ferma la necessità dell’approfondimento nel merito della ragionevolezza di quanto prescritto dall’art. 1, comma 618, della legge n. 296 del 2006 in relazione alla fattispecie disciplinata. È esclusa in tal modo anche dalla giurisprudenza Italiana una differenziazione con i servizi di ruolo a vantaggio dei dipendenti che hanno espletato dei servizi non di ruolo; tutte le norme in contrasto seppur non esplicitamente abrogate cessano di avere effetti giuridici. Se tale evidenza giuridica non sarà assimilata dalla burocrazia ministeriale italiana ciò sarà ancora la causa di ulteriori sconfitte davanti ai giudici e ai tribunali. Richiamiamo i motivi addotti dalla Corte (Seconda Sezione) Europea a suffragio: 1) Il principio di non discriminazione in base all’età sancito all’art. 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e concretizzato dalla direttiva del Consiglio 27 novembre 2000, 2000/78/CE, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, e, più in particolare, gli artt. 2 e 6, n. 1, di detta direttiva devono essere interpretati nel senso che ostano a una misura prevista da un contratto collettivo, come quella oggetto delle cause principali, a termini della quale, nell’ambito di ciascun grado, il livello di retribuzione di base di un agente contrattuale del settore pubblico è determinato, al momento dell’assunzione di tale agente, in funzione della sua età. Al riguardo, il fatto che il diritto dell’UE osti a tale misura e che quest’ultima sia compresa in un contratto collettivo non pregiudica il diritto di negoziare e di concludere contratti collettivi riconosciuto all’art. 28 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.
2) Gli artt. 2 e 6, n. 1, della direttiva 2000/78 nonché l’art. 28 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea devono essere interpretati nel senso che non ostano a una misura prevista da un contratto collettivo, come quella oggetto della causa principale C-297/10, che sostituisce un regime di retribuzione che comporta una discriminazione in base all’età con un regime di retribuzione fondato su criteri oggettivi, mantenendo al contempo, per un periodo transitorio e limitato nel tempo, taluni effetti discriminatori del primo dei due regimi allo scopo di garantire agli agenti in servizio il passaggio a quello nuovo senza che debbano subire una riduzione del reddito. Nelle ordinanze, inoltre, è espresso un giudizio per cui, in base alla direttiva 1999/70/Ce i periodi di servizio svolti come insegnante a tempo determinato hanno la stessa “valenza” di quelli svolti dopo l’assunzione a titolo definitivo: pertanto non è corretto escludere un candidato precario dal concorso per diventare dirigente scolastico. L’errore è di aver concepito un bando concorsuale, dove al comma 1 dell’art 3 si dice “Al concorso di cui all’art. 1 è ammesso a partecipare il personale docente e educativo in servizio nelle istituzioni scolastiche statali che sia in possesso della laurea magistrale o titolo equiparato ovvero di laurea conseguita in base al precedente ordinamento e che abbia maturato, dopo la nomina in ruolo, un servizio effettivamente prestato di almeno cinque anni in qualsiasi ordine di scuola “, pur essendo a conoscenza del contrasto normativo con la direttiva comunitaria 1999/70/Ce. Segnaliamo il testo della sentenza e delle direttive europee che potranno essere invocate da chiunque in qualsiasi giudizio equipollente: - Direttiva 2000/78/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro; - Sentenza della Corte (Seconda Sezione) 8 settembre 2011; - Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea; - Consiglio Europeo Direttiva 1999 sul Lavoro precario.

ItaliaOggi – 20 dicembre 2011
“Presidi: più che un concorso, il gioco delle porte girevoli”.
░ Il punto sullo stato dei ricorsi che tempestano l’iter concorsuale, e prospetta che la procedura possa essere stravolta. In Campania i ricorrenti sono stati ammessi alle prove scritte; altrove non è avvenuto.
Il 14 e 15 dicembre in tutti i capoluoghi di regione si sono svolti gli scritti del concorso di dirigente scolastico, al quale hanno partecipato non solo i candidati che avevano superato la preselezione del 12 ottobre ma anche quelli che non avevano superato. E’ il caso dei candidati della Campania, bocciati ai quiz e ammessi con riserva dal Tar di Napoli…. I candidati, invece, già ammessi con riserva alla preselezione e che l’hanno superata hanno potuto affrontare anche gli scritti, non essendo ancora intervenuta la decisione di merito. Il loro requisito di anzianità per partecipare, che ai sensi del bando doveva essere di almeno 5 anni di ruolo, si completava invece in servizi di insegnamento prestati prima dell’immissione in ruolo o era costituita solo da questi ultimi. L’Amministrazione, per ciò, li aveva esclusi mail Tar del Lazio li ha riammessi…. Nell’inestricabile groviglio di decisioni e ordinanze a favore e contro i ricorrenti, tutte cautelari e quindi rivedibili, non ha avuto esito la diffida di rinviare le prove, rivolta il 9 dicembre al ministro Profumo dall’ANIEF…. C’è ancora il rischio che l’intera procedura possa venire stravolta quando i vari giudici amministrativi affronteranno le diverse questioni nel merito….

www.corriere del Veneto.it – 20 dicembre 2011
“Orologio al polso per il compito,conteneva tutte le formule di fisica”.
░ Studenti dotati di un orologio-dispositivo che un giga di memoria.
In un istituto superiore a Vicenza, alcuni studenti sono stati notati dal professore mentre con troppa insistenza guardavano l'ora durante un compito di fisica. In un primo tempo, il docente non avrebbe avuto conferme dirette dei suoi sospetti: sul quadrante compariva sempre l'ora esatta. Poi, un giro in Internet e la scoperta che quel tipo di orologio ha un giga di memoria ed è collegabile a un motore di ricerca. Per i ragazzi della classe ci sarebbe stato così un richiamo verbale, ma nessun provvedimento disciplinare. …
Il Sole 24Ore - 22 dicembre 2011
“Voti bassi agli esami di terza media 2011”
░ La percentuale dei licenziati è stata del 99,6%. Lo si ricava dall’accurato resoconto che il MIUR, Servizio Statistico ha pubblicato.
Quasi tutti promossi all’esame di terza media 2011.. ma ben il 56% degli esaminati ha preso voti bassi (sei e sette)… I dati sono stati resi noti dal ministero dell’Istruzione e confermano (come per la maturità) un maggiore rigore dei docenti nei giudizi di ammissione: non sono stati ammessi alle prove il 4,1% dei ragazzi. Hanno superato l’esame con il voto dieci il 5,8% dei licenziati, e il 2,1% ha avuto la lode….
 

Pubblichiamo alcuni articoli apparsi sulla stampa specializzata riguardanti l'annuncio del ministro Profumo di un nuovo concorso per docenti, le ultime dichiarazioni del senatore Pittoni e la campagna Anief per l'abolizione della trattenuta Enam in busta paga per docenti delle scuole dell'infanzia e della primaria.

Nuovo Concorso Docenti

Tecnica della Scuola: il ritorno dei concorsi per docenti, dai sindacati più riserve che consensi

 

Revoca e abolizione della trattenuta Enam

Tuttoscuola: un modulo per cancellarsi dall'Enam

 

Sulle ultime dichiarazioni del senatore Pittoni 

Tuttoscuola: l’Anief risponde al sen. Pittoni (Lega) sulle graduatorie

 

Concorso per dirigenti scolastici

ItaliaOggi: presidi, più che un concorso il gioco delle porte girevoli

 

Elezioni RSU

Tuttoscuola: Rsu, alleanza Anief-USB

 

Fatto Quotidiano – 6 dicembre 2011
“Grazie Elsa, donna matura di talento”.
░ Un articolo di Lidia Ravera. Lo riportiamo con ritardo ma è importante: in qualche modo, indirettamente, rivaluta la politica evidenziando le doti di un ministro: persona sensibile e responsabile, empatica e umana.
Ci piace questa donna matura, con i lineamenti delicati, i capelli corti, il trucco leggero e, sulla pelle, i segni evidenti di pratiche poco diffuse fra il personale femminile del precedente Governo: l’esercizio del pensiero, la sfida dello studio. Ci piace che sia arrivata al suo alto incarico, come le colleghe, per competenza e talento, non per freschezza e sex appeal, coniugati in una, magari pregressa, disponibilità ad incarnare la più gettonata delle figure femminili: la signorina di complemento, funzione muta del desiderio maschile. È con sollievo che abbiano visto il suo primo piano rimbalzare su tutti i media. Forse l’immagine della donna, che ci ha tormentate e avvilite per i trascorsi 20 anni, con un’accelerazione intollerabile nel corso dell’agonia di B., finirà in soffitta, insieme a escort e veline, e, magari, potremo incominciare a concorrere davvero, senza doverci preoccupare, soltanto o soprattutto, del nostro aspetto esteriore. Forza ragazze! Grazie Elsa!

www.repubblica.it – 9 dicembre 2011
“Ma a qualcuno interessa educare noi insegnanti ?”.
░ Riportiamo parte dell’articolo di Christian Raimo, insegnante e scrittore; contiene suggerimenti interessanti.
…. Una delle questioni più urgenti di cui però non si sente mai parlare è questa: chi forma i formatori? Faccio l`insegnante in un liceo da quattro anni, mi sono abilitato nel penultimo ciclo delle famigerate Scuole di specializzazione, ed è finita lì: quello è stato l`ultimo momento in cui qualcuno mi ha richiesto di imparare a educare. Quello che manca non sono solo strumenti efficaci. Non esiste una progettazione sistemica (chi decide come si insegna e chi coordina? il ministero, gli enti locali, gli ex-provveditorati, i presidi?) Non c`è nessuno che valuti questa meta-formazione. Si sta perdendo una cultura della scuola pubblica (in nome di un`autonomia scolastica che spesso vuol dire ognun per sé). E - soprattutto - c`è un deficit spaventoso su cosa voglia dire apprendere oggi…. Oggi chi è meno scoraggiato si organizza da sé. Se progetti istituzionali come Cl@ssi 2.0 o Innovascuola coinvolgono solo pochi istituti…. Qualcun altro rimedia con l`autoformazione: in fondo bastano un gruppetto di insegnanti e studenti che sappiano usare decentemente un pc. Per i contenuti digitali si può cercare di costruire una vera comunità che metta in condivisione contenuti scolastici e competenze didattiche: gratis e open-source, come dovrebbe essere una scuola che vuol dirsi pubblica e laica. C`è un esempio che funge da una stella polare in Italia ed è il network di lascuolachefunziona.it: lanciato qualche anno fa da Gianni Marconato, oggi è una specie di enorme collegio docenti permanente dove migliaia di insegnanti si confrontano, si scambiano lezioni, consigli sui metodi d`insegnamento, bibliografie aggiornate. Perché non accreditarlo a livello ministeriale? O perché per esempio non investire per trasformare Rai Educational in uno strumento effettivamente utile per chi educa, non usando soltanto materiale d`archivio ma producendo contenuti didattici ad hoc….? È possibile che la maggior parte dei docenti sia totalmente digiuna di scienze cognitive o di scienze sociali in generale? Possibile che per molti l`approccio in classe sia rimasto essenzialmente lo stesso di trent`anni fa? … Vi pare un`utopia una scuola dove citare i nomi di Albert Bandura, Janusz Korczak, Henry Jenkins, Reuven Feuerstein, Elinor Ostrom, Richard Gerver - cioè di psicologi dell`apprendimento, di teorici della comunicazione sociale, di economisti che si occupano del bene comune- risulti addirittura banale? Se insomma si cominciassero a attraversare i saperi, chi va in classe si renderebbe conto immediatamente di quale sfida gli si chiede di affrontare. Per esempio capirebbe che il cervello dei ragazzi è strutturalmente diverso da quello dei loro genitori (lo sa bene chi guarda una serie tv insieme a suo figlio e si sente lento e stupido), che i migliori risultati a livello scolastico si ottengono stimolando la creatività (si evince chiaramente dai dati OCSE), che una didattica dei sentimenti può dimostrarsi utile come intervento sociale (confrontate quello che produce un ricercatore sociale come Stefano Laffi con la sua agenzia Codici con le tante accuse di nichilismo). Alla fine non serve molto per riconoscere una verità tanto importante quanto lapalissiana: che la scuola non deve soltanto - come si dice - stare al passo con le trasformazioni sociali (e già questo non accade), ma deve immaginare un mondo diverso. Più multiculturale, più equo, con ragazzi capaci di mettere in discussione le nostre convinzioni su di loro e su quello che c`è là fuori. E questo va detto quasi con egoismo: c`è chi ha tutta la vita davanti per rimediare ai nostri danni, il rischio più immediato è che i veri handicappati sociali diventiamo proprio noi, gli adulti che non hanno saputo educare.

www.asas.sicilia.it - La Letterina n. 302 – 08. 12. 2011
“Parola di ministro”.
░ Alcune dichiarazioni rilasciate dal Ministro Profumo - nel suo incontro a Fiuggi con i dirigenti scolastici -, riportate dal preside Giuseppe Adernò, presidente provinciale ASASi Catania.
Il nuovo ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, incontrando i Presidi a Fiuggi, in linea di sostanziale continuità con l’azione sviluppata negli anni precedenti da Mariastella Gelmini, ha definito la scuola e l’università “presìdi fondamentali, in una prospettiva di medio periodo, per una nazione che voglia garantirsi un futuro solido fatto di sviluppo, ricchezza e conoscenza”. Ha inoltre ricordato le “numerose indagini internazionali che dimostrano come esista una relazione diretta tra i risultati del rapporto OCSE PISA sugli apprendimenti e il livello di Pil della nazione. Sostenendo che da una maggiore qualità dell’apprendimento discendono più mobilità sociale e ricchezza individuale”. Il ministro, pur non sbilanciandosi sul versante delle risorse finanziarie, ha assicurato che il suo impegno sarà “nella direzione del rilancio e dello sviluppo” della scuola italiana, facendo anche in modo che il finanziamento delle scuole sia assicurato “sin dall’inizio dell’anno mediante risorse certe, tendenzialmente senza vincoli di destinazione”. Tutti ci attendiamo non tanto una svolta, quanto una serenità di assestamento nell’ottica della qualità da inventare utilizzando le poche e ridotte risorse “In questa fase, ha dichiarato Profumo. non abbiamo bisogno di scrivere sulla carta nuove riforme, né dobbiamo intraprendere opere di ingegneria istituzionale. Insieme dobbiamo invece consentire alla scuola di sviluppare - nel rispetto dell’autonomia scolastica - le capacità di rispondere con flessibilità e progetti educativi più personalizzati alle esigenze dei nostri studenti”. Da esperto della comunicazione e della docenza è stata posta l’attenzione al processo di apprendimento che potrà crescere se si supera lo schema rigido della didattica frontale e se si accoglie con disponibilità la valutazione esterna “per consentirci di riflettere sulla reale efficacia del lavoro di didattica” guardano ai risultati che tendono allo sviluppo delle competenze degli studenti. Al MIUR rimane sempre “il compito di attivare processi di verifica dei livelli di apprendimento, formazione degli insegnanti, sviluppo delle professionalità dei docenti e riconoscimento pieno della dirigenza”.

www.scuoladipolitica.it – 10 dicembre 2011
“Governo- sindacati: aprire un confronto vero”.
░ Achille Passoni, su una manovra finanziaria del Governo, che considera ”difficile”, ma non priva di spazi per fare correzioni. L’articolo, che riportiamo in parte, dà al lettore un’idea delle proposte messe in campo da una parte degli esponenti del PD.
Il presidente Monti ha presentato la manovra in Parlamento. Ha ribadito con forza la gravità della situazione che abbiamo di fronte, il reale rischio di fallimento, tutt’ora in campo, che richiede scelte difficili, durissime. … Detto questo, va preso atto in modo convinto che l’impalcatura della manovra non può che essere questa, e in questo senso non è certo secondaria anche la risposta dei mercati, con 200 punti di spread in meno e un calo significativo dei rendimenti dei nostri titoli. Tuttavia, ancora moltissimo va fatto, in parte dal Governo e in parte dal Parlamento, sul terreno del mercato del lavoro, della riforma del welfare, dei costi della politica, delle riforme istituzionali, senza scordarsi della legge elettorale. In ogni caso, penso fermamente che alcune scelte debbano essere corrette subito nel senso di una maggiore equità. Bisogna, innanzitutto, reperire più risorse dalla lotta all’evasione, abbassando la soglia dei 1000 euro sull’uso del contante e stabilendo un canale diretto tra l’Agenzia delle entrate e il sistema bancario. Va aumentata l’aliquota giustamente introdotta sui capitali scudati e vanno messe all’asta le frequenze. Sul versante uscite, e riferendomi solo alle tematiche che riguardano la previdenza, occorre alzare la soglia individuata per la rivalutazione delle pensioni: ricordiamoci che stiamo parlando di pensioni lorde. E sulle pensioni di anzianità, non si può considerare il mondo del lavoro come un indistinto. Non è, infatti, esattamente uguale fare l’operaio dall’età di quindici anni o lavorare dietro a una scrivania. E poi, non è giusto intervenire più volte sugli stessi soggetti, cancellando le quote che consentivano di andare in pensione prima dei quarant’anni, già elevati a 41 anni da Berlusconi, portandole a 42 per gli uomini; legando questa nuova soglia al compimento del sessantaduesimo anno d`età come minimo; costringendo ad un prolungamento in alcuni casi consistente degli anni di lavoro e se proprio non ce la fai e te ne vuoi andare prima dei 62 anni d’età, magari “sospinto” dall’azienda dove lavori, devi rinunciare ad un due per cento per ogni anno che ti separa da quell’età anagrafica; infine, conteggiando quegli anni in più secondo il sistema contributivo – la cui introduzione per tutti è peraltro condivisibile - con qualche conseguenza però sul computo finale della pensione. Questi aspetti della manovra proprio non vanno. Dobbiamo affrontarli col Governo: trovare un più giusto equilibrio tra distribuzione del rigore e salvaguardia del principio di equità. Il Governo deve aprire anche un confronto vero col sindacato, perché quando si parla di previdenza si discute di soldi dei lavoratori. La legittimità e la titolarità del sindacato sono quindi assolutamente piene.

Domani [Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.] – 12 dicembre 2011
“Il pianeta non é un supermercato eterno: é ora di fermare la guerra contro la terra (ma il continua a rinviare le soluzioni)”.
░ Riportiamo alcuni passi del discorso tenuto, alla Sydney Opera House (3 novembre 2011), da Vandana Shiva, scienziata e ambientalista indiana, che ha ricevuto il Premio Sydney della Pace 2010. L’economia planetaria, sostiene, non sembra conoscere la sostenibilità ambientale.
Una manciata di compagnie energetiche cerca di controllare le risorse della Terra e cosi trasformare il pianeta in un supermercato dove tutto e’ in vendita. Vogliono vendere la nostra acqua, i geni, le cellule, gli organi,la conoscenza, la cultura e il nostro futuro. … La sostenibilita’ e’ basata sulla pace con la Terra. La guerra sulla Terra inizia nella mente. Pensieri violenti danno forma ad azioni violente. Categorie violente costruiscono strumenti violenti. E tutto questo ha la sua massima rappresentazione nelle metafore e metodi che sono alla base della produzione industriale, agricolo e alimentare. Le fabbriche che producevano veleni ed esplosivi per uccidere la gente in guerra sono state trasformate in fabbriche che producono prodotti agrochimici alla fine delle guerre…. La violenza contro il suolo, la biodiversita’, l’acqua, l’atmosfera, la campagna e i contadini sono un sistema alimentare marziale che non puo’ nutrire le persone. Un miliardo di persone soffrono la fame. Due miliardi soffrono di patologie legate all’alimentazione: obesita’, diabete, ipertensione e cancro. Ci sono tre livelli di violenza coinvolti nello sviluppo insostenibile. Il primo e’ la violenza contro la Terra, che si esprime nella crisi ecologica. Il secondo e’ la violenza contro le persone, espresso in poverta’, miseria e esodi di massa per sfuggire alla fame .Il terzo e’ la violenza della guerra e del conflitto, quando i potenti prendono in mano le risorse che si trovano in altre comunita’ e paesi per soddisfare il loro appetito che non conosce limiti.
Il Sole 24 ore – 12 dicembre 2011
“Docenti, tirocini a rischio”.
░ Il tempo utile per avviare i corsi di TFA “transitori”, nell’a.a. 2011/12, è ormai agli sgoccioli e permane incertezza sul numero dei posti assegnati agli atenei, e sul contenuto delle prove. C’è pericolo che slittino all’a.a. successivo. (Francesca Barbieri, Claudio Tucci).
Tfa. Tutto da rifare…. Non si sa quando partiranno, come sarà la prova di selezione, quanti i posti disponibili e come saranno divisi tra gli atenei. Un primo freno al decollo sta nel contenuto della prova – dettagliato da un decreto ministeriale firmato in extremis l’11 novembre scorso da Mariastella Gelmini – rimesso in discussione, formalmente per motivi tecnici (mancano le firme dei ministri del Tesoro e della Funzione pubblica). In realtà, perché il nuovo ministro, Francesco Profumo ha voluto vederci chiaro per evitare di dare il via libera ad atti che – a concorsi fermi dagli anni ‘90 – potrebbero aprire le porte ad altro precariato nella scuola. Nelle graduatorie a esaurimento sono infatti parcheggiati oltre 200 mila precari “storici”. E altri 20mila abilitati sono fuori, e premono per entrarci. Al nuovo tavolo si siederanno, stavolta, pure i sindacati, che in una lettera unitaria hanno già fatto pervenire al ministro alcune “correzioni”, a partire dalla definizione dei costi a carico dei partecipanti, e sulla spendibilità delle abilitazioni acquisite tramite i Tfa. La Gelmini aveva infatti predisposto il via libera a circa 23mila posti (comprese le lauree magistrali di primo grado), che in buona sostanza accontentavano le richieste degli atenei… ma ben oltre il fabbisogno stimato, dai tecnici di Viale Trastevere, in poco meno di 13mila unità…. Ora di dossier è sul tavolo di Francesco Profumo…. Le università, intanto, aspettano il via libera del Ministero, e si stanno attrezzando per predisporre le prove di ammissione…. Mancano ancora diversi tasselli e difficilmente si riuscirà a partire entro la fine di gennaio….

 


ItaliaOggi – 13 dicembre 2011
“A ogni scuola, la sua carta di identità on line”.
░ Il sito istituzione del MIUR ospiterà “La scuola in chiaro”, una banca dati che, attraverso google maps , permetterà di localizzare le oltre 10mila scuole italiane, recando notizia dei programmi scolastici, degli organici di ruolo, delle principali attrezzature: servirà a orientare gli utenti nella scelta della scuola.
In arrivo la carta di identità on line delle scuole….. Da metà gennaio, in vista delle iscrizioni al prossimo a.s., sarà disponibile nel sito del Ministero dell’Istruzione “La scuola in chiaro”, una banca dati che, attraverso google maps , permetterà di localizzare ciascuna delle oltre 10mila scuole italiane, e cliccando sopra accedere a una scheda sintetica con le informazioni sull’istituto….. Si aprirà anche un altro spazio dove gli istituti, se lo vorranno, potranno inserire autonomamente i dati sugli esiti degli esami, delle rilevazioni degli apprendimenti svolte dall’invalsi, dei test Ocse e degli scrutini…. La carta d’identità on line delle scuole diventa il primo passo verso la smart city, una città in cui i servizi ai cittadini siano accessibili, trasparenti, cooperativi…

ItaliaOggi – 13 dicembre 2011
“1,3 miliardi per le scuole digitali”.
░ Il Patto per il Sud, che sarà firmato giovedì da governo e regioni, rimetterà in circolo fondi europei che non sono stati spesi (A.Ricciardi)
Per tutto il 2012, forse anche per gli anni a venire, le misure di sviluppo dovranno essere finanziate esclusivamente attraverso i fondi dell’U.E…. E’ così che è nato il Patto per il Sud, il piano di riutilizzo dei fondi europei che le regioni non riescono a spendere in tempo utile e che rischiano di essere persi… Al dossier stanno lavorando da giorni il ministro dello Sviluppo economico, corrado Passera, e il responsabile della Coesione territoriale, Fabrizio Barca… Per la Scuola, la torta disponibile, secondo quanto apprende ItaliaOggi, è di poco meno di 1,3 miliardi di euro. Di certo non saranno utilizzati per fare assunzioni…… Si punterà alla digitalizzazione degli istituti e dell’offerta formativa, sulla creazione di laboratori scientifici per migliorare l’apprendimento…. Il che significa, la diffusione del digitale e della banda larga, l’acquisto di nuovi materiali ad alto contenuto tecnologico e corsi di formazione per i dipendenti… Il dipartimento per l’innovazione tecnologica, ad oggi allocato presso la Funzione pubblica,… il ministro dell’Istruzione, anche alla luce del mega piano digitale per il Sud, vorrebbe invece fosse trasferito a Viale Trastevere….
E’ esattamente ciò ci attendevamo: per migliorare l’apprendimento, secondo il Ministro, dotare le scuole di altro hardware e software è più urgente che ripristinare lo status professionale degli insegnanti: le risorse (poche) messe a disposizione dall’UE saranno usate non per il personale ma per comprare materiali “ad alto contenuto tecnologico” e per la connessa “formazione per i dipendenti”.

CORRIERE DELLA SERA – 14 dicembre 2011
“Si, taglieremo i nostri costi (con calma)”.
░ Dai tagli ai parlamentari fino ale liberalizzazioni sui farmaci o sui taxi, il governo non riesce a superare le tante resistenze incontrate. (di Gian Antonio Stella)
…E’ bene che Mario Monti prenda il toro per le corna. Perché se pensa di poterla spuntare con la pazienza e la saggezza, passo passo, rischia di essere rosolato allo spiedo dai professionisti dello status quo. … Ma come: non aveva esordito alla Camera, nel ruolo di premier, parlando di una situazione gravissima…. Non aveva spiegato che “di fronte ai sacrifici che dovranno essere chiesti ai cittadini, sono ineludibili interventi volti a contenere i costi di funzionamento degli organi lettivi” ? Non aveva dichiarato indispensabile, da subito, “stimolare la concorrenza, con particolare riferimento ala riordino della disciplina delle professioni” e alla “tariffe minime”? ….. Se certe cose non le fai subito, addio…. Come si è mosso su certe cose, è stato subito stoppato dalla sollevazione di permalosi conflitti di competenza…. L’adeguamento ai parametri europei degli stipendi, delle diarie dei rimborsi parlamentari ? “Nun je spetta”. La riduzione delle spese correnti del Parlamento ?..... La riforma degli ordini professionali ? Rinviata…. La timida liberalizzazione sul fronte dei taxi ? Rinviata… Certo, è difficile cambiare…. Non si può che salutare con sollievo l’annuncio di una svolta che, se portata davvero a termine, sarebbe davvero importante. E cioè non solo il ripristino di un tetto per la retribuzione dei grandi manager pubblici, fissato sul parametro massimo del primo presidente della Corte di Cassazione. Ma soprattutto la regola che i magistrati ordinari, amministrativi, militari e contabili, nonché gli avvocati e procuratori dello Stato, chiamati a lavorare nelle authority o al governo come capi di gabinetto o negli uffici legislativi “conservando il trattamento economico riconosciuto dall’amministrazione di appartenenza anche se fuori ruolo o in aspettativa” non possono ricevere “a titolo di retribuzione o di indennità per l’incarico ricoperto, o anche soltanto e per il rimborso delle spese, più del 25% dell’ammontare complessivo del trattamento economico percepito”…

CORRIERE DELLA SERA – 15 dicembre 2011
“Concorso per presidi: troppe otto ore”.
░ Com’è andata la prima prova, a Roma.
… Otto ore a disposizione. Troppe, sostengono alcune associazioni di categoria, come la DISAL… Tranne che in Campania, i tribunali amministrativi regionali non hanno ammesso chi ha presentato ricorso. Intanto il sindacato ANIEF chiede lo stop delle prove, e annuncia che chiederà al Tar del Lazio una perizia tecnica per l’analisi dei quesiti sottoposti ai candidati, a Ottobre, e la calendarizzazione di una rapida sentenza di merito, al fine di rinnovare le procedure concorsuali”.

Il Manifesto – 16 dicembre 2011
“Edilizia scolastica, sarà riqualificato il 43% degli edifici”.
░ Una dichiarazione del ministro Profumo, nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi per la presentazione del Piano per il Sud, spazia anche su altri temi: formazione professionale, Invalsi, soldi agli atenei
Dopo tre anni e mezzo, un governo italiano torna ad investire nell’edilizia scolastica… In tempi rapidi saranno stanziati 974,m milioni di euro destinati a Sicilia, Campania, Calabria, Puglia. L’obiettivo è riqualificare le struttura scolastiche di 1620 edifici, e aumentare le tecnologie per la didattica in 2160 scuole. Nei prossimi giorni saranno pubblicati i dati dell’anagrafe dell’edilizia scolastica. “Va avviato un processo di formazione professionale che rimetta i ragazzi più grandi e più formati nel mercato del lavoro… un ponte tra studente e impresa…. … è stato ribadito l’impegno di rafforzare l’invalsi… Poi è arrivato l’annuncio del rifinanziamento del fondo per gli atenei di 300 milioni… Entro primavera partiranno i nuovi concorsi universitari. Sarà rifinanziata la legge sulle residenze universitarie con 138 milioni euro.

 

 

 

http://intranet.uisp.it – 1 dicembre 2011

Corsa a ostacoli. Il diario dei giorni di Francesco, Paolo e Alice: tre ragazzini cui la disabilità ha dato una marcia in più. Anche per combattere insieme alle loro famiglie contro la dura legge dei tagli”.

Nel numero di dicembre del mensile dell’organizzazione di Emergency, l’inchiesta "Corsa ad ostacoli" riporta quanto il giornalista Luca Galassi ha potuto vedere, ospite di famiglie che sanno come affrontare le difficoltà connesse alla disabilità dei figli. Una delle tre famiglie in cui è stato ospite è quella di uno dei nostri responsabili romani: Elena Duccillo. Diamo alcuni brani del servizio giornalistico.

La rincorsa di Francesco comincia alla nascita. La vita lo ha sottratto precocemente alla madre infilandolo in una incubatrice; la malattia gli ha tolto il fiato e indurito gambe e braccia…. Ha 16 anni ed è afflitto da tetraplegia spastica. Vive in via Moscova a Milano con papà, mamma, fratello e sorella. La madre, Anna ha dovuto lasciare il lavoro nell’azienda di famiglia, per accompagnarlo in quella che, tappa dopo tappa, si è rivelata un’avventura di grandi conquiste, e qualche delusione. Come il mancato riconoscimento di alcuni diritti fondamentali… Se lo Stato italiano ha costruito intorno ai disabili un paradiso legale, nella realtà i loro diritti vengono continuamente negati…. Anna, scrittrice di favole e racconti per bambini ha deciso di avvicinare il mondo incantato e ideale delle sue narrazioni fiabesche a quello della realtà. Quando lo scorso anno, all’istituto multimediale Albert Steiner hanno dimezzato le ore di sostegno a Francesco, Anna ha pensato che fosse venuto il momento di imporsi e di fare causa all’Ufficio Scolastico regionale…. E le ore di sostegno sono state ripristinate…. Il ricorso di mamma Anna ha dato ciò che a Francesco spettava di diritto… Il tempo di Francesco è scandito dalla salute: una volta a settimana in ospedale, la fisioterapia tre volte, quattro o cinque diversi farmaci, al giorno. … Francesco capisce, e conosce perfettamente la delicatezza del problema. I suoi 16 anni lo hanno dotato di grande sensibilità, e l’indulgenza è quasi dote naturale… Sa già che cosa farà da grande: il giornalista sportivo, ma di parte, sogghigna, perché lui è interista.

Dalla collinetta dove sorge la casa di Paolo, a Grottaferrata (ROMA), la piscina dista solo pochi minuti. E’ una fortuna per lui. Alla fine dei compiti, si fa accompagnare dal padre, due o tre volte la settimana, o anche quattro se è prima delle gare…. Paolo ha già vinto parecchie gare….

E’ la sua piccola gioia, la piscina, insieme al karaoke e alla Coca Cola. La sua gioia più grande è, invece, la Lazio…. E la fidanzata ? Valentina, di due anni più grande….. La vita di paolo è serena, spensierata. Ma dietro la sua felicità c’è la battaglia di mamma, Elena…. Anni fa, il vicepreside dell’Alberghiero “Ugo Tognazzi” sconsigliò l’iscrizione di Paolo, affetto da Sindrome di Down, alla sua scuola usando i classici argomenti: disservizi dei mezzi pubblici, massimo 4 ore e mezza di sostegno, angherie dei compagni di classe, e così via. “La sera dell’incontro, mentre gli servivo la pastasciutta, guardavo Paolo e non sapevo che dire. A togliermi d’imbarazzo fu mia figlia: “Mamma, com’è andata stamattina?”. “Non bene, forse non c’è posto per tuo fratello”. Mio figlio posò la forchetta, mi guardò e disse: “Invece, no !” Battendo il pugno sul tavolo. Non aveva intenzione di rinunziare al suo sogno. Elena ha ottenuto per via legale quello che voleva. O meglio, quello a cui aveva diritto. Ora sta lottando per ottenere il trasporto, da Grottaferrata a Frascati…. Abituata a combattere, lei stessa è insegnante di sostegno da quando aveva 19 anni. A differenza di molti casi in cui la cattedra di sostegno è una scappatoia per entrare nella scuola, e chiedere poi il passaggio alla docenza curricolare, Elena è rimasta al sostegno. “Perché è quello che ho studiato. Perché è quello che volevo fare. Perché è la mia passione, anche se la scuola è cambiata….”

Alice non frequenta la scuola delle meraviglie ma quella di Pero (MILANO) è comunque quella che si dice una scuola modello…. E’ la madre, Anna a narrarne la storia. Al momento dell’iscrizione alle elementari, Anna si presentò al preside dell’Istituto Marconi…. La bambina che ora ha 13 anni e una risata contagiosa, comincia il suo cammino. Nella scuola, grazie a un gruppo di genitori intraprendenti e determinati, viene subito istituito il GLH (Gruppo di Lavoro sull’Handicap)… Luisa Stocchi è stata l’insegnante di Alice per 5 anni. La bambina è diventata per i compagni di classe un’occasione di potenziamento non solo emotivo ma anche cognitivo. Già dalla seconda elementare la classe ha lavorato affinchè gli apprendimenti, tradotti, potessero essere compresi anche da tutti quelli rimasti indietro….


 

ASASI - La Letterina n. 301 – 1 dicembre 2011

Concorso d.s., i Tar in panne con tre decisioni diverse e contrastanti”

Riportiamo, dal settimanale on line dell’Asasi Sicilia, i passi salienti dell’analisi sulla situazione del Concorso dd.ss, fatta dal Vicepresidente regionale, il preside Salvatore Indelicato.

Il primo lotto dei ricorsi della partita in atto tra idonei e non idonei del concorso per dirigenti scolastici registra una singolare situazione, con tre distinti e anche contrastanti pronunciamenti da parte della stessa magistratura adita…. Vediamo la prima tipologia e cioè quella del differimento della decisione al 6 dicembre. Cominciamo da quelle del TAR del Lazio: “Considerato che, ad un primo sommario esame, non appaiono sussistenti l’estrema gravità e l’urgenza tali da non consentire la dilazione della decisione sulla domanda cautelare proposta con il ricorso, fino alla data della prima Camera di Consiglio utile; P.Q.M. Respinge la suindicata domanda di concessione di misure cautelari provvisorie e fissa per l’esame in sede collegiale dell’istanza cautelare la Camera di Consiglio del 6 dicembre 2011”. Una decisione questa del TAR Lazio, emessa in riferimento alle norme del codice del processo amministrativo, il quale all’art. 56, comma 1, recita: “Prima della trattazione della domanda cautelare da parte del collegio, in caso di estrema gravità ed urgenza, tale da non consentire neppure la dilazione fino alla data della camera di consiglio, il ricorrente può, con la domanda cautelare o con distinto ricorso notificato alle controparti, chiedere al presidente del tribunale amministrativo regionale, o della sezione cui il ricorso è assegnato, di disporre misure cautelari provvisorie. La domanda cautelare è improcedibile finché non è presentata l’istanza di fissazione d’udienza per il merito, salvo che essa debba essere fissata d’ufficio. Il presidente provvede sulla domanda solo se ritiene la competenza del tribunale amministrativo regionale, altrimenti rimette le parti al collegio per i provvedimenti di cui all’articolo 55, comma 13”. D’altronde, qualunque fosse stata la decisione monocratica, il relativo decreto avrebbe esplicato la sua efficacia fino alla decisione dell’organo collegiale….. La decisione - visto che la camera di consiglio dovrà esprimersi sulla richiesta di misura cautelare collegiale ai sensi dell’art. 55 - è fissata per il 6 dicembre prossimo… La seconda tipologia di decisione è quella invece che tout court rigetta l’istanza cautelare. È il caso dei ricorsi proposti all’ANIEF: “Considerato che il bando del concorso in questione consente l’ammissione alle prove scritte previo superamento della prova selettiva per test a risposta multipla; considerato che parte ricorrente non ha superato detta prova propedeutica; che, pertanto, non sussistono le condizioni per ottenere l’accoglimento della istanza cautelare. P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Bis) Respinge la domanda di sospensione cautelare”…. La terza tipologia di decisione è quella dell’accoglimento dell’istanza cautelare. È il caso del TAR della Puglia che invece accoglie e concede la cautelare:Considerato che le prove scritte del concorso di cui si tratta si svolgeranno nei giorni 14 e 15 dicembre 2011, cosicché la situazione giuridica dei ricorrenti, nella qualità dedotta in ricorso, risulta essere suscettibile di grave pregiudizio nel tempo intercorrente tra la data odierna e quella della prima camera di consiglio utile (21 dicembre 2011) per la trattazione collegiale della domanda cautelare; P.Q.M. Accoglie l’istanza e, per l’effetto, sospende provvisoriamente l’efficacia degli atti impugnati, nella parte in cui impediscono la partecipazione dei ricorrenti alle suddette prove scritte; Fissa la camera di consiglio del 21 dicembre 2011 per la trattazione in sede collegiale dell’istanza cautelare”. Insomma siamo di fronte al pieno conflitto di poteri e di interessi….


 

www.superabile.it – 2 -12 -2011

Innalzamento età pensionabile: peggio di un’alluvione, per le mamme dei disabili”

Nella rubrica “Lettere alla Redazione” è stata pubblicata la lettera, che riportiamo, della mamma di una ragazza gravemente disabile. Carla ha una figlia maggiorenne gravemente disabile, una madre non più autosufficiente e un lavoro part-time, che ha ridotto notevolmente le sue entrate ma le ha permesso di stare accanto alla figlia e provvedere ai suoi bisogni. Da qualche anno, vedeva avvicinarsi la pensione e provava sollievo: con 56 anni di età e 35 di contributi, avrebbe tagliato il traguardo tra un anno esatto. Ora, l’innalzamento dell’età pensionabile è "peggio di un’alluvione". La sua delusione e il suo sdegno sono tutti nella lettera che scrive alla redazione di Superabile.

Spett.le Redazione, scrivo di getto a sera di questo giorno in cui è stata data notizia dell’innalzamento dell’età pensionabile, senza guardare in faccia nessuno. Scrivo perché credo che, come me, siano tante le donne che si sentono tradite, ancora una volta. Non sono pratica di Facebook e simili, perciò non posso contattare il Comitato per il prepensionamento dei familiari di disabili gravi e gravissimi e non so se abbia in mente qualche iniziativa. Sono pertanto grata a questa Redazione, per questa possibilità di invio mail. Ho 56 anni, 35 di contributi, dipendente comunale come educatrice di Nido; soprattutto, sono mamma di una ragazzina maggiorenne disabile grave. Per lei dovetti chiedere il part-time, ciò che ha ridotto notevolmente la capacità finanziaria della mia famiglia. Non trovo giusto che, per via della crisi, debba pagare ora anche in termini di obbligo lavorativo protratto, e di quanto!! Da qualche anno devo pure occuparmi di mia madre non più autosufficiente, e sono sfinita. Pur accontentandomi di una pensione fortemente penalizzata, confidavo nella possibilità dell’opzione donna, per me collocata ad inizio 2013, ma ora mi sembra tutto franato, peggio di un’alluvione! Credo che dovremmo davvero andare ad incatenarci in piazza. Mi piacerebbe poter invitare a pranzo a casa mia la nuova Ministro: di domenica, giorno libero per la badante. Ogni donna di casa è colonna del welfare, noi mamme di disabili lo siamo ancora di più. Nell’epoca ormai del lavoro "senile" sarebbe giusto porre dei buoni distinguo, al di là dei già codificati criteri di lavori usuranti, e considerare innanzitutto noi mamme di disabili, ma anche le persone reduci da pesanti malattie come i tumori. Ringrazio infinitamente dell’uso che codesta spett.le Redazione vorrà fare di questa mia, per sostenere la nostra causa. Distinti saluti Carla Volpe - Schio


 

WWW.infohandicap.org – 3 dicembre 2011

Il TAR di Palermo riconosce, ancora una volta, il diritto dei minori con disabilità ad essere supportati da insegnati di sostegno secondo il rapporto 1/1.

Riporta il comunicato stampa emesso dall’Associazione Nuove Ali, di Agrigento, recante la notizia dell’ennesima sentenza amministrativa favorevole agli alunni diversamente abili e che boccia, di fatto, la politica dei TAGLI attuata per far quadrare il Bilancio Statale: i minori con disabilità hanno diritto ad essere supportati da insegnanti di sostegno secondo "le effettive esigenze rilevate".

Il Tribunale Amministrativo Regionale di Palermo…. con una serie di Sentenze adottate nei mesi di ottobre e novembre ha reintegrato le ore di sostegno decurtate a circa 40 bambini di Palermo, Agrigento, Raffadali,

Cammarata, Lercara Friddi, Capaci, Misilmeri, Castrofilippo, Ribera, Licata, Canicatti, Campobello di Licata, Favara, Cammarata, Racalmuto, Sutera, Monreale, Porto Empedocle, Alessandria della Rocca, Termini Imerese, Prizzi, assistiti dall’avv. Giuseppe Impiduglia, condannando il Ministero dell’Istruzione al pagamento di euro 1.500,00 a titolo di rimborso per le spese legali. Il T.A.R. Palermo ha inoltre condannato l’Amministrazione Scolastica al pagamento di un’ulteriore somma di denaro liquidata in euro 500,00 giacché le Sentenze adottate sono fondate “su ragioni manifeste e orientamenti giurisprudenziali consolidati” (sono ormai centinaia, infatti, le sentenze che riconoscono il diritto dei minori disabili gravi ad avere reintegrate le ore di sostegno secondo il rapporto 1/1). Nei prossimi giorni l’Amministrazione Scolastica dovrà procedere ad integrare le ore di sostegno assegnate a ciascuno dei bambini che hanno proposto ricorso, provvedendo alla nomina di ulteriori

insegnanti di sostegno. Si auspica infine che le pronunce dei Giudici Amministrativi possano indurre il nuovo Ministro dell’Istruzione ad adottare subito i provvedimenti necessari a garantire a tutti i disabili gravi un adeguato numero di ore di sostegno evitando, in tal modo, ai genitori di adire le vie legali per ottenere il riconoscimento dei diritti dei propri figli.



 

La Stampa (Torino) – 6 dicembre 2011

Cisl e Uil contro i ritardi del decreto salva-precari”.

Il governatore leghista vorrebbe cambiare le regole, ma non riesce.

I segretari regionali di Cisl e Uil Scuola … sottolineano in una dura nota che in merito ai circa 600 posti del decreto salva precari, “nei giorni scorsi la Regione ha comunicato quali sono le scuole che beneficeranno del contributo per assumere precari” che lavoreranno sul sostegno o su progetti specifici per il tempo-scuola. Dicono: “ora sono pronti gli elenchi del personale da contattare, secondo le regole nazionali. Ma la giunta presieduta da Cota ha continuato ad insistere perché il Miur firmasse un accordo in base al quale le scuole avrebbero dovuto dare la priorità a coloro che, in passato, avevano prestato servizio in scuole piemontesi, modificando le regole delle graduatorie nazionali” Né il governo Berlusconi, né quello “dei professori” ne ha voluto sapere.


 

ItaliaOggi – 6 dicembre 2011

L’anzianità va in soffitta per sempre”.

Spariscono le quote, resta la pensione di “vecchiaia”, oppure 41/42 anni di servizio. Saranno pesanti le ripercussioni di questa manovra economica del Governo Monti, in materia di assunzioni: il turn over sarà ridotto all’osso. (di Nicola Mondelli)

Dal primo gennaio 2012, la pensione di anzianità, quella cioè che fino al 31 dicembre 2011 il personale della Scuola poteva conseguire alla maturazione delle quote (96 nel 2011 e 2012; 97 nel 2013) sarà soppressa e sostituita dalla pensione anticipata. Niente più quote, quindi, ma tale pensione si potrà conseguire esclusivamente se gli uomini potranno fare valere una anzianità contributiva di 42 anni; le donne, 41 anni. Se l’età anagrafica posseduta all’atto della pensione anticipata sarà inferiore a 63 anni, verrà applicata una riduzione percentuale pari a tre punti percentuali per ogni anno di anticipo rispetto a tale età…. Un’altra modifica pesantissima riguarda la pensione di vecchiaia ordinaria, per accedere alla quale il personale femminile della scuola dovrà avere maturato 63 anni nel 2012 e 2013, 64 nel 2014 e2015, 65 nel 2016, e 66 a decorrere dal primo gennaio 2018. Il personale maschile potrà accedervi, ma a decorrere già dal primo gennaio 2012, a 66anni di età…. In entrambi i casi, purchè in presenza di una anzianità contributiva minima pari a 20 anni. Modifiche sono state apportate anche ai criteri di calcolo della pensione. A decorrere dal primo gennaio 2012 sarà esteso - nei confronti del personale che poteva fare valere fino a 18 anni di contribuzione alla data del 31 dicembre 1995 e quindi in regime di calcolo retributivo pieno – il sistema di calcolo contributivo, anche se limitatamente ai servizi prestati dal primo gennaio 2012….. E’ prevedibile che il personale del comparto Scuola e dell’Afam che potrà fare valere al 31 dicembre 2011 i requisiti per accedere al trattamento pensionistico (sono circa 40mila) cercherà, in un numero maggiore che per il passato, di lasciare il servizio non appena se ne presenteranno le condizioni più favorevoli. Per quanti non possono fare valere tali requisiti, la cessazione dal servizio potrà avvenire, di norma, solo con il possesso dei nuovi requisiti. Pesanti potrebbero essere le conseguenze in tema di nuove disponibilità di posti vacanti, al fine del conferimento degli incarichi, sia a t.i. che a t.d. Meno personale in pensione significa turn over ridotto all’osso e notevole innalzamento dell’età anagrafica….


 

ItaliaOggi – 6 dicembre 2011

Prof in bici pedala a suo rischio”.

Una nota dell’INAIL chiarisce che pedalando fuori dalle piste ciclabili, in caso di incidente non si ha diritto ad indennizzo (C.Forte)

Chi va a scuola in bicicletta lo fa a proprio rischio e pericolo. Perché se viene investito da un’auto, l’Inail non tira fuori nemmeno un centesimo. E’ quanto si evince da una nota emanata lo scorso 7 novembre…. Per vedersi riconoscere l’indennizzo, in caso di infortunio in itinere, è necessario che l’incidente si verifichi mentre il lavoratore pedali sulla pista ciclabile… L’Inail ha anche affrontato la questione del percorso misto: un po’ sulla pista ciclabile, un po’ sulla strada. In questo caso, se il percorso sulla strada è inevitabile, è ipotizzabile il riconoscimento dell’indennizzo in caso di infortunio. Perché la situazione sarebbe simile a quella del lavoratore che parcheggia la propria autovettura e attraversa la strada per andare a scuola. Restano fermi i requisiti per il riconoscimento della causa di servizio; l’infortunio in itinere, però, viene riconosciuto anche nel percorso inverso, per tornare da scuola a casa.


 

ItaliaOggi – 6 dicembre 2011

Scuole contro il Ministero. Si può fare”.

Secondo il Tar Abruzzo, è legittimo che un istituto ricorra in giudizio contro l’Amministrazione; e può rivolgersi, per il patrocinio, al libero foro, non all’Avvocatura dello Stato (Mario D’Adamo).

Le istituzioni scolastiche possono legittimamente rivolgersi alla giustizia amministrativa per chiedere l’annullamento di provvedimenti dell’amministrazione scolastica, ministero e uffici centrali e territoriali, che ne ledano gli interessi istituzionali impedendo o limitando lo svolgimento di attribuzioni che le leggi conferiscono loro…. E per stare in giudizio possono, anzi debbono, rivolgersi ad avvocati del libero foro… E’ quanto stabilisce una recente, innovativa decisione, del Tar dell’Abruzzo (sezione staccata di Pescara)… Sentenza n.641 del 14 novembre 2011.


 

ItaliaOggi – 6 dicembre 2011

Assenza, attenti ai giorni sospetti”.

Per la Funzione pubblica, le visite fiscali vanno disposte obbligatoriamente se il congedo è chiesto in prossimità di festività e/o del riposo infrasettimanale (di Antimo Di Geronimo).

Il giorno di assenza per malattia, prima o dopo di un permesso, del giorno libero o di un periodo di vacanza, è un’assenza sospetta. E quindi anche in questi casi i dirigenti scolastici devono sempre disporre la visita fiscale. E’ quanto si evince da una nota emanata dal Dipartimento della Funzione pubblica (3/11/UPPA). Il provvedimento interviene a far luce sull’annosa questione dell’obbligo delle visite fiscali fin dal primo giorni di assenza per malattia. Che, dopo una fase iniziale in cui il legislatore aveva previsto che dovessero essere disposte sempre e comunque, ha conosciuto una sorta si pausa di riflessione. Dopo l’entusiasmo iniziale, infatti, le amministrazioni si sono rese conto di non avere i soldi per pagare i medici in visita di controllo…. Per mettere fine a questo spreco, il legislatore è intervenuto con il decreto legge 98/2011. Il dispositivo, all’art.16 dice che la visita fiscale bisogna mandarla solo se è proprio necessario. Salvo i casi in cui l’assenza è sospetta, intendendo per tale l’assenza strategica a ridosso delle giornate non lavorative….


 

ItaliaOggi – 6 dicembre 2011

Ferie non godute sono ferie perse”.

Se il lavoratore si ammala e non riesce a fruire, entro il termine fissato, delle ferie, ne perde il diritto (di Carlo Forte).

E’ questo il principio affermato dalla Corte di Giustizia europea, con una sentenza depositata il 22 novembre scorso (procedimento C214/10). A differenza di quanto avviene per le sentenze dei giudici nazionali, le pronunce della Corte di Giustizia valgono per tutti gli Stati dell’Unione. E dunque essa trova immediata applicazione anche nel nostro Paese, sia nel settore pubblico che provato. Scuola compresa. … Il limite del periodo di riporto (così si chiama il limite di tempo oltre il quale le ferie non possono essere più fruite) è fissato dal contratto di lavoro, nell’ordine di un anno scolastico oltre quello in corso… In buona sostanza, dunque, se il lavoratore non va a lavorare perché è malato, non ha diritto a riposo.


 

ItaliaOggi – 7 dicembre 2011

Modello Olanda per Profumo”.

Nelle nazioni,come Italia, Spagna e Grecia, dove non ci sono studenti-lavoratori, non c’è crescita.

I Paesi Bassi (oltre che la Danimarca e la Finlandia) vantano il più alto tasso di occupazione giovanile nell’OCDE. E dall’alto di questa collocazione, la lezione merita di essere ascoltata… Lì dove i giovani studiano e lavorano, il prolungamento degli studi è un danno. Nei Paesi Bassi, tra altro, i contributi previdenziali a carico dei lavoratori che assumono ragazzi per piccoli lavori sono stati temporaneamente aboliti…. Ai datori di lavoro è stata offerta la possibilità di proporre ai giovani fino ai 26 anni una serie di 4 contratti contemporanei, in quattro anni, e una legge che è stata denominata “investire sui giovani” obbliga le municipalità ad offrire servizi di formazione ed occupazione ai disoccupati….


 

Corriere della sera – 7 dicembre 2011

Pagelle ai prof migliori, quasi tutti scelti all’unanimità”.

Il giudizio sulla sperimentazione del merito voluta dalla Gelmini è positivo, e si preme (premono l’Associazione TreLLLe e Fondazione per la Scuola) perché in nuovo ministro valuti di prorogare l’esperienza.

Era stata una delle tante decisioni del ministro Gelmini che avevano mandato su tutte le furie gli insegnanti. Uno stipendio in più agli insegnanti giudicati migliori dai loro colleghi, una sperimentazione partita a fatica, visto le tante scuole che avevano detto no. Ma adesso viene fuori che lì dove il meccanismo è stato provato, i risultati sono stati buoni, e tutto sommato condivisi. Ogni dieci insegnanti premiati, 7 sono stati votati all’unanimità dalla commissione composta dal preside più due docenti eletti. E la lista dei vincitori è stata promossa anche all’esterno: nella maggioranza delle scuole, le persone ce hanno giudicato corretti quei nomi sono state numerose….


 

WWW.repubblica.it – 8 dicembre 2011-12-08


 

Concorso alla Cattolica, indaga la procura

Il Un candidato ha indicato ai pm la vincitrice. Le presunte irregolarità segnalate anche al rettore Ornaghi, neoministro del governo Monti, che però non ha bloccato la prova. Aperta un’inchiesta

Già sei mesi fa aveva segnalato alla procura il nome della vincitrice del concorso da ricercatore in Medicina legale alla Cattolica. Alberto De Lorenzis aveva anche indicato al rettore Lorenzo Ornaghi, ora ministro dei Beni culturali, la comunanza di interessi tra la futura ricercatrice e due dei tre componenti la commissione giudicatrice. Ornaghi rigettò l’istanza. Ma ora su quel concorso indagano i pm.. In una lettera alla Procura, già sei mesi fa, aveva segnalato il nome della vincitrice del concorso per un posto da ricercatore in Medicina legale alla Cattolica. Di più: Alberto De Lorenzis aveva indicato al rettore Lorenzo Ornaghi, ora ministro dei Beni culturali, la comunanza di interessi tra la futura ricercatrice e due dei tre componenti la commissione giudicatrice. Ma Ornaghi non ravvisò i motivi per ricusare i commissari e rigettò l’istanza. Ora la vicenda è all’attenzione della Procura che sembra essere di tutt’altro avviso. Il pm Ilaria Calò ha aperto un’inchiesta sulle "anomalie" del concorso: il sospetto è che la prova possa essere stata pilotata. L’indagine è coordinata dal procuratore aggiunto Alberto Caperna. Candidato allo stesso concorso, De Lorenzis nel giugno scorso chiese la sospensione dell’esame al quale parteciparono in sei. Lo fece in forza del conflitto di interessi della collega che era impegnata professionalmente con due dei tre componenti la commissione giudicatrice. Ma di fronte alla segnalazione il rettore Ornaghi non intervenne, rispose glissando il merito e sostenendo che tutto era regolare: "Non ritengo le circostanze da lei segnalate idonee e sufficienti per la ricusazione dei due commissari". Quindi, rigettò l’istanza. Ora la documentazione è nelle mani dei magistrati che vogliono capire se si siano consumati illeciti nella designazione della vincitrice. "È la quarta volta in tre anni", racconta De Lorenzis, "che segnalo in tempi non sospetti il nominativo del candidato che poi si rivela il vincitore del concorso". Ha qualità divinatorie De Lorenzis che alla Cattolica si è laureato, specializzato e ha insegnato, per un totale di quindici anni? "Il fatto è", spiega, "che ogni volta mi sono trovato di fronte a un concorso pubblico che sembrava tagliato sulle misure di un candidato preciso, in barba ai diritti e ai meriti degli altri concorrenti". La prima volta De Lorenzis predisse il nome di una laureata in Lettere, figlia di un componente del cda della Cattolica, che si aggiudicò il posto da ricercatrice in Medicina legale superando la prova scritta basata sugli esami di un’autopsia. In particolare i candidati avrebbero dovuto stabilire l’ora della morte di un soggetto sulla base dei resti alimentari rinvenuti nello stomaco. Il gip deciderà se archiviare o no, valutando l’operato dei componenti di quella commissione esaminatrice che giudicarono la laureata in Lettere come la più idonea rispetto al resto dei candidati tutti medici legali. Poi fu la volta di altri tre concorsi. Tutti pilotati? Lo diranno i giudici. Certo è che a ogni prova, il nome del ricercatore, poi designato come vincente, è stato segnalato da De Lorenzis ai pm e al rettore con grande anticipo. È accaduto anche con la candidata che qualche giorno fa è stata indicata dai tre della commissione come vincitrice dell’ultimo concorso in Medicina legale. Nella sua richiesta di ricusazione dei due commissari, De Lorenzis motivava per iscritto: "Il primo è autore di lavori scientifici pubblicati insieme con la candidata e insieme al secondo è nella commissione Qualità del Gruppo tossicologi forensi italiani, della quale fa parte anche la candidata con la quale hanno elaborato la revisione delle linee guida per i laboratori di analisi delle droghe di abuso con finalità medico legali". "Appare evidente", conclude De Lorenzis, "come tali circostanze violino il canone fondamentale dell’imparzialità e pertanto ritengo non sussistano le condizioni per una procedura di valutazione corretta e imparziale da parte dei due membri della commissione in un concorso al quale partecipa anche il sottoscritto".

 

ASASi - La Letterina n. 300 - 24 novembre 2011

Tra Tagli e dimensionamento”.

Riportiamo, in parte,le ben documentate riflessioni a firma del dirigente scolastico Pietro Perziani, pubblicate sul settimanale on line dell’ASASi,.

Molti si sono occupati in questi ultimi mesi del dimensionamento del primo ciclo, ma pochi si sono accorti che una spada di Damocle incombe sulla scuola: il prossimo anno, scolastico 3.138 scuole, il 30,5% del totale, saranno senza dirigente e senza DSGA… Già la manovra estiva (Legge 111/2011, art. 19, comma5) stabiliva che alle scuole sotto i 500 alunni, ridotti a 300 nelle zone montane, nelle piccole isole e nelle zone di lingua slovena, non fosse assegnato un Dirigente; la norma però è stata applicata in modo alquanto soft nel corrente anno scolastico, solo nelle scuole che avevano un dirigente con contratto in scadenza, per cui è un po’ passata nel dimenticatoio. Con la Legge di Stabilità (Legge 183/2001, art. 4, comma 69 e 70) la situazione è cambiata profondamente:

- i parametri di cui sopra sono stati elevati rispettivamente a 600 e a 400 alunni - a queste scuole non verrà assegnato non solo il Dirigente, ma anche il DSGA. I numeri…. sono pressi dalla Relazione Tecnica alla Legge di Stabilità…. Per quanto riguarda i dirigenti, naturalmente la

contrazione sarà pari all’aumento delle scuole sottodimensionate: 1.331 posti in meno rispetto al corrente anno scolastico…. Per quanto riguarda i DSGA, trattandosi di una norma in prima applicazione, la contrazione sarà pari alla metà delle scuole sottodimensionate, 1.569 posti in meno….

Che cosa succederà alle persone, ai dirigenti, ai DSGA e ai futuri vincitori del concorso a dirigente? …. Vediamo la situazione partendo dalle Regioni dove non ci dovrebbe essere esubero di dirigenti:

 

 

REGIONI

POSTI PER NOMINE VINCITORI CONCORSO

POSTI MESSI A CONCORSO

FABBISOGNO POSTI NEI DUE ANNI SUCCESSIVI

ABRUZZO

20

68

48

BASILICATA

14

42

28

EMILIA R.

128

153

25

FRIULI V. G.

40

46

6

LAZIO

31

215

184

LIGURIA

45

72

27

LOMBARDIA

312

355

43

MARCHE

9

53

44

PIEMONTE

105

172

67

PUGLIA

65

236

171

TOSCANA

61

112

51

UMBRIA

8

35

27

VENETO

79

55

0

 

Breve spiegazione della tabella: i posti rimasti vacanti dopo applicata la Legge di Stabilità sono naturalmente disponibili per la nomina dei vincitori di concorso sin dal prossimo primo settembre, le altre nomine verranno effettuate nei due anni successivi, sempre se ci sarà disponibilità di posti. La situazione migliore è quella del Veneto, dove il numero dei posti vacanti è superiore a quello dei posti messo a concorso, altre Regioni non dovrebbero avere problemi nell’arco dei tre anni, altre sono in sofferenza. Appare evidente che il dato problematico è quello dell’ultima colonna, sono quelli i posti che ad oggi mancano. Ci sono regioni in forte sofferenza, come Calabria, Campania e Sicilia, dove ad oggi è prevedibile un esubero di dirigenti non indifferente….

 

 

REGIONI

Esubero dirigenti dopo la legge di Stabilità

Posti messi a concorso

Fabbisogno posti in tre anni

CALABRIA

41

108

149

CAMPANIA

67

224

291

MOLISE

1

16

17

SARDEGNA

7

87

94

SICILIA

23

237

260

 

Se in alcune regioni sono prevedibili situazioni di esubero di dirigenti, vuol dire che in queste regioni il prossimo primo settembre non sarà possibile fare alcuna nomina di vincitori di concorso. In queste Regioni il fabbisogno di posti aumenta, perché bisognerà prima riassorbire l’esubero, poi si potrà procedere alle nomine dei vincitori di concorso.

Per i dirigenti in esubero si andrà alla mobilità interregionale coatta?

Comunque, la situazione non è proprio così nera, perché non abbiamo tenuto conto di un dato oggi non disponibile: i pensionamenti….

Per quanto riguarda i vincitori di concorso… la graduatoria rimane in vigore per tre anni; se il numero dei pensionamenti sarà superiore ai posti oggi mancanti, nulla quaestio, ma se questo non avverrà, alcuni vincitori non verranno nominati?...


 

Il Sole 24 Ore – 28 novembre 2011

Bonus extra alle imprese che assumono apprendisti”.

Il progetto AMVA offre fino a 5.500 euro a contratto; i potenziali interessati sono 16mila lavoratori con meno di 30 anni. Previsti anche incentivi da 10mila euro per start-up (imprese all’avvio)

Apprendistato e incentivi all’assunzione. Questi gli strumenti messi in campo dal progetto AMVA (Apprendistato e Mestieri a Vocazione Artigianale) – gestito da Italia Lavoro per conto del Ministero del Welfare – per creare nuova occupazione lungo il triennio 2011-13 puntando sulla scoperta e valorizzazione dei mestieri a vocazione artigianale…. Previsto un sistema di bonus alle imprese:5.500 euro per ogni assunto con contratto di apprendistato per l’espletamento del diritto-dovere all’istruzione e formazione;4700 euro per i contratti di apprendistato professionalizzante, o per il conseguimento di un titolo di studio di livello secondario. Il progetto individuerà, inoltre, in ogni provincia una “bottega”, in uno dei settori dell’economia artigianale locale amaggior rischio di estinzione, che diventerà una “scuola di mestiere” di 18 mesi, per insegnare ai giovani disoccupati il lavoro dell’artigiano. A ogni scuola verrà assegnato un contributo di 250 euro mensili per attività di tutoraggio per ciascun giovane da formare. Per 30 ragazzi in ogni provincia ci sarà la possibilità di inserirsi nelle scuole dei mestieri, e di formarsi in azienda per apprendere una professione a elevata componente manuale e ad altissima qualificazione. L’opzione individuata è quella del tirocinio: nei sei mesi di durata, i giovani beneficieranno di una borsa di studio di 500 euro mensili. Un altro asso nella manica del progetto Amva è quello degli incentivi per la crezione di nuove imprese giovanili: a 500 ragazzi sarà assegnata una dote di 10mila euro per avviare start-up nei campi produttivi tipici della tradizione italiana…. Per aderire al progetto, le imprese possono scaricare il bando pubblico da: www.italialavoro.it/amva oppure da:

www.cliclavoro.gov.it. Le domande di contributo vanno presentate unicamente attraverso il sistema informativo http//amva.italialavoro.it.

Il sito sarà operante dal 30 novembre al 31 dicembre 2011.


 

Domani – Arcoiris TV - 28 novembre 2011

Non possiamo misurare la nostra vita sui giochi delle borse e sul prodotto nazionale lordo

Il periodico on line “Domani” ripropone, sentendone l’attualità, una pagina della politica americana di mezzo secolo addietro: il giudizio preoccupato, sul capitalismo senza regole, pronunciato da Robert Kennedy quando era ministro delle giustizia durante la presidenza del fratello John, e si candidò alle elezioni presidenziali del 1968. Il 4 giugno gli spararono mentre festeggia la vittoria nelle primarie in California.

Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni. Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto nazionale lordo. Il prodotto nazionale lordo comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana. Il prodotto nazionale lordo mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende la distruzione delle sequoie e la morte della fauna nel Lago Superiore. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari… E se il prodotto nazionale lordo comprende tutto questo, non calcola però molte altre cose. Non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. E’ indifferente alla decenza del luogo di lavoro o alla sicurezza nelle nostre strade. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il prodotto nazionale lordo non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani.”


 

ItaliaOggi - 29 novembre 2011

I tagli hanno distrutto le Medie

Alessandra Ricciardi e Giovanni Scancarello riportano alcuni dati del Rapporto che la Fondazione Agnelli ha preparato sulla Scuola secondaria di primo grado. Nell’anno in corso risulta essere l’anello debole del sistema della scuola pubblica in Italia. Occorre ringiovanire l’età media dei docenti, e dare loro una qualificazione professionale mirata allo specifico target degli alunni di questo segmento di istruzione.

. Il Rapporto, elaborato in base ai dati TIMSS, evidenzia come l’Italia sia il Paese con il calo di rendimento più netto tra elementari e medie…. Di chi è la colpa ? Mentre per la primaria e la secondaria si è intervenuti nel tempo, ragiona la Fondazione diretta da Andrea Gavosto, combinando le esigenze di riduzione delle piante organiche con maggiore disponibilità di professionalità a vantaggio della didattica, alle Medie sono rimasti tutti alla finestra… La classe docente della Media ha subito il processo di invecchiamento più marcato….


 

ItaliaOggi - 29 novembre 2011

Il Tar dice no a nuovi presidi”

Esito negativo, per un primo gruppo di ricorrenti da noi assistiti

Considerato che il bando del concorso in questione consente l’ammissione alle prove scritte previo superamento della prova selettiva per test a risposta multipla; considerato che parte ricorrente non ha superato detta prova propedeutica; pertanto non sussistono le condizioni per ottenere l’accoglimento dell’Istanza cautelare”: è con questa motivazione che il Tar Lazio ha respinto la richiesta di ammissione con riserva al concorso a preside, da parte di un gruppo di docenti che non aveva superato le prove preselettive. I ricorrenti, messi fuori non avendo centrato almeno 80 risposte giuste su 100, del quiz, non potranno partecipare alla prova scritta, del 14 e 15 dicembre.


 


 

Corriere della Sera - 30 novembre 2011

Pensionati, ma baroni inamovibili”.

Firmato Gian Antonio Stella: una garanzia !

I rettori di almeno quattro università, in carica dopo essere andati in pensione. E non parliamo di piccoli atenei locali. Tra i “magnifici” pensionati c’è Guido Fabiani, a riposo dal 2010 ma ancora rettore di Roma Tre, grazie a una legge del 1958 nel frattempo abrogata. C’è il rettore (per la quarta volta) della milanese Bicocca, Marcello Fontanesi… C’è Giacomo Deferrari rettore di Genova… Enrico Decleva (Statale di Milano) che… è in pensione dal primo novembre ma rimarrà in carica fino al settembre 2012… Evviva il rinnovamento; evviva la gioventù…


 

LA STAMPA – 2 dicembre 2011

Prof all’estero, il solito concorso all’italiana”.

Flavia Amabile riferisce dell’ultimo caso di concorso caotico. Il servizio è corredato da cifre; ne riportiamo due: nella scuola italiana, gli insegnanti precari sono il 16% del totale; la rete delle scuole italiane all’estero assomma a 183, più 111 sezioni staccate;

Ci si trova davanti al repertorio di sempre: una miscela diabolica di approssimazione, mancanza cronica di fondi, estenuazione, rinvii, paralisi di un sistema che sembra sempre destinato a finire in vicoli ciechi e, a volte, a produrre ricorsi e ingolfamenti di tribunali, invece che nuovi assunti. Definire concorso quello che si è svolto ieri è davvero impossibile. Se si pensa che si è andati avanti fino alle 21,30, e che tutto il giorno miglia di professori sono stati costretti ad aspettare nella confusione più totale, rinviando di ora in ora fino a sera l’inizio della loro prova senza alcuna certezza, mentre una parte di loro se ne stava accampata lungo la Via Aurelia, a Roma, con un librone in mano trafugato o ottenuto da chi aveva già finito il test…. La prova è iniziata ieri mattina, all’Hotel Ergife… la prima di quattro da tenersi nell’arco della giornata per selezionare professori, bidelli e amministrativi disposti ad andare a lavorare nelle scuole italiane all’estero…. Sono arrivate 36mila domande…. Mentre la commissione illustra le modalità del concorso, si alza uno dei professori presenti in aula. Si chiama Daniele, viene da Monreale ed è molto arrabbiato. Parla a voce ferma, scandisce bene; è l’inizio della rivolta. Pone diversi problemi: solo ora vengono a sapere di dover trovare 40 numeri, corrispondenti a 40 quesiti, in un librone di 4mila test.. Solo ora sono stati informati che vi sono anche 4 brani non inclusi nei 2mila test resi pubblici un mese e mezzo fa. E quindi chiede un poco di tempo in più dei 45 minuti previsti… La commissione rifiuta… A quel punto Daniele non è più solo. Decine di prof si alzano, altri applaudono. Alla fine, la commissione chiama i carabinieri. Daniele ed altri tre che avevano dato il via alla protesta vengono presi da parte e la loro posizione viene messa nero su bianco… La commissione annunzia che la prova è stata annullata, ma una parte dei libri con i test erano già stati distribuiti; qualcuno inizia ad aprirli; qualcun altro li mette in borsa. In tanti vanno via. Quando la commissione ci ripensa e decide che la prova si terrà comunque, a fine giornata, molti sono già in strada e stanno sfogliando il librone dei test…. Quando è pomeriggio inoltrato, nessuno sa che cosa ne sarà delle prove… E’ sera quando la Farnesina comunica di aver saputo dalle commissioni che le prove si terranno… Si sono tenute solo due prove, tedesco e inglese; per tutti gli altri il rinvio è a martedì….


 

ASASi - La Letterina n. 299 - 17 novembre 2011
“Atto di indirizzo 2012. Priorità politiche e strategiche in un drammatico momento di transizione”.
░ Riportiamo parte dell’articolo pubblicato a firma Editoriale DIESSE, dal sito www.diesse.org, che tratta dell’Atto di indirizzo delle attività che dovrebbe guidare il MIUR, per il prossimo triennio.
L’8 novembre scorso, quando già la crisi di governo era ben più di una ipotesi, il MIUR pubblicava l’Atto di indirizzo per l’azione amministrativa col quale annualmente il ministro in carica indica le priorità politiche e gli indirizzi di pianificazione strategica del
suo dicastero. Il documento si muove tra gli obiettivi indicati dalla
Commissione europea e le priorità dettate dalla grave situazione economica che stiamo attraversando, nella consapevolezza - espressamente dichiarata - che il miglioramento della qualità del nostro sistema di istruzione e formazione rappresenta «una delle priorità imprescindibili per assicurare lo sviluppo e la crescita economica e sociale» del Paese, ma le difficili condizioni economiche «richiedono di rafforzare sempre più l’azione di razionalizzazione della spesa corrente». Obiettivi e priorità proprio per questo motivo molto difficili da conciliare tra loro. Al primo punto delle linee di indirizzo per l’istruzione, la difficoltà emerge subito: l’impegno a garantire il turn over del personale della scuola, col fine di ridurre il precariato, va inevitabilmente in rotta di collisione con l’esigenza di rispettare gli obiettivi di contenimento della spesa pubblica; e non assicura automaticamente il funzionamento ottimale delle scuole. Solo al secondo posto il documento pone gli obiettivi di sistema, con il completamento delle riforme dei cicli e la messa a regime dei percorsi post-secondari non universitari quali gli ITS. Verifica e monitoraggio dell’attuazione delle riforme, revisione delle classi di concorso, avvio della formazione iniziale dei docenti e nuovo reclutamento, definizione dei modelli nazionali per la certificazione delle competenze e revisione delle “Indicazioni nazionali” del primo ciclo, sono le piste particolari che verranno percorse; tutte voci già da tempo in agenda. Alla riforma del secondo ciclo, in particolare, viene assegnato il compito di realizzare un collegamento sempre più forte tra scuola e mondo del lavoro, «per offrire più opportunità di scelta ai giovani»…. Il paragrafo dedicato all’innovazione nella pratica educativa vede il MIUR impegnato a proseguire le esperienze del Piano Nazionale Scuola Digitale (saranno installate 9mila nuove LIM) e le attività connesse ai progetti cl@ssi 2.0 e Scuol@ 2.0, mentre particolare attenzione sarà dedicata all’editoria digitale per lo sviluppo di prototipi didattici di libri multimediali. All’elenco delle attività che il MIUR dovrà proseguire si aggiungono poi le azioni trasversali volte al contrasto della dispersione scolastica, la prevenzione del disagio giovanile e la lotta alle tossicodipendenze, l’integrazione dei disabili e degli immigrati e, per finire, l’educazione stradale, l’educazione alla salute e quella alla legalità. Uno spazio a sé il documento lo dedica alle azioni di valutazione della performance del sistema scolastico, con particolare riferimento agli apprendimenti e alle competenze degli alunni. Per promuovere e sviluppare la cultura della valutazione e della trasparenza, il MIUR si impegnerà nel completamento del riordino di INVALSI e INDIRE che, assieme al Corpo ispettivo autonomo ancora da costituire, formano i cardini organizzativi del Sistema nazionale di valutazione definito nella legge n. 10/2011.

La Discussione - 18 novembre 2011
“Studenti contro Premier e banche”
░ Scontri e proteste, nel giorno dell’insediamento del nuovo governo.
Nonostante il nuovo governo, gli studenti non si fidano ancora e per questo motivo sono tornati in piazza. Ci sono stati anche scontri nell’International Students’ Day che ha portato in piazza gli studenti in quasi 60 città italiane. La tensione è salita soprattutto ai cortei di Milano, Torino, Palermo. Ci sono stati anche due feriti lievi. A Milano, i manifestanti hanno lanciato fumogeni contro le forze dell’ordine, che hanno reagito con alcune cariche. Gli incidenti si sono verificati quando la polizia ha impedito al corteo di dirigersi verso l’Università Bocconi. Le ragioni dei cortei di ieri si trovano in una nota della Rete degli Studenti e dell’Unione degli Universitari”… Denunciamo la drammatica situazione in cui versa l’istruzione, e siamo in piazza per tutta la rabbia di una generazione a cui è stato distrutto il presente e a cui è stata negata ogni prospettiva per il futuro. Chiediamo di investire sull’istruzione, rimettere al centro i saperi e chi studia”…

Domani [Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.] - 21 novembre 2011
“Un governo di sessantottini?”
░ Riportiamo alcuni passaggi di un articolo in cui Ivano Sartori segnala quale sia stata la formazione giovanile di ministri dell’attuale compagine: Corrado Clini (delega all’ Ambiente) militava nel Movimento Studentesco di Mario Capanna e aiutava Basaglia e Tommasini a chiudere i manicomi; Andrea Riccardi (delega alla Cooperazione e Integrazione) organizzava l’aiuto ai bambini poveri.
Leggo che Corrado Clini, medico, neo ministro all’Ambiente, nei primi anni Settanta era con Franco Basaglia e Mario Tommasini a liberare i «matti» di Colorno, nella Bassa Parmense. Leggo che a Parma, tra il 1968 e il 1968, Clini era stato un autorevole militante del Movimento studentesco (quello con la M maiuscola di Mario Capanna) prima di aderire al Movimento politico dei lavoratori (Mpl), un gruppo di dissidenti cattolici fuoriusciti dalle Acli, guidati da Livio Labor, una sorta di cristiani per il socialismo con qualche simpatia per la Teologia della liberazione di matrice brasiliana… … A Roma… uno studente di 19 anni insieme ad altri suoi coetanei batteva i quartieri poveri della Capitale per aiutare i bambini più disagiati a studiare…, Andrea Riccardi. Il 7 febbraio 1968 si riunì per la prima volta con un gruppo di coetanei nell’Oratorio della Chiesa Nuova, il santuario di san Filippo Neri per dare vita all’embrione della futura Comunità di sant’Egidio. Il 16 novembre scorso l’ex diciannovenne è stato nominato ministro per la per la Cooperazione internazionale e l’integrazione… Anche nella nuova veste, con le stesse forze, le stesse energie, la stessa credibilità, seguiterà a fare quel che ha fatto in tutti gli anni trascorsi dal 1968 a oggi. Da allora la comunità di sant’Egidio è diventata una sorta di Farnesina parallela e una ong al servizio dei bisognosi presente in almeno una sessantina di Paesi. Una macchina della mediazione politico-diplomatica internazionale che dato un contributo decisivo per porre fine ai conflitti in Mozambico, in Algeria e nei Balcani….

Affari e Finanza - 21 novembre 2011
“Il MIT cerca dieci giovani innovatori italiani”
░ Il supplemento de la Repubblica riporta la notizia di una chance per i giovani italiani under 35 (nati dopo il primo ottobre 1976), provenienti dalla università e dalle imprese (che siano consolidate o solo in avvio).
Tr35-Giobani innovatori seleziona i 10 migliori innovatori dell’anno, per poi pubblicarne i lavoro sulla edizione italiana di Technology Rewiew, la storica rivista americana per l’innovazione del MIT… Ispirandosi al TR35 americano (ormai attuato anche in India e Cina), è un progetto che tocca svariati campi di interesse che vanno dalla biotecnologia, ai nuovi materiali, all’energia, ai trasporti e alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. I giovani innovatori saranno invitati anche a presentare le loro idee e progetti nell’ambito di un evento dedicato a TR35, che si terrà alla fine di marzo 2012, a Padova, all’interno della V edizione del Forum “Ricerca, innovazione, imprenditorialità”… Le dimostrazioni di interesse dovranno essere inviate entro il 30 novembre 2011, a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., oppure a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Si può compilare la domanda direttamente sul sito www.rieforum.org/tr35gi

Domani [Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.] - 21 novembre 2011
Scuola e università, una cura ricostituente dopo la purga Gelmini
░ Alcune considerazioni di Marina Boscaino sull’esordio del nuovo governo; del ministro Profumo, in particolare.
Dell’ingegnere Francesco Profumo non so niente, se non ciò che si legge da giorni: una brillantissima carriera, riconosciuta sia in ambito scientifico che accademico, rettore del Politecnico di Torino, presidente del Cnr. Non ho motivi per credere che la sua azione sulle politiche scolastiche sarà di un certo tipo piuttosto che di un altro; né per pensare che un manager tratterà la scuola come un qualsiasi altro sistema: ho fiducia che ne possa comprendere specificità e complessità; non do per scontato che lui – che ha fatto parte del primo comitato di valutazione dell’università e della ricerca (Civr) – applicherà alla scuola la valutazione becera e punitiva proposta da Gelmini e Brunetta. Potrei pensare, casomai, il contrario: che forse sia finalmente ipotizzabile un approccio culturalmente significativo al rilevamento delle prestazioni. … Ci sono due sue affermazioni che mi hanno colpita: “Io credo che la scuola sia la scuola, ma certamente quella pubblica in Italia è molto importante”. “Comincerò dalle cose che conosco meglio ovvero l’università e la ricerca. Dovrò invece studiare ancora un po’ sulla parte scuola perché sono meno esperto: ad ogni modo ci proverò“. La seconda dice un apprezzabile atteggiamento, ragionevole e cauto, consapevole della complessità, così lontano dalle arrembanti certezze dell’immeritevole ed eterodiretta Gelmini. La prima ci rimanda al dettato costituzionale. Qual è l’interesse della Nazione cui fa riferimento il giuramento? È la scuola della Costituzione, lo strumento per rimuovere gli ostacoli che “limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese” (art. 3); è la scuola della inclusione; la scuola laica e pluralista; il cui accesso ai massimi gradi deve essere garantito ai capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi.

ItaliaOggi - 22 novembre 2011
“Test Invalsi pigliatutto agli esami?”
░ La Gelmini progettava di estendere le prove nazionali dell’Invalsi, alle scuole secondarie superiori; e sembrano ben posizionate anche tra le priorità del governo Monti. Ci si chiede se il nuovo Ministro confermerà il precedente orientamento. Intanto sono stabilite le date per le prove.
Test Invalsi al prossimo esame di Stato ?... Approvato il nuovo statuto dell’Invalsi e pubblicate le date delle nuove prove nazionali, il Miur aveva già annunziato la sperimentazione dei test Invalsi alla Maturità, in alcune scuole campione e su base volontaria…. Saranno le II classi delle scuole superiori ad inaugurare le prove Invalsi l’8 maggio 2012, seguite il giorno seguente dalle primarie, con la prova d’Italiano nelle classi V e II (in queste sarà preceduta dalla prova preliminare di lettura). Il 10 maggio sarà la volta delle rilevazioni nelle I medie; l’11 maggio test di matematica in II e V classe primaria.
ItaliaOggi - 22 novembre 2011
“Tornano pubbliche le statistiche sulla scuola”
░ Al sesto giorno dall’insediamento, per segnare il nuovo corso il nuovo ministro ha disposto di rendere pubblici i dati sulla istruzione, tenuti riservati troppo a lungo, per volere del portavoce dott.Zennaro (bloccò ogni informazione sui bocciati e promossi di fine anno, riducendo le notizie sulla scuola a riassunti).
Torneranno on line , e saranno spediti agli UUSSRR in duemila copie, le due pubblicazioni che fotografano i numeri dell’istruzione italiana: “La scuola in cifre” e “L’università in cifre”. Un atto semplice e trasparente, caldamente raccomandato dai dirigenti dell’Ufficio statistico, che venerdì scorso per primi hanno raggiunto le stanze del portavoce per segnalare l’incomprensibile anomalia: “LaGelmini non ha mai fatto girare questi documenti…”
Riportiamo anche il comunicato (22 novembre) dell’Ufficio Stampa del Miur
E' on line la pubblicazione "La scuola in cifre - L'università in cifre" del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. La raccolta, giunta alla V edizione, è aggiornata al 2009/2010 ed è divisa in quattro sezioni: risorse, studenti, istruzione e formazione, risultati scolastici. La pubblicazione garantisce la trasparenza dei dati del sistema scolastico e universitario, indirizzandosi agli addetti ai lavori e all'opinione pubblica. La pubblicazione è on line, al seguente link:
http://www.istruzione.it/web/ministero/index_pubblicazioni_11

ItaliaOggi - 22 novembre 2011
“Profumo. Dopo i tagli, le riforme”
░ Circola, per le stanze ministeriali, il termine inusuale “allocazione”, riferito ai docenti; si intende, probabilmente , che si darà alle scuole una funzione più pregnante (e una certa discrezionalità ?), nella nomina degli insegnanti. (di Alessandra Ricciardi)
… Un programma ben chiaro, in cui la scuola si gioca, sul binomio: valutazione-allocazione, le sue carte. Sul primo fronte si tratta di tarare il piano di valutazione dei rendimenti delle scuole, affidato all’Invalsi. E già avviato. Sul secondo fronte, si tratta di definire un nuovo sistema di selezione e di reclutamento degli insegnanti…. Secondo alcune ricostruzioni “di Palazzo”, quando si parla di !allocazione”, il riferimento è a un sistema che potenzi l’autonomia delle scuole nella selezione del personale rafforzando, dunque, il territorio nelle politiche scolastiche. Un terreno su cui c’è certamente la disponibilità di PDL e Lega.

ItaliaOggi - 22 novembre 2011
“Ultima stangatina a Brunetta”
░ I giudici (provvedimento del 27 agosto 2010 n.3299, del Tribunale di Ferrara) e il Miur (C.M. 88/2010)sono di parere opposto: materia del contendere è se le disposizioni contenute nel Decreto Brunetta siano o no prevalenti rispetto alle norme contrattuali vigenti. (Carlo Forte)
I dirigenti scolastici non possono sospendere i docenti. E’ quanto si evince da un’ordinanza collegiale emessa dal tribunale di Ferrara, con la quale i giudici di merito hanno affermato la prevalenza del contratto sul decreto Brunetta…. Secondo il ministero, de disposizioni del decreto Brunetta sarebbero prevalenti rispetto al contratto, e comporterebbero l’attribuzione del potere ai dd.ss. di infliggere ai docenti sospensioni dall’insegnamento, fino a 10 giorni. Secondo i giudici di merito del Tribunale di Ferrara, invece, fino a quando le disposizioni del decreto Brunetta non saranno espressamente recepite nel contratto di lavoro, continueranno ad essere in vigore le disposizioni contenute nel decreto legislativo 297/94…. Secondo il Collegio, fino a quando resta in vigore il contratto del 22.11.2007, tutte le leggi che sono intervenute e interverranno successivamente alla data di sottoscrizione, anche se dispongono l’abrogazione di norme, non hanno effetto se non vengono espressamente richiamate nel contratto. I giuristi sintetizzano questi concetti con due espressioni: la prima è l’ultrattività dei contratti collettivi (che consiste nella prosecuzione della vigenza degli stessi fino a quando non vengano sostituiti da nuovi accordi); la seconda è la reviviscenza (che consiste nella permanenza in vigore di norme di legge abrogate, che si verifica quando queste norme vengono richiamate in una disposizione vigente…

ItaliaOggi - 22 novembre 2011
“E guai al preside che impone l’ora di ricevimento agli insegnanti”
░ Ignorare quanto è stato pattuito nel Contratto di istituto configura condotta antisindacale. (Antimo Di Geronimo)
Il preside che fa approvare dal Collegio dei docenti una deliberazione in contrasto con le pattuizioni contenute nel contratto di istituto è responsabile per condotta antisindacale. Lo ha stabilito il Tribunale di Catania, che ha anche condannato il d.s. a pagare 1960 euro di spese legali…. Il caso riguardava la c.d. ora di ricevimento… Fino a qualche anno fa vigeva la prassi di costringere i docenti a rimanere un’ora in più a scuola, ogni settimana, anche se nessun genitore avesse manifestato la propria volontà di ottenere un colloquio. Tale prassi, palesemente illegittima, perché nel contratto della scuola non è previsto l’istituto della reperibilità, negli ultimi anni ha ceduto il passo alla soluzione più ragionevole dell’incontro previo appuntamento… individuando un’ora settimanale di disponibilità e vincolando la presenza del docente al preavviso del genitore… In una scuola di Catania…., il preside aveva ritenuto di disattendere quanto aveva pattuito, ed aveva fatto approvare dal Collegio dei docenti una deliberazione affinchè si ritornasse al vecchio regime della diciannovesima ora di servizio settimanale obbligatoria e senza retribuzione, con o senza genitori…. Di qui il ricorso al giudice del lavoro, da parte di una delle organizzazioni sindacali firmatarie, che si è concluso con la condanna del preside….

www.coordown.it - 18 novembre 2011
“Il 21 marzo riconosciuto dall’ONU Giornata Mondiale sulla sindrome di Down. Significativo l’accento posto sulla “consapevolezza” della sindrome di Down”
░ Il World Down Syndrome Day ha ottenuto, lo scorso primo novembre, il sostegno e la risoluzione delle Nazioni Unite; 27 gli Stati firmatari della risoluzione. Riportiamo parte del comunicato diramato dall’Ufficio stampa del Coordinamento nazionale associazioni persone con sindrome di Down – Via Alessandro Volta, 19/4 - 16128 Genova - www.coordown.it
Da diversi anni, in Italia e in molti Paesi del mondo, il 21 marzo si celebra il World Down Syndrome Day, ovvero la Giornata Mondiale sulla sindrome di Down… Perché è stata scelta proprio questa data? Perché il 21 è il numero della coppia cromosomica, presente all’interno delle cellule, che caratterizza la sindrome di Down e marzo è il terzo mese dell’anno, proprio come il terzo cromosoma in più - tre invece di due - all’interno della coppia…. Lo scorso 1 novembre, l’ONU ha adottato la risoluzione A/C.3/66/L.27/Rev.1 che sancisce ufficialmente il 21 marzo come Giornata Mondiale sulla sindrome di Down… La risoluzione richiama, oltre al World Summit Outcome del 2005 e alla United Nations Millennium Declaration,la Convenzione su Diritti delle Persone con Disabilità… Testo risoluzione:
“Nell’affermare che assicurare e promuovere la piena realizzazione dei diritti umani e delle fondamentali libertà per ogni persona con disabilità è un aspetto critico nel raggiungimento degli obiettivi concordati di sviluppo internazionale,
Consapevoli che la sindrome di Down è un adattamento cromosomico naturale che ha sempre fatto parte della condizione umana, che esiste in ogni regione del pianeta e che ha effetti comuni variabili nella capacità di apprendimento, nelle caratteristiche fisiche e nelle condizioni di salute,
Ricordando che l’accesso adeguato alle cure mediche, a programmi di intervento preventivo e di educazione inclusiva, così come ricerche appropriate sono indispensabili per la crescita e lo sviluppo dell’individuo,
Riconoscendo la dignità, il valore e il significativo contributo delle persone con disabilità intellettive nel promuovere il benessere e la diversità della loro comunità, e l’importanza della loro autonomia individuale e indipendenza, includendo la libertà di poter fare le proprie scelte,
1) Decide di designare il 21 marzo come Giornata Mondiale sulla sindrome di Down, che dovrà essere osservata ogni anno a partire dal 2012;
2) Invita tutti gli Stati Membri, tutte le principali organizzazioni delle Nazioni Unite e le altre organizzazioni internazionali, così come la società civile, incluse le organizzazioni non governative e il settore privato, a osservare la Giornata Mondiale sulla sindrome di Down nella maniera appropriata, allo scopo di promuovere la pubblica consapevolezza della sindrome di Down;
3) Incoraggia gli Stati Membri a prendere iniziative per promuovere la consapevolezza dentro la società, compreso in ambito familiare, a riguardo delle persone con sindrome di Down;
4) Chiede al Segretario Generale di portare la risoluzione all’attenzione degli Stati Membri e dell’organizzazione delle Nazioni Unite.

 

 

 

 

 

 


 

ASASi - La Letterina n. 298 - 10 novembre 2011
“Lettera di un dirigente scolastico al Collegio, sull’attribuzione delle funzioni strumentali”
░ Riportiamo, nella parte in cui pone questioni generali, l’articolo del preside Gaetano Bonaccorso, pubblicato sul periodico on line dell’ASASi.
Caro Collegio, contrariamente a quanto annunziato in occasione del nostro ultimo incontro le funzioni strumentali saranno elette come gli anni scorsi secondo la prassi collegata all’art.33 del CCNL 2006-2009. Intendo chiarire che questo passo indietro del Dirigente scolastico non corrisponde a una revisione del suo pensiero espresso a suo tempo. Sono ancora fermamente convinto che il dettato dell’art.33 è ormai desueto rispetto alle novità legislative intercorse dal 2008 ad oggi e che gli organi competenti modificheranno detto articolo del CCNL 2006-2009 che non recepisce la trasformazione amministrativa contenuta nel decreto legislativo 165/2001, ripreso e confermato dal decreto 150/2009, con l’interpretazione autentica data dal Ministero della Funzione pubblica nell’agosto 2011. Con il procedere dell’autonomia scolastica ha preso corpo, ormai,da tempo, una configurazione delle funzioni strumentali diversa da quella adamitica del 1999… Le esigenze sempre più complesse dell’organizzazione e della gestione delle attività connesse con la didattica hanno trasformato le funzioni in figure di sistema… Esse sono diventate,quindi, creature adulte, la cui determinazione è strettamente legata alle prerogative esclusive del dirigente scolastico sia per quanto attiene alla distribuzione delle risorse economiche recepite dal MIUR (viene fatto un contratto firmato dal dirigente scolastico e il dirigente scolastico è responsabile anche sul piano amministrativo-contabile del loro lavoro oltre che del risultato del servizio) sia per quanto attiene alla valorizzazione delle risorse umane. …Sono sicuro che la problematica sollecitata in questo frangente sarà alla ribalta delle future lotte tra il sindacato e l’amministrazione nelle sue varie declinazioni fino alla conclusione dell’oggettività legislativa ineludibile dalle velleità rivendicative che mirano a conservare segmenti di potere ormai lacerati e inconcludenti…

ASASi - La Letterina n. 298 - 10 novembre 2011
“Gli esami non finiscono mai”
░ La collega Rosa Faragi, l’aspirante preside che firma questa lettera, ha totalizzato 79 punti alla prova preselettiva. Il suo caso assurdo; la sua amarezza; il suo sospetto. Le auguriamo di cuore che possa spuntarla.
Sono una delle 29.470 “aspiranti” presidi che non hanno superato il test preselettivo… ma ho accettato il responso sapendo che bisogna accettare le regole. Non mi sono aggrappata alle notizie che ben 31 delle 100 domande erano mal formulate, avevano più risposte esatte o, ancor peggio, la risposta era errata; Si era capito che chi aveva elaborato tali domande non era stato scelto per le sue competenze … Giorno 3 Novembre potendo finalmente visionare il mio test, ho notato che almeno 3 delle domande che il correttore ottico mi ha considerato non valide erano invece validissime. Il motivo di questa mia convinzione non nasce da chi sa quali scuse, ma semplicemente dal fatto che ho risposto correttamente a tali domande mentre per il correttore ottico io non avrei risposto. Potete capire come la mia rassegnazione si sia trasformata in rabbia. Accetto di essere esclusa per un mio errore o per una mia carenza culturale, ma essere esclusa da un “errore” del FORMEZ non lo accetto….
Sono convinta che non si tratta di un semplice “disguido tecnico”. Il fatto che i questionari della Sicilia siano stati “corretti” per ultimi, insieme al pasticciaccio dell’ultimo concorso per Presidi del 2004 …. lasciano molti dubbi sulla trasparenza di tali prove….
ItaliaOggi- 12 - novembre 2011
“Certificati scaduti. Proroga fai da te”
░ Il maxi emendamento al disegno di legge di Stabilità, approvato venerdì scorso al Senato, e il giorno dopo passato alla Camera, autorizza una più ampia applicazione delle norme sull’autocertificazione.
Autocertificazione a tutto campo con la pubblica amministrazione. In caso di certificati anagrafici, certificazione di stato civile e copie di atti dello stato civile che siano scaduti, cioè oltre i termini di validità, l’interessato potrà con l’autocertificazione scrivere in fondo al documento che le informazioni non hanno subito variazioni dalla data del rilascio. … Il prolungamento di validità, però, avrà effetto nei rapporti con le pubbliche amministrazioni e gestori o esercenti di pubblici servizi…. Alla P.A. è poi attribuito l’onere di acquisire d’ufficio le informazioni oggetto delle dichiarazioni sostitutive dei certificati e degli atti di notorietà…

www.repubblica.it - 13 - novembre 2011
“Dopo diciassette anni, sipario sulla videocrazia”
░ Un articolo di Filippo Ceccarelli fotografa due stili agli antipodi: dal Cavaliere imperial-trash al professore Monti.
In fondo è tutto un problema di forme e quindi, al giorno d'oggi, di sostanza. Per cui nel pomeriggio fatale dell'addio di Berlusconi, sic transit gloria mundi, il pensiero va al piccolo trolley del professor Monti, che l'altro giorno è arrivato a Roma con l'aereo di linea e poi è andato a prendere la moglie alla stazione Termini; e c'è una foto di loro due al binario, gente nei pressi, ma per gli affari suoi, e si capisce che nessuno o quasi l'ha riconosciuto; e viene anche da chiedersi se l'Italia non abbia bisogno di semplicità. Quando si muoveva il presidente Berlusconi era come la partenza di un circo: macchine blu e macchinette argento, camioncini neri dai vetri oscurati, e registi, producer, sirene e sirenette, guardie di ogni ordine e tipo che giravano con una sorta di borsa antiproiettile con la quale schermavano il corpo del Capo eseguendo una bizzarra e silenziosa coreografia…. Nella cornice tecnologica dei media, che meglio di chiunque lui sapeva controllare, con il pretesto del carisma, presero a riemergere troni, corone, investiture, ordalie, messianismi (Baget Bozzo e la Provvidenza), miracolismi (un milione di posti), culto della personalità (il sole, la luce)…. si fissarono nell'immaginario i nuovi tele-rituali del potere: il bagno di folla, lo shopping, la telefonata in diretta, la barzelletta volgare, l'incontro con la scolaresca. Il bunga bunga, liturgia esclusiva, sarebbe emerso di lì a poco…. …Dio ci protegga quel trolley e l'anonima compostezza del professore che va a prendere la moglie alla stazione Termini. 

Il Mattino - 14 - novembre 2011
“Guerra tra presidi, corsi e ricorsi contro la precarietà”
░ A firma di Davide Morganti, parte da una costatazione: i professori della Campania sono polemici sulla gestione di questo concorso a preside.
…Delle 8000 contestazioni ufficiali, settecento provengono dalla Campania… La prova preselettiva e i quiz, infatti, sono risultati spesso errati, con domande e risposte degne di Totò all’esame di licenza elementare….E non hanno fatto che alimentare gli attriti. Quegli attriti già latenti tra sindacati, Pubblica Istruzione, Anief… E’ una battaglia sfrenata, questa, con un’aggressività imbarazzante perché non si capisce quanto c’entri l’ambizione personale, il desiderio di ingrossare lo stipendio o quello di scappare dalle aule…. Il fatto che, per gli errori ammessi, aleggi l’ombra dell’annullamento della prova, visto il momento transitorio nazionale, rende tutti precari e il futuro di presidi incerto
Domani - ArcoirisTV – 14-11-2011
“Come ricominciare: tagliare i miliardi di spese per cacciabombardieri, tagliare metà parlamentari, caccia senza pietà agli evasori, far pulizia nelle banche. Monti ce la farà?”
░ A firma di Paolo De Gregorio, una tesi radicalmente anticapitalista, sul tema di maggiore attualità.
Non è male ricordare che è l’economia il primo di tutti i poteri e, quando i riti bizantini della politica diventano un serio ostacolo alla soluzione dei problemi, ecco la zampata della Confindustria e delle banche che impongono il loro uomo, Mario Monti, quale primo ministro….
In tutto il mondo globalizzato si assiste al fenomeno degli “indignados” che, per la prima volta, vede milioni di persone manifestare contro il sistema capitalista e finanziario che crea disuguaglianze inaccettabili, disoccupazione, precariato, assenza di futuro, speculazioni, guerre, distruzione ambientale. L’Italia è dentro questa crisi e né Mario Monti, né l’attuale opposizione sono in grado di fare nulla perché è una crisi sistemica, si può solo rispondere con l’adozione di un altro sistema.
Uscire dalla trappola del debito che condanna la nostra economia alla stagnazione e alla recessione, dovrebbe essere la prima scelta strategica, dicendo alle banche tedesche e francesi, che detengono circa la metà del nostro debito, che tra il fallimento dell’Italia e quello delle banche speculatrici noi preferiamo il secondo. Solo una presa di posizione del genere, accompagnata dal taglio drastico di tutte le spese militari e dei nostri interventi militari all’estero (cancellando il contratto con gli USA per l’acquisto di 130 cacciabombardieri), associata con l’eliminazione del Senato, delle province, con una seria politica contro l’evasione fiscale, possono rendere possibile l’ uscita dalla crisi…. Monti è la continuità della politica economica della globalizzazione e del sistema bancario internazionale e sancirebbe l’inutilità della politica tradizionale e la fine dell’indipendenza del nostro paese. Lo farebbe con risultati superiori a quelli di Berlusconi che si è dimostrato ignorante e incapace, ma anche lui prenderà gli ordini dalle banche e dall’asse franco-tedesco. Nessun partito politico oggi in Italia sostiene la necessità di una fuoriuscita dal sistema globale. Solo i giovani accampati sotto le tende messe nelle piazze e nelle strade, al freddo, picchiati e schedati, ci costringono a pensare che il nostro sistema è da buttare e che tutto va cambiato in profondità.

ItaliaOggi – 15 novembre 2011
“Ecco le risposte agli ispettori UE”
░ Alessandra Ricciardi riporta le risposte che il governo italiano ha fornito agli interrogativi riguardanti il rilancio della Scuola.
Sono arrivati con la curiosità di sapere la natura del contributo della Scuola al miglioramento del debito e della crescita dell’Italia. Attirati, in particolare, da quel punto della lettera di impegni, presentata dal premier uscente, Silvio Berlusconi, in cui si parla di un piano di ristrutturazione delle scuole italiane basate sulla valutazione del rendimento degli studenti. Per come era scritta riecheggiava il modello anglosassone di più finanziamenti alle scuole migliori, e chiusura delle peggiori. Ecco allora che al terzo punto delle risposte fornite la scorsa settimana dai vertici del ministero agli ispettori UE ci si dilunga sul senso della ristrutturazione. Il dicastero di Viale Trastevere ha evidenziato il ruolo dell’INDIRE nell’aiutare le scuole che hanno maggiori criticità, con un supporto alla didattica ma anche all’organizzazione e alla ricerca educativa. Gli ispettori, poi, valutano i risultati dell’azione di supporto e propongono se necessaria una ristrutturazione che punta all’accorpamento delle scuole nel contesto territoriale. Il Ministero ha poi enfatizzato le due valutazioni in corso, del rendimento delle scuole e dei singoli insegnanti, da cui discendono incentivi ai singoli o alle istituzioni. I criteri sperimentali di valorizzazione degli insegnanti migliori dovranno essere poi recepiti nel prossimo contratto di lavoro degli insegnanti.

ItaliaOggi – 15 novembre 2011
“La Gelmini lascia, e fa felice Lupi”
░ La Ministro Gelmini ha dato l’assenso, come auspicato da colleghi di partito, per 15mila posti nei corsi TFA per i neoprofessori delle superiori; aveva stabilito che fossero 5mila (di Alessandra Ricciardi).
…Ieri sera, il decreto è stato finalmente portato alla firma del ministro. Con un colpo di scena, rispetto a quanto era stato fatto solo una settimana fa, il Ministro starebbe per autorizzare.... ben 15mila Tirocini Formativi Attivi di secondo grado, attraverso i quali potranno abilitarsi nuovi docenti per le scuole superiori. Circa 10mila in più rispetto al fabbisogno che lo stesso ministro ha stimato…. Si tratterebbe del triplo del fabbisogno. Una concessione alle richieste dell’On.Lupi…

ItaliaOggi – 15 novembre 2011
“Vita dura per i docenti in esubero”
░ La legge di Stabilità per il 2012, varata in estremis dal Governo Berlusconi, introduce (art.4 terdecies del maxiemendamento al disegno di legge) a mobilità interregionale, il collocamento in disponibilità, e il licenziamento nel caso di permanenza dell’esubero.(di Antimo Di Geronimo)
I docenti e non docenti che andranno in esubero, ad oggi sono circa 10mila, continueranno ad essere ricollocati secondo i contratti vigenti. Ma se non sarà possibile trovare una nuova collocazione in provincia, dovranno subire la mobilità in regione e fuori regione. Le procedure saranno fissate al tavolo negoziale, ma bisognerà fare in fretta (una nuova sistemazione entro 90 giorni dall’individuazione dell’esubero…. Se non saranno rispettati i termini, l’amministrazione applicherà l’art.40 del d.lgs. 165/2001 che consente di procedere d’ufficio…. Nel caso in cui non sarà possibile ricollocare i lavoratori in esubero… si procederà con il collocamento in disponibilità a stipendio ridotto per 24 mesi. Dopo di che scatteranno i licenziamenti. Le nuove norme eliminano anche l’obbligo del previo tentativo di riconversione professionale…. Prima di licenziare, l’Amministrazione dovrà verificare se è possibile collocare il lavoratore in pensione. Ipotesi questa che può trovare accoglimento solo se l’interessato avrà maturato almeno 40 anni di contribuzione.

ItaliaOggi – 15 novembre 2011
“Almeno 67 anni per la pensione”
░ Questa sarà l’età minima per accedere al pensionamento; quanto previsto con le Norme sulla Stabilità, approvate sabato 12 novembre, si applica a partire da chi è nato nel 1958. (di Mario D’Adamo)
Coloro che maturano per la prima volta il diritto per andare in pensione di vecchiaia, dal 2026 dovranno avere almeno 67 anni di età. Tenuto conto del regime delle decorrenze, il personale della Scuola deve compiere 67 anni entro il 31 dicembre 2025, si tratta quindi dei cinquantenni di oggi. E’ quanto prevede l’art.5 della legge di Stabilità 2012, nel testo risultante dal maxiemendamento presentato dal Ministro Tremonti…. La novità, che coinvolge anche il personale della Scuola, riguarda esclusivamente le pensioni di vecchiaia, quelle che si conseguono, nel regime retributivo e misto, al raggiungimento dell’età anagrafica, ora 65 anni, con almeno 20 anni di anzianità contributiva o di servizio. Non devono per ciò preoccuparsi, almeno per ora, coloro che hanno maturato 40 anni di anzianità contributiva: a legislazione vigente, una volta che l’abbiano raggiunta, possono lasciare il lavoro a prescindere dalla loro età anagrafica. Chi non potrà vantare 40 anni di contributi, e ne avrà almeno 20, dovrà sottostare, da qui al 2026 e anche oltre, al progressivo innalzamento dell’età anagrafica, per andare in pensione, innalzamento già previsto, con cadenza triennale, dalla manovra finanziaria dell’anno scorso, a partire dal primo gennaio 2013 (d.l. n.78/2010). Il quale ha stabilito che il requisito dell’anzianità anagrafica per il collocamento in pensione di vecchiaia sia aggiornato in relazione all’aumento dell’aspettativa di vita… E nel 2026, tale innalzamento dovrà essere fino ad almeno 67 anni…. La legge di Stabilità non ha modificato il regime delle decorrenze, le famose “finestre”, che per la scuola sono una (primo settembre)… I requisiti anagrafici si devono maturare il 31 dicembre dell’anno scolastico precedente a quello di decorrenza della pensione…. Resta, infine, ferma la disciplina dei requisiti anagrafici per coloro ai quali la pensione sarà liquidata con il sistema contributivo….

Cronache di Caserta – 16 novembre 2011
“ATA, via alle domande per la terza fascia”
░ Pubblicato il decreto, la consegna delle domande entro il 15 dicembre.
Pubblicato il decreto ministeriale, nuovi spiragli si aprono per il personale Ata che vuol essere inserito nelle graduatorie di III fascia, nel triennio 2011-2014. La scadenza delle domande è fissata al 15 dicembre, al 20 se si compilano on line…. L’aspirante può trovarsi in una delle condizioni seguenti: - è un aspirante non iscritto nelle graduatorie per il triennio 2008/2011 (in questo caso dovrà compilare l’allegato D); - è un aspirante già iscritto nelle graduatorie per il triennio 2008/2011 ma non ha nuovi titoli, né nuovi profili da dichiarare (in questo caso dovrà compilare l’allegato D2); - è un aspirante già iscritto nelle graduatorie per il triennio 2008/2011 ed ha nuovi titoli o nuovi profili da dichiarare (in questo caso dovrà compilare l’allegato D1, ridichiarando comunque tutti i titoli e tutti i profili richiesti)…. In qualunque dei tre casi l’aspirante si trovi, dovrà compilare comunque, esclusivamente via web, l’allegato D3, con le istituzioni scolastiche scelte ai fini dell’inclusione nelle graduatorie di istituto, previa la registrazione alle “Istanze on line”.

www.superando .it – 16 novembre 2011
“Chi sono i nuovi Ministri”
░ Ecco la compagine governativa: Mario Monti, presidente del Consiglio, con l'interim all'Economia. Antonio Catricalà, presidente dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, sottosegretario alla Presidenza. Giulio Terzi di Sant'Agata, ambasciatore a Washington, ministro degli Esteri. Anna Maria Cancellieri, Prefetto, ministro degli Interni. Paola Severino, vicerettore dell'Università Luiss "Guido Carli" di Roma, ministro della Giustizia. Corrado Passera, consigliere delegato e Chief Executive Office di Intesa Sanpaolo, ministro allo Sviluppo Economico, alle Infrastrutture e ai Trasporti. Gianpaolo Di Paola, presidente del Comitato Militare NATO, ministro della Difesa. Elsa Fornero, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali (Welfare). Lorenzo Ornaghi, rettore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, ministro per i Beni e le Attività Culturali. Francesco Profumo, ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Renato Balduzzi, ministro della Salute. Mario Catania, capo Dipartimento delle Politiche Europee e Internazionali del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, ministro delle politiche Agricole, Alimentari, Forestali. Corrado Clini, direttore generale del Ministero dell'Ambiente, ministro dell'Ambiente. Enzo Moavero Milanesi, ministro degli Affari Europei. Piero Gnudi, ministro del Turismo. Fabrizio Barca, ministro per la Coesione Territoriale. Piero Giarda, ministro per i Rapporti con il Parlamento. Andrea Riccardi, ministro alla Cooperazione Internazionale e integrazione.
Superando.it manifesta attenzione particolare verso tre ministri che hanno trascorsi professionali nell’area d’interesse del periodico on line
Elsa Fornero, Renato Balduzzi e Francesco Profumo, i tecnici del nuovo Governo Monti, responsabili dei Dicasteri di Welfare, Salute, Istruzione, con i quali dovrà principalmente confrontarsi il mondo della disabilità.
Elsa Fornero è il nuovo ministro del Welfare. Economista, è una delle maggiori esperte di previdenza in Italia. Nata a San Carlo Canavese (Torino) nel 1948, insegna Economia Politica all'Università di Torino ed è coordinatore scientifico del CERP (Centre for Research on Pensions and Welfare Policies)… Fa parte del Nucleo di Valutazione della Spesa Previdenziale del Ministero del Welfare… Nei mesi scorsi ha illustrato… la sua proposta di un passaggio immediato dal sistema retributivo al sistema contributivo nel sistema pensionistico italiano.
Renato Balduzzi è il nuovo ministro della Salute. Nato a Voghera (Pavia) nel 1955, è laureato in Giurisprudenza e nell'Università del Piemonte Orientale è dal …. 2007, direttore del Centro di Eccellenza Interfacoltà di Servizi per il Management Sanitario…. E’ stato capo dell'Ufficio Legislativo del Ministero della Sanità dal 1997 al 1999, presiedendo anche la Commissione Ministeriale per la Riforma Sanitaria…. Dal febbraio del 2007, infine, è presidente dell'Age.Na.S. (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali).
Francesco Profumo è il nuovo ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Nato a Savona nel 1953, dopo avere iniziato la propria carriera nel 1978, nella Ricerca e Sviluppo all'Ansaldo di Genova, è diventato docente all'Università di Torino, preside della Prima Facoltà di Ingegneria del Politecnico, del quale dal 2005 è diventato rettore…. E’ stato nominato membro del Consiglio di Amministrazione di Telecom Italia… e presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche…. Infine, ci piace segnalare anche che un'importante personalità proveniente dal mondo del Terzo Settore, come Andrea Riccardi, presidente della Comunità di Sant'Egidio, entra a far parte del nuovo Esecutivo, come responsabile del Ministero senza Portafoglio alla Cooperazione Internazionale. (S.B.)

 

ASASi - La Letterina n. 297 - novembre 2011
“I presidi indignati”
░ L’articolo è a firma del preside Salvatore Indelicato, Vicepresidente regionale ASASi. Auspica giustizia retributiva per i dd.ss., la reclama dati alla mano, in un momento politico-economico non propizio e, però, con una indicazione assai ragionevole: “….si realizzi una perequazione esterna prelevando le risorse dal montante complessivo del Pubblico Impiego anche a costo di limare al ribasso la retribuzione di posizione degli altri dirigenti del Pubblico Impiego”.
Nell’arco di due mesi in rapida successione abbiamo assistito a un taglio delle presidenze pari a 1.812 con il primo decreto di agosto, subito dopo aggravato dal ddl allegato al bilancio 2012 che apporta un ulteriore taglio di 1331 unità mediante l’artificio dell’innalzamento della soglia minima degli istituti comprensivi a 600 e 300 studenti. Si tratta di un risparmio strutturale per l’amministrazione notevole, se consideriamo che il trattamento lordo Stato di un dirigente scolastico, inclusa la retribuzione di posizione fissa, variabile e di risultato sia in media pari a 80.024 euro. Per i dirigenti scolastici il calcolo per montante della riduzione di spesa per il 2012-13 pari a 251.115.312 milioni di euro. Già da questo solo risparmio si capisce che ci sarebbe ampiamente la copertura dei fondi per colmare il differenziale di retribuzione per i dirigenti del concorso ordinario 2004 che ancora soffrono di una sperequazione rispetto ai loro colleghi. Basterebbero 5 milioni per coprire questo gap: ebbene come si fa a dire da parte del governo che non c’è disponibilità? Non solo ma con questa somma si potrebbe ampiamente coprire anche il differenziale che separa la dirigenza scolastica da tutte le altre dirigenze del pubblico impiego (sperequazione esterna) che essenzialmente è legata alla diversa retribuzione di posizione e di risultato. Dal confronto con i dirigenti tecnici (ex ispettori)emerge un differenziale di 28.000 euro in media che riferito ora all’organico residuo pari a 10.415 (dotazioni organiche dirigenti scolastici a.s. 2010/2011) depurato dei 3138 decurtati fa 7.277, senza tenere conto delle vacanze e carenze attuali che abbassano ulteriormente questa cifra (basterebbe sottrarre le reggenze attuali), da un calcolo di 203 milioni di euro. Insomma i risparmi attuali basterebbero a rendere giustizia retributiva alla categoria senza ulteriori aggravi o appesantimenti su altre poste di bilancio dello Stato. E comunque se neanche dopo questa possibilità di realizzare una copertura finanziaria si appalesasse una volontà politica di rendere giustizia retributiva a una categoria in forte sofferenza allora extrema ratio si realizzi una perequazione esterna prelevando le risorse dal montante complessivo del Pubblico Impiego anche a costo di limare al ribasso la retribuzione di posizione degli altri dirigenti del Pubblico Impiego…. Insomma i dirigenti scolastici di seconda fascia dopo dieci anni di presa in giro vogliono e devono essere equiparati subito e bene a tutta la dirigenza di seconda fascia del Pubblico Impiego non importa come e non importa se devono essere richiesti sacrifici di solidarietà agli altri colleghi delle altre amministrazioni. Vedremo che cosa ne penseranno al più presto i giudici.

ItaliaOggi 8 novembre 2011
“Concorso a dirigente, che bagarre”
░ Chi ha superato la preselezione contesta i ricorsi degli esclusi; c’è già la sentenza su un caso analogo (di Mario D’Adamo)
Continua inesorabile la raccolta delle adesioni al ricorso contro la preselezione svoltasi il 12 ottobre…. Mentre si moltiplicano le proteste di singoli e di associazioni proprio contro chi si appella al giudice… Alle due prove potrebbero essere ammessi, se otterranno un provvedimento d’urgenza, anche gli esclusi che, con i loro ricorsi, contestano l’erroneità, l’equivocità, la cattiva formulazione dei quesiti… Le attenzioni sono ora puntate sulla magistratura, la quale com’è ovvio non deciderà di far superare una prova a chi è privo di requisiti per partecipare o manca di competenze tecniche o culturali per svolgere il ruolo di d.s.. Verificherà solo che le regole siano state rispettate… Se dovesse accertare che un numero elevato di domande si prestava a equivoci o non conteneva risposte esatte o ne conteneva più d’una, si dovrà ammettere che qualcosa non ha funzionato…. In effetti, un precedentedi controversia giudiziaria relativa a una prova selettiva si ha in una decisione del Tar del Lazio di un anno fa, contraria ai ricorrenti (sentenza n.33.368 del 10 novembre 2010)…. La contestazione dei ricorrenti non riguardava l’erroneità o la equivocità dei quesiti… bensì la loro idoneità ad accertare effettivamente il grado di cultura generale posseduto da ciascun candidato… I giudici hanno respinto il ricorso perché l’operato dell’amministrazione, sotto questo profilo, era del tutto insindacabile….

ItaliaOggi 8 novembre 2011
“Nuovi prof., spazio solo per 13mila”
░ A gennaio le selezioni per il TFA (corsi da 1500 ore); il Miur più che dimezza la offerta formativa proposta dalle università.
C’è posto per 12.778 nuovi insegnanti, quelli che potranno seguire i tirocini formativi attivi… A definire il fabbisogno, per gradi di scuola e classi di concorso, è stato il Miur che ha freddato le aspirazioni di molti nuovi docenti, e soprattutto delle università, pronte a sfornare corsi per 32410 abilitandi… Una differenza che la dice lunga sulla diversa prospettiva che ministero e università hanno sulle potenzialità della scuola… Il fabbisogno non tiene conto del Sostegno, che il ministero vorrebbe utilizzare per ricollocare il personale in esubero: in questo caso i corsi verrebbero gestiti dall’Ansas e non dagli atenei… Ma del resto correre troppo, a questo punto, non ha molto senso, anche perché manca il decreto sul reclutamento. E soprattutto la certezza che il governo vada avanti.

ItaliaOggi 8 novembre 2011
“Per i docenti in esubero spunta la casa integrazione
░ Di Alessandra Ricciardi.
La norma è meno dura di quanto era prevedibile all’inizio, perché saranno i contratti collettivi (e non la sola legge) a definire con quali criteri si potranno gestire le eccedenze di personale anche attraverso il passaggio ad altra amministrazione, anche fuori dal territorio regionale.
Ma il maxiemendamento al dl di Stabilità, in discussione al Senato, contiene comunque una certezza, per quanto concerne lo sbocco finale: esaurite tutte le procedure, il personale che non può essere ricollocato, oppure non vuole, va messo in cassa integrazione… Il maxi era atteso per ieri in Commissione Bilancio di Palazzo Madama, ma vi arriverà probabilmente non prima di domattina, dopo nuove limature, e soprattutto dopo il voto sul Rendiconto dello Stato, alla Camera. I docenti in esubero nella scuola, circa 10mila, stando all’articolato, avranno l’obbligo di essere ricollocati in altre funzioni e amministrazioni. Il personale che non sarà possibile rimettere al lavoro, o che si rifiuti di farlo, sarà messo in disponibilità, con diritto a una indennità pari all’80% dello stipendio, e per durata massima di 24 mesi. Una sorta di cassa integrazione, al termine della quale v’è il licenziamento. ….


Il Sole24 Ore - 9 novembre 2011
“Si comincia da apprendisti”
░ Le assunzioni nelle società di consulenza: il primo contratto è, nella maggior parte dei casi, di apprendistato.
A seconda del tipo di laurea, triennale o specialistica, la durata è di 24 o 36 mesi e, come spiegano i partner responsabili delle risorse umane di diverse grandi società, nella consulenza il contratto di apprendistato si trasforma in contratto a t.i., con percentuali che vanno dal 95 al 99% dei casi…. I contratti a cui fanno riferimento le società di consulenza sono il commercio, in prima battuta, e per i dirigenti il contratto Manageralia oppure Federmanager…


ItaliaOggi - 9 novembre 2011
“Concorsi, un dpcm permette più di mille assunzioni”
░Il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri dello scorso 28 ottobre riguarda parecchie amministrazioni centrali, l’INAIL e le agenzie fiscali (triennio 2011/2013).
E’ quanto mette nero su bianco il dpcm pubblicato ieri (8 novembre) sul sito internet della Funzione pubblica, che autorizza a bandire le procedure concorsuali per molte amministrazioni centrali e per le Agenzie delle entrate, dogane e territorio. La parte del leone la fa il Mineconomia. Il dicastero di via XX Settembre, infatti, potrà bandire concorsi per funzionari di II area e per dirigenti di seconda fascia, per complessive 249 unità. Un gradino sotto, l’Agenzia delle entrate che potrà assumere 232 funzionari con il profilo di terza area.F1. Secondo il dpcm in esame, le procedure di reclutamento possono essere avviate tenuto conto della effettiva e concreta vacanza di posti in organico nell’ambito delle aree, alla data di emanazione dei relativi bandi, ma ad una condizione: che le amministrazioni abbiano già operato la riduzione degli assetti organizzativi, come prevista dall’art.2 comma 8bis del dl n.194/2009….

ItaliaOggi - 10 novembre 2011
“Buonuscita. Differimento per tutti
░ Una circolare dell’Inpdap (n.16/2011) illustra le novità della legge 148/2011, per i dipendenti pubblici: scatta per ogni cessazione dal servizio, il rinvio della liquidazione.
L’allungamento dei tempi di riscossione della buonuscita comprende tutte le cessazioni dal servizio e tutti i trattamenti di fine rapporto comunque erogati dall’Inpdap, inclusi i dipendenti di enti che, pur avendo perso la natura di pubblica amministrazione, hanno invece conservato la disciplina del trattamento di fine servizio…. La finestra nella scuola. La circolare interviene sulle nuove norme in tema di decorrenza della pensione per il personale della scuola. Dal prossimo anno, chi matura i requisiti in un anno solare andrà in pensione dall’anno scolastico (o accademico) dell’anno solare seguente, e non più dall’anno scolastico o accademico dello stesso anno solare di maturazione dei requisiti, cosa che resta possibile soltanto per chi maturerà i requisiti entro il prossimo 31 dicembre 2011. L’Inpadap spiega che nel comparto scuola rientra anche il personale dipendente da istituzioni scolastiche pubbliche non statali (ad ese. Scuole comunali), nonché il personale appartenente al comparto dell’AFAM (conservatori, accademie bella altri ecc…). Pertanto, per coloro che matureranno i requisiti per il diritto, a partire dal primo gennaio 2012, l’accesso alla pensione avverrà dal primo settembre o dal primo novembre dell’anno successivo.
La buonuscita può attendere. Per quanto riguarda i nuovi termini di pagamento delle buonuscite, poiché la novità è introdotta con una modifica della disciplina vigente dal 1997 (legge 104/1997), l’ambito di applicazione, spiega l’Inpdap, comprende tutte le cessazioni dal servizio e tutti i trattamenti di fine rapporto, comunque denominati, erogati dall’istituto, con le sole eccezioni stabilite dalla medesima norma di riforma. Vale a dire: lavoratori che hanno maturato i requisiti contributivi e anagrafici per il pensionamento, sia di anzianità che di vecchiaia prima del 13 agosto (data di entrata in vigore della riforma); personale del comparto scuola e delle istituzioni AFAM.

Domani – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - 10 novembre 2011
Scuole pollaio: 3138 dirigenti a casa, 30 ragazzi per classe. La sicurezza è l’optional che infastidisce la Gelmini
░ Marina Boscaino e Luca Kocci criticano i nuovi tagli nella Scuola (questa volta di dirigenti e personale ATA, e la mancata presentazione, da parte del Miur, del Piano di riqualificazione dell’edilizia scolastica
Sono 1.300 le scuole che dovrebbero essere soppresse per conseguire appieno gli obiettivi del dimensionamento fissati con la manovra della scorsa estate e proseguiti nel disegno di legge di stabilità del 14 ottobre. L’obiettivo è avere istituti con non meno di mille alunni, che scendono a 500 nel caso di comuni montani e isole piccole, con creazione di istituti comprensivi per il primo ciclo di istruzione (infanzia, primaria e secondaria di I grado). A cosa è finalizzata un’operazione del genere?. Saranno 3.138 i dirigenti che verranno eliminati dal nuovo provvedimento, con un’ulteriore incursione dello Stato in materia di competenza esclusiva regionale (l’organizzazione della rete scolastica)….
Il 28 ottobre il Tar del Lazio ha emesso un’ordinanza – su ricorso del Codacons – secondo la quale «il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ordina al ministero Istruzione, Università e Ricerca di depositare nel termine di giorni dieci decorrenti dalla comunicazione il Piano di riqualificazione dell’edilizia scolastica». Il limite di 30 alunni, infatti, previsto dalla 133/08 non tiene conto del fatto che molti edifici scolastici non hanno aule idonee ad ospitare tanti alunni, se non violando le norme di sicurezza vigenti: sarebbero 17 su 100 le aule che quest’anno sono occupate da più di 25 alunni.

 

 

WWW.SENATORIPD.IT – 25 ottobre 2011
“Altri tagli a scuola e atenei per 131 ML. Gelmini mentiva e per il suo governo conta come il due di coppe”
░ Riportiamo un comunicato stampa della senatrice del Pd Vittoria Franco (gruppo PD presso la VII Commissione, Istruzione, del Senato; fa riferimento, con toni particolarmente aspri, alla Legge di Stabilità in atto in discussione. Comunque, l’ultimo a briscola è il due di bastoni.
"Il ministro Gelmini mentiva oppure non sapeva; fatto sta che, al contrario di quanto ha detto di recente, con la legge di stabilità sono in arrivo altri tagli per la scuola, l'università e la ricerca, pari a 131 milioni di euro. Si tratta di un colpo mortale al sistema dell'istruzione e dell'alta formazione, il contrario esatto di quanto ci chiede l'Europa e di quanto stanno facendo altri Paesi, cioè investire sui giovani e sul sapere. In una recente intervista la ministra dell'Istruzione ha detto, testuali parole: 'il mio ministero non è più in grado di sopportare diminuzioni di finanziamenti'. Ebbene, prenda atto che per il suo governo conta come il due di coppe. Nella legge di stabilità in discussione al Senato sono previsti, tra l'altro, 93 milioni di euro di tagli all'istruzione, 20 milioni all'università, 16 milioni di fondi da ripartire, 300 unità dirigenziali in meno nella scuola, il blocco degli scatti di carriera anche per i docenti dell'Alta formazione artistica e musicale, un solo anno sabbatico ogni 10 anziché ogni 5, per i professori universitari e tante altre misure negative. E' l'ulteriore dimostrazione che siamo di fronte a un governo incapace anche solo di pensare in chiave di sviluppo e che si riduce sempre e solo a tagliare, anche in settori cruciali come l'istruzione, la formazione e la ricerca".

Domani – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - 27 ottobre 2011
“Quando lo stipendio dei deputati era misurato sulla paga degli operai”
░ E’ sempre importante, per noi, ospitare scritti di Raniero La valle, in questo caso una anticipazione del libro: ”Quel nostro novecento” (è prossima la pubblicazione, per la casa editrice Ponte alle Grazie). La Valle racconta l'onestà dei padri costituenti; storie di uomini e donne che programmavano la democrazia nella quasi povertà: Dossetti, La Pira, Lazzati. Protagonista del brano anticipato su Domani Arcoiris è una donna: Teresa Mattei. Disobbedì a Togliatti rifiutando di abortire; fu espulsa dal Pci, che avrebbe voluto coprire lo "scandalo".
Ho conosciuto Teresa Mattei e ho fatto un comizio con lei a Pisa nella campagna elettorale per il referendum costituzionale del giugno 2006, quando la destra berlusconiana voleva far scempio della Costituzione e non vi riuscì. Teresa Mattei aveva già 85 anni, ma la Costituzione la voleva difendere, perché ne era madre; era stata a 24 anni deputata comunista alla Costituente, una delle ventuno donne sui 556 deputati che avevano fatto parte di quell’assemblea. Era la più giovane di tutti, e per questo Vittorio Emanuele Orlando che, essendo invece il più anziano, aprì la prima seduta del 25 giugno 1946… la chiamò a salire sugli scranni alti come segretaria di Presidenza. In questa veste, con una delegazione dell’Assemblea, il 27 dicembre 1947 presentò al Capo provvisorio dello Stato il testo della Costituzione da firmare: “una ragazzina – come ricorda – che per la foto con De Nicola alla consegna della Costituzione aveva addosso il vestito di sua madre e le scarpe scalcagnate”. I deputati alla Costituente, nell’Italia povera del dopoguerra, erano infatti poveri; per questo ad esempio – e fu una benedizione – i c.d. “professorini” – Dossetti, Lazzati, Fanfani, La Pira – non potendo permettersi altro, andarono a vivere tutti insieme nella casa delle signorine Portoghesi in via della Chiesa Nuova 14, formando quel singolare sodalizio che si chiamò poi, per celia, “comunità del Porcellino”. … Se la Costituzione rassomigliava all’Italia e ancora oggi è “la più bella del mondo”, è anche perché è stata fatta da poveri che stavano dalla parte dei poveri….. Teresa Mattei… alla Resistenza giunse a 22 anni… non si limitò a fare da staffetta, come molte donne partigiane, ma partecipò ad azioni di guerra, diede informazioni per l’attentato a Gentile, fu arrestata e stuprata dai tedeschi, partecipò alla liberazione di Firenze…. Il 3 giugno 1944 Teresa, insieme a un altro gappista di Firenze che vi perse la vita, fece saltare un treno di munizioni che i tedeschi avevano parcheggiato in un tunnel presso Pontassieve. In bicicletta riuscì a fuggire dopo l’attentato e si rifugiò all’Università dove Eugenio Garin, con cui stava preparando la tesi, era riunito con alcuni docenti; gli disse che era inseguita dai tedeschi e quando questi arrivarono, Garin finse che la ragazza stesse sostenendo l’esame di laurea e che da tempo fosse lì; e poiché con i professori presenti improvvisò una commissione di laurea, Teresa Mattei quel giorno si laureò davvero, in filosofia. L’apporto delle donne alla Resistenza è stato molto rilevante. Trentacinquemila furono le donne partigiane, mentre 70.000 fecero parte dei Gruppi di difesa della donna; 4.653 furono arrestate e torturate, 2.750 deportate in Germania, 2812 fucilate o impiccate, 1.070 caddero in combattimento, su un totale di oltre quarantamila partigiani uccisi…. Quanto alle donne, a resistere non furono solo le partigiane. Ha detto Teresa Mattei che “la fedeltà istintiva che hanno avuto tutte le donne, era la Resistenza”; e tutte furono partigiane “per aver diviso a metà una patata con chi aveva fame, aver svuotato gli armadi per vestire i disertori, aver rischiato la vita tenendo in soffitta profughi o ebrei. Era quella la vera Resistenza…“ Fu così che le donne si guadagnarono il suffragio universale, votarono nel 1946 per la Costituente, e divennero cittadine a pieno titolo. Teresa Mattei le rappresentò dal 1946 al 1948, per l’8 marzo si inventò la mimosa, che era un fiore povero e molto diffuso nelle campagne, si impegnò per la cultura nel popolo, ma non si ripresentò per le elezioni del 18 aprile del ‘48. La sua vita politica fu un segno di contraddizione; il primo scontro con Togliatti era stato perché non voleva votare l’art. 7 che dava riconoscimento costituzionale ai Patti Lateranensi…. Ma nel 48 il contrasto fu più aspro. Da Bruno Sanguinetti, con cui aveva lottato nella Resistenza, Teresa aspettava un figlio; ma il compagno era sposato, il divorzio non c’era, e perciò i due non si potevano unire in matrimonio. Per il Partito comunista, che era assai moralista, era uno scandalo che una deputata-simbolo, come era Teresa Mattei, diventasse una ragazza-madre…. Inutilmente Teresa disse che le ragazze madri non erano rappresentate in Parlamento, e così sarebbe stata lei a farlo; Togliatti non volle sentire ragioni, e pretendeva che Teresa abortisse. Ma anche allora, come aveva fatto tante volte, Teresa resistette, e il figlio lo ebbe; con il PCI i rapporti si guastarono….

www.infohandicap.org ANNO VI - NEWSLETTER N. 73- 27/10/11
“Il pericolo corre tra i banchi”
░ Riportiamo alcuni passi di un articolo -il tema è l’edilizia scolastica fatiscente e pericolosa (spesso senza certificazione e manutenzione), e particolarmente disagevole per gli alunni con disabilità - presente nel periodico on line Infohandicap, e prima apparso su www.superando.it. Prende spunto dal IX Rapporto "Sicurezza, qualità e comfort degli edifici scolastici", presentato recentemente da Cittadinanzattiva, una ricerca condotta su 88 scuole appartenenti a 13 Province di 12 Regioni: Piemonte, Lombardia, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna); in conclusione si avanzano richieste.
Se c'è un luogo in cui sarebbe meglio che i nostri figli non entrassero sono le aule. Malmesse, degradate e, negli anni, sempre più sovraffollate, le aule scolastiche sono da bocciare senza appello: i numerosi distacchi di intonaco (rilevati nel 18% delle classi), la presenza di altri segni di fatiscenza (30%), le finestre rotte (23%), l'assenza di tapparelle o persiane (56%), i pavimenti sconnessi (21%), banchi e sedie rotte (rispettivamente nel 13% e nel 18% dei casi), la presenza di barriere architettoniche (9%) sono tra i principali elementi di pericolo. Il 28% degli edifici scolastici, inoltre, è del tutto fuorilegge, perché privo delle certificazioni e dei requisiti di base previsti dalla Legge…. Partiamo dalle certificazioni: meno di una scuola su 2 fra quelle monitorate possiede il certificato di agibilità statica (41%). A rendere più grave la situazione è poi il fatto che… lo stato della manutenzione lasci piuttosto a desiderare. La percentuale è quasi la stessa se si parla di certificazione igienico-sanitaria, presente solo nel 40% dei casi. Il dato più grave è certamente quello relativo alla certificazione di prevenzione incendi: ne è provvista soltanto poco più di una scuola su 4 (28%). …. In ben 17 scuole sono state rilevate lesioni strutturali. … L'insicurezza delle scuole si ripercuote sugli alunni con disabilità… Nel 13% delle scuole esaminate da Cittadinanzattiva, esistono poi barriere architettoniche che rendono impossibile lo spostamento dei disabili in vari luoghi dell'edificio… Dati negativi sul tema delle palestre. Ben 31 scuole sulle 88 monitorate (il 35%) non dispone infatti di una propria palestra. Laddove poi siano presenti all'interno dell'edificio scolastico, le palestre rivelano condizioni di insicurezza e invivibilità: segni di fatiscenza (22%), mancanza della cassetta di pronto soccorso (sempre, nel 22% dei casi), distacchi di intonaco (17%), attrezzature danneggiate o altre fonti di pericolo (16%).
Che cosa chiediamo: L'Anagrafe dell'Edilizia Scolastica va resa nota subito. Infatti, senza una completa e aggiornata mappatura dello stato degli edifici scolastici italiani, è impossibile passare dall'emergenza a una vera programmazione degli interventi. Va poi rimessa mano a un regolamento attuativo del Decreto Legislativo n 81/08 che prenda in considerazione quegli aspetti della norma che non tengono conto delle peculiarità degli ambienti scolastici, non considerabili alla stessa stregua degli altri ambienti lavorativi…. E ancora, è quanto mai urgente definire l'effettiva entità dei finanziamenti necessari per l'edilizia scolastica e occorre dare organicità e stabilità nel tempo ai finanziamenti stessi, attraverso un piano quinquennale basato, anzitutto ma non esclusivamente, sui fondi ordinari. Innanzitutto vanno utilizzati quelli già disponibili (circa 420 milioni di euro dei Fondi FAS [Fondi per le Aree Sottoutilizzate] e circa 220 milioni di euro dei Fondi strutturali Europei). Chiediamo infine, in nome della autonomia scolastica, l'affido dei fondi e delle funzioni legati alla manutenzione ordinaria, direttamente alle scuole. E crediamo anche che l'apertura ai soggetti privati - senza una deriva verso la vecchia proposta del Governo di creare una "Scuola Spa" -, sia un terreno nuovo, sul quale occorre sperimentare, alla ricerca di soluzioni innovative.

ASASI - La Letterina n. 296 - 27 ottobre 2011
“Valutazione degli apprendimenti e autonomia”
░ Riportiamo alcuni passi da un articolo – che fa riferimento alla CM n. 94/2011 – a firma del Centro di didattica e innovazione scolastica centro per la formazione e l'aggiornamento DIESSE.
…. Il primo anno di applicazione della riforma delle superiori ha visto un po’ di tutto sulle modalità di valutazione degli apprendimenti e la loro presentazione nelle pagelle del primo quadrimestre. Nonostante le precisazioni in proposito contenute già nella nota n.3320 dello scorso anno, una certa interpretazione “estensiva” da parte delle scuole ha condotto in taluni casi alla deregulation generalizzata riguardo alle prove (scritte, orali, grafiche, pratiche) registrate negli scrutini intermedi, sia nelle classi sotto riforma che in quelle di vecchio ordinamento. Di qui la CM n. 94 emanata lo scorso 18 ottobre, con la quale il MIUR fa nuovamente il punto sulla questione e fornisce più precise indicazioni operative, sempre “nelle more” di una più completa revisione delle regole in materia di valutazione degli alunni. In apertura, la circolare premette che le meticolose indicazioni contenute nelle tre tabelle allegate riguardano tutte le discipline relative al primo biennio dei vari indirizzi di licei, istituti tecnici e istituti professionali. Per tutte le altre classi, non coinvolte nella riforma, parla in modo soft di “indicazioni” e di “applicabilità”, ma la sostanza è quella di una richiesta esplicita che “negli scrutini intermedi la valutazione si esprima attraverso l’attribuzione di uno o più voti a seconda che l’insegnamento preveda una o più prove (scritte, orali, pratiche o grafiche)”, secondo quanto stabilito dal “quadro di riferimento dei vecchi ordinamenti”. E tanto vale anche per le disposizioni contenute nelle tre tabelle di cui sopra, delle quali vengono correttamente indicate la modalità di individuazione della tipologia di prove selezionate e i riferimenti normativi alla base. Altrettanto correttamente, la circolare sottolinea che “le istituzioni scolastiche potranno individuare e adottare, nella loro autonomia e nell’ambito delle prove previste per ciascun insegnamento (scritte, orali, pratiche e grafiche), modalità e forme di verifica che ritengano funzionali all’accertamento dei risultati di apprendimento”, nel senso che “il voto potrà essere espressione di una sintesi valutativa frutto di diverse forme di verifica: scritte, strutturate e non strutturate, grafiche, multimediali, laboratoriali, orali, documentali, ecc.” in quanto “un’ampia varietà di forme di verifica concorre a valorizzare pienamente i diversi stili di apprendimento, le potenzialità e le diverse attitudini degli studenti”. Un modo garbato di ricordare che l’autonomia scolastica non può essere ridotta ad una forma esteriore, magari affetta da scarsa comprensibilità, ma deve puntare alla sostanza del proprio compito educativo e formativo. Da ultima, la raccomandazione alle scuole di “esplicitare, nei rispettivi piani dell’offerta formativa, le tipologie delle verifiche adottate”; un po’ di trasparenza non guasta….

ASASI - La Letterina n. 296 - 27 ottobre 2011
“Teorema Ichino”
░ Il prof.Ichino, senatore della Repubblica, è stato relatore alla recente assemblea dell’ASASI; riportiamo, da un articolo del d.s. Giuseppe Adernò, alcuni contenuti su cui il giuslavorista s’è soffermato.
… Il ruolo, la funzione e il compito del preside imprenditore, non è soltanto una fantastica intuizione degli economisti, ma è una realtà che l’autonomia ha sancito per legge, ed implica che il dirigente risponda
dei risultati conseguiti. Il modello scolastico inglese e svedese ha nel tempo costruito gli strumenti di valutazione del sistema, dei servizi, dell’efficienza delle prestazioni ed ha anche dato positivi risultati. Perché non adottarlo anche in Italia? Perché in tanti hanno paura a essere valutati e trovano tutte le scuse possibili per glissare l’impatto con la valutazione? Eppure anche senza volerlo, senza schede o questionari, le scuole sono valutate dal sistema ed i genitori, quando scelgono la scuola per i loro figli, hanno operato una valutazione anche se implicita…. Dai presupposti delle necessità del cambiamento, all’articolazione delle motivazioni e dei passaggi indirizzati alla valutazione del sistema, punto nodale dell’azione progettuale è la definizione chiara degli obiettivi. Essi devono essere, ha detto il prof. Ichino “obiettivi smart” sigla che connota la formulazione di interventi precisi, puntuali, realizzabili, misurabili, verificabili e definiti nel tempo e nella modalità applicativa. La proposta di una valutazione validata dovrebbe guidare tutto il sistema scolastico, costruendo dei modelli standard, capaci di ottenere credibilità e certezza di successo. Una rivalutata sapienza organizzativa impone la revisione del sistema scolastico e del settore del pubblico impiego, oggi fermo ad una palese discrezionalità che vede gente impegnata e dedita al lavoro e personale che svolge solo azione di presenza spesso infruttuosa. Il teorema Ichino è chiaro nella formulazione, ma occorre che ne sia investito l’intero sistema dai parlamentari, alla magistratura, dai dirigenti agli operatori dei diversi ministeri e settori lavoratori.

CORRIERE DELLA SERA – 2 novembre 2011
“Bocciati contro promossi, sfida tra aspiranti presidi”
░ Alcuni tra i candidati che non hanno superato la prova preselettiva denunziano di essere stati danneggiata da errori nel test, e annunziano ricorsi; la loro protesta mette in allarme gli idonei.
Per arrivare su quella poltrona ci vuole carattere, personalità, un certo temperamento. E da questo punto di vista, tutti gli aspiranti presidi italiani sembrano avere un curriculum perfetto…. Promossi e bocciati si danno battaglia con una serie di ricorsi, petizioni e controricorsi che mettono in bilico l’esito di un concorso atteso da anni e più volte rinviato. Più di 2mila candidati esclusi dopo i test del 12 ottobre hanno presentato un esposto al Tar del Lazio attraverso il sindacato Anief. Nel documento sostengono che tra le 100 domande scelte dal ministero dell’istruzione e sottoposte ai candidati, ce ne sono 38 con errori, imprecisioni o diverse interpretazioni possibili. E che il tempo a disposizione dei candidati, 100 minuti, non fosse indicato chiaramente nel bando. Secondo loro il concorso è da rifare, oppure tutti i candidati devono essere ammessi con riserva alla seconda prova. Non proprio un dettaglio…. Davvero difficile accettare di ripartire da capo. Anche per questo, dopo l’esercito degli esclusi, anche quello degli idonei si sta organizzando. E in attesa di un controricorso ha lanciato una petizione che ha raggiunto 720 adesioni…. Il Tar del Lazio si pronuncerà non prima del 24 novembre… saremo già a ridosso delle prove scritte che il Miur dovrebbe fissare per il 14 e 15 dicembre.

IL MATTINO (ed. Salerno)– 2 novembre 2011
“Il tribunale del lavoro dà ragione ai precari”
░ Il Miur dovrà pagare 15mila euro a due docenti precari che hanno mosso ricorso al Tribunale del lavoro della città, e dovrà riconoscere loro gli avanzamenti di carriera.
Ad esultare sono due insegnanti con una lunga carriera alle spalle di precariato A dare loro ragione è il giudice di Salerno, con la sentenza n.3651, che riconosce di fatto anche ai docenti precari il diritto agli aumenti di stipendio. Una sentenza che, allo stato attuale, potrebbe aprire un varco a molti altri insegnanti precari… Visti i risultati, non è escluso che possano andare a sentenza altre decine di ricorsi pendenti ancora dinanzi al giudice del lavoro….

 

 

Domani Arcoiris.tv– 3 novembre 2011
“Meno ore, meno insegnanti: questa scuola ipoteca il futuro dei cittadini di domani
░ Stridente contrasto tra le finalità educative dichiarate e la pratica effettiva nella Scuola, nell’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione
(di articolo di Marina Boscaino).
Nelle Indicazioni per il Curricolo del 2007 si sottolinea la funzione della scuola di formare cittadini dell’Europa e del mondo, “unica comunità di destino europea e planetaria”.Credo davvero che la scuola debba occuparsi addirittura in primo luogo di questa tematica. Mi sembra però che la questione sia stata artatamente giocata tra curricolo esplicito e curricolo implicito; a quest’ultimo, di fatto, è stata affidata l’educazione ad una cittadinanza responsabile anche – ma non solo – come cultura delle regole e della responsabilità reciproca. …lo studio della Carta – pilastro imprescindibile per una solida formazione civica – ha trovato uno spazio sempre minore nella nostra scuola. Prendiamo la legge 169/08, che all’art. 1 ha introdotto il nuovo insegnamento chiamato Cittadinanza e Costituzione a partire dalla scuola dell’infanzia. Tale insegnamento dovrà afferire “alle aree storico-geografica e storico-sociale e del monte ore complessivo previsto per le stesse”. Nel Documento di indirizzo per la Sperimentazione dell’Insegnamento di Cittadinanza e Costituzione il Miur sottolinea una serie di principi indiscutibili, che individuano negli articoli della Costituzione l’orizzonte della cittadinanza di ciascuno, validi anche per orientare i bimbi nell’adozione di comportamenti adatti alla convivenza civile e corretti sul piano etico….Tutto molto vero, tutto molto intenso, tutto molto suggestivo. … Ma torniamo all’articolo 1 della legge 169. Il monte-ore complessivo compreso per l’area storico-geografica- un’area estremamente complessa, come si potrà notare dalla scansione prevista dalle Indicazioni del 2077 – sono state diminuite di un’unità oraria settimanale nel biennio della scuola superiore nei nuovi curricola dettati della “riforma” Gelmini…. Agli studenti “regolari”, invece, si decurtano le ore, ma si declinano principi superiori. È questo il restyling suggestivo dell’opera di “razionalizzazione e semplificazione” che parte dell’art 64 della l. 133/08…..

Il Sole 24Ore – 4 novembre 2011
“Offerti oltre 12mila tirocini per diventare insegnanti
░ Il Miur definisce le ultime scelte, decurtando (saranno 12.778, a fronte della disponibilità di 32410 posti offerta dagli atenei) i posti per le lauree magistrali e per i corsi TFA. Gli specializzandi che, superata la prova selettiva d’accesso, saranno ammessi al TFA (lezioni teoriche e i sei mesi di tirocinio) dovranno pagare una retta.
…2493 posti saranno attivati per le lauree magistrali (percorsi biennali a numero programmato abilitanti alla scuola media, più un anno di tirocinio). Per i TFA invece, sempre per la scuola media, saranno a disposizione 4.626 posti, a seconda della classe di concorso), e 5659 per i tirocini abilitanti alle superiori. I dati arrivano direttamente dal Miur che ieri ha avuto una prima informativa con i sindacati. I TFA… partiranno a fine gennaio…. In particolare, sei mesi saranno dedicati al tirocinio pratico in classe (475 ore in totale), e altri due o tre mesi saranno invece utilizzati per le lezioni teoriche all’università…. La prossima settimana, il MIUR pubblicherà i decreti autorizzativi per permettere agli atenei di predisporre i bandi…. Per le superiori si farà riferimento al vigente ordinamento (35 classi di concorso), in attesa del riordino delle classi di concorso…
 

 

www.republica.it – 18 ottobre 2011
“L’ultimo poeta guerriero: tra il linguaggio e l’impegno ”
░ Stefania Parmeggiani su Andrea Zanzotto, il grande poeta morto.
Maestro della poesia italiana del secondo Novecento, antifascista, attivo nella Resistenza veneta tra le file di Giustizia e libertà, candidato al Nobel nel 2008, intellettuale che vedeva nella poesia "la prima figura dell'impegno", Andrea Zanzotto non ha mai interrotto la sua riflessione sul mondo, sulle violenze della Storia, sulla società e sulla politica. Scriveva e il suo linguaggio, a volte difficile, affondava nella realtà e nei grandi interrogativi della società occidentale per poi librarsi e trasformarsi in un messaggio di speranza, in una lode alla realtà e alla libertà. Non era una scelta, ma una vocazione. Cantilene, filastrocche, strofette avevano esercitato su di lui, fin dall'infanzia a Pieve di Soligno, un'attrazione fatale. … La sua vocazione, il suo talento era quello per la parola. Lo inseguì nei suoi studi: infatti, nonostante la scelta delle magistrali per le difficili condizioni economiche della famiglia, da privatista conseguì anche il diploma al liceo classico di Treviso. Nel '39 si iscrisse alla facoltà di Lettere dell'Università di Padova e scoprì Baudelaire e Rimbaud, rimase affascinato dal tedesco che cominciò a studiare fino a leggere in lingua originale, Hölderlin, Goethe e Heine. …. Partecipò alla Resistenza nelle file di Giustizia e Libertà occupandosi di stampa e propaganda del movimento. Dopo la guerra e un periodo in Svizzera e in Francia si dedicò all'insegnamento. Nel 1951 la svolta che lo consacrerà definitivamente alla poesia: l'anno precedente aveva partecipato al premio San Babila per la sezione inedita con un gruppo di componimenti che confluirono nella sua prima raccolta: Dietro il paesaggio, legata a una personale forma di elegia, un vivo senso della campagna veneta e a tarde suggestioni ermetiste. Nella raccolte successive, Vocativo (1957) e IX Ecloghe (1962), la poetica di Zanzotto ha una svolta: viene introdotto un io autobiografico pieno di ansie e interrogativi ma c'è anche uno spostamento formale con una lingua simile al sogno, che imita i meccanismi dell'inconscio e si avvicina alla neoavanguardia. Il mondo, tutto intorno a lui sta cambiando: l'Italia è ormai immersa in una nuova realtà industriale e consumistica che a Zanzotto, poeta e intellettuale impegnato, sembra invadente e nevrotizzante. Nel '68 un'ulteriore svolta. Esce infatti La beltà, considerata dalla critica uno dei maggiori risultati della poesia italiana della seconda metà del XX secolo: gli oggetti esterni, il paesaggio e la natura sono ancora presenti ma appiattiti perchè la realtà esterna è ora distrutta dalla società dei consumi. Tutto è posto in crisi e in discussione e in questo vertice l'unico appiglio è il linguaggio che diventa rarefatto, ammasso di fonemi e balbettii. E' il linguaggio dei bambini, fermo a uno stadio di semincoscienza. D'altronde in tutta la sua ricerca poetica, anche nelle tappe intermedie in lingua veneta, punto costante è il linguaggio che muta e si deforma ma sempre per riflettere sulla realtà e sull'individuo, soggetto di riflessioni filosofiche ed esistenziali. Al centro, fino al recentissimo Conglomerati, il silenzio della Natura e le violenze della Storia, l'ordine e il disordine. Accanto alla sua produzione poetica, vastissima e ripercorribile attraverso l'antologia che Mondadori gli dedica negli Oscar, il suo impegno civile.
Un esempio è In questo progresso scorsoio, conversazione con Marzio Breda pubblicato da Garzanti tre anni fa, in cui il poeta alza la voce per denunciare la fragilità del nostro sistema e delle azioni dei suoi protagonisti. Un ragionamento da poeta-guerriero…
 
 
 
www.asas.sicilia.it - La Letterina n. 295 – 20. 10. 2011

“Consigli pratici per rappresentanti di classe”

░ Pubblicato sul periodico on line, a firma Genitori AGe Toscana
Rappresentanti di classe: a giorni il rinnovo degli organi collegiali della scuola vedrà ancora una volta celebrarsi un rito sempre capace di suscitare passioni. Peccato però che poi gli entusiasmi facciano presto a smorzarsi, non appena il neo eletto si accorge che la tanto ambita partecipazione si riduce ad ascoltare ciò che dicono gli insegnanti e ad approvare le loro proposte. Se qualche volenteroso poi azzarda qualche proposta, ecco che i docenti si fanno in quattro per spiegargli che proprio non è possibile, che è già stato fatto, che c’è la scuola per quello. Ogni anno assistiamo a delle falcidie di rappresentanti che non si ricandidano e la giostra continua. I più amareggiati sono i rappresentanti dei genitori delle scuole superiori, che già all’assemblea elettorale di ottobre si trovano in pochissimi e sono costretti ad accettare la nomina quasi per necessità. Eppure è proprio il rappresentante di classe la prima pietra di quella comunità educante che accoglie e sostiene i nostri figli e rende bella e appassionante la loro esperienza scolastica. Sta a lui (o più spesso a lei), che è responsabile del corretto dialogo fra scuola e famiglie, tessere proficui canali di comunicazione. Ecco alcune informazioni utili per vivere al meglio questa esperienza di volontariato puro e farne un’autentica missione da vivere al servizio dei ragazzi e dei bambini: -I Rappresentanti dei genitori nei Consigli di Intersezione/Interclasse/Classe sono rispettivamente: 1 alle materne e alle elementari, 4 alla scuola media e 2 (+2 alunni) alla scuola superiore; -Il Rappresentante dei genitori è membro a pieno titolo del Consiglio di classe: vota, fa proposte, si esprime sulla scelta dei libri di testo per il ciclo successivo appoggiandosi all’esperienza maturata accanto al figlio; - Il consiglio si riunisce in ore non coincidenti con l’orario delle lezioni, sotto la presidenza del dirigente scolastico o di un docente da lui delegato, col compito di formulare al collegio dei docenti proposte in ordine all’azione educativa e didattica e a iniziative di sperimentazione e con quello di agevolare ed estendere i rapporti reciproci tra docenti, genitori ed alunni; - Il consiglio di classe adotta anche le sanzioni e i provvedimenti disciplinari che comportano allontana-mento dalla comunità scolastica fino a quindici giorni; - Valutazione degli alunni, coordinamento didattico e dei rapporti interdisciplinari si svolgono con la sola presenza dei docenti.
Così il Rappresentante di classe dovrà: creare una rete di rapporti interpersonali con i genitori della classe, utilizzando tutti i mezzi di comunicazione possibile: dal dialogo diretto a mezzi sempre più sofisticati come i social network, passando per le telefonate e le e-mail, in modo da coinvolgere tutti; affinare la sua capacità di ascolto e di mediazione; agire sempre con grande ponderatezza, in modo da sedare sul nascere gli inevitabili piccoli conflitti; partecipare alle sedute del Consiglio, avendo ben presente la situazione della classe; portare il contributo, le istanze e le proposte dei genitori; riferire ai genitori cosa è stato detto in Consiglio, meglio se con un semplice verbale; evitare di occuparsi dei casi singoli, anche per rispetto della privacy di ciascuno; evitare di entrare nel merito della libertà di insegnamento, che è tutelata dalla Costituzione; convocare l’assemblea dei genitori almeno una volta l’anno; promuovere e favorire momenti di aggregazione, anche semplici come feste, compleanni, cacce al tesoro e visite ai musei, o anche più complessi come uscite sul territorio con docenti e famiglie o progetti per la classe; essere informato su norme che reggono la scuola e competenze dei singoli organi; non raccogliere la ‘cassa scolastica’ che, gestione fuori bilancio, è vietata dalle leggi di contabilità di Stato.
 
Il Sole 24Ore – 24 ottobre 2011
“Verso la fusione 3.138 piccole scuole”
░ Gli effetti più rilevanti, in questa operazione di dimensionamento, saranno nel Sud Italia (specie in Campania e Puglia), dove più numerose sono, in atto, le piccole scuole.
La legge di Stabilità 2012, ora in discussione al Senato, decreta l’addio definitivo alle piccole scuole: gli istituti che contano meno di 600 alunni, o 400 nelle zone di montagna, nelle piccole isole e nei territori caratterizzati da particolarità linguistiche… Obiettivo, risparmiare sulla struttura amministrativa, a partire dal d.s. (ognuno di loro costa 80 mila euro all’anno), e dal DSGA (guadagnano 35000 euro lordi all’anno)
….Gli istituti obbligati a salire sulla giostra degli accorpamenti diventano 3138… Il processo cancella 1331 posti da preside e 1569 da DSGA
 
La Provincia Pavese – 24 ottobre 2011
“Scuola, precari. Gelmini condannata”
░ Il MIUR è stato condannato a pagare circa 100mila euro di risarcimento a favore di insegnanti e personale Ata precario.
Il ministro Gelmini dovrà pagare ai precari pavesi 100mila euro di danni. Lo ha deciso il tribunale di Pavia. Per 17 precari della scuola è stata depositata la sentenza con cui viene definito il danno subito per la loro condizione di lavoratori sospesi da un contratto all’altro, contratti rinnovati ogni anno… I contratti sono stati impugnati, come previsto dal Collegato Lavoro…. In tutta Italia le sentenze sono a favore dei precari… A Pavia, il giudice ha dato ragione ai prini 17 precari che hanno presentato ricorso…. Com’è calcolato l’indennizzo ? Viene valutata la differenza tra lo stipendio di un docente (o di un Ata) di ruolo, rispetto a quello di un precario, e si moltiplica per il numero di anni di precariato per cui si fa ricorso…. Per un insegnante, la differenza è di circa 5mila euro.
 
Press-IN, anno III n.2825 – 24 ottobre 2011
Emergenza a scuola: si assumono docenti per gli alunni disabili
░ Press-IN, iniziativa del Progetto Lettura Agevolata del Comune di Venezia, riporta un articolo di Vincenzo Brancatisano, apparso su Gazzetta di Modena, del 24-10-2011.
MODENA. Alunni disabili, se a Roma i governi tagliano sul sostegno, la periferia deve fare i conti con la gravità delle esigenze. Ed è così che ad anno scolastico ormai avviato da più di un mese l'Ufficio scolastico regionale autorizza nuovi 49 posti di sostegno nelle scuole modenesi. I nuovi posti, concessi “in deroga”, si aggiungono ai 926 già decretati con la nota n. 14356 dell'estate scorsa portando a 976 il totale dei posti dedicati agli alunni disabili. Anche le altre province emiliane hanno ottenuto analoghi provvedimenti per un totale di 303 posti in più, con Bologna al primo posto seguita da Modena. ….
 
Il Manifesto – 25 ottobre 2011
“Sempre più alunni stranieri”
░ I più numerosi sono i rumeni e gli albanesi
Vivono a Nord e frequentano preferibilmente le scuole professionali. Sono 711mila, gli studenti stranieri censiti nel Rapporto “Alunni con cittadinanza non italiano 2010/11” presentato ieri a Milano dal MIUR e dalla Fondazione Ismu, che frequentano per la maggior parte (85%) la scuola statale…. Rispetto ai loro coetanei italiani, tra gli stranieri alto è il numero dei bocciati (30%)…… pur essendo nati in Italia non possiedono la cittadinanza italiana…. La comunità più numerosa presente tra i banchi è quella rumena (oltre 126mila) seguita dagli albanesi e dai marocchini… Laregione che ne ospita il maggior numero è la Lombardia, mentre l’Emilia Romagna è quella dove la loro incidenza percentuale è più alta. Quanto alle province, in testa c’è Milano (64mila alunni), deguita da Roma (oltre 59mila) e Torino (33mila).
 
ItaliaOggi – 25 ottobre 2011
“Tempi stretti per le liste prioritarie”
░ Entro il 2 novembre, le domande dei professori che sono rimasti senza nomina (Antimo Di Geronimo)
I precari che intendono concorrere al conferimento delle supplenze dagli elenchi prioritari hanno tempo fino al 2 novembre per presentare la domanda…. Le domande dovranno essere presentate presso la scuola in cui si è prestato senrvizio nell’a.s. 2010/11, o nell’ultimo anno di servizio nel triennio 2008/11….. I precari che risulteranno inclusi negli elenchi prioritari saranno utilizzati con precedenza assoluta rispetto al personale inserito nelle graduatorie di circolo o di istituto, per le supplenze conferite dai dd.ss. per effetto dell’assenza del personale in servizio nella scuola, e per i posti che si vengano a rendere disponibili dopo il 31 dicembre….
 
ItaliaOggi – 25 ottobre 2011
“L’accesso alla graduatoria va sempre garantito”
░ La terza sezione bis del Tar del Lazio si è pronunciata (sentenza 7738 del 5 ottobre 2011) sul diritto dei ricorrenti a visionare i documenti.
L’aspirante assistente amministrativo, incluso nelle graduatorie di istituto, ha sempre diritto ad estrarre copia di tale graduatoria. Idem per quanto riguarda eventuali contratti di assunzione di altri assistenti, e degli atti di conferimento di analoghi incarichi. … Il ricorso era stato presentato da un assistente amministrativo precario, che riteneva di essere stato scavalcato da altri due colleghi che erano stati assunti al suo posto…. .Il collegio ha chiarito che per esercitare il diritto di accesso non è necessario che l’interesse fatto valere debba avere natura di diritto soggettivo o di interesse legittimo, atteso che tali situazioni soggettive sono compiutamente tutelabili in sede giudiziaria. E’ sufficiente, infatti, che l’accesso abbia funzione strumentale e propedeutica alla tutela, da esperirsi in qualunque sede e con qualunque mezzo, di situazioni anche diverse da quelle inerenti alla tutela giudiziaria del diritto soggettivo o dell’interesse legittimo, ma tali da comportare ripercussioni positive o negative nella sfera giuridica dell’istante.
 
ItaliaOggi – 25 ottobre 2011
“La Lega sfodera il Csd e il contratto unico per i professori”
░ Quello del contratto dei professori, separato dal contratto degli Ata è un tradizionale obiettivo della Gilda.
Un contratto solo per i docenti e un organo di autogoverno della professione. Lo prevedono due proposte di legge presentate da Mario Pittoni, capogruppo della Lega Nord alla Commissione istruzione del Senato. I progetti acoclgono due roposte della Gilda degli insegnanti, che erano state esposte dal sindacato in un convegno che si eratenuto a Roma il 5 ottobre scorso… La prima proposta di legge consiste di un articolo unico, con il quale viene istituita un’area specifica per il personale docente delle scuole statali, nell’ambito della contrattazione nazionale e integrativa…. La seconda proposta, sempre con un articolo unico, istituisce il Consiglio superiore della docenza, con funzioni consultive e disciplinari…
 
ItaliaOggi – 25 ottobre 2011
“L’esercito senza fine dei precari”
░ In dieci anni, il numero è rimasto costante: oltre 115mila: le 30mila assunzioni di docenti effettuate ad agosto hanno solo limato il numero.
Dalle statistiche che il Miur ha diffuso il 10 ottobre emerge che il numero dei precari è un’enormità ed è costante da almeno 10 anni. Nel 2010/11 erano 117.892, pari al 14,4% dell’organico, l’anno scorso in termini percentuali erano ancora di più, il 14,8%: 115mila su un totale di 778.736…. Si calcola di assumere con contratto a t.i. nei due anni scolastici 2012 e 2013 solo altri 22 mila docenti, per ciascun anno…. Il rapporto di 9,8 alunni per insegnante (a.s.2004/05) è via via peggiorato fino al 2007/08, per risalire nel 2008/09 al livello del 2004/05, ed è comunque migliore rispetto a quello di altri paesi europei….Dal 2009/10, il rapporto è sicuramente peggiorato mai dati non sono tutti disponibili…
 
ItaliaOggi – 25 ottobre 2011
“Stop a nuove graduatorie e via ai concorsi. Ecco come”
░ Il quotidiano ospita un articolo del consigliere della Gelmini, Max Bruschi. Niente di particolarmente innovativo.
…Che il metodo di scelta dei docenti italiani non sia buono, sia il lettore a giudicarlo. Nel 1999 si tenne l’ultimo concorso e per l’ultima volta fu data un’opportunità ai giovani e meno giovani di mettersi in gioco alla pari. Da quel giorno…. I docenti sono stati immessi in ruolo attraverso due graduatorie… La prima formata da chi, nel concorso 2009 o, per alcune discipline, in quello del 1990, avevano raggiunto anche solo la sufficienza. La seconda (le famose o famigerate Graduatorie permanenti, oggi “graduatorie ad esaurimento” GAE)formata anche dal personale reso variamente idoneo dal Parlamento, dagli abilitati attraverso le SSIS, il Corso di laurea in Scienze della Formazione primaria e i bienni accademici riservati ai docenti di materie artistiche e musicali. Quest’ultima graduatoria è stata chiusa nel 2008… Mi sono fatto alcune idee… Occorre muoversi nell’ambito della normativa vigente che assegna il 50% dei posti “vacanti e disponibili” alle GAE. E’ questo è un meccanismo criticabilissimo ma intoccabile… Il canale concorsuale dovrebbe essere aperto a tutti coloro i quali vantano i titoli di accesso: sia chi è nelle GAE, sia chi si è abilitato dopo la loro chiusura, sia chi si abiliterà con il nuovo sistema….  
 
ItaliaOggi – 25 ottobre 2011
“Inidonei, il mistero del decreto”
░  L’80% dei docenti inidonei, per ragioni di salute, all’insegnamento, ha rifiutato di andare a fare l’assistente amministrativo e la mobilità verso altri comparti.
Non si delinea ancora quale potrà essere il futuro personale e professionale degli inidonei. Sia tratta sia degli oltre 4mila docenti che, dichiarati per motivi di salute inidonei allo svolgimento della funzione docente, sono collocati fuori ruolo e da anni sono utilizzati in altri compiti nell’ambito delle istituzioni scolastiche, che dei nuovi docenti che vengono dichiarati inidonei alla funzione ma idonei ad altri compiti. Il 16 ottobre doveva essere pubblicato il DM che chiariva le procedure per passare ad altra amministrazione. Ma niente da fare…. La non presentazione della domanda di inquadramento nei ruoli del personale ATA, da parte di quasi l’80% del personale interessato, non può che essere interpretata, da un lato come un fermo rifiuto ad essere inquadrati in un ruolo che potrebbe non valorizzare….. dall’altro come protesta…
Avvenire – 26 ottobre 2011
“Le scuole-bottega pronte al salto con il nuovo contratto di apprendistato”
░  Da Milano, un servizio di Giovanna Sciacchitano, in tema di scarsa formazione, a fronte dei posti di lavoro disponibili.
Apprendere attraverso la pratica: è l’esperienza delle scuole-bottega, fiorite in particolare in Lombardia, Veneto, Piemonte….. L’apprendistato, di cui ieri è entrata in vigore la riforma, rappresenta una formula efficace contro la difficoltà dei giovani a trovare una collocazione. A ronte, un bel paradosso, di migliaia di posizioni vacanti. Nel 2010, in Lombardia, lo ha ricordato Roberto Formigoni, sono risultate difficoltose 147mila assunzioni, circa il 27% del totale e una delle cause è la scarsa formazione.
 
LA STAMPA – 26 ottobre 2011
“Presidi, il concorso maledetto: i quiz infarciti di nuovi errori”
░  Il MIUR si era rivolto a una commissione esterna di 89 “esperti”, tra i quali personalità accademiche, eppure è stato necessario ritirare, per errori, inesattezze o formulazione inadeguata, quasi mille domande. Inesattezze e/o inadeguatezze sono state riscontrate perfino tra i cento quesiti supersicuri, sorteggiati e somministrati il giorno 12 ottobre a circa trentottomila candidati. E’ ridicolo: una operazione da dilettanti, spiega il nostro presidente Marcello.
Ora sembra crollare anche l’ultimo baluardo contro la probabile pioggia di ricorsi che minaccia di abbattersi, dalla prossima settimana, su una delle prove più tormentate della storia dei concorsi italiani. … Chi ha il potere di stabilire la data dell’elezione dei rappresentanti dei genitori al consiglio di classe ?.... Al ministero avrebbero dovuto saperlo e invece hanno dato per corretta la risposta sbagliata: il Consiglio di istituto. Peccato che invece il potere spetti al dirigente scolastico. I tecnici scelti dal Miur hanno sbagliato perfino il numero di alunni previsti nelle classi, il ruolo dei presidi nel preparare il POF…. Secondo i consulenti tecnici dell’Anief – uno dei sindacati più attivi nel raccogliere, in queste ore, i reclami scritti dei candidati esclusi – oltre un quesito su tre contiene errori tali da meritare di essere cancellato. In totale sono 38… “Questa volta è stato bocciato definitivamente il Miur, non i candidati”, commenta Marcello Pacifico, presidente dell’ANIEF. … mettendo ancora una volta in crisi gli organizzatori di questo incredibile concorso per dirigenti. Il Miur ha già da tempo preso le distanze, e si sa che qualche testa rotolerà, in caso di fallimento. Ha infatti diffuso la lista della commissione esterna di esperti: ben 24 docenti universitari; 17 dirigenti scolastici e 5 ispettori ministeriali. Più 11 ricercatori, 5 avvocati, 20 docenti e perfino un consigliere del ministro: Max Bruschi.
  

www.istruzione.it – ottobre 2011
“Carta dei diritti degli studenti”
░ Nel sito istituzionale del MIUR è pubblicato il documento inviato dal Consiglio Nazionale degli studenti universitari. Lo riportiamo.
Art. 1 – Principi e Tutele
1. Gli studenti e le studentesse, nella comunità universitaria, sono portatori di diritti senza distinzione di sesso, nazionalità, condizione familiare e sociale, provenienza territoriale, orientamento religioso, politico e sessuale e con pari dignità rispetto alle altre componenti universitarie.
2. L'Università è una comunità umana e scientifica, di insegnamento e di ricerca. È suo compito contribuire all'innalzamento del livello delle conoscenze scientifiche e trasmettere il sapere disponibile alle nuove generazioni. È altresì suo compito formare le nuove generazioni al libero esercizio del pensiero e al senso della responsabilità sociale delle proprie funzioni attuali e future
3. Tutti gli studenti hanno il diritto di accedere a percorsi formativi di ogni livello, a prescindere dalle condizioni economiche e sociali.
4. Gli studenti hanno diritto ad una didattica qualificata e finalizzata al raggiungimento degli obiettivi formativi, culturali e professionalizzanti del corso di studio.
5. Gli studenti hanno diritto ad accedere agli strumenti necessari per colmare eventuali lacune culturali, inerenti al percorso di studio.
6. Gli studenti hanno diritto a partecipare alla vita universitaria secondo i principi di autonomia di pensiero e di libera espressione delle proprie opinioni.
7. Gli studenti hanno il diritto di associarsi od organizzarsi collettivamente e riunirsi in assemblea nei luoghi dell’Università, manifestando le proprie opinioni pubblicamente.
8. Gli studenti hanno il diritto di avere luoghi dell’Ateneo dedicati alle attività sociali, di studio e di confronto collettivo.
9. Gli studenti diversamente abili hanno diritto a partecipare attivamente e pienamente ad ogni fase della vita universitaria. L’Ateneo provvede a rimuovere gli ostacoli all’integrazione nella comunità universitaria anche attraverso l’istituzione di un ufficio per l’accoglienza ed il supporto necessario per venire incontro agli specifici bisogni ed esigenze.
10. Gli studenti, individualmente o attraverso le rappresentanze studentesche, hanno diritto di denunciare violazioni della presente carta agli organi competenti e al Rettore. Il Rettore vigila sul rispetto dei diritti sanciti dalla presente Carta.
11. Gli studenti hanno diritto a rivolgersi al Garante degli Studenti che è a disposizione di questi per assisterli nell’esercizio dei loro diritti e per ricevere eventuali reclami o doglianze.
Art. 2 – Didattica
1. Gli studenti hanno diritto ad una didattica organizzata e svolta dal titolare dell’insegnamento finalizzata al raggiungimento degli obiettivi formativi ed ai risultati attesi.
2. Gli studenti hanno diritto di presentare piani di studio individuali e di inserire attività formative a loro scelta in base ai loro interessi all’interno degli stessi, nei limiti stabiliti dagli ordinamenti didattici, con la preventiva approvazione da parte della competente struttura didattica.
3. Gli studenti hanno diritto di frequentare corsi di recupero organizzati dalle Facoltà di appartenenza nel caso vengano riscontrate lacune nella loro preparazione attraverso opportune valutazioni all’atto dell’iscrizione ai corsi di laurea, ai corsi di laurea magistrale e quelli a ciclo unico. Tali corsi devono essere tenuti in orari compatibili con l’orario di lezione e fuori dalla sessione d’esame. Gli studenti possono scegliere se sostenere la prova di verifica, ove prevista, subito dopo la conclusione del corso o durante le sessioni d’esame nell’arco del primo anno. Se lo studente non supera la valutazione ha diritto ad ulteriori prove e comunque non viene preclusa la possibilità di sostenere gli esami previsti dal piano degli studi ad eccezione di quelli per i quali sia propedeutico il recupero del debito formativo, fermo restando il rispetto delle propedeuticità ove esistenti.
4. Gli studenti hanno diritto di organizzare attività formative, culturali e seminariali con l’appoggio materiale dell’Università, nel rispetto della normativa vigente.
5. Gli studenti hanno diritto ad attività di orientamento e tutorato. I Corsi di studio e le Facoltà provvedono a distribuire tali attività tra il personale docente, quale parte integrante dei rispettivi carichi didattici.
6. Gli studenti hanno diritto di vedersi assegnato, al momento dell’iscrizione, un tutor-docente che li segua per tutto il percorso di studio.
7. Gli studenti diversamente abili hanno diritto ad essere affiancati da personale qualificato.
8. Gli studenti hanno diritto ad essere ricevuti dai docenti presso le strutture dell’Ateneo, in orari di ricevimento comunicati ad inizio anno, almeno un giorno di ricevimento la settimana, per una durata non inferiore a due ore, da tenersi nelle strutture dell’Ateneo nell’arco dell’anno accademico ed in caso di necessità a prendere appuntamento con i docenti per essere ricevuti in orari diversi. Tali orari devono essere affissi in bacheca e pubblicati sui siti internet della Facoltà o dei Corsi di Studio.
9. Gli studenti hanno il diritto di seguire le lezioni, le esercitazioni di laboratorio senza sovrapposizione con le attività di tirocini. Le lezioni ed i tirocini devono svolgersi preferibilmente nella fascia oraria 8.00-20.00. Gli studenti hanno diritto ad una pausa pranzo di almeno un’ora. I Presidi vigilano sul rispetto di tale norma.
10. La rilevazione della frequenza con firme o altro sistema alle lezioni è consentita esclusivamente nei casi previsti dall’Ateneo.
11. Gli studenti hanno diritto a strutture didattiche idonee che consentano una reale fruizione dei corsi, delle biblioteche e dei laboratori. In particolare devono essere garantite aule con un numero sufficiente di posti a sedere, biblioteche e spazi studio convenientemente attrezzati, laboratori funzionanti e accessibili. L’Ateneo deve attrezzare un numero sufficiente di aule informatiche e adeguata copertura WI-FI per garantire agli studenti l’accesso alle reti telematiche.Deve essere rimossa ogni barriera architettonica che possa impedire la frequenza dei corsi, la partecipazione agli esami, l’accesso alla biblioteca e agli spazi universitari.
12. Gli studenti hanno diritto ad ottenere i certificati relativi alla propria carriera, avendoa accesso a tale servizio tramite i mezzi informatici. Le segreterie studenti devono avere una casella di posta elettronica dedicata alla corrispondenza con gli studenti.
13. Gli studenti che partecipano ad attività di seminari, convegni o progetti riconosciuti affini dal Consiglio di Corso di Laurea di appartenenza, hanno diritto di chiederne il riconoscimento in CFU delle ore svolte secondo i rispettivi ordinamenti didattici. Gli studenti, che per tale attività hanno accumulato un ritardo nella consegna dei compiti inerenti i laboratori hanno diritto ad una proroga dei termini stabiliti, da concordare con il docente responsabile del laboratorio, previo parere della struttura didattica competente.
14. In caso di prove d’esame integrate tra diversi insegnamenti, ciascun insegnamento non può essere inferiore a 3 CFU né prevedere frammentazione decimale dei crediti.
15. Nel caso in cui le competenti strutture didattiche, in corso d’anno, apportino modifiche all’offerta formativa o all’erogazione dei corsi, gli studenti interessati hanno diritto di modificare il piano di studi, nella parte interessata dalla modifica, durante un qualsiasi momento dell’A.A. in corso, senza costi.
16. Gli studenti hanno il diritto di concordare l’argomento della prova finale con il docente relatore, autonomamente scelto dallo studente.
17. Gli studenti hanno diritto a portare a compimento il lavoro per la prova finale in tempi proporzionati al numero di CFU per essa previsti dall’ordinamento didattico del proprio corso di studi.
18. La valutazione della prova finale dello studente in ogni caso non deve essere vincolata ai tempi di completamento effettivo del percorso di studio.
18. Gli studenti hanno diritto di valutare in maniera anonima, attraverso apposite schede di valutazione, i corsi frequentati. La distribuzione di tali schede avviene all’interno di ogni periodo didattico. Le schede sono esaminate dal Nucleo di Valutazione che garantisce la pubblicità dei risultati in forma disaggregata per ciascun insegnamento.
19. Gli studenti hanno diritto di accedere ai dati statistici, elaborati dal centro di calcolo d’Ateneo, relativi agli esiti dei percorsi formativi, nel rispetto della normativa vigente.
Art. 3 – Modalità d’esame e valutazione ^
1. Per ogni anno accademico per ciascun insegnamento ogni studente ha diritto ad un numero minimo di 7 appelli e ad un ulteriore appello straordinario per gli studenti fuori corso.
2. E’ diritto degli studenti poter sostenere tutti gli esami, per i quali abbiano acquisito la frequenza, in ogni sessione e in tutti gli appelli, nel rispetto delle propedeuticità e delle eventuali attestazioni di presenza previste dall’ordinamento degli studi Tali appelli devono essere posti ad intervalli di almeno due settimane. Le date degli appelli d’esame relativi a corsi appartenenti allo stesso semestre e allo stesso anno di corso non possono sovrapporsi.
3. Gli studenti hanno diritto, prima dell’inizio del corso, di avere tutte le informazioni relative alla prova d’esame e al materiale didattico. L’accesso a tale materiale, attraverso la biblioteca, centro servizi delle Facoltà e/o siti internet deve essere garantito e gratuito. In ogni caso la preparazione ed il sostenimento dell’esame non possono essere legati alla verifica dell’utilizzo, da parte dello studente, di uno specifico libro di testo. La prova d’esame deve vertere sul programma del corso, opportunamente divulgato. Il programma del corso e i relativi contenuti devono essere presenti nel materiale didattico indicato dal docente e pubblicato nella Guida dello studente.
4. Nel caso in cui lo studente non condivida la valutazione della commissione esaminatrice ha diritto di ritirarsi, senza che sia trascritto negli atti relativi alla propria carriera . L’esame in tal caso può essere annotato come “non concluso” soltanto per fini statistici, garantendo l’anonimato dello studente.
5. Gli studenti hanno diritto di conoscere, fermo restando il giudizio della commissione, gli elementi di giudizio che hanno portato all’esito della prova d’esame e, in caso di prova scritta, a prendere visione del proprio elaborato e di conoscere le modalità di correzione.
6. La valutazione del profitto degli studenti non deve essere in alcun modo effettuata sul rendimento di precedenti esami. È diritto dello studente consegnare il libretto alla conclusione dell’esame per l’identificazione e, in caso di esito positivo, per la verbalizzazione dello stesso.
7. Gli studenti hanno diritto ad iscriversi all’anno di corso successivo indipendentemente dal tipo di esami sostenuti e dal numero di crediti acquisiti ferma restando la possibilità di iscriversi come studente ripetente.
8. Gli studenti hanno diritto di conoscere il calendario degli esami di profitto, non oltre il 30 ottobre di ogni anno. Le date degli appelli, che devono essere pubblicate almeno trenta giorni prima dell’inizio della sessione, non possono essere in nessun caso anticipate. La data di un appello può essere posticipata solo previa autorizzazione del Preside.
9. Gli studenti hanno diritto, nei casi di difficoltà amministrativa nell’attestazione dell’acquisizione della frequenza, a fornire tale attestazione attraverso autocertificazione, con verifica successiva da parte delle strutture amministrative.
Art. 4 – Tirocini e Stage ^
1. Gli studenti hanno diritto ad effettuare stage e tirocini secondo le finalità didattiche stabilite dalle strutture competenti, nel rispetto dei tempi di studio, di vita e delle condizioni socio economiche dello studente. Le convenzioni stipulate con le strutture di tirocinio devono attenersi alla presente carta e devono prevedere orari compatibili con le esigenze degli studi e devono escludere i turni di notte. Nel caso di tirocinio gli studenti non possono in ogni caso essere utilizzati per sostituire personale della struttura ospitante. Il Preside della Facoltà, in accordo con il responsabile della struttura, vigila sul rispetto di tale norma.
2. Gli studenti hanno diritto di essere seguiti e guidati, nello svolgimento delle mansioni e delle attività formative presso le strutture ospitanti il tirocinio o lo stage, da un tutore individuato tra i docenti universitari indicato dalle competenti strutture didattiche e da un tutore individuato dalla struttura ospitante.
3. Gli studenti nelle strutture di tirocinio ospitanti, siano esse pubbliche o private, hanno diritto a:
a. copertura assicurativa per infortuni e verso terzi;
b. svolgere il tirocinio nei giorni feriali, all’interno del periodo didattico Settembre-Luglio;
c. svolgere le attività di tirocinio in orari diversi da quelli destinati alla didattica frontale;
d. svolgere un monte ore corrispondente al numero di crediti indicato nell’ordinamento didattico del corso;
e. Lo studente può richiedere di svolgere non più di 5 ore di tirocinio al giorno. Il raggiungimento dei luoghi di tirocinio obbligatori fuori dalla sede dell’Ateneo deve essere garantito dall’Università.
4. Gli studenti hanno diritto ad una sospensione dai turni di tirocinio di almeno 5 giorni feriali prima dell’appello d’esame. Il controllo del regolare svolgimento delle attività di tirocinio è affidato alla commissione paritetica della Facoltà interessata.
5. Gli studenti hanno diritto di valutare le strutture e le attività di tirocinio attraverso questionari anonimi, distribuiti in ciascun periodo didattico dalla Facoltà di appartenenza. I risultati dei questionari anonimi riferiti anche alla struttura ospitante, esaminati dal Nucleo di Valutazione dell’Ateneo, sono resi pubblici presso le strutture dell’Ateneo.
6. Gli studenti hanno diritto ad una valutazione del tirocinio, ove previsto, basata esclusivamente sugli obiettivi raggiunti. Qualora siano previsti obiettivi relativi a periodi di tempo definiti, gli stessi sono certificati dai docenti o dai responsabili delle strutture di tirocinio al termine di ogni periodo prestabilito.
7. Qualora una particolare tipologia di tirocinio non renda possibile il rispetto delle norme prescritte in materia di giorni e di orari di svolgimento, può essere stipulata una convenzione apposita. La stipula, l’approvazione e l’attivazione di una convenzione che deroghi dalle norme prescritte dal presente articolo sono subordinate al parere favorevole del Consiglio Studentesco o di una sua apposita commissione. In questi casi lo schema di convenzione deve riportare esplicitamente le ragioni che giustificano la introdotta deroga.
Art. 5 – Studenti lavoratori
1. Gli studenti che attestino, con opportuna certificazione, la loro condizione di lavoratori, possono concordare con le strutture didattiche competenti le modalità di didattica, di studio, d’esame, adeguate alle loro esigenze
2. Gli studenti-lavoratori hanno diritto di vedersi riconosciute le attività lavorative svolte come attività di tirocinio, purché attinenti alle finalità didattiche del Corso di Laurea di appartenenza, previo parere della struttura didattica competente.
3. Nessuna distinzione né riguardo al programma né alla modalità d’esame può essere operata fra studenti lavoratori e non.
4. Gli studenti lavoratori hanno diritto di concordare con il docente un orario di ricevimento, che tenga conto delle esigenze di entrambi.
Art. 6 – Studenti stranieri
1. Gli studenti stranieri hanno diritto di partecipare attivamente e pienamente a tutte le fasi della vita universitaria all’interno delle Facoltà. L’Ateneo ne garantisce l’integrazione nella comunità universitaria, nel rispetto delle diversità religiose e culturali dello studente.
2. Gli studenti stranieri hanno diritto a migliorare il loro livello di conoscenza della lingua italiana; a tal fine l’Università gratuitamente organizza appositi corsi anche per gli studenti ERASMUS e di altri programmi di scambio internazionale e per studenti provenienti da paesi in via di sviluppo.
Art. 7 – Rappresentanti degli studenti
1. Gli studenti hanno diritto ad essere rappresentati in tutti i consessi dell’Ateneo, secondo le norme di legge dello Statuto.
2. I rappresentanti eletti dagli studenti hanno diritto di partecipare ai lavori dei Consigli o Commissioni in cui sono stati eletti o nominati. In caso di concomitanza con lezioni o attività di laboratorio e tirocinio con frequenza obbligatoria, l’assenza viene giustificata e non rientra nel computo delle assenze dello studente, purché il rappresentante partecipi ai suddetti consessi. In caso di concomitanza con esami il rappresentante può concordare con il presidente della commissione esaminatrice il rinvio dell’appello, purché partecipi al consesso di appartenenza.
3. La rappresentanza studentesca ha diritto a spazi dedicati ed attrezzature all’interno di ogni Facoltà.
4. La rappresentanza studentesca ha diritto all’accesso gratuito agli atti relativi alle proprie funzioni, ferma restando la normativa vigente.
5. I rappresentanti degli studenti hanno diritto ad essere informati preventivamente sui contenuti, sugli orari e sulla sede dei consessi in cui sono stati eletti.


www.ilsole24ore.com – 12 ottobre 2011
“A Roma e Napoli sale la protesta degli "indignados". Sabato 15 la manifestazione nazionale”
░ Il preludio alla manifestazione in programma sabato 15 in contemporanea con altre centinaia di città del mondo.
Alemanno: «Saranno giorni difficili» «Non si può fare una previsione esatta sul livello di rischio: cerchiamo di dare un messaggio di serenità, non c'è la volontà di drammatizzare la situazione» ma «saranno giorni delicati, difficili, e la nostra indicazione è quella di avere dalle forze dell'ordine tutta l'attenzione e la flessibilità per evitare incidenti. Non vogliamo che la situazione degeneri in violenza o in scontri di piazza»…. Anche a Napoli ieri una cinquantina di giovani - «Draghi Ribelli» - hanno presidiato la sede della Banca d'Italia, in via Cervantes. Davanti alla sede è stata allestita anche una piccola tenda, simbolo degli "indignados" europei. Al grido "noi la crisi non la paghiamo" si sono poi diretti verso la sede della Bnl nella vicina via Toledo, occupandola per alcuni minuti…. Questi episodi preludono la manifestazione nazionale del prossimo sabato 15 ottobre, quando a Roma i dimostranti si riuniranno in un corteo che partirà alle 14 da piazza della Repubblica e arriverà a piazza San Giovanni. La manifestazione nazionale è organizzata dal Coordinamento 15 ottobre, che raccoglie circa 50 sigle fra associazioni politiche, sindacali e di precari, fra le quali la Fiom, Legambiente e Il Popolo viola. Quella italiana si unirà alle manifestazioni di altre 722 città di 80 Paesi di tutto il mondo, organizzate dal movimento "United for Global Change" che tramite facebook e twitter sta raccogliendo adesioni e diffondendo aggiornamenti e programmi delle proteste internazionali. Nelle varie città in questi giorni si stanno tenendo assemblee dei vari coordinamenti per decidere il programma del 15 ottobre: a Londra, per esempio, i partecipanti hanno già annunciato che tenteranno un'occupazione della Borsa, mentre a New York, dove da quattro settimane i dimostranti di Occupy Wall Street sono accampati nel Financial District, a Liberty Plaza ci sarà un forum con Charles Reindhart e un'assemblea speciale a partire dalle 19 ora locale.

Avaaz.org – 14 ottobre 2011
“Migliaia di americani hanno occupato in maniera nonviolenta Wall street”
░ Le ragioni per le quali Avaaz invita ad aderire alla propria iniziativa
…I manifestanti pretendono reale democrazia, giustizia sociale e lotta alla corruzione, visto che sono le famiglie di lavoratori a pagare il prezzo di una crisi finanziaria causata da una classe dirigente corrotta. … Se milioni di noi da tutto il mondo si metteranno dalla loro parte, potremo dare un'impennata alla loro motivazione e dimostrare ai media e ai leader che i manifestanti sono parte di un movimento di massa che esige il cambiamento ora. Questo potrebbe essere il nuovo 1968, ma per portare a casa il risultato deve diventare il movimento di tutti i cittadini da ogni angolo del mondo…. L'ondata di proteste che ha scosso tutto il mondo è solo l'ultimo capitolo di quest'anno, in cui i movimenti dal basso sono stati i protagonisti…. Queste correnti nazionali sono legate fra loro da una determinazione globale a mettere fine alla collusione fra élite corrotte e classe politica, che in molti paesi ha aiutato a causare la terribile crisi finanziaria che stiamo vivendo…

www.ilfattoquotidiano.it – 14 ottobre 2011
“Indignados, dalla Spagna alla mobilitazione mondiale: Disegniamo il nuovo mappamondo”
░ Gli organizzatori spagnoli dichiarano di aver ricevuto adesioni da 719 città di 71 paesi.
La protesta partita lo scorso maggio dalla Puerta del Sol di Madrid sta facendo un salto di qualità dopo l’impegno profuso dai partecipanti del 15M durante tutta l’estate…. “Il 15 ottobre, noi cittadini e cittadine di tutto il mondo scenderemo in strada per manifestare l’indignazione per la perdita dei nostri diritti per mano dell’alleanza di multinazionali e classe politica”, sottolineano dalla rete di Democracia Real Ya, una delle anime del movimento 15M….. Da tre punti della Spagna sono partite le carovane in rotta verso Bruxelles. Un migliaio di persone hanno attraversato a piedi parte d’Europa per ritrovarsi la scorsa settimana nella capitale belga e preparare la manifestazione del 15M davanti alla sede dell’Unione Europea. Contemporaneamente si sono moltiplicati i contatti con realtà in mobilitazione in tutto il mondo, in modo particolare con gli Stati Uniti. Ai primi di settembre tutti i media americani non credevano possibile il successo di “Occupy Wall Street”. Le immagini degli accampamenti statunitensi hanno fatto il giro del mondo.

www.repubblica.it – 17 ottobre 2011
“Caritas: in Italia 8,3 milioni di poveri, 7% in più del 2010; il 20% è sotto i 35 anni”
░ Sono 2,73 milioni i nuclei familiari indigenti, in Italia. Aumentano i giovani, in 5 anni la percentuale cresce quasi del 60% (Rapporto 2011 “Poveri di diritti”, della Caritas Italiana e della Fondazione Zancan).
Italia sempre più povera. Sono 8,3 milioni i cittadini che vivono in povertà, pari al 13,8% della popolazione: famiglie numerose, monogenitoriali e del Sud le più colpite. Ma in tempi di crisi economica, la povertà sta cambiando volto: secondo i dati raccolti dalla Caritas, il 20% delle persone che si rivolgono ai Centri di ascolto in Italia ha meno di 35 anni. Tra questi il 76,1% non studia e non lavora, percentuale che nel 2005 era del 70%... L'Italia è ben lontana dal trovare una soluzione efficace alla piaga della povertà: se nel 2009 erano 7,8 milioni i poveri (13,1%), nel 2010 hanno raggiunto quota 8,3 milioni (13,8%). In totale in Italia sono 2,73 milioni le famiglie povere.

www.pressin.comune.venezia.it/ - 18-10-2011
“Prof di sostegno, posti senza ratio”
░ Un articolo apparso su Press-IN anno III / n.2745. Press-IN è un'iniziativa del Progetto Lettura Agevolata del Comune di Venezia.
Il 10 ottobre il ministero ha pubblicato sul proprio sito una serie di dati statistici… Su una base dati distribuita su quattordici anni è così possibile verificare l'andamento dei posti di insegnante di sostegno, il numero degli alunni disabili e il rapporto medio alunni – insegnanti. …
Rispetto al numero globale dei posti di insegnamento, che diminuisce di 37.256 unità, quello dei soli insegnanti di sostegno aumenta di un valore analogo, 36.428 unità, il 61 per cento: passa da 59.661 del 1998/99 a 96.089 del 2011/2012, quasi a compensazione della complessiva diminuzione dei posti di insegnamento. Aumenta, però, il numero degli alunni disabili, che sono passati dai 116.751 del 1998/99 ai 191.037 del 2011/2012, con un incremento del 64 per cento. Ed ecco perché complessivamente, come si vede nella tabella, il rapporto alunni disabili/insegnanti di sostegno è peggiorato…. Il rapporto nazionale medio tra numero di alunni disabili e numero di insegnanti è passato da 1,96 del 1998/99 a 1,99 del 2011/12, quasi due alunni disabili per docente. Vi sono regioni nelle quali il rapporto attuale è migliorato (Sardegna, Puglia, Calabria, Molise, Sicilia, Friuli, Emilia e Veneto); in altre è peggiorato, anche se nel Molise resta sotto la media nazionale, un alunno e mezzo per insegnante, essendo passato da 1,40 a 1,50. …

ilsole24ore – 19 ottobre 2011
“La scuola perde altri 1331 presidi”
░ E’ l’effetto di una norma presente nella bozza del ddl di Stabilità.
… La legge di Stabilità accresce il numero minimo di alunni necessari alle scuole per mantenere il d.s. e il dsga, e evitare l’accorpamento. In pratica, non avranno più diritto ai drigenti, gli istituti che abbiano meno di 600 alunni (400 nei comuni montani, nelle piccole isole e nei territori caratterizzati da specificità linguistiche)…. Le scuole interessate al processo di accorpamento diventano 3138, rispetto alle 1812 previste dai parametri fissati a luglio, quando la soglia era stata collocata a 500 iscritti (300, nei territori a cui e riservato il parametro più basso). La misura cancella a regime 1331 posti da d.s. e 1569 da dsga producendo un risparmio di 135,8 milioni nell’a.s. 1012/13, di 148,7 milioni nel 2013/14, e di 16,2 milioni nel successivo….
 

www.asas.sicilia.it n.293 – 6 ottobre 2011
“La questione degli stipendi nella scuola”
░ Riportiamo un articolo del d.s. Roberto Tripodi, presidente regionale ASASI e consulente della V Commissione legislativa dell’ARS; è pubblicato sul settimanale on line della Rete delle scuole autonome della Sicilia.
La Corte dei Conti conferma i tagli a stipendi docenti e ATA. Si tratta di 664 milioni di euro che non sono disponibili nel bilancio 2011. Un taglio che, sotto l’aspetto giuridico, dopo aver riguardato il 2010 e il
2011, si riproporrà per il 2012, 2013 e 2014 e investirà anche la carriera economica dei precari neoimmessi in ruolo. L’ASASi aveva da tempo denunciato l’insensatezza dei tagli all’organico e l’incompetenza di chi li aveva proposti: e chiaro che se si vuole risparmiare la spesa di 1.085 stupendi, occorre rimandare a lavorare i 1.085 sindacalisti distaccati, ma tagliare 1.085 cattedre di diritto non produce altro che mandare un esubero docenti di ruolo che sono sbattuti in dotazione organica provvisoria o su qualche montagna lontani dalle famiglie,
ma ai quali bisogna continuare a pagare lo stipendio proprio perche sono di ruolo e il taglio drastico e non graduale non ha permesso di utilizzare il turn-over prodotto dai pensionamenti. Coi tagli inventati dagli ignoranti, i conti non quadreranno mai e si aggiungerà disastro a disastro. Comprendiamo bene che il Paese e in drammatica difficoltà finanziaria e siamo disposti ai sacrifici, ma almeno mettete a capo di questo Ministero qualcuno capace e competente in modo da non aggravare una situazione già allo stremo. Val pena di ricordare che i docenti di ruolo in Italia al 1° settembre 2005 erano 710.534 e al 1° settembre 2011
sono 600.815, con un taglio netto di 109.719 docenti cui si aggiunge il taglio di 35.232 ATA il che costituisce il più grande licenziamento di massa dall’Unita d’Italia a oggi. Il Ministro continua a rilasciare dichiarazioni nelle quali afferma che in Italia i professori sono troppi,
facendo seguito ad altre inverosimili dichiarazioni pubbliche del tipo “in Italia ci sono più bidelli che carabinieri” o “abbiamo più di 200.000 bidelli”, cifre senza riscontro con la realtà. La realtà vera, purtroppo, e che oggi un professore in un anno, al netto e al massimo, in Germania guadagna € 48.534, in Portogallo € 39.911 e in Italia € 27.100 (penultimi UE solo prima della Grecia a € 21.212). Ormai a furia di risparmiare sulla biada del cavallo, il cavallo muore. E tutto questo mentre si continua con esoneri a tappeto per legge 104, per diritto allo studio,
per dottorato di ricerca, per l’università, per Rappresentanti Sindacali Unitari, per Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, per mandato elettorale, con comandi per supporto all’autonomia, comandati presso
le associazioni, psicopedagogisti utilizzati, assenti per ferie durante i giorni di lezione e cosi via.

Press-IN anno III / n. 263 - 7-10-2011
“Insegnanti di sostegno: le promesse e i dati della Gelmini smentiti dalle sentenze”
░ Press-IN è un'iniziativa del Progetto Lettura Agevolata del Comune di Venezia. Fa riferimento a un articolo da Il Fatto Online del 07-10-2011 nel quale si contestano i numeri forniti, sul Sostegno, dalla Gelmini. Nel 2011, gli uffici scolastici sono stati condannati quattro volte per discriminazione nei confronti di alunni portatori di handicap.
Secondo il ministro Mariastella Gelmini, il servizio di sostegno agli studenti disabili “è un fiore all’occhiello della scuola italiana”. Eppure i conti non tornano. In tutta Italia famiglie e associazioni si rivolgono ai tribunali per difendere il diritto all’istruzione. Condanne per discriminazione e provvedimenti amministrativi si moltiplicano, ma a causa dei tagli molte scuole non riescono a rispettarli. Così quest’anno c’è chi ha deciso di chiedere l’intervento della magistratura. E adesso il ministro rischia una condanna penale…. “Ma i conti non tornano lo stesso”, sostiene la Ledha, la Lega per i diritti delle persone con disabilità, che spiega: “Visto l’aumento di alunni disabili, al netto dell’attivazione di 1008 cattedre annunciate dall’Ufficio scolastico regionale, il rapporto alunno/insegnante è peggiorato”. Due disabili per ogni cattedra di sostegno. Questo il rapporto medio auspicato dalla manovra anti crisi del governo, che in Lombardia adesso tocca i 2,5 studenti per insegnante, arrivando in alcune scuole a un rapporto di 4 a 1. …. “Per fortuna esistono i tribunali”: è il commento di Pietro Barbieri, presidente nazionale della ‘Fish’ (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), che precisa: “Per la prima volta assistiamo a gruppi di giovani genitori che rifiutano la logica della pietà o peggio delle raccomandazioni. Fanno ricorso per pretendere il riconoscimento dei diritti dei propri figli: è una grande cosa”. … genitori e associazioni si attivano. In tutta Italia fanno ricorso e vincono le cause. …

la Repubblica (ed.Palermo) - 7-10-2011
“Tagli su tagli. Spariranno 400 scuole”
░ La manovra finanziaria impone l’accorpamento, in IICC, tra elementari e medie e toglie la presidenza agli istituti con meno di 500 alunni. In Sicilia, l’assessorato regionale ha pronto un piano di ridimensionamento, in forza del quale saranno smembrate 18 maxi-strutture. (Salvo Intravaia)
Ieri mattina, l’assessore regionale all’Istruzione, Mario Centorrino ha illustrato i criteri che la Regione intende seguire per effettuare il dimensionamento scolastico a partire dall’anno 2012/2013. Stando a queste indicazioni, gli istituti con meno di 500 alunni – 300, nelle piccole isole e nei comuni montani – dovrebbero essere smembrati e sparire. Così come tutte le direzioni didattiche e le scuole medie, che dovrebbero dare vita a istituti comprensivi con almeno 1000 alunni. L’operazione mira a tagliare almeno 150 poltrone di preside e altrettante di segretario… Su tutta la partita però incombe il ricorso alla Corte Costituzionale contro la legge 111 dello scorso luglio. La Sicilia è una delle sette regioni che si sono rivolte all’Alta corte per conflitto di competenza…. La competenza sulla rete scolastica è delle regioni.

www.repubblica.it - 7-10-2011
“Le sveglie trillano a Palazzo Chigi. E' iniziata la protesta di studenti e prof”
░ La scuola di nuovo in piazza in 90 città. Blitz all'alba davanti alla sede del governo per "svegliarlo" sulla scuola.
È iniziata con un suono di sveglie, non per alzarsi e andare a scuola, ma per "svegliare" il governo sulla scuola. All'alba, davanti a palazzo Chigi, con un rumoroso blitz di sveglie, gli studenti hanno dato il via alla giornata di manifestazioni che li vedranno sfilare in più di 90 piazze d'Italia. …Spiega la Rete degli studenti:…”L'Italia che conta oggi scenderà in piazza in tutto il Paese e domani a Roma con i lavoratori e le lavoratrici della Cgil, per dire che c'è un Paese che si è risvegliato da tempo e che non ha più intenzione di subire le politiche di questo governo che continua a distruggere la scuola, l'Università, la ricerca e il nostro futuro, continuando a far pesare la crisi soltanto sui più deboli e mantenendo intatti i privilegi di pochi.

www.corriere.it/economia – 9 ottobre 2011
“Giovani. Sorpresa-pensioni: arriverà al 70 per cento del reddito”
░ Di Enrico Marro. L’allungamento dell'età minima per lasciare il lavoro, conseguente alle riforme recenti, darà consistenza all'importo della pensione.
Si andrà in pensione più tardi, sempre più tardi. Ma ….l'importo della pensione non sarà così basso come si è stimato finora: potrà essere pari al 70% dell'ultimo stipendio per un lavoratore dipendente e del 57% per un parasubordinato. È l'effetto del metodo di calcolo contributivo che si applica, integralmente, a chiunque abbia cominciato a lavorare dopo il 1995: più anni di contributi si versano, più tardi si va in pensione, è più si prende. Bisogna quindi rivedere il discorso che si è sempre fatto sul contributivo che falcidiava le pensioni, riducendo il tasso di copertura rispetto all'ultimo stipendio a circa la metà dello stesso. Questo era vero fino a quando l'età pensionabile era rimasta più o meno la stessa di prima: 58-60 anni per la pensione di anzianità (con 35 anni di contributi) e 65 per quella di vecchiaia (60 per le donne). Ma la situazione è molto cambiata per chi comincia a lavorare oggi.
Costui non potrà andare in pensione prima di aver raggiunto 65 anni e 3 mesi (nel 2046) se avrà i 35 anni di contributi necessari per la pensione anticipata, senza differenze tra uomini e donne. Altrimenti dovrà attendere fino a 69 anni e 3 mesi. Sarà infatti questa l'età di pensionamento di vecchiaia richiesta nel 2046, per effetto di tre misure: finestra mobile (la pensione decorre con ritardo di 12-18 mesi rispetto alla maturazione dei requisiti); aumento a 65 anni dell'età di vecchiaia per le donne; adeguamento automatico ogni tre anni dell'età pensionabile alla speranza di vita. Il risultato è che anche le pensioni di vecchiaia avranno alla fine almeno 35 anni di contributi alle spalle.
Vediamo qualche esempio. Una persona che comincia a lavorare oggi a 34 anni e andrà in pensione nel 2046 dopo 35 anni di lavoro dipendente prenderà il 70% dell'ultimo stipendio. Che si riduce al 54% per un lavoratore autonomo (ma questi versano all'Inps il 20% contro il 33% dei dipendenti). Anche ipotizzando il caso di un precario che restasse tale per tutta la vita lavorativa, la conclusione è che andrebbe in pensione con un assegno pari al 57% dell'ultima retribuzione. … Va detto, sottolinea lo studio, che si sta parlando di tassi di copertura al netto delle tasse e non al lordo, come si usa di solito. Ma quello che conta è il netto che entra nelle tasche del pensionato. E siccome sulle pensioni non si pagano i contributi e si versano meno imposte che sulla retribuzione, ecco che il tasso di copertura se ne giova. Certo, in molti casi pensioni sotto il 65-70% della retribuzione possono risultare insufficienti. Ma non bisogna dimenticare il Tfr, cioè gli accantonamenti per la liquidazione, che, simulandone la trasformazione in rendita, aumenterebbe il tasso di copertura di circa 13 punti, in caso di carriera contributiva piena. In sostanza, è la conclusione, i fondi pensione integrativi, che finora non sono decollati, non sarebbero così necessari per la maggioranza dei giovani…. Insomma, il sistema retributivo era troppo generoso, quello contributivo, con l'aumento dell'età, è meno drammatico di come sembrava.

Domani, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - 10-10-2011
“Italia e Tunisia hanno vinto la “guerra umanitaria”: affondate le barchette dei migranti, prigionieri nei lager africani”
░ Nella relazione presentata all’incontro internazionale “Ripensare le migrazioni: per una libera circolazione nello spazio euro-mediterraneo”, tenutosi a Tunisi il 30 settembre e l’1 ottobre 2011, Antonio Mazzeo spiega come l’Italia fornisca armi ai un po’ a tutti i contendenti.
“Gli assetti aerei e navali italiani messi a disposizione della NATO per l’operazione Unified Protector continuano le missioni assegnate per l’imposizione della no-fly zone e dell’embargo navale. … Per quanto riguarda l’emergenza immigrazione, in applicazione dell’intesa italo-tunisina, Nave Comandante Borsini, Nave Chimera ed un aereo Atlantic continuano la sorveglianza in prossimità delle acque tunisine”.…. vera e propria guerra alle migrazioni, anche se ufficialmente non dichiarata o mascherata dietro la formula di comodo dell’“intervento umanitario”…
Come se non bastasse, il tratto di mare fra Lampedusa, Malta e il nord Africa è sorvegliato giorno e notte anche da numerose unità della Guardia di finanza e della Guardia costiera italiana… Poi c’è Frontex, l’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere, che dopo aver inviato a Lampedusa uno special team operativo nei settori d’intelligence e delle identificazioni, ha schierato nel Mediterraneo centrale quattro aerei, due navi e due elicotteri messi a disposizione da Francia, Germania, Italia, Malta, Spagna e Olanda nel quadro della cosiddetta missione Hermes 2011. Alla crociata internazionale anti-migranti non fa mancare il suo apporto la flotta NATO con quattordici unità da guerra, che presidia le coste nordafricane nel quadro dell’operazione Unified Protector. … Respingimenti, devoluzioni e deportazioni sono il frutto dell’accordo sottoscritto il 5 aprile 2011 dai governi d’Italia e Tunisia, a conclusione di un lungo e difficile negoziato tra le parti…. Tra i punti più controversi la previsione del “rimpatrio diretto per i tunisini che sbarcheranno in Italia successivamente all’entrata in vigore del decreto sul permesso di soggiorno temporaneo”, firmato il 6 aprile dal Presidente del consiglio Silvio Berlusconi. L’accordo, infine, assicura un’illimitata libertà di azione alle unità militari italiane impegnate nel pattugliamento delle coste tunisine, mentre assegna alla Marina militare e alla Guardia costiera tunisina l’attività assai meno edificante e assai più pericolosa del blocco in mare e della riconduzione in patria delle imbarcazioni sequestrate. … Quello della primavera 2011 non è purtroppo il primo patto anti-migranti sottoscritto da Italia e Tunisia. Nel 1998, l’allora governo Prodi firmò un “accordo per contrastare l’immigrazione clandestina”, stanziando a favore del governo tunisino 150 miliardi di lire in tre anni sotto forma di “crediti all’industria”. Nello stesso anno il Parlamento italiano ratificò la “Convenzione di cooperazione nel campo militare tra il Governo della Repubblica Italiana ed il Governo della Repubblica Tunisina” che consentì l’implementazione di programmi bilaterali nel campo della sorveglianza marittima, del trasferimento di sistemi d’arma e tecnologie militari, delle esercitazioni aeronavali. Nel 2009 il governo Berlusconi concesse a Ben Ali un “aiuto” di 50 milioni di euro, condizionato all’applicazione di “una più efficace politica di identificazione” da parte tunisina…. Il consolidamento della partnership militare con la Tunisia ha permesso grandi affari al complesso militare industriale italiano… Sono di produzione italiana buona parte dei cacciaintercettori e degli elicotteri da guerra oggi a disposizione dell’aeronautica militare tunisina. Nello specifico sono stati acquistati una ventina di aerei Aermacchi MB-326, venticinque SIAI Marchetti nelle versioni F260 ed S208, ventisei elicotteri Agusta Bell (versione AB-205, 212 e 412) e cinque grandi aerei da trasporto Aeritalia G.222.… Rilevanti ai fini della formazione delle forze armate tunisine nella vigilanza e nel blocco dei flussi migratori sono state le numerose esercitazioni realizzate nel quadro della cosiddetta Iniziativa 5+5 Difesa per la cooperazione, la sicurezza e la stabilità nel Mediterraneo (avviata nel 2004 dalle forze armate di Algeria, Francia, Italia, Libia, Malta, Mauritania, Marocco, Portogallo, Spagna e Tunisia) e del “Dialogo Mediterraneo”, il programma di cooperazione fra le marine NATO e quelle di Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Mauritania, Marocco e Tunisia. Determinante infine il sostegno fornito dai reparti militari d’eccellenza degli Stati Uniti d’America e dal comando USAFRICOM, attivato a Stoccarda per pianificare ed eseguire nuovi interventi USA nel continente africano.
www.laprovinciadisondrio.it - 10-10-2011
“Una scuola al contrario”
░ In un Paese dalle verità rovesciate – si fa notare ironicamente - anche il modo di denominare le situazioni avviene con locuzioni eufemistiche.
… Infatti i tagli nella scuola non ci sono perché si chiamano «razionalizzazione della spesa pubblica», non c'è diminuzione degli insegnamenti ma «essenzializzazione dei programmi», non c'è razzismo ma «discriminazione transitoria positiva», non c'è il finanziamento alle scuole private ma «sostegno al sistema di formazione integrato», non ci sono le classi pollaio ma «presunto sovraffolamento delle classi», non c'é emarginazione degli alunni con disabilità ma «flessibilità nei modi
dell'integrazione»…. A questo punto anche le manifestazioni di protesta degli studenti che si sono viste in questi ultimi giorni lungo le vie delle città italiane, par di capire che possano essere lette come semplici «code verso il weekend lungo». Ironia - ma fino ad un certo punto - a parte mai come quest'anno l'anno scolastico è iniziato sollevando tante proteste e lamentele.

www.direnews.it/newsletter_- 11-10-2011
“Sesso non protetto in aumento tra i giovani”
░ DIRE - Notiziario Minori riporta alcuni dati raccolti dall’ISS
La sessualita' tra i giovani, e non solo, e' ormai cambiata e secondo gli ultimi dati sono sempre piu' giovani i ragazzi che iniziano a fare sesso senza la giusta protezione. Secondo i dati raccolti da due Reti coordinate dall' Istituto Superiore di Sanita', sono quattro milioni le italiane colpite da malattie a trasmissione sessuale (IST) come Clamidia, Trichomonas e altri germi. I soggetti piu' colpiti sono le donne e, in particolare, le trentenni, single e che possono avere un paio di partner in sei mesi. Spesso le malattie sessuali non riconosciute o non trattate in modo adeguato possono addirittura perdere la possibilita' di avere figli. Secondo i dati raccolti il 65 per cento delle donne che hanno avuto una diagnosi di infezione a trasmissione sessuale ha fatto il test per l' HIV e per il 5% di loro l' esito e' stato positivo e in un caso su tre lo ha scoperto proprio grazie al test. Sembra che donne siano ancora poco preparate ai rischi di una vita sessuale attiva e soprattutto attiva senza usare le giuste precauzioni.

ItaliaOggi - 11-10-2011
“Presidi, il boomerang dei ricorsi”
░ Ad oggi l’organizzazione del concorso per i nuovi dd.ss. è costato 600 mila euro (25 euro per ognuna delle domande fatte predisporre dal MIUR; la spesa unitaria per quiz, in altri concorsi è stata inferiore ai 15) euro mediamente. Alessandra Ricciardi (giornalista tra i più competenti in materia di Scuola) prospetta l’eventualità che il contenzioso che si profila provochi altre spese e vicissitudini giudiziarie: “…. un concorso partito male e che potrebbe finire malissimo”, scrive.
Erano 400 la scorsa settimana, ieri erano già a quota 1.200, e di nuovi potrebbero aggiungersene in queste ore, quando altri Tar si pronunceranno, a partire da quello della Lombardia. E’ l’esercito dei ricorrenti che ha preso d’assalto il concorso a presidi chiedendo l’annullamento del bando e, intanto, l’ammissione con riserva in via d’urgenza alla preselezione che andrà in scena domani. Richiesta, quest’ultima, alla quale i magistrati della giustizia amministrativa hanno risposto tutti sì…. Il problema è che non erano nell’elenco dei candidati trasmesso dal Miur a FormezItalia, a cui spetta la gestione del concorso, dalla preselezione in poi. E così ci sono scuole in cui si presenteranno molti più candidati di quanti erano previsti, rischiando di fare saltare la macchina organizzativa. Il caso più semplice è che manchino i plichi con le domande…. E’ tutto giocato sul filo di lana e le eventualità che qualcosa si inceppi sono varie…. Le oltre mille domande sbagliate, saranno pagate anche quelle ? “Assolutamente no”, risponde Giovanni Biondi, capodipartimento dell’Istruzione, “abbiamo già dato mandato di sospendere ogni pagamento, all’Ansas che ha nominato la commissione di esperti per i quiz. Stiamo addirittura valutando se chiedere i danni….”

ItaliaOggi - 11-10-2011
“Ecco perché la gara potrebbe essere annullata”
░ Mario D’Adamo prospetta uno scenario catastrofico: i giudici amministrativi (Ordinanze Tar Lazio 2011: nn.3597; 3628; 3636) hanno ammesso (con riserva) i ricorrenti, e il concorso corre “seri rischi di annullamento”: Se ai ricorrenti sarà riconosciuto il buon diritto di partecipare al concorso a pieno titolo, “sorgerà il contenzioso di coloro che non hanno presentato domanda nella convinzione che non sarebbe stata accolta. Semplicemente chiederanno di rifare il bando”.
L’accordo quadro sul lavoro a t.d., del 28 giugno 1999, mai come in questi ultimi mesi utilizzato per risolvere giudiziariamente le controversie del personale precario, va interpretato nel senso che i servizi prestati come dipendente a t.d. debbano essere equiparati a quelli svolti da un dipendente a t.i., anche nel caso di passaggio a qualifica superiore. Così si è da poco espressa la Corte di Giustizia Europea, con sede a Lussemburgo, con una sentenza emessa l’8 settembre 2011, in una causa riguardante il passaggio di grado di un dipendente del governo della Provincia autonoma dell’Andalusia…. La normativa europea prevale su quella degli Stati membri della UE…. Tanto più che l’Italia, se da una parte ha mantenuto le disposizioni teoricamente in contraddizione con l’Accordo Quadro, d’altra parte ha recepito quest’ultimo con il d.lgs. 368/2001, definendo all’art.6 il principio di non discriminazione: ai lavoratori assunti a t.d. dev’essere assicurato lo stesso trattamento dei loro collegi a t.i….

ItaliaOggi - 11-10-2011
“Trasparenza, il flop dell’istruzione”
░ Mario D’Adamo documenta come, a due anni dal varo della norma, i dd.ss. non abbiano ancora ottemperato a un preciso obbligo: solo 144 su 8mila hanno provveduto alla pubblicazione del proprio curricolo. Chi sanziona?
Un flop quello della trasparenza, valutazione e merito dei dd.ss. A due anni dalla sua nascita, l’operazione voluta dal ministro Brunetta e sancita nella legge 18 giugno 2009 n.69, art.21, non ha centrato l’obiettivo…. Nemmeno il 2% hanno pubblicato sul sito ufficiale del MIUR i dati relativi ai rispettivi curricula. E’ costretto ad ammetterlo il ministero stesso, con una nota del 21 settembre scorso prot.n.7501, in cui invita i direttori degli UUSSRR a sollecitare l’adempimento: “La mancata comunicazione, o aggiornamento dei dati è comunque rilevante ai fini della misurazione e valutazione della performance individuale dei dirigenti”.

la Repubblica – 12 ottobre 2011
“Cambia la terza media: esame meno pesante”
░ I consiglieri del Ministro Gelmini, e tra questi Max Bruschi, studiano modifiche al modello normato nel 1991, che potrebbero entrare in vigore in questo a.s.: diminuirebbero le prove d’esame e i migliori diplomati (quelli con voto non inferiore a 100 su 100 e lode) verrebbero ammessi ad una prova selettiva per il conferimento di un premio in denaro per studi universitari.
Nell’ultimo esame svolto, lo scorso giugno, in seicentomila hanno dovuto affrontare almeno tre prove scritte (Italiano, Matematica, Lingua straniera), due prove invalsi (i test sulla conoscenza lessico grammaticale e sui principi matematici), più un esame orale… E’ un esame duro… Consiglieri del Ministro stanno lavorando alla soppressione dello scritto di matematica, che sarebbe assorbito da test Invalsi più ricchi e articolati. Si sta valutando se sia il caso di allargare i test alla prova d’Inglese, cancellando l’Inglese scritto… Si dovrebbe lasciare maggiore libertà alle singole scuole e alla loro vocazione per la costruzione degli orali e degli scritti…. Entro gennaio ogni novità dovrà essere formalizzata…

Domani [Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.] – 13 ottobre 2011
“Quando i carabinieri disobbedirono ai nazisti”
░ Claudia Colombera dà notizia di uno studio in cui Anna Maria Casavola ha ricostruito una pagina eroica e triste della nostra storia: il 7 ottobre 1943, a Roma, oltre duemila carabinieri vennero catturati e deportati.
«Il giorno della cattura fummo fatti cadere in un tranello… Eravamo un ingombro, un ostacolo… eravamo testimoni da eliminare, eravamo l’unica protezione per le popolazioni avvilite e stanche e decisero di disfarsi di noi». Così il maggiore dei carabinieri Alfredo Vestuti, deportato: era il 7 ottobre del 1943, e tra i duemila e i duemilacinquecento carabinieri furono catturati e condotti nei Lager nazisti. Una data drammatica ma poco conosciuta, che si collega a quella invece ben più nota di 9 giorni dopo: il 16 ottobre, quando ci fu il rastrellamento degli ebrei nel ghetto di Roma…. A colmare la lacuna di quel drammatico episodio di storia è il libro di Anna Maria Casavola: 7 ottobre 1943. La deportazione dei Carabinieri romani nei Lager nazisti, per le Edizioni Studium…
D. Professoressa, sappiamo della sua lunga collaborazione con il Museo Storico della Liberazione, che senz’altro ha contribuito nella scelta del soggetto. Ma quali sono gli altri motivi che l’hanno spinta a scrivere questo libro?
R. «Le motivazioni sono molteplici e credo che il lettore attento non avrà difficoltà a scoprirle, a cominciare dalla dedica a mio padre: maresciallo maggiore dei Carabinieri. Certo, per un ricercatore la prima motivazione è aggiungere qualche tassello alle conoscenze che già si possiedono sull’argomento; poi, man mano che la ricerca procedeva, si sono unite altre sollecitazioni per il desiderio di dar voce e di far rivivere, nella grande Storia, le tante storie individuali. … Io qui parlo, in particolare, dei militari che furono le prime vittime dell’8 settembre....., per la grande maggioranza, essi, pur avendo la possibilità di sottrarsi alla prigionia, non vollero farlo e scelsero da soli, individualmente, senza riferimenti, superando le spinte gregarie e particolaristiche. …. Nel contesto della Seconda guerra mondiale, credo che nessun paese come l’Italia possa vantare un fenomeno così plebiscitario – parliamo di seicento, settecentomila uomini – di resistenza morale al nazismo come quello messo in atto dai militari italiani nei Lager. Essi hanno fatto veramente, direbbe Gandhi, politica non violenta, “lotta non armata ma non inerme”»… i carabinieri avevano dato filo da torcere ai tedeschi, che li temevano e li giudicavano inaffidabili per l’esecuzione dei loro ordini. Infatti, mentre tutto l’esercito italiano si era disciolto con l’armistizio, essi, in forza di convenzioni internazionali, erano dovuti restare al loro posto, passando alla dipendenza del Comando tedesco, ma avevano subito cominciato a sabotarne gli ordini, quando questi erano lesivi della popolazione. … Io spero che nelle giovani generazioni si sviluppi un vero rifiuto della guerra: i bellicismi, i nazionalismi, i razzismi sono stati responsabili delle due guerre mondiali e, purtroppo, continuano ad avvelenare gli animi degli uomini. Sono molto orgogliosa dell’articolo 11 della nostra Costituzione, vorrei che fosse ripreso anche da quella degli Stati Uniti d’Europa. Vorrei che si capisse il salto di qualità che ha fatto il nostro Paese, trasformando il suo esercito in strumento di pace, al servizio di organismi internazionali, e mai più per opprimere la libertà di altri popoli o per risolvere le controversie internazionali. ….

www.edscuola.eu – 13 ottobre 2011
“Area di contrattazione docenti e Consiglio superiore della Docenza, i DDL della Gilda approdano in Senato”
░ Il sindacato degli insegnanti Gilda dà atto al sen.Pittoni delle tempestività con cui ha accolto le proposte della Gilda.
Arrivano in Parlamento i due disegni di legge proposti dalla Federazione Gilda-Unams in occasione della Giornata mondiale dell’insegnante, celebrata il 5 ottobre scorso. I ddl relativi all’istituzione di un’area specifica per il personale docente e alla costituzione del Consiglio superiore della docenza, hanno fatto capolino al Senato. A depositarli, quest’oggi, è stato il senatore Mario Pittoni, capogruppo della Lega Nord in commissione Istruzione di Palazzo Madama. Una notizia salutata con “soddisfazione” dalla Gilda degli Insegnanti. “Rendiamo atto al senatore Pittoni della tempestività con cui ha accolto le nostre proposte”: è stato questo il commento a caldo del coordinatore nazionale della Gilda, Rino Di Meglio. “A questo punto - ha concluso Di Meglio - ci auguriamo che alla firma di Pittoni si aggiungano, al più presto, quelle delle altre forze politiche che, in occasione della Giornata mondiale dell’insegnante, hanno preso impegni verbali su questi temi. Sarebbe un segnale importante per tutta la categoria dei docenti”.


 

www.Repubblica.it - 28-09-2011
“Concorso a preside, soluzioni fasulle; l'estate dei test farlocchi non è finita”
░ Si deve imparare a diventare dirigenti scolastici rispondendo a domande sbagliate Il quotidiano la Repubblica non fa sconti alla Gelmini; ma è come sparare sulla Croce Rossa
Non va bene neppure lo storico concorso per presidi, che il prossimo 12 ottobre porterà sul mercato 2.386 nuovi dirigenti scolastici dopo sei anni d'attesa. L'estate dei test farlocchi non finisce mai. Ci sono già cinque prove d'ammissione consegnate alla giurisdizione dei Tribunali amministrativi e questo infelice e atteso concorso (per dirigenti scolastici) è stato affidato alle mani investigative della polizia postale: sulle domande di batteria, una preselezione per sfoltire i 42 mila che hanno chiesto di partecipare, nella notte del 31 agosto c'era stata una fuga di notizie…… In queste ore, affannosamente, i tecnici del ministero dell'Istruzione stanno sottraendo al volumone da 5.750 domande (la pre-selezione) le 160 fin qui scoperte errate. Ma la ricerca non è finita, gli errori crescono a ogni controllo. Già. L'età media per entrare a scuola, in Europa, non è sei anni - come suggerisce la risposta ministeriale - ma tra i quattro (in Irlanda) e i sette (nelle nazioni scandinave). E la Romania non è entrata in Europa nel 2006, ma il primo gennaio 2007. Il ministro Mariastella Gelmini con le sue risposte plastiche e plastificate, quando sono emersi i problemi, ha innestato la routine piccata: "Pochissimi e marginali refusi nelle domande".
E ha spiegato come il metodo Formez, utilizzato per i quiz, sia il più economico (due euro a volume è il costo). Il problema è che il metodo Formez ha cambiato Lucilio in Lucillo e ha garantito risposte quadruple a un'unica domanda. "Quando può il dirigente esercitare il potere di delega?", si chiede. La risposta è disseminata quattro volte nel librone dei 5.750 quiz. Se nel volume esce il file numero 166 si deve scrivere "per specifiche e comprovate ragioni di servizio", se esce il numero 200 la risposta esatta è "per economizzare il tempo", se esce il numero 211 il preside deve "ottimizzare i tempi", se esce la numero 407, invece, deve "distribuire razionalmente i compiti tra i membri dello staff di direzione". Peccato che la risposta esatta possa essere una soltanto?
Ci sono dodici domande così lunghe da prendere un minuto per leggerle tutte: un minuto, però, è il tempo necessario per leggere e rispondere. Sentite questa chicca, poi: "Si parla di apprendimento attivo quando gli studenti apprendono...". È la domanda, puntini... La risposta ministeriale (quindi esatta) dice: "Muovendosi e facendo qualcosa piuttosto che stare seduti ai loro banchi a leggere, completare compiti o ascoltare l'insegnante". Straordinaria. Si confondono "ds" (dirigenti scolastici) con "dsa" (disturbi specifici di apprendimento") e dm (decreti ministeriali) con dpr (decreti del presidente della Repubblica).

l’Unità - 28-09-2011
“Storica protesta dei prof, contro la scure di Sarkozy”
░ Problemi per la scuola, anche in Francia; l’Europa dei tagli.
Tempi duri per il governo di Nicolas Sarkozy, a sette mesi dal voto presidenziale del2012. Mentre il presidente francese si lecca ancora le ferite della batosta di domenica scorsa, quando la Destra ha perso le elezioni del Senato riconoscendo un “duro colpo” per la maggioranza, migliaia di insegnanti del sistema pubblico e privato hanno aderito allo sciopero contro il recente taglio di 16mila posti di lavoro, e gli ulteriori 14mila annunciati per il 2012. Una protesta “storica”, come la definiscono gli osservatori, in quanto il pubblico e il privato, comprese le scuole cattoliche (fatto inedito), si sono uniti per denunciare il “degrado” del sistema scolastico. Allo sciopero ha aderito il 54% degli insegnanti delle scuole medie e elementari. Nell’insegnamento superiore, il 46%. Mentre 17omila manifestanti sono scesi in piazza, in tutto il Paese, 45mila solo a Parigi.

www.superando.it - 28-09-2011
“Non si può che ringraziare la Magistratura, per Sentenze come questa”
░ La Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap esprime gratitudine ai magistrati, con le parole del vice presidente S. Nocera: in un momento di tagli lineari alle spese della scuola, fa più che bene la Magistratura a garantire i diritti degli alunni con disabilità e delle loro famiglie, che l'Amministrazione viola con estrema facilità.
…Così come ha fatto il TAR del Molise, in una recente Sentenza, annullando la decisione dell'Ufficio Scolastico Regionale di assegnare un numero di ore di sostegno inferiori a quelle indicate nella Diagnosi Funzionale dell'ASL e richieste nel PEI (Piano Educativo Individualizzato), facendo ritenere - alla luce delle motivazioni addotte - che questo tipo di provvedimenti siano ormai diventati una procedura di routine… Si tratta di un provvedimento significativo perché - dopo aver citato le norme fondamentali circa il diritto al massimo delle ore di sostegno a seguito della certificazione di grave disabilità - esso annulla il taglio delle ore, operate dall'Ufficio Scolastico Regionale, per «difetto di motivazione» ed è questa una delle ragioni tipiche di annullamento per eccesso di potere, che riguarda tutti gli atti amministrativi. Ciò significa che - anche senza operare una ricognizione di tutta la normativa per individuare la violazione di legge, altro motivo tipico di annullamento di tutti gli atti amministrativi - il TAR ha dichiarato quell'atto lesivo dei princìpi generali sanciti in materia dalla Legge 241/90 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi). E soprattutto significa anche che le declaratorie di nullità dei tagli alle ore di sostegno sono diventate ormai una procedura di routine. Infatti, in base alla Costituzione, ogni atto amministrativo dev'essere sufficientemente motivato, pena la sua illegittimità…. Se questa giurisprudenza si consoliderà, sarà dunque ancora più facile ottenere sentenze di aumento delle ore di sostegno, che non siano motivate da effettive prove del miglioramento della situazione dell'alunno con disabilità. Basterà infatti dimostrare l'inesistenza o l'insufficienza di motivazione della riduzione delle ore, per vincere la causa che, come avviene in questi casi, provoca la soccombenza dell'Amministrazione, con conseguente condanna della stessa alla rifusione delle spese alle famiglie.

Domani – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - 29-09-2011
“Le onorevoli cure agli onorevoli parlamentari che si ammalano (e ai loro familiari)”
░ Da Paolo Collo apprendiamo di un altro peso della soma che grava sui lavoratori. L’informazione è di fonte parlamentare, “estorta” dai deputati Radicali (“Parlamento WikiLeaks”): in dentisti, 10 milioni; 3 milioni in ricoveri (cliniche opportunamente convenzionate); un milione in fisioterapia; mezzo milione in occhiali. Merito dell'allora presidente della Camera Casini che ha allargato la protezione a mogli, figli e nipoti.
Viene tolto il segreto su quanto costa ai contribuenti l’assistenza sanitaria integrativa dei deputati. Si tratta di costi per cure che non vengono erogate dal sistema sanitario nazionale (le cui prestazioni sono gratis o al più pari al ticket), ma da una assistenza privata finanziata da Montecitorio…. La Camera assicura un rimborso sanitario privato non solo ai 630 onorevoli. Ma anche a 1109 loro familiari… Ebbene, nel 2010, deputati e parenti vari hanno speso complessivamente 10 milioni e 117mila euro. 3 milioni e 92mila euro per spese odontoiatriche. Oltre 3 milioni per ricoveri e interventi (eseguiti dunque non in ospedali o strutture convenzionati dove non si paga, ma in cliniche private). Quasi 1 milione di euro (976mila euro, per la precisione), per fisioterapia. Per visite varie, 698mila euro. 488.000 euro per occhiali e 257.000 per far fronte, con la psicoterapia, ai problemi psicologici e psichiatrici di deputati e dei loro familiari. Per curare i problemi delle vene varicose (voce “sclerosante”), 28.138 euro. Visite omeopatiche 3.636 euro. I deputati si sono anche fatti curare in strutture del servizio sanitario nazionale, e dunque hanno chiesto il rimborso all’assistenza integrativa del Parlamento per 153.000 euro di ticket. Ma non tutti i numeri sull’assistenza sanitaria privata dei deputati, tuttavia, sono stati desegretati. “Abbiamo chiesto – dice Rita Bernardini – quanti e quali importi sono stati spesi nell’ultimo triennio per alcune prestazioni previste dal ‘fondo di solidarietà sanitaria come ad esempio balneoterapia, shiatsu terapia, massaggio sportivo ed elettro-scultura (ginnastica passiva). Volevamo sapere anche l’importo degli interventi per chirurgia plastica, ma questi conti i Questori della Camera non ce li hanno voluti dare”. Se gli onorevoli vogliono qualcosa di più dei cittadini italiani, cioè un privilegio, possono pagarselo, visto che già dispongono di un rimborso di 25.000 euro mensili, a farsi un’assicurazione privata. Non si capisce perché questa ‘mutua integrativa la debba pagare la Camera facendola gestire direttamente dai Questori”.

Il Giornale - 29-09-2011
“Superare i pregiudizi dell’attività manuale”
░ Il pedagogista Giuseppe Bertagna, già consulente per la riforma Moratti, segnala con preoccupazione alcuni “primati” del sistema d’istruzione italiano, e tra questi lo scarso interesse di studenti e loro famiglie per l’istruzione tecnico professionale
Primati italiani. Abbiamo in percentuale meno giovani, di tutta la UE…. Abbiamo la più alta percentuale di giovani che, tra i 19 e i 29 anni, non studiano, non lavorano e nemmeno cercano un lavoro…. Entrano, in media, nel mercato del lavoro a 22 anni, contro i 16,7 dei tedeschi, i 17 degli inglesi… Siamo l’unico Paese al mondo che obbliga i giovani a 13 anni di scuola, prima di farli entrare all’università. Dappertutto si oscilla tra i nove e i dodici. Siamo anche l’unico Paese in cui la metà dei giovani sceglie, prima dell’Università e nonostante l’impegno dei ministri Sacconi e Gelmini, la formazione liceale trascurando, come non culturale, la formazione tecnico professionale e, soprattutto, il percorso formativo che si sta rivelando sempre più strategico: l’apprendistato…. E’ dagli Anni Settanta del secolo scorso, che sembrano essersi naturalizzate alcune concezioni che si sono trasformate in pregiudizi culturali. Il primo è che chi studia non lavora; e che chi lavora lo fa perché non sarebbe riuscito a studiare…. Il secondo: esisterebbe un’età della vita nella quale si imparano le competenze di base e un lavoro, e il resto della vita in cui si metterebbero in opera le prime e si svolgerebbe il secondo. In realtà, soprattutto nella società che è definita “della conoscenza”, questa separazione è inconcepibile… Il terzo pregiudizio immagina possibile una società popolata da studenti, cantautori, stilisti, artisti, architetti, professori e bancari, senza panettieri, ceramisti, autisti, stallieri, operai, artigiani e simili… L’ultimo pregiudizio è lo snobismo aristocratico del disinteresse…

CORRIERE DELLA SERA - 30-09-2011
“Governo battuto su mozione del PD: 8 per mille alla scuola”
░ Sulla scuola, spesso solo parole, promesse e sante intenzione. Questa volta ci sono i fatti(i soldi), per iniziativa dell’On.Tonnino Russo – non a caso il deputato che ha condiviso la maggior parte delle battaglie dell’ANIEF – che è riuscito nell’impresa (unica, a questo punto della Legislatura) di fare mettere in minoranza (-23 voti) il Governo.
Otto per mille alle scuole pubbliche: il Governo è stato battuto alla Camera su una mozione del PD, che è passata in aula con 247 voti favorevoli e 223 contrari. Il documento, primo firmatario Antonino Russo, impegna il Governo affinché si consenta ai cittadini di indicare esplicitamente la scuola pubblica come destinataria di una quota fiscale dell’8 per mille, da utilizzare d’intesa con gli EE.LL. per la sicurezza e l’adeguamento funzionale degli edifici scolastici… Il beneficio riguarda tutte le scuole pubbliche, statali e paritarie….

www.Repubblica.it - 30-09-2011
"Ci dispiace, i fondi sono finiti". Niente scatti di stipendio nelle scuole”
░ Prof e ATA che hanno maturato l'anzianità nel 2011 rimarranno a secco: la Corte dei Conti avverte che non ci sono i soldi per far fede alle promesse del governo; sindacati sul piede di guerra (Salvo Intravaia).
Niente scatto al personale della scuola per il 2011. A denunciare l'ennesima tegola sulla testa di insegnanti e non docenti è la Gilda. … la cattiva notizia è che il personale della scuola che ha maturato lo scatto di anzianità e stipendiale nel 2011 non riuscirà a percepirlo. "La brutta notizia arriva dalla Corte dei conti", spiega il coordinatore della Gilda, Rino Di Meglio. "Dalla Relazione sul rendiconto generale dello Stato per l'esercizio finanziario 2010, redatta dai magistrati contabili, infatti, emerge l'attuale indisponibilità di risorse da destinare al recupero dell'utilità dell'anno 2011 ai fini della maturazione delle posizioni di carriera e stipendiali del personale del comparto scuola". Che tradotto da burocratese, significa che gli insegnanti e il personale Ata (amministrativo, tecnico e ausiliario) che hanno maturato lo scatto nel 2011 non avranno nessun aumento di stipendio. "La notizia -aggiunge Di Meglio- è di una gravità eccezionale e ci lascia sorpresi, considerata l'entità gigantesca dei tagli che hanno colpito la scuola. Se questa è la premessa per non onorare l'impegno assunto dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, la risposta del mondo della scuola non potrà che essere forte". … L'anno scorso, la manovra finanziaria da 25 miliardi varata dal governo colpì gli stipendi dei docenti congelando per un triennio gli scatti automatici previsti dal contratto. Provvedimento che in fase di conversione in legge del relativo decreto venne alleggerito, vincolando il recupero degli scatti ai risparmi effettivamente realizzati sulla scuola durante il precedente anno. Una soluzione che ai più sembrò risolutiva. Ma che dopo 12 mesi si rivela inadeguata. I risparmi evidentemente non si sono realizzati appieno nel 2010 e, a questo punto, 400 mila tra docenti e Ata rischiano di non vedersi riconosciuto l'aumento di stipendio atteso da ben 6 anni.

LA STAMPA - 30-09-2011
“Niente scatti per i prof. Sindacati in rivolta”
░ La Gelmini nella morsa del Tesoro: mancano, nel bilancio 2011, 664 milioni per gli scatti automatici di anzianità dei docenti e del personale ATA; il mancato adeguamento anche per il prossimo biennio e ad essere danneggiati saranno anche i nuovi assunti.
L’allarme è di queste ore: non ci sono soldi per gli scatti… La notizia si sparge alla Camera dove non si discute solo di Romano e del suo arresto ma anche della Relazione della Corte dei Conti che accompagna il rendiconto 2010 del bilancio del Miur…. Dal Ministero, Luciano Chiappetta, direttore generale per il personale, rassicura tutti: “Prima di fare affermazioni certe, voglio leggere che cosa scrive la Corte dei Conti. In ogni caso, il tavolo paritetico con il ministero dell’Economia è ancora aperto: non c’è nulla di deciso”…. Ad introdurre il blocco triennale degli scatti automatici di anzianità dei dipendenti pubblici era stato il ministro Tremonti, nella manovra finanziaria di fine maggio 2010. Riuscire a cancellare il blocco, per i lavoratori della scuola era stata una delle battaglie che il ministro Gelmini aveva annunziato come vinta con il ministro dell’Economia. Per garantirli sarebbero stati dirottati sugli scatti oltre 300 milioni di euro ricavati dai tagli e inizialmente destinati a premiare il merito…. Il provvedimento fu firmato, ma solo per il 2010. Per gli anni successivi, tutto sospeso in attesa della verifica della disponibilità finanziaria…

www.Repubblica.it - 30-09-2011
“In piazza con pennelli, tempere e colori. Al via da domani la mobilitazione degli studenti”
░ Parte la stagione delle proteste contro lo smantellamento della istruzione pubblica. Una serie di iniziative in tutta Italia. Prima tappa di un percorso che culminerà nella manifestazione nazionale della Cgil l'8 ottobre. Riportiamo alcuni passi dell’articolo di Carmine Saviano.
Un telo bianco. Da riempire con idee, aspettative, sogni. E con proposte concrete per opporsi allo smantellamento dell'istruzione pubblica attuato dal governo Berlusconi. L'Unione degli Universitari e la Rete degli Studenti Medi scendono in piazza. Domani, in decine di città italiane. Cortei, sit-it e micro manifestazioni. Da Torino a Napoli, passando per Milano e Roma. Per inaugurare un lungo percorso. Fatto di "momenti di partecipazione ed elaborazione, dentro e fuori i luoghi della formazione". Obiettivo: rilanciare un nuovo modello di scuola e università. La giornata coinvolgerà tutti i soggetti del mondo della formazione. Con gli studenti ci saranno genitori, docenti, ricercatori, dottorandi…. Già stabilito il canovaccio per le manifestazioni di domani: "Invaderemo le piazze con un enorme telo bianco, su cui gli studenti, con la partecipazione di tutta la società civile, armati di tempere, pennelli e colori, scriveranno idee, aspettative e sogni sulla scuola e l'università che vorremmo avere".

www.Repubblica.it - 02-10-2011
“Giovani senza casa: quasi il 40% vive in affitto. E il mercato immobiliare va in crisi”
░ La generazione dei nostri figli è senza casa. Il Censis documenta che quasi il 40% dei giovani italiani vive in affitto e ha difficoltà ad accedere al credito. Soffre anche il settore immobiliare.
… Il desiderio di emanciparsi dalle famiglie d’origine si scontra con condizioni lavorative precarie e pochi risparmi messi da parte: risultato, il 36,3% degli under 40 abita in affitto, in un Paese dove i canoni di locazione sono tra i più salati d’Europa. E’ il Censis a fotografare la difficile situazione dei giovani italiani, sottolineando la stretta correlazione tra forte domanda di contratti di affitto, canoni di locazione elevati e settore immobiliare stagnante…. Attualmente, le famiglie in cui la persona di riferimento ha meno di 40 anni vivono in affitto a prezzi di mercato nel 36,3% dei casi, contro il 13,7% delle famiglie over 40, mentre l'affitto da un ente riguarda il 2,6% delle famiglie over 40 e solo l'1,1% di quelle più giovani. Una tendenza piuttosto diffusa, soprattutto in alcune zone d’Italia, è la casa “presa in prestito” da un parente, che riguarda il 6,8% delle giovani famiglie. … Acquistare casa è più complicato nelle grandi città, rispetto ai piccoli centri. Ed ecco un altro paradosso: mentre i giovani cercano lavoro nelle metropoli, luoghi in cui si concentra gran parte dell’offerta, trovare un alloggio in queste città è un terno al lotto, a causa di affitti e prezzi immobiliari molto più cari che in provincia. In città il 47,5% degli under 40 vive in affitto, mentre i proprietari di casa scendono al 49,2% e l’uso di una casa di famiglia è molto inusuale (1,6%). Il dato italiano si mostra in netta controtendenza con il resto d’Europa, dove i giovani vengono incentivati a lasciare la famiglia d’origine: in Francia, il 28,7% dei trentenni abita in casa ad affitto calmierato, nel Regno Unito sono il 13,8%, in Italia appena il 7,8%.

TuttoscuolaNEWS n. 504 – 3. 10. 2011
“Investire in istruzione conviene. Parola di Draghi e Trichet”
░ Jean-Claude Trichet, da 8 anni presidente della Banca centrale europea (BCE), e Mario Draghi, che gli subentrerà tra poche settimane, sono d’accordo su molte valutazione; una: per favorire la crescita in Italia è fondamentale l’investimento sociale produttivo in capitale umano, che passa attraverso un più efficace funzionamento del sistema educativo.
Trichet, intervistato dal Corriere della Sera la scorsa settimana, alla domanda della giornalista Marika Di Feo su che cosa si dovrebbe fare prioritariamente, in Italia, per aumentare la crescita ha così risposto: “Si potrebbero introdurre molte misure. Fra le quali, in particolare, la liberalizzazione delle professioni, migliorare la flessibilità del mercato del lavoro, l’istruzione e il training, per arrivare a catalizzare l’innovazione”. Il concetto è stato ripreso nell’ormai celebre lettera finora ‘segreta’ datata 5 agosto 2011 (resa poi nota il 29 settembre), inviata al governo italiano, nella quale lo stesso Trichet e il suo successore in pectore Draghi confermavano una serie di pressanti indicazioni rivolte al nostro Paese, tra le quali quella di anticipare il pareggio di bilancio dal 2014 al 2013 e quella di raggiungere un deficit pubblico pari all’1% del prodotto interno lordo già nel 2012. Tra le misure ‘consigliate’ a breve quella di rendere più selettivi i criteri per concedere le pensioni di anzianità e l’allungamento dell’età pensionabile delle donne nel settore privato in modo da avere risparmi di bilancio già nel 2012, ma anche la riduzione del costo degli impiegati pubblici, se necessario anche riducendo gli stipendi (‘consigli’ solo in parte accolti dal governo italiano, che ha comunque ottenuto l’impegno della Banca centrale europea ad acquistare sul mercato i no stri titoli del Tesoro). Tra gli ‘incoraggiamenti’ inviati al governo italiano per rendere credibile la sua azione compare anche quello di utilizzare in modo sistematico gli indicatori di performance nelle strutture pubbliche (“public entities”), specie nei settori: istruzione, sanità, giustizia…

Domani [Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.] – 3. 10. 2011
“La scuola della Gelmini – Per diventare presidi bisogna rispondere a 5663 quiz pieni di errori, ma 42 mila docenti non hanno scelta”
░ Riportiamo parte del lungo, acceso articolo di Giovanna Presti.
Cosa spingerà circa 42.000 docenti ad affrontare le prossime – e discusse – preselezioni per il concorso a dirigente scolastico? Penso che i moventi principali siano due: a) guadagnare di più; b) cercare una via di fuga dal duro lavoro dell’insegnante…. Dunque, i candidati affronteranno la preselezione con la speranza di cambiare lavoro e guadagnare di più; 2386 fortunati vinceranno la lotteria. Quanto costa comprare il biglietto? Quasi nulla: basta far domanda e presentarsi al quiz di preselezione…. nei 5663 quesiti gli errori non si contano, né si contano le domande astruse o formulate in modo confuso. E’ evidente: l’unico senso di un concorso così mal organizzato, a partire dalla preselezione dei candidati, è quella di instaurare lo stato d’arbitrio, a conferma della deriva cialtrona ed autoritaria che il nostro Paese sta subendo da anni. Qualcuno, però, da questa indegna confusione, ricava di che vivere con agio. Visto che Internet ci dà la possibilità di accedere ad informazioni interessanti, consiglio di dare un’occhiata alla tabella delle retribuzioni dei dirigenti MIUR e dei dirigenti scolastici di prima e di seconda fascia distaccati presso il MIUR. … Temo assai che molti dei 2386 futuri vincitori di concorso… si avviino a diventare non la guida dell’istituto che verrà loro affidato ma l’ultimo ingranaggio di una macchina ministeriale buona a sputar fuori circolari e provvedimenti che, come un cerchio malefico, stanno soffocando la scuola pubblica. Se qualcuno avesse comunque dubbi su quello che il Ministero si aspetta dai neo-dirigenti, legga, sul Venerdì di la Repubblica la lettera della professoressa Berchiolli e la relativa risposta di Michele Serra. La professoressa ha segnalato via mail al dirigente responsabile della procedura di preselezione una serie di errori presenti nei test. Risposta lapidaria del dirigente: “Pensi a studiare“. Difficile concentrare in tre parole una maggior quantità di protervia, arroganza ed ignoranza…. Dopo oltre un anno di attesa e mille anticipazioni, lo scorso 13 luglio è stato bandito il concorso per reclutare 2.386 nuovi dirigenti scolastici. Il bando di concorso, per sfoltire il gruppo di oltre 42 mila candidati che hanno presentato istanza prevede una preselezione attraverso un questionario a risposta multipla. La prassi, in questi casi, è quella di rendere nota la batteria di test dalla quale saranno sorteggiate le domande per il concorso alcune settimane prima. … “Da un primo esame della batteria di quesiti pubblicata” il primo settembre “risultano diversi dati preoccupanti: un numero rilevante di errori nelle risposte indicate come esatte, domande prive di contestualizzazione alle quali è pertanto impossibile dare risposta, riferimenti a norme non più in vigore assunte come vigenti, domande incomprensibili o illogiche, inadeguatezza e incoerenza di numerosi quesiti rivolti a un concorso per l’area V della dirigenza“. Commento di Carlo Marzuoli, ordinario di diritto amministrativo all’università di Firenze: “Che gli errori siano pochi o molti può non essere decisivo: un solo errore può essere sufficiente per compromettere la validità di una procedura, specie quando si tratta di procedimenti in cui ogni candidato è in posizione di concorrenza nei confronti di tutti gli altri. In particolare, nel caso in esame, gli errori (manifesti o non manifesti) contenuti nei quesiti pubblicati vengono in evidenza perché la pubblicazione dell’insieme dei quesiti predisposti per l’estrapolazione, svolge, al di là di ogni altra possibile finalità, una rilevante funzione di orientamento in ordine ai contenuti della prova, specie dove indica qual è la risposta giusta. Ciò condiziona le modalità di preparazione alla prova e non deve perciò essere fuorviante. Insomma: non vi possono essere errori. E’ indispensabile che il Ministero provveda alla correzione dei quesiti che sono stati pubblicati. Peraltro, conviene precisare che la responsabilità della correttezza dei quesiti rimane completamente in testa al Ministero… occorre non solo che i quesiti predisposti siano oggettivamente corretti, ma che siano anche previamente pubblicati nella versione corretta, affinché i candidati abbiano la possibilità di orientarsi nel modo appropriato “. Un altro professore, Vito Piazza…: ”Vogliamo i nomi e i cognomi di chi ha scritto i test, quanto hanno ricevuto come compenso per la prestazione, quanto è costata l’intera operazione”…
ItaliaOggi - 04-10-2011
“Nuovo salva precari, più difficile”
░ In arrivo il decreto che consente a chi è senza contratto di avere la priorità nelle supplenze: non ne godrà chi ha maturato i 180 giorni richiesti, in istituti e periodi diversi. (di Carlo Forte)
Il 27 settembre scorso si è tenuta l’ultima riunione di informazione ai sindacati, presso il Miur, durante la quale l’amministrazione ha raccolte le ultime osservazioni. Ora si attende solo la pubblicazione del decreto, dopo di che scatteranno i 20 giorni canonici per la presentazione delle domande degli interessati. Le istanze dovranno essere redatte utilizzando il modello allegato al decreto, e dovranno essere presentate alla scuola dove si è prestato servizio nell’a.s. 2010/11, o in mancanza nell’ultimo triennio. Hanno titolo a presentare la domanda i docenti e il personale ATA inseriti a pieno titolo nella graduatorie provinciali per le assunzioni, che abbiano conseguito, nell’a.s. 2010/11 o nel triennio 2008/11, nomina a t.d. di durata annuale o sino al termine delle attività didattiche, o attraverso le graduatorie d’istituto una supplenza di almeno 180 gg. In un’unica istituzione scolastica (anche tramite proroghe o conferme contrattuali) per le classi di concorso, posti o profili professionali per i quali risultino inseriti nelle graduatorie provinciali. A patto che si siano trovati nella condizione di non poter ottenere, per l’a.s. in corso, una nomina, per carenza di posti, o di averla ottenuta per un numero di ore inferiore a quello di cattedra o posto, in assenza di disponibilità di cattedre o posti interi. Sono esclusi dai benefici coloro che, nell’a.s. 2010/11 rinuncino o abbiano rinunciato ad una supplenza annuale o fino al termine delle lezioni,
conferita per l’intero orario nell’ambito della G.aE. o delle graduatorie di circolo o istituto…. Quanto alla disciplina delle rinunce e delle sanzioni, il provvedimento dispone che il personale che produce istanza è obbligato ad accettare qualunque proposta di supplenza, all’interno delle preferenze espresse nella domanda, salvo quella che viene offerta in corso di altro contratto. E che, in caso di rinuncia immotivata o senza giustificato motivo la sanzione è la decadenza dalla graduatoria del salva precari…. Vi sono, però, esimenti tassative, quali…. la rinuncia alla supplenza, anche in corso, per accettare un incarico annuale o fino al termine delle attività didattiche, resosi disponibile successivamente, o in quanto destinatario di progetti ai sensi di specifiche convenzioni stipulate tra il Miur e le regioni.

ItaliaOggi - 04-10-2011
“Un anno solo, per Consigli di circolo e di istituto”
░ Elezioni: si parte il 20 novembre e, poiché le direzioni didattiche e le scuole medie sono state soppresse (accorpate in II.CC.), il prossimo anno gli organismi rappresentativi saranno tutti da rinnovare.
Rinnovo integrale o parziale dei Consigli di circolo e d’Istituto. Domenica 20 novembre 2011 e lunedì 21, con orario rispettivamente dalle 8,00 alle 12,00 e dalle 8,00 alle 13.30, nelle direzioni didattiche e nelle scuole medie si terranno per l’ultima volta le votazioni per il rinnovo dei Consigli di circolo e d’Istituto, che resteranno in carica un anno invece di tre. Il prossimo anno, soppresse le direzioni didattiche, le scuole medie egli II.CC., si dovranno rifare le votazioni…. Al turno elettorale parteciperanno anche tutte le istituzioni scolastiche i cui Consigli siano o interamente scaduti, per compiuto triennio, o parzialmente scaduti, per decadenza o dimissioni di singoli consiglieri non surrogabili per esaurimento delle rispettive liste. Nelle scuole secondarie di II grado, i rappresentanti degli studenti, il cui mandato dura solo un anno, sono comunque da rinnovare. Se sono da eleggere solo i rappresentanti degli studenti, le votazioni si tengono, entro il 31 ottobre, nella stessa giornata in cui viene rinnovata la loro rappresentanza nei Consigli di classe. Dalla procedura elettorale continuano ad essere esclusi gli istituti, cosiddetti onnicomprensivi (quelli che includono sia scuole dell’infanzia, primarie e/o secondarie di primo grado, sia scuole secondarie di II grado. Non è infatti ancora intervenuta una soluzione normativa circa la composizione dei loro consigli d’istituto, sostituiti per l’esercizio delle relative competenze dal commissario nominato dalla Direzione regionale.

www.Repubblica.it - 04-19-2011
“Calano i bocciati, così la Gelmini ha nascosto il flop della linea dura”
░ Dal 2008 il numero dei non ammessi alla classe successiva è in costante flessione, ma sul sito del Miur note stringate mimetizzano i risultati.
Calano i respinti alle scuole superiori: dal giugno 2008 al giugno 2011 sono scesi quasi del due per cento. La "linea della severità" annunciata da Mariastella Gelmini esce ridimensionata dalle scelte dei professori, lo si scopre leggendo i dati dell'ultima stagione approdati in viale Trastevere, mai resi pubblici e ora consultati da Repubblica. È dal 2008 che il Miur non ha più pubblicato ufficialmente, ovvero sul sito del ministero, i risultati integrali degli scrutini di fine anno limitandosi a stringati comunicati stampa. Adesso si scopre che negli anni del Governo Berlusconi non c'è mai stata alcuna crescita dei bocciati alle medie superiori: niente pugno di ferro dei professori contro gli studenti riottosi e pelandroni…. Il dato dei bocciati di giugno del 2010-2011 nelle prime quattro classi delle medie superiori, mai reso pubblico da viale Trastevere. Parla dell'11,9 per cento di non promossi a giugno. Sono quasi due punti percentuali (1,9%) in meno rispetto al 2007-2008, il primo anno di insediamento della Gelmini. E da allora i dati dei bocciati a giugno sono sempre stati in calo progressivo.
░ Doverosamente, riportiamo la replica da www.istruzione.it del 4/10/2011
In merito alle notizie sulla presunta mancata trasmissione dei dati relativi agli scrutini, il Ministero precisa quanto segue: l'Ufficio di Statistica del MIUR, in quanto facente parte del Sistema Statistico Nazionale, è tenuto a fornire i dati delle rilevazioni inserite nel Programma Statistico Nazionale. Ad oggi risultano regolarmente forniti i dati sulle rilevazioni delle scuole per l’anno scolastico 2009/2010. Per quanto riguarda i dati relativi agli scrutini ed agli esami, la fornitura viene effettuata l’anno successivo a quello di rilevazione e quindi, ad oggi, risultano regolarmente forniti all’ISTAT quelli relativi all’a.s. 2008/2009. Pertanto, i dati dell’a.s. 2010/2011 saranno forniti all’Istat nel 2012, come previsto dalla normativa vigente. In merito alla ricostruzione fornita oggi dal quotidiano “La Repubblica”, si precisa che i dati contenuti nel comunicato del Ministero del 12 giugno 2010 si riferiscono ad una proiezione parziale relativa agli scrutini trasmessi da circa 200 scuole delle regioni Emilia Romagna, Marche, Veneto, Puglia, Lombardia e Campania per un totale di 11.779 studenti, come sottolineato dallo stesso comunicato stampa. Nell’effettuare il confronto con l’a.s. 2008/09 sono stati pertanto considerati i risultati osservati nelle stesse 200 scuole l’anno precedente. E’ quindi da sottolineare che i dati a cui ci si riferisce e sulla base dei quali sono stati effettuati i confronti sono parziali in quanto relativi ai dati fino a quella data pervenuti al Ministero. L'equivoco nella lettura dei dati nasce quindi dal mettere a confronto il dato complessivo dei non ammessi contenuto nel comunicato del 2009 (13,6%), con l’11,7%, dato parziale relativo ai non ammessi nelle stesse 200 scuole di riferimento.
Domani – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – 6 -10 -2011
“Professione precario: come una generazione sempre più ampia viene privata di ogni diritto”
░ Riportiamo un abstract del lungo, circostanziato articolo (pubblicato già sul trimestrale “Libero Pensiero”) di Marina Boscaino: da meditare.
La parola "precario", aggettivo che il disastro contemporaneo ha sostantivizzato, "il precario", "i precari", secondo un’ipotesi etimologica terrebbe in sé il tema del precor (prego), che a sua volta sembra derivare da posco (chiedo). Precario significa "ottenuto come favore con preghiere". Un percorso, dall’originario "chiedere" al "pregare", che riflette quello - culturale, sociologico, esistenziale - che lo sconfinato esercito dei precari è costretto a vivere.
Provate ad inserire la parola “precariato” su Google, e vi renderete conto che l’intera prima pagina di occorrenze riguarda la scuola. Un termine che nella lingua italiana designa una condizione che riguarda molte categorie – tutte le categorie, oggi – di lavoratori; ma che indicativamente, come Pof, competenza, collegio, viene individuata dal motore di ricerca come specifica o prioritariamente riferibile al mondo della scuola. Il precario per antonomasia è il precario della scuola. Vorrà pur dire qualcosa. L’ultima Commissione d’inchiesta istituita presso gli organi del Parlamento italiano ad aver aperto un’indagine conoscitiva sul fenomeno preso qui ad esame risale alla XV Legislatura, anni 2006-7. Fino ad oggi, nonostante il drammatico consolidarsi del problema, non esiste nel panorama italiano alcuna stima sintetica, fornita in sede ufficiale e scientificamente attendibile, quanto a valutazione qualitativa e quantitativa del precariato. La carenza – abbastanza clamorosa, considerata la crisi economica che ha improntato gli ultimi anni della nostra storia – deriva probabilmente dalla difficoltà stessa di individuare in termini concreti la figura del precario, privo di un’adeguata veste statutaria, in ambito giuridico e sociale, che possa orientare lo studio in un processo certo di identificazione del fenomeno e dei suoi soggetti. La difficoltosa classificazione di lavoro “precario” è infatti utilizzata quando, alla temporaneità del contratto, si combinino altre caratteristiche, come «in primo luogo [...] una ridotta o assente copertura previdenziale; (la) mancanza di ammortizzatori sociali per la copertura dei periodi di vacanza contrattuale; una scarsa probabilità di transitare verso contratti stabili; [...] una maggiore frammentazione del percorso lavorativo; (la) brevità dei contratti (tanti piccoli contratti che si rinnovano continuamente); un sottoinquadramento contrattuale rispetto al titolo di studio; lunghezza della permanenza nella situazione di incertezza contrattuale [...]» (Cfr. Indagine conoscitiva sulle cause e le dimensioni del precariato nel mondo del lavoro, Commissione XI – lavoro pubblico e privato, seduta del 7 novembre 2006, p. 5.).
È recentissima, invece, l’indagine conoscitiva sul mercato del lavoro, tra dinamiche di accesso e fattori di sviluppo, audizione parlamentare del 17 maggio 2011 del direttore generale del Censis, Giuseppe Roma, «In Italia, i giovani con meno di 35 anni, occupati con contratti flessibili (dalla partita Iva a monocommittenza all’apprendistato) sono 1 milione e 568 mila, circa il 25,1% del totale degli occupati appartenenti a questa fascia d’età: 566 mila circa hanno meno di 25 anni, 1 milione circa, tra i 25 e 34 anni. In termini di incidenza, tra i lavoratori con meno di 24 anni sono impiegati con contratti flessibili o atipici il 45,5%. La stragrande maggioranza (il 40,1%) ha un contratto di lavoro dipendente a tempo determinato, che si configura nel 15,7% dei casi come un contratto di inserimento, apprendistato, finalizzato a successiva stabilizzazione, il 20,5% invece, un contratto temporaneo, che può essere interinale, a termine, o di altro tipo. La restante parte, il 5,4% è costituito da lavoratori a progetto o con partita Iva che lavorano esclusivamente per un’azienda. Nella fascia d’età successiva, tra i 25 e 34 anni, che costituisce la platea di flessibilità più numerosa, l’incidenza dei lavoratori flessibili è del 20%: il 14,2% ha contratti a termine e il 5,8% contratti atipici, di collaborazione a progetto o professionale. I settori in cui si concentra il maggior numero di flessibili sono i servizi (73% dell’occupazione totale) e in particolar modo il terz