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Sicilia e Campania: ancora successi per il Pettine ANIEF

Continua il coro di sì da parte dei Giudici del Lavoro alle richieste dei ricorrenti ANIEF. Questa volta sono i Tribunali di Catania, Caltagirone (CT), Sciacca (AG) e Napoli a confermare il diritto alla posizione “a pettine” nelle Graduatorie 2009/2011. Gli Avvocati Fabio Ganci e Walter Miceli ottengono altre due immissioni in ruolo e una lunga serie di cautelari confermate.

Altre due sentenze positive in Sicilia: il diritto al posizionamento “a pettine” e secondo il merito è stato nuovamente e definitivamente riconosciuto dal Giudice del Tribunale di Sciacca che ha constatato che “[…] appare del tutto conforme ai precetti contenuti nella Carta Costituzionale […] riconoscere il diritto del ricorrente all'assunzione a tempo indeterminato sin dal 1.9.2009”.  Queste le parole riportate nelle sentenze ottenute dall'Avv. Francesca Picone che hanno determinato un nuovo importante successo per il nostro sindacato e altri due ricorrenti ANIEF immessi in ruolo dalle GaE 2009/2011.

L'esperienza dell'avvocato Michele Speranza, legale ANIEF sul territorio, è stata premiata con un “pieno” di assensi presso il Tribunale di Napoli: tutte le istanze presentate per la conferma delle ordinanze cautelari TAR sono state accolte. Nuovamente riconosciuto il diritto per tutti i ricorrenti ANIEF da lui patrocinati al posizionamento a pettine nelle GaE 2009/2011.

Anche l'Avvocato Adriana Carrabino ormai da mesi ha abituato l'ANIEF a ricevere e diffondere solo ottime notizie: successo pieno presso i Tribunali di Catania e Caltagirone e ulteriore conferma per i diritti dei ricorrenti ANIEF e per le ragioni del nostro sindacato. Accolte tutte le istanze cautelari finora presentate dal nostro legale in favore dei ricorrenti pettine.

Nella lunga battaglia intrapresa al fianco dei propri iscritti, l'ANIEF non può che essere compiaciuta dai risultati finora ottenuti e ribadisce con determinazione che continuerà a lottare per la tutela di quanti, collocati “in coda” dal MIUR, sono stati per anni defraudati dei propri diritti in nome di criteri irragionevoli e incostituzionali.