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Corriere della Sera: Scontro Giannini-sindacati sugli stipendi bassi dei prof

Il ministro: «Sono loro a volere il minimo garantito per tutti». La risposta: «Se Giannini vuole premiare pochi e penalizzare tutti gli altri troverà la nostra ferma opposizione».

Scontro ministro-sindacati sugli stipendi degli insegnanti. All’origine della rissa l’articolo del Corriere sui prof italiani maltrattati dalla politica e pagati peggio della media Ocse. «Metterei il dato in un quadro più ampio - ha detto Stefania Giannini intervenendo su Radio1 Rai alla trasmissione «Prima di tutto» -, non sono solo meno soldi ma anche spesi male. Gli insegnanti italiani, rispetto a quelli dei paesi europei avanzati, sono insegnanti che non hanno alcuna prospettiva di carriera, ma non solo nel senso di una progressione, di un avanzamento, ma nel senso di una differenziazione di funzioni».

Se si fa una contrattazione, ha continuato, «se anche le forze sindacali spingono sempre e solo per salvaguardare il minimo garantito a tutti e non per valorizzare chi lavora meglio, quel poco che c’è non solo non serve a migliorare la qualità complessiva ma nemmeno a valorizzare le singole persone». Immediata la risposta dei sindacati. «Siamo pronti a discutere di valorizzazione professionale dei docenti ma nell’ambito dei rinnovi contrattuali, se invece la ministra Giannini vuole premiare pochi e penalizzare tutti gli altri troverà la nostra ferma opposizione», ha detto il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo. «Argomenti complessi come retribuzioni e carriere necessitano di una discussione seria con le organizzazioni sindacali e non - ha osservato il sindacalista - di essere affidati a interviste».

Ancora più netta la presa di posizione del sindacato Gilda. «Le esternazioni della Giannini ci lasciano esterrefatti perché dimostrano che il ministro non conosce affatto la drammatica situazione in cui si trovano gli insegnanti italiani a causa di una politica miope basata su tagli continui e indiscriminati», ha detto il coordinatore nazionale Rino Di Meglio. « Il contratto - ha detto - è scaduto ormai da cinque anni, l’inflazione finora ha eroso gli stipendi del 17% e non c’è l’ombra di un centesimo da contrattare». Dura anche la reazione dell’Anief. «Il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini - si legge nel comunicato dell’Associazione nazionale insegnanti e formatori - farebbe bene ad andare a leggersi quanto guadagna nel 2014 un insegnante della scuola pubblica italiana: in media non arriva a 1.300 euro, meno di un operaio».

Fonte: Corriere della Sera