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Il titolare del Miur sostiene che il Governo si impegnerà a fornire aumenti adeguati al corpo insegnante italiano. Intanto, però, il Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, mette le mani avanti e dichiara che per la Legge di Bilancio 2018 "le risorse sono pochissime dati i vincoli di bilancio. Il Pil è migliorato ma non in modo tale da allentarli in modo significativo".

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): I nostri insegnanti della scuola pubblica non hanno bisogno di auspici impossibili da portare a termine. Sanno già molto bene che guadagnano meno di tutti in Europa dopo i colleghi di Grecia e Slovenia. Ma per adeguare gli stipendi di quelli italiani all’inflazione e praticare un aumento minimo soddisfacente, il Governo deve trovare 12 miliardi di euro. Invece, ammesso che si trovino, si arriverà al massimo a 2,7-2,8 miliardi complessivi. Di questi, tra l’altro, manca anche una terza tranche, la più corposa. A tutt’oggi, quindi, i fondi già disponibili arriverebbero a coprire appena 36-37 euro lordi: dire che è una miseria, dopo nove anni di blocco contrattuale, è poco. A queste condizioni è evidente che non bisogna accettare la proposta ma andare di corsa in tribunale, per chiedere pure gli arretrati che per la Consulta vanno applicati da settembre 2015.

È sempre possibile inviare formale diffida al Miur oppure aderire direttamente al ricorso rivolgendosi al giudice del lavoro, in modo da recuperare almeno il 7% degli ultimi due anni di quell’indennità sottratta in modo illegittimo e interrompendo i termini di prescrizione.

 

Le richieste di modifica della normativa vigente, presentate dalla delegazione Udir a Montecitorio, dinanzi alle commissioni riunite Cultura e Lavoro, alla presenza di esperti sulla sicurezza scolastica e dell’ex giudice di Cassazione Raffaele Guariniello, hanno aperto una breccia su una tematica impantanata da norme strozza-presidi e conservatorismi.Proprio oggi a Roma è stato reputato inagibile un istituto; così un centinaio di studenti di un istituto elementare di Roma dovranno restare a casa ‘sine die’.

Walter Rizzetto, (Fratelli d’Italia-AN), vicepresidente XI Commissione Lavoro della Camera, si è detto pronto a presentare un emendamento alla legge di stabilità che sollevi la presidenza delle scuole dalle responsabilità amministrative e penali relative alla violazione delle norme del testo unico dopo la segnalazione alle autorità competenti dei rischi a cui sono sottoposti gli edifici della scuola, rischi strutturali e ambientali: sono completamente contrario a questo modus operandi contro il dirigente scolastico, magari è un docente di lettere che non sa definire la gravità di una crepa. Serve un segnale forte: sino alla chiusura dell’istituto.

Raffaele Guariniello, ex giudice di Cassazione: C’è un problema di fondo, la disponibilità di risorse non illimitate e la difficoltà di sospendere l’attività. Per il caso dell’Aquila si è compreso questo: non avete i soldi? Allora bisognava chiudere il convitto nazionale. Oggi, in pratica, viene detto: non hai le risorse, chiudi la scuola. Allora dico, dobbiamo dire grazie a questi dirigenti scolastici.

Marcello Pacifico, presidente Anief-Udir: Come fanno i presidi a continuare ad aprire, senza valutare i rischi. Ogni preside che la mattina apre le scuole, tra amministrativo, civile e penale, ha 105 capi d’imputazione. Noi abbiamo presentato una proposta: aggiungere un titolo tredicesimo bis al T. U. sulla sicurezza, laddove il testo unico sulla sicurezza non si è occupato in passato del problema specifico della dirigenza scolastica. Chi è il datore di lavoro? È vero che il dirigente scolastico è il datore di lavoro sull’organizzazione, ma non ha potere di spesa, né d’intervento.

Scarica il video dell'Audizione svolta il 21 settembre a Montecitorio, in presenza delle commissioni riunite Cultura e Lavoro, esperti sulla sicurezza scolastica e la delegazione Udir.

Anche per approfondire queste tematiche, UDIR ed EUROSOFIA hanno organizzato un ricco calendario con 14 nuovi seminari formativi e informativi che toccheranno diverse città: si parlerà dei crescenti carichi di lavoro, delle responsabilità enormi, degli spostamenti continui per raggiungere plessi e sedi scolastiche, aggravati dalla riforma, sempre però in cambio di buste paga a dir poco esigue. Il prossimo incontro è previsto a Siracusa il 28 settembre: ecco la scheda di adesione al seminario.

 

 

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Commissioni Riunite - Sicurezza luoghi di lavoro, audizione esperti. Alle ore 14.30 le Commissioni riunite Cultura e Lavoro, presso l'Aula della Commissione Cultura, svolgeranno l'audizione di Raffaele Guariniello e di rappresentanti dell’Udir, nell’ambito dell’esame delle proposte di legge recanti Modifica all'articolo 18 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, concernente la responsabilità dei dirigenti in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro.

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Nuova vittoria Anief presso il Tribunale del Lavoro di Genova: condanna a carico del Ministero dell'Istruzione per discriminazione e reiterato abuso di contratti a termine in contrasto con la clausola 4 dell’Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato allegato alla Direttiva 1999/70/CE. Confermato il diritto dei precari a percepire la medesima retribuzione dei lavoratori di ruolo. Per aderire ai ricorsi Anief, clicca qui.

Anche il Tribunale del Lavoro di Genova dà piena ragione ai legali Anief Fabio Ganci, Walter Miceli e Alberto Agusto con una sentenza esemplare che condanna il Ministero dell'Istruzione per illecita reiterazione di contratti a termine e discriminazione a discapito dei lavoratori precari. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “La discriminazione posta in essere a carico dei lavoratori precari della scuola è palese e ormai la giurisprudenza è consolidata e concorde nel constatare che ammettere che la mera natura temporanea di un rapporto di lavoro basti a giustificare una qualsiasi disparità di trattamento, anche retributivo, nei loro confronti priverebbe di contenuto i principi cardine della direttiva 1999/70/CE e dell’accordo quadro; principi individuati dalla stessa Corte di Giustizia dell'Unione Europea nella garanzia della parità di trattamento da dover riconoscere ai lavoratori a tempo determinato, proteggendoli da qualsivoglia discriminazione”.  Ancora possibile aderire ai ricorsi Anief per ottenere il giusto risarcimento del danno in caso di reiterazione di contratti a termine su posti vacanti e il corretto inquadramento stipendiale anche durante il precariato.

 

 

Lo schema di regolamento su cui sarà redatto il bando, appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale, riconosce come utili gli anni di precariato solo se il candidato è comunque già in ruolo. Il sindacato ricorre quindi in tribunale contro il D.M. n. 138/17. Viene contestato, in particolare, l’articolo 6 perché non tiene conto della sentenza del Consiglio di Stato n. 4724 del settembre 2014, attraverso la quale è stato rigettato l’appello del Miur contro alcuni docenti, neo-immessi in ruolo con anni di precariato alle spalle. In precedenza, il Tar Lazio con la sentenza n. 8086/2013 e la n. 9729 del 16 settembre 2014 ottenuta dai legali dell'Anief, aveva infatti permesso a cento precari di partecipare alla precedente procedura concorsuale: tre di loro oggi sono diventati definitivamente Dirigenti scolastici.

L’impugnazione al ricorso al Tribunale amministrativo regionale è pertanto finalizzata alla partecipazione al concorso per diventare dirigenti scolastici dei docenti neo-immessi in ruolo nell'a.s. 2017/2018 (o immessi in ruolo negli anni precedenti che non hanno ancora superato l'anno di prova) e di quei precari abilitati che abbiano svolto almeno 5 anni di servizio nella scuola statale o paritaria. Ai fini del raggiungimento del quinquennio, per il sindacato valgono anche gli anni di dottorato. Per partecipare al ricorso è necessario presentare la domanda secondo i tempi che verranno stabiliti attraverso il successivo bando e le indicazioni del sindacato. Per aderire vai al seguente link. Scadenza 13 ottobre 2017.

Marcello Pacifico (presidente Anief): Non si comprende per quale motivo il Miur non abbia tenuto conto del servizio pre-ruolo che ha la medesima valenza di quello di chi ha un contratto a tempo indeterminato. Le sentenze emesse sinora ci hanno dato ragione. E anche fuori confine. A iniziare dalla Corte di Giustizia europea che, con il procedimento C-177/10, ha fornito precise indicazioni ai Paesi UE per l’apertura ai concorsi pubblici anche al personale non di ruolo. Risultano anche illegittime le esclusioni degli assunti che non hanno ancora svolto l’anno di prova, di chi ha svolto il servizio nelle scuole paritarie e il dottorato di ricerca all’Università.

 

In migliaia si sono già iscritti con Eurosofia al corso di preparazione al concorso, per diventare preside basta un clik!

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È in Gazzetta Ufficiale il Regolamento che definisce le nuove modalità di selezione per il reclutamento delle e dei dirigenti scolastici.

Eurosofia, in collaborazione con Anief, ha creato un Corso di preparazione per il Concorso a dirigente scolastico che consente di acquisire nozioni, competenze ed abilità gestionali, strutturali e di leadership per agevolare i candidati nel superamento della prova preselettiva in linea con lo schema di regolamento emanato dal MIUR.

Il 27 settembre 2017 presso il Liceo Artistico Statale “Porta Romana” di Sesto Fiorentino (FI), il Presidente Nazionale Anief, Marcello Pacifico, incontrerà gli associati delle Toscana, i docenti e il personale Ata per la cerimonia di inaugurazione del nuovo anno scolastico 2017/18. L’incontro si svolgerà dalle ore 13.00 alle ore 18.00.

Nel pomeriggio della stessa giornata, dalle ore 16.10 alle 17.00, presso la sala D2 (Padiglione Spadolini) sita al piano inferiore di FIRENZE Fiera – Fortezza da Basso, il presidente nazionale aprirà i lavori del Workshop Eurosofia sulla valenza inclusiva delle nuove tecnologie e degli effetti positivi sull’apprendimento, con un intervento su “Formazione iniziale e aggiornamento docenti, la piattaforma S.O.F.I.A. e la Carta del docente”.

Eurosofia sarà presente dal 27 al 29 settembre nello stand n°87 (Padiglione Spadolini). Per info contattare la segreteria Eurosofia: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure contattare il numero 091.7098311

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Sono i cosiddetti “idonei fantasma” che hanno partecipato con successo alla selezione dello scorso anno, per poi rimanere incredibilmente al palo, per via di una norma blocca-assunzioni prevista dallo stesso D.M. 93/2016. In pratica, questi docenti si sono preparati, hanno partecipato e superato tutte le prove concorsuali, ma non rientrando nel 10% aggiuntivo dei posti banditi risultano estromessi. Ciò malgrado vi siano, questa è la beffa, le cattedre dove collocarli.

Oggi i parlamentari del MoVimento 5 Stelle in commissione Cultura di Camera e Senato hanno presentato una interrogazione a prima firma dell’on. Maria Marzana, nella quale sostengono che la “procedura è assolutamente discriminatoria: chi risulti ‘idoneo’, come afferma anche la sentenza del Consiglio di Stato n.14 del 2011, è un vincitore potenziale ed è ‘meritevole’ di essere inserito nelle GM, così da poter ricevere proposta di stipula di contratto a tempo indeterminato in virtù del naturale ‘scorrimento’ delle suddette graduatorie”. Lo sbarramento del 10% è infatti illegittimo. Lo ha detto, in estate, il Consiglio di Stato che ha sentenziato a favore dei docenti della scuola secondaria in queste condizioni, chiedendo agli Uffici Scolastici Regionali di riformulare delle nuove graduatorie dei concorsi, denominate di ‘merito’, comprendenti gli “idonei oltre la soglia del 10%”. A seguire, il Tar non ha esitato a ribadirlo.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): È giunto il momento di sanare la medesima situazione per i docenti del concorso della Scuola Primaria e Infanzia. Il Miur deve rendersi conto che la soglia del 10% non ha motivo di esistere, perché lede il diritto degli idonei esclusi dalla possibilità di essere assunti a tempo indeterminato. E questo prescinde dal grado di istruzione, quindi anche per infanzia e primaria. Bisogna fare in fretta, perché c’è anche il rischio che una volta superati i tre anni dalla pubblicazione delle prime graduatorie queste possano decadere.

L'Ufficio Legale Anief ha attivato le procedure utili per agire in tribunale con uno specifico ricorso per ottenere giustizia se dall'Amministrazione non arriverà nell'immediato una soluzione rispettosa dei diritti dei candidati idonei del concorso Primaria e Infanzia.

 

Il giovane sindacato è stato convocato in audizione presso la VII e XI Commissione della Camera congiunta Cultura e Lavoro: proporrà nove nuovi articoli al D.lgs. n. 81/08 del Titolo XIII bis recante “Disposizioni speciali in materia di Istituzioni scolastiche ed educative”. I temi vanno dall’individuazione del datore di lavoro responsabile sulla sicurezza al potere inibitorio e d’interdizione, dagli obblighi e sanzioni per il proprietario dell’immobile e del dirigente scolastico agli impegni economici, sino ai lavori in appalto e alle nuove definizioni. Saranno presenti il presidente nazionale Marcello Pacifico, l’ingegnere Natale Saccone, esperto di sicurezza, dirigenti scolastici provenienti da Piemonte, Lazio, Campania e Sicilia. All’audizione sarà presente anche il noto giudice di Cassazione che seguì il processo sul crollo del convitto dell'Aquila nel 2009, al termine del quale si sentenziò la condanna penale di quattro anni dell’allora preside Livio Bearzi. Peccato che quel dirigente scolastico, come altri su cui sono stati avviati dei processi, non sia il datore di lavoro. Perché non ha alcun potere di gestione e manutenzione degli immobili, in alta percentuale collocati in zone sismiche e la metà dei quali costruiti prima del 1971, né ha alcuna possibilità di intervenire.

Marcello Pacifico (Anief-Confedir-Udir): Le modifiche che domani presenteremo alle commissioni competenti della Camera servono ad evitare che si possano ripetere delle nuove condanne a carico dei dirigenti scolastici, come quella del preside Bearzi, ritenuto colpevole di ‘inerzia, negligenza e condotte omissive’, pur non avendo alcuna possibilità di azione, oltre a quella di segnalare rischi e pericoli agli enti preposti. Il nostro ufficio studi ha calcolato che ogni giorno, a seguito delle norme vigenti sulla sicurezza, i nostri dirigenti scolastici rischiano più di cento cause civili e penali. Riteniamo assurdo tutto questo.

 

Altri cinque docenti con diploma magistrale abilitante ottengono l'immissione in ruolo grazie all'Anief. Pesante condanna del Miur a 18mila Euro di spese legali. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Come sempre fatti e non parole nella tutela dei diritti dei lavoratori della scuola”.

Con ben cinque sentenze di totale accoglimento emanate dai Tribunali del Lavoro di Bologna, Ferrara, Rimini e Udine l'Anief ottiene l'immissione in ruolo retrodatata all'anno scolastico 2015/2016 di altrettanti docenti abilitati con diploma magistrale che il Miur aveva voluto escludere dalla partecipazione al piano straordinario di reclutamento decretato con la Legge 107/2015. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Come sempre l'Anief risponde con i fatti ai fiumi di parole che si sono versati a discapito di questa particolare categoria di insegnanti. Il Miur deve arrendersi all'evidenza e alle determinazioni ormai univoche dei tribunali: i docenti abilitati con diploma magistrale inseriti in GaE a seguito di sentenza passata in giudicato dovevano partecipare al piano straordinario; accedere a quelle immissioni in ruolo, e alle future, è un loro diritto. Queste nuove vittorie in tribunale ci danno ancora una volta ragione e la condanna a carico del MIUR è esemplare: quando l'Amministrazione lede platealmente i diritti dei lavoratori della scuola e tenta di eludere il giudicato e gli ordini dei tribunali, ne deve pagare le spese”.

 

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