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Anief-Confedir: come da noi previsto, tutti i nodi stanno venendo al pettine, l'ultimo riguarda la sparizione dei posti liberi. Ai vincitori si dice di attendere un anno, ma le prospettive sono grigie. Pacifico: ormai siamo al si salvi chi può.

Anche il Ministero dell'Istruzione si sta arrendendo all'evidenza dei fatti: a due giorni dal termine ultimo per immettere in ruolo i docenti vincitori del concorso a cattedra, il Miur ha fatto sapere che sono state effettuate nemmeno il 30% delle assunzioni di coloro che si sono imposti nel concorso a cattedra bandito nel 2012. Si tratta di un dato bassissimo. Con la lista delle regioni che alzano bandiera bianca che cresce di giorno in giorno.

Ai ritardi di pubblicazione dei vincitori della procedura concorsuale, nelle ultime ore si sta verificando esattamente quanto denunciato dall'Anief un mese e mezzo fa: la mancata assunzione di coloro che sono risultati idonei dopo una lunga e faticosa selezione derivante dalla sparizione dei posti liberi, a seguito di errori di programmazione del Miur, dei tagli agli organici, della cancellazione delle scuole e del blocco del turn over. Un esempio che vale per tutti è quello del Molise, dove nella scuola primaria non verrà immesso in ruolo nessun vincitore di concorso, malgrado la graduatoria dei 27 vincitori fosse stata pubblicata e il DDG n. 82 del 24 settembre 2012 abbia previsto l'assegnazione di 26 cattedre.

Al Ministero continuano a dire che verranno assegnate il prossimo anno scolastico. Ma l'Anief ribatte che in mancanza di disposizioni che possano lenire gli ultimi provvedimenti contro la scuola e il suo personale - come la riduzione degli organici e del tempo scuola, il dimensionamento selvaggio e la rigida adozione della riforma Fornero - la possibilità che nuove cattedre possano liberarsi sono veramente ridotte.

Tutto ciò accade mentre nella maggior parte del regioni dove si è svolto il concorso a cattedra, le graduatorie dei vincitori rimangono ancora provvisorie. E in meno di due giorni appare davvero difficile, per non dire impossibile, che centinaia di liste di vincitori possano essere definite e utilizzate per le immissioni in ruolo. Dando ragione, ancora una volta, alla tesi espressa dall'Anief qualche giorno fa, attraverso cui associava il concorso a cattedra ad un vero calvario.

"Ormai siamo al si salvi chi può - commenta con amarezza Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir - con gli Uffici scolastici regionali che cercano di limitare i danni. Però in certi casi, come accaduto nel Lazio, Toscana, Sicilia, ora in Molise e tante altri, le condizioni sono oggettivamente impossibili per poter essere gestite con ragionevolezza: in questi casi si trattano i vincitori di concorso come dei numeri, dimenticando che si tratta di persone in carne e ossa. Con storie personali e familiari, spesso non facili, che non meritano di essere segnate negativamente - conclude Pacifico - per il cattivo operato delle istituzioni".

 

Solo una minima parte delle commissioni ha rispettato i tempi. Per l’80% rimane appena una settimana, ma una su tre deve ancora terminare i colloqui: il Lazio si è già tirato fuori, in altre sette regioni non è stata realizzata nemmeno una lista definitiva dei vincitori.

Il concorso a cattedra per 11.542 nuovi docenti, bandito un anno fa dall’ex ministro Francesco Profumo, si sta trasformando in un calvario: dopo la sparizione di tantissime cattedre, conseguenza dei tagli agli organici, del dimensionamento degli istituti e del blocco del turn over, e l’esclusione di 2.032 vincitori di concorso, per via della riduzione del contingente nazionale attuata da Mef e Miur, ora i candidati idonei devono fare i conti col grave ritardo con cui si stanno concludendo le procedure: a una manciata di giorni da fine di agosto, che per legge è il termine ultimo per immettere in ruolo i nuovi docenti, sono infatti pochissime le regioni che hanno pubblicato le graduatorie definitive del “concorsone”.

Questo significa che dove non si farà in tempo, gli Uffici scolastici saranno costretti ad utilizzare gli idonei del vecchio concorso, quello bandito 14 anni fa. E nel caso non ve ne fossero più, dalle graduatorie ad esaurimento dei precari. Così si allunga ulteriormente la lista dei vincitori di concorso che dovranno attendere un anno, salvo ulteriori sorprese, per vedersi assegnare l’immissione in ruolo: i 7.351 nuovi docenti da assumere, così come aveva decretato un anno fa dal Miur, diventano un obiettivo impossibile da raggiungere.

Mentre il Miur continua a tranquillizzare personale e sindacati, sostenendo che "il 73% dei concorsi regionali é andato a buon fine", attraverso le proprie sedi provinciali l'Anief ha verificato che le cose non stanno così: la stima del Ministero può essere considerata solo una proiezione. Per di più ottimistica. Perché in realtà la grande maggioranza delle procedure concorsuali è ferma alle graduatorie provvisorie. E una commissione su tre deve ancora terminare i colloqui finali o le valutazioni da assegnarvi. Con il risultato che, ad oggi, le graduatorie definitive che serviranno alle immissioni in ruolo si attestano tra il 15 ed il 20%.

I ritardi sono così evidenti che alcuni Uffici scolastici regionali hanno messo le mani avanti, dichiarando la loro impossibilità ad utilizzare le graduatorie del concorso bandito nel 2012. Come il Lazio, che nelle ultime ore ha pubblicato la nota n. 22995, con cui ha comunicato che "non sarà possibile pubblicare alcuna graduatoria definitiva delle procedure concorsuali di cui al DDG 24 settembre 2012 n. 82" e che quindi le stesse, una volta definite, si presume nelle prossime settimane, "verranno utilizzate per l'immissione in ruolo che saranno effettuate per l'anno scolastico 2014/2015".

Le indicazioni dell’Anief trovano conferma con quanto pubblicato dalla rivista specializzata "Orizzonte Scuola", secondo cui solo il Friuli Venezia Giulia, la Valle d’Aosta e le province autonome di Bolzano e Trento hanno completato la pubblicazione dei nominativi dei vincitori della selezione. Nel resto d'Italia i ritardi prevalgono di gran lunga sulle operazioni concluse. In Liguria sono pronte la classe di concorso A017, A051, A345 e A346; queste ultime due sono state definite in Piemonte, assieme a quella dei docenti di discipline giuridiche ed economiche (A019); in Lombardia le graduatorie definitive riguardano la scuola dell'infanzia, la A245 e A246, la A033, la A017, la A019, la A059, la A0345 e A346, la A020 e la C430, ma altrettante sono ancora provvisorie.

Sempre gli Itp della C430 sono gli unici idonei nelle Marche; in Basilicata le commissioni che hanno portato a termine le selezioni sono quelle di infanzia e primaria, più le classi di concorso A043, A050, A051 e A052; in Puglia sono state concluse le selezioni per Matematica e Scienze nelle scuole superiori, oltre alle classi di concorso A345, A346, A038 e A049; in Molise hanno terminato le procedure concorsuali solo infanzia e primaria; in Sardegna l’unica commissione ad aver concluso riguarda i docenti tecnico pratici della C430.

In tutte le altre regioni e per tutti gli altri insegnamenti per i quali si è svolto il concorso a cattedra, le graduatorie dei vincitori risultano ancora da definire. Le situazioni più difficili riguardano il Lazio, che come già detto si è già tirato fuori dalla “volata” per il 31 agosto prossimo, Toscana, Sicilia, Abruzzo, Campania (che annovera una ventina di diversi insegnamenti e classi di concorso), Emilia Romagna, Umbria e Veneto: in queste regioni nessuna graduatoria è ancora definita. E in pochissimi giorni appare davvero difficile, per non dire impossibile, che centinaia di liste di vincitori possano essere terminate e messe a disposizione per le immissioni in ruolo.

Secondo Marcello Pacifico, presidente dell’Anief e segretario organizzativo Confedir, “la gestione di questo concorso a cattedra diventa ogni giorno che passa sempre più caotica e difficile. Generando tra i partecipanti un senso crescente di amarezza e sconforto. A questo punto, diventa sempre più impellente l’attivazione di una graduatoria di merito, all’interno della quale collocare tutti i docenti risultati idonei: una graduatoria che tutelerebbe i vincitori del concorso da eventuali sorprese, come la decadenza dell’assunzione, e che il nostro sindacato rivendicherà in tutte le sedi opportune attraverso ricorsi ad hoc”.


La Nota ufficiale con cui l’Usr del Lazio dichiara di non fare in tempo a concludere le operazioni di nomina in ruolo entro il 31 agosto 2013

 

È l’amministrazione che deve attuare quanto disposto dalla magistratura a seguito di un contenzioso e non il cittadino a rassegnarsi sulla gestione scorretta di una procedura concorsuale. I ricorsi nascono quando sono lesi alcuni diritti come nel caso di un’ingiusta esclusione, di una cattiva valutazione o ancora di una mancata valorizzazione o spendibilità del titolo conseguito. Chi ha la confiance di amministrare la res publica lo dovrebbe sapere. Anzi, dovrebbe rispondere dei suoi errori. Non siamo in uno Stato assoluto.

L’art. 113 della Costituzione - replica Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir che soltanto il 16 agosto ha denunciato dai microfoni di Radio1 il silenzio sulle immissioni in ruolo dei precari e la vastità del contenzioso in atto - tutela il diritto dei cittadini a ricorrere contro gli atti della pubblica amministrazione ritenuti illegittimi, mentre la Consulta può cancellare dal nostro ordinamento le leggi approvate dal Parlamento lesive dei principi sanciti dalla nostra Carta.

Da quanto riportato nel comunicato di OS.it, farebbe bene il ministro ad attendere gli esiti del contenzioso prima di lanciare giudizi affrettati e a concorrere con il Governo per trovare una soluzione perché ogni ricorso contro gli atti della P.A. sia deciso in tempi rapidi. La soluzione non è certamente quella di impedire i ricorsi dei cittadini o di abolire il Tar o il CdS come qualcun altro ha ipotizzato in un editoriale della stampa dei giorni scorsi. Se poi si vuole un buon amministratore, basta fargli assumere le responsabilità erariali (spese legali e risarcimenti) delle decisioni prese.

Il comunicato di OrizzonteScuola

 

Dopo aver superato la selezione nazionale, in 7.351 su 11.542 sarebbero dovuti entrare in ruolo entro il prossimo 1° settembre. Ora, invece il Miur cambia i numeri e decide di assumere al ribasso, danneggiando 2.032 candidati idonei: nella primaria 1.161 idonei dovranno attendere almeno un anno; esclusi dalle assunzioni anche 266 della scuola dell’infanzia, 558 delle medie e 47 delle superiori. Ora rimarranno tutti senza lavoro e con il rischio di decadere assieme alla graduatoria. Pacifico (Anief): tutto ciò ha dell’incredibile, perché l’amministrazione prima mette i posti a concorso, poi realizza dure selezioni, ma alla fine premia solo una parte dei vincitori perché nel frattempo i posti sono spariti.

Il gioco al ribasso condotto dai ministeri dell’Istruzione e dell’Economia ha portato alla concessione di appena 11.200 immissioni in ruolo per il 2013. E lasciato in sospeso, per il secondo anno consecutivo, le assunzioni degli Ata. Secondo l’Anief si tratta di un comportamento inaccettabile, una vera offesa alla categoria. Solamente tra i docenti le assunzioni dovevano essere almeno 50mila: stiamo parlando di oltre 23mila cattedre curricolari e sostegno vacanti, più altri 27mila solo di sostegno che il Ministro ha detto di voler trasformare da posti in deroga in unità da aggiungere all’organico di diritto.

Ma c’è dell’altro. Perché oltre 2mila vincitori del concorso a cattedra, dopo aver superato una durissima selezione – con 200mila aspiranti, una prova preselettiva, tre verifiche scritte e due colloqui orali - rimarranno senza lavoro. Nel settembre 2012 il Miur aveva infatti decretato che tra gli 11.542 vincitori del concorso a cattedra, circa il 64% (7.351) sarebbe entrato in ruolo nell'anno scolastico 2013/2014. Con i restanti 4.191 da collocare all’inizio del 2014/2015. Ora però scopriamo che le cose sono andate diversamente: oltre 2mila vincitori di quel “concorsone” non verranno assunti. E siccome molti sono giovani laureati, non avranno nemmeno la possibilità di firmare un contratto a tempo determinato. Insomma, per loro oltre il danno (niente ruolo) si aggiungerà anche la beffa (niente lavoro). E la prospettiva di vedere vanificare tanti sforzi, perché entro due anni, massimo tre, la graduatoria dei vincitori decadrà in contemporanea alla pubblicazione di una nuova lista, composta dai vincitori del concorso successivo.

Le discrepanze tra i posti messi a concorso e quelli che effettivamente saranno assegnati ai ruoli sono presenti in tutti gli ordini di scuole. Per la scuola dell’infanzia, il bando prevedeva 1.411 vincitori da “spalmare” nel biennio 2013/14–2014/15. Ciò significa che ora sarebbero dovuti essere assunti in ruolo 903 nuovi docenti vincitori di concorso. Mentre nei prossimi giorni verranno assegnati la metà dei 1.274 complessivi (l’altra metà sono riservati ai precari inseriti nelle Graduatorie ad esaurimento): quindi, appena 637 cattedre a tempo indeterminato. Così 266 maestri dell’infanzia idonei saranno costretti ad attendere non si capisce cosa.

A ritrovarsi in questa situazione saranno anche tantissimi docenti della scuola primaria. Dei 3.502 vincitori di concorso, 2.241 (il 64%) sarebbero dovuti entrare in ruolo in questi giorni, per prendere servizio il prossimo 1° settembre. Invece, il Miur ha appena comunicato ai sindacati che saranno 2.161 ad essere assunti a tempo indeterminato. Anche in questo caso occorre considerare che la metà dei nominativi saranno “pescati” dai docenti meglio collocati nelle GaE. Quindi, i maestri che potranno trovare posto sono solo 1.080: ben 1.161 in meno rispetto a quanto preventivato nell’allegato 1 della Gazzetta Ufficiale (IV serie speciale) del 25 settembre scorso.

I beffati abbondano pure nella scuola media, dove il Miur ha messo inizialmente a concorso 629 posti per la classe di concorso A033 (Tecnologia), 410 posti per la A059 (Matematica e Scienze), 58 posti per la A030 (Educazione fisica), 1.871 per la A043 (Italiano, Storia e Geografia), 122 posti della A345 (Inglese), 64 posti per la A245 (Francese). In tutto si tratta di 3.154 posti. Considerando sempre poco più della metà da assumere subito, con l’inizio del prossimo anno scolastico sarebbero dovuti entrare 2.018 docenti neo-vincitori di concorso. Invece ne entreranno solo 1.460 (la metà di 2.919). In questo ordine di scuola il gap negativo è pari, quindi, a 558 posti.

Alle superiori il copione non cambia. Questi erano i numeri indicati dal Miur: 142 posti per la classe di concorso A017 (discipline Economiche ed aziendali), 70 posti per la A019 (discipline Giuridiche ed economiche), 26 posti per la A020 (Meccanica), 23 per la A034 (Elettronica), 21 per la A060 (Scienze), 84 posti per la A025 (Disegno e storia dell’arte), 340 posti per la A028 (Educazione artistica), 15 posti per la A029 (Educazione fisica), 49 posti per la A036 (Filosofia, psicologia e scienze dell’educazione), 128 posti per la A037 (Filosofia e storia), 197 posti tra A038, A047 e A049 (Fisica, Matematica, Matematica e Fisica), 602 posti per la A050 (Lettere), 339 posti sommando quelli messi a disposizione per le classi di concorso A051 e A052 (Latino e Greco), 156 posti per la A346 (Inglese), 67 per la A246 (Francese), 265 posti per gli Itp della classe di concorso C430 (Laboratorio tecnologico per l'edilizia ed esercitazioni di topografia). Ora, a fronte di 2.524 cattedre delle superiori da assegnare a chi si imponeva al termine della procedura concorisuale, era previsto che ne dovevano andare subito a ruolo 1.615. Invece, il Miur si fermerà a 1.568 (la metà dei 3.136 ufficiali). Facendo perdere per strada altri 47 posti.

Complessivamente, tra i vari ordini di scuole, ammontano a 2.032 le cattedre che il Miur ha prima messo a concorso e poi fatto sparire. L’Anief aveva ravvisato che i conti non tornavano già alcune settimane fa, andando ad incrociare i dati ufficiali sulla ripartizione regionale delle cattedre da assegnare tramite concorso pubblico con le elaborazioni su organici e mobilità del personale. Anticipando che a causa “degli errori di calcolo e di programmazione del Miur, delle norme che fanno decadere gli idonei col nuovo concorso e delle riforme Gelmini e Fornero che hanno ridotto cattedre, tempo scuola e turn over”, per “migliaia di candidati meritevoli” il concorso a cattedre si sarebbe rivelato “una selezione-beffa”. Ora, dopo aver analizzato i dati ufficiali, abbiamo avuto la conferma che la denuncia del nostro giovane sindacato non faceva una piega.

“Speravamo di non doverci stupire più di nulla – commenta Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir – ma stavolta il ‘teatrino’ messo su dal ministero dell’Istruzione ha dell’incredibile: prima mette i posti a concorso, poi realizza delle lunghe e dure selezioni, ma alla fine premia solo una parte dei vincitori perché nel frattempo i posti non ci sono più. È un’ingiustizia, perché i posti vacanti solo per i docenti sono almeno 50mila e ogni anno vengono assegnate 100mila supplenze annuali. Vorrà dire che anche il superamento di questa situazione kafkiana, di un paese che bandisce un concorso pubblico lasciando i vincitori per strada, passerà per la decisione della Corte di Giustizia europea, sollecitata di recente dalla Corte Costituzionale, che dovrà decidere sulla compatibilità delle deroghe adottate in Italia con la direttiva comunitaria sulle assunzioni del personale precario”.

 

 

 

 
 
 
ORDINE SCOLASTICO
 

ASSUNZIONI PROGRAMMATE NEL SETTEMBRE 2012:

DA ASSEGNARE SULLA BASE DELLE GRADUATORIE DERIVANTI DAGLI ESITI DEL CONCORSO A CATTEDRA

 

ASSUNZIONI CHE VERRANNO EFFETTIVAMENTE ATTUATE ENTRO IL 31 AGOSTO 2013

DIFFERENZA POSTI TRA QUELLI DECRETATI

UN ANNO FA
E QUELLI CHE ANDRANNO ORA IN RUOLO

Scuola dell’infanzia

903
637
-266
Scuola primaria
2.241
1.080
-1.161

Scuola secondaria di I grado

2.018
1.460
-558

Scuola secondaria di II grado

1.615
1.568
-47
TOTALE
-2.032

 

 

 

 

Agli inspiegabili ritardi sulle assunzioni e sul conferimento di 100mila supplenze, ora si aggiunge il problema del concorso per 2.386 nuovi dirigenti: sei regioni rimangono “appese” alle sentenze dei giudici amministrativi, con 2mila scuole su 8mila da settembre orfane del loro capo d’istituto e affidate in reggenza. Anief-Confedir: risolvere l’emergenza in Lombardia, come vorrebbe fare il Ministro, non basta. Urge più che mai una soluzione politica per tutto il territorio nazionale.

L’anno scolastico 2013/2014 sarà uno dei più caotici degli ultimi decenni: dopo aver ravvisato la mancanza di posti liberi per i vincitori del concorso per diversi degli 11.542 nuovi docenti, a causa del taglio agli organici e della riforma Fornero, e il mancato decreto autorizzatorio per l’assunzione dei già pochi 15mila precari, con 100mila supplenti costretti a cambiare più volte le scuole assegnate, ora scopriamo che a settembre un istituto su quattro sarà privo del proprio dirigente scolastico. E che altrettante scuole dovranno mettere a disposizione il proprio capo d’istituto per le reggenze. Tutto per colpa della pessima gestione del concorso per dirigenti scolastici, che avrebbe dovuto selezionare 2.386 nuovi presidi, ma che a due anni di distanza ha prodotto una mole di contenziosi da guinness dei primati. Con 8mila ricorrenti che attendono gli esiti della giustizia e le procedure concorsuali a rischio rifacimento in almeno cinque regioni.

Il risultato di questa situazione è che dal prossimo 1° settembre oltre 1.100 istituti inizieranno l’anno scolastico senza dirigente scolastico. Altre 600 scuole, sottodimensionate, saranno affidate per la legge sul “dimensionamento” in reggenze. E ulteriori centinaia rimarranno prive, per vari motivi, del loro capo d’istituto. Lo stesso Ministro Carrozza, nel corso di un question time, il 24 luglio ha ammesso che in Campania si è in attesa di una pronuncia cautelare; in Abruzzo è arrivata solo una sentenza di primo grado; in Molise è pendente il giudizio di appello, con lo slittamento delle prove a dopo l'estate; in Toscana il Consiglio di Stato, su richiesta del Ministero, ha sospeso la sentenza di primo grado e per conoscere il destino dei ricorsi bisognerà attendere l’autunno.

Si attende, inoltre, la sentenza del Consiglio di Stato per le irregolarità ravvisate nel concorso della Calabria. Poi c’è la Lombardia, dove, dopo l'annullamento, a seguito della sentenza n. 03747/2013 (sezione sesta), sempre da parte del Consiglio di Stato, delle prove scritte, ha costretto i responsabili dell’Usr a svolgere l’imbarazzante operazione di sostituzione delle buste oggetto di contestazione e che di ricostituzione dei plichi riguardanti le prove scritte del concorso per selezionare 355 nuovi ds. Con il risultato che a settembre oltre un terzo delle scuole autonome lombarde rimarranno senza dirigente.

“Il Ministro – sostiene Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir – prenda atto di essere subentrato a gestire un concorso gestito male sin dall’inizio, con migliaia di candidati che sono ricorsi al Tar perché l’amministrazione ha sommato errori su errori. Ad iniziare dalla realizzazione di migliaia di quiz sbagliati. L’Anief, pertanto, ribadisce l’esigenza di attuare il prima possibile una soluzione politica: Carrozza deve trovare il coraggio per procedere alla rinnovazione dell’intera procedura concorsuale. Inficiata sin da delle prove preselettive”.

“Chiediamo al Ministro – continua Pacifico – di adottare, come primo responsabile del Miur, una risposta adeguata alle necessità che si sono venute a determinare a seguito del concorso: l’ex Ministro Gelmini, infatti, si limitò ad eliminare, a pochi giorni dalla prova preselettiva, i già tanti test preselettivi errati, mediamente uno ogni sei. Ma poi i partecipanti alla prova del 12 ottobre 2011 ravvisarono la presenza di diversi altri quesiti errati. L’Anief lo denunciò subito: quelle prove andavano rifatte”.

Anche il seguito del concorso ha presentato non pochi problemi. Ad iniziare dai procedimenti di valutazione delle prove scritte. Passando per le buste contenenti i dati personali dei candidati. Sino alle clamorose denunce sulla presenza di membri delle commissioni del concorso in stato di incompatibilità rispetto a quanto previsto dal bando. Con la magistratura penale che, a tal proposito, si sta occupando della rilevazione di eventuali reati.

“Per questi motivi – spiega ancora il sindacalista Anief-Confedir - il Ministro deve il prima possibile convincersi che l’esito del concorso per dirigenti non è ormai più legato all’esito dei singoli contenziosi presso il giudice amministrativo. Che in alcuni casi, come in Lombardia, si esprimerà definitivamente tra diversi mesi. Per questo occorre un provvedimento d’urgenza, per riparare alla cattiva gestione di tutta la procedura. In caso contrario si metterebbe a repentaglio l’avvio del nuovo anno scolastico”.

Non convince davvero la risposta della Carrozza al question time, con prima firmataria la capogruppo Pd in commissione Cultura della Camera, Maria Coscia, secondo la quale, alla luce dei tanti contenziosi in atto, il Governo deve provvedere “ad adottare le misure necessarie per superare questo stallo che può compromettere la funzionalità di molte scuole nonché il regolare avvio del prossimo anno scolastico”: Secondo il Ministro, infatti, il Miur avrebbe da preoccuparsi solo dello stato del contenzioso in Lombardia, mentre nelle altre regioni interessate “il numero dei posti a concorso o di quelli disponibili in organico è molto limitato, sicché - ha detto Carrozza - gli effetti del contenzioso descritto sono ridotti”.

“Ma non avrebbe senso – ribatte Pacifico – limitarsi a sanare la situazione della Lombardia: gli errori sono stati fatti anche altrove e se qui i posti sono numericamente ridotti non c’entra nulla con il danno comunque arrecato a migliaia di partecipanti. Per questo occorre far ripetere le prove a tutti i ricorrenti. E, nel frattempo, procedere all'assorbimento dei candidati idonei che hanno dimostrato di meritare la dirigenza superando le verifiche, scritte e orali, cui sono stati sottoposti negli ultimi due anni”.