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Scioperi

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Contro le recenti norme che obbligano al ricollocamento forzato in altro ramo dell’amministrazione, alla cassa-integrazione (80% dello stipendio per due anni) e al licenziamento dei soprannumerari e dei non-idonei, e contro l’ipotesi di ulteriori 100.000 posti da tagliare nella scuola.

Pur avendo proclamato già uno sciopero per il 3 marzo prossimo, riteniamo che i recenti provvedimenti approvati e lo stato avanzato delle ipotesi su riduzione del percorso scolastico degli alunni da 13 a 12 anni, abolizione del valore legale del titolo di studio, riconversione improvvisata del personale in esubero su sostegno, siano frutto di un’unica volontà tesa a ottenere nella Scuola, nei prossimi sei mesi, la cancellazione degli stessi posti di lavoro evaporati negli ultimi tre anni. Non è un caso se la legge 111/11 ha cancellato in soli due mesi lo stesso numero di presidenze che la legge 133/08 aveva attuato in un triennio, prevedendo l’accorpamento di più di 2.000 istituzioni scolastiche; e non è un caso se in tema di riforma del mercato del lavoro, si comincia a ritenere legittimo il licenziamento senza giusta causa quando due imprese si fondono realizzando economia di spesa (proprio quando la scuola è intesa sempre più come un’impresa). E proprio un’altra legge, la n. 183/11 ha introdotto nel pubblico impiego la cassa-integrazione e il licenziamento che prima colpivano soltanto il settore privato, facendo si che dal prossimo 1 settembre - se è vero che devono essere tagliati altri 300.000 nella pubblica amministrazione - avremo intorno a 40.000 sovrannumerari nella scuola, un numero tre volte più grande di quello attuale, che rischiano il licenziamento prima ancora di maturare i diritti per andare in pensione.

Ogni nuova ipotesi di riforma, purtroppo, ha il solo obiettivo di cancellare i posti di lavoro attuali, senza che i vecchi sindacati tradizionali informino i lavoratori, organizzino scioperi o ricorsi, gli stessi che oggi non hanno pudore nel richiedere ancora fiducia ai lavoratori alle prossime elezioni RSU.

Contro questa miope politica dei tagli, priva degli investimenti necessari per salvaguardare e rilanciare il welfare, attuata con il consenso delle organizzazioni sindacali più rappresentative, si deve scioperare in modo unitario per lanciare un chiaro messaggio di protesta. Per tali ragioni, Anief aderisce allo sciopero del 27 gennaio 2012, proclamato da Usb, Slai-Cobas, Cib-Unicobas, Snater, Usi, Sicobas.

Ma la tua partecipazione non si può ridurre alla sola astensione dal lavoro. Per evitare di ricorrere nei tribunali per ottenere giustizia hai la possibilità, vista l’attuale campagna di elezioni RSU che deciderà chi siederà al tavolo delle trattative per il prossimo triennio, di mandare a casa l’attuale casta sindacale, di candidarti tu stesso nelle liste Anief della tua scuola per rappresentare la tua categoria. I tempi sono prossimi alla scadenza: invia una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e dai forza al giovane sindacato che in questi tre anni è riuscito a ottenere la fiducia di migliaia di colleghi.

Pertanto Anief invita i propri iscritti ad aderire alla giornata di sciopero proclamata per il prossimo 27 gennaio.

La campagna RSU Anief

Mentre CGIL-FLC, UIL, CISL, SNALS e GILDA apprezzano le parole del Ministro Profumo nell’incontro di ieri, l’ANIEF si presenta al Ministero del Lavoro per discutere i motivi dello stato di agitazione di docenti e ATA, e proclama lo sciopero, preso atto delle risposte insoddisfacenti del MIUR.

Fallita la lunga procedura di conciliazione con il Miur, tenuta il 10 gennaio presso il Ministero del Lavoro per la trattazione dei numerosi punti che il nuovo sindacato aveva posto all’attenzione del Miur in merito alle domande poste per il personale docente e ata di ruolo e precario, sui concorsi e sulle relazioni sindacali, Anief ha deciso di proclamare uno sciopero generale, il 3 marzo 2012, per tutto il personale del comparto scuola che sarà impegnato dal 5 al 7 marzo nella votazione delle RSU nelle scuole.

Anief durante l’incontro ha rivendicato per il personale di ruolo: lo sblocco degli scatti di anzianità, del contratto e la disapplicazione della normativa sulla cassa-integrazione/licenziamento, il mantenimento dell’anzianità retributiva, il ripristino della mobilità triennale e dei gradoni di stipendio per i neo-immessi in ruolo, una finestra per i pensionabili della classe 1952, l’indennità di reggenza e di sostituzione del dirigente per i vicari; per il personale precario: la stabilizzazione su tutti i posti vacanti e disponibili, lo sblocco dei posti accantonati, la cessazione in auto-tutela del contenzioso sulle GaE, la rideterminazione al 31 agosto dei contratti siglati erroneamente al 30 giugno, gli scatti di anzianità durante il pre-ruolo, l’inserimento di tutti i docenti abilitati nelle GaE, una finestra sulle pensioni per gli statali come per i lavoratori privati, la stabilizzazione dei precari e la parità di diritti con il personale di ruolo; riguardo ai concorsi: la rinnovazione dei concorsi per dirigente e per insegnare all’estero, un doppio canale di reclutamento per la docenza, (relazioni sindacali) il diritto di assemblee in orario di servizio per tutti i sindacati, liste nazionali per misurare la rappresentatività dei sindacati, l’elettorato passivo ai precari.

I punti sono stati affrontati in maniera approfondita e alla fine dell’incontro sono state ritenute insoddisfacenti le risposte del Miur in merito a tutte le rivendicazioni poste che hanno portato allo stato di agitazione della categoria.

Pertanto, Anief ribadisce la volontà di scioperare il 3 marzo 2012 e di presentarsi alle elezioni RSU del 5-7 marzo 2012, per ottenere, se rappresentativa,      

per il personale di ruolo:

- lo sblocco degli scatti di anzianità, comunque irrecuperabili fino al 2014 (al di là dell’una tantum che potrebbe essere trovata anche per il 2011dai tagli) e lo sblocco del contratto, che fermano i contributi per la pensione e lo stipendio ai livelli del 2010;

- lo stralcio dell’accordo del 4 febbraio 2011 firmato da CISL, UIL, CLNFSAL, CIDA, UGL, USAE e del conseguente atto di indirizzo per la sostituzione del sistema dell’anzianità retributiva con il merito, a partire dal 2014;

- lo stralcio del contratto firmato il 4 agosto da CISL, UIL, SNALS, GILDA che elimina i primi gradini di anzianità retributiva per i neo-immessi in ruolo, e dell’intesa tra il Miur e tutte le OO. SS. rappresentative sull’ipotesi di contratto sulla mobilità che lascia invariata la vecchia tabella di valutazione dei titoli (senza valutare il titolo SSIS, dei supervisori di tirocinio, discriminando il servizio pre-ruolo, etc.) e impedisce la mobilità per cinque anni ai neo-immessi in ruolo;

- l’apertura di una finestra per i pensionabili della classe 1952 come concessa ai privati;

- l’erogazione dell’indennità di reggenza ai vicari, ferma dopo un anno di trattative tra il Miur e le parti sociali, e dell’indennità per la sostituzione del dirigente per fermare la precarizzazione della dirigenza dopo l’accorpamento di centinaia di istituti scolastici voluto dal dimensionamento;

- la disapplicazione nel comparto scuola delle norme sulla mobilità coatta, cassa-integrazione e licenziamento, visto che i docenti non hanno alcun colpa della soppressione delle scuole o dello spegnimento di alcune materie volute dalla politica;

- la valutazione immediata per intero di tutto il servizio pre-ruolo e l’erogazione degli aumenti di stipendio dovuti per gli anni di precariato;       

 

per il personale precario:

- la stabilizzazione su tutti i posti vacanti e disponibili a partire dall’immediata immissioni in ruolo, con nomina retrodatata al 1 settembre 2011, di 10.000 docenti e 35.000 ata assunti a tempo determinato;

- lo sblocco dei 1.500 posti congelati nelle recenti immissioni in ruolo a seguito del contenzioso coda-pettine, e l’adeguamento dell’amministrazione alla giurisprudenza acquisita per le GaE ai fini della cessazione immediata in auto-tutela del contenzioso riassunto al giudice del lavoro o ancora pendente al Tar Lazio;

- la corretta assegnazione al 31 agosto di tutti i posti erroneamente assegnati al 30 giugno, se vacanti e disponibili;

- l’attribuzione degli scatti di anzianità, durante gli anni di precariato;

- l’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento di tutto il personale in possesso di un’abilitazione e degli iscritti, non ancora laureati-abilitati, in scienze della formazione primaria come dei futuri iscritti al TFA;

- l’inserimento nelle rispettive fasce di appartenenza, all’atto dell’aggiornamento delle graduatorie, del personale ATA, senza più code;

 

per i concorsi:

- un doppio canale di reclutamento, per il 50% aperto ai concorsi per tutto il personale abilitato e il 50% riservato allo scorrimento delle graduatorie ad esaurimento dove inserire sempre tutto il personale abilitato;

- la rinnovazione per i ricorrenti e idonei delle procedure di selezione del concorso per dirigente scolastico, e la rinnovazione delle prove del concorso per insegnare all’estero, viste le illegittimità che hanno caratterizzato la gestione delle rispettive procedure concorsuali;

 

per le relazioni sindacali:

- la concessione dell’elettorato passivo ai precari, riducendo da tre a un anno la nomina della RSU eletta;

- l’introduzione di liste nazionale per la misurazione della rappresentatività, attraverso lo scorporo delle elezioni delle RSU nelle singole scuole dal voto nazionale alle liste sindacali;

- la libertà per tutti i sindacati di tenere assemblee in orario di servizio proporzionalmente al numero di iscritti, indipendentemente dall’essere rappresentativo.

 

La proclamazione dello stato di agitazione Anief del personale docente - ata

 

Il comunicato sulla fallita procedura di conciliazione

COMUNICATO

 

In data 10 gennaio 2012, presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, alla presenza della Dott. Gabriele Gallo, si è tenuto l’incontro per lo svolgimento del tentativo preventivo di conciliazione nell’ambito della procedura di raffreddamento e conciliazione di cui alla legge n. 146/1990, come modificata dalla legge n. 83/2000.

Sono presenti:

- per il M.I.U.R., la d.ssa Maria Assunta Palermo e la d.ssa Bianca Artigliere;

per la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Funzione Pubblica, nessun rappresentante nonostante regolare convocazione.;

- per ANIEF il dott. Marcello Pacifico.

Tale incontro è stato indetto, su richiesta dell’associazione professionale sindacale ANIEF, che ha comunicato la proclamazione dello stato di agitazione del personale docente e Ata a tempo indeterminato e determinato delle Istituzioni scolastiche ed educative . I motivi sono elencati nella richiesta di convocazione allegata al presente comunicato.

Dopo un ampia ed approfondita discussione le Parti hanno rilasciato le seguenti dichiarazioni:

MIUR

“Le tematiche trattate sono tali che non possono essere oggetto di conciliazione necessitando di specifiche normative che, eventualmente, disciplinano le fattispecie (stabilizzazione dei precari, inserimento in GAE dei docenti abilitanti e abilitati ad oggi esclusi) sblocco del CCNL, eliminazione del maxi gradone )… .

Su alcuni punti è già in corso una mediazione dell’Amministrazione con il MAE e la Direzione del Bilancio del MIUR per il riconoscimento dell’indennità di reggenza per i docenti vicari, valutazione titoli ai fini della mobilità, formazione e riconversione docenti”.

ANIEF

“L’Anief pur apprezzando il ritiro da parte dell’Ansas del bando per la formazione come insegnanti di sostegno dei docenti soprannumerari e le aperture dell’Amministrazione in merito alla necessità di riconoscere ai vicari l’indennità di reggenza o di sostituzione del dirigente, e all’opportunità di rivedere la vecchia tabella di valutazione dei titoli nel contratto sulla mobilità, preso atto, comunque, dell’assenza di risposte soddisfacenti in merito a tutti i problemi posti, che pure la stessa amministrazione in alcuni casi per via conciliativa avrebbe potuto dare (sblocco dei posti accantonati, stabilizzazione dei precari nominati sui posti vacanti e disponibili, revisione del blocco dell’intesa recentemente firmata sulla modalità e del contratto sui gradoni, sblocco del contratto collettivo nazionale per lo stipendio, etc.), senza ricorrere all’intervento legislativo, ribadisce lo stato di agitazione e la volontà di proclamare una giornata di sciopero nazionale per il personale docente, ata della scuola”.

Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali prende atto delle posizioni delle Parti Sociali e dichiara formalmente esperita e conclusa con esito negativo la procedura di cui alla legge n. 83/2000.

E proclama uno stato di agitazione di tutto il personale docente e ata. Il 9 e 10 gennaio, il primo invito ad astenersi dal lavoro. Anief condivide la richiesta di concedere agli statali la stessa finestra per la pensione concessa ai privati della classe 1952.

Lo Stato non deve obbligare i cittadini a lavorare dopo 40 anni di contributi. Il lavoro serve per promuovere il benessere sociale ed economico del Paese, non per tappare soltanto i buchi dei conti pubblici. Né si può impedire alle giovani generazioni di trovare un lavoro quando se ne cristallizza l’offerta con l’allungare sine die la data per ottenere la pensione. Così si rendono precarie le vite di intere generazioni, senza aumentare la produttività.

L’Anief condivide le ragioni dello sciopero che ha costretto il SISA - sindacato che appoggia le nostre liste nella campagna di elezioni RSU previste per il marzo 2012 - a proclamare due giornate di sciopero il 9 e 10 gennaio. Già, perché la proclamazione di uno sciopero è sempre un evento traumatico, anche se l’unica opzione per un sindacato che, se non rappresentativo, non ha altri strumenti se non i ricorsi per fare ascoltare le proprie ragioni, quando gli altri non ottengono niente ai tavoli contrattuali.

Tutte le manovre economiche che si sono alternate nell’ultimo triennio hanno inesorabilmente spazzato via tutti i diritti acquisiti in cinquant’anni di lotte sindacali, nel silenzio di quei sindacati che oggi non rappresentano né gli interessi dei lavoratori né del Paese.

Ecco perché di fronte all’ennesima legge che allunga l’età pensionabile, che riporta l’intero sistema a quello contributivo, priva i giovani di un lavoro, colpisce i soliti redditi certificati, senza alcuno sviluppo economico o riprogrammazione del sistema produttivo, Anief ha deciso di aprire una nuova stagione di scioperi nelle scuole.

Il 9 e 10 gennaio invitiamo docenti e ata a scioperare con il SISA.

Nei prossimi giorni ci schiereremo al fianco dell’USB – sindacato con cui abbiamo chiesto il cambio delle regole per le elezioni RSU (assemblee in orario di servizio, liste nazionali, voto ai precari) per incrociare le braccia insieme il 27 gennaio prossimo nello sciopero proclamato da Usb, Slai-Cobas, Cib-Unicobas, Snater, Usi, Sicobas.

Infine, concluderemo questo primo trimestre di protesta con uno nuovo sciopero generale, se lo stato di agitazione proclamato il 4 gennaio 2012 non si dovesse raffreddare nell’incontro programmato con i rappresentanti del Miur presso il Ministero del Lavoro, il 10 gennaio prossimo.

Ma la lotta per reclamare i tuoi diritti, non può esaurirsi nel ricorso o nello sciopero: devi darci la possibilità di rinnovare il sindacato, di rappresentarti ai tavoli contrattuali: se di ruolo, candidati come RSU e vota la lista ANIEF. Entro il 18 gennaio, scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. per ricevere la documentazione per presentare la tua candidatura. Il destino della scuola è nuovamente nelle tue mani.

Il documento con le ragioni dello sciopero del SISA

La lettera del prof. Sammarro, raccolta dall’Anief in merito ai lavoratori statali classe 1952

La pagina dove scaricare la documentazione per presentare le liste Anief per le elezioni RSU

Adesione allo sciopero del 18 marzo come per i grandi sindacati confederali. Ancora una volta docenti e ata si schierano con il nuovo sindacato.

Tra i motivi della protesta, la richiesta dello sbocco del contratto e degli scatti di anzianità, lo stop all'atto di indirizzo all'Aran sui nuovi criteri di contrattazione, la stabilizzazione di tutti i posti vacanti e disponibili e la parità di diritti tra personale precario e di ruolo. L'adesione dei colleghi è segno che l'Anief è ormai percepito nella scuola come il vero interprete dei bisogni e il tutore dei diritti dei lavoratori, sempre nel rispetto e nel culto della nostra Costituzione. Ma la protesta non si ferma: l'Anief scenderà nuovamente in campo il 29 marzo, con l'adesione a Roma alla manifestazione dei docenti precari, abilitati ma esclusi dalle graduatorie: sit-in la mattina dalle ore 10 alle ore 13 davanti al MIUR. Continua nel frattempo la campagna di adesione per la presentazione delle candidature nella lista Anief per le prossime RSU. Se interessato scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

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