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Da Cuneo a Catania ancora vittorie ANIEF sui ricorsi Pettine

Dopo la pausa estiva, riprendono le quotidiane vittorie dell'ANIEF nei Tribunali di tutta Italia: i legali ANIEF continuano a raccogliere successi a tutela dei nostri iscritti, i Tribunali seguitano a ribadire che le immissioni in ruolo 2009/2011 dovevano rispettare il punteggio posseduto, l'ANIEF continua a dimostrare che aveva ragione... con buona pace di chi ha provato ad opporsi alla Costituzione!

L'Avv. Antonino Chiarenza, con ben otto cautelari accolte presso il Tribunale di Catania, procura altrettanti successi e permette all'ANIEF di fare un “mini-tour” d'Italia ottenendo ragione per i propri iscritti contro gli Ambiti Territoriali di Vercelli, Torino, Ravenna e Terni. Le Amministrazioni dovranno rispettare quanto già deciso in favore dei ricorrenti ANIEF dal TAR e mantenere il loro inserimento “a pettine” e non in coda “con decorrenza dalla data di prima pubblicazione delle graduatorie definitive […] a tutti gli effetti, anche ai fini della immissione in ruolo”.

A Cuneo l'Avv. Irene Lo Bue porta avanti con determinazione e perizia le ragioni dei nostri iscritti conseguendo una soddisfacente e definitiva vittoria contro chi (ancora) prova con ogni mezzo a ostacolare il decorso della Giustizia.

Il Giudice del Lavoro di Cuneo - constatando che non è “oggetto di contestazione (né potrebbe essere diversamente, alla luce della statuizione della Corte Costituzionale con la sentenza n. 41/2011) il diritto della ricorrente ad essere inserita “a pettine” anziché in coda”  - ha ribadito, citando e condividendo altre pronunce positive già ottenute dall'ANIEF in via definitiva, che il diritto all'immissione in ruolo in virtù della posizione “a pettine” è “un diritto soggettivo pieno, […] di conseguenza, assume rilevanza nel presente giudizio unicamente il momento lesivo di tali diritti (corrispondente all'inserimento della ricorrente “in coda” anziché “a pettine”) e non possono perciò essere presi in considerazione profili ulteriori e di per sé riguardanti, per così dire, la “ricostruzione “ di una nuova (e, per di più, del tutto virtuale) graduatoria”.

Dopo aver fugato le inutili opposizioni dei convenuti, che ostinatamente eccepivano una circostanza ritenuta “del tutto ipotetica ed eventuale”, il Giudice ha definitivamente dichiarato il diritto all'immissione in ruolo della nostra iscritta, con effetti giuridici ed economici a far data dal 1° settembre 2010 e condannato il MIUR a 1.800€ di spese di giudizio.

Soddisfazione dell'ANIEF per le nuove conferme ottenute e per l'ottimo lavoro dei suoi legali, con un pensiero di solidarietà a quei controinteressati che, lasciandosi ammaliare da fantasiose teorie, si sono visti soccombere in giudizio e dovranno probabilmente anche pagare le spese ai loro difensori.