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Precariato

Precariato

  • Non era mai accaduto: a due mesi e mezzo dall’avvio del nuovo anno scolastico, molti dirigenti scolastici delle nostre scuole pubbliche si ritrovano a non sapere cosa e come fare per assegnare le tante cattedre dell’istituto da loro diretto ancora vuote. Dopo avere tentato invano di trovare i supplenti tramite l’utilizzo delle graduatorie d’istituto prima e le Mad poi, ora sono passati all’ultimo stadio prima di alzare bandiera bianca: quello di accettare candidature spontanee di candidati privi del titolo specifico. Sembra un dettaglio, ma non lo è, perché si rischia di portare in cattedra non solo una persona inesperta a insegnare, ma anche con una preparazione inadeguata. “Le graduatorie di materne ed elementari sono esaurite: non sappiamo dove cercare i supplenti”, hanno ammesso candidamente alcuni dirigenti scolastici del bolognese. L’emergenza si allarga a macchia d’olio. 

    “Siamo all’assurdo – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – perché si è dibattuto a lungo sulla liceità dei diplomati magistrale nello stare nelle GaE, con tanto di discutibilissima doppia sentenza negativa del Consiglio di Stato. Però, poi, il Miur decide d'emblée che non c’è alcun problema nell’assegnare decine e decine di migliaia di cattedre a personale precario privo non solo di abilitazione o specializzazione, ma anche di quel titolo di studio senza il quale risulta indispensabile insegnare nella scuola pubblica italiana. Delle due, deve andare bene una: l’occhio si chiude sempre o mai. Non solo quando fa comodo. Abbiamo chiesto di cambiare la Legge di Bilancio al Senato, nella parte che riguarda l’Istruzione, anche per questo”.

  • Non era mai accaduto che nella metà del mese di novembre migliaia di cattedre sparse per le scuole statali d’Italia fossero ancora senza docente. Come non era mai accaduto che i dirigenti scolastici fossero costretti a “postare” annunci su internet per trovare quegli insegnanti che attraverso le graduatorie canoniche, ma nemmeno tramite Mad, non sono riusciti a rintracciare. Il fenomeno delle richieste via web è scoppiato già nel mese di ottobre. Ma ora si tratta di una vera e propria “ultima spiaggia”, nel senso che per certe classi di concorso e per le cattedre di sostegno tutte le strade sono state percorse sinora senza fortuna. 

    Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “arrivare a novembre con il problema della copertura delle cattedre, che poteva tranquillamente essere risolto in estate, rappresenta l’emblema del fallimento del sistema di reclutamento e selettivo prodotto negli ultimi anni nella scuola italiana. Lo stesso che ha portato al record dei docenti più vecchi d’Europa per via della presenza di due docenti su tre sopra i 50 anni di età. Sarebbe bastato, per mandare un importante segnale controtendenza, riaprire le GaE a tutto il personale abilitato, prevedendo lo stesso destino per i diplomati magistrale, gli insegnanti tecnico pratici e gli educatori, e per assumere nei ruoli da graduatorie di istituto, trasformate in provinciali, aggiornabili annualmente e aperte ai laureati: lo chiediamo ufficialmente con un emendamento al decreto salva-precari, in questi giorni sotto la lente dalla commissione Cultura di Montecitorio. Domani lo chiederemo anche a gran voce a Roma, davanti Montecitorio, durante il sit-in previsto nel giorno dello sciopero nazionale Anief”.

  • Il leader del giovane sindacato autonomo intervistato nel corso del radiogiornale di Italia Stampa non chiude la porta al dialogo, ma chiede fatti concreti per contrastare precariato e supplentite. Intanto sono aperte le preadesioni gratuite per tutti gli esclusi dal nuovo concorso riservato e/o corso abilitante

  • Il sindacato chiede lo sblocco del salario accessorio per il personale amministrativo degli Atenei, il ripristino del ruolo del ricercatore a tempo indeterminato con l’adozione della carta europea dei ricercatori, l’estensione dell’esonero dalle rilevazioni biometriche, l’assunzione del personale precario delle accademie e dei conservatori da graduatorie aggiuntive al fine della sua stabilizzazione. 

    Per Marcello Pacifico, presidente Anief, è la prova che il tasso di precarietà non interessa soltanto la scuola o la ricerca, ma anche il personale delle nostre università, delle accademie e dei conservatori cui bisogna dare una risposta urgente sia in tema di reclutamento che di valorizzazione delle professionalità. Lo sciopero del 12 novembre prossimo, infatti, non riguarda soltanto la scuola, ma tutto il comparto per spiegare la nostra politica di attacco alla precarietà e alla supplentite.

  • Ancora una vittoria Anief nella tutela dei diritti dei lavoratori precari da anni sfruttati dal Ministero dell'Istruzione: il Tribunale del Lavoro di Pisa riconosce il diritto al risarcimento del danno per abusiva reiterazione di contratti a termine e violazione della normativa comunitaria. Ancora possibile aderire airicorsi Anief.

    Arriva dal Tribunale del Lavoro di Pisa una nuova, soddisfacente vittoria targata Anief. Gli avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli e Simona Rotundo ottengono nuovamente ragione in favore dei lavoratori precari della scuola con una sentenza che rileva l'illegittimità dell'attribuzione dei contratti su posto vacante con scadenza al 30 giugno e riconosce il diritto di un docente ancora precario, con più di 8 anni di servizio alle spalle, a percepire il risarcimento del danno subìto, quantificato in 6 mensilità dell'ultima retribuzione. Marcello Pacifico (Anief): “Il danno da abusiva reiterazione dei contratti a termine è ormai sempre riconosciuto in tribunale quando i posti risultano effettivamente vacanti e disponibili da anni. Martedì scenderemo in piazza anche per rivendicare il diritto di tutti i precari della scuola ad essere stabilizzati e a percepire gli scatti di anzianità che ancora il MIUR si ostina a corrispondere solo ai lavoratori a tempo indeterminato”. Anief ricorda che è ancora possibilericorrere per vedersi riconosciuti i propri dirittie per ottenere il giusto risarcimento del danno per abuso di contratti a termine su posti vacanti.

  • Chiesta anche la trasformazione delle graduatorie di istituto in provinciali con la riapertura terza fascia per le supplenze per consentire il più rapido assorbimento delle GaE con l’assunzione degli 8 mila precari inseriti, e per regolamentare il sistema delle supplenze con l’inserimento dei giovani laureati nelle GI da aggiornare annualmente per evitare l’abuso delle domande di MAD, fuori graduatoria

  • Eliminazione vincolo 24 mila assunzioni con scorrimento graduatoria idonei, vincoli temporali su servizio e servizio specifico, valutazione di due annualità, dell’anno in corso e del servizio presso scuola paritaria o corsi IEFP, come IRC o dottore di ricerca, ammissione posti di sostegno senza specializzazione con obbligo successivo, abolizione contratto in essere per accesso al corso abilitante che è aperto a tutti i candidati, domande per posti comuni e sostegno

     

  • Per risolvere una volta per tutte il problema della precarietà e del reclutamento, Il giovane sindacato chiede di intervenire con degli emendamenti appositi al dl ora all’esame della Commissione Cultura della Camera: le modifiche riguardano GaE, Graduatorie d’istituto, docenti di religione, infanzia e primaria, dottori di ricerca, requisiti di servizio per l’accesso alle nuove graduatorie e al corso abilitante, mobilità, corsi-concorsi riservati per dirigenti scolastici e dirigenti tecnici a tempo determinato, stabilizzazione Lsu e personale Ata, concorso riservato agli amministrativi facenti funzione Dsga, nuove graduatorie Afam, ricercatori e salario accessorio del personale dell’Università.

     

  • Aperte le preadesioni gratuite ai ricorsi per tutelare i diritti dei troppi docenti, ATA, Collaboratori Scolastici, facenti funzione DSGA, Dirigenti Tecnici con incarichi temporanei esclusi dal nuovo concorso riservato e/o corso abilitante. Il giovane sindacato spera ancora nel dialogo con il sit-in e lo sciopero del 12 novembre, giorno decisivo per chiedere al Parlamento profonde modifiche prima della conversione in legge.

    Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Siamo pronti al nuovo contenzioso seriale; spiegheremo alla Commissione UE perché questa norma così scritta non risolve la “supplentite” né supera la procedura d’infrazione per migliaia di precari della scuola italiana, ma rimaniamo aperti al confronto con il Governo per trovare delle soluzioni che rispettino il diritto dell’Unione e la nostra Costituzione”

  • Una delegazione Anief qualche giorno fa ha incontrato il Vice Capo di Gabinetto del Miur e ha avanzato delle proposte per modificare dei punti, come: estensione del concorso straordinario all’infanzia, primaria ed educatori, ai docenti delle paritarie e dei corsi Iefp, ai dottori di ricerca, eliminazione della quota limite di posti autorizzati nella nuova graduatoria valida per le assunzioni, riconoscimento del servizio prestato su posti di sostegno, riduzione a due anni del servizio valutabile e comunque valutazione di quello in corso.  Tra i punti trattati nella memoria c’è anche la parte relativa all’Università; alla domanda “cosa si dovrebbe fare per ristabilire una situazione di normalità e dare nuove possibilità di accesso ai giovani alla carriera universitaria?” Anief risponde con 4 semplici soluzioni a costo zero

     

  • Pacifico, presidente nazionale Anief: Avevamo chiesto al ministro Fioramonti, al contrario, un piano straordinario di rientro nella propria regione. Chiederemo durante lo sciopero del 12 novembre un emendamento in Parlamento per eliminare, per tutti, gli attuali vincoli ai trasferimenti. La continuità didattica si lotta con la stabilizzazione degli organici e con incentivi al personale per rimanere nei posti attribuiti diversi dai luoghi di residenza

  • I fatti di cronaca e la recente disgrazia del bambino morto a Milano, cadendo dalla tromba delle scale dell’Istituto Pirelli, hanno messo in evidenza anche per l'ex responsabile scuola di Forza Italia, Elena Centemero, il problema degli organici del personale Ata, nettamente inferiori al fabbisognoe lontani da quei requisiti minimi anche per i servizi di sorveglianza degli studenti. Marcello Pacifico: Coi tagli si mette in dubbio la sicurezza. Le nuove tecnologie non possono sostituire le persone come in un'azienda per realizzare risparmi. Bisogna partire dal ripristinare gli organici tagliati dieci anni fa

  • Lo prevede il decreto “salva precari bis”, appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale, nel quale si sancisce che l’insegnamento dovrà avvenire affidandosi all’organico già presente, senza alcuna aggiunta. Per il sindacato non è un buon viatico verso l’introduzione della disciplina, perché potrebbe rivelarsi una conferma del modello leghista di inglobarla all’interno di altre materie. È bene, quindi, che il decreto, ora all’esame del Parlamento, venga modificato anche in questa parte. “Speriamo solo che per l’insegnamento dell’educazione civica in ogni grado scolastico – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – non si voglia prevedere un organico aggiuntivo solo perché si ha l’intenzione di formare, a breve, dei docenti potenziatori o soprannumerari. Qualsiasi altra soluzione, come quella di utilizzare docenti che già insegnano discipline affini, ricalcherebbe quella approntata in malo modo dal precedente esecutivo e contro la quale si è mosso non solo il sindacato, ma tutta l’opinione pubblica oltre che organismi di rilievo come il Consiglio superiore della pubblica istruzione. Ancora una volta, se le cose stanno così, ci ritroviamo con il Miur che vuole fare delle nozze con i fichi secchi”

  • Il testo (AC 2222) è stato assegnato all’esame congiunto della VII e della XI Commissione della Camera dei Deputati. Anief ha inoltrato la richiesta di audizione e sta lavorando alla segnalazione di diversi emendamenti che saranno illustrati a tutti i gruppi parlamentari anche in occasione dello sciopero del 12 novembre prossimo, secondo quanto già elaborato nella piattaforma sindacale. Si prevede un’ondata di ricorsi per l’alto numero di candidati esclusi, per la quale a breve, saranno aperte le pre-adesioni gratuite

  • “Sulla scuola ci aspettavamo un impegno vero, non i soli annunci vuoti di contenuti: dopo il deludente decreto ‘salva precari bis’, contro il quale l’Anief ha proclamato losciopero nazionale per il prossimo 12 novembre e chiesto agli altri sindacati diunirsi alla protesta e al sit-in davanti al Parlamento, adesso spunta una manovra che dà al settore davvero poco, producendo pure tagli ad un settore, quello del precariato, che negli ultimi anni è cresciuto in modo esponenziale e non si andrà di certo ad abbattere con i pochi posti messi a bando attraverso i prossimi concorsi ordinari e riservati”: lo dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, lamentando le disposizione che il Governo ha deciso per il settore dell’Istruzione e che nei prossimi giorni saranno al vaglio del Parlamento per l’approvazione finale.

  • Intervento di Marcello Pacifico, presidente di Anief, ai microfoni di Italia Stampa: «Un provvedimento che non risolve i problemi della scuola, a cominciare da precariato e supplentite. Servono modifiche profonde per il reclutamento di docenti, Ata, personale educativo e Dsga»

  • Mai era accaduto che un anno scolastico iniziasse con 205 mila cattedre da coprire con personale precario: nell’ultimo decennio, il numero di contratti a tempo determinato è addirittura raddoppiato. Anche perché su 180mila immissioni in ruolo ne sono state fatte soltanto 90mila, per colpa di un sistema di reclutamento che lascia ai margini gli abilitati all’insegnamento e permette di lavorare sempre più con le Mad. E ora pure con gli annunci sui social.

  • Il giovane sindacato spiega i motivi della protesta che porterà personale precario e di ruolo, docenti, ata, educatori, ricercatori ad astenersi dal lavoro e a manifestare a Roma durante il dibattito parlamentare su eventuali emendamenti di modifica del disegno di legge di bilancio e del decreto salva-precari. Contestata anche l'intesa raggiunta dalle altre sigle sindacali, la mancata convocazione agli stessi tavoli e l'impossibilità di poter, a quasi due anni dal dato elettorale, usufruire delle prerogative sindacali tutelate dalla Costituzione: su questo punto,Anief si è rivolta anche al premier Giuseppe Conte.

    Scarica il volantino e la piattaforma

  • Le proposte di Anief nelle parole del presidente nazionale Marcello Pacifico, intervistato da Italia Stampa: “Chiediamo cose semplici, serve una svolta, basta con le occasioni mancate”

  • Estendere il concorso straordinario all’infanzia, primaria ed educatori, ai docenti delle paritarie e dei corsi Iefp, ai dottori di ricerca, eliminare la quota limite di posti autorizzati nella nuova graduatoria valida per le assunzioni, riconoscere il servizio prestato su posti di sostegno, ridurre a due anni il servizio valutabile e comunque valutare quello in corso. 

    E ancora: confermare nei ruoli chi ha superato l’anno di prova (DM e ITP) evitando i licenziamenti e procedendo al reintegro, aggiornare annualmente graduatorie di istituto provinciali aperte ai neo-laureati, stabilizzare i collaboratori scolastici in possesso dei medesimi requisiti del personale delle cooperative, ammettere i facenti funzioni alle prove scritte dell’attuale concorso a DSGA, bandire i concorsi per i profili As e C e per i passaggi verticali, ripristinare la figura del ricercatore a tempo indeterminato, cambiare le regole per il reclutamento del personale Afam e stabilizzarlo, assumere il personale delle sezioni primavera, assistente all’autonomia e alla comunicazione.